martedì 16 dicembre 2014

l'Arcivescovo Montini voleva i banchi nelle chiesa e chiedeva all'Arciprete del Duomo di Milano di non sostituirli con le sedie

Un lettore, che ringraziamo, ha lasciato questo commento ad un nostro post su MiL: abbiamo deciso di pubblicare come post, perchè rappresenta un significativo documento e merita di avere ampio spazio. 
Roberto


"A Sua Eccellenza Reverendissima
Mons. Domenico Bernareggi
Vescovo titolare di Famagosta e nostro Ausiliare,
Arciprete della Basilica Metropolitana di Milano

[...] Altro problema anche più importante è quello dei banchi: non si può oggi pretendere né prolungata assistenza, né pio contegno dei fedeli senza i banchi. Le sedie non offrono né l’ordine, né la comodità dei banchi, che sono oramai collocati, in tutte le chiese, anche monumentali e cattedrali, dove si voglia la compostezza e la numerosità dell’assemblea dei fedeli, e la loro devota assistenza alle sacre funzioni. [...]

Milano, nella festa della Natività di Maria Santissima,
8 settembre 1957

† Giovanni Battista Montini Arcivescovo di Milano

24 commenti:

  1. e soprattutto, i banchi hanno l'inginocchiatoio

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  2. Sono pienamente d'accordo con l'impostazione liturgica dell'allora Arcivescovo Montini che se non fosse stata inquinata dai successivi travisamenti bugniniani avrebbe dato ottimi frutti perchè era basata sul movimento liturgico franco/tedesco.

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  3. Aggiungo il riferimento al sito diocesano dove è riportata parte della lettera:
    http://www.to.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&oid=570703

    PS Montini non chiedeva di non togliere i banchi ma di metterli perchè non c'erano, o ce n'erano pochi solo davanti.

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  4. Chissà cosa successe a Paolo VI per lasciarsi così "abbagliare" da Bugnini e rovinare la Santa Messa (rito del 1965 della mia I Comunione, la traduzione era perfetta così!) con il funesto messale del '70!!!

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    1. Esatto, da aggiungere anche a quanto dice che il Messale del 1965 rispecchiava il vero spirito della Sacrosanctum Concilium. Bisognerebbe tornare a quello.

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  5. Abbiamo visto i risultati del movimento liturgico franco-tedesco, frutto della teologia malata dei modernisti di quelle nazioni.

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    1. In parte è vero quel che ha scritto il Prof. Pastorelli.
      C'è però da notare, sarebbe assai interessante svilupparne la tematica, che il primiero movimento liturgico è stato quello che ha salvato, dopo la deriva bugniniana, il rito classico romano.
      In fondo l'actuosa partecipatio di San Pio X era incentrata nella conoscenza del rito : se non conosco una cosa o la conosco parzialmente come posso amarla ?
      Il movimento liturgico, senza le aduterazioni moderniste, è stato apprezzato dai veri amanti della Liturgia romana.

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    2. a me NON basta assistere ad una Messa VO se questa NON è celebrata da un sacerdote FORMATO e la differenza c'è e si sente subito ..... un sacerdote deve essere formato e non improvvisato a per poter dire MESSA VO

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    3. La migliore formazione è l'Altare.
      Dall'Altare e dal rispetto del Messale e di quanto contiene fiorisce la migliore delle formazioni : quella del Santo Curato d'Ars !

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    4. ed infatti ho usato la parola SACERDOTE NON a caso .!!!!!!
      Il Sacerdozio è una dignita' e NON un mestiere ....
      vedi i preti o meglio i manager di oggi ..........

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    5. Ma noi abitiamo nei giorni d'oggi.
      Diceva un vecchio prete che quando si criticano troppo i Sacerdoti Iddio non ne manda più ...

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  6. I problemi sono in quei "se", "senza"...

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    1. Ha ragione Professore !
      Però io approfondirei le tematiche, che portarono alla grande rinascita liturgica nella mia infanzia riassunte dalla pubblicazione del Messale del '65, dell'actuosa partecipatio dei fedeli alla luce della Tradizione.
      La Liturgia, che non è un pezzo da museo, deve essere conosciuta per essere conseguentemente amata.

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    2. Per esser conosciuta va frequentata, prima di tutto, e poi approfondita coi sacerdoti. Noi da ragazzi siamo stati educati in tal modo.
      Inoltre, per quanto riguarda la actuosa partecipazione, si può leggere la Mediator Dei. La migliore partecipazione è qulla di unirsi al sacerdote nel mistero della rinnovazione del sacrificio di Cristo. Vorrei sapere quanti sapienti in campo liturgico si son salvati rispetto a poveri analfabeti che pregavano in silenzio durante la Messa.
      Il che non significa che non si debba approfondir le proprie conoscenze. Un po' d'impegno e s'impara anche a capire il latino della Messa.
      A chi non ha il Messalino, noi diamo ne diamo uno nostro fotocopiato latino-italiano ed un foglio con le letture del giorno in italiano. Chi vuol seguire può seguir benissimo e, se di buona volontà, si può portare una copia dell'Ordinario a casa per una modicissima cifra. E prepararsi.

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    3. Esatto è proprio così, anche io alla prima partecipazione ad una Messa Tridentina mi sentii spaesato pur conoscendo il latino (anche se un po' affievolito dai tempi del liceo) però fu talmente forte il trasporto del mio cuore che mi sentivo partecipe del Sacrificio come se avessi frequentato la Messa da sempre. Mi sentivo semplicemente a Casa. Purtroppo c'è chi considera l'actuosa partecipatio solo dal punto di vista della comprensione lessicale ma partecipare al Sacrificio vuol dire partecipare con tutti i sensi, se ci si abbandona totalmente ci si sente appagati totalmente anche senza capire alcuni passaggi. Possiamo infatti capire con i sensi umani il Mysterium Fidei???

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  7. Montini voleva i banchi.....così durante il suo pontificato poté assicurare, nelle chiese e alla Chiesa, la presenza dei banchi.....vuoti. oggi abbondante eredità.

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    1. Montini purtroppo resterà sempre una figura controversa nella Chiesa. Dall'apice raggiunto con la Humanae Vitae al pedice invece della riforma liturgica in senso protestante. Peccato, avesse mantenuto il Messale del 1965 staremmo qui a parlare del più grande Papa del dopoguerra secondo me.

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    2. Mi sembri troppo generoso. Il Messale del '65 fu il primo passo verso la riforma successiva. A suo tempo lessi e tradussi dal francese un breve saggio sui grossi limiti di tal messale. Mi sembra che l'autore fosse un tal don Savaunet, ma in questo momento non ricordo bene (aveva due cognomi) e dovrei far ricerche per rintracciarlo.

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    3. Bravo, come sempre, Hierro1973 anche nella saggia predilezione per il Messale del '65.
      Concordo al 100/100 !

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    4. Montini è Amleto e lo detesto di tutto cuore .
      mi spiace dirlo ma è così .....
      . mi ricordo della sua elezione benissimo anche se bambino facevo le elementari . Avvenne di mattina , e un maestro di un altra classe a me molto poco simpatico entro' entusiasta nella nostra classe ad annunciarcene entusiasta con la sua elezione la nuova boccata di ossigeno che avrebbe avuto la chiesa ...
      me ne ricordo benissimo di tutto questo !!!!! ..

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    5. Volevo rispondere al Prof. Pastorelli. Ha ragione a considerare il Messale del 1965 propedeutico a quello TOTALMENTE RIFATTO del 1969 ma la lettura gliela diamo oggi a posteriori. Ovvio che ci fossimo fermati alla Editio del 1965 il discorso oggi sarebbe diverso. Ritengo che alla luce degli scempi odierni il Messale del 65 sia un bellissimo Messale ma soprattutto sia un Messale Cattolico ed è questa la cosa più importante.

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    6. Quando è stato concesso l'indulto (anzi gli indulti) e poi col Summorum Pontificum, il Messale di riferimento è sempre stato quello del 1962. Dunque, quello del '65 è stato considerato abrogato con la riforma del '69 e non rispondente alle esigenze dei richiedenti. Un motivo ci sarà stato pure.

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  8. I banchi prima non servivano. Ci si inginocchiava a piacere per terra, senza ordine.

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  9. L'articolo è dell'abbé S. Dufour, lo ripresi dal sito Salve Regina.
    Hierrot, la mia mail la trovi facilmente. Se mi scrivi te lo posso inviare, con la mia presentazione e le precisazioni dell'autore.

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