lunedì 16 febbraio 2009

Un prete, rettore di Università cattolica, invita un’abortista a dare lezioni di “cultura cattolica”.


E’ quel che accade all’Università Cattolica dell’Assunzione di Windsor, Ontario (Canada). Il rettore, il reverendo Paul Rennick, sacerdote cattolico, ha invitato, per dare lezioni di ‘cultura cattolica’ agli studenti, una giornalista, Cokie Roberts, che si definisce cattolica pur essendo un’opinionista sui giornali in favore dell’aborto, oltre che, naturalmente, contro il divieto di contraccezione e contro la posizione della Chiesa sull’omosessualità. La sig.ra Roberts ha definito Papa Benedetto "davvero manchevole della virtù cristiana della carità"; e ha combattuto la legge canadese che impedisce l’uccisione del feto quando esso potrebbe vivere autonomamente, giudicando il divieto come "offensivo per le donne".

Il Rettore Rennick ha detto di aver personalmente voluto che la Roberts tenesse le lezioni, considerandola una "donna di fede", una "cattolica rinomata" e "una cristiana di successo". Il fatto che militi in favore dell’aborto non è di alcun ostacolo, aggiunge il reverendo, "poiché il divieto dell’aborto non è una verità infallibile di fede". Chissà, presto o tardi la Chiesa ci ripenserà...

In precedenza lo stesso corso di cultura cattolica era stato assegnato ad altri "cattolici abortisti", nonché alla suora femminista Sandra Schneiders, di cui riportiamo questa frase significativa: "ogni aspetto della vita cattolica non è solo intaccato, ma pervertito dal male del patriarcato. Non è che la tradizione abbia qualche problema: la tradizione è il problema".

A tutti coloro che hanno tenuto questo corso di cultura cattolica, l’Università ha conferito un pubblico riconoscimento come "eccezionali esponenti degli ideali cattolici".

Ci sembra giusto. Tutto si può dire. Basta non criticare Harry Potter o farsi venire strane idee sul ruolo dei cataclismi nell’economia della salvezza, come quel disgraziato quasi-vescovo-ora-revocato Gehrard Wagner di Linz.

Fonte: LSN

8 commenti:

  1. Un paio di anni fa il Patriarcato di Venezia invitò il prof. Cacciari a spiegare i Dieci Comandamenti. Niente di nuovo sotto il sole. La cancrena neomodernista avanza inesorabilmente.

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  2. Vexilla regis prodeunt inferi...
    sed NON PRAEVALEBUNT!

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  3. Permettete una piccola precisazione sul post che precede.

    Harry Potter è una saga letterariamente molto bella (e scritta bene: specie in inglese il fraseggio è colorito, appropriato, e mai volgare, almeo in relaizone agli standard odierni). Per quel che vale la nostra opinione, non è anticristiana e tanto meno satanica: null'altro che l'eterna lotta del bene e del male (tra l'altro incarnato da lord Voldemort il quale, volendosi fare 'sicut Deus', cerca di rendersi padrone della vita e della morte, secondo la tentazione atavica del Serpente che, non a caso, è il suo simbolo).
    Nell'ultimo libro (H.P & the Deathly Hallows), ad esempio, è chiara la visione trascendente di un aldilà, con tanto di retribuzione per i buoni e per i reprobi.

    Ma se un aspirante vescovo la pensa diversamente, sarà forse motivo di umiliarlo pubblicamente e di 'dimissionarlo'?

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  4. E perche' no?Visto l'andazzo che dura da anni,Harry Potter potrebbe a giusto titolo sostituire l'Angelico Dottore nei seminari(per quel poco che ancora conta la Scolastica oggi).D'altronde,senza voler scomodare le messe coi clowns e i ballerini,vi ricordate la cerimonia di apertura della Porta Santa del Grande Giubileo?Il Papa vestito come un pagliaccio e le ballerine "etniche" che facevano il ballo dei moretti come al secondo atto dell'Aida,e quei boscimani in tenuta pressoche' adamitica con quelle canne lunghe lunghe e ci soffiavano dentro:sembrava la parodia della reclame di Mentoliptus.E l'ineffabile ex segretario di Bugnini che camminava ad un metro da terra vicino al gia' barcollannte Pontefice e pareva dicesse:mes cheris,voila mon chef-d'oeuvre!Ci hanno fatto vomitare pure all'anno santo del Duemila,a SAN PIETRO.Ora non capisco con quale autorita' dobbiamo snobbare un Harry Potter!

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  5. Vorrei far notare che quanto detto dal quasi Vescovo Wagner su Harry Potter e che sembra aver causato tanta cagnara non è altro che il pensiero dell'allora cardinale Ratzinger nel 2003 espresso in una lettera, anzi due per l'esattezza.
    Se ne parlò molto a suo tempo.

    U Ciun

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  6. DANTE PASTORELLI17 febbraio 2009 13:26

    Se il Papa cederà su questa nomina, creerà un precedente pericolosissimo: il clero diocesano di troppe regioni del mondo lo costringerà sempre più spesso a retromarce davanti a nomine sgradite o non contrattate, con un grave vulnus alla potestà petrina.
    Ed il rinnovamento dell'episcopato
    resterà una pia illusione.
    Le ragioni di questa opposizione sono nella sana dottrina che mons. Wagner professa, non nel suo giudizio su Potter o sullo tsunami.
    Il giudizio su Potter lascia il tempo che trova non trattandosi di materia di fede. Il giudizio sullo tsunami è in perfetta sintonia con la dottrina cattolica: Dio che, come è Sommo Amore è anche Somma Giustizia, può lasciar cadere i Suoi castighi sull'umanità o permettere che la natura sconvolta si abbatta sull'uomo con catastrofiche conseguenze: monito per tutti noi che siamo peccatori. Un tempo, nell'Atto di Dolore si diceva: "perché... ho meritato i tuoi castighi".
    Ma Dio, oggi, non si può più presentare come Giustizia e come Giudice Supremo, ma solo nel Suo Amore. Come se la Giustizia e l'Amore fossero in opposizione, come se l'Amore potesse esistere senza la Giustizia. Non si può più, dall'ambone (i pulpiti, salvo alcuni storici esemplari, sono stati staccati dai muri e venduti)parlare di Novissimi, d'inferno e dannazione eterna: la salvezza è universale.
    Suscitò sdegno nel mondo laicista e progressista la dichiarazione forte e limpida del card. Siri sull' AIDS quale punizione divina contro una schifosa pratica sessuale. Ma nessuno gli tolse la porpora.
    Ora si revocano le nomine episcopali. Il cammino dei gamberi, insomma.

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  7. "il divieto di aborto non è una verità irreformabile di fede."

    Nella mia ignoranza non sapevo che i Dieci Comandamenti fossero emendabili; uno infatti mi sembra che dice: NON UCCIDERE.

    Antonio

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  8. "poiché il divieto dell’aborto non è una verità infallibile di fede".

    Ma se si ragiona in questo modo, anche il divieto di rapinare le vecchiette che escono dalla posta non è, mi pare, una verità infallibile di fede...

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