sabato 19 gennaio 2019

Ultim'ora: soppressa la Pontificia Commissione Ecclesia Dei. Novità anche per la Cappella Musicale Pontificia Sistina

Come aveva MiL aveva preannunciato per prima  (v. QUI ) oggi 19 gennaio 2019 la Sala Stampa Vaticana ha diffuso la Lettera Apostolica in forma di Motu proprio (v.sotto) con la quale il Santo Padre ha soppresso la Pontificia Commissione Ecclesia Dei.
Novità importantissime anche il nuovo assetto della Cappella Musicale Pontificia Sistina. 
Non poteva mancare il twitter del Prof.Massimo Faggioli  compiaciuto per l'eliminazione della P.C.Ecclesia Dei ( QUI).
A noi piace invece sottolineare la frase centrale del Papa importante per le nostre comunità: "constatando che gli Istituti e le Comunità religiose che celebrano abitualmente nella forma straordinaria, hanno trovato oggi una propria stabilità di numero e di vita".

Lettera Apostolica in forma di Motu proprio 
circa la Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”

Da oltre trent’anni la Pontificia Commissione Ecclesia Dei, istituita con il Motu proprio Ecclesia Dei adflicta, del 2 luglio 1988, ha assolto con sincera sollecitudine e lodevole premura al compito di collaborare coi Vescovi e coi Dicasteri della Curia Romana, nel facilitare la piena comunione ecclesiale dei sacerdoti, seminaristi, comunità o singoli religiosi e religiose, legati alla Fraternità fondata da Mons. Marcel Lefebvre, che desideravano rimanere uniti al Successore di Pietro nella Chiesa Cattolica, conservando le proprie tradizioni spirituali e liturgiche.
1 In tal modo, essa ha potuto esercitare la propria autorità e competenza a nome della Santa Sede su dette società e associazioni, fino a quando non si fosse diversamente provveduto.
2 Successivamente, in forza del Motu proprio Summorum Pontificum, del 7 luglio 2007, la Pontificia Commissione ha esteso l’autorità della Santa Sede su quegli Istituti e Comunità religiose, che avevano aderito alla forma straordinaria del Rito romano e avevano assunto le precedenti tradizioni della vita religiosa, vigilando sull’osservanza e sull’applicazione delle disposizioni stabilite.
3 Due anni dopo, il mio Venerato Predecessore Benedetto XVI, col Motu proprio Ecclesiae
unitatem, del 2 luglio 2009, ha riorganizzato la struttura della Pontificia Commissione, al fine di renderla più adatta alla nuova situazione venutasi a creare con la remissione della scomunica dei quattro Vescovi consacrati senza mandato pontificio. 
E, inoltre, ritenendo, che, dopo tale atto di grazia, le questioni trattate dalla medesima Pontificia Commissione fossero di natura primariamente dottrinale, Egli l’ha più organicamente legata alla Congregazione per la Dottrina della Fede, conservandone comunque le iniziali finalità, ma modificandone la struttura.
4 Ora, poiché la Feria IV della Congregazione per la Dottrina della Fede del 15 novembre 2017 ha formulato la richiesta che il dialogo tra la Santa Sede e la Fraternità Sacerdotale San Pio X venga condotto direttamente dalla menzionata Congregazione, essendo le questioni trattate di carattere dottrinale, alla quale richiesta ho dato la mia approvazione in Audientia al Prefetto il 24 successivo e tale proposta ha avuto l’accoglienza della Sessione Plenaria della medesima Congregazione celebratasi dal 23 al 26 gennaio 2018, sono giunto, dopo ampia riflessione, alla seguente Decisione. 
Considerando mutate oggi le condizioni che avevano portato il santo Pontefice Giovanni Paolo II alla istituzione della Pontificia Commissione Ecclesia Dei; constatando che gli Istituti e le Comunità religiose che celebrano abitualmente nella forma straordinaria, hanno trovato oggi una propria stabilità di numero e di vita; prendendo atto che le finalità e le questioni trattate dalla Pontificia Commissione Ecclesia Dei, sono di ordine prevalentemente dottrinale; desiderando che tali finalità si rendano sempre più evidenti alla coscienza delle comunità ecclesiali, colla presente Lettera Apostolica ‘Motu proprio data’, 

delibero

1. E’soppressa la Pontificia Commissione Ecclesia Dei, istituita il 2 luglio 1988 col Motu Proprio Ecclesia Dei adflicta. 
2. I compiti della Commissione in parola sono assegnati integralmente alla Congregazione per la Dottrina della Fede, in seno alla quale verrà istituita una apposita Sezione impegnata a continuare l’opera di vigilanza, di promozione e di tutela fin qui condotta dalla soppressa Pontificia Commissione Ecclesia Dei. 
3. Il bilancio della Pontificia Commissione rientra nella contabilità ordinaria della menzionata Congregazione. 

Stabilisco, inoltre, che il presente Motu proprio, da osservarsi nonostante qualsiasi cosa contraria, anche se degna di particolare menzione, venga promulgato mediante pubblicazione sul quotidiano L’Osservatore Romano uscente il 19 gennaio 2019, entrando in immediato vigore, e che successivamente sia inserito nel Commentario ufficiale della Santa Sede, Acta Apostolicae Sedis. 

Dato a Roma, presso San Pietro, il 17 Gennaio 2019, VI del Nostro Pontificato. 
Francesco 

 ***


Lettera Apostolica in forma di Motu proprio
 circa la Cappella Musicale Pontificia   

Fin dalla sua antica fondazione e lungo i secoli, la Cappella Musicale Pontificia brillò nella storia di Roma e dell’Orbe cattolico come alto luogo di espressione artistica e liturgica a servizio delle solenni celebrazioni dei Pontefici inizialmente entro la splendida cappella da cui prese il nome, quindi nell’ambito della Basilica di San Pietro, o laddove i Pontefici stimassero necessaria la sua opera. 
Proprio per il diretto legame con le maggiori celebrazioni dei Papi, essa trovò per vetusta consuetudine il proprio ancoraggio istituzionale dapprima entro il cosiddetto Maggiordomato di Sua Santità, e, successivamente e tuttora, in seno alla Prefettura della Casa Pontificia, godendo tuttavia di autonoma amministrazione, sebbene soggiacendo a vincoli di orientamento concordati coi diversi Responsabili delle funzioni papali. 

Ora, avendo presenti i dettami del Concilio relativi alla Sacra Liturgia, in particolare i nn. 28-29 della Sacrosanctum Concilium che, in vista del decoro della celebrazione liturgica assegnano alle scholae cantorum “un vero ministero liturgico” da esercitarsi “con quella sincera pietà e con quel buon ordine, che conviene ad un così grande ministero e che il popolo di Dio esige giustamente da essi”, 

dispongo 

che la Cappella Musicale Pontificia venga inserita nell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, quale specifico luogo di servizio alle funzioni liturgiche papali e nel contempo a custodia e promozione della prestigiosa eredità artistico-musicale prodotta nei secoli dalla Cappella stessa per le solenni liturgie dei Pontefici. 
Pertanto, considerato quanto ho appena stabilito, 

nomino 

il Reverendissimo Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie Mons. Guido Marini Responsabile della Cappella Musicale Pontificia, affidandogli il compito di guidare tutte le attività e gli ambiti liturgico, pastorale, spirituale, artistico ed educativo della medesima Cappella, rendendo sempre più percepibile in essa e nei singoli componenti il fine primario della Musica sacra, che “è la gloria di Dio e la santificazione dei fedeli” (SC 112). 
Il medesimo Maestro delle Celebrazioni e Responsabile della Cappella Musicale Pontificia avrà altresì premura di redigere uno Statuto proprio della Cappella in parola, aggiornando anche il Regolamento della stessa Cappella che fu approvato dal santo pontefice Paolo VI, Ex audientia, l’8 agosto 1969 e le successive disposizioni varate ad experimentum il 20 giugno 1970, le quali norme andranno raccordate col vigente Regolamento dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice. 
Avendo, poi, a cuore il proficuo cammino ecclesiale della Cappella stessa, nomino l’Ecc.mo e caro Confratello Mons. Guido Pozzo Sovrintendente all’economia della Cappella Musicale Pontificia, affidandogli soltanto il compito della specifica cura dell’amministrazione economica della Cappella stessa da svolgere sotto la guida del Maestro delle Celebrazioni e Responsabile della Cappella Musicale Pontificia. 
Stabilisco che il presente Motu proprio, che si dovrà osservare, nonostante qualsiasi consuetudine o norma contraria, anche se degna di particolare menzione, venga promulgato mediante pubblicazione sul quotidiano L’Osservatore Romano uscente il 19 gennaio 2019, entrando in immediato vigore, e che successivamente sia inserito nel Commentario ufficiale della Santa Sede, Acta Apostolicae Sedis. 

Dato a Roma, presso San Pietro, il 17 Gennaio 2019, VI del Nostro Pontificato. 
Francesco 

 Fonte: Sala Stampa Vaticana QUI

6 commenti:

  1. "Gli Istituti e le Comunità religiose che celebrano abitualmente nella forma straordinaria, hanno trovato oggi una propria stabilità di numero e di vita": l'espressione "stabilità di numero" lascia intendere il ragionamento "tanti sono e tanti devono restare", vedi mai che se ne volessero aggiungere altri. Di fatto una riserva indiana ad esaurimento.

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  2. Le decisioni circa la Cappella Musicale Pontificia (CMP) destano serie perplessità. Affidare un ruolo come quello descritto al Maestro delle Cerimonie ( autore di un nuovo regolamento(!), significa dare quell'incarico ad un possibile scarsamente competente di musica sacra e delle tradizioni sistine. Basta ricordare, ad es., la gestione negativa di mons. Pietro Marini che, seguendo il suo predecessore card. Noé, impose, contro quel grande che fu Domenico Bartolucci, il declassamento della CMP e l'esecuzione di musiche non all'altezza delle liturgie papali,secondo la 'riforma liturgica'. Pertanto, basterà nominare un Maestro delle Cerimonie ' adeguato' per dare il colpo di grazia alla CMP, già gravemente malata per il disinteresse incompetente della Prefettura e Segreteria di Stato. Fino a Paolo VI la CMP è stata affidata ad un Prefetto scelto per la sua alta competenza musicale il quale, pur non intervenendo nelle scelte esecutive ne curava la gestione e l'organizzazione generale. Fu infatti mons. Anichini, prefetto al tempo di Perosi,a sostituirlo nelle assenze e a proporgli, nel 1952, Bartolucci come vice direttore.
    Quanto a mons. Pozzo, nominato soprintendente all'economia (!?!)della CMP, declassato a ragioniere contabile, si tratta di un'altra delle defenestrazioni bergogliane che sembra smentire il millantato amore del MP per il VO. ( E:F:)

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  3. http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/cultura-e-filosofia/la-contro-chiesa/7185-si-chiama-menzogna
    Impugnare la Verità rivelata : peccato contro lo spirito Santo, che grida vendetta al cospetto di Dio, e che pertanto non verrà perdonato.
    Tale la colpa che Lamendola, in questo articolo, imputa a Bergoglio, elencando tutta una serie di menzogne, di falsificazioni della Sacra Scrittura, consapevolmente ed astutamente pronunciate e diffuse da colui che definisce “il bugiardo argentino”, con l’intento di stravolgere e capovolgere il Vangelo di Cristo, trasformando la Chiesa Cattolica in modo tale da renderla irriconoscibile.
    “I preti e i vescovi ancora cattolici sono rimasti in pochi; molti sono fautori di una falsa dottrina … un falso maestro e dei falsi pastori stanno lanciando l’attacco generale contro la Chiesa, quella vera, allo scopo di annientarla”, sostiene il Nostro, ma non ci riusciranno, conclude, poiché “i seguaci di Cristo non sono soli”.

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  4. la messa in latino ritornerà nelle catacombe

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  5. Trovo strano che il Papa, dopo essersi espresso in prima persona singolare, in ultimo dica anno...del Nostro pontificato.

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