Siamo esterrefatti…
Oggi quasi tutti i quotidinai di oggi di oggi, 1°.10.2013, News va, laRepubblica TGcom 24 ilGiornale, ilMondo, laPresse, Newsit24 riportano le stesse sconcertanti e inaudite parole. Ci riferiamo, ovviamente alle gravi affermazioni sul proselitismo definito dal Pastore Universale della Chiesa (mah!) come “solenne sciocchezza”. (riconfermando lo sconcertanti linee guida che aveva dato alla C.E. Brasiliana nel luglio scorso: “La Chiesa non faccia proselitismo“). E’ vero che il proselitismo, ultimamente, ha assunto accezioni negative… ma in bocca al Papa si capisce bene a cosa faccia riferimento: alla “conversione”, alias “evangelizzazione.
La Chiesa deve aiutare i fedeli in difficoltà: lo fa da 2013 anni, e può continuare ad assistere i bisognosi, i malati, gli orfani. E’ anche uno dei suoi 5 precetti! Ma deve farlo nel nome della Ss.ma Trinità!
Peccato che però il comandamento dell’amore verso il prossimo sia indissolubilmente unito con l’altro, che precede: “Il Signore
Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo
cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. E il secondo è
questo: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Non c’è altro
comandamento più importante di questo » (Mc 12,29-31).: come ricorda anche il Catechismo della Chiesa Cattolica. Di questo però spesso ci si dimentica.
Va bene, si diceva, aiutare i malati e il prossimo perchè la Fede senza Carità è vuota e sarà proprio sulla Carità che saremo giudicati (a meno che il Papa non voglia “ridicolizzare” anche il Novissimo) ma ridicolizzare e cancellare il proselitismo, inteso come salda e convinta volontà di portare Cristo alle genti, come fecero S. Paolo e una schiera infinita di Martiri, per la conversione e la salvezza di tutti i popoli e tutte le nazioni è a nostro umile avviso, sbagliatissimo e al limite della eresia: non si può negare il mandato missionario della Chiesa: altrimenti significa disobbedire a priori all’ordine che il Risorto diede ai discepoli.
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E Gesù, avvicinatosi, disse loro: “Mi è stato dato ogni potere in cielo
e in terra. 19 Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni,
battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, 20
insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io
sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.
2013 anni fa
Fenicia e la Samaria raccontando la conversione dei pagani e suscitando
grande gioia in tutti i fratelli. [4] Giunti poi a Gerusalemme,
furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani e
riferirono tutto ciò che Dio aveva compiuto per mezzo loro. [5]
Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati
credenti, affermando: è necessario circonciderli e ordinar loro di
osservare la legge di Mosè. [6] Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema. [7] Dopo lunga discussione, Pietro si alzò e disse:
“Fratelli,
voi sapete che già da molto tempo Dio ha fatto una scelta fra voi,
perché i pagani ascoltassero per bocca mia la parola del vangelo e
venissero alla fede. [8] E Dio, che conosce i cuori, ha reso testimonianza in loro favore concedendo anche a loro lo Spirito Santo, come a noi; [9] e non ha fatto nessuna discriminazione tra noi e loro, purificandone i cuori con la fede. [10]
Or dunque, perché continuate a tentare Dio, imponendo sul collo dei
discepoli un giogo che né i nostri padri, né noi siamo stati in grado di
portare?
Francesco l’obiettivo della Chiesa non è tanto quello di far proseliti
ma quello di aprirsi e di ascoltare. “Il proselitismo – ha detto
accogliendo Scalfari – è una solenne sciocchezza. Bisogna conoscersi,
ascoltarsi e far crescere la conoscenza del mondo che ci circonda. Il
nostro obiettivo è l’ascolto dei bisogni, dei desideri, delle delusioni,
della disperazione, della speranza. Dobbiamo ridare speranza ai
giovani, aiutare i vecchi, aprire verso il futuro, diffondere l’amore“.
“La Chiesa apra ai non credenti” –
Quando gli si fa notare che i cristiani ora sono una minoranza, anche
in Italia, il Pontefice confessa che ciò può essere “addirittura una
forza”. Dobbiamo essere un lievito di vita e amore, e il lievito è una
quantità infinitamente più piccola della massa di frutti, fiori e alberi
che da quel lievito nascono”. Bergoglio torna poi al Concilio Vaticano
II, quando si decise “di guardare al futuro con spirito moderno e di
aprire alla cultura moderna”. “I padri conciliari sapevano che ciò
significava ecumenismo religioso e dialogo con i non credenti. Dopo di
allora fu fatto molto poco in quella direzione. Io ho l’umiltà e
l’ambizione di volerlo fare”.
[…]
È una battuta gli rispondo. Anche i miei amici pensano che sia Lei a volermi convertire.
Ancora
sorride e risponde: «Il proselitismo è una solenne sciocchezza, non ha
senso. Bisogna conoscersi, ascoltarsi e far crescere la conoscenza del
mondo che ci circonda. A me capita che dopo un incontro ho voglia di
farne un altro perché nascono nuove idee e si scoprono nuovi bisogni.
Questo è importante: conoscersi, ascoltarsi, ampliare la cerchia dei
pensieri. Il mondo è percorso da strade che riavvicinano e allontanano,
ma l’importante è che portino verso il Bene».
Santità, esiste una visione del Bene unica? E chi la stabilisce?
«Ciascuno
di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo
incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene».
Lei,
Santità, l’aveva già scritto nella lettera che mi indirizzò. La
coscienza è autonoma, aveva detto, e ciascuno deve obbedire alla
propria coscienza. Penso che quello sia uno dei passaggi più coraggiosi
detti da un Papa.
«E qui lo ripeto. Ciascuno ha una sua
idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e
combattere il Male come lui li concepisce. Basterebbe questo per
migliorare il mondo».
La Chiesa lo sta facendo?
«Sì,
le nostre missioni hanno questo scopo: individuare i bisogni materiali e
immateriali delle persone e cercare di soddisfarli come possiamo. Lei
sa cos’è l’“agape”?».
Sì, lo so.
«È l’amore per
gli altri, come il nostro Signore l’ha predicato. Non è proselitismo, è
amore. Amore per il prossimo, lievito che serve al bene comune».
Ama il prossimo come te stesso.
«Esattamente, è così».
Gesù nella sua predicazione disse che l’agape, l’amore per gli altri, è il solo modo di amare Dio. Mi corregga se sbaglio.
«Non
sbaglia. Il Figlio di Dio si è incarnato per infondere nell’anima
degli uomini il sentimento della fratellanza. Tutti fratelli e tutti
figli di Dio. Abba, come lui chiamava il Padre. Io vi traccio la via,
diceva. Seguite me e troverete il Padre e sarete tutti suoi figli e
lui si compiacerà in voi. L’agape, l’amore di ciascuno di noi verso
tutti gli altri, dai più vicini fino ai più lontani, è appunto il solo
modo che Gesù ci ha indicato per trovare la via della salvezza e delle
Beatitudini».
[Certo che a volte è proprio contraddittorio eh. Prima indica la vera Via di Salvezza, poi però ammette il bene relativizzato che ogni uomo sente dentre di sé…; n.d.r.]
fondatore di “Repubblica” Eugenio Scalfari, nel quale il Papa ribadisce
il “difetto” della Curia e cioè che è “troppo vaticano-centrica”. Egli
quindi, raccomanda di “ripartire dal Concilio” e conferma la sua
intenzione di “aprire alla cultura moderna”.
Bergoglio ha parlato a Scalfari dei suoi piani per una riforma della
Chiesa.