giovedì 12 marzo 2015

Papa Francesco e CL - II parte

Qui avevamo pubblicato un articolo, sul medesimo atteggiamento "critico" di Papa Francesco nei confronti di CL, scritto da Magister. 
Roberto

Così il Papa demolisce Comunione e Liberazione
di A. Socci, da Libero del 08.03.2015

Che cosa è accaduto ieri [sabato 7 marzo 2015; n.d.r.] in piazza San Pietro fra papa Bergoglio e gli aderenti a Comunione e liberazione? Per capirlo bisogna fare un passo indietro. Il 3 marzo scorso, nell’omelia di santa Marta, il papa disse: «Ma come posso convertirmi? La sporcizia del cuore non si toglie come si toglie una macchia... Si toglie col “fare”... cioè la strada del fare il bene. E come faccio il bene? È semplice! “Cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova”».
In quelle stesse ore don Julian Carron, responsabile pro tempore di CL, sul tema della conversione scriveva l’esatto opposto: «Ogni volta che davanti a questa o quella situazione ci chiediamo che cosa dobbiamo fare, dimostriamo che non abbiamo ancora risposto a quella domanda. Niente lo documenta più di questo “che cosa fare?”. Abbiamo una cosa da fare, solo una: convertirci».
Bergoglio identifica la conversione con un “fare”, con un attivismo sociale che abbiamo già visto in America Latina e qui negli anni Settanta in certi gruppi cattolici di sinistra, dove alla fine Cristo si riduceva a “pretesto” per un attivismo sempre più politico e ideologizzato. Invece don Carron percorre la via di un ripiegamento intimistico che toglie alla fede e alla comunità cristiana ogni dinamica umana espressiva e si risolve in quella “scelta religiosa” che decenni fa venne fatta dall’Azione Cattolica e fu sempre combattuta da don Giussani come il suicido del cattolicesimo. Giussani aborrì allo stesso modo la riduzione “sociale” e attivistica del cristianesimo che considerava succube delle ideologie.
Fra la risposta bergogliana del “fare” e quella carroniana dell’intimismo psicoanalitico, c’è infatti una terza risposta, quella giusta, che è sempre stata espressa, potentemente, da don Giussani, da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI. Si potrebbe sintetizzare così: l’incontro con Cristo, attraverso il volto dei suoi amici, della comunità cristiana, dà senso e bellezza alla vita, abbraccia e cambia tutta la persona, tutta la sua esistenza, e genera un popolo che ha uno sguardo originale su tutto, che ha un giudizio cristiano su ogni aspetto della vita personale e sociale, proponendo a tutti un orizzonte più umano e più vero di quello delle ideologie dominanti.
Ieri, in piazza San Pietro, papa Bergoglio e don Carron, pur da posizioni contrapposte, si sono trovati convergenti nel tentativo di liquidare proprio questa via, che Giussani ha percorso dando vita a Comunione e liberazione, la via che Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno riconosciuto e sostenuto, essendo anche la loro e quella della Chiesa. Certo, ieri a Roma si è reso omaggio all’uomo Giussani, ma trasformato in un santino e isolato dalla sua storia. Tentando di delegittimare e archiviare l’opera che da lui è nata, il popolo di Comunione e liberazione e la sua formidabile presenza sociale e culturale, la sua originale creatività che dagli anni Settanta ha incontrato e coinvolto tantissimi giovani e molti non credenti. Oggi restare fedeli con il cuore a quella storia, «a quella forma di insegnamento, alla quale siamo stati consegnati» (Ratzinger), significa, secondo Bergoglio, essere «guide da museo e adoratori di ceneri». E purtroppo don Carron converge su questa “liquidazione” di una storia comunitaria e di una presenza eccezionale.
Così però Bergoglio dice il contrario di quanto hanno affermato Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e don Giussani. È innegabile, se non si vuol nascondere la testa sotto la sabbia. Faccio due esempi.  
Una delle bastonate di Bergoglio a CL è sull’autoreferenzialità. In effetti CL, come altre realtà ecclesiali, oggi ha questo grave problema, tanto è vero che la sua presenza pubblica è pressoché svaporata, e però Bergoglio non ha colpito solo l’attuale CL carroniana, ma anche e soprattutto il forte senso di appartenenza che Giussani ha insegnato, cioè l’identità comunitaria tuttora viva dei ciellini.
Infatti ha detto: «Quando siamo schiavi dell’autoreferenzialità finiamo per coltivare una spiritualità di etichetta: “Io sono CL”. Questa è l’etichetta. E poi cadiamo nelle mille trappole che ci offre il compiacimento autoreferenziale». Ma è facile ricordare parole opposte di Giussani sull’ “essere di CL”. Proprio l’altroieri [venerdì 6 marzo 2015; n,d.r.] il portavoce di CL, Alberto Savorana, in un’intervista, ricordava che il nome del Movimento nacque da un volantino degli universitari nel 1969: «Un giorno, entrando in uno dei locali frequentati da questi studenti, in via Ariosto a Milano, don Giussani vede quel volantino appeso, con riferimento al nome scelto da quelli della Statale, e dice: “Ecco, noi siamo il nome che si sono dati gli universitari, perché comunione è liberazione”».
La seconda bastonata bergogliana è arrivata quando ha contrapposto il carisma a Gesù Cristo, mentre invece - come ha spiegato mille volte don Giussani - «il carisma è l’avvenimento di Cristo secondo la modalità con cui investe il mio presente... facilita l’appartenenza a Cristo, cioè è l’evidenza dell’avvenimento presente oggi... In questo senso il carisma introduce alla totalità del dogma». Giussani spiegava bene la parola: «Un carisma si può definire come un dono dello Spirito dato a una persona in un determinato contesto storico, affinché quell’individuo dia inizio a una esperienza di fede che possa risultare in qualche modo utile alla vita della Chiesa. Sottolineo il carattere esistenziale del carisma: esso rende più convincente, più persuasivo, più “abbordabile” il messaggio cristiano proprio della tradizione apostolica. Un carisma è un terminale ultimo dell’Incarnazione, cioè una modalità particolare attraverso la quale il Fatto di Gesù Cristo uomo-Dio mi raggiunge e, per il tramite della mia persona, può raggiungere altri». Invece Bergoglio contrappone le due cose: «Ricordate che il centro non è il carisma, il centro è uno solo, è Gesù, Gesù Cristo! Quando metto al centro il mio metodo spirituale, il mio cammino spirituale, il mio modo di attuarlo, io esco di strada». Il messaggio implicito era il seguente: adesso dimenticate la vostra storia e il vostro carisma per seguire me e le mie idee. In realtà, nella storia della Chiesa, la ricchezza è stata proprio nella diversità di carismi: i benedettini sono diversi dai francescani, i domenicani dai gesuiti, i carmelitani dai comboniani. E tutti sono centrati su Cristo.
Anche i papi dei nostri anni hanno affermato cose opposte all’idea bergogliana. Per esempio, Giovanni Paolo II, in una lettera a Giussani per il 50° anniversario della nascita del Movimento, nel febbraio 2004, volle ripetere ai ciellini ciò che già tante volte aveva detto: «Rinnovate continuamente la scoperta del carisma che vi ha affascinati ed esso vi condurrà più potentemente a rendervi servitori di quell’unica potestà che è Cristo Signore!». Poi espresse un altro giudizio diametralmente opposto a quello pronunciato ieri da Bergoglio: «Il vostro Movimento ha voluto e vuole indicare non una strada, ma la strada per arrivare alla soluzione di questo dramma esistenziale. La strada, quante volte Ella lo ha affermato, è Cristo».
Papa Wojtyla definiva il Movimento «uno dei germogli della promettente “primavera” suscitata dallo Spirito Santo negli ultimi cinquant’anni». E, considerato che erano stati anni segnati «da una sofferta contrapposizione con le ideologie imperanti, da una crisi dei progetti utopistici e, più recentemente, da una diffusa tendenza al relativismo, allo scetticismo, al nichilismo, che rischiano di estinguere i desideri e le speranze delle nuove generazioni», il grande papa Wojtyla invitava tutti i ciellini «a risalire all’esperienza sorgiva da cui il Movimento ha preso le mosse, rinnovando l’entusiasmo delle origini. È infatti importante mantenersi fedeli al carisma degli inizi per poter rispondere efficacemente alle attese e alle sfide dei tempi». L’opposto di quello che si è sentito ie

24 commenti:

  1. Che spettacolo ragazzi! Papi che confutano Papi!!! Ne vedremo delle belle!!!

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  2. Fino a poco fa CL era oggetto di dure critiche da parte degli integralisti, ora che c'è una discussione con il Papa subito diventano i nuovi martiri. Se domani il Papa entrasse in discussione con i NC anche quest'ultimi diverrebbero santi!

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    1. Aggiungo: questa è prevenzione!

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    2. Nulla di nuovo sotto il sole caro Nuovo! Un po' come con Ratzinger che qualsiasi cosa facesse era per voi sbagliata! A me non piace CL e non l'ho mai nascosto, tantomeno i Neaocat e raba simile. Mi sento vicino ai Frati Francescani dell'Immacolata perché ritengo che incarnino al meglio il perfetto spirito Cattolico, quello che da fastidio al mondo e quello per cui Gesù disse: "vi perseguiteranno e vi insulteranno". Quindi carissimo non critico tanto per criticare, mi dà fastidio solamente l'uso di 2 pesi e due misure per chi, come il nostro Santo Padre, fa dell'uguaglianza uno dei suoi punti fermi.

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    3. Hierro potrebbe indicarmi dei miei posts del passato dove ho criticato Papa Benedetto?

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    4. Ho parlato in generale di chi adesso difende a spada tratta Francesco I e non faceva lo stesso (anzi!!) con Benedetto XVI, non la prenda sul personale. Non ammettere che Benedetto XVI era inviso alla stragrande maggioranza di chi adesso osanna Francesco non è intellettualmente onesto.

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    5. Non è neanche intellettualmente onesto non riconoscere che per alcuni integralisti qualsiasi cosa faccia o dica il Papa è da anatema.

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    6. Il Papa, capo della Cristianità, Vicario di Cristo, non avrebbe niente da dire sulla famiglia allargata? Mah! e sarebbe un papa?
      Quanto alle mani sporche, torno ora - in anticipo dalla mia chiesa - in anticipo perché, essendoci la partita, i mezzi pubblici son deviati o strapieni, le mani me le son lavate, ma ora fo una doccia perché una giornata di pulizie il sudicio lo lascia. Se poi per sporcarsi le mani intendi approvare ogni forma di immoralità allora è bene tener le mani pulite. I peccatori devono andar dal confessore per lavarsi l'anima e non solo le mani, come spesso facciamo tutti.
      La salvezza non si raggiunge coi candelabri, che però sono un ornamento per l'altare-Golgota ,e le candele simboleggiano la speranza, la lode a Dio, a luce di Cristo.
      Ricordati di quel diceva S. Francesco, che più povero non poteva essere: sull'altare solo cose preziose.
      Ma la povertà (madonna Povertà) è un conto il pauperismo da catari un'altra.

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    7. Alcuni integralisti, Nuovo, alcuni. E tutti i modernisti che applaudono? E le folle oceaniche che vengono titillate nella loro sicurezza che i peccati li compiono solo i ricchi, i benestanti? S'è mai sentito il papa domandare alla folla osannate in piazza S. Pietro: Siete stati a Messa stamattina? Vi siete confessati prima di far la Comunione? Ricordatevi che senza pentimento la Comunione è la vostra condanna.

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    8. Non avrei potuto rispondere meglio di Pastorelli che mi ha battuto sul tempo. Nuovo non rimarchiamo sempre i luoghi comuni dei pizzi merletti e candelabri (questi mi mancavano), un cattolico è in primis cattolico perché si attiene, o cerca di attenersi, a quanto la Chiesa e NSGC ci hanno insegnato in 2 millenni, la Chiesa non è una ONLUS "del fare", se non si capisce questo è inutile scontrarsi ogni volta.

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    9. Non anatemizziamo nessuno Nuovo, la differenza sostanziale è che Benedetto XVI veniva deriso, offeso e disatteso perché non faceva altro che affermare quanto la Chiesa aveva sempre insegnato, Francesco I è osannato perché disconosce tutto questo. E' ovvio che chi si reputi cattolico un pochino confuso rimanga. Capisco che questo Papa faccia comodo a chi vuol fare come vuole però la Chiesa è un'altra cosa....

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  3. Ma che ha detto alla fine Francesc? E' una polemica tanto per farla. Ma FRANCESCO TIRA DRITTO!

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    1. Nessuna polemica, rilevavamo solamente 2 pesi e 2 misure tutto qua. La polemica la fate voi.

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  4. Io non capisco.
    I tradizionalisti sono degli integralisti, Comunione e Liberazione dei sepolcri imbiancati, quelli di Medjugore sono dei sempliciotti che credono che la Madonna sia un postino, i Kikiani sono una setta ereticale.
    Insomma il Vescovo Bergoglio giudica tutti a parte i gay???

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    1. Placet!
      Lui è contro tutti, meno che si tratti di musulmani, comunisti, omosessuali e famiglie allargate.

      Beati voi quando sarete perseguitati a causa mia. Ma se il primo a perseguitare i cattolici è proprio colui che ci deve rappresentare in terra?

      A.

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    2. Guardi che i gay non sono un'associazione cattolica ma è un mondo variegato composto da tante realtà. Trovo onestamente penoso quest'odio verso gli omosessuali che cova in buona parte del mondo tradizionalista. I mussulmani ed i comunisti poi non sono nemmeno cattolici e circa poi le famiglie allargate non vedo cosa dovrebbe dire il Papa. La verità è che per certo tradizionalismo piace fare la parte della vittima , così come vorrebbero raggiungere la salvezza attraverso la posizione dei candelabri sull'altare o l'uso del latino. Sporcatevi le mani!

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  5. Se posso, in punta di piedi, vorrei far notare che la parola "ieri." è troncata, così come nella colonna di destra si dice "speciale cristiada..martiri messicani" e l'anno (2000) non è scritto correttamente. Per quanto riguarda i manelliani anche io li sento vicini e mi dispiace non aver fonti di prima mano su come va ora..se poteste parlarne più diffusamente non mi dispiacerebbe, la loro spiritualità e il loro attaccamento al rito antico vanno incoraggiati(e sostenuti, anche economicamente).. Per me CL è sempre stato sinonimo di "cattolici liberali". Non concordo, visto che siamo sul piano delle opinioni e non dei dogmi, con alcuni atteggiamenti dei precedenti pontefici e anzi ribadisco che associazioni tipo AZIONE CATTOLICA dovrebbero essere rivitalizzate proprio quanto a identità e formazione, ormai tutto in quell'ambito va per inerzia e questo non fa bene ed è inutile alla Chiesa.Piuttosto qualcuno sa come prosegue padre Konrad in Toscana con la sua istituenda e formanda comunità che si basa sul Carmelo e sul rito antico? Grazie! MD

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    1. PS: "ieri." è l'ultima parola (troncata) dell'ultima riga dell'articolo..

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  6. Stupisco a leggere questi commenti. Papa Bergoglio ha evidenziato più che giustamente due difetti di CL: l'autoreferenzialità e la priorità del loro carisma. Il guaio l'hanno fatto i papi precedenti che hanno approvato e prediletto CL senza correggere queste caratteristiche. Neanche papa Francesco dà indicazioni precise, ma solo bastonate. Questo avvenimento potrebbe essere una grazia per i ciellini, se ne cogliessero l'occasione per interrogarsi sulla crisi nella Chiesa e sull'identità del papato negli ultimi cinquant'anni...

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  7. Il papa ha condannato gli shows. Chissà s'è mai stato a qualche Messa dei cosiddetti carismatici. La sua asprezza e il suo sarcasmo son tutti per i fedeli del rito antico. Ora s'aggiunta CL.

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  8. A parte il fatto che c'è show e show ma da quando CL è tradizionalista? Sui blog tradizionalisti sono sempre trattati malissimo, ore, guarda caso, il Papa fa degli appunti e diventano subito campioni di cattolicità!

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  9. E chi ha sostenuto che son campioni di cattolicità? Io non ho espresso alcun giudizio perché di CL ho scarsa conoscenza. Ci sono però degli amici in quell'associazione e son degli ottimi cattolici, certamente ortodossi e di sani principi morali. Non vengono alla Messa di S. Pio V ma il loro attaccamento alla Chiesa ed alla sua dottrina sono innegabili.
    Il problema è questo voler "scartare" tutti coloro che non applaudono alle sortite spesso devastanti di Francesco, il tacciarli di lentezza di cuore, di ipocrisia, di fariseismo ecc., mentre non nota e addirittura approva e loda le attitudini settarie di altri movimenti e cammini. Anche l'obbrobriosa accusa ai seminari tradizionali di esser covi di omosessuali è frutto di questa volontà di distruzione di istituti fiorenti di vocazioni. Dove sono i grandi scandali degli istituti tradizionali? la stampa e la TV riportano sempre gli scandali, anche ma non solo, di pedofilia, dei preti diocesani, italiani o stranieri. Non sono forse le diocesi sotto assedio e cariche di debiti? Se si verifica una cattiva scelta in un seminario tradizionale - e ci sta - cade il mondo, mentre vediamo l'immoralità dilagante nella Chiesa in ogni più remoto angolo della terra.
    Ormai dal 1991 frequento l'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, e da oltre vent'anni, insegnandovi, lo vivo dall'interno: fior di ragazzi puliti, devoti, lavoratori, sempre sorridenti e spontanei, che sono il meglio della Chiesa di oggi e di domani. Sanno cosa sia il sacrificio e l'apertura agli altri. C'è stato qualche caso di ambiguità in passato? Forse agli inizi ho visto un paio di studenti che mi davan sospetto, e infatti furono allontanati, grazie a Dio. E il Papa disprezza e oltraggia istituti di diritto pontificio! Ma contro chi combatte? Contro Giovanni Paolo II e Benedetto XVI? Già, perché le scelte di questi papi Francesco sta demolendo e demonizzando.

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    1. Grazie prof. Pastorelli per i suoi post sempre saggi e ispirati: ma quest'ultimo li batte tutti! Ha proprio ragione: d'altronde ci sarà un motivo se i seminari (e i noviziati, mi permetto di aggiungere, da donna, per par condicio) legati all'Ecclesia Dei sono colmi e devono ingrandire gli edifici per accogliere le vocazioni, mentre quelli modernisti sono sempre più vuoti! "Li riconoscerete dai frutti"... Una fedele ligure

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  10. Povero Socci. Non se lo fila più nessuno e deve sparare fantascienza a manetta. Povero Socci.

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