lunedì 11 giugno 2018

La CEI del prossimo futuro: "aperti alle diversità" dopo aver seppellito trent’anni (e più) di "politica ecclesiale"

Ci siamo occupati "che tra i valori 'irrinunciabili' dei vescovi della CEI (la nuova versione dei valori "non negoziabili"?) non ci sia più la difesa della vita ma la contrarietà alla flat tax, l'immigrazione e l'adesione all'Europa degli euroburocrati e dei finanzieri" (Cfr.MiL QUI). 
Le chimere effimere e modaiole stanno accecando i vertici della CEI per renderli incapaci a far fronte ai continui attacchi del "principe di questo mondo" contro il Vangelo e contro il Magistero della Chiesa.
"Il problema dell'ora presente"  in questi giorni suscita  in noi, semplici fedeli,  anche questa domanda: " che cosa c’entra la Chiesa di Gesù Cristo e il popolo di Dio con il Club Bilderberg, i suoi fini e le sue azioni, la sua prassi elitaria, il suo sentimento oligarchico, l’indifferenza per la gente che vive e veste panni, la distanza incommensurabile da qualunque tradizione spirituale e tensione morale" ? ( Cfr.Riscossa Cristiana QUI
Nessuno si può poi si lamenti  della terribile crisi delle vocazioni che affligge tutte le Diocesi e tutti gli Ordini Religiosi!

AC
Cei ribaltata  

I vescovi italiani cambiano faccia, il processo è in corso ma i risultati si vedranno tra cinque, dieci anni 

Il piccolo ventilatore giallastro primi anni Novanta appoggiato sul tavolino di rovere è forse l’oggetto più moderno che si vede nello studiolo del vescovo. 
Domenica pomeriggio, caldo asfissiante, Roma deserta. 
Serrande sbarrate e tende tirate. 
Penombra pressoché totale. Il monsignore è in camicia e beve il caffè con tre pastiglie di dolcificante. 
Esperto com’è di vescovi – cioè di nomine di vescovi – gli chiedo un commento sullo stato dell’episcopato italiano, dopo il colloquio a porte chiuse con il Papa dello scorso maggio. “Episcopato en marche!”, dice ridendo. “Papa Francesco ha cambiato tutto, più di quanto si
veda ora. La Cei è andata incontro a un repulisti progressivo, i cui risultati si vedranno tra cinque, dieci anni, quando tutti questi vescovi giovani, presi dalle parrocchie, si saranno fatti le spalle larghe e avranno assunto uno status. Oggi a noi sembra che i ritmi e il pensiero siano sempre quelli da Ruini in poi. Il che è parzialmente vero. Però è in atto da cinque anni una semina che darà frutto tra un po’. E allora avremo una Cei completamente diversa, molto più simile allo stile spagnolo”.
In che senso? “In Spagna i vescovi già da anni fronteggiano la secolarizzazione, Zapatero ha inciso parecchio sulla società. E hanno capito che andavano cambiati linguaggi e approcci. In Italia ancora no. Più ‘parola’ e meno ‘proteste’, questo sarà l’orientamento che seppellirà trent’anni almeno di politica ecclesiale”. 
Domando qualche nome per il domani, per il futuro da appuntare. 
L’interlocutore risponde sicuro, dopo un secondo: “Castellucci di Modena (Autore del recente libro «Aperti alle diversità per condividere» N.d.R.) e Cantoni di Como”. 
Chi vivrà, vedrà. 

Fonte: Il Foglio QUI

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