mercoledì 2 ottobre 2013

Seminario di Cuglieri: forse, purtroppo, i Vescovi la spuntano sull'Istituto Cristo Re

Ne avevamo parlato qui tempo fa quando sembrava che ci fosse il concredo rischio che il presidente della Regione Sardegna, forse cedendo alle pressione della Conferenza Episcopale Sarda contraria alla Tradizione, assegnasse il seminario di Cuglieri ai Vescovi -che volevano farne un - piuttosto che venderlo all'ICRSS, con beneficio delle casse della pubblica amministrazione, come avevano vibratamente richiesto esponenti regionali del PD (in primis Sanna, che era ricorso alla Corte dei Conti onde chiedere verifiche eventuali di responsabilità contabile a carico della Giunta e della Presidenza regionali a seguito della ingiustificata mancata vendita). 
Ora pare che ad averla vinta siano stati i Vescovi dell'isola, notoriamente ostili alla Tradizione e ai buoni sacerdoti dell'Istituto di Cristo Re.
Roberto

AGGIORNAMENTO AL 2 Ottobre 2013
Un lettore sardo ci informa:  
"Posso assicurare che la partita sull'ex seminario Pontificio regionale di Cuglieri (Oristano), non è ancora conclusa.
La III commissione regionale ha votato all'unanimità la proposta dell'Istituto Cristo Re per l'affidamento del seminario,ora la parola spetta al Consiglio Regionale che dovrà votare tale proposta nelle prossime convocazioni con voto palese (la data non è ancora stabilita).
Dopo 40anni i vescovi sardi si sono ricordati di questo seminario solo ed esclusivamente per ostacolare la venuta dell'Istituto."
 

Il seminario di Cuglieri andrà alla Chiesa sarda
Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha ricostruito la vicenda: «Primo sì alla Christi Regis, ma poi è arrivata l’offerta dei vescovi e scelgo loro»da La Nuova Sardegna del 21.09.2013








CAGLIARI.
Giochi riaperti per l’assegnazione del seminario di Cuglieri di proprietà della Regione, che ora è intenzionata ad assegnare l’immobile alla Chiesa sarda. Ieri il presidente della giunta, Ugo Cappellacci, ha precisato: «Dopo oltre un decennio in cui l’amministrazione regionale ha effettuato solo urgenti e parziali lavori di ristrutturazione di alcune parti del compendio di Cuglieri, ancora oggi non fruibile nella sua interezza, l’Istituto Christi Regis Summi sacerdotis ha presentato una proposta per l’acquisizione del bene finalizzata a una sua completa ristrutturazione per attività proprie dell’istituto che avrebbero potuto avere delle ricadute anche occupazionali nel territorio». 
Il presidente della Regione afferma di aver preso atto di quella proposta «con entusiasmo» e di aver dato mandato agli uffici regionali di verificarne la fattibilità nel rispetto delle norme e dell’interesse pubblico.
«Successivamente», afferma Cappellacci, «ho ricevuto una seconda proposta di intervento da parte della Conferenza episcopale sarda che ha predisposto un’iniziativa in collaborazione con l’amministrazione comunale di Cuglieri per il recupero e l’utilizzo dell’intero compendio. Tenuto conto che entrambe le proposte devono rispondere ai criteri di legge per l’affidamento o l’alienazione del bene regionale, considerate le finalità dei due differenti interventi proposti, le ricadute economiche e sociali sul territorio, ho valutato e valuto, nei pochi margini di discrezionalità che colui che amministra la cosa pubblica deve poter esercitare, maggiormente rispondente alle esigenze della collettività sarda e anche della comunità di Cuglieri, perseguire la realizzazione della proposta presentata dalla Conferenza episcopale sarda». [Sembrerebbe che i Vescovi Sardi abbiano detto di volerlo sistemare come centro accoglienza per poveri e immigrati  Se lo faranno, sarà cosa comunque buona e giusta (tranne quella di voler trasfore la cappella in moschea... per gli immigrati musulmani). Ma diffidare è da persone prudenti: non sarà mica stato un bluff "effetto Francesco" per persuadere la Giunta ad assegnarlo a loro? n.d.r.]
Una notizia importante perché pone fine all’abbandono di una struttura che negli anni Sessanta era stato punto di riferimento per l’intero mondo cattolico isolano. Una notizia che va controcorrente rispetto alla decisione presa dalla terza commissione del Consiglio regionale. «Una decisione», spiega Ugo Cappellacci, «che è stata condivisa sia con il presidente della Conferenza episcopale, Arrigo Miglio, sia con i rappresentanti dell’Istituto Christi Regis che ho avuto modo di incontrare in più occasioni».
Le interlocuzioni con i responsabili e i tecnici della conferenza episcopale sono continue – sostiene Cappellacci - «così come quelle con l’amministrazione locale di Cuglieri».

Proprietà di La Nuova Sardegna

26 commenti:

  1. L'ICRSS è accompagnato da pessime ombre e non certo per la liturgia tradizionale....Se a chiedere le strutture fosse stato un altro istituto (come l'IBP o la FSSP) la scena avrebbe potuto essere alquanto diversa. Non sempre Davide ha ragione e Golia torto...

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    1. Di quali ombre parli. Non sai che parlare così, senza prove, è maldicenza?

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    2. Caro Anonimo, l'Istituto di Cristo Re di Gricigliano è un Istituto regolarmente riconosciuto dalla Santa Sede.
      Per ottenere il riconoscimento ha avuto, molto tempo PRIMA, della pubblicazione del Motu Proprio diverse visite apostoliche.
      Conoscevo personalmente uno dei Visitatori che era anni luce lontano, per non dire contrario, ad ogni tematica della liturgica antica.
      Ebbene TUTTI i risultati delle Visite Apostoliche hanno evidenziato l'ottima impostazione dottrinale e morale dell'Istituto di Cristo Re.
      Che il Signore abbia benedetto questo Istituto ne è prova del costante aumento delle vocazioni nonostante, anche nel cosiddetto mondo tradizionalista, la struttura ( ne è prova il Suo breve ma pungente intervento) non sia nelle " grazie " di tutti...
      E' sufficiente stare nelle grazie di Dio per avere il successo soprattutto di vocazioni !
      Certamente coloro che, a causa dell'impostazione ferrea degli studi, della preghiera e della vita comunitaria, non hanno retto al proseguo degli studi in quell'Istituto ne ... parlano male ... trovo questo atteggiamento, sia pur scorretto, " normale " chi si ritrova per strada, a causa delle proprie mancanze, si mette a sparlare ...
      per fortuna " carta canta " e i documenti della Santa Sede comfermano l'ottima impostazione dell'Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote di Gricigliano.
      A sola lode di Dio !

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    3. Anonimo delle 9:00 l'ICRSS è un Istituto che forma Veri Sacerdoti e svolge ovunque in tutta Italia e non un apostolato esemplare! Posso testimoniarlo tranquillamente! Quindi non accettiamo illazioni di nessun genere!

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    4. La Redazione di MiL non dovrebbe permettere la pubblicazione di calunnie gratuite contro un Istituto che gode di ottima salute e di reputazione ancora migliore, diffondendosi nei maggiori centri Europei,
      Americani (e oltre..)
      Quanto alla fanfaronata che "se fossero stati altri Istituti", sappia che anche gli altri Istituti cercano di impiantarsi e svilupparsi in Italia, trovando sempre e solo cordiali "no, grazie".

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    5. Caro Anonimo del 02.10 ore 9:00
      ile sue sono accuse gravi.
      La prego di spiegare, supportandole da documentazione attendibile, o, altrimenti, di cancellare le sue affermazioni calunniose e diffamatorie.
      Altrimenti saremo costretti a cancellare il suo commento.
      Roberto

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  2. Sapete che cosa dice spesso un mio caro amico, giovane santo prete di Dio: "Se di una persona non puoi dire bene, non dire nulla!". Il mio post è indipendente da quella che sarà la destinazione della struttura di Cuglieri. Premetto, sono un amante della Messa in lingua latina e vi partecipo appena gli impegni e la geografia me lo permettono. Ma ...... "Notoriamente ostili alla tradizione", "non sarà mica un bluff ...": Roberto, non ti stanchi mai di giudicare le persone? Sempre a criticare, sempre a pensare male sin dall'inizio dell'opera delle persone. Chi sei tu per accusare tutti i successori degli Apostoli della Sardegna di malafede? In questo, di genuinamente evangelico, io ci vedo proprio poco!
    Andrea

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    1. Caro Andrea,
      non è vero che noi giudichiamo (a vanvera).
      Noi scriviamo commenti di critica supportati da testimonianze che arrivano alla redazione o a me personalmente da amici sardi, e tutte concordanti tra loro.
      La segnalazione della notizia del seminario di Cuglieri è stata accompagnata da una lettera accorata di un sacerdote addolorato per la vicenda. E perchè, bazzicando per la Curia diocesana, ha modo di sapere cose che neanche i giornali sanno.... Avevamo già a suo tempo verificato l'identità del sacerdote e corrisponde a quanto dice di sè. E quindi è attendibile.
      Sulla ostilità dei Vescovi sardi alla Tradizione: non è cosa nuova nè segreta. Basta leggere i post sul nostro blog e le dichiarazioni dei Vescovi sardi sul Summorum Pontificum.
      un esempio tra tanti: il Vescovo di Cagliari aveva annullato un convegno sul Motu Proprio se pur tutto era stato già organizzato e con relatori invitati. http://www.corrispondenzaromana.it/motu-proprio-convegno-annullato-in-sardegna/
      Molti sacerdoti ci scrivono inoltre per il modo in cui vengono trattati dai propri vescovi per il solo fatto di vestire in talare, di curare la liturgia (durante la Messa N.O.) e di voler celebrare ogni tanto la Messa antica.
      Come vede ne consegue una cosa: forse è lei che ci ha giudicato male, senza informarsi.
      Forse lei è un nostro lettore da poco tempo, e non ci conosce bene.

      Nello specifico, come in generale, noi non pensiamo male, non critichiamo gratuitamente, e quindi non accusiamo di malafede senza che ci sia motivo! Semplicemente riportiamo fatti supportati da episodi e circostanze concordanti, attendibili e ben noti ai lettori e... ai Vescovi sardi che sanno bene che abbiamo ragione. Il fatto che a volte non riportiamo nome e cognome dei sacerdoti che si lamentano, non vuol dire che le notizie e le critiche, a volte dure, che scriviamo non siano fondate. Su richiesta di chi ci scrive (affinchè certi sopprusi non passano sotto colpevole silenzio e indifferenza) garantiamo una prudente riservatezza onde evitare ulteriore vessazioni e ritorsioni in diocesi (non è mica cosa da stupirsi: certi vescovi sono capaci di tutto, per sfiancare o punire i preti "di sensibilità tradizionale"). Dicevamo: a volte le "delazioni" sono anonime, e molti lettori non conoscono i fatti e i retroscena curiali... ma i Vescovi che ci leggono (e vi assicuriamo che ci leggono! con gran travasamento di bile) sanno bene a chi e a cosa ci riferiamo, e che quello che diciamo è vero. Il sospetto della malafede, poi non l'abbiamo avuto solo noi: vada a leggersi l'articolo sul ricorso che Sanna ha fatto alla Corte dei Conti, avendo fondati motivi per ritenere una responsabilità della Giunta nella mancata vendita dell'immobile all'ICRSS (http://blog.messainlatino.it/2013/06/i-vescovi-sardi-si-sarebbero-intromessi.html)

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  3. E' la Chiesa povera per i poveri.

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    1. Direi ppppovera per i ppppovveri! ah ah ah!!!

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  4. Luigi Cuglieri,
    Posso assicurare che la partita sull'ex seminario Pontificio regionale di Cuglieri (Oristano), non è ancora conclusa.
    La III commissione regionale ha votato all'unanimità la proposta dell'Istituto Cristo Re per l'affidamento del seminario,ora la parola spetta al consiglio regionale che dovrà votare tale proposta nelle prossime convocazioni con voto palese ( la data non è ancora stabilita).
    Dopo 40anni i vescovi sardi si sono ricordati di questo seminario solo ed esclusivamente per ostacolare la venuta dell'Istituto...... riguardo il primo commento chiedo: cosa sono queste pessime ombre che sono sul'ICRSS? lo chiedo sinceramente vorrei sapere.
    Grazie

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    1. Pur di non vedere recuperato un bene ecclesiastico per formare Veri Sacerdoti l'attuale Conferenza Episcopale preferirebbe darlo in pasto ai cani! Spero davvero che la giunta regionale sarda decida la vendita all'ICRSS sarebbe un altro punto a favore contro questo andazzo dei vescovi per nulla cattolico!

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  5. Se la Chiesa Sarda postconciliare fosse piu' seria e meno macchiata da scandali innominabili, fosse insomma Santa avrebbe dato incarico all'Istituto di Gricigliano con somma gioia. Ma ora costoro si spendono per erigere moschee e non vogliono convertire. Tutto grazie alla CARITAS S.P.A. che si dovrebbe quotare in Borsa altro che IOR!
    Sono Sardo mi batto da sempre per la Tradizione ed e' vero: i sacerdoti in Sardegna normalmente cattolici vengono umiliati e perseguitati.
    Ho scritto un a lettera commovente al Vescovo Miglio in difesa d'un prete rimosso dalla parrocchia perché tradizionale; non mi ha MAI risposto.

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  6. No, è la chiesa che regala le sue strutture agli islamici. La cappella dell'antico seminario sarà trasformata in moschea, per venire incontro alle esigenze immigrati (e non dei cattolici che, unici nel loro zelo di salvare la chiesa dai lupi modernisti e cattocomunisti rivolti solo al sociale e non a Dio, sono perseguitati da chi vorrebbe vedere più presto possibile le macerie della città spirituale e dei suoi immobili)

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  7. Raccomando: la prossima occasione di un incontro pubblico con il Presidente della Regione, andate in un gruppo e come coro gridate: che è meglio, un centro di accoglienza per poveri extracommunitari, o un centro di accoglienza per seminaristi Italiani poveri per amore di Cristo?

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  8. Miglio è un piemontese ...i piemontesi li abbiamo cacciati il 28 aprile 1794. Ma Bertone pensava sempre ai suoi...Se i sardi si ribellasero nuovamente contro questo colonialismo religioso della CEI...Che tristezza, Da mille anni la Chiesa in Sardegna è sempre la longamanus del potere straniero e dedi traditori! Già ai vescovi piace dominare, non servire.

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  9. Anonimo delle 9.00, per caso Tornielli le ha fatto leggere i dossier sull'ICRSS? Il quale non aspetta altro che scoppi uno scandalo per vomitarli sulle prime pagine dei giornali e sferrare l'ennesimo attacco contro la tradizione?

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  10. Non capisco una cosa.
    La Chiesa sarda si era disfatta di questi beni diversi anni addietro perché, con l'esplosione in negativo delle vocazioni sacerdotali a seguito del Coniglio Vaticano II, tali strutture erano sovrabbondanti rispetto alle necessità. Conseguentemente, a quanto mi risulta, non era più necessario mantenere una siffatta struttura per cui la stessa fu venduta alla Regione sarda. I beni sono ancora lì in attesa che in Regione venga qualche idea su cosa realizzare: zero!. A questo punto la proposta dell'ICRS capitava proprio a fagiolo; si impegnava a riattare la struttura ed a corrispondere un affitto annuale di 14.000 Euro. Meglio di così non si poteva. A questo punto i vescovi sardi, sarà per invidia, sarà per la grande voglia di fare del bene che li contraddistingue in questi ultimi anni, immagino che abbian detto: chissà quanti extracomunitari potremmo accogliere in questa grande magione! E quindi si sono attivati per riavere quella struttura costruita su terreni REGALATI, che già avevan venduta alla Regione a prezzi correnti ed ora appetita (qualcuno dice per far dispetto all'ICRS) e nonostante la casse siano desolatamente vuote. O forse è un altro modo per incentivare gli introiti come con i locali realizzati a spese della Regione e affittati agli studenti? Di questi tempi nulla si può dire! Solo una cosa: il bene della Chiesa è messo all'ultimo posto (se non procura utili. Mani docet).

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  11. Conosco la realtà del seminario di Firenze, tenuto dall'Istituto di Cristo Re S.S., l'ho visitato varie volte, mi sono trattenuto alcuni giorni, ed ho avuto l'impressione di incontrare giovani normali, contenti e allegri, dediti alla preghiera ed anche al lavoro (secondo lo stile benedettino). Giovani che, pur preparandosi al Sacerdozio, sono capaci di prendere una zappa fra le mani o di dedicare il proprio tempo, oltre che allo studio, anche a lavori di pulizia, giardinaggio, o altri lavori "umili". Ma ho esperienza anche dei nostri seminari dove manca il clima di raccoglimento, di preghiera e di silenzio e dove anzichè vedere giovani contenti con la pace e l'allegria scritta in faccia, ho visto gente “semi-depressa” (senza fare di tutta l'erba un fascio) e con uno stile di vita che lascia intravedere molto chiaramente quella mondanità di cui il Papa parla. Ci sono passato anche io in uno dei nostri seminari ( x 5 anni): per certi aspetti un Albergo a 5 stelle rispetto al seminario dell'istituto (intendo nello stile di vita)! per non parlare poi di preti "signorini" mandati da qualche vescovo e che ritornano dalla capitale scongiurando di andare viceparroci in una parrocchia di confine o in un piccolo paese "perchè hanno studiato alla Gregoriana o sono del Capranica, etc. etc., e poi: ma è possibile- mi chiedo- che i Vescovi sardi si siano svegliati dopo 40 anni dalla vendita del seminario?Auguro all'Istituto di Cristo Re di venire in Sardegna perchè sono sicuro che tanti giovani che vogliono seguire completamente il Signore, e che con giustificate titubanze decidono di non proseguire il loro cammino in "seminari incerti", possano avere anche questa possibilità che è certamente benedetta dal Signore e in regola con la Chiesa. Un seminario come si deve, che accoglie ogni anno numerosissime nuove vocazioni al sacerdozio provenienti da tutto il mondo sarà certamente una benedizione per la nostra amata terra di Sardegna .

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    1. E' proprio la devozione che sprizzano i ragazzi che hanno scelto la Tradizione che fa paura ai nostri Vescovi! Nulla in confronto ai preti formati negli attuali seminari...

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  12. tutta aria fritta. Anzi tutta propaganda elettorale. Se la Regione sardegna avesse voluto avrebbe dato lo stabile, anche gratis. La verità è che non lo vuole cedere...
    Non credo poi che l' ICRSS voglia insediarsi per forza in casa d'altri senza essere invitati.

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  13. si prega di cancellare il messaggio precedente, questo è quello corretto:

    Le parole del Papa sono ben chiare, stavolta non ci sono ambiguità. Non sono affatto convinto dei tentativi di salvare il testo del Papa. Mi sembrano arrampicate sugli specchi. Bisogna denunciare un tale testo, visto che si tratta di una intervista pubblica molto dannosa per le anime.
    Secondo la dottrina tradizionale è vero che bisogna seguire la coscienza certa, ma c'è anche il grave dovere morale di formare la propria coscienza, altrimenti si può ricadere nel caso di coscienza colpevolmente erronea. La teologia morale è molto chiara.
    Un cristiano non deve invitare l'altra persona a compiere un atto oggettivamente sbagliato, anche se ritenuto in buona fede soggettivamente un bene. Sarebbe una cooperazione al peccato altrui. Lo deve invitare con carità al Bene oggettivo che è Cristo. Un cristiano deve volere la conversione di tutti, altrimenti è un relativista.

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    1. Bravo! Il testo del Papa si distacca in maniera evidente dal Magistero Cattolico, negarlo sarebbe come mettere la testa sotto la sabbia!

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  14. Purtroppo e' tutto vero circa le strategie della CEI e della CES in particolare. Ahime' anch' io piccolo parafulmine sardo tradizionalista ho sperimentato la "morte ecclesiale"a Cagliari . Ma da quest'anno mai piu' 8X 1000.

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    1. Sono d'accordo! Io dal 2014 firmo per la Chiesa Ortodossa.

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  15. Il Signore ha i Suoi tempi, non paga il sabato ma la domenica ha già pagato... Nel frattempo il Seminario di Gricigliano trabocca di seminaristi, e quelli diocesani sardi languono. Qualcosa vorrà dire, no?

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