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sabato 12 dicembre 2020

Ora abbiamo in Piazza San Pietro un “assemblaggio” del genere e la sola cosa che manca, sono quegli asini che lo hanno programmato

Senza commento.
QUI  (il 20 novembre...) e QUI MIl.
Dopo il culto della Pachamama, in Vaticano arriva il Presepe di Tutankamon...
Luigi

11 Dicembre 2020, Korazym

di Vik van Brantegem

Israele, ex capo della sicurezza spaziale: “Gli extraterrestri esistono. E Trump lo sa” – Il generale in pensione Haim Eshed, responsabile del programma di sicurezza spaziale dello Stato ebraico dal 1981 al 2010, assicura che il suo Paese e gli Stati Uniti sono in relazione con una “federazione galattica” (La Repubblica, 10 dicembre 2020). E gli extraterrestri sono pure atterrati in Piazza San Pietro e sono stati scambiati per le statue del tradizionale monumentale Presepe 2020, che della tradizione di San Francesco niente ha. E lo hanno avuto pure la faccia di bronzo dell’inaugurazione in pompa magna… che non è casuale.
Un incubo? No, il Presepe di Piazza San Pietro. Un consiglio: se capitate dalle parti di Piazza San Pietro, specie nelle ore notturne, evitate di avvicinarvi al presepe. Se poi avete con voi un bambino, impeditegli di guardare. Potrebbe restarne segnato. Quest’anno il Presepe non è solo brutto: fa spavento. Fili, Redemptor mundi, Deus, miserere nobis” (Aldo Maria Valli – Duc in altum, 11 dicembre 2020).

“Il popolo del web lo ha già catalogato come il peggior Presepe allestito in Piazza San Pietro. Al termine di un annus horribilis come questo, ‘almeno’ il Presepe avrebbe dovuto esprimere bellezza e contemplazione ‘cristiana’!” (Michelangelo Nasca).

“Ci sono delle cose che dovrebbero mantenere nel tempo i peculiari caratteristiche come il Presepe tradizionale: sono uno dei tanti punti fermi che ci ricordano la bellezza della tradizione e della nostra storia. Quest’anno a Piazza San Pietro si celebra l’orrore di un anno che vorremmo tutti dimenticare. Avrei preferito il conforto di un Presepe come quello che inaugurò San Francesco d’Assisi” (Antonella Villani).

“Io forse sono ‘un semplice’ visto che reputo questo allestimento degno di un luna park di cattivo gusto. Sta di fatto che viene lodato proprio perché si discosta dalla tradizione e dalla realtà storica che dovrebbe rappresentare. Ergo, come una pessima scrittura è opaca (non leggibile) rispetto al suo messaggio, rendendolo inaccessibile, così è questo diorama per il racconto della nascita di Gesù” (Michele Balen).

Il Presepe che è stato inaugurato questo pomeriggio in Piazza San Pietro non convince i fedeli. “È orribile”, “non si può guardare”, “molto brutto”, “tetro”, “freddo”, “orrendo è essere generosi”, sono tra i commenti più teneri che gli utenti hanno riservato all’”opera d’arte” al post Facebook di Vatican News.

“Gli antichi greci definivano la bellezza e di conseguenza un’opera d’arte come un qualcosa che ha armonia, proporzione, equilibrio, grazia… Ai nostri tempi un certo Marcel Duchamp, un cosiddetto artista, fece come opera d’arte un water, un urinatoio… con questo si è praticamente deciso di chiamare “opera d’arte” una qualsiasi porcata… Quindi dire che questo presepe è un’opera d’arte non vuol dire nulla… Ormai questa definizione non ha più senso” (Fiorenzo Casarin).

Platone ritiene che l’arte allontani l’uomo dalla realtà, non disvela ma vela il vero, allontana l’uomo dalla politica che significa preoccuparsi delle cose che realmente sono importanti, a delineare il ruolo del vero filosofo, atto al Governo proprio perché si preoccupa delle cose intellegibili e può permettersi il lusso di essere integralmente onesto e votato al bene comune.

L’ arte che è immaginazione secondo Platone, allontana l’uomo dalla vera visione e perciò considera l’artista pericoloso. Malgrado ciò, per Platone esiste una via di salvezza anche per l’arte, quand’essa si mette al servizio del vero sforzandosi di veicolarlo con parabole e storie immaginate, o figurazioni che inducono alla virtù, o musiche che sprigionano nobili commozioni.

Appare, che il Presepe 2020 in Piazza San Pietro non appartiene a questa categoria.

“Senza entrare nel merito della bellezza, bruttezza, modernità o tradizione, resta il fatto che ha un significato particolare e per la scelta del design e per il messaggio che tale design ha” (Valentina Villano).

[...]

9 commenti:

  1. Quanta ignoranza. Se volete il presepio tradizionale, fatevelo a casa vostra: la Madonnina con le mani giunte, il san Giuseppe genuflesso, il Bambino con le braccia allargate: ce ne sono a miliardi nel mondo, in tutti i reparti natalizi dei supermarket e centri commerciali e botteghe d'ogni genere. Compratevi quelli e fatevi il presepio come piace a voi, uguale a tutti gli altri. Intanto questo presepio ha di bello che non costa 200/300/500mila euro come quelli degli ultimi anni di Ratzinger. Poi, tutti voi che dite che fa schifo ecc, se arrivasse un critico d'arte a dirvi "quelle statue valgono milioni di dollari, stiamo cercando qualcuno a cui donarle, le vuoi tu?" sareste tutti pronti ad accettarle.

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    1. Anche la 'merda d'artista' vale un sacco di soldi, eppure è quello che è

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    2. L'evidenza è evidente a tutti...

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    3. Posto che comunque a me piacciono i presepi con matter riciclati o di recupero (me ne ricordo una serie fatta con gusci di cozze e capsule di papavero, a suo modo era affascinante) ma questo non vuole neanche provare a essere tra questi
      È un'opera di arte che si può definire 'sperimentale' o 'concettuale' infatti è stato fatto in un istituto d'arte

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    4. Possibile che qualunque schifezza veng partorita dai papaveri sedenti in Vaticano trova dei sostenitori a spada tratta?
      Sulla questione dei soldi, poi, meglio tacere! La Chiesa, quando era cattolica, è stata il più grande mecenate della storia dell'umanità, assoldando artisti le cui opere sono ammirate, apprezzate e studiate da secoli. Bisogna essere proprio delle personcine misere per dire che il presepe dei thermos va bene perché "è costato poco" (che poi anche quello bisogna vedere!).
      Vai a vendere condizionatori al polo, va'...e portati dietro anche il "critico d'arte". E ti permetti pure di sputare in faccia anche agli artigiani dei presepi che, magari da generazioni, allestiscono ogni sorta di meraviglia che suscita gioia e pietà in grandi e piccini? L'unica loro colpa è quella di non creare dei mostri? Non sarà mica invidia la tua...

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  2. E lo chiamano Presepe. Era troppo difficile allestire un vero Presepe, bisognava fare rumore e ci sono riusciti in pieno. Solo una cosa mi viene da dire: vergognatevi!

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