venerdì 12 settembre 2014

Loreto: l’Arcivescovo-Delegato Pontificio risponde a Il Foglio

Vado a Loreto per confessarmi” 
E’ consolidata tradizione che ci si reca a Loreto per confessarsi e per pregare in Santa Casa. 
Nel celebre Santuario Mariano “ dal sorgere del sole al suo tramonto” decine di Padri Cappuccini assicurano ogni giorno il Sacramento della Santa Confessione elargendo la misericordia ed il perdono di Dio . 
Dai tradizionali confessionali o dalle sedie, con relativi inginocchiatoi posti nelle diverse Cappelle (nel periodo estivo) i Padri Cappuccini accolgono i penitenti . 
Tutto questo è normale nel Santuario dell’Incarnazione dove “cielo e terra si toccano nella lode alla Vergine Maria” : “poiché per mezzo di lei abbiamo ricevuto l'autore della vita, Cristo tuo Figlio, che è Dio” . 
Abbiamo ricevuto direttamente dalla Delegazione Pontificia Lauretana, che ringraziamo, l’autorevole sottolineatura della missione che il Santuario della Santa Casa  , fedele al Magistero immutabile della Chiesa, svolge da secoli anche attraverso il Sacramento della Santa Confessione. 

Επίσης, σε μας τους αμαρτωλούς 


Gentile Direttore, 
letto il lungo articolo di Alessandro Gnocchi intitolato “Loreto sconfessata” da Lei pubblicato su IL FOGLIO di questa mattina ho capito che l’autore ha inteso parlare, o meglio prendere spunto, da una realtà che non ha visto e non conosce. 
In realtà dare ad intendere che la presenza di un “punto di ascolto” all’interno della Basilica della Santa Casa di Loreto indichi la volontà di rinunciare a quel sacramento della confessione per cui tanti pellegrini vengono a Loreto è certamente sbagliato e non tiene conto del servizio che decine di frati Cappuccini prestano quotidianamente come confessori in Basilica. 
Mi sento dunque di assicurare Gnocchi e chi gli ha fornito notizie distorte ricordando che da anni ormai il numero delle persone che si confessano a Loreto è in continua crescita e che proprio per venire incontro a questa grande domanda la Delegazione Pontificia inaugurerà a breve una nuova, più accogliente e più grande penitenzieria. 
Grato per l’attenzione, 
Mons. Giovanni Tonucci , Arcivescovo Delegato Pontificio per il Santuario della Santa Casa di Loreto

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