venerdì 23 settembre 2016

Don Danilo Belotti: in migliaia al suo funerale. Il trionfo della Fede e della devozione. (Foto)

Orsogna. Giovedì 22 settembre: Funerali di Don Danilo Belotti.
"Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà"(Fatima, 13 Luglio 1917)

Con le lacrime agli occhi   abbiamo dato  notizia martedì scorso (QUI)  della morte di don Danilo, giovane parroco di un paese dell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto prematuramente scomparso. 
Avevamo pensato che il post sarebbe stato "visitato" soprattutto dai Fedeli di Abruzzo e Marche che lo avevano conosciuto "liturgicamente" dopo la pubblicazione del Motu Proprio "Summorum Pontificum" .
Davvero le vie di Dio sono difficili da comprendere per l'uomo. 
Qualcosa di imprevedibile è  avvenuto: il "contatore" interno del blog, che noi talvolta leggiamo di sfuggita in breve tempo ha registrato un numero crescente di "visite" (il conteggio della "visita" si ottiene ogni qual volta si clicca sul titolo onde aprire il testo completo). 
Migliaia di fedeli  hanno letto su MiL il necrologio di don Danilo ed in  tantissimi  lo hanno condiviso il post su loro profilo Facebook.
Un gesto di affetto che ci ha fatto ripensare ai pullmann di fedeli che giungevano a Orsogna il giovedì sera per raggiungere la chiesa-madre di San Nicola: come faceva  quel mite e devoto prete a portare tanta gente all'Adorazione Eucaristica serale?

Alle nostre domande rispondono la saggezza della Chiesa e l'insegnamento della vita dei Santi. 
 
Oggi ricorre la festa di San Pio da Petrelcina:  "uomo di preghiera e di sofferenza" (Cfr. PaoloVI) che con umiltà " ... ha avuto sempre di mira la profondità del dramma umano, e per questo si è offerto e ha offerto le sue tante sofferenze, ed ha saputo spendersi per la cura ed il sollievo dei malati, segno privilegiato della misericordia di Dio, del suo Regno che viene, anzi, che è già nel mondo, della vittoria dell'amore e della vita sul peccato e sulla morte. 
Guidare le anime e alleviare la sofferenza: così si può riassumere la missione di san Pio da Pietrelcina, come ebbe a dire di lui anche il Servo di Dio ( ora Beato N.d.R.), il Papa Paolo VI: "Era un uomo di preghiera e di sofferenza" (Ai Padri Capitolari Cappuccini, 20 febbraio 1971).
... In una sua lettera scrive: "Sembra che Gesù non abbia altra cura per le mani se non quella di santificare l'anima vostra" (Epist. II, p. 155). 
Questa era sempre la sua prima preoccupazione, la sua ansia sacerdotale e paterna: che le persone ritornassero a Dio, che potessero sperimentare la sua misericordia e, interiormente rinnovate, riscoprissero la bellezza e la gioia di essere cristiani, di vivere in comunione con Gesù, di appartenere alla sua Chiesa e praticare il Vangelo. 
Padre Pio attirava sulla via della santità con la sua stessa testimonianza, indicando con l'esempio il "binario" che ad essa conduce: la preghiera e la carità.
Prima di tutto la preghiera. 
Come tutti i grandi uomini di Dio, Padre Pio era diventato lui stesso preghiera, anima e corpo. 
Le sue giornate erano un rosario vissuto, cioè una continua meditazione e assimilazione dei misteri di Cristo in unione spirituale con la Vergine Maria. 
... 
E tutto aveva il suo culmine nella celebrazione della santa Messa: lì egli si univa pienamente al Signore morto e risorto. 
Dalla preghiera, come da fonte sempre viva, sgorgava la carità. 
L'amore che egli portava nel cuore e trasmetteva agli altri era pieno di tenerezza, sempre attento alle situazioni reali delle persone e delle famiglie. 
Specialmente verso i malati e i sofferenti nutriva la predilezione del Cuore di Cristo...
I rischi dell'attivismo e della secolarizzazione sono sempre presenti; perciò la mia visita ha anche lo scopo di confermarvi nella fedeltà alla missione ereditata dal vostro amatissimo Padre. 
Molti di voi, religiosi, religiose e laici, siete talmente presi dalle mille incombenze richieste dal servizio ai pellegrini, oppure ai malati nell'ospedale, da correre il rischio di trascurare la cosa veramente necessaria: ascoltare Cristo per compiere la volontà di Dio. 
Quando vi accorgete che siete vicini a correre questo rischio, guardate a Padre Pio: al suo esempio, alle sue sofferenze; e invocate la sua intercessione, perché vi ottenga dal Signore la luce e la forza di cui avete bisogno per proseguire la sua stessa missione intrisa di amore per Dio e di carità fraterna. ..." ( Benedetto XVI, 21 giugno 2009)

L'insegnamento della Chiesa di sempre,  che non conosce  il tempo ne' le mode transeunte,  riassunto nell'Omelia di Benedetto XVI dedicata al frate cappuccino stigmatizzato, ha ispirato totalmente l'opera sacerdotale di Don Danilo che ieri ha ricevuto, in modo concreto e visibile, attraverso la preghiera di suffragio il GRAZIE da parte  di tantissimi Consacrati e di una schiera enorme di  Fedeli.

Ringraziamento  coralmente manifestato al Signore da parte di tanti fedeli che hanno avuto il privilegio di avere  don Danilo come guida spirituale :  roccia sicura di sana dottrina e di feconda devozione  su cui aggrapparsi nei perigliosi momenti che stiamo vivendo :   "verrà giorno infatti in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole".

Don Danilo, Sacerdote della sofferenza e della speranza che nel 2012 aveva fondato il gruppo di preghiera 'gli apostoli della croce', pregherà il Signore perchè faccia trionfare nella Sua Chiesa la  “catechesi della bellezza” che si manifesta con efficacia nella Liturgia al servizio di Dio e per l’edificazione spirituale dell’uomo.
AC


 


Foto gentilmente forniteci dai fratelli del Coetus fidelium di Abruzzo che ringraziamo.