martedì 28 gennaio 2014

Papa Francesco, figlio di S. Ignazio, gran devoto di Maria.

di Don Alfredo M. Morselli 

Ave Maria! 

Chi ha avuto occasione di leggere i miei interventi su Messa in Latino, sa che sono più papista del Papa, incline a mettere in pratica anche gli errori di stampa dell'Osservatore Romano, quasi come i comunisti trinariciuti - di guareschiana memoria - mettevano in pratica i refusi de L'Unità. 
Vi devo confessare tuttavia che è capitato, qualche volta, mentre leggevo il quotidiano della S. Sede con la mano sinistra, e portavo alla bocca il cucchiaio di tortellini con la destra, che alcune espressioni di Papa Francesco mi abbiano fatto andare di traverso il brodo di cappone, provocando violenti colpi di tosse. 
 Sono felice oggi di poter riparare alla poca fede che fu causa di quei rigurgiti: la Provvidenza mi ha fatto capitare tra le mani un meraviglioso libretto: Maria e la Compagnia di Gesù, del P. A. Drive, naturalmente sj, Siena 1898. 
Il frontespizio porta il melanconico timbro della biblioteca della Domus probationis della provincia veneta della stessa Compagnia: una delle tante case religiose chiuse nella primaverile fioritura post-conciliare (come diceva mia nonna, le stagioni sono proprio cambiate). 
Mi piace pensare che questo libro possa essere passato tra le mani - prima di finire su eBay - di p. Giorgio Bettan e di p. Leandro Tiveron, due degnissimi figli veneti di S. Ignazio, da cui ho ricevuto tanto bene. Sullo stesso frontespizio una frase del gigante p. Nieremberg: " Non si può dire Congregazione di Maria, meno che Compagnia di Gesù ". 
 Leggendo questo libro, si possono facilmente scoprire le radici della tenera devozione mariana che il Papa - da buon figlio di S. Ignazio - non perde occasione di manifestare. 
E così, in riparazione del brodo di cappone andatomi di traverso, riporto alcuni stralci anche per i lettori di Messa in Latino.

 I- S. Ignazio devoto di Maria (pp. 1-28) 

1 - Subito dopo la conversione, nelle lotte contro il demonio 
"Stando egli una notte vegliando - racconta il P. Ribadeneira - gli apparve la Regina degli Angeli, che tra le braccia portava il suo preziosissimo Figliolo, la quale con lo splendore della sua chiarezza lo illuminava, e con la soavità della sua presenza lo ricreava e lo ingagliardiva. 
Durò buono spazio di tempo questa visione; laonde egli sì grandemente aborrì la sua vita passata, e specialmente i brutti e disonesti piaceri della carne, che pareva che, come da una mano, tutte le deformi rappresentazioni si levassero dall'anima sua" (p. 3).
2 - Tenerissimo affetto 
"Aveva fatto legare con molta eleganza un libro, nel quale, con molte ben formate lettere…, scriveva, per tenerli a memoria, i detti e i fatti, che più notabili gli parevano, di Gesù…, della Vergine Maria e degli altri santi; e gli aveva in tanta devozione che quelli di Nostro Signore scriveva in lettere d'oro, quelli della Santissima Madre con lettere azzurre, e gli altri dei santi con altri e diversi colori secondo i vari affetti della divozione sua" (p. 3). 
I biografi raccontano poi che, dopo la conversione, S. Ignazio portava sul petto un'immagine, che prese il nome di Madonna del cuore; rappresentava l'Addolorata ai piedi della Croce, con il cuore trafitto da una spada. 
Quando ne fece dono al nipote P. Antonio Araoz, che penava nel doverlo abbandonare, vedendolo così sconsolato, gli raccomandò di non darla a nessuno, perché "l'aveva portata da quando aveva cambiato vita e ne aveva ricevuto infiniti e opportuni soccorsi in molte necessità dell'anima e in molti pericoli del corpo" (p. 4).
 3 - Cavaliere di Cristo e della Vergine 
È noto come S. Ignazio fece la sua Veglia d'armi di cavaliere di Cristo, il giorno dell'Annuciazione del 1522, donando i suoi vestiti a un povero e offrendo la spada e la daga alla Vergine. 
Scrive sempre il Ribadeneira: "Era… la vigilia di quell'allegro e gloriosissimo giorno, che fu principio di ogni nostro bene, nel quale il Verbo eterno nella viscere della sua Santissima Madre si vestì della carne nostra, quando egli se ne andava in tempo di notte con la maggior segretezza che poteva; ed a caso incontrandosi con un uomo povero, mendico e con le vesti stracciate, gli diede i suoi vestimenti, fino alla propria camicia; ed egli si vestì di quel suo tanto desiderato sacco che comprato aveva; ponendosi poi a ginocchioni avanti all'altare della gloriosissima Vergine. 
E avendo letto nei suoi libri di cavalleria, che i novelli cavalieri sogliono vagheggiare tutta una notte intera in una chiesa, per imitare anch'egli quel rito militare se ne stette tutta la notte vegghiando, parte in piedi e parte in ginocchio, avanti l'immagine della Vergine, raccomandandosi di cuore e amaramente piangendo i suoi peccati con proposito per l'avvenire di emendare la vita sua" (p. 8).
4 - Una rapida scorsa 
I limiti di un articoletto sul blog non mi consentono di citare i tanti episodi; ho scelto i primi perché particolarmente commoventi, ma ometto giocoforza la descrizione dei più importanti: i primi voti della Compagnia a Montmartre, il giorno dell'Assunta, dove si venerava la Madonna addolorata; la visione nel santuarietto della Madonna della Storta a Roma, dove il nostro santo vide il Padre eterno chiedere a Gesù, in atto di portar la croce, di accettare Ignazio come servo; la prima Messa a S. Maria Maggiore; la formula della professione Ego N. promitto omnipotenti Deo, coram ejus Virgine Matre etc. etc. 
5 - La vita mistica con Maria 
Col passar del tempo la Madonna si faceva sentire con la sua presenza nell'anima di S.Ignazio, ormai non più per aiutare il neo-convertito a superare le tentazioni più grossolane, ma per inondare con la gioia della sua presenza il cuore del grande santo. 
Purtroppo, prima di morire, l'umile servo di Dio fece sparire tutte le note concernenti la sua vita interiore; tuttavia è sopravvissuto per dimenticanza un quadernetto di quaranta pagine. 
Pochi scarni stralci ci danno un'idea di quale grado di unione ci fosse tra la Vergine e S. Ignazio: "al momento di uscire per dir la Messa, mi si rappresentava la Madonna: ebbi un certo sentimento di sua presenza… ebbi come un sentimento che il Padre Eterno si mostrasse propizio ed avesse caro d'esser pregato con la mediazione di Maria… sentii vivamente che la Vergine m'era favorevole presso il Padre… durante la consacrazione non poteva non sentirla e vederla come causa o canale della grazia…" (pp. 18-20).

II - La Madonna negli Esercizi Spirituali 

(pp. 29-41)  "…a chi deve la Compagnia gli Esercizi, se non a Colei che i figli d'Ignazio sogliono chiamare: Fundatrix et Magistra Exercitiorum?" (p. 31). S. Ignazio è stato istruito dal Cielo per redigere gli Esercizi, ebbe Dio come maestro principale e "v'ebbe la Beatissima Vergine ancora: così affermava il p. Lainez (uno dei primi compagni di Ignazio e suo primo successore - n.d.r.); così è la costante tradizione; così l'arcangelo Gabriele disse a persona di vita perfetta" (D. Vig. Nolarci, Comp. d. Vita di s. Ignazio di Loyola, Venezia 1680, cit. a p. 32). 
La Vergine SS. non solo è autrice degli Esercizi, ma ha, in essi, un ruolo tanto importante quanto discreto. 
La Madonna è presente quando ci vogliono lacrime per piangere i peccati e coraggio per cambiar vita: il primo colloquio della I settimana è con Nostra Signora "perché mi ottenga dal suo divin Figlio tre grazie: la prima di scoprire e detestare profondamente i miei peccati; la seconda di capire il disordine della mia vita, affinché, penetrato dall'orrore ne intraprenda la riforma, e l'ultima di conoscere il mondo e di aborrirne la vanità" (ES 63). 

 La Madonna è presente quando Cristo Re arruola il corpo scelto di coloro che, agendo contro la propria sensualità e il vano onore mondano, vogliono fare di se stessi un'offerta di maggior valore; questi dichiarano che vogliono e desiderano imitare Gesù nel patire ogni ingiuria, ogni disprezzo e ogni povertà così reale come spirituale. 
Dove trovare il coraggio per questa offerta, se non davanti alla infinita bontà di Dio, e rivolgendo lo sguardo alla sua Madre gloriosa? (ES 97-98) 

La Madonna è ancora presente quando bisogna schierarsi sotto lo stendardo di Gesù Cristo, quando bisogna scegliere tra ricchezza, onore mondano e orgoglio da una parte, povertà, umiliazione e amore al disprezzo dall'altra: prendendo coscienza che non ci sono vie di mezzo, ma solo due campi: assolutamente o o, nessun compromesso, nessun e e, nessuna terza via. 
Anche qui la Vergine è invocata al I colloquio: "chiederò a Nostra Signora che mi ottenga da Suo Figlio e Signore la grazia di essere ricevuto sotto il suo stendardo… nella povertà attuale… nel sopportare obbrobri e ingiurie, purché - unico motivo che possa mitigare questa scelta - possa sopportarli senza peccato di persona alcuna e dispiacere di sua divina Maestà" (ES 147). 

La Madonna è naturalmente presa in considerazione da S. Ignazio anche nelle contemplazioni dei misteri della vita di Gesù Cristo: ci è chiesto di guardare 
la casa e la stanza di Nostra Signora (ES 103), 
il suo viaggio a Betlemme seduta su un asina (ES 111), 
quando riceve - dopo la circoncisione - il suo Figlio insanguinato (quae compatiebatur de sanguine qui de Filio exibat - ES 266), 
il saluto di Gesù alla sua Madre benedetta all'inizio della vita pubblica (ES 273), 
l'intervento di Maria alle nozze di Cana (dichiara al Figlio la mancanza di vino e comanda ai servi - ES 276), 
quando Gesù viene deposto dalla croce al cospetto della Madre sua addolorata (ES 298): 
infine il santo ci chiede di visitare la casa dove si trovava Nostra Signora il sabato santo, osservando le singole parti di essa (ES 220), in attesa della resurrezione del Figlio, di cui la Scrittura non parla supponendo che i lettori abbiano intelletto, e che quindi non possono far altro che ritenere che Gesù è per primo apparso alla Vergine Maria (ES 299).

Papa Francesco e S. Ignazio 

In base a quanto sopra, possiamo concludere che Papa Francesco è devoto di Maria perché degnissimo figlio di S. Ignazio: il suo invito a raggiungere le periferie esistenziali non è altro che l'invito di Cristo Re, Signore di tutto il mondo, che sceglie tante persone, apostoli, discepoli ecc.; e li invia per tutto il mondo a diffondere la sua sacra dottrina fra persone di ogni ceto, età e condizione (ES 145). 

Il suo amore per la povertà deriva dalla sua scelta irrevocabile di volere imitare Gesù Cristo nella povertà reale come spirituale: e mentre il demonio invia i suoi in tutto il mondo, non tralasciando province, luoghi, stati di vita, né alcuna persona in particolare, ordinando di cominciare a sedurli con la cupidigia delle ricchezze (ES 141-142), Papa Francesco vuole una Chiesa che prima tragga tutti a somma povertà spirituale (ES 146). 

E in che cosa consiste il più volte deprecato modello di chiesa che si auto-referenzia, se non a quella che S. Ignazio chiama seconda classe di uomini? 

Si tratta di chi vorrebbe lasciare l'affetto ma a condizione di mantenere la cosa posseduta, cosicché Dio venga là dove lei vuole e non si decide a lasciarla per andare a Dio, benché fosse il miglior stato per lei. Ecco il grande pericolo per Papa Francesco: cristiani che pretendono che Dio si adegui ai nostri progetti e alla nostra idea di Chiesa, e che non si decidono a farsi guidare in tutto dallo Spirito; secondo il Papa questo peccato è radicalmente peggiore di un svarione dottrinale che può scappare a chi generosamente si dona e si sguinzaglia per annunciare il Regno di Dio. 

Pensiamoci bene: noi tradizionalisti, abbiamo ricevuto più danni dai modernisti strictu sensu, oppure da moderati, che - senza poter essere accusati di deviazioni dottrinali - hanno con finissima e clericalissima diplomazia insabbiato, rallentato, creato scenari kafkiani alle richieste di celebrazione dell'antico rito? 

E hanno fatto più danni i modernisti, o chi - sicuramente non modernista - ha taciuto, ha lasciato fare, non ha vigilato, per evitare guai e fare carriera? 

Hanno fatto più danno i progressisti più spinti, o chi si è trincerato dietro il coraggio se uno non ce l'ha, non se lo può dare, rifiutandosi nel contempo, accuratamente, di chiederlo? 

Per Papa Francesco il pericolo è il clericalismo, ciò che don Giussani descriveva come servirsi di Cristo piuttosto che servire Cristo.

Conclusioni 

Questo Papa, così ignaziano e mariano, è una sfida anche per noi tradizionalisti: se preferirei di gran lunga un fiero e tonante Sia lodato Gesù Cristo a un normale buon pranzo o buon giorno, se mi va di traverso il brodo di cappone al leggere alcune interviste (interviste, non magistero), sono affascinato dal terribile richiamo all'essenziale di Papa Francesco. 
E allora piego le ginocchia davanti al Santissimo e la testa sul manubrio, accolgo la sfida del Vescovo di Roma, stringo ancora di più i denti e la Croce, nella speranza che questi terribili giorni siano abbreviati. E siccome anche S. Ignazio ci ricorda che gli stendardi sono solo due, che non ci sono molti campi, chissà che in tempi prossimi ciò che oggi sembra molto distante non apparirà presto una confessione all'unisono: le nubi della crescente cristianofobia preludono a tempi di grande persecuzione per la Chiesa; se così sarà, voglia Dio e ce l'ottenga Nostra Signora, di esser pronti, abbracciati, con Papa Francesco, a quell'unico stendardo - Vexilla Ragis et Reginae - per celebrare quella particolare forma di Messa che è il martirio. 


30 commenti:

  1. Maradiaga contro Muller: nella Chiesa è esploso alla fine il conflitto dottrinale
    http://www.riscossacristiana.it/maradiaga-contro-muller-nella-chiesa-e-esploso-alla-fine-il-conflitto-dottrinale-di-paolo-pasqualucci/

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  2. http://www.micheliniottavio.it/homepag2.htm

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  3. Antonio da Forì28 gennaio 2014 19:55

    Caro don Morselli, lei è troppo fiducioso e troppo generoso con i tradizionalisti. Farà la fine del povero don Ariel Levi di Gualdo. Molte ragioni alla base del tradizionalismo sono più che sensate. Ma il loro sviluppo in seno al "movimento" ("fenomeno"?) che ne è scaturito sta rivelando tratti patologici, al limite del maligno, quando non oltre. Peccato che per la follia del mainstream ci debba rimettere anche la minoranza di retta coscienza e buona volontà.

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    1. esatto Antonio e bravo Don Morselli ma stia in guardia perché altrimenti la tritureranno come gli altri (ci hano già provatouna volta in effetti)

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    2. ..." per la follia del maistream"... , ma dobbiamo come in politica, e non solo, dare peso ad eventuali maggioranze di minoranze che intervengono sui blog (e altrove )? Quanti saranno mai quelli che vanno alla messa VO e si mettono a scrivere sul computer? Ed a margine,se mi e' consentito, c'è bisogno di scrivere mainstream ? Sembra di trovarsi - tra TV, giornali e scritti vari in qualche contea inglese...Observator

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    3. Quello del cosiddetto tradizionalismo cattolico è un caso esemplare di "maggioranza deviante" (in seno a un movimento fortemente minoritario). Purtroppo i numeri hanno un loro peso, e non è questione di politica o più in generale di democrazia. Pesano a tal punto che i tradizionalisti stessi fanno spesso la conta. 4 milioni di lettori per MiL, troppo poca gente in S. Maria Maggiore, maggioranza di cattolici non ostile al V.O. secondo il sondaggio Doxa, chiese vuote per il nemico, piazze troppo piene per il "papa", ecc. ecc. ecc.

      E l'esperienza dice che l'anima fondamentalista, radicalmente critica e intransigente del mondo tradizionalista (l'anima -ista, insomma) ha un potere deviante difficilmente contenibile. E tanto più le istanze di fondo sono lontane dalla spiritualità, tanto più il potere deviante si esprime in modo aggressivo. E' arrivato a farne le spese persino Benedetto XVI, il papa che più di ogni altro in tempi recenti ha sollecitato la riscoperta di una spiritualità legata alla Tradizione.

      L'abbondanza di compagni di viaggio ingombranti non è peculiarità esclusiva del mondo tradizionalista. La norma progressiva o, come amano dire i tradizionalisti, modernista è popolata da figure ingombranti. La grande differenza è però che il campo modernista è un campo di ampia maggioranza, l'ordinarietà stessa della Chiesa e della sua vita liturgica, e questo rende possibile alla minoranza costituita da fedeli si genuino sentire tradizionale la possibilità di coltivare un profilo spirituale alto senza venire travolti dall'esaltazione del pensiero unico. Ciò semplicemente perché per il fedele tradizionale la maggioranza di questo campo maggioritario, quello modernista, non è deviante, ma deviata. Non è deviante perché ormai non ha più bisogno di affermarsi o di riaffermarsi. E' deviata perché ha perso in larga parte l'autentica sensibilità al Sacro.

      La soluzione? In sé sarebbe facile: NORMALIZZARE il rito antico, istituendone la celebrazione in quante più parrocchie possibili in tutte le diocesi, e rompere in tal modo il monopolio del clero e del laicato scismatoide. Non più messe tridentine celebrate da una maggioranza di preti imprigionati dall'ideologia, risentiti per motivi personali, sbalestrati dai postumi di una crisi vocazionale, e popolate da una maggioranza di laici fanatici o fanatizzati. La TRADIZIONE è altro, come aveva perfettamente compreso Benedetto XVI. La soluzione è a portata di mano. Se solo i vescovi avessero l'intelligenza di tradurla in atto, senza aspettare di ricevere richieste da improbabili gruppi di "fedeli attaccati al rito tradizionale".

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    4. E mica hai tutti i torti... Qualcuno prima o poi ci arriverà.

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    5. Raphael ha ragione perfettamente : " La soluzione? In sé sarebbe facile: NORMALIZZARE il rito antico, istituendone la celebrazione in quante più parrocchie possibili in tutte le diocesi, e rompere in tal modo il monopolio del clero e del laicato scismatoide. Non più messe tridentine celebrate da una maggioranza di preti imprigionati dall'ideologia, risentiti per motivi personali, sbalestrati dai postumi di una crisi vocazionale, e popolate da una maggioranza di laici fanatici o fanatizzati. La TRADIZIONE è altro, come aveva perfettamente compreso Benedetto XVI. La soluzione è a portata di mano. Se solo i vescovi avessero l'intelligenza di tradurla in atto, senza aspettare di ricevere richieste da improbabili gruppi di "fedeli attaccati al rito tradizionale".

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    6. Già, ma i vescovi sono per lo più troppo miopi o pusillanimi per capacitarsene. Un capitolo che varrebbe la pena di aprire è la questione di come vengano reclutati i presbiteri e come vengano scelti i vescovi: possibile che tanto spesso siano soggetti spiritualmente ed ecclesiologicamente ipovedenti?

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    7. Raphael hai colto nel segno! l'obiettivo del MP era proprio quello di "normalizzare" il Vetus Ordo non di ghettizzarlo cme sta avvenendo adesso. Molta responsabilità ce l'hanno i vescovi i quali bastava che garantissero in ogni parrocchia, o almeno in quelle più grandi, la celebrazione col Messale di San Pio V settimanalmente o giornalmente ad orari diversi rispetto alle celebrazioni col nuovo Messale in modo tale che i due riti potessero vicendevolmente trasferirsi quanto di buono c'è in entrambi. Ma purtroppo questa parte del MP è stata completamente disattesa dalle gerarchie cattoliche

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    8. Caro Antonio d.F., alla disavventura di don Ariel devi aggiungere almeno quella di Colafemmina, preso per gli stracci dai soliti noti e dalle solite note per aver dichiarato che nei confronti del papa regnante l'uso preventivo del bazooka è un po' fuori luogo. I sacerdoti come don Morselli o come il padre Cavalcoli sono veri eroi, perché tentano l'impresa impossibile di far ragionare serenamente chi non vuole né può ragionare. Per sta gente qua vanno benissimo i Nitoglia e i mille pretini lefebvrini del circondario neotrad.

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  4. Senza nulla levare a Sant'Ignazio e con il massimo rispetto vorrei far notare che Nostra Signora è apparsa al Santo Gesuita solo due volte
    nella sua esistenza allorquando ,per esempio, ai veggenti di Medjugore è apparsa,fino ad adesso, ben sedicimilaseicentoventisei volte e tuttora comunica.
    Cioè la Chiesa deve andare avanti e non si può fermare a Sant'Ignazio oppure a Padre Pio.
    Papa Francesco deve andare avanti nella direzione indicata dallo Spirito ,come rappresentata dalle colombe lanciate durante l'Angelus.
    "Ne tradideris vulturi vitam turturis tui"dice il salmo 73.

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    1. Ecco un bell'esempio di ironia allucinata.

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  5. Il papa devoto alla Madonna......ma????? Come mai durante la visita della Madonna di Fatima e' finita nel santuario di Divin Amore......abbandonata ai canti e balli di una discoteca???? Se fosse devoto avrebbe fatto una veglia in Vaticano...e lui presente con la corona in mano!

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    1. Ma magari Sua Santità è devotissimo a Nostra Signora ,ma purtroppo è prigioniero di una pletora di cortigiani alla corte papale come spesso succedeva nei tempi bui.
      L'inquisizione impazza senza freni contro poveri fraticelli che celebrano la Messa di sempre.
      Abbiamo Cardinali di altissimo livello come il Principe Maradiaga che litiga con Sua Eminenza il Prefetto Mueller per bieche questioni di simonia sul mercato delle indulgenze ai concubini.
      Assistiamo a ben due papi legittimi nelle sante mura del Vaticano.
      Siamo in pieno medio evo, altro che il rinnovamento di cui parlano i giornali!

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  6. Il Papa è fortemente devoto (solo pochissimi lo sanno) di Raimondo di Sangro. Ha letteralmente divorato i libri di un noto autore napoletano e ha già avuto in anteprima la monografia di Rolando Sminchiatelli, sempre dell'ingegnere-scrittore partenopeo. Ecco il link del video dove l'autore illustra la sua ultima fatica.

    http://m.youtube.com/results?q=il%20valzer%20del%20moscerino%20&sm=
    Mediano metodista che fa rima con......




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    1. http://m.youtube.com/watch?v=RRx2R7zJuh8

      Seconda parte del video

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    2. perdonami ma di questo sminchiatelli non trovo traccia sul web, puoi fornirmi un riferimento?

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    3. Caro anonimo del Raimondo, se ogni volta che hai l'impeto di fare il Paolini del web qui o altrove, dove c'è gente che non ti piace (e nessuno ti obbliga a stare), pregassi un' Ave Maria, alla fine della giornata completeresti almeno un paio di rosari, con tutto il bene che ne deriverebbe per te e per tutti.
      "Nullum odire
      Zelum non habere
      Invidiam non exercere
      Contentionem non amare
      Elationem fugere
      ...
      In Christi amore pro inimicis orare" (Regola 4, 65 e seg.)

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  7. Quello del cosiddetto progressismo vaticanosecondista è un classico esempio di maggioranza deviata e i numeri hanno il loro peso. La normalizzazione è inutile perché sono già belli e normalizzati e il contrastare ipotesi di scismi è altresì inutile essendo che tanto ognuno fa il suo porco comodo senza che nessuno faccia nulla. La deriva sudamericana imposta poi dal vescovo di roma bergoglio darà l'ulteriore svolta sincretista e modernista allo sbrago in corso e mentre si prega in silenzio e elogiano i frutti spirituali del culto di maometto e si negano i dogmi dei conicili dogmatici l'eresia ecumenista e le sette filo-ebraiche
    ridurranno la chiesa a lumicino... certo non bisogna però abbassare la guardia contro quei pericolosi cattolici
    ortodossi che non mollano e insistere duramente per massacrare i FFI... sennò c'è sempre il rischio che qualcosa
    di cattolico possa sopravvivere nelle minoranze devianti a maggioranza... ahahahahaha poi dice che uno non si mette a ridere....

    dopofrancesco

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    1. Ed ecco un bell'esempio di ebefrenia (o demenza senile?).

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    2. Sei un cultore di Dino Campana, vedo...

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    3. Tu senz'altro di Antonin Artaud (o solo di Giorgio Vigolo?)

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    4. Per non parlare di Campanella... T'ho beccato, eh? L'assassino torna sempre sul luogo del delitto. Ma che fine hai fatto? Dobbiamo incontrarci per fare quattro chiacchiere.

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    5. Hehe, vecchio pistola l'assassino sei tu. Io sono l'ammazzato. E ci si veda così.

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  8. Hehe, vecchio pistola l'assassino sei tu. Io sono l'ammazzato. E ci si veda così.

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  9. Haha, e questo che è, iterazione e specularità in Sereni? Vabbuò, dài, insultiamoci a quattr'occhi (anzi sei). Poi ci accordiamo.

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  10. io con Bergoglio non m'abbraccio proprio no, che s'abbraccia già fin troppo con troppi... e che sia papa raccuntatelo voi a S.Ignazio che ve' fà currere via con lui, ecchè ma semo scemi tutti!!!!!!! La moltiplicazione dei Papi nell'epoca post- moderna è diventata possibile visto il livello di scienza che c'ha fatto creder a lla scimmia che diventa n'omo e prima era n'ovo...ecchè lo insegnano anche a li sculari , pecca' che niuno l'ha ancora dimostrato anche se a spacciare pè scienza ciò che nun l'è son bravi.... bravi a facce fessi, eccome se son bravi, anche pe' na nostra simpatia de facce fa' fessi totali.

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  11. http://www.riscossacristiana.it/il-boia-di-parola-il-boia-spiacevole-il-boia-assoluto-di-piero-vassallo/

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  12. Non mi toccate don Alfredo...dopo 20 che non mi confessavo, lui ha raccolto, illuminandoli, i brandelli della mia povera anima confusa. Gliene sarò sempre grata. E' un sacerdote come ce ne vorrebbero, dati i chiari di luna. Non ho altro da aggiungere.

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