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giovedì 23 dicembre 2010

Un nuovo libro di don Morselli sulla conversione degli Ebrei


Alcuni circoli ebraici e alcuni organi di stampa fecero gran rumore in occasione della promulgazione del Motu proprio di Benedetto XVI che ripristinava la Messa antica, paventando la reintroduzione della preghiera per gli Ebrei, quella da cui Papa Giovanni XXIII aveva tolto l'aggettivo "perfidi". In questa temperie si colloca il commento dell'Autore di questo libro, sacerdote cattolico, alla nuova preghiera pro conversione Iudaeorum per la forma straordinaria del rito romano. Se dinanzi al sangue prezioso del suo Figlio il Padre ha volto lo sguardo alla povera umanità peccatrice e l'ha salvata, non deve questo essere annunziato a tutti, compresi "i nostri fratelli maggiori" affinché volgano con noi lo sguardo al Figlio Salvatore? Questo volgere lo sguardo è l'inizio della conversione, opera della Grazia Divina, che quest'opera vuole inaugurare.

L'Autore

Don Alfredo M. Morselli nasce a Bologna il 24 ottobre 1958. Nel 1980 interrompe gli studi universitari per entrare in seminario; viene ordinato sacerdote a Massa (MS) nel 1986. Nel 1991 consegue la licenza in Scienze Bibliche presso il Pontifico Istituto Biblico. L'obbedienza lo porta a svolgere il suo ministero principalmente in parrocchia, ma ha anche insegnato varie discipline teologiche e si dediça -quando possibile -alla predicazione degli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio. E stato tra i primi sacerdoti italiani ad avventurarsi nell'apostolato in internet, agli albori della storia di questo mezzo di comunicazione. Dopo la promulgazione del Motu Proprio "Summorum Pontificum», ha l'incarico -assieme ad altri confratelli -di celebrare la Santa Messa gregoriana a Bologna. Attualmente è parroco nella diocesi di Bologna, presso le parrocchie di S. Venanzio Martire, Stiatico di San Giorgio di Piano, e SS. Filippo e Giacomo Apostoli, in Casadio di Argelato. Tra le sue pubblicazioni, il libro La negazione della storicità dei Vangeli. Storia, cause e rimedi (2006).

INDICE DELL'OPERA


PREFAZIONE di Mons. Nicola Bux
Un po’ di storia
La Chiesa prega per la conversione di tutti gli uomini

PARTE I Necessità e natura della conversione degli Ebrei
1. Lo Status quaestionis
2. La risposta nei documenti ufficiali
3. Ancora lo scontro tra le “due ermeneutiche”
4. La verità senza sconti
5. La nuova preghiera pro Iudaeis
6. In che senso si deve parlare di conversione degli Ebrei?
7. Conversione o compimento?
8. Conclusione

PARTE II La santa speranza della conversione degli Ebrei
1. Lo status quaestionis
2. Le affermazioni del Card. Walter Kasper
3. La speranza della conversione degli Ebrei
4. “Allora tutto Israele sarà salvato”

PARTE III L‟annuncio agli Ebrei di Gesù come Cristo
1. Perché annunciare?
2. Proselitismo?
3. Un annuncio particolare
3.1 Un’icona dell’annuncio
3.2 Una linea teoretica
3.2.1 Scholion: L’esegesi midrashica di Gesù modello dell’annuncio cristiano agli Ebrei
3.2.2 L’esegesi midrashica di San Paolo, modellata su quella di Gesù
3.2.3 L’opinione di Jacob Neusner
3.3.4 Una prima conclusione
4. Le difficoltà pratiche
5. Ciò che può cominciare ad unirci
6. Ciò che alla fine ci unirà
7. Conclusioni generali

8 commenti:

  1. Innazitutto grazie Enrico!
    Poi, non mi sarà possibile reperire il libro a breve, don Alfredo potresti mettere le parti importanti, o le conclusioni?

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  2. Ringrazio la Redazione per l'interessante segnalazione. Un doveroso ringraziamento va anche a don Morselli: questo libro gli sarà costato non poche fatiche. Solo un appunto: il "pérfidis" che Papa Giovanni XXIII aveva tolto dalla preghiera per la conversione degli Ebrei si può tradurre con l'aggettivo "increduli". Colgo l'occasione per fare a voi e a tutti i lettori del blog i miei più sinceri auguri di buon Natale.

    RispondiElimina
  3. Il libro è un riassemblamento more scientifico di alcuni post pubblicati anche in questo blog. La tesi di fondo è che, anche se sappiamo che gli Ebrei si convertiranno collettivamente alla fine del mondo, c'è un "resto" (es Zolli, Ratisbonne etc) che più ampio è meglio è: inoltre non ci sono due vie parallele di salvezza.
    E' verissimo che perfidia in latino medioevale vuol dire incredulità: c'era la perfidia haereticorum, infidelium, judaeorum: vari generi di incredulità.

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  4. Complimenti, don Alfredo! Spero di leggerlo presto.

    RispondiElimina
  5. Don Alfredo, sono tempi per noi pienissimi, ma se tu potessi contattarmi, vorrei chiederti una cosa riguardo al tuo libro.

    rev.doncamillo@hotmail.com

    RispondiElimina
  6. Ricevo e segnalo23 dicembre 2010 23:31

    In effetti, "perfidi", più che increduli, contiene ed esprime, (correggetemi se sbaglio, ma non mi sembra), il concetto di "Coloro che hanno perso la Fede".

    RispondiElimina
  7. <p>Da Maranatha.it
    </p><p> 
    </p><p><span>E bene però precisare il vero senso di questi termini utilizzati per questo rito antichissimo di secoli. L</span><span>’ebreo che intendeva farsi battezzare riconosceva che il suo popolo non accettando il Messia Gesù, si poneva fuori dall’Alleanza che Dio stabilì con il suo popolo, e lui con il Santo Battesimo rientrava a farne parte, ponendosi quindi di nuovo dentro l’Alleanza (per il maomettano con il Santo Battesimo, invece, entrava nell’Unica e Vera Alleanza). Respingeva infedeltà giudaica </span> <span> Judaicam perfídiam</span><span> di quella porzione del suo popolo che ancora non crede nel Messia Gesù. </span>
    </p><p><span> </span>
    </p><p><span>Questo termine per-fœdus nella sua trasposizione nella lingua italiana ha cambiato il suo significato stravolgendo il suo vero senso. Etimologicamente significa infatti colui che viene meno all’Alleanza. Il <span>foedus</span><span> </span>è un termine giuridico medioevale che indicava un patto che stabiliva i reciproci compiti e impegni tra gli attori del patto stesso, in questo caso il Patto dell’Alleanza tra Dio e il suo Popolo. Se è pur vero che è un termine che evidentemente per il suo originario significato è forte, è altrettanto vero che è gravemente improprio attribuire a questo termine un senso dispregiativo o addirittura antisemita.</span>
    </p><p><span> </span>
    </p><p><span>L’ebreo che intende battezzarsi diceva poi</span><span> <span>réspue Hebràicam superstitiónem</span>, <span>anche in questo senso il termine ha acquistato in italiano in significato improprio. Infatti Superstizione è una parola che deriva dal latino superstitiònem, composto da sùper (sopra) e stìtio (stato), sulla base di "stàre" o "sìstere". Nel significato originario (Cicerone) indicava coloro che insistentemente si rivolgevano alla divinità con preghiere, voti e sacrifici, affinché li serbassero "superstiti" (cioè sani e salvi). Da qui il termine, come espressione di atteggiamento di chi nella paura di fronte alle incertezze si affida al soprannaturale con lo scopo di trovare scampo.</span></span></p>

    RispondiElimina
  8. Don Camillo,  per errore ho cancellato il tuo post sulla preghiera modificata dal Papa per la conversione degli Ebrei. Rispondo qui, in fin dei conti siamo in tema, consigliandoti di leggere pg 154 e 155 del libro luce DEL mondo.
    MD

    RispondiElimina

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