sabato 23 novembre 2019

Il miracolo della mancata distruzione della Basilica della Vergine del Pilar: "esto ha sido un milagro de la Virgen!"

La persecuzione religiosa in Spagna, scatenata dai comunisti e dai massoni,   lasciò sul campo 6.845 martiri e più di settemila chiese distrutte tanto che uno degli ispiratori della mattanza di preti e di religiosi Manuel Azaña potè gridare:«España ha dejado de ser católica» («La Spagna ha smesso di essere cattolica»). 
La Divina Provvidenza ha tuttavia suscitato  la resistenza, denominata Alzamiento, del popolo spagnolo fedele alla fede dei padri che, con l'aiuto di Dio e le preghiere dei cattolici di tuttoil mondo, ha eroicamente sconfitto i sanguinari comunisti. 
Il 17 luglio nel Marocco spagnolo, il 18 luglio nel territorio metropolitano, un gruppo di alti ufficiali dell’esercito si sollevò contro il governo del Fronte Popolare. 
L’Alzamiento ed il conseguente conflitto vennero compresi come «crociata» in difesa della Fede, come la definì la «Lettera collettiva dell’Episcopato spagnolo ai vescovi di tutto il mondo», datata 1° luglio 1937. 
Lo stesso Francisco Franco Bahamonde (1892-1975) dichiarava: «La nostra non è una guerra civile […] ma una crociata […]. Sì, la nostra è una guerra religiosa. Noi combattenti, non importa se cristiani o musulmani, siamo soldati di Dio e non ci battiamo contro gli uomini ma contro l’ateismo
e il materialismo» (Cfr. ATFP QUI
Papa Pio XI rivolto ai Cattolici Spagnoli scrisse:  «[…] non possiamo non levare la voce contro la legge testé approvata “intorno alle confessioni e congregazioni religiose”, costituendo essa una nuova e più grave offesa non solo alla religione e alla Chiesa, ma anche a quegli asseriti principi di libertà civile sui quali dichiara basarsi il nuovo Regime Spagnolo. […] » (sull'oppressione della Chiesa Cattolica in Spagna QUI )
Leggiamo la storia del "milagros" avvenuto il 3 agosto del 1936  quando la Madonna Santissima preservò il Suo Santuario del Pilar di Saragozza dalla distruzione.
AC  

Il bombardamento della Basilica della Vergine del Pilar 

Nel libro “Prædica verbum”, Padre Mario Andreani racconta un fatto eclatante avvenuto durante la guerra civile spagnola (1936 – 1939). 
Un aeroplano dei "rossi" - i quali erano talmente imbevuti dell'ideologia marxista, da odiare ferocemente il cattolicesimo - venne camuffato con la bandiera dei loro avversari (le "truppe nazionali", le quali lottavano per liberare la propria Patria dalla feroce e sanguinaria tirannide comunista e ridare alla popolazione la libertà di professare la fede cattolica), in questo modo il pilota del velivolo riuscì ad ingannare la popolazione di Saragozza, che non si allarmò vedendolo sorvolare la città. 
Nessun ordigno venne sganciato sin quando non giunse sopra la celebre Basilica di “Nuestra Señora del Pilar”. 
A quel punto sganciò tre grosse bombe da 50 kg ciascuna. 
Un patrimonio di inestimabile valore storico, artistico, ma soprattutto devozionale, stava per andare in frantumi. 
La Madonna che è considerata onnipotente per grazia, poiché qualsiasi sua supplica rivolta a Gesù viene sempre esaudita, non permise che questa Basilica mariana molto cara ai fedeli spagnoli venisse distrutta. 
Nemmeno una delle tre bombe riuscì ad esplodere. 
Il fatto singolarissimo destò la meraviglia della popolazione, che attribuì la scampata devastazione sacrilega all'intervento della Beata Vergine. 
Venne pertanto organizzata una processione di ringraziamento alla quale parteciparono oltre 100.000 fedeli, con a capo le autorità religiose e militari.
Nella cattolica Spagna fu l'ennesimo trionfo di Maria! 

Fonte: Cordialiter QUI

Il bombardamento (Wikipedia QUI

All'interno della basilica, appese a una parete, spiccano due bombe d'aereo. 
Sono due dei tre ordigni sganciati sulla chiesa la notte del 3 agosto 1936 da un trimotore repubblicano decollato da Barcellona. 
Erano i primi mesi della guerra civile spagnola: la Catalogna era schierata con i Repubblicani mentre l'Aragona era in mano ai Nazionalisti. 
Il rapporto ufficiale riferisce di una bomba caduta sul selciato, a circa otto metri dalla facciata, che attualmente è indicata da una lapide con data, mentre le altre due bombe perforarono il tetto cadendo rispettivamente davanti all'altare della Vergine e nel coro. Inspiegabilmente, nessuna delle tre bombe esplose e i danni furono limitati a un modesto foro nella cornice. 

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