
Durante la distribuzione della Comunione può accadere che alcuni frammenti dell'Ostia santa inavvertitamente cadano. Per evitare che il Corpo del Signore finisca per terra e venga calpestato, la Chiesa dispone (oggi, non solo ieri!) che durante la distribuzione della comunione il ministrante tenga il piattino sotto il mento del comunicando, affinché eventuali frammenti cadano su di esso e non vengano dispersi e profanati.
L'uso del piattino è tuttora previsto (e non è facoltativo!) al n. 118 dell'Ordinamento Generale del Messale Romano e al n. 93 di Redemptionis Sacramentum (l'istruzione voluta da Giovanni Paolo II e pubblicata nel 2004): "È necessario che si mantenga l’uso del piattino per la Comunione dei fedeli, per evitare che la sacra ostia o qualche suo frammento cada".
Ed è un peccato che questo piccolo ma prezioso gesto di riverenza verso il Corpo e Sangue del Signore sia finito nel dimenticatoio di tante parrocchie, inclusa la Basilica Vaticana: alla S.Messa (extraordinaria) celebrata lo scorso 14 novembre da mons. Pablo Colino, il ministrante in mancanza di piattino ha dovuto utilizzare la palla del calice...



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