martedì 17 luglio 2018

17 luglio: Beate Martiri del Carmelo di Compiègne. La Buona Battaglia contro la Rivoluzione

Per ricordare la Buona Battaglia contro la Rivoluzione.
Per vedere la riproduzione nel cinema del loro martirio vedere il FILMATO QUI 
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Suor Thérèse de Saint Augustin, suor Henriette de Jésus, suor Saint Louis, suor Euphrasie de l'Immaculée Conception, suor Julie-Louise de Jésus, suor Sainte Marthe, suor Constance de Jésus, suor Marie-Henriette de la Providence, suor de Jésus Crucifié, suor Marie du Saint-Esprit, suor Thérèse de Saint Ignace, suor Charlotte de la Résurrection, suor Saint François-Xavier, suor Thérèse du Cœur de Marie, suor Catherine Soiron e suor Thérèse Soiron erano le componenti del Carmelo di Compiègne. Dopo il decreto di scioglimento degli Ordini religiosi nel 1790, subirono l’occupazione militare del monastero, tuttavia, all’invito di tornare “libere” alle loro case, rifiutarono di tradire i sacri voti. Anzi, divinamente ispirate, la priora e le altre monache si consacrarono in olocausto "per placare la collera di Dio e perché la pace divina, recata sul mondo dal suo caro Figlio, fosse resa alla Chiesa e allo Stato". Cacciate dal monastero il 14 settembre 1792, continuarono la loro vita di preghiera e penitenza, divise in quattro gruppi in varie parti di Compiègne: erano tuttavia unite dalla divina carità sotto la direzione di Teresa di sant’Agostino. Presto scoperte e denunziate dal comitato rivoluzionario, il 24 giugno 1794 furono catturate e rinchiuse insieme a Sainte-Marie, già monastero della Visitazione, trasformato in carcere. Furono infine trasferite a Parigi per esser processate: vi arrivarono il 13 luglio e furono incarcerate nell’affollatissimo carcere della Conciergerie. Il 16 luglio festeggiarono gioiosamente la solennità della Madonna del Carmelo. Il giorno dopo, giudicate colpevoli di fanatismo per non voler rinunziare punto ai voti, furono condannate a morte. Mentre venivano trasportate alla ghigliottIna, tra due ali di folla silente, cantarono la Compieta, il Miserere, il Te Deum e il Salve Regina. Giunte al patibolo, la priora ottenne di morire per ultima per poter assistere le suore. Prima della loro esecuzione cantarono il Veni Creator Spiritus, come a una professione religiosa, dopodiché tutte loro rinnovarono ad alta voce i loro voti battesimali e religiosi. La prima a morire fu la novizia suor Suor Costanza. 
La priora chiuse la cerimonia col canto del Laudate Dominum (salmo 116) e per ultima sigillò nel sangue la sua Fede. Le teste e i corpi delle martiri furono gettati in una profonda fossa comune in un cimitero a Picpus. 
Confermato il loro martirio, san Pio X le iscrisse nel novero dei Beati il 27 maggio 1906.