domenica 19 novembre 2017

Alto Adige "senza la domenica non possiamo vivere": approvata all’unanimità una mozione contro il lavoro nelle giornate domenicali e festive

"La domenica è sacra": prima tappa di una nuova intronizzazione della sacralità e del rispetto della famiglia dopo troppi anni di bolsa e schifosa dittatura del "pensiero unico" che  ha strangolato la dignità e la spiritualità dell'uomo per un bieco profitto monetario.
Un ringraziamento va certamente rivolto a Sua Eccellenza Mons. Ivo Muser, vescovo di Bressanone-Bolzano e vicepresidente della Conferenza Episcopale Triveneta che si è molto adoperato in questo senso. 
Esemplare l'esempio dei monaci di Novacella: nonostante essi traggono sussistenza dalle loro attività vitivinicole e turistiche la domenica mattina sbarrano tutto:  aperto solo il portone della Basilica !
C'è ora da aspettarsi, a livello nazionale, i soliti fumosi vaneggiamenti  dei chierici sparlanti, accommodanti, dialoganti e contrari a tutte le riaffermazioni cattoliche che grazie a Dio sono in questo momento storico strenuamente difese soprattutto da quei settori del laicato cattolico che non hanno apostatato.
AC 


L'Alto Adige ha deciso: «Nei festivi non si lavora: la domenica è sacra» 
 Fonte: Vanity fair ( QUI )

Bolzano dice no al lavoro domenicale: «Bisogna tornare ad aver rispetto per la nostra cultura e la nostra famiglia», spiega Andrea Pöder, che ha presentato la mozione in Consiglio provinciale Il Consiglio provinciale di Bolzano ha approvato all’unanimità una mozione contro il lavoro nelle giornate domenicali e festive. 

Non si può parlare ancora di una legge esecutiva, ma è l’avvio di un percorso importante che impegna l’esecutivo provinciale a prendere provvedimenti: «Ci teniamo a proteggere la nostra cultura», spiega Andrea Pöder, della destra sudtirolese Bürger Union, che ha presentato il documento, «Noi siamo vicini all’Austria e al mondo tedesco: lì i negozi, di domenica, sono chiusi e vivono benissimo. 
Certo, si possono considerare delle eccezioni: pensiamo alle località turistiche, pensiamo alla domenica prima di Natale. 
Ma – diciamolo – un paio di mutande possiamo benissimo comprarlo il venerdì o il sabato: perché dobbiamo andare nei negozi di abbigliamento di domenica? 
Peché dobbiamo passare le giornate di festa nei centri commerciali? 
Bisogna recuperare il rispetto per le festività religiose e per la famiglia: ci stiamo distruggendo. 
Sappiamo bene che molte persone devono lavorare durante i festivi: il personale medico negli ospedali, i lavoratori negli alberghi, ma perché dovrebbero farlo, per esempio, i commercianti? 
Non c’è nessuna necessità. 
Dopo questa votazione unanime, nei prossimi mesi faremo un disegno di legge e vediamo che cosa farà lo Stato. Siamo pronti che la questione vada alla Corte Costituzionale, ma puntiamo che questa nostra volontà diventi una norma al più presto, già in questa legislatura». 
Gli altoatesini sembrano determinati e comunque già lì esiste da qualche anno l’Alleanza per la domenica libera dal lavoro, composta dalla Diocesi di Bolzano-Bressanone, dai membri del Forum Cattolico (Associazioni cattoliche di lingua tedesca e ladina), dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali (Associazioni cattoliche e movimenti religiosi), come anche Cgil-Agb, Uil-Sgk e Cisl-Sgb, il sindacato sudtirolese di lingua tedesca Asgb e dall’Unione commercio turismo (Hds-Unione), che ha funzione di osservatorio. 
Il riferimento sarebbe antico: si cita l’Editto dell’Imperatore Costantino del 3 marzo 321, in cui «si posero le basi giuridiche per la nascita della domenica libera dal lavoro». 
Chiaro che il tema si fa caldo, tanto più in vista delle aperture di Natale, Capodanno ed Epifania. 
Così in Trentino, comunque sempre lì vicino, ha fatto notizia la storia di tre commesse che si erano rifiutate di lavorare in giornate festive nella grande distribuzione, vincendo dopo il primo grado anche in appello. 
Secondo il giudice del Tribunale di Rovereto: «la legge riconosce al lavoratore il diritto ad astenersi dal lavoro in occasione delle festività infrasettimanali celebrative di ricorrenze civili o religiose». 
Un diritto soggettivo, secondo il quale «la rinunciabilità al riposo nei festivi è rimessa solo all’accordo fra le parti». 
Anche in Veneto si è aperto il dibattito e dall’anno scorso, esiste sull’argomento un «tavolo etico» in cui le associazioni di categoria si impegnano a «ottenere la modifica delle norme statali sulla liberalizzazione degli orari di vendita e dei giorni di apertura domenicale e festiva degli esercizi commerciali». 
Che sia il via di una nuova (vecchia) abitudine?


1 commento:

  1. a messainlatino nessuno sa che Alto Adige si dice Sudtirol? ma L dov'è? in Val Casies?

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