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giovedì 5 agosto 2010

Maria, Mater Pulchritudinis, ora pro nobis


Statua della B.V.M. venerata a Ceriana di San Remo
col titolo di
Mater Pulchritudinis

*

L’odierna ricorrenza della Memoria della Dedicazione della chiesa della Madonna della neve (Basilica Patriarcale di S. Maria Maggiore), e la ormai prossima ricorrenza della Solennità dell’Assunzione della B.M.V. al Cielo, ci danno modo di dare notizia di un’iniziativa di mons. A.M. Careggio, vescovo della diocesi di Ventimiglia-SanRemo che riteniamo degna di condivisione ed apprezzamento.

Di mons. Careggio è nota la devozione mariana, che trova riscontro non solo nel suo stemma (a destra sopra, con la M di Maria e il motto “sub Tuum praesidium”) ma anche in una serie di iniziative, pastorali e non, improntate al culto e alla venerazione della Madonna; tanto per citarne alcune: 1. la pubblicazione di un libro culto mariano (“Il culto mariano e ai Santi in Valle d'Aosta” -Tipografia Valdostana, 1995); 2. l’erezione a Santuari Mariani della chiesa di Favale nella Diocesi di Chiavari (di cui stato Vescovo, 03.06.2003) e della Basilica Collegiata di Taggia (13.06.2010, link, foto sotto); 3. la celebrazione del Giubileo Mariano Diocesano (2005-2006 per il 150° di incoronazione della statua miracolosa di Taggia, si veda qui in Rivita Diocesana n.1/2006pag. 66; e qui, Rivista Diocesana, n. 2/2006 pag. 142); 4. l'indizione di numerosi pellegrinaggi diocesani con mete mariane (Lourdes, Laghet, La Guardia, ecc) e così via.

Trattasi di lodevoli iniziative aventi per lo più respiro diocesano anche se alcune di queste, sono destinate a lasciare un segno, una connotazione duratura se non altro in ambito locale.

Ma l’iniziativa destinata ad avere un più ampio respiro, a livello di tutta la Cattolicità, è la richiesta, in forma di supplica, fatta in data 09.06.2009 dal Vescovo al S. S. il Santo Padre Benedetto XVI (e già anticipata al predecessore Giovanni Paolo II) di aggiungere alle Litanie Lauretane (link) una nuova invocazione: Mater Pulchritudinis.

Per il testo della Supplica al Santo Padre si veda qui, in Rivista Diocesana n. 9/ 2009 pag. 202, e per il riscontro della Segreteria di Stato, Rivista Diocesana n. 9/2009 pag. 203

Riguardo al rito antico, da noi ritenuto ontologicamente “sacro e teologico”, ben conosciamo l’opinione contraria di Mons. Careggio in merito al recupero del messale di S. Pio V; contrarietà e avversione che ha più volte ribadite sia in modo chiaro e palese durante le riunioni del clero diocesano, sia cogliendo ogni sede ed ogni occasione, anche le meno opportune, (come le omelie in occasioni di festeggiamenti patronali, piuttosto che conferenze su altro tema, o amministrazione di Cresime, o altre specifiche festività) per esporre quelli che, a suo giudizio inopportuno sulla decisione del Papa, egli considera gravi e incettabili disvalori di quanto disposto dal Motu Proprio "Summorum Pontificum". E quel che è peggio usando, con perizia, peraltro talvolta un po' grossolana e scorretta, stratagemmi oratori e dialettici non sempre limpidissimi.
Avversione, come si vede, che persegue con modo fermo e deciso a noi ben noto, nonostante tutti i formalistici e rituali attestati di stima e obbedienza al S. Padre.

Ciò detto, noi sappiamo riconoscere i meriti altrui e non ci esimiamo dal renderne merito.
Conosciamo infatti l’attenzione di Mons. Careggio alla liturgia (sia pure solo quella) del N.O: la sua cura al decoro dei paramenti (si veda foto a destra), alla proprietà ed esecuzione del canto anche gregoriano, alla presenza e uso dell’organo, alla composta partecipazione dei fedeli alle processioni, ecc.
Come ricorda il nostro carisma “Per il rinnovamento liturgico della Chiesa nel solco della Tradizione” il nostro scopo è quello non solo di recuperare, diffondere e difendere il mirabile rito antico, il rito di sempre, ma anche (e attraverso il Rito antico) il recupero della sacralità delle celebrazioni ordinarie, col rito moderno, per dare attuazione alla c.d. "Riforma della Riforma" tanto auspicata dal Papa quando afferma “Del resto le due forme dell’uso del Rito Romano possono arricchirsi a vicenda” (lettera di Benedetto XVI ai Vescovi, 07.07.2007).
Se pur distanti sul tema del rito antico, ma intellettualmente onesti, noi ci sentiamo in piena sintonia di intenti con Mons. Careggio in merito alle motivazioni e allo scopo della sua supplica. E il motivo è presto detto.
Noi siamo attenti non al rubricismo, alle pianete, alle trine e al latino fini a stessi, (come Sua Eccellenza stessa, ingiustificatamente, dice delle sue pecorelle legate al rito antico) ma abbiamo a cuore ben altro: non solo i testi e la sacralità delle preghiere ma anche il Bello liturgico –bellezza esteriore come veicolo di preghiera e adorazione di Colui che è il Più Bello dei Figli dell’Uomo- ; siamo, come lui, attenti al Bello del sacro, delle cose sacre che noi difendiamo in ogni forma espressiva: liturgica, architettonica, artistica ecc. come testimoniano questi nostri servizi: qui, qui e qui

Anche con e attraverso il Bello della liturgia si prega meglio e si rende migliore adorazione a Colui che è Bello, a Colui che ha creato la bellezza del Creato, a Colui che ha voluto la creazione più bella: l’uomo. Una bella liturgia è sicuramente la più degna per il culto a Dio. L'uomo ha bisogno di una bella liturgia.

Non possiamo quindi che condividere con partecipato entusiasmo questa iniziativa e ci sembrano sicuramente sottoscrivibili le considerazioni di mons. Careggio quando così si esprime, nella sua supplica al Santo Padre:
Non mi permetto di andare oltre nelle motivazioni, conoscendo Vostra Santità tutta la ricchezza che il Bello porta in sé, alla luce del pensiero classico, della filosofia e della tradizione cristiana.”

Parimenti ci sentiamo di condividere la ragioni sulle quali mons. Careggio fonda le sua, e nostra, speranza di un accoglimento della sua supplica da parte del Santo Padre. Egli infatti così prosegue:
Sono certo di trovare in Lei un cuore aperto alla suggestione, sapendo quanto Ella desideri che la Bellezza sia celebrata in ogni aspetto della vita e, in modo eminente, nella Liturgia della Chiesa.
La
Mater Pulchritudinis aiuterebbe a ritrovare il senso delle bellezze perdute”.
Per noi che paghiamo isolamento e discriminazioni, che veniamo dallo stesso vescovo tacciati di “essere fuori della comunità ecclesiale” perché stigmatizziamo, anche attraverso la predilezione del rito tridentino, lo squallore, la sciatteria, la bruttezza cui è giunta la Liturgia “creativa”, per noi queste affermazioni e la Supplica di Mons. Careggio sono come un balsamo su ferite doloranti. E non possiamo che condividerle appieno!

Scriveva ancora Mons. Careggio nella sua richiesta:
"In un momento in cui si parla da più parti di emergenza educativa e, soprattutto nelle giovani generazioni, il senso del Bello è scaduto insieme a tanti altri valori, mi parrebbe opportuno che la Chiesa potesse celebrare le lodi della Tota Pulchra invocandoLa anche come "Madre della Bellezza", tale non solo per essere l'Immacolata, ma per aver generato l' "Uomo Nuovo", il Più bello tra i figli dell'uomo", come canta il Salmo 45".

La Supplica di Mons. Careggio per l’inserimento dell’invocazione Mater Pulchritudinis è affiancata da molte altre sue iniziative (omelie, conferenze, citazioni, eventi) che hanno per riferimento il tema della bellezza.
Ricordiamo in particolare: la collocazione e benedizione in un centro di spiritualità della detto la statua della Madonna della Bellezza presso l’Oasi Raggio di Sole di Ceriana di San Remo (12.06.2010, link); la composizione di una preghiera dedicata alla Vergine delle Grazie; e la riflessione sul tema della bellezza tenuta il 21.05.2009 da mons. Carlo Chenis, Vescovo di Civitavecchia-Tarquinia, membro della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e della Fondazione per i Beni e Attività Artistiche della Chiesa, chiamato da mons. Careggio per parlare appunto sul tema: "Maria, Mater Pulchritudinis".

Ecco in sintesi, tratte dal sito di cronaca diocesana (link, per il video dell'intervento si veda il link) alcuni concetti espressi da mons. Chenis, tutti estremamente interessanti e impregnati di verità:
“-Nella nostra epoca manca lo stupore profondo del sacro..
-La Chiesa ha adottato l'arte per poter esternare la bellezza interiore dello spirito. Quando si entra in una Chiesa, non bisogna guardare un singolo quadro, ma la Chiesa nel suo insieme, in particolare quando avviene la celebrazione religiosa.
-L'elemento catechetico ha bisogno anche della bellezza.
-Questa e' l'unica modalità per comunicare l'ineffabile, creando così lo stupore del divino.
-Anche il culto deve essere bello e per questo bisogna fare in modo che tutti i fedeli partecipino all'opera artistica.

-Una Messa detta male può anche massacrare la Cattedrale di Chartres che pure è piena di capolavori di arte.
-La Chiesa è tutta bella, solo se è tutta pura. Già nella civiltà contadina c'era l'idea che il vestito bello venisse usato solo per andare in Chiesa, perchè si era consapevoli dell'idea del bello.
-Una liturgia ben fatta è oltretutto una grande catechesi:
-Anche il cimitero cristiano deve avere un suo decoro, seguendo l'idea del bello.
-La Chiesa deve essere il posto più bello di cui dispone la comunià.
-Occorre tornare a trovare lo stupore di fronte alla presenza di Dio
.”

Musica per le nostre orecchie! Che verità! Che secolare verità! Da sempre la Chiesa l'ha saputo. Ma è un bene che qualcuno lo ricordi con autorevolezza.

Molti Dottori della Chiesa e Santi già hanno raccontato e esaltato la Bellezza di Maria, colei che è Tota pulchra. Ma il predicato qui proposto è diverso: Maria, madre della Bellezza.
Ai nostri giorni questo particolare tema è molto attuale. E l’iniziativa ispirata di Mons. Careggio trova altri congrui precedenti, che ne rafforzano l’intensità e la bontà.
Sul tema della Bellezza, infatti, si ricorda, è stato addirittura tenuto nel 2008 un seminario di formazione organizzato dal Corso di Teologia presso l’Università Pontificia S. Tommaso d’Aquino, “Angelicum” a Roma: “Via pulchritudinis: teologia della bellezza”. (si veda la notizia riportata da
Zenit.it)

E non è tutto.
Per dare soddisfazione a Mons. Careggio che dileggia e irride lo spirito “nostalgico” e “archeologistico” di noi poveri tradizionalisti incompresi, citeremo, a conforto della sua supplica al Santo Padre, un opera antica, risalente al 1600, in cui si trovano gli illustri prodromi del dolce titolo di Maria quale madre di Bellezza.
Tra le nostre letture infatti, avevamo già trovato da qualche parte l’invocazione rivolta alla Madonna, quale Mater Pulchritudinis.
Ed eccola, invero. Ritrovata grazie ai potenti mezzi del web.
Nel 1706, a Venezia, venne edita una raccolta di “Prediche morali e Panegiriche” del gesuita, p. Gio.P. Cagnoli (conservato presso la Biblioteca di Monaco). La raccolta contiene dotte dissertazioni, lunghe riflessioni, ispirate prediche, e pii spunti per ogni giorno dell’anno, privilegiando come tema la B. V. M. essendo dedicato ad un anno mariano.
Per la predica morale del 10 dicembre, a pagina 408-409:
Non avremmo noi dunque motivo rapiti dalla meraviglia, di chiamarvi o Maria, con Gregorio Vescovo di Nicomedia: ‘o bellissima bellezza delle bellezze, ed ornamento sommo di tutte le cose belle! O pulcherrima pulchritudo pulchritudinum et pulchrorum omnium, summum ornamentum! O pure con Santo Anselmo Arcivescovo: ‘O bella, ed esser veduta! O ammirabile, da essere contemplata’! 'O pulchra ad videndum! O admirabilis ad amandum!’. E donde mai prenderemo noi paragoni per ispiegare la vostra bellezza? Dirò confuso con Ecberto Abbate: ‘O Maria, mentre in un certo modo siete il Paradiso terrestre di Dio medesimo cui te assimilabimus Mater pulchritudinis? Vere Paradisus Dei es!’.”
Come si vede il p. Cagnolo riporta un brano del Sermone panegirico sulla B. V. B. dell’Abate Ekbertus “Et cui te assimilabimus, Mater pulchritudinis? Vere paradisus Dei tu es quia lignum vitae mundo protulisti, de quo qui manducaverit, vivet in aeternum. Fons vitae qui ex ore Altissimi prodiit de medio ventris tui exsilivit, …”. citazione che faranno propria anche S. Bernardo da Chiaravalle e S. Alfonso Maria de Liguori nelle loro note panegiriche su B. V. M. Deipara.
Citazione, tra gli altri elementi, che conforta la Supplica di Mons. Alberto M. Careggio.

Fermiamoci qui e preghiamo affinchè il Santo Padre accolga la supplica del suo confratello, affinchè l’invocazione “Maria, Mater pulchritudinis” diventi quotidiana e condivisa invocazione di ogni cattolico, e affinché la Vergine Tota pulchra, la Panaghia (Tutta Santa), la Tutta Pura, la Tutta di Dio, diventi veramente e nuovamente modello di riferimento della vita del cristiano e della liturgia della Chiesa perché:
"La bellezza e' sempre l'evidenza del contenuto e per noi il contenuto è sempre Gesù Cristo" come ha detto Joseph Ratzinger prima di diventare Papa.

Fermiamoci qui e preghiamo con la preghiera composta da Mons. A. M. Careggio.


Sosta e santuario del pellegrinaggio dell’Uomo incontro a Dio
Sorreggimi i passi verso il tuo figlio Gesù
Tu sei guida sicura sulla mia strada
Conforto nella fatica, sostegno nelle cadute
Portami sulla vetta della Santa Montagna, Cristo,
Dove la sua presenza diventi contemplazione
La sua parol ascolta
La sua purezza sguardo sull’infinita purezza
Il mio cuore trasformato dall’incontro
Sappia amarti e con te portarti ai miei fratelli.

Dedicata alla Madonna delle grazie, Santuario in Airole.
(21.05.2009)

Madonna della Neve, prega per noi
Maria, Madre della Chiesa, prega per noi
Maria, Madre della Bellezza, prega per noi

*

fonte: foto e articoli di riviera24.it
per la
rivista diocesana della Diocesi di Ventimiglia-San Remo

50 commenti:

  1. Mons. Careggio invoca altri titoli per la Santa Vergine . Nel frattempo disattende gli ordini del Santo Padre e disprezza quei figli che tanto onorano la Madre di Dio.
    Amo tutti ma non ...voi!
    Lasci perdere monsignore che la Vergine non ha bisogno di altri titoli ma solo di cuori nuovi e amanti!

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  2. <span><span>ricchezza che il Bello porta in sé, alla luce del pensiero classico, della filosofia e della tradizione cristiana.”</span>    ....    
    <span> la Chiesa potesse celebrare le lodi della Tota Pulchra invocandoLa anche come "Madre della Bellezza", </span>    
    <span>...</span>    
    <span>La Mater Pulchritudinis aiuterebbe a ritrovare il senso delle bellezze perdute”.</span>    
    -------------------    
    Queste bellissime considerazioni del vescovo che mostrano la sua bella e sentita devozione mariana, rischiano di rimanere soltanto PAROLE, se ad esse non corrispondono i FATTI.    
    Il vescovo Careggi, come tantissimi altri Vescovi che si dichiarano <span>a parole</span> devoti al Papa, dovrebbe ricordare che la Madre di Dio ha collaborato alla Redenzione, nel momento del FIAT, dicendo:     
    "Ecco l'ancella del Signore: si faccia di me secondo la tua parola" ed Ella è modello di santità per tutti i sacerdoti nell'umiltà ed obbedienza totale alla Volontà di Dio;    
    Ella disse anche alle nozze di Cana, rivolta ai servitori che aspettavano il comando di Gesù:    
    "Fate tutto quello che Egli vi dirà!"     
    <span> questa esortazione all'obbedienza fatta da Maria Santissima vale oggi come vale in tutti i tempi della Chiesa, per tutti i cristiani davvero fedeli a Gesù, a fatti e parole, e vale innanzitutto per i sacerdoti e per  tutti i pastori !</span>    
    Così anche dovrebbe ricordare che Gesù ha detto:    
    <span>"Non chi mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi entrerà nel regno dei cieli. "</span>    
    E oggi, come sempre, la volontà di Dio si manifesta nelle parole del Santo Padre, in quello che lui ha chiesto di fare col Motu Proprio SP: ed<span> obbedire al Papa a fatti e in Verità</span>, non solo a parole, <span>significa obbedire a Dio</span> stesso, per obbedienza a Gesù Cristo, di cui il Papa è Vicario !    
    Ma perchè queste cose dobbiamo ricordarle noi laici ai Vescovi che sembrano averle dimenticate e tenacemente continuano a sorvolare su queste chiare parole di Gesù stesso ?    
    Non credo che la Madonna sia contenta di una devozione a Lei, fatta di belle parole e iniziative coinvolgenti ed entusiasmanti, se poi, nella <span>prova pratica di fedeltà al Signore, </span>NON SI SEGUE il suo esempio di Virgo Fidelis;    
    infatti, ad ognuno di noi, mentre la supplichiamo e diciamo di amarla e venerarla come Madre del Signore, datore di OGNI BENE E DI OGNI BELLEZZA, stando ai suoi piedi, e aspettando  da Lei tutte le grazie (compreso il ritorno del Bello e del Sacro....),    
    ELLA, rivolgendosi prima ai sacerdoti e pastori, come Regina Apostolorum, dice:    
                                                      "Fate quello che Egli vi dirà!"
    </span>

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  3. ...."Egli" è Gesù Cristo, Capo della Chiesa, che parla per mezzo del Papa, e aspetta di essere obbedito e amato dai Vescovi (come da tutti i cristiani cattolici)  a <span>fatti e in Verità.</span>

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  4. Concordo con i post precedenti......
    Inutile onorare a parole la Vergine santa se poi si disattende in modo subdolo il volere del Santo Padre disprezzando la Messa gregoriano-tridentina.
    "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me...."...... 

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  5. Mi sembra penoso, lo dico con senso di correzione fraterna, l'atteggiamento del Vescovo. Della SS. Vergine impari l'umiltà e l'obbedienza. La Vergine ha tanti titoli ma sono sicuro che vedere i vescovi obbedienti al Papa La renderebbero più contenta. Per concludere prefersco il Vescovo di Evreux che almeno le corbellerie Le dice apertamente a questi funzionari di un apparato sempre più fatiscente.

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  6. Leggendo il testo della supplica sulla rivista diocesana non si può non notare che l'unico motivo per il quale è stata scritta era RICORDARE al Santo Padre Benedetto XVI che lui, Alberto Maria Carreggio, era l'uomo che accompagnava il Papa Giovanni Paolo II in montagna.
    Null'altro!

    Che pizza...sto Vescovo ad ogni muovere di foglia, ad ogni occasione buona non fa altro che ricordare a chiunque che lui era l'accompagnatore montanaro papale....CHE NON ABBIA ALTRI MERITI????

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  7. <span>

    questo vescovo, come tutti i vescovi nemici della Messa di sempre, non tiene conto di una pura e semplice verità:
    che Dio è datore di ogni bene, e che
    - Colui che ha creato  il mondo per mezzo del suo Verbo Eterno. Figlio di Dio, generato non creato,
    - Colui che dato al mondo suo Figlio Gesù Cristo, incarnato, morto e risorto <span>per la salvezza del mondo</span>
     darà ogni cosa buona a coloro che gliela chiedono nel Nome di Gesù Nostro Salvatore, il quale offre e si offre al Padre come Agnello Divino senza macchia nel Santo Sacrificio della Messa, mediante il quale il peccato del mondo viene da Lui continuamente espiato e cancellato: il mondo viene redento dal Santo Sacrificio di Nostro Signore, e preparato così a quei cieli nuovi e terre nuove dove ogni bellezza sarà compiutamente restaurata e ri-creata perfetta in eterno in Lui, solo in Lui !
    Ma proprio Lui per questo scopo si è offerto in Sacrificio di espiazione al nostro posto, affinché fosse redento TUTTO CIO' CHE PER MEZZO SUO ERA STATO CREATO, POICHE' TUTTO ERA BUONO E BELLO CIO' CHE ERA USCITO DALLE MANI DEL CREATORE, compresa l'umanità primigenia con Adamo ed Eva, belli e perfetti nel bellissimo giardino dell'Eden, in una vita che doveva essere, secondo il piano di Dio infinitamente Buono<span> soltanto bella e perfetta, </span>SE.....
         SE  l'uomo non avesse rovinato la <span> </span>BELLEZZA del cosmo intero col suo peccato originale, su ispirazione del demonio !
    Ma da quando Nostro Signore è venuto nella nostra storia, Figlio di Dio fatto Uomo per la nostra salvezza, <span>tutta la storia e la natura sono state riscattate dal suo Sacrificio di Redenzione per tornare alla bellezza d'origine; </span>MA perchè questo si compia era necessario che Gesù fosse crocifisso ed era necessario, sempre nel Disegno del Padre Provvidente, che istituisse la Chiesa, per essere sempre presente tra noi nel SS.mo Sacramento dell'altare, celebrato degnamente nella Santa Messa e adorato continuamente come Dio Eterno di ogni Gloria, bontà, bellezza e perfezione;
    MA se noi rifiutiamo di celebrare la Divina Liturgia che ci fa <span>dono misterioso, reale e completo della Sua Persona, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità,</span> che redime l'uomo e il mondo, RICREANDOLI A VITA NUOVA, se noi neghiamo coi fatti il valore infinito di Grazia e Vita Divina donatoci da tale Sacrificio Eucaristico, impedendone la celebrazione, mentre il Papa invece ha capito l'importanza enorme di <span>restituirgli la dignità e l'onore che merita </span>-quello che la Chiesa gerarchica per decenni gli ha negato- ,
    come possiamo poi pretendere che il Signore della Vita e di tutte le cose create ci ridoni "la bellezza perduta", (una bellezza astratta o pagano-mitologica per caso? spero di no....)

    .....come può Egli ridonare alla Chiesa e al mondo la Bellezza perduta, se la Bellezza Assoluta è Egli stesso, al quale noi chiudiamo la porta in faccia,  quando Gli diciamo:  
    "Non voglio che sia celebrata la Tua Divina Liturgia, Santa e Perenne, creata dalle Tue Divine Mani quella sera del Giovedì Santo dell'anno 33, che è quella Perfetta, datrice di ogni Grazia e Bellezza e Salvezza?"

    <span>E' assurdo fare questa richiesta,</span> se noi stessi  impediamo che venga esaudita, respingendo la chiara Volontà di Dio, mostrata nel Motu Proprio di Papa Benedetto XVI, e con esso, il Dono Divino fattoci da Nostro Signore 1977 anni orsono: la Liturgia fonte di Vita Vera  ed Eterna !  
    ....e neanche la Madonna può esaudirci, se <span>chiudiamo quella porta che il Papa, per ispirazione dello Spirito [...]

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  8. Non perdiamo più tempo con questo episcopato morto e mortale. Non perdiamo più tempo. Le anime domandano apostoli, non vanità di vescovi che ,mentre la Chiesa crolla, giocano credendo di essere Padri della Chiesa. Non se ne può veramente più!

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  9. beh, se è vero quello che lei dice, mi rendo conto di aver sprecato fiato con questo "memoranda" che ho scritto qui sotto, circa la Fonte della vera Bellezza !   *DONT_KNOW*
    se questo mons. è uno che pensa solo a celebrare se stesso, non gli importerà nulla di ritornare all'Origine di ogni Grazia e Verità....
    (pazienza: spero  allora che qualche altro sacerdote legga, e ricordi e ripensi nel suo cuore, COME MARIA SS.MA faceva, se ciò che ho detto è vero o sbagliato, e se possa essere utile a ricordare CHE COSA abbiamo veramente perduto, quale Dono Perfetto abbiamo disprezzato:  che qualcuno riapra gli occhi dell'anima,   speriamo.....sarò contenta lo stesso !....)

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  10. <span><span>“Sono certo di trovare in Lei un cuore aperto alla suggestione, sapendo quanto Ella desideri che la Bellezza sia celebrata in ogni aspetto della vita e, in modo eminente, nella Liturgia della Chiesa."</span>    
    ---------------------    
    ah sì ?    
       
    e se il Santo padre gli rinviasse la medesima richiesta, cambiando solo gli oggetti, che  ne direbbe il Vescovo supplice ?    
    così la immagino:    
    Sono certo di trovare in Lei, caro mons. Careggi, un cuore aperto alla mia richiesta di celebrare e far celebrare la Santa Liturgia della Messa Tridentina, come da me indicato nel MPSP....firmato....Papa Benedetto XVI...."    
    che ve ne pare, amici  ?    
    Esaudirebbe il Vescovo una supplica rivolta a lui dal Santo Padre, supplica che in realtà ha già fatto negli anni scorsi, a tutti i Vescovi e Prelati, di essergli vicino e assecondarlo, e che non è stata ascoltata affatto, se non da pochissimi ? ?    
    :( </span>

    RispondiElimina
  11. <span><span>“Sono certo di trovare in Lei un cuore aperto alla suggestione, sapendo quanto Ella desideri che la Bellezza sia celebrata in ogni aspetto della vita e, in modo eminente, nella Liturgia della Chiesa."</span>      
    ---------------------      
    ah sì ?      
         
    e se il Santo Padre gli rinviasse la medesima richiesta, cambiando solo gli oggetti, che  ne direbbe il Vescovo supplice ?      
    così la immagino:      
    Sono certo di trovare in Lei, caro mons. Careggi, un cuore aperto alla mia richiesta di celebrare e far celebrare la Santa Liturgia della Messa Tridentina, come da me indicato nel MPSP....firmato....Papa Benedetto XVI...."      
    che ve ne pare, amici  ?      
    Esaudirebbe il Vescovo una supplica rivolta a lui dal Santo Padre, supplica che in realtà ha già fatto negli anni scorsi, a tutti i Vescovi e Prelati, di essergli vicino e assecondarlo, e che non è stata ascoltata affatto, se non da pochissimi ? ?      
    :( </span>

    RispondiElimina
  12. Volete ancora un esempio di come un vescovo francese, oggi emerito, considera l`obbedienza al Successore di Pietro? E l`interpretazione che da della collegialità?

    http://www.perepiscopus.org/article-a-propos-de-la-collegialite-53244758.html 

    RispondiElimina
  13. Ritengo che occorra molta prudenza! Purtroppo il tema della Bellezza, profondamente cristologico e mariologico, da qualche decennio è diventato appannaggio di liturgisti alla Marini (Piero) e di teologi privi di senno. Quando noi parlaimo di bellezza, pensiamo al Mistero cge si comunica, che si rende evidente. Partiamo da una visione discendente. Invece quei signori hanno una visione opposta. Così qualsiasi prodotto "culturale" e al passo coi temoi, diviene strumento di bellezza. Noi offriamo a Dio la nostra presunta bellezza. E' bella la casula color melanzana fritta (ma nell'atto della frittura), è bello l'altare di Pomodoro, è bella la danza sinuosa delle Accolite, è bello un Cristo contorto che non ha più forma, è bello un cubo posizionato in aperta campagna, etc. etc. In certa mariologia la Mater Pulchritudinis è diventata icona dell'emancipazione femminile e della riscoperta dell'affettività...Documentarsi per credere! Chi spiegherebbe al popolo di Dio l'esatta comprensione del titolo? I nostri vescovi? Hanno ben altro a cui pensare...

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  14. In tutta franchezza non ho capito il motivo della pubblicazione di questo post né dove voglia con precisione  andar a parare l'articolo.
    Se lo scopo, sotto una tela di orpelli encomiastici, vuol evidenziare le contraddizioni e la mancanza di carità del vescovo, c'è senz'altro riuscito; se invece mira  a sostener che le sue dignitose celebrazioni, ammantato di splendidi paramenti, rappresentano  lo strumento od anche un solo strumento per conseguir la riforma della riforma è fuori strada.
    Non è una più esteriormente devota celebrazione - senz'altro da lodare - che risana le ferite inferte alla sacralità della S. Messa, ma una revisione strutturale del NO, che deve recuperar l'essenza sacra, ed in primis sacrificale, la cui carenza non può esser sostituita da atteggiamenti individuali e preziose pianete..

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  15. Ottimo quanto sostentuto da Dante. Occorre la revisione strutturale del N.O! Questo mi pare che fosse il pensiero di Ratzinger. La coesistenza dei due riti deve condurre all'autentica riforma della riforma. A partire dal Messale di Paolo VI e dall'errata concezione ecclesiologica che lo sostiene.

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  16. Ottimo quanto sostentuto da Dante. Occorre la revisione strutturale del N.O! Questo mi pare che fosse il pensiero di Ratzinger. La coesistenza dei due riti deve condurre all'autentica riforma della riforma. A partire dal Messale di Paolo VI e dall'errata concezione ecclesiologica che lo sostiene.

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  17. Come al solito, anzi: more solito, i commentatori non hanno colto lo spirito del testo, che denotava apertura intellettuale e cristiano senso filiale, e hanno ripreso ad abbaiare alla luna. Mi limito a ricordare che il "muro contro muro" non ha niente di cristiano e soprattutto è poco intelligente.
    Detto questo, prego vivamente di evitare:
    1. l'espressione "piuttosto che" col significato di "oppure" (è un lombardismo francamente fastidioso, anche se va di moda);
    2. la grafia "avvallare" al posto di "avallare".
    Sono sicuro che il prof. Pastorelli concorderà  ;)  

    RispondiElimina
  18. Come al solito, anzi: more solito, i commentatori non hanno colto lo spirito del testo, che denotava apertura intellettuale e cristiano senso filiale, e hanno ripreso ad abbaiare alla luna. Mi limito a ricordare che il "muro contro muro" non ha niente di cristiano e soprattutto è poco intelligente.
    Detto questo, prego vivamente di evitare:
    1. l'espressione "piuttosto che" col significato di "oppure" (è un lombardismo francamente fastidioso, anche se va di moda);
    2. la grafia "avvallare" al posto di "avallare".
    Sono sicuro che il prof. Pastorelli concorderà  ;)  

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  19. <span>
    <p>quale muro vede lei qui ? me lo mostra, per favore ?
    </p></span>

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  20. <span>
    <p>quale muro vede lei qui ? me lo mostra, per favore ?
    </p></span>

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  21. Cristiano senso filiale di chi? del vescovo nei confronti del Papa? cristiano senso filiale del Vescovo verso Cristo che gli ha detto di pascere il suo gregge senza far distinzione tra le sue pecore, e perfino di andar a cercar quella smarritasi? O dei fedeli autori del testo che, da una parte inneggiano al vescovo e dall'altra lo affossano? Ora lo descrivon devoto e pensoso, poi disobbediente al papa?
    No, è un post che non mi piace affatto, è equivoco, e perciò difficilmente interpretabile in modo esatto nei suoi fini. Cerchiobottista, o se vogliamo usare qualche termine meno ambiguo, mieloso e ruffianesco.
    Lasciamo da parte gli errori di battitura. Non facciamo gli schizzinosi: "avvalliamo", ricoprendo, sotto una valanga di carità, vescovo e post.
    Piuttosto che, sarà lombardismo, ma forse, ancor più, francesismo settecentesco.

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  22. Egregio Luca, mi pare che il nostro blog sia aperto a tutti, e non soltanto a chi sa evitare svarioni linguistici. Anche questo è un abbaiare alla luna! Francamente non mi scandalizzo affatto se qui trovo disdicevole questo o quel modo di comunicare. Per sua buona pace, detesto l'uso scorretto e improprio della nostra lingua in altre sedi e deploro la morte del corretto italiano. Pur amando la lingua e difendendo le ragioni di un corretto discettare, penso di dover spezzare una lancia a favore del contenuto. Non me ne voglia! Per quanto riguarda la mia povera esperienza, posso garantirle che la mancanza di chiarezza produce soltanto frutti nefasti. Ritengo ammirevole mons. Careggi tanto per il decoro delle celebrazioni liturgiche quanto per lo zelo che dimostra nei riguardi della devozione alla Madre di Dio. L'ortodossia della fede non coincide con le forme esteriori! Nello specifico della richiesta avanzata al santo Padre, mi sono permesso di richiamare la prudenza. Se pensiamo, per esempio, all'aspetto conviviale dell'Eucaristia, peraltro ampiamente attestato dalla Tradizione, e all'uso improprio che ne è sato fatto, possiamo temere che  anche una proposta tanto bella e corretta possa facilmente svilirsi. Credo che occorra prudenza sempre ed in tutto. Quella prudenza che è mancata nel consentire che la riforma liturgica si traducesse, di fatto, in una consapevolezza diversa da parte dei fedeli e di intere comunità. Ormai sono tutti ministri! Occorreva riformare, soprattutto se questo era l'orientamento del Vicario di Cristo, ma non a discapito del mistero e della concezione di Chiesa che ne deriva. E questo non era nè il pensiero di Paolo VI nè quello di un Concilio che dal Mistero lasciava derivare la sua articolata riflessione sulla Chiesa. Il Papa si era fidato! Il danno era già stato fatto! Non si vogliono erigere muri. Ma anche il riappropriarsi della lturgia di sempre, secondo il volere di Pietro, può aiutare una chiesa particolare a concepirsi originata dal Mistero ed organicamente unita alla Chiesa Universale. Credo che sia anche una questione di buon senso. Nessun figlio ha la garanzia di essere formato se quanto chiesto dal padre viene sistematicamente ignorato o contraddetto dalla madre. Perchè non dovrebbe valere per la Chiesa? Tanto più che il vescovo, padre e maestro nella fede, non possiede una fede propria, bensì quella della Chiesa. Inoltre, come lei sa, il vescovo non succe de ad un apostolo, ma diviene membro del collegio episcopale, che ha nel Romano Pontefice il suo capo. La riscoperta sacrosanta della derivazione dell'episcopato da Cristo attraverso il sacramento dell'Ordine, non voleva affatto significare per i Padri Conciliari che dovessero esserci tante chiese autome quante le diocesi ,e che il Papa fosse diventato come il Presidente della Repubblica italiana. Forse qualche vescovo farebbe bene a ricordarlo!

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  23. <span>"avvalliamo", ricoprendo, ....</span>
    questa è .....graziosa, professore ! plaudo (anche a tutto il resto....)  :)

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  24. <span>Nessun figlio ha la garanzia di essere formato se quanto chiesto dal padre viene sistematicamente ignorato o contraddetto dalla madre.</span>

    Questa massima di saggezza educativa, verissima e riscontrabile da tutti nella vita pratica umana -quella di sempre, da che mondo è mondo- me la copio e la conserverò come pro-memoria quotidiano nella mia vita di famiglia, da trasmettere a figli e nipoti, così come anch'io, nella mia infanzia e adolescenza, l'avevo già sentita insegnare da qualcuno.
    Grazie, don64.

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  25. Mater pulchritudinis è un attributo di Iside... ma  certi vescovi oggi non sanno più che inventarsi.
    I fedeli stanno abbandonando la Chiesa e forse anche in Italia siamo già una minoranza e loro pensano a queste baggianate.
    Narciso contemplava se stesso nell'acqua...
    O Dio fonte di ogni bellezza rischiaraci con la tua luce divina!

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  26. secondo me invece il post non ha doppi fini. nè è cerchiobottista nè ruffiano nè ambiguo. 
    La posizione del blog nei confronti del vescovo Careggio è ben nota (con molti post a lui dedicati) come è nota l' ostilità del vescovo alla Messa VO. 
    Ciò premesso, la redazione è stata superiore: ha saputo riconoscere un merito del vescovo "avversario", e ha inteso condividerlo. Questo non senza ricordare le gravi divergenze che persistono in altri ambiti come sul rito antico. Ma quello è un altro discorso: il blog ha già stigmatizzato e criticato apertamente e senza mezzi termini le posizioni contrarie di Careggio, come di tantissimi altri vescovi. E   tale divergenza è stata ricordata nel post stesso. 
    Sarebbe stato ambiguo se il post fosse stato solo di encomio, tacendo i precedenti attriti. 
    A mio giudizio quindi il post è come ha detto luca. Certo, la mancanza di carità del vescovo emerge nelle contrazioni e stride parecchio . Ma non per "colpa" di questo post, ma per altri che la redazione ha anche riunito nella colonna di destra: il tradimento del clero. 
    Quindi non capisco cosa non capisca l'egr. sig. Pastorelli. e perchè non apprezzi.
    Un po' di malizia, magari sottesa, una sottile ironia, nel post, non sono un peccato e non sviliscono l'onestà di posizione della Redazione. Il riconoscimento di merito di un avversario non è sufficiente per etichettare il post di ambiguità, ruffianeria ecc... Qui prodest? A che pro? Conosciamo tutti l'altezza morale del blog, e la sua libertà intellettuale. Non gli servono queste bassezze che gli vengono ingiustamente imputate. 
    Nessuno tra l'altro, eccezion fatta per uno solo, ha commentato nel merito la richiesta del vescovo. 

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  27. <span> attributo di Iside...  </span>
    dice sul serio  ?  guarda un po', io non ne sapevo nulla, ma "a lume di naso" l'ho sospettato quando dicevo, tra me e me, qualche ora fa qui sopra: "quale bellezza? Non vorrà alludere, come allegoria, a una astratta di derivazione pagano-mitologico? speriamo  di no...." e invece, la nota sospetta e spiritualmente insidiosa è nascosta ma c'è, come un baco nella bella mela !
    e allora, come si concilia questa qualificazione di antichi culti con quei richiami storici contenuti nell'articolo, all'attributo medesimo, usato come invocazione alla Madre Celeste da illustri uomini di Chiesa ?

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  28. ma lasciamo stare iside! Oppure vuole anche criticare s. bernardo da chiaravalle e sant'alfonso maria de liguori, che chiamavano già essi stessi Maria, Mater Pulchritudinis. 
    Sull'abbandono della chiesa da parte dei fedeli siamo invece d'accordo. 

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  29. <span><span> attributo di Iside...  </span>  
    dice sul serio  ?  guarda un po', io non ne sapevo nulla, ma "a lume di naso" l'ho sospettato quando dicevo, tra me e me, qualche ora fa qui sopra: "quale bellezza? Non vorrà alludere, come allegoria, a una astratta di derivazione pagano-mitologico? speriamo  di no...." e invece, la nota sospetta e spiritualmente insidiosa è nascosta ma c'è, come un baco nella bella mela !  
    e allora, come si concilia questa qualificazione presente in antichi culti, con quei richiami storici fatti nell'articolo, all'attributo medesimo, usato come invocazione alla Madre Celeste da illustri uomini di Chiesa ?</span>

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  30. <span><span>attributo di Iside...  </span>    
    dice sul serio  ?  guarda un po', io non ne sapevo nulla, ma "a lume di naso" l'ho sospettato quando dicevo, tra me e me, qualche ora fa qui sopra: "quale bellezza? Non vorrà alludere, come allegoria, a una astratta di derivazione pagano-mitologica? speriamo  di no...." e invece, la nota sospetta e spiritualmente insidiosa è nascosta ma c'è, come un baco nella bella mela !    
    e allora, come si concilia questa qualificazione presente in antichi culti, con quei richiami storici fatti nell'articolo, all'attributo medesimo, usato come invocazione alla Madre Celeste da illustri uomini di Chiesa ?</span>

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  31. La chiesa ha sempre preso quanto di bello c'era nel mondo antico.
    Lo Pseudo Longino che ha scritto sulla Bellezza forse è stato maestro dei grandi Ippolito e Origene.
    Non v'è dubbio che la Santa Vergine sia la Madre della Bellezza.Il titolo appartiene .
    Titoli come stella matutina o stella dei naviganti erano attributi propri anche di Iside e delle Regine d'Egitto es. Arsinoe II.
    Solo che la Santa Vergine si onora con i fatti e conl'amore verso TUTTI i suoi figli....

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  32. sulla carenza di carità del Vescovo Careggio ahaha bravissimo dante. su questo non ci piove! Ancora ora non digerisce il successo della messa in latino a san remo. e invece di domandarsi il perchè alcuni fedeli fanno km e km per andare alla messa in latino (giungendo anche da diversi paesini dell'entroterra della diocesi) continua a rodersi il fegato e a fare sfuriate. Fa fatica a ingoiare il rospo. E invece di collaborare, di cogliere l'occasione per cavalcare l'onda della sensibilità risvegliata dalla mesa in latino, si ostina a contrastarla e a dileggiare (per usare un eufemismo) i poveri nostalgici che si inerpicano sulla collina dove si erge il santuario in cima alla città vecchia dove si celebra ogni prima domenica  la s. messa in latino!! ma verrà un giorno...

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  33. Persino kiko Arguello quando parla della sua "Nueva estetica" cita Dostojewskji la bellezza salverà il mondo; ma poi propina una nuova arbitraria architettura delle chiese , con nuovi simbologismi, ed icone blasfeme...

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  34. PS. aVVallare è nel post. E comunque io non l'ho sottolineato, anzi.

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  35. Da una parte ci sono i fedeli che chiedon amore paterno, dall'altra il vescovo che, da come descritto - non lo conosco e non ho elementi diretti per giudicare - lo nega. Chi erige il muro?

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  36. <span>La Redazione non credo che c'entri molto, nel senso che ha tratto quest'articolo da altra fonte e ce lo ha proposto senza commento. Quindi io non muovo accuse alla Redazione, il cui giudizio sull'articolo non conosco. E francamente non ricordo neppure altri interventi redazionali relativi a questo vescovo perché le opere e i giorni dei monsignori si accavallano, si confondono opere, giorni e personaggi, ed io non son Pico e, anche se lo fossi, alla fine tutto ciò annoiandomi,  lascio corrrer via dalla mente che preferisco tener occupata diversamente. Semmai ho avanzato dubbi sull'utilità di proporcelo. Infatti, quale lezione ne ricaviamo? Quella di un Vescovo che manifesta, non dubito sincero, amore per Maria, ma che respinge, e lo dimostra, parte dei suoi figli che la SS.ma Vergine non amano meno di lui.  
    Se poi l'articolo è opera della Redazione, pazienza: non rinnego niente di quel che ho detto.</span>

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  37. Avete ragione a digringanre i denti contro mons. Correggio. Tuttavia il post mi sembra richiedere un assenso all'idea in sè di aggiungere Mater pulchritudinis alle litanie lauretane. Un'idea che sposo prontamente.

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  38. Potrebbe fare un sunto della cosa? Grazie 1000 :)

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  39. <span><span>Stella del mare, che il tuo mite raggio 
    volgi sovra l’orror della procella, 
    ogn’alma invoca te nel suo passaggio, 
    o vaga Stella. 
     
    Stella del mare, giunga a te quell’Ave 
    che Regina di fe’, d’umile ancella 
    e dona a noi dal ciel pace soave, 
    o vaga Stella.</span></span>

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  40. Ma da cosa deriva questa smania di aggiungere... modificare... modificare le modifiche... ecc. che da cinquant'anni imperversa?
    Sono state fatte più modifiche (una più perniciosa dell'altra) in questo periodo che nei cinque secoli precedenti.
    Il NOM è stato il massimo!
    Se non sanno come ingannare il tempo organizzino tornei di briscola o scopone, o vadano a giocare a bocce nell'attesa della riscossione dell'immeritato stipendio.
    Hanno rotto le scatole!

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  41. Nell'Inferno dantesco la malizia era rappresentata dalla lupa.

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  42. Il nome del vescovo è inopportunamente storpiato ad evidente scopo spregiativo. E questo è deprecabile.
    Se il fine del post era soltanto quello di chieder appoggio alla richiesta di aggiungere Mater Pulchritudinis alle Litanie, c'era proprio bisogno di quella valanga di parole?

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  43. "Stella del mare" è sempre un'invocazione bellissima alla Madonna, necessaria oggi e di grande aiuto,
    validissima sia per ogni cristiano nelle tempeste della vita, sia per l'intera Barca di Pietro nelle tempeste odierne, più forti che nel passato, sia anche.... per tutti i naviganti del web, considerati gli svariatissimi e multiformi incontri che in tal vasto mare capita di fare, spesso pericolosi per la Fede !    :)

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  44. eh, Cesare....temo che sia ancora l'avanzata dell'onda lunga di quello slogan-programma che oltre 40 anni fa suonava così alle nostre orecchie: "Il nuovo è sempre migliore, qualunque cosa sia!"
    ....e ci vorrà ancora tempo perchè si ritiri....mentre aspettiamo che il mare ritorni tranquillo, quello "di sempre"!
    Maria, <span>Stella del mare, interceda perchè sul mare della Chiesa torni la pace, e si plachi la lunga tempesta iniziata allora (quando lo stesso Paolo VI  con mestizia ne constatò l'arrivo....)</span>

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  45. infatti: in quella denominazione è insito il rischio, da non sottovalutare, che sia aperto a tanti significati "incontrollati", con cento allusioni (anche involontarie), a tante realtà umane, poco o niente affatto spirituali; dunque, ancora una volta, all'insegna dell'AMBIGUITA', in perfetto stile conciliare !
    e l'ambiguità è e sarà fonte di errori e deviazioni, come sempre è accaduto dal Concilio ad oggi !
    Molto bene sottolinea don64 il pericolo reale insito in quell'attributo, e riflette in un quesito la sua preoccupazione:
    <span>In certa mariologia la Mater Pulchritudinis è diventata icona dell'emancipazione femminile e della riscoperta dell'affettività...Documentarsi per credere! Chi spiegherebbe al popolo di Dio l'esatta comprensione del titolo? </span>
    Giusto timore, vedendo che i Ministri di Dio, anche esperti in Teologia, non usano più la Prudenza !
    E questa perniciosa trascuratezza è cominciata fin dal Concilio, quando gli autori e redattori di quei testi ambigui e sibillini NON SI POSERO IL PROBLEMA  ESSENZIALE:
    Chi spiegherà queste enigmatiche enunciazioni al popolo di Dio ?
    (quasi come se avessero parlato solo per sè, per gli addetti, anzichè  per  offrire ai fedeli -TUTTI- l'esito del lavoro, se c'erano cose buone da dare, se erano commestibili   e   nutrienti   per la Fede; ma purtroppo risulta di fatto che siano  immangiabili all'origine, dalla fabbrica, e -pare- non trasformabili in alimenti commestibili per tutti!....)

    E siamo ancora qui ad aspettare spiegazioni, a chiedere la chiarezza che nessuno ci sa più dare !
    (con buona pace anche di p. Tyn e p. Cavalcoli, nonchè don Morselli e Mons. Pozzo, visto che anch'essi, in diversi discorsi, simili tra loro,  ammettono come tale impresa sia sovrumana, e tutta da iniziare....)
    E intanto il fuma dilaga e si addensa, e le anime tossiscono sempre più forte, chiedendo OSSIGENO, cioè         PAROLE CHIARE    E    CERTEZZE, QUELLE DI SEMPRE  !
    :(

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  46. Bravo arpad! approvo anche io.

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  47. Dante, ma il Vescovo si chiama davvero Careggio.  Valanga di parole? A me sembra un articolo che oltre a riferire la notizia, è stato anche molto ben documentato, ricco, e ha fornito materiale che sta alla base della bontà dell'eventuale aggiunta della litania.
    E poi, anche lei è molto prolisso, per comunicare la sua lecita disapprovazione all'iniziativa del vescovo. Detta una volta, basta. perchè ripetersi? Non sapevo che ora la redazione debba chidere a Lei una preventiva approvazione sul merito e sulla forma dei propri post. Sia più sereno.

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  48. Se tu leggessi prima di scrivere eviteresti brutte figure. ARPAD ha scritto mons. CORREGGIO. Ti sembra che sia lo stesso nome? Capisci o no la differenza? Devo spiegartela con un disegnino?
    Il post è, a mio avviso, fluviale, e corredato persino di foto. Si dà una descrizione di vari aspetti della vita e delle posizioini del Vescovo, che non hanno niente a che fare con la proposta che può esser o meno opportuna. Osanna da una parte e critiche dall'altra. Non m'è piaciuto e son libero di dirlo, come tu sei libero di non apprezzare il mio parere.
    Quanto alla mia prolissità ho espresso la mia opinione sul post prima, poi ho chiarito, dietro tue avventate affermazioni, che, stando a quanto letto in fondo al post, questo non mi sembrava opera della Redazione e quindi non alla Redazione movevo critiche, pur nutrendo dubbi circa l'opportunità di simile pubblicazione. E, comunque il tuo primo commento è più prolisso dei miei due messi insieme.
    La Redazione pubblica quel che le pare, non deve chieder a me e ad alcun altro preventiva approvazione. Ma noi siamo qui non per applaudire ma per confrontarci.
    Io sono serenissimo e in tutta serenità esprimo il mio parere. Datti pace.

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  49. <span>Art. 862 del CCC 92 “«Come quindi permane l’ufficio dal Signore concesso singolarmente a Pietro, il primo degli Apostoli, e da trasmettersi ai suoi successori, così permane l’ufficio degli Apostoli di pascere la Chiesa, da esercitarsi ininterrottamente dal sacro ordine dei Vescovi ». Perciò la Chiesa insegna che « i Vescovi per divina istituzione sono succeduti al posto degli Apostoli, quali Pastori della Chiesa: chi li ascolta, ascolta Cristo, chi li disprezza, disprezza Cristo e colui che Cristo ha mandato».</span>

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  50. <span>I vescovi svolgono la funzione di successore degli Apostoli cum Petro e sub Petro in materia di fede e di morale. A Pietro non possono disubbidire. A quanto leggo, questo vescovo critica il ristabilimento della giustizia operato dal Papa col Motu Proprio. E' lui  - se quanto scritto corrisponde a verità - che esce dal seminato. In tal caso non svolge la funzione di pastore e, di conseguenza, può esser criticato e ripreso anche pubblicamente, perché col suo comportamento e le sue parole porta divisione nella Chiesa.</span>

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