lunedì 28 maggio 2018

Il castigo di Dio: l'Italia " che “è stata per secoli una terra di vocazioni” è ora “una terra di missione ” (Card.Bassetti)

Più che le prevedibili posizioni "obbligate" (da copione) espresse dal Presidente della CEI sull' esecutivo governativo che stava per nascere ci interessa quel che il Cardinale Bassetti ha scritto sulla crisi delle vocazioni che tocca nel vivo anche ciascuno di noi  perchè coinvolge tutte le nostre diocesi, tutte le nostre parrocchie non risparmiando neppure le famiglie religiose ridotte ormai ad un lumicino.
 E' veramente bizzarro trovare che tra i valori 'irrinunciabili'  dei vescovi della CEI  (la nuova versione dei valori "non negoziabili"?) non ci sia più la difesa della vita ma la contrarietà alla flat tax, l'immigrazione e l'adesione all'Europa degli euroburocrati e dei finanzieri. E' cambiato qualcosa nel Catechismo? Non ci sembra... (Leggere a proposito l'articolo di Stefano Fontana su NBQ " I nuovi princìpi dei vescovi a cui non ci adegueremo" QUI).
Conosciamo la sana impostazione del Cardinale Bassetti e di moltissimi suoi Confratelli della CEI sulla natura e sulle finalità santificanti del Sacerdozio cattolico, per questo ci chiediamo:
- in quali mani si trovano molti Seminari italiani? Sappiamo  che diversi seminaristi sono stati anche di recente brutalmente allontanati dal loro seminario perchè giudicati troppo zelanti nella preghiera e nello studio e poco immersi nel "sociale". 
Quei Rettori, colpevoli davanti a Dio e davanti gli uomini della grave accusa di aver allontanato con forza dall'Altare dei "vocati", non solo rimarranno nel loro posto ma saranno, come al solito, "candidati" all'episcopato per rovinare altre anime e altre realtà ecclesiali;
 - la storia della Chiesa insegna che "la cultura del provvisorio e del relativismo", vengono dissolte dalla disciplina, dalla preghiera e dalla assoluta dedizione verso il"sacro": perchè non vengono proposte delle concrete iniziative cultuali rispettose dell'irrinunciabile rispetto della Liturgia "fons et culmen" di tutta la vita cristiana?
- perchè nessuno ha levato la propria voce per condannare le inaccettabili profanazioni di tante chiese ridotte a dei ristoranti oppure de-sacralizzate dagli interventi dei non cattolici e dei non cristiani?
- l'Episcopato italiano ha condannato ad esempio il recente, vergognoso " simbolo più vivo degli abusi liturgici del dopo Concilio" cioè sull'altare costruito a Cuneo con dei mega Lego?  ( Cfr Aurelio Porfiri "Se la messa diventa un Lego da costruire e disfare" su NBQ QUI). Non a caso, nel recente incontro CEI a Roma, il Santo Padre ha citato il Piemonte come la regione ecclesiale italiana che ad oggi ha meno vocazioni.
- quali sono concretamente le iniziative pastorali che vengono proposte per arginare “l’inverno demografico” che sta affliggendo l'Italia, come anche il resto d'Europa? 
Quanta "pubblicità" hanno ricevuto dalla CEI la recente "Marcia per la Vita" e le iniziative analoghe a favore della Famiglia e della natalità? 

Diceva Monsignor Bignami, Arcivescovo di Siracusa:" il più grande castigo che Iddio possa mandare al mondo, non è la carestia, la peste o la guerra, bensì la penuria di Sacerdoti. Il Signore viene molto offeso nella persona dei suoi Ministri, perché il mondo li disprezza, li calunnia e li perseguita; ed affinché si apprezzi il suo dono divino, Egli vuol farli desiderare". (Cfr.MiL QUI

Pochi giorni fa nella Cattedrale di Chartres strapiena di giovani, seminaristi, sacerdoti e religiosi il Cardinale Prefetto della Congregazione per il Culto Divino ha esortato: "Cari fratelli sacerdoti, ora mi dirigo a voi in maniera speciale.Il Santo Sacrificio della Messa è il luogo dove troverete la luce per il vostro ministero.Il mondo in cui viviamo ci sollecita incessantemente. Siamo costantemente in movimento. Corriamo il grande pericolo di considerarci degli “assistenti sociali”. Non porteremo più al mondo la Luce di Dio bensì la nostra propria luce che non è quella che gli uomini attendono. Rivolgiamoci a Dio, in una celebrazione liturgica di raccoglimento, piena di rispetto, silenzio e sacralità. Non inventiamo nulla nella liturgia, riceviamo tutto da Dio e dalla Chiesa. Non cerchiamo lo spettacolo o il successo. La liturgia ci insegna che essere prete non significa innanzitutto fare molte cose. È stare con il Signore sulla Croce. La liturgia è il luogo in cui l’uomo incontra Dio faccia a faccia. È il momento più sublime in cui Dio ci insegna ad essere «conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli» (Rm 8,29). Non è, non deve essere un occasione di lacerazione, di lotta e di contese. Nella forma ordinaria del rito romano come nella forma straordinaria, l’essenziale è volgere lo sguardo verso la croce, verso Cristo, il nostro Oriente, il nostro tutto, il nostro unico orizzonte. Sia nella forma ordinaria, sia nella forma straordinaria, celebriamo sempre, come in questo giorno, secondo quanto insegna il Concilio Vaticano II, con una nobile semplicità, senza inutili sovraccarichi, senza estetica fattiva e teatrale ma con senso del sacro, avendo come prima preoccupazione la gloria di Dio e con un vero spirito di figli della Chiesa di oggi e per sempre. ... Si vorrebbe fabbricare un sacerdozio su misura umana, ma così non si sta perpetuando, non si sta estendendo il sacerdozio di Cristo, obbediente, povero e casto. Perché in effetti il ​​sacerdote non è solo un Alter Christus, un altro Cristo. È davvero Ipse Christus, Cristo stesso. Ed è per questo che, seguendo Cristo e la Chiesa, il sacerdote sarà sempre un segno di contraddizione." (Cfr. Omelia del Cardinale Robert Sarah a Chartres QUI )

Nel suo articolo "L’incontro tra Paolo VI e mons. Lefebvre: a noi posteri la facile sentenza" Andrea Maccabiani ha evidenziato: "Si può anche toccare con mano che non c’è mai stata alcuna repressione verso abusi o bizzarrie più o meno gravi: quanti parroci sono rimossi dai loro incarichi per aver ballato in chiesa durante la S. Messa oppure per aver benedetto coppie omosessuali? Quanti privati del sostentamento dell’8 per 1000 per aver negato la Resurrezione di Gesù Cristo oppure trasportare l’Eucarestia con un drone in chiesa? Quanti hanno subito persecuzioni per aver negato i dogmi mariani o per essere stati beccati con amanti di ambo i sessi? Quasi nessuno. Addirittura alcuni hanno meritato per questo delle promozioni. Il lettore si chieda ora: quanti sacerdoti sono stati allontanati dai loro incarichi per la veste talare, la messa antica, l’altare ad orientem, la predicazione della dottrina di sempre? Il rapporto è agghiacciante." (Cfr. art.cit. su Riscossa Cristiana QUI

Può il Signore concedere il rinnovato miracolo di nuove e sante vocazioni se non Lo si prega  e non Lo si onora seguendo umilmente, come hanno fatto i Santi di ogni epoca, i fecondi insegnamenti di Santa Madre Chiesa?
AC

 
Cardinale Bassetti, “la crisi delle vocazioni 
ha fatto dell’Italia una terra di missione”
di Andrea Gagliarducci





“Il Papa – ha detto il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, nella conferenza stampa conclusiva - ha detto che il problema delle vocazioni ci fa riflettere anche sulla capacità che la Chiesa ha di generarle”.


Il Cardinale individua nei motivi fondamentali per la crisi delle vocazioni “la cultura del provvisorio, del relativismo che è la mentalità corrente”, ma anche “l’inverno demografico” e “gli scandali”.


Tutto questo ha fatto sì che l’Italia, che “è stata per secoli una terra di vocazioni”, ora abbia più difficoltà in alcune zone, ed è per questo diventata “una terra di missione, perché la figura del sacerdote è necessaria alla configurazione della fede”. 
Da qui, il Papa ha proposto l’idea dei fidei donum tra le diocesi italiane, ovvero il
metodo missionario “applicato a livello mondiale”.


L’assemblea generale della CEI è stato un incontro di “riflessione e dialogo”, a partire dalle parole del Papa del 21 maggio, ma anche e soprattutto per mettere a punto alcune situazioni pratiche.


I 233 membri e 39 vescovi emeriti che hanno partecipato all’Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana si sono confrontati sulla situazione del Paese, la volontà di rilanciare l’apporto della Dottrina Sociale della Chiesa come strumento formativo per un autentico servizio al bene comune.


Secondo il comunicato della Conferenza Episcopale Italiana, “nel corso dei lavori assembleari si è fatto il punto sui contenuti e le iniziative della Chiesa italiana nel cammino verso la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, dedicato a I giovani, la fede e il discernimento vocazionale (Roma, 3 – 28 ottobre 2018)”.


Tra gli adempimenti pratici, l’aggiornamento del Decreto generale “Disposizioni per la tutela del diritto alla buona fama e alla riservatezza”, che ha avuto la recognitio della Santa Sede, e che serve per aggiornarsi alla normativa europea.


È stato anche approvato il bilancio consuntivo della CEI 2017, con il gettito dell’8 per mille sensibilmente diminuito a circa 997 milioni di euro; la ripartizione e l’assegnazione dell’8 per mille per l’anno 2018; la presentazione del bilancio consuntivo, relativo al 2017, dell’Istituto Centrale per il sostentamento del clero.


Si è anche parlato del Progetto Policoro e della riforma del regime amministrativo dei Tribunali ecclesiastici in materia matrimoniale e la situazione dei media CEI – recentemente è stato lanciato il portale CEI News.


Il comunicato rivela anche parte della discussione che è seguita a porte chiuse dopo l’intervento di Papa Francesco il 21 giugno, in particolare sull’accorpamento delle diocesi, sul quale come sui molti sollevati dalle domande dei Vescovi, il confronto con il Santo Padre è proseguito a porte chiuse per un paio d’ore”.


Le vocazioni, come detto, è stata centrale, ed è stato raccontato che Papa Francesco abbia preso una posizione forte sull’omosessualità, chiedendo di non ammettere nei seminari persone in sospetto di omosessualità – come tra l’altro già sosteneva una istruzione sull’accesso ai seminari di Benedetto XVI del 2005 e la Ratio Fundamentalis della Congregazione del Clero del 2016. Commentando l’indiscrezione, il Cardinale Bassetti ha ricordato la sua esperienza di 42 anni nei seminari – tra minore, maggiore, rettorato ed esperienza di visitatore – e ha detto che “c’è l’acqua sporca, e il Papa ha ragione, si deve togliere”, ma ci sono anche “tanti giovani sani”.


Tra i temi di discussione, la stagione politica: i vescovi hanno “richiamato anche i protagonisti dell’attuale stagione politica, ricordando loro che per guidare davvero il Paese è necessario conoscerlo da vicino e rispettarne la storia, la tradizione e l’identità”. Il Cardinale Bassetti, sottolinea che i vescovi italiani chiedono ai politici “una prova di maturità” e la capacità di “affrontare i problemi che sta affrontando il Paese”.


“Tutto quello che è buono – dice il Cardinale - lo apprezzeremo, ma quello che va contro la famiglia, la persona e il migrante, saremo voce critica”. Tra le richieste, la tassazione delle attività speculative, la lotta contro ogni forma di illegalità, l’inclusione di quanti vivono ai margini della società, la partecipazione della cittadinanza alla vita politica e sociale, equità del lavoro e giusto salario, famiglia, progressività fiscale. “Sono questi i principi irrinunciabili,” ha detto il Cardinale Bassetti.


I vescovi hanno anche condiviso la proposta del Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della CEI, per un incontro di riflessione e spiritualità per la pace in Mediterraneo, che era stato lanciato per la prima volta al termine dell’incontro bilaterale Italia – Santa Sede per l’anniversario dei Patti Lateranensi ed era stato nuovamente discusso nell’ultimo Consiglio Permanente.


I vescovi hanno anche descritto il loro approccio ai media come di “simpatia critica”, intuendone “sia i rischi che le opportunità”.


In vista del Sinodo dei giovani, le diocesi hanno proposto un discernimento pastorale, e poi in un secondo momento si sono ascoltati i giovani con il portale www.velodicoio.it, che ha dato “un contributo essenziale al presinodo dei giovani”.


In attesa dell’Instrumentum Laboris a giugno, 183 Diocesi hanno accolto la proposta del Servizio Nazionale per la pastorale giovani di organizzare pellegrinaggi a piedi, lungo itinerari che valorizzano la tradizione e la spiritualità locale. L’esperienza culminerà a Roma nell’incontro con Papa Francesco e i rispettivi Pastori (11 – 12 agosto 2018).
...

Fonte:  (ACI Stampa).




San Giuseppe, Celeste Patrono e Protettore della Santa Chiesa Cattolica
affidiamo a Te le  Diocesi e Parrocchie d'Italia.

7 commenti:

  1. Se soltanto ci fossero dei Monasteri ferventi e tradizionali... le vocazioni ci sono, Dio non ha smesso di chiamare, ma da una parte la mondanizzazione della Chiesa rende l'uomo sordo e dall'altra mancano santi monasteri ferventi e tradizionali (sull'esempio dei benedettini e delle benedettine del Barroux in Francia) e Carmeli secondo la Costituzione 90 incentivati da Giovanni Paolo II su ispirazione della riforma di Santa Madre Maravillas De Jesus che promosse un ritorno alla Riforma Teresiana.
    Il Card. Sarah nella stessa omelia citata sopra (quella di Chartres) invita a un ritorno ai monasteri... e ne conosco tante di donne desiderose di varcare la soglia di un Vero e Santo Monastero TRADIZIONALE benedettino o carmelitano in Italia, se soltanto esistesse...

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  2. Conosciamo i difetti pastorali, la preparazione teologica approssimativa ( sentite le loro omelie, ancor più vacue di quelle protestanti !), l'equivoca antropologia senza più il primato del Creatore, la tolleranza, sempre più 'adeguata e misericordiosa', per errori dottrinali e morali, l'arroganza da caporal maggiori, di troppi vescovi incapaci, per mancanza di fede, di guardarsi allo specchio e fare un esame di coscienza. Il signor Bergoglio li ha mai richiamati ai loro autentici doveri oppure tace perché li vuole come esecutori delle sue ideologie?

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  3. L'ottimo esecutore materiale della distruzione di Bergoglio. Tra migranti, omosessualisti e abortisti!

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  4. Grande cardinale Sarah! Le vocazioni? Spesso il problema non sono i giovani,ma le porte dei seminari che si aprono più facilmente per far uscire che per far entrare. Forse sarebbe davvero buona cosa che i rettori e chi ha responsabilità in questo campo, si facciano con grande umilta'(se esiste ancora...)un serio ed accurato esame di coscienza! O forse è cosa troppo vetus e fuori moda...?

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  5. Allucinante. Prima di tutto un cardinale non deve intromettersi in certe questioni sulle quali decide il popolo italiano sovrano. Ma entrando un po' nel merito. L'UE ha una visione laicista della società, perché mai dovremmo essere servi dell'UE? La flat tax è sacrosanta, serve a far ripartire l'economia, abbiamo le tasse più alte al mondo a fronte di servizi non di qualità, è giusto diminuirle. Sull'immigrazione che dire? È ormai chiaro a tutti che è una sporca speculazione da parte di coop rosse o "cattoliche", ed è altresì chiaro che si vuole arrivare alla sostituzione etnica, che la Chiesa sia complice di questo è un abominio.

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  6. Hanno svuotato tutto...che tristezza

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  7. Le motivazioni sostenute dal Card. Bassetti sono generiche e fuorvianti, dove manca un esame critico ( proibito come tanti altri sulla Chiesa dopo il CVII) della gerarchia cattolica sulle sue mancanze ed omissioni, sul piano dottrinale e morale, nell'educazione dei giovani potenzialmente aspiranti al sacerdozio. Una Chiesa del dubbio, del relativismo ( ormai fatto proprio dal ' magistero ' ), del 'tutto da cambiare ', non attrae certo vocazioni.

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