mercoledì 26 maggio 2010

Livio o don Livio?

"Nel modo di pensare, di parlare, di giudicare i fatti del mondo, di servire e amare, di relazionarsi con le persone, ANCHE NELL'ABITO, il sacerdote deve trarre forza profetica dalla sua appartenenza sacramentale, dal suo essere profondo" (Benedetto XVI, 12 marzo 2010)

"L'abito ecclesiastico, come quello religioso, ha un particolare significato: per il sacerdote diocesano esso ha principalmente il carattere di segno, che lo distingue dall'ambiente secolare nel quale vive; per il religioso e per la religiosa esso esprime anche il carattere di consacrazione e mette in evidenza il fine escatologico della vita religiosa. L'abito, pertanto, giova ai fini dell'evangelizzazione ed induce a riflettere sulle realtà che noi rappresentiamo nel mondo e sul primato dei valori spirituali che noi affermiamo nell'esistenza dell'uomo. Per mezzo di tale segno, è reso agli altri più facile arrivare al Mistero, di cui siamo portatori, a Colui al quale apparteniamo e che con tutto il nostro essere vogliamo annunciare."
(Giovanni Paolo II, 8 settembre 1982)

Eppure, nonostante le norme e i richiami del magistero, tanti preti sono convinti di essere "più-vicini-alla gente" andando in giro in borghese... Affidiamo il commento al comico Checco Zalone:


Da applauso queste parole di Checco Zalone: "già siete in pochi, e in più vi nascondete!"

324 commenti:

  1. Luis Moscardò26 maggio 2010 09:49

    :-D :-D :-D  ...l' "alta uniforme"... com'è verisimile! :'( :'( :'(

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  2. Film divertentissimo Cado dalle nubi.
    Ho riso per un' ora e mezza al cinema.

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  3. Io creo che sapete già come la penso sul modo di vestire alla tridentina o meglio alla ottocentista. No dico di più, ma dico invece che la vostra attenzione verso i segni esterni dovrebbe essere molto più coerente! Come si può pubbllicare una foto delle messe private dei preti al pellegrinaggio di Pentecoste http://blog.messainlatino.it/2010/05/il-grande-pellegrinaggio-di-pentecoste.html#comments senza rendersi conto de l'insulto all'idea stessa di liturgia che questo modo individualistico di celebrare è. La liturgia no è io, ma è noi. La forma è sostanza: no è nemmeno questione di rito vecchio o rito nuovo: sarebbe stato certo meglio concelebrare. Pace e bene.

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  4. Checco Zalone ha il coraggio di dire che il re è nudo e di farci fare anche amare risate su alcune realtà che bisogna ritornare a chiamare col proprio nome!
    Avete visto la scena precedente dove si ricrea la situazione "tipica" di certi gruppi ecclesiali quasi come assemblee di partito? che ne pensate?

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  5. La Chiesa ha altre idee sull'abito e sulla liturgia.

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  6. La FSSPX no è la Chiesa.

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  7. LA fsspX no, ma il rito antico, la celebrazione individuale (non "privata!" poiché anche quando il prete celebra da solo compie un'azione che coinvolge tutta la Chiesa, tefrrena e celeste), l'abito ecclesiastico (che non è alla tridentina o all'ottocentesca) fanno parte della Chiesa

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  8. Ma temo che la tua "Chiesa" sia un po' a tua immagine e somiglianza...

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  9. Sunt lacrimae rerum26 maggio 2010 10:18

    Le foto  delle SS Messe nel giorno della Pentecoste, pubblicate dalla Redazione, sono icone della devozione e dello status sacerdotale  dei celebranti che hanno preso parte al pellegrinaggio della tradizione che tanto bene produce nella secolarizzata società francese.
    "Inopportuno" invece che fare delle sterili disquisizioni in odore di nouvelle teologie sull'opportunità di celebrare o no una Messa privata nel giorno della Pentecoste, potrebbe ammirare, ed imitare, lo zelo pastorale di quei sacerdoti .
    Non vorrei fare io la vitaa che quei sacerdoti di Cristo fanno in Italia come in ogni parte del mondo : animati solo dallo zelo per la casa di Dio e per Cristo, buon pastore.
    C'è bisogno di tutti nella Chiesa di Dio : anche di quei sacerdoti di Cristo che stanno dando una lezione di vera abnegazione !
    Non facciaamo poi ricadere su di essi le colpe per una eccessiva prudenza di chi, avendo subito ogni tipo di persecuzione, prima di spalancare le porte vuole vedere se il fumo ( di cui parlò Paolo VI) è scomparso del tutto ...

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  10. No c'entra che <span>quando il prete celebra da solo compie un'azione che coinvolge tutta la Chiesa, terrena e celeste</span>, c'entra che che è antiliturgico che nello stesso tendone tanti preti contemporaneamente celebrino come individui e no come ecclesia. Questo modo di fare svilisce la liturgia: e non quella di Paolo VI, ma quella di Pio V!

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  11. Io no dico che no sono pii e degni, no è pio e degno celebrare individualmente quando c'è il kairos di celbrare insieme, come Chiesa. Pace e bene.

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  12. Grandi! Magari imparassimo anche noi a dirlo ai nostri preti, cosi il protagonista dello spezzone cinematografico!... "ma mettitelo un colletto, una croce... che si capisca che sei prete, siete già in pochi..." geniale
    Imparatela a memoria è da usare quasi come giaculatoria quando incontrate un prete in "tuta mimetica"!

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  13. inopportuno! prima di giudicare i sacerdoti della tradizione sciacquati la bocca. il motto con il quale chiudi i tuoi odiosi commenti (pace e bene ndr) è il timbro dell'ipocrisia con la quale invochi la pace ed il bene per tutti dopo aver vomitato veleno in danno di chi sacrifica (stessa radice etimologica della parola sacerdote) la propria esistenza in onore del Dio Vero

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  14. Scusa, ma io no sto criticando le persone, ma il fatto che no si è colta l'opportunità di celbrare insieme. Se hai la gentilezza di rileggere, avrai da ricrederti.

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  15. La questione è più o meno sempre la stessa. A partire dal post-concilio, la figura del sacerdote cattolico si è progressivamente umanizzata, laicizzata, fino a trasformarsi in una sorta di ibrido, un civile che non può mettere su famiglia.
    Se notiamo, i preti di oggi, soprattutto coloro che hanno ricevuto la loro formazione nei seminari riformati dalla rivoluzione post-conciliare, si limitano spesso ad essere degli operatori sociali, degli animatori giovanili, dei filantropi tuttofare impegnati in ogni cosa eccetto in ciò che un tempo era normale per tutti i sacerdoti. Chi, oggi come oggi, vede più un prete che recita il rosario? Quando mai vediamo un prete assorto in preghiera o in meditazione o, ancora, inginonocchiato in adorazione del Santissimo Sacramento nella propria chiesa parrocchiale? E i classici esercizi spirituali di Sant'Ignazio, chi li pratica più?
    La graduale desacralizzazione della figura del prete, in larga parte causata anche dall'obbligo di celebrare una Messa fortemente riformata, ha avvicinato moltissimo il sacerdote cattolico al pastore protestante e rappresenta senz'altro una delle cause più importanti della crisi in cui versa oggi la Chiesa, alla quale è venuta a mancare un punto di riferimento fondamentale per i fedeli affamati di spiritualità. In fin dei conti, l'assistente sociale è una figura che abbonda nella nostra società e ci viene fornita dalle Ulss, dai comuni e via dicendo. Non c'era certo bisogno che anche il prete ne diventasse una brutta copia.
    Fino a quando la Santa Sede non capirà che le esortazioni e i consigli non sono sufficienti nè efficaci a convincere i sacerdoti a riproporsi in una dimensione più sacra e più spirituale, di cui l'abito ecclesiastico è requisito senza dubbio fondamentale, difficilmente le cose potranno cambiare. Ciò che oggi mancano sono norme cogenti, vincolanti ed è precisamente questo che Roma fa fatica a capire.
    Più o meno la stessa cosa che avviene con la cosiddetta "riforma della riforma" liturgica. Fino a che l'esempio dato dal Papa (che pure è molto importante, fino a Wojtyla non avevamo neppure questo) non verrà accompagnato da una contestuale "normalizzazione" (intesa come introduzione di norme precise e imprescindibili), difficilmente il clero applicherà quei cambiamenti liturgici che, soprattutto nella celebrazione della Messa NO, appaiono sempre più urgenti.

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  16. Nel rito tridentino la concelebrazione non è prevista, mi pare.

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  17. Luis Moscardò26 maggio 2010 10:40

    <span><span>Sulla S. Messa inopportuno prende l'ennesima cantonata; picchia, picchia, sarà più duro l'angolo o il chiorbone?  </span></span><span>
    <span>In merito all'abito ricorderei che la foggia che il nostro illuminato definisce "ottocentista" in realtà tale non è: è la forma attuale (lo so che lui preferirebbe che fosse previsto l'abito da sciammannato, penosi bermuda, opzionali crocette vaganti, golfini fintotrussardi... evvabbè!). Ci sono delle norme precise sull'abito, in pochi le osservano (del resto come i divieti di sosta, infatti le città sono tutte intasate nella circolazione stradale).    </span>
    <span>Le norme sono una enunciazione pratica e dispositiva (generalmente cogente) di comportamenti ritenuti e valutati opportuni e sensati: l'abito talare difende il sacerdote dall'interno e dall'esterno. Ricopre la persona di dignità e, a volte, copre anche le miserie umane (e magari camicie consunte nella povertà materiale spiritualmente così ricca).    </span>
    <span>Il don è un titolo che nelle espressioni deve essere tributato non per la persona in sé ma per il rispetto alla funzione che ha e all'ordine sacro che ha ricevuto.    </span>
    <span>Questa forma è significativa di sostanza.</span></span>

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  18.  <span>GuyF, se nel rito tridentino la concelebrazione no è prevista, tanto peggio per il rito tridentino.</span>

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  19. Filippo Burighel26 maggio 2010 10:49

    <span>Scusi inopportuno, ogni giorno migliaia di preti nel mondo celebrano FISICAMENTE da soli, eppure penso che nessuno metterebbe in dubbio il loro modo di celebrare è antiliturgico!  
     
    Non è per niente individualistico il non poter concelebrare, anzi da un punto di vista della forza dell'immagine secondo me è molto più POSSENTE vedere decine di sacerdoti che innalzano Cristo REALMENTE E TOTALMENTE presente in ogni ostia consacrata, piuttosto che una nuvola di concelebranti attorno al celebrante principale che da solo innalza il Corpo di Cristo. Si comprende molto meglio il "carattere" impresso dall'ordinazione sacerdotale, il "segno invisibile" diventa in qualche modo visibile!  
     
    Ma per percepire tale meraviglia ci vuole un senso del mistero che chi si ferma all'apparenza non ha. Mi dispiace per lei.</span>

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  20. Ma a te,caro Inopportuno ( mai nickname è stato più indovinato) chi l'ha detto che non è liturgico quello che stanno facendo quei sacerdoti? Dove l'hai letto sul Corriere dei piccoli?
    In primis, diciamo che nella Liturgia tridentina, non esiste la concelebrazione.
    Poi aggiungerei una domanda: E' più utile una sola messa concelebrata da decine di Preti dove è inevitabile che chi non è il celebrante principale un pochino si distragga; oppure sono più utili decine di S. Messe offerte a Dio, dove il celebrante è uno solo, e ben concentrato ?
    ( La domanda è retorica ma se vuoi rispondere fai pure).

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  21. 'inopportuno la pone su un "problema" liturgico, dicendo che la liturgia richiede un NOI contro l'IO sacerdotale. Ma quel NOI su cui la Chiesa ha sempre posto l'accento non è sacerdote+assemblea, ma popolo di Dio con Maria Vergine, i Santi, gli Angeli e tutte le anime del Paradiso, in cui il sacerdote si pone da anello di congiunzione tra il terreno e l'ultraterreno, come fece Cristo.

    Porre il problema della presenza contemporanea di più Messe è considerare la Santa Messa come solo accadimento terreno, in cui un muro, una tenda, fanno la differenza. Invece, essendo la Santa Messa qualcosa che valica i confini terreni è ininfluente davanti a Dio se coloro che celebrano Messa contemporaneamente sono a due passi di distanza o a decine di kilometri.

    Il vero problema liturgico, al contrario, è secondo me il seguente: in una "concelebrazione" chi è colui che celebra "come se fosse Cristo"? O meglio, quanti "Cristo" vi sono una concelebrazione?

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  22. Giovanni Mandis26 maggio 2010 11:17

    Quando si celebra IL SANTO SACRIFICIO DELLA MESSA E' SEMPRE CHIESA.
    Anche quando si concelebra <span>il celebrante è sempre UNO SOLO.</span>

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  23. aò stò pischelletto der video
    gliè davvero simpatico
    e comico.....

    e mmè piaciuto piaciuto assai

    gli ha detto ar prete:
    "ma un c.... de colleto, un crocifisso
    ttò vvoi mettè????"

    CCià raggione ccià.
    E poi bello sincero spontaneo
    glià detto in viso glià detto!

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  24. mmè scordavo
    peccato che stò regazzetto
    nun gliè rromano........
    detto en romanesco
    veniva ancora ppiù forte veniva à battuta

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  25. Giovanni Mandis26 maggio 2010 11:31

    <span>Pio XII: <span><span>«Ma la forza più eccellente di preghiera non è forse quella che Cristo, Sommo Sacerdote, rivolge Egli stesso al Padre sugli altari su cui rinnova il suo sacrificio redentore? In questi anni, che sono forse decisivi per l'avvenire del cattolicesimo in molti paesi, m o l t i p l i c h i a m o le Messe celebrate secondo l'intenzione delle Missioni (...). Queste prospettive più alte saranno d'altronde meglio comprese se si tien presente allo spirito, secondo l'insegnamento della Nostra Enciclica Mediator Dei, che OGNI MESSA CELEBRATA è essenzialmente un'azione della Chiesa».</span></span></span>

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  26. Giovanni Mandis26 maggio 2010 11:33

    Inoltre bisogna ricordare che, SECONDO IL DIRITTO CANONICO il sacerdote NON PUO' MAI ESSERE OBBLIGATO ALLA CONCELEBRAZIONE, segno inequivocabile che la celebrezione individuale è da preferirsi alla concelebrazione.

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  27. à inopportuno
    ttè ssei l'altro estremo
    l'altra faccia ddà medaglia

    vvòi ssapè quali ssò le faccie ddà medaglia

    llì tradizionalisti isterici (e nun sei tu)
    li modernisti patetici (n'zomma a foto tua)

    poi c'è stà a Chiesa e le sue leggi che è a vera medaglia

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  28. "Se nel rito tridentino la concelebrazione non è prevista, tanto peggio per il rito tridentino"

    Ah ecco...meno male che c'è Lei a dipanare i nostri dubbi.
    E se per caso il Suo orologio è in ritardo? Tanto peggio per il sole e tutto il sistema solare !

    Per quanto invece concerne l'abito, anch'io feci  notare ad un Prete che almeno poteva mettere una croce sulla camicia, lui mi rispose: " La Croce la porto nel cuore" ed io di rimando: " Va bene, ma io non sono un radiologo".
    La tonaca è l'abito angelico, previene e protegge dalle tentazioni.
    Papa Giovanni Paolo I ( Albino Luciani ) raccontava spesso che ogni mattina quando si vestiva, baciava la tonaca chiamandola "Mio scudo e corazza contro il demonio".

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  29. a inopportù che fai
    piji per il c.... ??????

    pace e bene
    un paio ddè cavorfiori!

    mmà ttò sei letto
    quello cch'ai scritto??????

    n'zulti e poi ce srivi pace e bene?

    vvà a gioca a settimana vai
    ttè metti e sartelli

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  30. A bhe, se sono questi gli argomenti!

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  31. chissà se nel nome c'è un malcelato riferimento al direttore di RADIO MARIA P. Livio Fanzaga, che non mette mai l'abito... :-P

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  32. Redazione di Messainlatino.it26 maggio 2010 12:29

    Postala: è possibile inserire filmati youtube, nei commenti

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  33. Luis Moscardò26 maggio 2010 12:59

    Semmai tanto meglio.

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  34. Che tristezza... preti così! Povera Chiesa nostra!  :'( :'( :'( :'( :'( :'( :'( :'( :'( :'( :'( :'( :'(

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  35. DANTE PASTORELLI26 maggio 2010 13:56

    A tripparò, tu m'hai rimproverato di non saper la grammatica perché, coi miei occhi troppo malandati, avevo commesso due errori di battitura. Ora tu mi scrivi "faccie". Con la i. Ma la sai la regolina per fare ìl plurale dei nomi che finiscono in in gia e cia?
    E ieri m'hai scritto in poche righe:<span>  Non vedo le ragioni ne riesco ad immagginarle, ne la necessità!  
    Insomma un abuso e una libertà che non trova (due soggetti!) ne può trovare alcuna giustificazione.
    la Prudenza è e resta sempre una Virtù e la sua pratica non può fa altro che onore.
    </span>
    <span>S'ha a continuà? 
    </span>

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  36. I Seminaristi chiesero, un giorno, al Cardinal Siri: "Eminenza, che cos'è la concelebrazione?"
    Il Principe rispose: "Cari! È un modo come un altro per dire Messa male!"

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  37. DANTE PASTORELLI26 maggio 2010 14:00

    L'abito sacerdotale, ripeto spesso, è scudo e testimonianza. Le solite chiacchiere di inopportuno sulle Messe private dimostrano che per lui la Mesa è valida solo nell'assemblea: come se la Messa vera, con la maiuscola, non fosse un atto di culto pubblico della Chiesa, a cui assistono le tre Chiese: militante, purgante e trionfante.

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  38. DANTE PASTORELLI26 maggio 2010 14:04

    <span><span>peggio il Kaos di celebrazioni senza Cristo.</span></span>

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  39. Quante storie......mai fu piu' vero il detto che non e' l'abito a fare il monaco.

    E' sacrosanto che sia il sacerdote a scegliere se sia giusto indossare l'alta uniforme(perche di questo si tratta)
    Chi va a portare il Vangelo in discoteca,ai centri sociali,ai concerti ecc non puo' farlo con la talare....sembrerebbe una provocazione
    La salvezza di Gesu' va proposta non imposta.


    Invece di auspicare una fede esteriore tipica dei farisei,preghiamo che i nostri sacerdoti siano fedeli al Vangelo in parole e fatti.....se poi lo fanno con l'abito o senza e' decisamente secondario

    Pace

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  40. DANTE PASTORELLI26 maggio 2010 14:07

    Peggio per chi? Più Messe più Sacrifici, più grazie per vivi e defunti. Ma l'hai mai letto il Catechismo? E un libro sulla Messa? Se basta una sola Messa concelebrata, che senso ha l'obbligo per ogni sacerdote di celebrare ogni giorno?

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  41. DANTE PASTORELLI26 maggio 2010 14:08

    Giò, vagliela a far capir a certa gente.

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  42. <span> portare il Vangelo in discoteca,ai centri sociali,ai concerti</span>
           ancora con questo Vangelo da portare nel sociale ?....
    .....la talare una provocazione ? ?....in che senso, scusi ?
    Secondo lei, che significa quando Gesù dice:
    "Siate nel mondo, ma non<span> del</span> mondo" ?

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  43. <span>sembrerebbe una provocazione </span>
    I soliti cristianucci pavidi e sbiaditi che considerano il massimo dell'evangelizzazione suonare a messa con la chitarra e i bonghi!
    Un prete in discoteca ci deve andare solo se manifesta quello che è', anche provocando. Di certo i martiri non avevano paura delle provocazioni. E a me, hanno sempre insegnato che il Vangelo stesso è una provocazione. Certo, con la chitarra in mano si fa poca strada...

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  44. No no....non voglio banalizzare l'evangelizzazione portandola sul piano sociale.....l'evangelizzazione va fatta ai lontani.....si va dove loro vanno....ma in punti di piedi...
    Anche se a pensarci bene bisognerebbe ripartire con il rievangelizzare le parrocchie...per quel poco che vedo..noto parecchia tiepidezza



    Gesu' si metteva allo stesso livello di chi incontrava...non parlava a tutti allo stesso modo...

    Gesu' ci invita ad essere sale della terra....Gesu' lo portiamo agli altri con la nostra testimonianza ma anche con il nostro comportamento....ben venga l'abito....purche non sia una pietra d'inciampo per chi e' assuefatto dagli stereotipi imposti dai media sulla Chiesa

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  45. Si Ospite....il Vangelo e' un autentica provocazione.....l'Amore e' un qualcosa di rivoluzionario in un mondo sottoposto alla tirannia di satana.
    Ma imporre e' ben diverso dal provocare...il senso della provocazione deve essere quello di mettere gli altri in condizione di conoscere e accettare Gesu'.
    Se la provocazione serve a creare ulteriori divisioni e' inutile

    Pace

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  46. Di questo passo per "non provocare" eviteremo di portare crocifissi, fare segni della croce, preghiere in pubblico, processioni...meglio "non provocare, non imporre" nulla agli altri.
    Lasciamo che siano gli altri ad imporre come deve comportarsi un cristiano, un sacerdote cattolico.

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  47. "E' sacrosanto che sia il sacerdote a scegliere....". Mmmhh! Dove ho già sentito simili fervorini per la libera scelta?

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  48. Laico....probabilmente mi sono espresso male....e' nella natura del discepolo di Gesu andare contro corrente......non e' nella natura del cristiano provocare con l'intento di creare ulteriori divisioni...
    S.Francesco quando si spoglio di tutto fece una grossa provocazione,Madre Teresa di Calcutta che chiese che i soldi del banchetto dell' Onu fossero devoluti ai poveri fece un altra provocazione.

    Ma queste provocazioni erano guidate da un senso di giustizia.....nell'annunciare Gesu' la provocazione c'e'(gia il semplice dire che si e' cristiani e' una provocazione...figurarsi nel proporlo a qualcuno)


    La provocazione pero' non va bene se crea ulteriori divisioni.....le divisioni  non sono ispirate da Dio

    Pace

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  49. E cmq Dio e' Amore.....e l'Amore e' un qualcosa che non puo' essere minimamente imposto

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  50. la gioia cattolica26 maggio 2010 15:40

    Cari amici, secondo me le parole di inopportuno non sono del tutto sbagliate.
    Tanti sacerdoti si trovavano tutti nello stesso luogo, perchè celebrare tante messe singolarmente?
    Non si poteva semplicemente celebrare una messa unica presieduta da un solo sacerdote?
    In questo caso sembra esserci uno spirito di divisione.

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  51. Giovanni Mandis26 maggio 2010 16:03

    Quindi quando Gesù è entrato al Tempio, ha letto le Scritture e ha detto davanti a tutti che quelle Scritture appena lette si realizzavano nella sua persona è andato a provocare?

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  52. Giovanni Mandis26 maggio 2010 16:07

    appunto se il sacerdote si presenta con la talare colori i quali stanno ricevendo la sua evangelizzazione capiranno che devono accettarlo così com'è: sacerdote, che indossa la talare etc. niente di diverso. se si presenta un prete camaleonte gli evangelizzati non ci capiranno più niente. sarà un'evangelizzazione di facciata.
    don Benzi a togliere le prostitute dalla strada ci andava in talare. e quante ne ha tolte dalla strada e salvate dai papponi e ricondotte a Cristo!!!

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  53. "L'abito non fa il monaco"...verissimo Giona, ma ricorda che il BUON MONACO AMA IL SUO ABITO !

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  54. Giovanni....don Benzi ha ricondotto molte anime a Gesu' non perche indossava la talare ma perche era coerente con il Vangelo.

    Come ho detto prima...ben venga l'abito...purche non sia di inciampo per coloro che sono indottirnati dai Media che impongono uan visoione della Chiesa oscurantista....e che quindi nel vedere un sacerdote in talare possa essere da questi ultimi presa come una provocazione o come un imposizione della Fede.
    Meglio andarci cauti...soprattutto quando di mezzo ci sono anime

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  55. No....e' andato semplicemnte a dire la Verita'.....e io infatti non sto dicendo di non andare a evangelizzare.
    E' Gesu' stesso a dircelo:PREDICATE il Vangelo a OGNI creatura

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  56. a sor Pastorelli
    lei fraintende !!!

    So bene e ssè vede
    che lei
    gliè maestro ddè grammatica
    gliè il suo mestiere!!!

    Nun era quello
    che volevo intenne.

    Volevo intenne:

    nun ddeve anna
    ortre a grammatica (che è er sù mestiere).......

    ner senso che ssè fermi
    a grammatica

    e lassi perde a teologia
    che nnunnè er suo mestiere.

    Quanto a mmè stesso
    gliho ben specificato ssè arrilegge

    "nun cciò niente ddà insegnà a niuno".

    N'zomma llei ccià a sù laura in Lettere e Filosofia (credo)

    io cciò a mia in ........

    Però ò sento n'onere
    non n'onore......
    e nun me pronuncio....... 

    RispondiElimina
  57. e nun me fraintenda!!!
    nun sò dottore de Teologia

    ssò dottore ddè Trippologia!!!

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  58. Giovanni Mandis26 maggio 2010 16:18

    Dante per la precisione la celebrazione della S. Messa non è obbligatoria nei giorni feriali, ma ovviamente è molto raccomandata.

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  59. Certo lo ama!!!Ma sa bene quando e' il caso di metterlo e quando no......e visto che il fine di ogni sacerdote....e oserei dire di ogni cristiano e' quello di rendere gloria Dio e portare gli altri a conoscere Gesu',penso sia fondamentale soffermarsi su quale conoscenza della Parola ci sia oggi....piuttosto che sull'abito da indossare.
    Considerando poi che viviamo  in una societa come qulla di oggi...dove l'immagine e' tutto e dove il vestito che indossi e' il biglietto da visita dello stereotipo che la societa' ha pre confezionato per te

    La potenza della predicazione non avviene per mezzo della talare o del clergy man...ma per mezzo dello Spirito Santo!!! : )


    Pace

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  60. Ma è BELLISSSSSSSSSIMO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Non posso non linkarvi questo, sperando che lo mettiate nella home!
    http://www.youtube.com/watch?v=wuFKcrNFjto&feature=related

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  61. Portare un crocifisso è provocazione? Se si, bisogna evitarlo. Se no, perchè lo dovrebbe essere una talare?

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  62. E laddove recarsi fisicamente in una Chiesa è una provocazione verso il governo (Cina) o la religione predominante (Pakistan, India). Dove i "media" dipingono il solo fatto di essere cristiano come segno di provocazione, come ci si dovrebbe muovere?
    Se noi ci arrendiamo ai dittatori occidentali (i media) cosa dovrebbero fare i nostri fratelli di fede che resistono a carcere e persecuzioni?

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  63. Non ho mai parlato di arrendersi....
    E' giustissimo infrangere le leggi ingiuste.....anzi direi che sia un dovere....non e' giusto essere di inciampo per gli altri....e' per questo che non mi sento di condannare chi sa valutare quando e' il caso di indossare l'abito e quando no.
    In quanto ci si preoccupa della salvezza di quelle persone che potrebbero vedere l'abito come un distacco.....come se i sacerdoti appartenessero ad una casta.....e visto che oggi va di moda prendere come alibi per non seguire Gesu' gli atteggiamenti e le azioni dei suoi discepoli peccatori direi che sia in caso di non buttare il carico da 90

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  64. Nell'immaginario comune c'e' ancora lo stereotipo del prete che fa ingerenza nello Stato,del prete che giudica tutti dall'alto in basso,del prete che e' bravo solo a dirti che andrai all'inferno.
    E' uno stereotipo....ma c'e' e bisogna prenderne atto....

    Gesu' invece risulta simpatico persino a molti non credenti o a molti anticlericali......

    A mio avviso e' un gesto di carita' nei confronti di queste persone....avvicinarsi a loro in tenuta mimetica...cio' toglie loro anche l'alibi di chiudersi a riccio.
    L'evangelizzazione ovviamente non viene intaccata dalla presenza o meno dell'abito.....i frutti ci sono se ci si lascia guidare dallo Spirito Santo

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  65. "Valutare quando è il caso di indossare l'abito e quando no" ???
    E che cos'è il grembiule del falegname ? LO VOGLIAMO CAPIRE UNA VOLTA PER TUTTE CHE E' UNA VESTE SACRA E NON UN OPTIONAL !

    Le risulta poi che in Italia o Europa vi siano persecuzioni o motivi per il quale se ne sconsigli l'uso?
    E non mi tiri fuori la menata del portare il Vangelo in discoteca o alla festa dell'Unità che non ci crede nemmeno Lei.
    Come se il 98% dei Preti europei fosse da mattina a sera impegnato a convertire giovani dei centri sociali o discotecari...Ma venga giù dal pero che il '68 è finito da un pezzo!

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  66. Giona, ciàpa su e porta a cà !

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  67. Rutilio Namaziano26 maggio 2010 17:11

    E' il motivo "inopportuno" per cui nelle moderne chiese (scusate, "aule liturgiche") non ci sono cappelle o altari laterali: non si dica mai che sia possibile rendere maggior gloria a Dio con più celebrazioni contemporanee! Si tratta, purtroppo, di un punto centrale: cos'è la Messa e qual è il suo fine.

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  68. Mantovano io ho dato motivi che a mio parere sono validissimi per non portare l'abito...certo se ci sono sacerdoti che non lo indossano solo perche dal punto di vista estetico non combacia con i loro gusti e' tutto un altro discorso ;)

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  69. Bile traduci che non capisco.... :-[

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  70. Due episodi capitati a due sacerdoti che non indossano mai nè clergy-man nè, ovviamente, talare:
    1. Durante un pellegrinaggio con numerose parrocchie della mia città, in una delle omelie questo giovane sacerdote ha lamentato di aver ricevuto "avances" da parte di più di una ragazza durante il viaggio. Auto-incensazione della propria bellezza o della propria capacità di resistere alle tentazioni? Può anche darsi.

    2. Una sera eravamo tra amici al bar. Arriva un caro amico sacerdote che volendo salutare me ed altri conoscenti si siede al tavolino con noi. Un altro amico che non aveva idea di quale "mestiere" facesse questa persona, comincia a fare "apprezzamenti" molto pesanti su una ragazza non presente. Ti lascio immaginare l'imbarazzo diffuso.

    Secondo me, se un sacerdote smette l'abito per rendere testimonianza a Cristo, il suo atteggiamento deve poi essere più intransigente di coloro che l'abito lo portano. Altrimenti significa che si tratta solo di una voglia di mimetismo. Ed il mimetismo non è testimonianza dai tetti, ma luce nascosta sotto il moggio.

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  71. <span>"Secondo me, se un sacerdote smette l'abito per rendere testimonianza a Cristo, il suo atteggiamento deve poi essere più intransigente di coloro che l'abito lo portano. Altrimenti significa che si tratta solo di una voglia di mimetismo. Ed il mimetismo non è testimonianza dai tetti, ma luce nascosta sotto il moggio."</span>

    Su questo concordo ....purche questa intransigenza sia  intrisa di Amore e di zelo missionario

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  72. Scusa hai ragione, penso sempre che la mia lingua sia facilmente compresa come il Romanesco del Tripparolo,ma effettivamente il Lombardo suona come tedesco per chi non è della zona... significa "prendi su e porta a casa".
    Era riferito al commento del mio conterraneo. 

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  73. La gioia cattolica dice '' <span>Cari amici, secondo me le parole di inopportuno non sono del tutto sbagliate. Tanti sacerdoti si trovavano tutti nello stesso luogo, perchè celebrare tante messe singolarmente? Non si poteva semplicemente celebrare una messa unica presieduta da un solo sacerdote? In questo caso sembra esserci uno spirito di divisione.</span>''

    Io sono meno estremista: c'era solo uno spirito individualista, che no ricorda più l'importanza del segno esterno: un vero karakiri liturgico, quello di un gruppo di sacerdoti, convenuti in pellegrinaggio per testimoniare la bellezza del rito vecchio e la bruttezzza di quello nuovo e anzichè valorizzare la solennità del segno del corpo del sacerdozio ordinato, preferisce che ognuno celebri per conto proprio.
    Io creo che -l'ho sempre detto- la vera liturgia tradizionale è quella del papa Paolo VI.
    Lo dimostra la teologia arteriosclerotica di Pastorelli e Mandis, che no citano una riga di Magistero dopo il 1958: meno tradizionali di loro no c'è nessuno.

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  74. Nobis quoque peccatoribus26 maggio 2010 18:07

    <span><span><span>

    Dal decreto sul S. Sacrificio della Messa del Concilio di Trento


    Capitolo VI
    Desidererebbe certo, il sacrosanto sinodo, che in ogni messa i fedeli che sono presenti si municassero non solo con l’affetto del cuore, ma anche col ricevere sacramentalmente l’eucarestia, perché potesse derivarne ad essi un frutto più abbondante di questo santissimo sacrificio.
    E tuttavia, se ciò non sempre avviene, non per questo essa condanna come private e
    illecite quelle messe, nelle quali solo il sacerdote si comunica sacramentalmente, ma le approva e quindi le raccomanda, dovendo ritenersi anche quelle, messe veramente comuni, sia perché il popolo in esse si comunica spiritualmente, sia perché vengono celebrate dal pubblico ministro della chiesa, non solo per sé, ma anche per tutti i fedeli,che appartengono al corpo di Cristo.
    </span></span></span>

    RispondiElimina
  75. Ma fai finta di no capire? Il punto no è quello che dice il concilio tridentino, ma l'insipienza liturgica di chi preferisce stare da solo anche nel momento che bisognerebbe fare corpo sacerdotale. Una cosa è il dogma una cosa è il segno. Rispondetemi a proposito, no sviccolate, fratelli cari ...

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  76. Nel Rito antico non si può concelebrare, non è prevista neanche una forma di concelebrazione...mi chiedo se questo intervento sia inopportuno

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  77. Veramente, è mezza giornata che tutti ti rispondono, ma se sei duro di comprendonio non è mica colpa nostra vèh !

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  78. NELLA LITURGIA TRIDENTINA LA CONCELEBRAZIONE NON ESISTE, VOLETE CAPIRLO UNA BUONA VOLTA E PIANTARLA DI FARE DOMANDE STUPIDE DEL PERCHE' E PERCOME NON HANNO CONCELEBRATO TUTTI INSIEME. PERCHE' NON SI PUO' .

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  79. Non "sviccolo". Ci sono cinque sacerdoti che dicono Messa nello stesso istante contemporaneamente, allora? Hai idea di quante Messe secondo il Rito di Paolo VI vi sono contemporaneamente nel mondo? Molto più di 5, credimi!
    O credi che agli occhi di Dio, della Vergine e dei Santi tutti, delle anime purganti, un passo di distanza sia dissimile da mille kilometri?
    Non sviccolare!

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  80. Giovanni Mandis26 maggio 2010 19:12

    non ci siamo proprio
    sarebbe come dire che se i carabinieri o la polizia vengono a farmi la multa o mi fermano per strada per controlli sono provocatori perchè indossano la loro divisa...
    don benzi le ha ricondotte anche perchè indossava la talare che è l'abito del sacerdote. lo distingue, lo rende manifesto per ciò che è. indossarla è segno di manifesta coerenza al Vangelo.
    ti rimando alle descrizioni di Santa Faustina Kowalska su come le appariva Nostro Signore:
    con indosso UNA TALARE BIANCA.

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  81. Caro Godiensis, è giusto ciò che dici ... la liturgia tridentina è veramente e smaccatamente manchevole su questo punto. Hic Rhodus, hic salta.

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  82. Giovanni Mandis26 maggio 2010 19:15

    non hai capito, l'abito del sacerdote non è una facoltà del sacerdote. già il clergyman è stata una concessione pressochè estorta. a sto punto non ci sono più scuse o la talare o il clergyman SEMPRE.

    RispondiElimina
  83. Giovanni Mandis26 maggio 2010 19:16

    sono motivi inconsistenti. la Chiesa ha detto O TALARE O CLERGYMAN SE PROPRIO NON VUOI LA TALARE.

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  84. Giovanni Mandis26 maggio 2010 19:21

    è teologia cattolica, CHE NON HA DATA DI SCADENZA.
    in una parola ETERNA
    in 3 parole VALIDA PER SEMPRE.

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  85. Laico, hai dimenticato che quei 5 erano nello stesso posto e celebravano da soli. E' o no è un orrore liturgico?

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  86. Giovanni Mandis26 maggio 2010 19:37

    la liturgia di paolo vi non c'entra con la concelebrazione.
    la concelebrazione è una concessione-eccezione non obbligativa, di qualunque forma rituale si parli.

    leggiti il CVII invece di offendere quei sacerdoti coi tuoi commenti.

    no che non si poteva perchè quei sacerdoti volevano ciascuno celebrare personalmente la Santa Messa che è il motivo per il quale sono stati ordinati.

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  87. "Ed il mimetismo non è testimonianza dai tetti, ma luce nascosta sotto il moggio."

    Fijo mio bello
    stà frase, stò pensiero
    se dovrebbe scolpì!!!

    Gliè troppo bella!!!

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  88. Sono tutt'altro che inconsistenti....in quanto qui ne va della salvezza delle anime....lo Spirito rende nuove tutte le cose.....la Chiesa ha bisogno di essere continuamente rinnovata dallo Spirito Santo.
    La presenza di talare e clergy man non sono cio' che distinguono un bravo sacerdote da uno meno bravo

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  89. Ahahhahahah!!Ho capito...

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  90. Caro innopportuno, sono sacerdote da 23 anni e devo dirti che la concelebrazione non l'ho mai capita...... cerco di risparmiarmela il più possibile,  è molto più bella una Santa Messa celebrata personalmente che non quelle concelebrazioni che mi sembrano queste sì un'ammucchiata....
    don Bernardo

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  91. DANTE PASTORELLI26 maggio 2010 21:20

    Si vede chiaramente.

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  92. la gioia cattolica26 maggio 2010 21:45

    <span><span>Certamente ci sono delle persone che vedono la talare come un segno di divisione, ma secondo voi è giusta questa mentalità?   
    In un mondo cosi democratico, in cui si tende ad affermare l'ugualianza di tutti gli uomini, vi sembra giusto discriminare un sacerdote solo perchè porta la talare?   
    Non è vero che un sacerdote sia lontano dalla gente solo perchè porta la talare.   
    Si dice che l'abito non fà il monaco, ma questo cosa vuol dire? Che non bisogna giudicare in base al modo di vestirsi.   
    Come mai allora la gente continua a giudicare i sacerdoti in base al loro vestito?   
    I sacerdoti non dovrebbero acconsentire a questa mentalità discriminatoria, ma soprattutto, non dovrebbero vergognarsi di mostrare la loro identità per paura di essere allontanati.</span></span>

    RispondiElimina
  93. giona, legga il commento sotto quel film "Tantum ergo":
    <span> il "prete operaio" rinnegando l'abito talare e la liturgia alla fine ha fallito sia nel suo compito di fare il prete sia in quello del paladino della povera gente.</span>
    Sarà ora di metter la parola fine a sta storia che il prete si deve mischiare tra la folla, diventando irriconoscibile, e anche una brutta copia dei sindacalisti e simili?....

    RispondiElimina
  94. <span>e i sacerdoti si vergognano sempre di più dei segni esteriori che indicano la loro APPARTENENZA AL SIGNORE, e dimenticano anche quella parola detta da Lui: </span>
    "Chi si vergognerà di me e delle mie <span>parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo  si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi".</span>
    <span><span>
    </span></span>

    RispondiElimina
  95. <span>ma evidentemente, questo è l'esito di quel bel progetto proclamato nelle aperture (e apertura) del concilio, di inseguire il mondo e adeguarsi ai suoi gusti e sentimenti (e sensualità....): la Chiesa si è messa in ginocchio davanti al mondo, e si è MONDANIZZATA E DESACRALIZZATA ! tradendo in questo modo il comando di Nostro Signore che ha detto ai suoi discepoli:  
    "Siate nel mondo, ma non del mondo"!</span>

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  96. Filippo Burighel26 maggio 2010 23:09

    E in quale punto ha detto di non provocare?
    Mi sembrava di ricordare che Cristo avesse detto di non essere venuto a portare pace, ma una spada.

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  97. Filippo Burighel26 maggio 2010 23:13

    Il problema è questo: Gesù risulta "simpatico", ma essere FEDELI non è solo trovare Cristo simpatico!

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  98. DANTE PASTORELLI26 maggio 2010 23:34

    La mia mente andava al passato.

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  99. Ergo....i cosiddetti  preti operai falliscono non perche rinunaciano all'abito talare...ma perche rinunciano ad annunciare lo scomodo messaggio del Vangelo...che chiede un nostro preciso cambio di rotta.
    E oltre a questo anche perche(come dice anche il video) si preoccupano piu' di sopperire alle necessita' materiali  degli uomini(non che sia sbagliato...ma il troppo stroppia) piuttosto che le necessita' ETERNE.
    Indubbiamente ci vuole molto equilibrio per essere un buon sacerdote

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  100. non è l'abito che fa il monaco anche se fosse firmato Valentino come la talare del mio amico.
    abbiate gli stessi sentimenti d Cristo... diceva san Paolo

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  101. DANTE PASTORELLI26 maggio 2010 23:42

    Pace e male. Il Diritto Canonico rimanda alla Conferenza Episcopale Italiana (nel nostro caso). La talare è obbligatoria in chiesa, nell'amministrazione dei sacramenti, dei sacramentali (anche la benediizione delle case e delle famiglie) mentre per spostamenti si può usare il clergiman completo, completo: pantaloni, giacca, gilet, camicia neri o grigio scuro, e collarino.
    "Chi si vergogna di me, anch'io mi vergognerò di lui davanti al Padre mio".
    Discoteca, concerti, e spogliarelli e bordelli no?

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  102. nessuna discriminazione, anzi, io sarei pure del parere che si ripristinase la chierica. segno che resta evidente anche senza la talare, oggi sarebbe pure utile in certi casi

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  103. Insisti su "stesso posto" come se lo spazio-tempo fosse uguale tra il terreno e l'ultraterreno. Sarò io che non so spiegarmi, ma spazio e tempo come li conosciamo noi non appartengono alla sfera alla quale una Messa viene detta.
    Una Messa detta oggi potrebbe essere salutare, fonte di salvezza, per un cinese del XII secolo, e tu continui a guardare all'oggi, al tuo piccolo orticello.
    Cattolica, è la Chiesa che si rivolge agli uomini di ogni luogo e di ogni tempo. E la Messa è fonte e culmine della Cattolicità.

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  104. Ergo...io piu' che scaerdoti che si vergognano di farsi riconoscere come tali(che vergogna sarebbe poi???hanno risposto liberamente alla chimata di Gesu')
      mi capita di vedere cristiani che si vergognano di COMPORTARSI come Gesu.

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  105. DANTE PASTORELLI26 maggio 2010 23:46

    Veramente Gesù insegnava. Lo chiamavano o no Maestro? La visibilità non è mai d'inciampo, il camuffamento sì.

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  106. PERCHE' NON SI PUO' ? e quale canone lo proibisce?

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  107. DANTE PASTORELLI26 maggio 2010 23:50

    Imporre? Per forza non si fa neppur l'aceto. Ma in punta di piedi ci van le ballerine. Il prete è stato mandato ad "ammaestrare" . Più volte ho ricordato che il greco mateteusate significa "rendete discepole" tutte le genti.

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  108. no Mandis ha studiato teologia ala scuola di Kikko

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  109. giovanni si vede che hai fatto indigestione delle concelebrazioni ; ora sei passato alla parte opposta. Devi dirlo al Santo Padre che non concelebri mai più.

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  110. DANTE PASTORELLI26 maggio 2010 23:57

    Anche Totò m'era simpatico e lo rivedo sempre volentieri. L'evangelizzazione a quali livelli scende! E'la tipica pedagogia americana della "scuola attraente", fallita da almeno 60-70 anni dove nacque  e da un trentennio introdotta in Italia con le "sperimentazioni", applicata all' evangelizzazione.

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  111. No Giovanni...non concordo assolutamente.......la talare come dici tu e' un segno....ma non e' la prova che sancisce la coerenza di un sacerdote al Vangelo.........stai tranquillo che se ci fosse andato un ateo travestito da prete non avrebbe ottenuto gli stessi risultati di don Benzi.
    Cio' che fa la differenza e' il nostro renderci strumenti dello Spirito Santo.....

    Piu' che a pensare su come dovrebbe APPARIRE un sacerdote preoccupiamoci di piu' su come debba ESSERE....

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  112. DANTE PASTORELLI26 maggio 2010 23:59

    Ma chi parla d'imporlo? Una cosa è testimoniarlo, presentarlo, correggere errori, un'altra è puntare la pistola. Via, ma credi che siam tutti grulli?

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  113. e chi sarebbe il Celebrante? sentiamo se mi sai rispondere?

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  114. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 00:02

    Tanti sacerdoti celebrano una sola Messa. I singoli sacerdoti celebrano una Messa ciascuno. L'ho già detto: più messe più grazie e più salvezza. L'unione non è l'apparenza: i preti che celebrano singolarmente sono uniti intimamente tra loro e a tutto il Corpo Mistico dallo stesso scopo e dallo stesso sacrificio.

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  115. Dante il rendere discepoli tutte le genti va fatto tenendo in debita consiedrazione la LIBERA decisione di ognuno.


    TUTTI devono essere messi in condizione di conoscere la Verita'.In punta di piedi ci dovrebbe andare anche chi a seriamente a cuore la sorte delle anime che Gesu' gli mette sulla strada.....quando i missionari vanno a portare il primo annuncio a popolazioni che ancora non hanno sentito parlare di Gesu' cominciano in punta di piedi...vivono con loro...si inseriscono nel loro ambiente...sondano il terreno e cercano il modo piu' consono per presentare loro nostro Signore

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  116. a cui assistono ...
    ancora con il vecchio verbo assistere come in teatro...
    ma finiamola una buona volta.
    Il culto pubblico della Chiesa è azione e partecipazione.
    attività non passività.
    non qualcosa a cui assistere...

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  117. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 00:05

    La disciplina ecclesiastica la stabilisce la Chiesa o il singolo prete? E poi parli di divisione?

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  118. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 00:07

    L'abito sacerdotale o religioso questione di gusto? Ah, già, dimenticavo che deve andare in disocoteca.

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  119. Grazie al Cielo non siamo condannati a una disciplina ecclesiatica che non puo' cambiare mai.... :-D

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  120. Spesso e volentieri la correzione degli errori vine vista come un imposizione e non come una proposta.....adesso io mi sto limitando a fare l'avvocato del diavolo 8-)

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  121. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 00:12

    La talare e il clergyman individuano il sacerdote, la persona sacra e che unica può offrire il sacrificio perfetto. Se poi un prete sia migliore dell'altro è un giudizio di valore ma entriamo in altro campo. Ma il prete sbracato è sempre un cialtrone, superficiale e irriconoscibile.
    Il mio confessore col glergyman era in stazione su di una panchina in attesa del treno. All'improvviso gli si avvicinò un giovane e gli chiese di confessarsi. Andarono più in là  dove potevan parlar tranquillamente. Se non fosse stato riconoscibile, quell'anima si sarebbe riconciliata con Dio?

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  122. Lasciamo la pedagogia americana a chi l'ha inventata..... :-D :-D :-D
    Quello che intendevo io e' che l'uomo non ce l'ha a prescindere con Gesu'....io personalmente non ho ancora incontrato non credenti che dicessero che il messaggio del Vangelo fosse errato.
    Cio' che spinge molti tiepidi ad abbandonare definitivamente la fede e la poca coerenza di noi cristiani che invece ci mostriamo convinti

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  123. Non centra la vergogna ad essere identificati come sacerdoti. Ma, piuttosto, la volontà ad essere "uguali" ai laici.
    Laicizzazione del clero. E, da contraltare, clericalizzazione dei laici.
    Se si cominciasse a far ordine tra le vocazioni, distinguendo compiti, diritti e doveri, propri di ciascuna vocazione, sarebbe un già gran passo.
    Troppi laici voglion dir Messa, o qualcosa di molto simile, e troppi preti voglion sentirsi uomini di mondo.

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  124. <span>...prima di dar consigli su come comportarsi cristianamente bisognerebbe smetterla di buttarla sempre in burla. 
    Che Valentino firmi abiti religiosi è una invezione bell'e buona.</span>

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  125. Gioia Cattolica sono daccordo con quello che dici....ma qui non si tratta di combattere una persona o un gruppo.....ma una mentalita' frutto di un indottrinamento mediatico e culturale.
    E' un dato di fatto: che piaccia o meno il prete con la talare/clergy man viene visto con sospetto....come se volesse mettersi un gradino piu' alto.
    Lo stesso effetto lo fanno le persone incravattate e tirate a lucido e in genere tutte le persone che con il loro vestito rappresentano una Istituzione.....questo riguarda in particolare i giovani.

    I media si preoccupano di denigrare in ogni modo la Chiesa(il Vangelo e' impossibile denigrarlo)

    Io credo che sia fondamentale saper rinunciare in certi momenti(poi dipende dalla realta' in cui si vive)all'immagine...per concentarsi di piu' alla sostanza

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  126. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 00:19

    Arteriosclerotico sei tu come si facilmente evince  dal tuo stile. Leggi il Diritto Canonico, art. 904: dopo aver raccomandato vivamente di celebrar la messa quotidinìana, aggiunge: "La quale (messa), anche se non si possa aver la presenza dei fedeli, è veramente un'azione di Cristo e della Chiesa; eseguendola i sacerdoti svolgono infatti la loro principale funzione". E così vien ribadita la dottrina arteriosclerotica tradizionale.

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  127. Spesso vedo extracomunitari che vanno con i loro costumi tipici, pachistani con i loro camicioni lunghi fino al ginocchio, con barbe lunghe, le donne islamiche con il loro inconfondibile abigliamento e poi Giona viene a dirmi che  la talare potrebbe essere...segno di provocazione....mah
    E se ad un prete piace metterla perchè dovrebbe evitarlo? Tanto più che ci sono norme (mai abrogate) che prescrivono la talare nel territorio parrocchiale e nell'esercizio del ministero.......
    Giona parla tanto di amore, è amore anche quello di chi per Gesù non si vergogna di portare l'abito talare......
    don Bernardo

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  128. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 00:21

    Si sta insieme spiritualmente offfrendo il Sacrificio, l'ho spiegato sopra: è azione della Chiesa, azione che riguarda Chiesa militante, purgante e trionfante unite. Ma tu parli soltanto di unione fisica.

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  129. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 00:23

    Quello che salta come un tarantolato sei tu. Perché quello che dice il Tridentino lo dice anche la dottrina attuale, ed ho citato il CIC.

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  130. C'è poi la testimonianza di Rolando Rivi giovane seminarista di 14 anni, ammazzato dai partigiani proprio il venerdì santo del 1944 in odio alla fede e che sempre portava la veste talare e ne era fiero.....
    Gesù ha portato in Paradiso questo ragazzo che ha amato fino in fondo la sua vocazione....
    Leggetevi la storia edificante di questo martire

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  131. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 00:24

    No. Era magnifico: l'uno accanto all'altro uniti dallo stesso scopo: lodare la SS.ma Trinità attraverso il Sacrificio e salvare le anime.

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  132. Dante ma io non ho mai detto che un prete debba essere in borghese....il sacerdote DEVE farsi riconoscere....ma deve capire quando e' il momento in cui e' meglio far riconoscere agli altri quel che e' piuttosto che quello che rappresenta.
    Ad un ateo che sta beato in spiaggia a prendere il sole non frega nulla che il prete e' la persona sacra e che unica puo' offrire il sacrificio perfetto.... :-D

    E se il sacerdote va in quella spiaggia proprio con l'intento di portare anime a Gesu' dovrebbe essere libero di valutare se sia il caso di andare con la talare o meno.....e questa decisione(indipendentemente da quale sia) deve essere presa con l'intento di AVVICINARE anime a Dio

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  133. Areki io sinceramente non ricordo di aver detto che un sacerdote  NON DEBBA indossare la talare.
    Io sono cattolico e se vedo un prete con la talare non mi fa ne caldo ne' freddo...magari ad un ateo iscritto alla UAAR si...e allora dico....visto che anche quell'ateo e' amato ds Dio e visto che vuole anche io suo bene....perche non provare a togliergli un pretesto di  chiudersi a riccio???
    Un sacerdote deve essere LIBERO di valutare quando e' il caso di metterla e quando no...magari per te e' sempre il caso di indossarla e chi dice nulla???


    Per quanto riguarda pachistani e islamici....bhe.....io vado in giro con T-Shirt con su scritti versetti biblici.....anche io a modo mio mostro la mia appartenenza a Gesu' e non ho vergogna di questo


    PACE

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  134. La decisione di indossare o meno l'abito talare non deve essere motivata da propri personali interessi....ma per gli interessi del Signore nel salvare anime

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  135. Redazione di Messainlatino.it27 maggio 2010 00:35

    Inopportuno, bentornato. Dov'eri finito? In qualche ritiro episcopaliano, oppure in vacanza con Kueng?
    Comunque, sulla faccenda della concelebrazione, secondo te è spiritualmente più produttivo (anche ai fini della liturgia, che è opus Dei) che ogni prete si concentri devotamente sulla propria, o che faccia da comparsa ad una celebrazione che di fatto compie un altro?
    Absit iniuria verbis, ma la concelebrazione fa pensare un poco a quelle barzellette sui carabinieri, di cui si dice che uno legge e l'altro scrive.

    RispondiElimina
  136. I partigiani comunisti rapirono il seminarista Rolando e dopo una specie di inerrogatorio, lo presero a cinghiate, lo portarono in un bosco, lo spogliarono della veste talare, gli fecero scavare la fossa e lo uccisero con la pistola e con le pugnalate......
    della talare fecero una specie di palla per giocare a pallone, indi la appesero come un trofeo davanti alla loro sede......
    Bravi partigiani! Sono i "compagni" con cui i catto comunisti (e Giona forse è tra loro) dialogano, dialogano, dialogano in nome dell'"amore".....
    don Bernardo

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  137. Areki la mia unica bussola e' la Parola di Dio......non le ideologie e le correnti politiche create dagli uomini ;)

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  138. Nobis quoque peccatoribus27 maggio 2010 02:40

    A mio parere ritengo che la ricomparsa di Inopportuno sia dovuta al fatto di aver visto sacerdoti che celebravano la Messa di sempre (per sempre intendo soprattutto il nostro futuro) anche in una umile tenda e su di un umile altare da campo. Lo avessero fatto ad un altare laterale di S. Pietro come sovente accade sarebbe rimasto nel suo ritiro episcopaliano. Anche soli sull'isola deserta questa e' la Liturgia sempiterna di Santa Romana Chiesa. Ubicumque et in omnia secula seculorum.

    La rinunzia alla talare e' uno dei segni dell'attuale crisi del sacerdozio e della Chiesa. Non bisogna fare sconti alla mentalita' del mondo ma sfidarla a viso aperto.

    Tenuto conto della realta' effettuale delle cose propongo di cominciare imitando la Marina Militare: al Ministero a Roma una volta al mese tutti obbligatoriamente in divisa.

    FdS

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  139. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 07:29

    E' chiaro che neanche Giov. P. II ch'è citato nel post è la Chiesa, nè  il Diritto Canonico. La Chiesa sei tu.

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  140. Il Prete completamente in borghese e senza segni di riconoscimento a me non da fiducia. Mi da l'impressione che voglia servire due padroni.

    E poi se vogliamo dirla tutta, i Sacerdoti che non mettono nemmeno la crocetta o un minimo segno di riconoscimento sui vestiti borghesi (sic ! ) è perchè non sono sicuri della propria vocazione.
    TROPPO COMODO FARE I PRETI SUL PULPITO E POI MIMITIZZARSI PER IL QUIETO VIVERE FUORI DALLA CHIESA !

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  141. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 07:36

    La partecipazione non è movimento né parlottìo o urla e danze. Partecipare unendosi al sacerdote nell'offerta del Sacrificio non è passività. E' passivo colui non sa unirsi per inerzia morale al consacrato  offerente. Il sacerdozio universale dei fedeli si esprime nell'oblazione spirituale. Maria e gli altri sotto la Croce non partecipavano? E nell'ultima cena, chi ammaestrava, chi consacrava?

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  142. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 07:41

    Oddio, Giovanni non sa chi è il celebrante? Giovanni ti lascia perdere. In ogni casi ci hai messo anche la C maiuscola. Uno è il sacerdote, una la vittima: Cristo agisce nel suo alter, il prete agisce in persona Christi.
    Bambino, va' a rileggerti il CatEchismo della prima comunione.

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  143. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 07:42

    Altra splendida argomentazione.

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  144. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 07:44

    Per ora c'è questa vigente e ad essa ti devi conformare.

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  145. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 07:45

    Allora ci va in slip?

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  146. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 07:48

    Il Diritto Canonico citato è quello del 1917? Cavalcoli, Gherardini, Spadafora, Schmitz ecc. ecc.son moorti prima del concilio?

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  147. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 07:50

    Chierica e talare.

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  148. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 07:51

    Proprio perché son segno di autorità spirituale le vesti sacre vanno indossate.

    RispondiElimina
  149. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 07:53

    In un negozio di abiti religiosi i preti, giovani e vecchi, scelgon le camicie più costose, ovviamente chiare, in contrasto con le disposizioni della Chiesa

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  150. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 08:01

    All'ateo dell'UAAR dà fastidio il prete comunque vestito. Ma non è alle sue ubbìe che si deve sottostare. E' il più perverso rispetto umano.
    A te vedere un prete in talare per strada non fa né caldo né freddo? A me s'apre il cuore: è Cristo che si rende visibile per le vie della città.

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  151. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 08:02

    Appunto: e siccome non il singolo ma la Chiesa interpreta di desideri del Signore, la Chiesa ha già deciso. Punto.

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  152. DANTE PASTORELLI27 maggio 2010 08:03

    E si divisero le vesti.

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  153. Giovanni Mandis27 maggio 2010 08:24

    E' colui che PER PRIMO DICE TUTTE LE PAROLE DELLA CONSACRAZIONE (che dovrebbe essere proprio il cosiddetto celebrante principale dato che suppongo legga dal messale, con gli altri che gli vanno dietro)
    è chiaramente impossibile che due persone pronuncino CONTEMPORANEAMENTE TUTTE LE PAROLE DELLA CONSACRAZIONE
    figuriamoci con decine e centinaia, se non addirittura in migliaia di "concelebranti" come credo capiti.

    questa è la conseguenza del fatto che UNA MESSA, UN CELEBRANTE così come UN CRISTO che celebra la prima S. Messa nel Cenacolo.

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  154. Giovanni Mandis27 maggio 2010 08:25

    Prima era obbligatoria?

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  155. Ti quoto al 100 %!!!!

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  156. Giovanni Mandis27 maggio 2010 08:27

    non ho detto che è LA prova, ma UNA PROVA. e non secondaria di certo.

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  157. Giovanni Mandis27 maggio 2010 08:53

    Ma la Talare è stata voluto da Dio che non è mai in contraddizione con sè stesso. Ergo NON  è LA TALARE IL PROBLEMA.

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  158. Giovanni Mandis27 maggio 2010 08:53

    Ma la Talare è stata voluto da Dio che non è mai in contraddizione con sè stesso. Ergo NON  è LA TALARE IL PROBLEMA.

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  159. Giovanni Mandis27 maggio 2010 08:53

    Ma la Talare è stata voluto da Dio che non è mai in contraddizione con sè stesso. Ergo NON  è LA TALARE IL PROBLEMA.

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  160. Giovanni Mandis27 maggio 2010 08:53

    Ma la Talare è stata voluto da Dio che non è mai in contraddizione con sè stesso. Ergo NON  è LA TALARE IL PROBLEMA.

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  161. Giovanni Mandis27 maggio 2010 09:14

    <span>Ma la Talare è stata voluto da Dio che non è mai in contraddizione con sè stesso.</span>
    Dio ama tutti, ma ha voluto che i suoi sacerdoti indossassero un abito che li distingua per ciò che sono.
    <span>Ergo NON  è LA TALARE IL PROBLEMA, rispetto all'iscritto all'UAAR o rispetto a quel che ti pare.</span>

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  162. Luis Moscardò27 maggio 2010 09:17

    Divertente: molto. E direi che non scivola nell'irriverenza (per un pelo) e questo non è poco. Anzi fa riflettere, perché i "corsi" obbligatori per ricevere i sacramenti nella Chiesa postconciliare (ricordo quello prematrimoniale, aaagh!) sono proprio florilegi di questo tenore.
    E occhio che la società vede proprio così tutti i cattolici! Barocchi perditempo, acrobati dell'inutile con gerghi da supermarket e invincibili pulsioni giovanilistiche e predilezioni terzomondistiche....
    Ottimo spezzone: fa ridere, sorridere e pensare.

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  163. dante sai girare bene la frittata

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  164. caro giovanni il Sacerdote che celebra, che offre al Padre la Vittima, è Gesù Cristo. Lui è l'unico Sacerdote celebrante e l'unica Vittima offerta.

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  165. <p><span><span></span></span>
    </p><p><span><span>No avete ancora capito?</span></span>
    </p><p><span><span>Yo credo che la liturgia è comunitaria e comunionale: è un noi e no un io, anche se laudabile como don Arreki, no è atto di devozione individuale, anche se poi l’individuo si sente escatologicamente collegato con l’Altissimo. Poi la liturgia no è astratta, è qui e ora. Ecco l’orrore liturgico combinato involontariamente da quei preti: e qui mi devo riscoprire tradizionalistissimo, io che no vengo considerato per tale: si deve sempre manifestare l’unità del corpo sacerdotale, no come casta sacrale ma come servi del Servo per Amore. La liturgia è manifestazione, altrimenti no è niente. Vi dovete fare insegnare l’abbicì del rito da Epifani?????????????</span></span></p>

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  166. Non necessariamente...va bene anche un semplice bermudae una t shirt....ma poi decide lui

    RispondiElimina
  167. Guarda io sento che il Signore mi chiama a seguirlo sulle orme di S.Francesco......SE e QUANDO avro' il privilegio di indossare il povero saio francescano penso che non vorro toglierlo piu'.....il problema non riguarda me...ma chi per portare avanti il suo ministero ritiene piu' adeguato non indossare l'abito.
    Per il resto......anche se una cosa e' giusta e' sempre sbagliato imporla

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  168. E su questo ci sarebbe molto da riflettere......alla faccia della poverta' evangelica

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  169. Senti, hai provato con i fermenti lattici a vedere se ti passa?

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  170. Io vedo Cristo che si rende visibile per le vie della citta' quando incontro qualcuno(a prescindere se sia un prete o un laico) che si e' lasciato trasfigurare dal Suo Amore

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  171. cara Redazione, anche tu erri di cendo "...ogni prete si concentri devotamente sulla propria, o che faccia da comparsa ad una celebrazione che di fatto compie un altro? ....
    Quiell' "altro" di cui parli è Cristo, l'Unico Celebrante, l'unioca Vittima. Che a fare la mesa sia un prete solo o che siano mille, chi celebra è sempre Gesù Cristo totale (Capo e Corpo mistico - chiesa pellegrina e chiesa trinfonfante unite a Lui)

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  172. <span>"E poi se vogliamo dirla tutta, i Sacerdoti che non mettono nemmeno la crocetta o un minimo segno di riconoscimento sui vestiti borghesi (sic ! ) è perchè non sono sicuri della propria vocazione. 
    TROPPO COMODO FARE I PRETI SUL PULPITO E POI MIMITIZZARSI PER IL QUIETO VIVERE FUORI DALLA CHIESA !"</span>

    Su questo concordo pienamente.....la decisione di andare in borghese non dovrebbe essere dettata dal quieto vivere

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  173. Il problema caro Inopportuno, è che noi abbiamo capito benissimo quello che dici. Ti abbiamo risposto scandagliando ogni tua inesattezza e tu ritorni a scrivere le stesse cose. Se l'argomento ti interessa rileggi le varie risposte che hai ricevuto, se invece hai intenzione di convincerci del contrario rispetto a quello che insegna la Chiesa allora ti consiglio di andare al mare. Tempo perso.

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  174. <span>cara Redazione, anche tu erri di cendo "...ogni prete si concentri devotamente sulla propria, o che faccia da comparsa ad una celebrazione che di fatto compie un altro? .... 
    Quiell' "altro" di cui parli è Cristo, l'Unico Celebrante, l'Unico sommo sacerdote in grado di offrire sacrifici, ed è nel contempo l'unica Vittima. quindi, che a fare la messa sia un prete solo o che siano mille, chi celebra è sempre Gesù Cristo totale (Capo e Corpo mistico - chiesa pellegrina e chiesa trinfonfante unite a Lui)</span>

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  175. Lo Spirito Santo soffia dove vuole......e di solito il Signore opera cambiamenti partendo dal basso

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  176. non dire idiozie per la fretta. posso citarti nomi e cognomi di chi indossa una talare uscita dalla sartoria valentino. non ti dico il prezzo, tanto quelle fatte in sartorie di suore non costano molto meno.

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  177. giovanni, "la Talare è stata voluto da Dio "....
    mi sfigge il riferimento bibblico. lo hai letto nella bibbia di kikko?

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  178. <span>giovanni, "la Talare è stata voluto da Dio ".... 
    mi sfugge il riferimento bibblico. lo hai letto nella bibbia di kikko?</span>

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  179. Gesu vestiva semplicemnte come gli uomini del suo tempo.....anzi contestava quello che era diventata una casta di sacerdoti rinchiusa su se stessa...che viveva una fede sterile basata piu' sull'apparenza .
    La sua visibilita' non era dovuta a come si vestiva....ma era dovuta in base a cio che invece diceva,oltre che ovviamente al suo stile di vita

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  180. Giovanni riprendo l'esempio dei poliziotti.......loro sanno bene quando e' il caso di svestire l'uniforme per vestire in borghese....e non lo fanno certo perche gli sta stretta la divisa...ma per meglio fare il loro dovere.
    Te lo immagini tu un carabiniere in alta uniforme che si deve infiltrare in un clan mafioso???? :-D

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  181. Rispondete SENZA INSULTARE invece a queste domande che avete bellamente ignorato:
    1) la liturgia è comunitaria e comunionale? si o no?
    2) la liturgia è qui e ora? si o no?
    3) la liturgia, dal lato del presbitero, deve sempre manifestare l’unità del corpo presbiterale? si o no?

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  182. Luis Moscardò27 maggio 2010 10:35

    "(il prete) sa bene quando e' il caso di metterlo (l'abito talare) e quando no.."

    "Allora, vediamo un po'... stamattina alle 10 in curia: alta uniforme... alle 11,30 ci ho la commisione caritas, mi ci vuole il colletto, sì, il colletto sì perché presiedo, e i jeans chiari vanno bene, fa tanto prete di strada.
    Per mangiare mi metto la polo, sennò mi macchio la camicia, che poi mi stringe il collo... uh! la corcetta dov'è? E' rifinita in lavatrice porc...; vediamo alle 15 le confessioni dei bambini della Comunione... e mi tengo la polo tanto mi metto il camicione a cerniera (o basta la stola viola, ma il viola sul blù? li impressionerà?). Alle 16,30 incontro cogli scout, dove ce li ho i pantaloncini? Messa feriale alle 18, mi tengo i pantaloncini tanto ci ho il camicione e quel bel casulone di terital che ho preso da Eurocl.... ah, poi a cena sto comodo eh! mi tengo i pantaloncini e la polo ma mi metto il gileìno blé, ahi! cos'ho pestato? cavolo la crocetta! ecco dov'era. Alle ott'e mezzo viene Mario per il caffè, sono a posto ma mi metto i pantaloni lunghi, poi sennò in vicariato.... Ma oggi è giovedì!!! Ci ho le coppie sposate dopo cena... mi metto il maglioncino a trecce. Evvài, il primo problema di oggi è risolto. Mammaaaa! vado in curia!"

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  183. C'e' bisogno di banalizzare??? >:o

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  184. Giona, ha occupato il blog, sei logorroico

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  185. Oh Affatto, Luis non ha banalizzato, è stato realista...eccome.
    Il pretonzolo che perde tempo a fare shopping per abbinare bene i capi invece di seguire il gregge affidatogli non serve a un tubo.

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  186. Luis Moscardò27 maggio 2010 11:20

    :-D :-D :-D  Servite Domino in laetitia (et talare)! Nervosetto?

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  187. Ecco le occupazioni e interessi della giornata tipo di uno dei curati della mia parrocchia,il quale non porta nessunissimo segno di riconoscimento, ma solo jeans e polo vivaci, taccio il nome per pietas cristiana.

    - Produce birra artigianale, che consuma con gli animatori dell'oratorio.
    - Produce sidro artigianale, idem come sopra.
    - Fa palestra in camera sua.
    - Fa canoa sul fiume Mincio.
    - Fa lunghe gite in mountain bike.
    - Si diletta di fotogrfia.
    - Organizza escursioni in montagna.
    - Adora fare la pizza per i catechisti e animatori oratorio.
    - Aiuta a vendemmiare un amico.
    - Pratica il "Digiuno Eucaristico" invenzione sua,per giustificarsi in quei giorni che non ha voglia di celebrare.

    DOMANDA: Ma quando prega? E sopratutto, quando svolge il suo mandato di Sacerdote? ( Confessioni, visita e Comunioni degli ammalati o anziani, benedizione case, ecc.)

    Concordate anche voi, che se portasse la Sacra Veste o Clergy-man non penserebbe a certe mondanità ma ad ogni istante si ricorderebbe di essere un Sacerdote Consacrato a Dio?

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  188. Luis Moscardò27 maggio 2010 11:36

    Ecco :incomincino a cambiare certi preti prima dei vescovi. 
    Basta con i preti in bermuda, basta coi preti sciatti. Basta con quelli che si nascondono, basta con quelli che si confondono (e confondono gli altri). Ma che è? La talare è una provocazione? a cosa e a chi?  Si subisce molto di più le provocazioni dell'abbigliamento femminile. Ma su quello non dice niente nessuno.
    Tra tanti espliciti messaggi che lancia l'abbigliamento (maschile, femminile e neutro, ohibò!) proprio quello della Fede è tanto provocatorio da non potersi tollerare che in ristretti àmbiti?

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  189. Il digiuno eucaristico è una pratica pia, adeguata alla città secolare, una vera terapia contro l'inflazione sacramentalista.

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  190. Ma io non sto difendendo quel tipo di preti.....il ministero non consiste nel vestirsi bene e alla moda

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  191. Bhe certo......se queste attivita'(che di per se non sono sbagliate) gli impediscono di evangelizzare e di dedicare il suo tempo al nostro Padre Celeste c'e' qualcosa che non va....e non sarebbe un clergy man l'antidoto.....ma il riapprofondire il senso della sua vocazione

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  192. "<span>anche se una cosa e' giusta e' sempre sbagliato imporla"</span>

    Alè...viva la religione free.
    Quando una persona accetta una regola di vita, a questa deve conformarsi.
    Se la sente come una imposizione, bhe, allora cambi mestiere. Grazie a Dio gli obblighi sono a valle di una scelta, non a monte.

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  193. Chi dei mille è colui che celebra "in persona Christi"?

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  194. Mi basta un link alla pagina "articoli religiosi" nel sito valentino.com. Poi ne riparliamo.

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  195. Codice di Diritto Canonico
    Can. 284 - I chierici portino un abito ecclesiastico decoroso secondo le norme emanate dalla Conferenza Episcopale e secondo le legittime consuetudini locali.

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  196. Insultare? L'invito ad andare al mare è un insulto? E allora "non avete ancora capito!" come lo classifichiamo?
    1. La liturgia non è comunione come la intendi tu. La liturgia è comunione del Popolo di Dio con la sfera angelica, i Santi, la Vergine Madre, tutti in adorazione dell'Unico Vero Dio, Trino.
    2. Qui e ora, su questa terra, possono esservi migliaia di Messe in contemporanea. E questo accade su tutto il globo. Che un muro vi sia, o meno, l'effetto della Santa Messa non diminuisce, non viene intaccata la presenza reale, non viene intaccata la partecipazione del terreno e dell'ultraterreno ad ogni singola celebrazione.
    3. L'unità del corpo presbiterale? L'unità del popolo di Dio, con a capo il sacerdote, si manifesta nell'unica preghiera verso l'unico Dio. Due Messe celebrate in tempi diversi e in luoghi diversi formano comunque unità.

    Se il mare è lontano, una gita al lago sarà più che salutare.

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  197. Rutilio Namaziano27 maggio 2010 15:00

    Sentivamo la mancanza di don mercenar(i)o, alias Inopportuno! Dato che siete la stessa persona (peraltro il vero nome è Legione..., ma non di Cristo) vorrei tanto capire perché Inopportuno ha dei vezzi da "hispanohablante" e don mercenaro no. Quando cambia cappello cambia anche lingua materna?

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