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mercoledì 17 aprile 2024

Diocesi di Roma, dura Lettera al Papa da Sacerdoti e Laici. “Distruzione della Chiesa”. InfoVaticana

Grazie a Marco Tosatti per questa traduzione.
QUI, QUI e QUI l'anteprima di MiL sulla vicenda.
Luigi C.


11 Aprile 2024 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione, nella nostra traduzione, questo articolo pubblicato da Info Vaticana, che ringraziamo per la cortesia, che testimonia del crescente disagio della Diocesi di Roma dopo il siluramento del cardinale Vicario, De Donatis. Buona lettura e condivisione.
§§§

Lo scorso fine settimana, Papa Francesco ha “decapitato” la diocesi di Roma di cui è vescovo.

Dal 2017, Angelo De Donatis ricopriva il ruolo di Vicario generale della diocesi romana, governando la gestione quotidiana della diocesi su delega di Papa Francesco.
Sabato il Papa ha deciso di nominare il cardinale De Donatis nuovo Penitenziere Maggiore. Una mossa che in Italia è stata vista come una defenestrazione del cardinale italiano.

InfoVaticana ha avuto accesso a una dura lettera firmata anonimamente da sacerdoti della diocesi di Roma in cui Francesco non ne esce bene e che riproduciamo di seguito:

“Francesco vai a riparare la mia casa che è in rovina”. Così il crocifisso di San Damiano al piccolo fratello di Assisi nel 1205. Più tardi, Papa Innocenzo III sogna San Francesco che innalza San Giovanni in Laterano.
“Francesco vede e distrugge la Chiesa”. Questo invece accade nel 2024 e invece di un sogno che rilancia la Chiesa per il cattolicesimo romano è diventato un vero e proprio incubo.
Iniziamo la nostra breve lettera con questi due esempi. Da una parte San Francesco che ripara, sostiene, costruisce, dall’altra Francesco (volutamente con la minuscola) che distrugge, demolisce, rade al suolo come nemmeno Attila è riuscito a fare, grazie anche all’esecutore materiale che ha importato dalla Sicilia (la scelta è suggestiva?) e a un piccoletto che ha assunto il ruolo di gigante della legge (ma si sa che gli esecutori non devono essere intelligenti ma obbedienti).

Speravamo che dopo tutti gli scandali emersi con appalti fatti agli amici degli amici, con affitti al ribasso a persone più che facoltose, con vendite a dir poco esilaranti, con decine di migliaia di euro buttati via in mobili, con crediti milionari concessi a persone molto sospette, inseguite dagli stessi amici per recuperare i soldi dati a banche fantasma, con personaggi molto vantati che hanno subito anch’essi lo schiaffo in faccia, non dico dalle istituzioni italiane, ma dalle stesse Nazioni Unite, e tutto questo in barba ai poveri, ai veri poveri, quelli in cui dovremmo riconoscere il volto di Cristo, il Vescovo di Roma avesse deciso di dare ai poveri, ai veri poveri, quelli in cui dovremmo riconoscere il volto di Cristo, il volto di Cristo, non dico dalle istituzioni italiane, ma dalle stesse Nazioni Unite, e tutto questo in barba ai poveri, ai veri poveri, a quelli in cui dovremmo riconoscere il volto di Cristo, il Vescovo di Roma avesse deciso di dare una svolta seria mandando a casa chi ha permesso che questo accadesse, chiaramentesconcertato da documenti che, ricordiamolo, non sono stati smentiti da nessuno.
E, invece, il nostro vescovo non solo li ha tenuti lì, ma li ha premiati. Allora ci chiediamo: perché? Una domanda che non troverà mai risposta finché assisteremo, impotenti, alla distruzione della Chiesa di Roma.
Esprimiamo la nostra totale solidarietà ai nostri Prefetti che hanno detto all’esecutore materiale, forte e chiaro, che non incontreranno o parleranno più con il vescovo (il siciliano) fino a quando non sarà nominato un nuovo Vicario e fino a quando certi individui non saranno messi in condizione di non nuocere più.

Clero e popolo di Dio della Chiesa di Roma.