Non perdete l’articolo di don Stefano Carusi IBP, apparso su Disputationes Theologicae, che commenta lo ‘strano attacco’ del quotidiano della Santa Sede contro la Commissione Ecclesia Dei e gli istituti che ne dipendono, dei quali l’Osservatore arriva velatamente a mettere in dubbio l’ortodossia. Cosa che coi “nuovi movimenti”, benché proteiformi in materia dottrinale, nessuno s’è mai peritato di insinuare… Agli attenti lettori non sfuggirà come quell’intervento a gamba tesa dell’Osservatore (il cui testo vedi qui) vada letto unitamente alle inquietanti indiscrezioni di cui abbiamo riferito nel precedente post.
Don Stefano opportunamente respinge al mittente le accuse di eterodossia, rilevando come sulle colonne del giornale vaticano sia stato dato di leggere, senza nemmeno una precisazione o una presa di distanza redazionali, la parola del rabbino Gattegna che richiedeva come gesto “necessario” l’abolizione della orazione pro iudaeis del venerdì santo e la formale rinuncia della Chiesa ad ogni intento di conversione degli Ebrei. Il che, a tacer d’altro, non violerebbe solo il Magistero (pre e perfino post conciliare), ma pure gli ipsissima verba del Salvatore. Ma questo, a quanto pare, non disturba l’Osservatore romano.
Enrico