sabato 22 luglio 2017

Il castigo di Dio: carenza di vocazioni.

Il castigo di Dio nei nostri giorni è la pressoché totale mancanza di vocazioni al Sacerdozio e alla vita religiosa. 
Cosa dire della pazzia che sta affliggendo tanti Consacrati che hanno perso il senno stando dietro al mondo e alle sue mode  effimere?
Preghiamo il Signore perchè conceda nuove e sante vocazioni!
AC  



Il più grande castigo.  

Alcuni anni fa, dimorando a Palermo, celebrai la Santa Messa in una Chiesa, lungo la via Paolo Emiliani Giudici. 

Quanta folla di fedeli! In sacrestia accudiva una donna ed alcuni frati. 

Domandai: Chi è il rettore di questa Chiesa? 
- Nessuno. 



- E per la celebrazione delle Messe festive come fate? 

- Andiamo in giro per la città lungo la settimana ed impegniamo eventuali Sacerdoti, i quali hanno la facoltà di celebrare in questa Chiesa due Messe nei giorni festivi. 

- Ma perché non vi rivolgete al Cardinale e così potrete avere un Sacerdote stabile? 
- Abbiamo chiesto. 

La risposta è stata: A Palermo ci sono tante Chiese senza il Prete; appena si ordina un novello Sacerdote, non si sa dove mandarlo per andare incontro alle continue richieste. 

- Venti Chiese senza Sacerdoti! ( ora molte più... comprese quelle impiegate come dormitorio per i cosiddetti profughi... N.d.R.)

Quale deficienza! 

Ma prima non era così! ... 

Vengono meno le vocazioni al Sacerdozio; tutto ciò è castigo di Dio. 

Diceva Monsignor Bignami, Arcivescovo di Siracusa: Il più grande castigo che Iddio possa mandare al mondo, non è la carestia, la peste o la guerra, bensì la penuria di Sacerdoti. 
Il Signore viene molto offeso nella persona dei suoi Ministri, perché il mondo li disprezza, li calunnia e li perseguita; ed affinché si apprezzi il suo dono divino, Egli vuol farli desiderare. 

Ricordate, o genitori! 

Io son Prete e non so proprio come ringraziare Dio di avermi chiamato a sì nobile stato. 

Il merito è mio? 

No, di certo. 

Sono convinto che il Signore abbia ascoltato le vive preghiere di mia madre, donna di esemplare vita. 

I genitori, che hanno dei figlioletti, li offrano spesso a Dio con fervorosa preghiera, affinché il Creatore deponga nei teneri cuori il germe della vocazione sacerdotale. 

Il tempo più adatto a tale preghiera potrebbe essere il momento della Consacrazione nella Messa, della Benedizione Eucaristica e della Santa Comunione. 

Quando, o genitori, un vostro figliuolo manifesta il desiderio della vita sacerdotale, non solo non dovete riprenderlo, ma avete il dovere di incoraggiarlo, di sostenerlo, di custodirlo meglio degli altri figli. 

Se mancate di mezzi finanziari, non perdete la fiducia. 

In ogni diocesi ci suole essere l'Opera delle Vocazioni Sacerdotali, con borse di studio, per i giovani poveri. 

Trovate dei benefattori che vi aiutino nel nobile compito. 

Ricordate, o genitori, quanto dico per frutto di esperienza: Ordinariamente, quando un giovanetto è chiamato al Sacerdozio e viene ostacolato a seguire la sua vocazione, o resta infelice per tutta la vita, o muore in giovane età, oppure diventa più cattivo degli altri, formando la croce più pesante della famiglia. 

(Brano tratto da “Abbasso i preti”, di Don Giuseppe Tomaselli

Fonte: Cordialiter (leggere  tutto l'articolo )

14 commenti:

  1. Con quali idiozie avrà abbindolato i poveri fedeli, il pagliaccio sorridente accanto al tavolaccio della mensa protestante?

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  2. La gerarchia dovrebbe interrogarsi sulle proprie responsabilità circa la drammatica crisi delle vocazioni, visto che non fa nulla per arginarla. I giovani, dal CVII in poi, si sono trovati nell'atmosfera ecclesiale 'del tutto sbagliato', annunciante quella sessantottina, di svolta antropologica, senza più certezze e con una formazione teologica nei Seminari molto impoverita ed incerta da non poter più garantire un sacerdozio autentico a chi sente vocazione e, insieme, una formazione culturale elevata che permetteva loro di sviluppare le qualità di ognuno: letterarie, artistiche, musicali, etc da mettere a servizio dell'evangelizzazione I giovani. oggi, entrano nei Seminari dopo la scuola media superiore e, molto spesso, dopo una laurea avendo maturato capacità di critica e giudizio sulla realtà di quanto accade nella Chiesa e, per queste ragioni, si indirizzano verso Ordini legati alla tradizione rischiando la persecuzione. Non si possono proporre ai giovani con vocazione stanchi e ossessivi proclami socio-politici, chiaramente modernisti che, ormai, hanno allontanato la Chiesa da Dio ( Querite primum....)per non parlare della disinvolta e superficiale istruzione catechistica nelle parrocchie, fin da bambini.

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  3. Ormai siamo alla resa dei conti

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  4. "Dai loro frutti li riconoscerete" "L'albero quando non porta frutto va tagliato" - Concilio Vaticano II

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  5. La verità è che nei seminari hanno una visione un po' distorta del sacerdozio. Per questo i seminari sono vuoti e se sono pieni si svuotano...
    Perché tante giovani vocazioni negli ordini religiosi venuti su come Dio comanda?

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    1. I seminari contengono animatori e assistenti sociali (lo dico per esperienza).
      Chi prega molto e preferisce stare in Chiesa viene additato come "bigotto" e viene allontanato e isolato dal "gruppo".
      Non parliamo poi delle eresie che insegnano con autori modernisti che la cancellazione del tomismo e della scolastica.....roba da disperazione totale....

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  6. Gravi sono le responsabilità di coloro che adottano le modalità sbagliate, che contribuiscono alla perdita delle vocazioni o a non favorirle o addirittura a negare il proseguimento del cammino sacerdotale adoperando canoni di valutazione completamente sbagliati. Non ci si può lamentare della crisi delle vocazioni se si è i primi responsabili di questa grave decadenza...

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  7. Beh, se i nuovi sacerdoti devono essere tutti eretici oppure omosessuali, non so cosa augurarmi...

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  8. La foto si commenta da sola. L'ermeneutica errata del Concilio Vaticano II ha generato questi frutti, fra cui in primis la totale perdita del senso del sacro, pertanto non c'è da meravigliarsi se certi sacerdoti arrivino pure a travestirsi da pagliacci durante la messa solo per renderla più accattivante o simpatica.

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    1. Ancora con sta storia dell'ermeneutica....ma dove vivete a Fantasilandia???

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    2. Anonimo delle 11:01, non sei nella condizione di porre domande. Obbedisci a Bergoglio, visto che ne sei devoto, sii umile e torna a cuccia.

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  9. il prete che celebra così vestito non sa di certo cosa è la Santa Messa Cattolica e credo anche che il suo vescovo che lo lascia fare !!! con questa pagliacciata (credo che il termine sia appropriato in questo caso) andrebbe ripreso.. . poi vengono invece perseguitati e derisi quelli che usano la forma straordinaria del Rito... . quando capiranno che hanno sbagliato quasi tutto ???? . comunque noi preghiamo per questi ciechi che non vogliono vedete neanche l'evidenza.

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    1. Il bello poi è che nell'altro post si scandalizzano se qualcuno afferma che queste "messe" sono invalide....roba da pazzi!

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  10. Quello che mi interroga e raggela in questa foto e' l'impassibilita' dei "fedeli"che in blocco dovrebbero abbandonare quella manifestazione , perche' tale e' , non vi e' traccia di compunzione , adorazione , sofferenza per il Santo Sacrificio .
    E' ancora cristianesimo ? Pietro e Paolo dovrebbero tornare e ricominciare la Evangelizzazione .

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