lunedì 1 febbraio 2010

Messa a Montecarlo

Si è svolta ieri nel Principato di Monaco, nella Chiesa di St. Charles in Montecarlo, la prima Messa in forma straordinaria celebrata in quell'arcidiocesi (che, a dispetto dell'arci-, è quasi certamente la diocesi territorialmente più piccola del mondo, visto che coincide con l'estensione del minuscolo Principato ed è costituita da non più di 3-4 parrocchie in totale).

Alla Messa cantata ha assistito in coro l'Arcivescovo Barsi, il quale ha letto l'omelia. Dopo il commento del Vangelo di Settuagesima, l'Arcivescovo ha parlato del motu proprio, per ricordare come esso sancisce che tra le due forme dell'unico rito romano non vi è assolutamente contrapposizione ma anzi continuità; ha aggiunto che la Messa tradizionale non deve essere una bandiera per attaccare il Concilio come in effetti, ha riconosciuto, molti nella Chiesa temono; nulla di più sbagliato perché (e qui ha citato un testo del 1977 dell'allora card. Ratzinger) la riforma liturgica ha rappresentato anche significativi sviluppi, in termini di accesso alla liturgia in lingua corrente, ricchezza di prefazi e canoni e maggiore ricchezza scritturistica. Vanno quindi superate le guerre liturgiche; frase che può lasciare perplesso un lettore italiano, ma ricordiamoci che in Francia la reazione alla riforma bugniniana è stata assai muscolosa.

Insomma, i toni dell'omelia sono apparsi, per quanto sempre cortesi, un tantino da predicozzo: potete immaginare quanto possano essere facinorosi ed esagitati i residenti di Montecarlo... Ma non critichiamo per quello l'Arcivescovo monegasco: si tratta in fondo di un riflesso condizionato, dopo lustri di pregiudizi contro i tradizionalisti, e non dubitiamo che, svolto una volta per tutte il pistolotto di prammatica, il prelato avrà modo di accogliere paternamente questi fedeli, rendendosi conto che il diavolo non è così brutto come lo si dipinge.

E infatti ha dato un chiaro segno di benevolenza non solo presenziando al rito (cosa che già lo rende estrememente meritevole, specie se comparato con altri suoi colleghi anche di diocesi vicine), ma soprattutto invitando i presenti a costituire un gruppo stabile e a rivolgersi ad un parroco, il quale a sua volta contatterà lui vescovo in modo che, convocato il consiglio episcopale, si dia inizio ad una celebrazione fissa a partire da marzo. Ne conoscete molti, di vescovi, che hanno invitato i loro fedeli a costituire un gruppo stabile per la Messa tridentina?

Alcune particolarità liturgiche. Le letture sono state svolte all'ambone e solo in lingua francese (l'uso della sola lingua vernacola appare comunque pienamente legittimo, ai sensi dell'art. 6 del motu proprio). E' stato anche omesso il secondo confiteor alla comunione, come in effetti sancisce il Messale del 1962.

Ma ecco le fotografie da noi scattate


Processione di ingresso

Asperges

Vangelo

Omelia dell'Arcivescovo. Si notino nel catino absidale lo stemma principesco (al centro), e quelli di Benedetto XVI e dell'Arcivescovo stesso

Canone

Comunione

6 commenti:

  1. Una sola nota: in Francia l'uso di leggere epistola e Vangelo in volgare dall'ambone (ove ci sia) è quasi generalizzato (fa eccezione solo l'I.C.R.S.P.). Anche a Saint Nicolas du Chardonnet avviene la stessa cosa, si alla Messa bassa che alla Grand Messe.

    RispondiElimina
  2. Un anno fa, in un colloquio privato con Mons. Barsi gli chiesi come mai nella sua diocesi non ci fossero messe tridentine (gli avevo parlato del Pontificale al Trono di Mons. Oliveri ad Imperia).
    Lui, tranquillamente, mi rispose che nessuna richiesta gli era stata fatta in tal senso e che non avrebbe avuto problemi ad accoglierla in diocesi.

    Il problema in Francia, mi fece notare, era perlopiù di natura politica in quanto il ritorno alla Messa tradizionale era spesso argomento di battaglia dei gruppi di estrema destra (Le Pen per intenderci) e quindi nei fedeli si era spesso creata la dicotomia Messa tradizionale=xenofobia con conseguente clima di sospetto di molti (vescovi eretici a parte...dico io)

    RispondiElimina
  3. Nobis quoque peccatoribus1 febbraio 2010 12:51

    Si scoprono sempre nuove cose sul ponente ligure e anche oltre.
    FdS

    RispondiElimina
  4. Un passo alla volta ... :)

    RispondiElimina
  5. Cari amici della Redazione,
    speravo che sareste andati da Sanremo a questa S. Messa nel Principato monegasco: grazie mille per la cronaca e per le fotografie! Speriamo che gli amici monegaschi possano costituire prestissimo il gruppo stabile ed iniziare così la celebrazione regolare della S. Messa in forma straordinaria.

    M. Ph.

    RispondiElimina
  6. Per correttezza di cronaca Monaco ha 6 parrocchie.
    Il clero è composto da una ventina di sacerdoti, religiosi compresi.
    I seminaristi sono un paio (non so se autocnoni o "immigrati" da altre diocesi) e studiano all'interdiocesano di Laghet.

    RispondiElimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.