venerdì 19 luglio 2019

Umberto Galeazzi. "Pervertimento dell’etica. La via di S.Tommaso e la malattia mortale nel mondo di oggi"

Dal Maestro Porfiri una nuova uscita dalla sua casa editrice.
Per le letture estive dei nostri lettori.
Luigi

Umberto Galeazzi. Pervertimento dell’etica. La via di S.Tommaso e la malattia mortale nel mondo di oggi (Chorabooks 2019)

Il sovvertimento dell’etica oggi non è solo un progetto teorico di pochi intellettuali, ma tende a diventare, per molti, pratica quotidiana, con costi umani di inaudita gravità. Ciò è frutto di ideologie, alcune delle quali proposte in forme inedite e propagandate da un certo uso – funzionale al potere che ne dispone – dei mezzi di comunicazione di massa, sempre più pervasivi e persuasivi nel mercato globale.
Si tratta, però, di una persuasione che troppo spesso risulta da una ricezione acritica di certi messaggi, che misconoscono e/o deformano la realtà, contribuendo a un certo contesto sociale di accecamento. Poiché è una persuasione senza verità. Tuttavia, in genere la tensione naturale della mente e del cuore alla verità e al bene non è del tutto spenta e si rivela inestinguibile, in quanto, almeno, riesce ad avvertire i frutti amari e disumanizzanti di quel sovvertimento e ne prova ripugnanza. Purtroppo, però, per lo più si rifiutano i frutti, ma non si ripudiano le cause che li generano.

Dunque, per usare il linguaggio della medicina, bisogna considerare attentamente i sintomi per arrivare a scoprire le cause del male, onde poter proporre la terapia. Ora, l’attuale patologia morale ha certamente molteplici cause interagenti, ma, tra queste, le radici filosofiche non sono secondarie. Infatti, anche se molti ignorano che certe idee sono state proposte da determinati filosofi, tuttavia le accettano acriticamente, in quanto non conoscono le argomentazioni che le sorreggono e quindi non sono in grado di valutarle.

Perciò c’è bisogno di ricerche su posizioni filosofiche che costituiscono le radici dell’attuale situazione, per valutarle e proporre alternative. È quanto si intende fare in questo libro, le cui indagini (che non hanno alcuna pretesa di completezza e di esaustività e che anzi inducono ad ulteriori ricerche) vertono su questioni e posizioni ineludibili ai fini di una diagnosi e di una conseguente terapia della situazione del nostro tempo. Il dialogo critico si attua con filosofi moderni e postmoderni come: Cartesio, Kant, Hegel, Marx, Lenin, Gramsci, Sartre, Heidegger, Del Noce, Fabro, Taylor, nonché i sostenitori del relativismo. 


Umberto Galeazzi, si è laureato in Filosofia con il massimo dei voti nell’Università Cattolica del S. Cuore di Milano, dove è stato poi borsista e Assistente volontario di Filosofia morale. È stato: Assistente ordinario di Filosofia teoretica nell’Università di Macerata dal 1973 al 1982 e inoltre Professore incaricato, poi associato e quindi Professore ordinario (fino alla pensione, 31-XII-2011) di Storia della filosofia nell’Università di Chieti-Pescara. Negli a. a. 2012-13; 2013-14; 2014-15 è stato Professore invitato di Filosofia morale nella Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Urbaniana di Roma.
È Accademico ordinario della Pontificia Accademia di San Tommaso d’Aquino.

8 commenti:

  1. La maggioranza delle ricerche sociologiche ci conferma che la popolazione ha una buona comprensione dell'insegnamento etico cristiano. Similmente, risulta che la motivazione principale apportata come giustificazione al proprio non essere cristiani è una motivazione di tipi etico, soprattutto l'insegnamento sull'omosessualità. Dunque, si può ipotizzare che non sia solo una questione di persuasione senza comprensione, ma proprio in rifiuto di certi valori cristiani per motivazioni logiche, pragmatiche o esperienziali. Inoltre, sempre ai sondaggi, quasi la totalità dei filosofi, dal punto di vista etico, sostiene o l'utilitarismo o la deontologia, una piccola percentuale l'etica della virtù, ma quasi nessuno un'etica relativista: casomai, oggi preferiranno sostenere il non-cognitivismo delle proposizioni etiche, ma comunque sono una minoranza quelli che non sostengono una qualche forma di realismo etico (forse si penserà ai postmoderni estremi per i quali ogni sistema etico è una manifestazione dell'impostazione del potere...). Non è che il libro non vada bene (non l'ho letto, non lo so), ma leggo l'articolo e mi chiedo: chi sarebbero questi presunti sostenitori del relativismo? E su che base si giustifica l'ipotesi che la ricezione di certe idee sia acritica?

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    1. Questa si che è bella! Si vuole negare che oggi il relativismo domina incontrastato tutti gli aspetti della società, sostenuto dai poteri forti socio-politici, dai gruppi economico-finanziari e culturali più o meno pilotati ( e pagati !) e oggi perfino dalla Chiesa non più cattolica che tradisce il Vangelo per definizione antirelativista. Non esisterebbero sostenitori del relativismo! Quando papa Benedetto parlava di dittatura del relativismo faceva niente più che una constatazione.

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    2. "...non l'ho letto, non lo so..."

      ROTFL

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  2. Necessaria proposta di ritorno al sommo Tommaso, ovviamente scomodo ed emarginato in questa epoca in cui non solo la società ma anche la Chiesa sono preda del relativismo che, d'ufficio, nega l'esistenza di valori etici assoluti dipendenti dal diritto naturale ,per definizione non negoziabile. Un sacerdote mi ha detto che oggi la teologia non si fa più con il metodo aristotelico-tomistico, quello della ricerca scientifica in ogni campo. Ne deriva una confusione metodologica dove ognuno si crede autorizzato a spacciare i suoi personali postulati. Coloro poi che arraffano il potere ecclesiale impongono con arroganza le proprie ideologie.

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  3. Come risulta da più passi delle diverse opere, Tommaso sui fondamenti metodologici e teorici di Aristotile e su quelli teologici dell'antropologia cristiana, è il fondatore della riflessione etica nell'era moderna. Averlo abbandonato è la causa delle incertezze, confusioni e deviazioni morali e dottrinali attuali che stanno sfigurando la Chiesa.

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  4. Umanitarismo, immigrazione, ecologia, sodomia: queste le "scienze" che hanno soppiantato il tomismo. E' assai probabile che siamo ad un punto di non ritorno. Riproporre la via di S. Tommaso con un libro è cosa apprezzabile ma lascia il tempo che trova. Se all'interno della Chiesa la dissidenza si limita alla critica, hai voglia a scrivere libri!

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  5. Nei seminari neocatecumenali studiano San Tommaso eppure dicono eresie una dietro l'altra. Il tomismo non assicura la retra via.

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    1. E certo, dai cattocomunisti che ti vuoi aspettare? Non credo che davvero "studino" San Tommaso.

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