sabato 18 novembre 2017

Solidarietà alla Preside minacciata di morte per non aver rimosso i Crocifissi dalle aule

Come cristiani che hanno  la grazia di venerare la Santa Croce che è anche simbolo della storia, della cultura e della tradizione italiana ed europea esprimiamo solidarietà alla Preside Professoressa Milena Nari minacciata di morte perchè non ha voluto rimuovere i crocifissi dalle aule scolastiche del Liceo Socrate di Roma. 
La Preside ha rispettato, oltretutto, la normativa vigente e quanto di recente " ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo, che con una sentenza definitiva della Grande Camera, votata da 15 giudici su 17, ha dichiarato che la presenza in classe di questo simbolo non lede nè il diritto dei genitori a educare i figli secondo le proprie convinzioni, nè il diritto degli alunni alla libertà di pensiero, di coscienza o di religione". 
Ricorderemo sempre le vibranti parole di San Giovanni Paolo II all'Angelus del 15 settembre 2002 "Il Cristianesimo ha nella Croce il suo simbolo principale. ... Nel processo di secolarizzazione, che contraddistingue gran parte del mondo contemporaneo, è quanto mai importante che i credenti fissino lo sguardo su questo segno centrale della Rivelazione e ne colgano il significato originario e autentico". 
Gesù ha detto « se questi taceranno, grideranno le pietre» : dedichiamo qualche minuto della nostra quotidianità per esprimere solidarietà alla coraggiosa Preside romana con i social, whatsapp e il classico "passaparola" . 
Christus vincit !
AC  

Roma, minacce di morte alla preside che vuole tenere il Crocifisso in classe 

Minacce di morte diffuse su un volantino a scuola: questo è quello che ha subito Milena Nari, la preside di un liceo di Roma, il Liceo Socrate del quartiere Garbatella. 

Nella lettera anonima arrivata alla professoressa si legge un messaggio coinciso quanto inequivocabile: “Vattene e muori, sporca amica di minorati storpi e croci”. 

La preside avrebbe la ‘colpa’ imperdonabile di non aver voluto rimuovere i crocifissi dalle aule. 
La vicenda è arrivata al culmine e il fatto è stato denunciato alla Digos, che adesso sta indagando. “Sono cose che fanno male ma non uccidono – afferma la preside – Anche se adesso vado avanti col cuore stretto in una morsa” ha commentato.

La scuola ha rilasciato un comunicato di condanna contro le minacce anonime: “Non è possibile pensare che un qualunque dissenso possa sfociare in un grave atto intimidatorio di tale portata. Chi l’ha scritta dimostra di essere una persona di evidente codardia e incapace di esprimere apertamente le proprie idee, fondamento di una società civile e democratica”. 

La Nari sostiene di non aver paura, ma a giugno chiederà il trasferimento in un nuovo istituto. 
Non chiedo congedo e continuerò a lavorare come ho sempre fatto. Certamente , a giugno, chiederò di andarmene e sono sicura che i miei superiori, stanchi di tutte le seccature che ho procurato loro, mi sposteranno” ha commentato. 

Roversi MG. 

Fonte: New notizie ( QUI )

4 commenti:

  1. Quindi obbedisce almeno a quel "vattene". Ha paura di un ragazzino che si nasconde dietro una lettera anonima. Lei sì che non è codarda.

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  2. non metuens verbum18 novembre 2017 17:48

    I telegiornali, come al solito, non l'avevano raccontata giusta: menzionate le minacce, ma nessun accenno al crocifisso. Adesso che lo so, mi sento molto vicino alla collega, e ripeto il concetto: si avvicina a grandi passi il momento in cui anche in Italia per restare cattolici bisognerà avere, o addirittura essere, martiri.

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  3. Cosa vogliono i difensori di questa coraggiosa e giusta preside? Non lo sanno che un certo Bergoglio ha detto che "non esiste un Dio cattolico !"? Questa preside sarà difesa solo da qualche povero parroco ma non certo dalla gerarchia adeguata in nome della filastrocca antropologica ( rispetto, acc0oglienza etc. etc.) inventata dal CVII.

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  4. Addirittura non rimuovere un Crocifisso è una "seccatura" per i superiori?

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