Post in evidenza

La Messa proteiforme: a modest proposal. Risposta e proposta al Prof. Grillo

Il Prof. Grillo ha voluto gentilmente confrontarsi (v. qui ) con il nostro commento critico alla sua intervista (in cui, lo ricordiamo, el...

martedì 3 febbraio 2009

Saranno irrogate sanzioni disciplinari a Mons. Williamson?

Mons. Williamson è stato già dichiarato persona non grata (=gradita) dal Rettore del seminario della Fraternità sito a Zaitzkofen, don Stefan Frey, il quale in un'intervista rilasciata a Focus.de il primo febbraio, ha dichiarato: "Lo abbiamo informato che non intendiamo vederlo più". In conseguenza, mons. Williamson non celebrerà più le ordinazioni diaconali previste per il 30 maggio.
A tale ostracismo, si aggiunge la probabile irrogazione di ulteriori sanzioni. Traduciamo questo articolo apparso sul sito on line del Mittelbayerische Zeitung del 2 febbraio, che riporta alcune dichiarazioni del Superiore della Fraternità, mons. Fellay (nella foto):




Williamson, il negazionista dell’Olocausto, minacciato di conseguenze.

Il vescovo Fellay starebbe per annunziare nei prossimi giorni possibili sanzioni contro Richard Williamson. "Sì, ci sto già lavorando", ha detto domenica all’uscita della cappella dove si era detta Messa a Zaitzkofen (nei pressi di Ratisbona), dove la Fraternità di S. Pio [X] mantiene un seminario per preti. E' in quel luogo, a quanto pare, che il vescovo lefebvriano Richard Williamson aveva concesso la sua controversa intervista televisiva in cui negò l’Olocausto di sei milioni di Ebrei. Il Procuratore di Ratisbona sta istruendo una possibile incriminazione per odio razziale.

Fellay domenica non ha dato concrete indicazioni delle conseguenze che la negazione dell’Olocausto avrà per Williamson nella Fraternità di S. Pio. Fellay non confermerebbe possibili dimissioni o destituzione ufficiale. "Questo è forse troppo da dire, ma io non vedo come il vescovo Williamson ora possa esercitare il suo ufficio episcopale in molti paesi" [in cui le sue dichiarazioni lo espongono ad azioni giudiziarie, n.d.R.]. Apparentemente, comunque, è allo studio una forte riduzione in ogni caso dell’attività di Williamson.

Il vescovo lefebvriano Fellay è indispettito che Williamson venerdì scorso, nel mezzo della sollevazione mondiale, abbia espresso dispiacere per la sua intervista, ma non ne abbia ritirato alcunché di sostanzioso. "Vede bene la situazione in cui siamo. Da questo può ben vedere che noi siamo indispettiti", ha detto. Prima dell’intervista, egli non sapeva nulla dell’attitudine antisemitica del vescovo britannico. "Non ha mai parlato come ha fatto adesso". Egli era al corrente che Williamson si era dato a "pensieri stravaganti" su vari argomenti. "Avevo attribuito ciò, per così dire, al fatto che fosse britannico" [e quindi un po' eccentrico, se comprendiamo il ragionamento. Speriamo che questo non provochi le proteste del governo inglese e dell'Arcivescovo di Canterbury...].

L’antisemitismo è sempre stato un caso isolato nella Fraternità. "In ogni gruppo ci sono sempre persone ai margini". Le ferite sono state nuovamente aperte dalla dichiarazione di Williamson. "Mi scuso con coloro che sono stati feriti da ciò e specialmente con il popolo ebraico"

1 commento:

  1. Condivido pienamente le parole di Mons Fellay,ma credo che padre Williamson facendo anche riferimento alla possibilità che venga arrestato per le sue dichiarazioni abbia voluto,da buon cristiano e cattolico, porre l’attenzione sulle infami “leggi ebraiche” che in molti paesi europei e non ,consentono di gettare in carcere persone innocenti,che non hanno mai ucciso,ne istigato ad uccidere,ne giustificato omicidi,ma hanno solo espresso dubbi ed evidenziato contraddizioni sulla realtà storica della shoah-
    Dubbi e contrddizioni supportate da anni di studi e documentazione-molte di queste persone sono ora incarcerate e diffamate solo per aver espresso la loro libera opinione,che tralaltro dovrebbe essere tutelata sempre e comunque dalle Istituzioni Statali che invece le definiscono “infami”(G.fini)risultando cosi “mancante” nella difesa delle libertà personali sancite dall’articolo 13 della Costituzione di cui esso dovrebbe essere garante.
    Credo per un cristiano,e per chiunque, essere necessario non rendersi complici dei “sinedri” che facilmente invocano il giudizio e la condanna e debba invece esprimere orrore per tali condanne.
    La verità sappiamo ha bisogno spesso di tempo per manifestare il suo senso e la ostinazione di mons Williamson va ben oltre una posizione ideologica,che dovrebbe far riflettere e tenere sempre presente che la volontà divina è spesso indecifrabile(soprattutto se a parlare è un sacerdote)come il Papa ha ribadito ad Auswitch domandandosi”dove era Dio?”.
    La giustizia non è di questo mondo,e a Dio noi affidiamo la redenzione dei nostri peccati e la nostra salvezza,come chi nega la shoah dovra a lui renderne conto;rendersi complici della condanna di qualcuno che non nega la vera Verità ma che la cerca è diabolico.Il fumo che il diavolo diffonde accieca gli occhi,la mente e il cuore.

    RispondiElimina