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domenica 7 agosto 2022

Esilarante dichiarazione dell’Arcidiocesi di Chicago sulla soppressione dell’Istituto di Cristo Re #traditioniscustodes

Domenica 17 luglio avevamo riportato l’indiscrezione (QUI) e poi mercoledì 21 luglio la conferma ancora ufficiosa della notizia (QUI) secondo la quale il card. Blase Joseph Cupich, Arcivescovo metropolita di Chicago (nonché Gran priore per gli Stati Uniti d’America Centrali dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme), avrebbe annunciato la sua decisione di chiudere l’apostolato di Chicago dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote a far data da lunedì 1º agosto.
Infine domenica 31 luglio la notizia ha trovato conferma e in un articolo (QUI) abbiamo raccontato gli ignobili retroscena che hanno portato Sua Eminenza ad un tale gesto di aperta «guerra».
Ora riportiamo – in nostra traduzione – l’articolo di don John Todd Zuhlsdorf, presidente della Tridentine Mass Society di Madison (Wisconsin) ed il primo a rivelare la notizia, pubblicato sul suo blog il 4 agosto.
Emerge il clima di imbarazzante («esilarante» la definisce l’autore… se non fosse vera) arroganza (da parte dell’Arcidiocesi) in cui si è sviluppata la vicenda e che ora – ben condita da sapienti falsità – è sostenuta dalla stampa liberal statunitense, corsa in aiuto del card. Cupich: ai nostri lettori trarre le conclusioni.
Ribadiamo il nostro invito a continuare a pregare per tutti gli Istituti (già) «Ecclesia Dei» (FSSP, FSVF, SIM, ICRSS, IBP e FSSR) e per i loro fedeli, seminaristi, chierici e sacerdoti, che – soprattutto nell’ultimo anno – sono sottoposti a durissime prove per la loro fedeltà alla Tradizione.

L.V.


La ABC7 di Chicago ha pubblicato un trafiletto sull’Istituto del Santuario di Cristo Re nel South Side. È esilarante.

«Il 31 luglio, il Santuario di Cristo Re ha comunicato all’Arcidiocesi che avrebbe smesso di offrire la Messa e altri sacramenti al Santuario. È stata una loro scelta», ha dichiarato mercoledì l’Arcidiocesi in un comunicato.

Non sono riuscito a trovare questa dichiarazione sul sito web dell’Arcidiocesi. Forse qualcuno di voi può farlo.

Pensate a questo.

L’Istituto è stato costretto dal card. Cupich ad affrontare una situazione che il card. Cupich sapeva essere un ostacolo.

Il problema: Cupich disse loro che dovevano firmare qualcosa che ammettesse che il Novus Ordo è l’unica espressione del Rito Romano… o altrimenti.

È OVVIO che nessuno dell’Istituto poteva firmare, e lui lo sapeva! Quindi è stata una «loro scelta» sospendere le Messe? B come B. S come S.

È stata una scelta di Tommaso Moro e Giovanni Fisher quella di farsi tagliare la testa.

Non fa alcuna differenza quante volte e in quale tipo di documento si afferma che il Novus Ordo è «l’unica espressione» del Rito Romano. È palesemente assurda. È falsa. Ripeterla equivale a mettere in atto la tecnica della Grande Bugia.

L’ironia della sorte è che, secondo la dichiarazione, suppongo che l’Istituto possa ora rispondere in un’altra dichiarazione che, «dal momento che, secondo l’Arcidiocesi, è “nostra scelta” sospendere le Messe, abbiamo cambiato idea. Riprenderemo immediatamente il programma».

Ehi! I cattolici tradizionali sono pro-choice, dopo tutto!

AGGIORNAMENTO:

Il Sun Times riporta altre esilaranti dichiarazioni dell’Arcidiocesi. Questo non fa che peggiorare quanto riportato dall’emittente ABC, se non altro:

[Un] rappresentante dell’Arcidiocesi ha contestato Blackman, affermando che la decisione di interrompere le Messe è stata presa dalla Chiesa.

«Hanno scelto di interrompere le Messe e hanno inviato all’Arcidiocesi una lettera [il 31 luglio] in cui dichiaravano che avrebbero smesso di offrire Messe e altri sacramenti al Santuario», ha detto Susan Thomas, una portavoce dell’Arcidiocesi. «Non è stato negato loro nulla. Non li abbiamo banditi. Hanno scelto di interrompere del tutto».

«Il Santuario aveva la possibilità di continuare la Messa in latino secondo le linee guida e ha deciso di non farlo», ha aggiunto Thomas. «È falsa l’affermazione che abbiamo un divieto di celebrare la Messa latina in tutta la città. È semplicemente falso. La Messa in latino è offerta nell’Arcidiocesi».

All’inizio di quest’anno, il cardinale Blase J. Cupich ha inviato istruzioni alle parrocchie e ai santuari per «continuare la Messa in latino in modo coerente con il decreto di Papa Francesco», ha detto Thomas.

Cupich ha dichiarato nelle istruzioni: «A partire dal 25 gennaio 2022, tutti i sacerdoti, i diaconi e i ministri istituiti devono richiedere e ricevere il permesso dall’Arcivescovo di Chicago» se desiderano celebrare la Messa in latino.

Il cardinale ha elencato diverse condizioni che devono essere soddisfatte per presentare tali richieste, la maggior parte delle quali riguarda le recenti riforme della Chiesa. «La Messa in latino continua nell’Arcidiocesi sotto queste istruzioni», ha detto Thomas.

Questo è un esempio di menzogna per omissione. Il portavoce dell’Arcidiocesi tralascia un fatto importante: che l’Istituto è stato costretto, per poter continuare a funzionare, ad accettare qualcosa che l’Arcivescovo sapeva di non poter accettare. Allo stesso modo, San Tommaso Moro avrebbe prestato il giuramento di supremazia a seconda della formulazione. Tuttavia, la formulazione era tale che Moro non poteva avere nemmeno una riserva mentale al riguardo. Quindi, doveva mentire a se stesso e a Dio e firmare, salvando così la sua vita terrena e commettendo un peccato mortale, oppure rifiutare ed essere imprigionato e ucciso. L’affermazione: «Tommaso Moro scelse di essere decapitato» è il parallelo qui.

3 commenti:

  1. Le dichiarazioni del card. Cupich sono esilaranti, mentre i vostri post che chiamano gesti di guerra il normale governo di una diocesi da parte del suo vescovo cosa sono?
    Tra l’altro, immagino voi conosciate molto bene la situazione di Chicago, vero? Voglio dire: un sito serio come il vostro non riporterebbe mai notizie di seconda o terza mano che riguardano luoghi mai visti se non su internet…o sbaglio?

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  2. Forse si doveva dare fin da subito la versione corretta e completa. Non cambia il pensiero finale e cioè che l'ICRSS sia vittima di una forzatura, ma proprio per questo non si sarebbe dato adito ad essere macchiati di falsità. Se non ho capito male il Cardinale Arcivescovo ha dato un ultimatum che non era accettabile e pertanto i membri dell'Istituto hanno scelto di fermarsi per non abiurare. Questa è la notizia corretta e non che sono stati fermati dall'Arcidiocesi. Non serve dire cose no attinenti... è già molto grave questo comportamento per inquadrare l'intera vicenda.
    Le mie preghiere per tutti i componenti dell'Istituto e i fedeli del posto.

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  3. L'ICRSS gode di ottima salute. Magnate tranquilli.

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La Redazione