domenica 3 marzo 2013

Infallibilità della Chiesa e nella Chiesa. Un testo di Mons. Oliveri, Vescovo di Albenga

Il particolare contesto che la Chiesa sta vivendo a seguito dell'abdicazione di Benedetto XVI e di un successivo periodo "particolare" di Sede Vacante, ci suggerisce di proporre il testo di due conferenze dettate da Mons. Mario Oliveri nel 1981 al King's College, quando era Primo Segretario della Delegazione Apostolica in Gran Bretagna.
Un particolare ringraziamento all'Autore per il permesso di pubblicare le sue parole, e a chi ce le ha inviate. Di seguito proponiamo, della prima conferenza, l'introduzione e i primi due paragrafi. 
Il seguito e la seconda conferenza nei prossimi giorni.
(trascrizione in esclusiva per MiL per concessione dell'Autore)
Roberto


INFALLIBILITA' DELLA CHIESA E NELLA CHIESA

di S. Ecc. Rev.ma Mons. Mario OLIVERI
Vescovo di Albenga-Imperia


Infallibilità della Chiesa e nella Chiesa. 
Premessa
Introduzione; Gli Apostoli alla radice della Chiesa; La infallibilità della Chiesa; La infallibilità del successore di Pietro.


PREMESSA

S. Ecc.R.ma Mons. Oliveri
vescovo di Albenga-Imperia
I testi qui presentati sono latrascrizione di due conferenze, dettate, nell'anno 1981, da Mons. MarioOliveri, allora uditore presso la Nunziatura Apostolica (1) di Gran Bretagna, aglistudenti universitari del "King's College" di Londra. Non includonobibliografia perché rivolte, con finalità divulgative, ad un uditorio nonspecialistico.
Vengono ora riproposte - convintidella validità permanente della riflessione offerta, malgrado il tempotrascorso e il diverso contesto - quale atto di amore alla chiesa e di filialedeferenza verso Sua Santità il Papa Giovanni Paolo II, nell'anno del suo LXXXgenetliaco, il quale persevera, con umile tenacia, nel compito assegnato daGesù Cristo all'Apostolo Pietro: "conferma i tuoi fratelli" (Lc22,32).
Il contenuto non è stato rivistodall'autore; eventuali errori che distorcano il senso dell'opera, sonoattribuibili all'odierna trascrizione. S.E. Rev.ma Mons. Mario Oliveri, nato aCampo Ligure, nella Diocesi di Acqui, il 22 gennaio 1944, venne ordinatosacerdote il 29 giugno 1968 dal Vescovo di Acqui, S.E. Rev.ma Mons. GiuseppeDelI'Omo. Dopo gli studi presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica e aver conseguitola Laurea in Diritto canonico - con l'opera "Naturae funzioni dei Legati pontifici nella storia e nel contesto ecclesiologico delVaticano II", giunta ora alla seconda edizione italiana e tradotta ininglese - nel 1972 iniziò il ministero al servizio della Sede Apostolica, chelo condusse nelle sedi diplomatiche di Dakar, Londra, Parigi, Roma e infinepresso la segreteria di Stato vaticana. Eletto, dal Papa Giovanni Paolo II,Vescovo di Albenga-Imperia, venne consacrato il 4 novembre 1990, nella chiesaparrocchiale di Campo Ligure, dall'Em.mo cardinale Giovanni canestri, alloraArcivescovo Metropolita di Genova.
Mons. Oliveri, attualmente, èmembro della Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti edel consiglio Episcopale del Seminario internazionale "Giovanni PaoloII”,in Roma; nella conferenza Episcopale Italiana è membro della consulta perla Pastorale Sanitaria e Delegato Episcopale regionale ligure per la stessamateria.

Albenga,22 febbraio, dell'anno giubilare 2000,
festa liturgicadella Cattedra dell'Apostolo Pietro.


INFALLIBILITÀDELLA CHIESA E NELLA CHIESA

 Introduzione

Aqualcuno potrà, a prima vista, sembrare esagerato che tale tema sia annunciatocome un argomento di vitale importanza e si chiederà se tale qualifica nondovrebbe essere riservata ad altri soggetti, come, per esempio: la persona diGesù Cristo, la Sua divinità, il mistero dell'incarnazione, della morte e dellarisurrezione di Cristo, il mistero della redenzione, il mistero di Dio Uno eTrino, ecc.; o anche il destino eterno dell'uomo,la sua salvezza eterna, e cosìvia.
Senz'altrosul piano del|'essere, questi temi appena enunciati sono senza dubbio piùimportanti del tema dell'infallibilità della Chiesa,ma, sul piano delconoscere, questo è di primordiale e determinante importanza, tanto che, seesso non è affrontato e risolto appropriatamente, tutto quello che si dice aproposito delle verità centrali della religione e della fede Cristiana eCattolica può diventare senza senso e senza alcuna conseguenza pratica, o -meglio - con disastrose conseguenze pratiche.
Parlaredella "infallibilità" significa collocarsi essenzialmente sul pianodella conoscenza e significa, altresì, interrogarsi su alcune premesse da cuidipende la comprensione corretta di tale argomento.
Primadi giungere ad esporre il nucleo del concetto di infallibilità, della Chiesa enella Chiesa, occorre stabilire alcune premesse, che enuncerò semplicemente,dandole per provate, ossia non entrerò nella loro spiegazione e nella lorodimostrazione, altrimenti sarebbe necessario esporre alcuni interi trattatifilosofico-teologici. Ne offro solo la nozione e ne affermo la necessità.
Parlaredi infallibilità della Chiesa diventa impossibile, o equivoco, senzapresupporre le seguenti verità, o principi, o postulati che dir si voglia.
1.       L'uomo, essere ragionevole, è capace diconoscere la verità, in maniera definitiva. La verità non muta, con il mutaredel tempo e dello spazio, o delle persone.
2.       Esiste una "verità assoluta",che si identifica con "l'essere assoluto". Da tale verità assolutadipende ogni altra verità. Ne segue che "Ens et verum convertuntur";ossia, la verità dipende dall'essere.
3.       L’uomo non è il creatore o la misuradella verità; la può conoscere e non può se non accettarla: la verità si imponealla sua intelligenza.
4.       L'uomo è capace, con la sua intelligenza,digiungere a conoscere l'esisténza dell'assoluto, dell'infinito, ma essendo egli finitoe limitato, non può conoscere la natura intima dell'assoluto, dell'essere infinito.
5.       Di fatto,l'Essere o Verità assoluta – chechiamiamo Dio – ha rivelato se stesso all'uomo, facendosi conoscere dapprima parzialmente,in molti modi e tempi, ed infine in modo definitivo in Gesù Cristo, Dio fattouomo, Dio fattosi conoscibile, Dio incarnato.
6.       La rivelazione di Dio in Gesù Cristo èdestinata a tutti gli uomini, di tutti i tempi, ed è stata affidata ai"testimoni" della vita, dell’insegnamento, della morte e risurrezionedi Gesù, Figlio di Dio. Ossia, è stata affidata agli "Apostoli" eattraverso di essi a tutta la Chiesa.
7.       La "testimonianza apostolica"- che ha creato una comunità di credenti, la Chiesa appunto, da Cristo voluta efondata sugli Apostoli - ha la sua continuità in coloro che sono succeduti agliApostoli e che hanno la divina missione di custodirla e di trasmetterla intattae immacolata, affinché tutti gli uomini possano diventare la comunità deicredenti, possano diventare ed essere Chiesa.
Èovvio che questi enunciati non possono essere accettati senza discernimento.Non è possibile comprenderli, nondimeno, senza un'appropriata conoscenza dellafilosofia dell'essere; non rientra, tuttavia, nei limiti del nostro temasvilupparli ed esporli, in maniera da dimostrarne la verità e la credibilità.Posso solo assicurare che essi sono credibili e dimostrabili e costituiscono labase indispensabile per poter affrontare il tema dell'infallibilità ecomprendèrla nel suo significato più vero e profondo.
Potetesenza dubbio rilevare che i principi sopra enunciati contrastano con ben noti evasti movimenti di pensiero, con idee e sistemi filosofici della cultura anticae - in particolare - con la filosofia degli ultimi secoli. Accenno soltanto adalcuni di tali movimenti.
Innanzitutto,I'agnosticismo:l'uomo, per esso, è incapace di conoscere la verità; egli non può avere se nonuna conoscenza superficiale, epidermica, delle cose: non può possedere unaconoscenza della realtà.
Oppure,l'idealismo:'I'uomo,secondo questa corrente di pensiero, conosce soltanto ciò che egli stesso crea;la verità è un prodotto dell'essere pensante e l'essere stesso non è altro senon "idea".
Ancora,ostacolano quanto da noi poc'anzi enunciato, lo storicismo e il relativismo:per il primo, la verità muta col mutare del tempo e dello spazio; per ilsecondo, la verità cambia al variare delle persone e delle circostanze.
Inoltre,sono d'intralcio alla retta comprensione del nostro dire, il naturalismoe iI razionalismo:l'uomo è autosufficiente, secondo essi, rispettivamente con la sua natura e conla propria intelligenza. È inconcepibile così ogni "rivelazione" edogni intervento straordinario di Dio nella vita dell'uomo, nella storiadell'umanità e nelle leggi della natura. È poi senza senso parlare di unarealtà Soprannaturale. Non esiste alcuna verità se non quella che la ragioneumana è capace di raggiungere e di capire per se stessa. Se una realtà non puòessere spiegata con la ragione umana, o "non esiste", oppure"non interessa".
Edinfine, menziono appena i cosiddetti progressivismo ed evoluzionismo,che in qualche modo si confondono con lo storicismo e il relativismo: tutta larealtà, secondo queste correnti di pensiero, è in costante movimento Verso unameta indefinita e indefinibile; il "progresso" diventa lo scopototale.
Sulpiano più teologico, poi, ma correlato alle concezioni finora enunciate,abbiamo le teorie che negano la divinità di Gesù Cristo o, addirittura, la suaesistenza storica. Le teorie che negano che la Chiesa sia stata voluta efondata da Cristo, Figlio di Dio; ovvero, che essa sia una realtà visibile,dotata di vere autorità, certe e gerarchiche; per alcuni la Chiesa non sarebbese non la comunità degli illuminati dallo Spirito Santo; una comunità soltantospirituale, invisibile, non constatabile, non esprimibile con figure e linguaggioumano. E altre teorie simili.
Sicomprende facilmente il contrasto esistente tra queste idee e movimenti e iprincipi fondamentali che rendono possibile il parlare di infallibilità;quest'ultima comporta, come si dirà più precisamente in seguito,la capacità dideterminare in maniera sicura, senza possibilità di errore sostanziale, ciò cheappartiene alla verità rivelata, ciò che è contenuto nella rivelazione,concepita come verità immutabile e definitiva, anche se la nostra comprensioneè necessariamente incompleta e suscettibile di ulteriori approfondimenti; eanche se detta verità è aperta a sviluppi omogenei e sempre adatta per nuoveapplicazioni, pur rimanendo la stessa.
Chesenso ha parlare di infallibilità se, ad esempio, non esiste una verità sicura,se l'uomo non è capace di conoscerla, se essa non è immutabile? Oppure, se nonesiste una rivelazione, una verità di origine divina e di ordinesoprannaturale? Ovvero, se la chiesa non è di origine divina, se essa non hauna precisa missione affidatale da Cristo, Figlio di Dio; o se non esiste unacontinuità tra la Chiesa apostolica e la nostra, assicurata da mezzi visibili econstatabili in qualche modo? E così via'.

Gli Apostoli allaradice della Chiesa

Dopole premesse sopra enunciate, dobbiamo dire che se si accetta che Dio ha volutofar conoscere all'uomo, per Sua gratuita e libera volontà, delle verità cheriguardano la Sua stessa vita e il Suo progetto di salvezza per l'uomo, deveesistere per l'uomo la possibilità di raggiungere tali verità, con sicurezza,senza dover essere costantemente nel dubbio o nell'incertezza.
Cichiediamo allora: dove è possibile trovare questa verità, con certezza e inmaniera definitiva? La Chiesa, è la portatrice della rivelazione e di tutto ciòche con essa è inscindibilmente collegato; la Chiesa, voluta da Cristo comecontinuatrice nel tempo del Suo insegnamento e della Sua azione redentrice,salvifica; la Chiesa, opera dello Spirito di Dio, radunata e formata dallapredicazione degli Apostoli, stabilita, nei suoi elementi essenziali di Fede edi Sacramenti, dagli Apostoli stessi, costituiti da Cristo unici e autenticitestimoni della Sua persona, della Sua vita, del Suo insegnamento, della Suamorte e della Sua risurrezione.
Dire,pertanto, che Cristo ha affidato la rivelazione alla Sua Chiesa è lo stesso chedire che I'ha affidata ai Suoi Apostoli, perché nessuno può diventare ed essereChiesa, intesa come comunione di fede e di grazia, senza la stessa fedeapostolica, senza i Sacramenti di salvezza affidati da Cristo agli Apostoli. Inessi tutta la Chiesa - di allora, ma anche di adesso e di tutti i tempi - eragià presente e completa in tutti gli elementi essenziali, costitutivi; poiché -lo ripeto - non si può essere Chiesa se non nella loro fede, se non nell'accettazionedegli elementi costitutivi della Chiesa, che essi, per divino mandato e nellagrazia e illuminazione dello Spirito Santo, hanno stabilito in modo definitivoe per sempre, fino alla fine dei tempi.
Iprimi credenti sono diventati Chiesa perché hanno aderito alla predicazionedegli Apostoli, alla loro fede e alla loro autorità. Cristo, nell'ultima cena,dice al Padre: "non prego solo per questi (gli Apostoli), ma anche perquelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una cosasola" (Gv11,20). Aderire alla fede e ai sacramenti di salvezza, con cuoreindiviso, è necessità assoluta per chi vuole essere Chiesa. Nella misura in cuici si discosta da tale adesione, ci si allontana dalla realtà di Chiesa e ciòpuò accadere fino al punto di non essere più Chiesa, di non essere più l'una eunica Chiesa di Cristo.
Sicomprende ora facilmente come, alla luce di questo ragionamento, non sarebbepossibile diventare Chiesa se non fosse possibile ricevere con certezza laverità della rivelazione, ossia la stessa fede degli Apostoli di Cristo; se,per una ragione o per un'altra, si venisse a interrompere la continuità di fedee di grazia che deriva dagli Apostoli; se fosse possibile perdere qualcosa cheappartiene all'essenza della rivelazione; se non fosse più possibile diconoscere con certezza il mistero dell'incarnazione di Dio; se non fosse piùpossibile di accedere con cuore e mente sicuri alla sorgente della veritàrivelata; Gesù Cristo, rivelatore del Padre, rivelatore del mistero di Dio.
Compiamoun passo ulteriore. La garanzia che la Chiesa di oggi è la stessa di ieri,quella degli Apostoli, non può venire se non dalla "successioneapostolica"; e ciò non può avvenire senza avere dei veri e autenticisuccessori degli Apostoli. Essi sono, dopo i "dodici", i garantidella fede, della rivelazione, dei sacramenti di salvezza. Li chiamiamoVescovi. Non c'è - e non ci può essere - nessun fondato dubbio circa la lorocostituzione da parte degli Apostoli. Non mi inoltro in specificazioni dicarattere storico; sarebbe nondimeno affascinante aprire un discorso sulla vitadella Chiesa nei suoi primi secoli, sulle testimonianze dei primi successoridegli Apostoli, dei Padri della Chiesa, dei primi concili ecumenici, e cosìvia.
Cercosemplicemente di sintetizzare quanto è indispensabile per giungere a unconcetto non superficiale di infallibilità della Chiesa. Un concetto, perquanto possibile, completo, nella sua nozione e nel suo fondamento. Basta quiriaffermare la necessità di una successione apostolica e di avere dei sicurisuccessori degli Apostoli, dai quali dipende la continuità e l'identità dellaChiesa di Cristo.
Quantosi è detto a proposito degli Apostoli, si può ben dire, in modo analogo, anchedei loro successori, i Vescovi; ossia che la Chiesa è già tutta presente inessi, perché non è possibile diventare ed essere Chiesa se non nella lorostessa fede e se non nella celebrazione continuata che essi compiono deimisteri della redenzione; non senza adesione al loro "insegnamento autentico"(che trae fondamento dalla loro successione apostolica), non senza diventarepartecipi della grazia che giunge dai sacramenti di salvezza, non senza formarecon loro una comunione di fede e di vita soprannaturale.
IVescovi, ed essi soli, rappresentano e personificano la Chiesa e questa non puòesistere se non in essi. Partendo da chiare affermazioni già di Sant'Ignaziod'Antiochia, esattamente uno dei primi successori degli Apostoli, si puògiungere a coniare la seguente espressione: "sine Episcopo Ecclesia nondatur", non è possibile esser Chiesa senza il Vescovo. Ne segue che quantovien fatto al di fuori della comunione con il Vescovo, viene fatto al di fuoridella Chiesa.
Questaespressione del Vescovo martire antiocheno, che può sembrare a prima vista troppoforte, ci spinge a compiere un passo ulteriore, assolutamente necessario; cimuove a sviluppare una considerazione aggiuntiva, di fondamentale importanza,che amiamo legare attorno a un'altra ben nota espressione, usata daSant'Ambrogio, il quale dice: "ubi Petrus, ibi Ecclesia", dove èPietro c'è la Chiesa. Possiamo ben dire, allora, che "sine Petro non daturEcclesia".
Allaluce di queste verità, si possono formulare i seguenti principi:
1.       il singolo Vescovo rappresenta epersonifica la Chiesa, nella misura in cui resta in comunione con il tutto, conla Chiesa universale, con l'universalità dei successori degli Apostoli;
2.       i Vescovi non formano una comunione difede e di vita soprannaturale se non nella misura in cui comunicano nellastessa fede apostolica e compiono le stesse azioni divine - sacramentali;
3.       il termine ultimo unificante, sul pianovisibile, della comunione di fede e di grazia dei successori degli Apostoli, èil successore di Pietro, fondamento visibile dell'unità della Chiesa.
Alsolo Pietro, infatti, pietra e fondamento della Chiesa di Cristo e al quale èaffidata l’universalità del gregge, il Divino Maestro ha detto: "Io hopregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu... conferma i tuoi fratelli"(Lc 22,32). Da quel momento la fede di Pietro è diventata il fondamento dellafede di tutta la Chiesa, è la fede di tutta la Chiesa, ossia di tutti quelliche vogliono diventare ed essere Chiesa.
Untema importante sarebbe, ovviamente quello riguardante il "come" si diventasuccessori degli Apostoli. Quanto è stato detto, credo sia sufficiente perarrivare finalmente all'esposizione, più sommaria possibile, dell’infallibilità della Chiesa e nella Chiesa.

(Continua)

______________
NOTE della Redazione
(1) In realtà nel 1981 in Gran Bretagna c'era ancora soltanto una Delegazione Apostolica. Le piene relazioni diplomatiche tra Santa Sede e Regno Unito sarebbero state inaugurate nel 1982 con lo scambio di un Pro-Nunzio Apostolico a Londra e un Ambasciatore britannico presso la Sede Apostolica (cfr. A.G. FILIPAZZI, Rappresentanze e Rappresentanti Pontifici dalla seconda metà del XX secoloLEV, Città del Vaticano 2006, pag. 209).

6 commenti:

  1. Da Sodano, liberaci Signore
    Da Sandri, liberaci Signore
    Da Rodè, liberaci Signore
    Da Stanislao,liberaci Signore
    Dai protettori di Maciel, liberaci Signore
    Per l'Infanzia violata, perdonaci Signore
    Per i carrivi e indegni, perdonaci Signore
    Per lo scandalo dato, perdonaci Signore
    Tu vendica i bambini, Dio di Giustizia! Ascoltaci!

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  2. E mentre su Messa in Latino vi è questo bellissimo testo di Mons. Oliveri che sottolinea il primato di Pietro, su Rai1 è andato il onda lo speciale del Tg1 di Fabio Zavattaro che ha avuto come suo momento forte l'intervista ad un filosofo che parlava del Papa come un "primus inter pares" con una semplice autorità simbolica.
    La trasmissione si intitolava "La Chiesa e la notte" ed è stata tutta un'esaltazione della chiesa dei poveri, del Vat. II, dei teologi modernisti......
    Hanno dettato la loro agenda al futuro Papa e poi gli hanno detto praticamente: "ammoderna la Chiesa" sulla questione della donna, l'omosessualità ecc....
    Ovviamente nessun accenno al mondo della tradizione, ignorato totalmente il dialogo con la San Pio X, distorte le notizie riguardanti la persecuzione dei cristiani in Nigeria....

    Ho visto tanti vecchi professori e vecchiesuore americane nostalgiche impenitenti del mitico Concilio....

    Insomma una trasmissione propagandistica con l'immancabile citazione del Card. Martini sulla Chiesa in ritardo di 200 anni.
    Si è parlato di poveri (e mi sta bene), ma non si è perlato di peccato, di salvezza eterna, di aldilà, di grazia, di inferno, paradiso, conversione....
    Si è parlato solo di temi sociali orizzontali presentando la chiesa salo come una agenzia di beneficenza con la Sant'Egidio che va a soccorrere i poveri barboni....

    Comunque la Madonna non ci abbandonerà, ancora una volta Dio risolleverà la Chisa anche se non sappiamo il modo e quanto i buoni dovranno soffrire per mano dei modernisti.

    don Bernardo

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    1. Leggete gli ultimi due articoli di Maurizio Blondet sul "Kathecon".

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    2. In pratica si voleva una trasmissione sui tradizionalisti-integralisti. La Chiesa è questa e molti problemi sono dovuti alla mancato compimento di alcuni temi del Concilio. Una cosa è considerare la tradizione, un altra è imporre nostalgicamente formule che non hanno più modo di essere. Circa il fatto di dettare l'agenda al Papa i conservatori cattolici lo fanno almeno tre volte al giorno, non hanno diritto a queste critiche.

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  3. Grande Maurizio,
    Blondet santo subito.
    Meglio se Papa.

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