domenica 25 ottobre 2009

Mons. Fellay: i colloqui dureranno un anno (almeno)

Intervista concessa ieri da mons. Fellay al giornale argentino La Naciòn. Bisogna ben dire che in questo periodo il Superiore della Fraternità San Pio X è alquanto loquace; attitudine giusta, crediamo, poiché per vincere il cumulo di pregiudizi che gravano contro i lefebvriani è opportuno che la pubblica opinione possa conoscere meglio, e da fonte diretta, la FSSPX. Questa nuova intervista aggiunge un elemento nuovo e sommamente interessante: la previsione di massima della durata dei colloqui. Un anno non ci sembra un tempo lungo, considerata la difficoltà dei temi dottrinali in discussione; specie se pensiamo che mons. Tissier de Mallerais ha in passato sostenuto che di anni ne occorrono trenta... Al tempo stesso, una durata parecchio superiore potrebbe essere controproducente, perché tutte le discussioni troppo protratte finiscono per arenarsi; inoltre la Chiesa intera ha necessità urgente di documenti finali magisteriali che non servano solo, come speriamo, a consentire il rientro della FSSPX, ma anche a dirigere tutta la barca di Pietro definitivamente fuori dal maelstrom del postconcilio. Questi colloqui possono infatti servire a distillare quei tanto attesi chiarimenti sul Concilio invocati da mons. Brunero Gherardini.


- Quanto tempo ritiene che durerà il dialogo con il Vaticano durerà?
È difficile dire... In Vaticano parlano di un anno, almeno. Allora, significa un lungo tempo.

- Il risultato di questo processo potrebbe essere l'integrazione definitiva della Fraternità nella Chiesa?
Dobbiamo distinguere la discussione di temi dottrinali da quello che Lei chiama integrazione. Sono due cose parallele. Tuttavia, in Vaticano stesso dicono che questa integrazione non avverrà prima del chiarimento dei punti dottrinali che per noi sono molto importanti perché oggi c'è molta confusione. Per mantenere l'unità della Chiesa, c'è bisogno di questo chiarimento.

-In questi giorni che era in Salta, Lei ha detto che alcuni settori progressisti della Chiesa starebbero ostacolando l'avvicinamento della Fraternità alla Santa sede?
E’ così. Un esempio è che il Presidente della conferenza episcopale tedesca ha detto a un gruppo di parlamentari che la Fraternità sarà nuovamente fuori della Chiesa prima della fine di quest'anno. Questo manifesta molto chiaramente una intenzione più che ostile. Il nostro problema è un po' complicato perché ci sono dissidi in Vaticano. Insomma, qual è il nostro partner? I progressisti e i conservatori o solo uno di loro? È molto difficile sapere perché non è chiaro... Nella Chiesa, tentano di mantenere una certa unità nonostante queste divisioni.

-E il Papa che cosa fa in tutto questo?
È più o meno nel mezzo. Vuole essere il Papa di tutti. È molto difficile.

-Voi avete denunziato che la diffusione dell'intervista a Williamson, alla data in cui fu comunicata la revoca della scomunica dei quattro vescovi lefebvriani, è stato manipolato anche da quei settori.
Sì; anche in Vaticano è circolato uno studio che mostrava la possibilità molto grande di una strumentalizzazione abusiva del caso. Solo il fatto che fosse diffusa a metà gennaio un'intervista fatta all'inizio di novembre, è già molto raro. Inoltre, questa intervista è stata utilizzata prima di esser diffusa massivamente per impedirci l'uso di diversi templi in Svezia. La mostravano a quelli che amministrano quei templi. Ciò significa che c’era un'intenzione maligna.

-Chi è dietro questa manipolazione?
Ci sono, sicuramente, i progressisti, la sinistra politica e probabilmente i massoni. Hanno usato questo episodio per colpire noi e molto di più il Papa stesso. Questo è il tragico della storia. Vedere un Papa che poco a poco cerca di apportare correzioni ad alcune riforme, a loro non piace. Per questo hanno utilizzato quell’episodio infelice come un bastone d’oro per colpire la Chiesa.

-In quel momento, Lei ha chiarito che la posizione di Williamson era personale. Qual è la sua situazione ora?
La posizione di mons. Williamson è personale. Quel tema non è mai stato per noi un problema. Lui è ora in ritiro, un uno dei nostri priorati di Londra, dove prega e studia.


33 commenti:

  1. "Il papa vuole essere il papa di tutti", e che deve fare? Mica può essere il papa di alcuni! Mica può causare altri scismi! Mons Fellay può solo implorare la prelatura personale, con umiltà, perché al papa ci si rivolge con umiltà se si vuole servire la Chiesa, e dopo che si è servito la Chiesa, il Signore ci ricorda che siamo servi inutili. Non siamo qui per essere serviti ma per servire il servo dei servi di Cristo. Questo è lo spirito di servizio che deve animare ogni buon sacerdote tradizionalista: non può essere un colloquio tra pari, monsignor Fellay deve sempre ricordare davanti a chi sta, la successione apostolica viene prima della Liturgia su cui il papa ha la signoria, anche quando in certi contesti storici non si capisce quale sia il disegno di Dio sulla Liturgia, bisogna sempre obbedire al papa. Inoltre mons. Fallay dovrà render note le opere di beneficenza fatte per la povera gente ad opera della FSSPX; il papa apprezza le opere di beneficenza, questo è un punto molto importante: le opere di misericordia sono un sacrificio gradito alla Santa Sede, l'Opus Dei ad esempio ne fa tante ed è molto apprezzata dal papa. Se seguirà questi percorsi, Fallay andrà lontano.
    Coraggio
    Pippo

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  2. I prossimi colloqui saranno certamente pieni di insidie ed imboscate. Credo però che, come si è riusciti a superare la "bomba" Williamson, con l'aiuto di Dio e della Madonna, si potranno alla fine superare anche gli ostacoli che appaiono più insormontabili!

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  3. bisogna sempre obbedire al papa...

    ah, davvero?!
    Bravo, come no!

    Il martellatore federalista, da grande ipocrita, ripete alla nausea questo ritornello idiota, che dovrebbe essere girato in primis ai Vescovi finti amici che gli mettono i bastoni tra le ruote, SOPRATTUTTO SUL MP e vedono come il fumo negli occhi la reintegrazione della FSSPX!

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  4. Sicuramente la Madonna (con S. Michele Arcangelo, Capo degli eserciti angelici, la cui intercessione pro-Chiesa a fine Messa è stata soppressa dopo il Concilio, guarda caso...) è "Vergine potente contro il male", Colei che ha schiacciato il capo al serpente antico, costituita dal Padre Celeste Madre dell'umanità redenta in Cristo Signore, per generare il Quale disse il suo FIAT, inizio della Salvezza.
    Confidiamo il Lei, che a Fatima ha promesso che per volontà di Dio il Suo Cuore Immacolato trionferà...
    e inoltre, (in varie rivelazioni private) che, dopo questo terribile travaglio della Chiesa
    "essa tornerà a PREGARE E ADORARE DIO COME NEI TEMPI ANTICHI".
    Preghiamo che si compia presto questa Speranza, che è certezza!

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  5. DANTE PASTORELLI25 ottobre 2009 07:08

    Il populismo di SUPERPIPPO spacciato per opere di misericordia.
    Forse non ricorda che accanto e prima delle opere di misericordia corporali - importanti - vi sono e ben più importanti le opere di misericordia spirituale, fra cui abbiamo anche "INSEGNARE AGLI IGNORANTI", un'opera che a lui spesso riserviamo, insieme all'altra "SOPPORTARE PAZIENTEMENTE LE PERSONE MOLESTE", che sempre con lui esercitiamo ad abunantiam.
    La Fraternità ha anche delle missioni. Non si può porre un movimento sacerdotale senza risorse sullo stesso piano dell'opulenta Opus Dei.
    Inoltre la Carità più alta è portare Dio uno e trino, la Chiesa lì dove non ci siano e ravvivar la fede dove sia spenta o quasi. Questa è la vera "missione" Il resto "seconda" e può anche esser opera di laici anche agnostici. Filantropismo in questi casi, non carità.

    Mons. Fellay non ha mai chiesto alcuna forma canonica per la Fraternità: ha sempre detto che è secondario questo aspetto (è a Roma che si parla di prelatura che a lui non idispiace) dinnanzi alla necessità dei chiarimenti dottrinali.
    Fellay afferma che a Roma c'è divisione: il Papa sta in mezzo perché vuol esser il Papa di tutti.
    Il Papa in questioni di fede non può esser dalla parte di chi più gli pare e piace ma solo dalla parte della Verità. del Sacro Deposito. E se i novatori spesso eretici con i loro esecrandi catechismi, col loro neomodernismo negatore di varie verità, con il loro ecumenismo esasperato che pretende che tutte le religioni siano considerate via di accesso a Dio e alla salvezza, con la loro minimizzazione di elementi fondamentali della liturgia Eucaristica ecc., fan la voce grossa, il Papa deve metterli a tacere, e possibilmente allontanarli dalla Chiesa, o convincerli dei loro errori piegandoli alla sana dottrina, perché le anime che han traviato e travìano tutti i giorni son troppe.
    Questo è il significato delle parole di Fellay.
    Vedervi altro è ignoranza e/o pura malafede.

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  6. Un anno non è molto ... per salvare la Chiesa :D

    Buona festa di Cristo Re a tutti!

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  7. Oramai non c'è più nulla da dire su Monsignore. Ottimo come sempre.
    Anche lui si rende conto che un anno è tutt altro che poco.
    Ma fa bene a dichiarare che si tratta di una previsione vaticana.
    Purtroppo ci sono forze che spingono contro la FSSPX che umanamente oggi è una perseguitata in tutto e per tutto.

    Roma oramai, per l' ennesima volta in questi anni, ha gettato la maschera. Lupi travestiti d' agnelli nel peggiore dei casi. Servi accondiscendenti del padrone occulto nel migliore.

    La situazione è decisamente sconfortante.

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  8. continua...

    La fiducia è oramai, almeno la mia, ai minimi termini. Questa Roma, ancora una volta, lascia che i lupi entrino bellamente nell' ovile a sbranare chiunque trovino.
    Compresi i Pastori.
    Lo stesso Papa è completamente in balia del vento che soffia. Oggi serve un gesto mediaticamente clamoroso per dar forza. Gesto che non avviene mai. Si dice "la prudenza".
    La "prudenza cristiana" è oramai diventata sinonimo di scandalo che allontana dalla fede i delusi e i frustrati da questa situazione.

    In questo senso è assolutamente umanamente comprensibile la paura della FSSPX di esser risucchiati in un ovile senza confini precisi, senza pastori e con le pecore che si azzannano tra di loro. E diventano addirittura comprensibili anche altre condizioni, che pur palesemente in errore(sedevacantismo, sedeprivazionismo) sono pagliuzze se confrontate con le travi che trafiggono Roma da decenni.

    Il CC di sempre che inizia ad averne piene....etc etc

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  9. Da "La Vera Religione", di Sant'Agostino d'Ippona

    Anche gli erranti rientrano nel piano di salvezza previsto dalla divina Provvidenza e realizzato dalla Chiesa.

    6. 10. La Chiesa cattolica, diffusa saldamente ed ampiamente per tutta la terra, si serve di tutti gli erranti per i propri fini e per farli redimere, se vorranno svegliarsi. Si serve infatti dei gentili come terreno di proselitismo, degli eretici a riprova della propria dottrina, degli scismatici a dimostrazione della propria stabilità, dei Giudei come termine di confronto per la propria eccellenza. Pertanto invita i primi ed esclude i secondi, abbandona gli altri ed oltrepassa gli ultimi; a tutti comunque dà la possibilità di partecipare alla grazia di Dio, sia che si tratti ancora di formare o di correggere, sia che si tratti di recuperare o di accogliere. Nei confronti poi dei suoi membri carnali, cioè di coloro che vivono e giudicano secondo la carne, li tollera come la pula protegge il frumento nell'aia fino a che esso non venga liberato di tale protezione 12. Ma, siccome in quest'aia ciascuno è pula o frumento a seconda della sua volontà, il peccato o l'errore di ciascuno viene tollerato fino a che egli non trovi un accusatore o non difenda la sua perversa opinione con tenace animosità. Gli esclusi, infine, o ritornano perché pentiti oppure, facendo cattivo uso della libertà, si perdono nella dissolutezza per ammonirci ad essere vigili; oppure suscitano scismi per mettere a prova la nostra pazienza; oppure escogitano qualche eresia[es: il modernismo] per offrirci l'opportunità di saggiare la nostra intelligenza. Questa è la sorte dei cristiani carnali, che non fu possibile né correggere né tollerare.

    6. 11. Spesso la divina Provvidenza permette anche che, a causa di alcune rivolte troppo turbolente dei carnali, gli uomini buoni siano espulsi dalla comunità cristiana. Ora essi, se sopporteranno pazientemente l'ingiusto affronto per la pace della Chiesa, senza cercare di dar vita a qualche nuovo scisma o eresia, con ciò insegneranno a tutti con quanta autentica disponibilità e con quanta sincera carità si deve servire Dio. È loro intenzione infatti ritornare, una volta cessata la tempesta; oppure - se ciò non è loro concesso sia per il perdurare della tempesta sia per il timore che, con il loro ritorno, ne sorga una simile o più furiosa - non abbandonano la volontà di aiutare coloro che, con i loro fermenti e disordini, ne provocarono l'allontanamento, difendendo fino alla morte, senza ricorrere a segrete conventicole e mediante la loro testimonianza, quella fede che sanno proclamata dalla Chiesa cattolica. Il Padre, che vede nel segreto, nel segreto li premia

    13. Questo caso sembra raro; gli esempi però non mancano, anzi sono più numerosi di quanto si possa credere [Sembra proprio che parli della FSSPX!]. Così la divina Provvidenza si serve di ogni genere di uomini e di esempi per guarire le anime e formare spiritualmente il popolo.

    Ecco.

    Questa citazione secondo me è da incidere a caratteri di fuoco nei nostri cuori e nei cuori dei fratelli della SPX.

    La stessa urgenza, per la salvezza delle anime, che fece compiere scelte gravi, oggi deve condurre alla risoluzione delle situazione!

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  10. Condivido tutti i timori di C.C.,
    fondatissimi.
    Tuttavia in un momento così grave, vissuto ormai giorno dopo giorno sul filo del rasoio -tra speranza e disperazione- dalla FSSPX e dai fedeli loro supporters (più o meno consapevoli e informati circa il loro patrimonio spirituale), che sperano in un loro influsso risanatore, a immediato e/o lento "rilascio" sulla Chiesa inquinata e piagata,
    dovremmo forse formulare interiormente un atto di Fede più grande che nella storia passata (direi gigantesco), ripensando a quando Nostro Signore ci parlò del chicco di grano che
    "cade in terra, muore e dà molto frutto"...: non potrebbe valere il senso di questa parabola (che Egli applicava in primis a Se stesso), anche per la FSSPX?
    Mettere cioè da parte i calcoli e timori umani per concedere tempi e spazi all'iniziativa di Dio, spesso insondabile, dopo che però noi uomini avremo fatto tutto quello che era umanamente dovuto e possibile?
    (Signore, aumenta la nostra Fede!)

    Fedele dubbioso

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  11. Non avevo ancora letto il commento di Stefano...e mi sembra di aver detto qualcosa di significato affine al suo (o mi corregga).
    A tal proposito mi torna sempre in mente una figura di vero martire della Chiesa (incompreso e perseguitato dai superiori) quale fu S. Padre Pio, che sicuramente soffrì atrocemente per le sconsiderate innovazioni, iconoclastie e profanazioni della Santa Liturgia, ma, conformandosi a Cristo Crocifisso (nella sanguinosa sospensione a divinis che dovette subire, vera kenosis per lui!),
    si piegò all'obbedienza, offrendo al Signore Gesù Crocifisso la propria croce, di cui portava i Segni vivi nella propria carne, com-passionante con Lui.
    Credo che S. Pio sia stato davanti al Signore un'anima-vittima offerta per la riparazione delle ferite e gli oltraggi inferti dal terremoto modernista al Corpo Mistico e alla Chiesa e interceda anche oggi per la sua riedificazione, secondo il Disegno di Dio.

    Fedele dubbioso
    (con esile, invitta Speranza)

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  12. Mi ritrovo su precedenti affermazioni di Mons. Fellay.

    Al Papa chiediamo la fede ne' piu' ne' meno.

    Questo e' il suo Ufficio, lavoro, compito, dovere.
    da' li' nascono anche i suoi onori.

    In mezzo?

    Lasciamoci i democristiani....



    Un papa deve servire la Verita'.

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  13. Grazie Stefano per la citazione di Sant'Agostino.
    Ottimi anche i commenti successivi.
    Non mi sento di aggiungere altro.

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  14. DANTE PASTORELLI25 ottobre 2009 12:07

    Non facciamo, però, parallelismi tra mons, Lefebvre e Padre Pio.
    P. Pio ebbe molto a soffrire, specie sotto il Papa Buono, ingiustamente, ma non aveva da salvare un'opera grande come una Fraternità con centinaia di sacerdoti, comunità collegate, maschili e fwmminili, e seminaristi.
    Diversi doveri.

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  15. anch'io, come ricorda Dante Pastorelli, ho sempre replicato a chi ricordava l'obbedienza di Padre Pio paragonandola alla 'disobbedienza' di mons. Lefebvre.

    Ho sempre riflettuto che quanto veniva richiesto a P. Pio riguardava la sua persona, mentre mons. Lefebvre si è trovato a dover drammaticamente difendere i fondamenti della Fede: non mi sento di escludere lo stato di 'necessità' da lui invocato certo non in maniera strumentale!
    Lui non intendeva preservare la Sua Fraternità, ma l'integrità della Chiesa e l'essere-Chiesa, che essa custodiva e custodisce, sempre "una cum Petro", nonostante l'atto divenuto eclatante anche a causa di un lungo e sofferto rinvio del consenso del Papa foriero di una drammatica incertezza, tanto più pesante e difficilmente gestibile nel progredire dell'età e della malattia del monsignore!

    Mi sembra che nella Chiesa siano in troppi a non immedesimarsi in quasti dati di fatto!

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  16. Ringrazio sentitamente Dante Pastorelli e Mic per avermi chiarito parecchi dubbi residui su questa differenza fondamentale tra le due situazioni.
    Tale chiarimento mi sarà utilissimo nelle discussioni con miei conoscenti, carichi di dubbi e mal informati quanto me!

    Fedele dubbioso

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  17. La questione, secondo me, è diversa rispetto all' Obbedienza che pure deve esserci.

    Vi sono "disobbedienze" Obbedienti e "obbedienze" disobbedienti. Questo in rapporto al deposito della Fede. Se un Vescovo mi chiedesse di rinnegare l'Immacolata nel nome dell'Obbedeinza che io gli devo, cosa faccio? "Obbedisco disobbedendo"? Certo che no.

    Ma come è "storicizzato" il Vat II, secondo me bisogna "storicizzare" anche certi fatti, come l'ordinazione fatta da Mons. Lefebvre senza mandato.

    E' un fatto particolare, non assolutizzabile. Tant'è che pure il Papa l'ha considerato di una gravità non assoluta. Se lo Scisma fosse avvenuto, la FSSPX non sarebbe stata considerata come la considera il Papa e come egli ha descritto nelle Lettere ai Vescovi. Egli infatti parla che l'atto del Mons. Lefebvre AVREBBE POTUTO provocare uno Scisma.

    Guarda caso è anche quello che dice Sant'Agostino, e il libro in cui lo dice si intitola La VERA RELIGIONE.

    Non è un caso che il Papa sia Agostiniano. E non è un caso che la descrizione fatta da Sant'Agostino CALZA PERFETTAMENTE alla situazione attuale! Siamo nel V secolo Dopo Cristo e non nel 1969! Eppure...

    Quello che insegna il Santo d'Ippona, andrebbe considerato un modello permanente!

    Egli dice che nei casi in cui I BUONI (attenzione: I BUONI) vengono espulsi dalla Chiesa a causa dei CARNALI "maggioritari", essi (i BUONI) SALIRANNO SUL CALVARIO a favore della Chiesa che AMANO!
    Non formeranno "segrete conventicole" (ovvero GRUPPI ELITARI STACCATI DALLA CHIESA!), ma seguiteranno a professara le Stessa Fede, a difenderla e a soffrire PER IL PAPA E PER LA CHIESA!

    In questo modo, prosegue il Santo, ESSI NON SOLO MOSTRERANNO UNA TESTIMONIANZA DI MARTIRIO davanti all'Ecumene, ma otterranno GRAZIE E BENEDIZIONI DAL PADRE CELESTE, che vede nel Segreto! Per loro e per la Chiesa!

    Ora un altro BUONO, il Papa, ha teso la Mano agli "espulsi".

    Se prima Sant'Agostino insegnava che da espulsi NON DOVEVANO FORMARE "segrete conventicole", A MAGGIOR RAGIONE ORA!

    Per cui: la difesa della Fede, è necessaria e si può fare DAL DI DENTRO. Occorre storicizzare anche i fatti che stanno alle spalle della SPX.

    ORA c'è l'interpretazione UFFICIALE FATTA DA UN PAPA relativamente alla PAstoralità e alla interpretazione Tradizionale con cui UNICAMENTE si può leggere il VATICANO II!

    I famosi "segni dei Tempi" VANNO LETTI. Ma davvero , non alla modernista-maniera.

    ANDARE AVANTI e non voltarsi indietro.

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  18. Un'altra cosa.

    Il METODO del Papa è confrontabile con il metodo pastorale di Sant'Agostino.

    Il Papa sta "indugiando" nella ricerca della Correzione, che necessariamente confluisce nell'unica Tradizione della Chiesa.

    Il primo passo per una salda correzione è la CERTEZZA dell'Insegnamento.
    Egli ha iniziato da qui! I tempi per questo "lavoro" non sono conosciuti. Certamente sono LUNGHI.

    Sant'Agostino ricorda anche che i Cattolici sono SIA grano che PULA!

    E che l'"indulgenza" della Chiesa viene misurata proprio da questo fatto!

    Per cui: il metodo con cui il Papa sta cercando di riportare l'ordine è quello di una indulgente correzione, perchè i "carnali" ora sono la grande maggioranza. Proprio per i malati è venuto il medico! E considerarli in modo da ri-educarli, perchè poi possano prendere liberamente la loro decisione (con Pietro o contro Pietro) è un DOVERE del Pontefice, proprio del suo Ministero.

    Infatti: la moltitudine, quale respnsabilità diretta ha, rispetto ai venti di dottrina a cui aderisce? Spacciati per Cattolicesimo "vero"?

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  19. Bravo Stefano, un tradizionalista deve parlar con i padri sulla bocca, ma la tua opinione dicotomica sui buoni e sui cattivi mi sembra una vaccata, il Signore è venuto per i cattivi e il papa fa ciò che vuole e il cristiano obbedisce, la storia dell'"obbedienza disobbediente" e della "disubbedienza obbediente" mi sembra un ciurlar nel manico.
    L'Opus Dei è in comunione con Roma e fa tante opere di misericordia, la FSSPX deve prendere esempio.
    Ste ben
    Pippo

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  20. dall'intervista:
    Tuttavia, in Vaticano stesso dicono che questa integrazione non avverrà prima del chiarimento dei punti dottrinali che per noi sono molto importanti perché oggi c'è molta confusione. Per mantenere l'unità della Chiesa, c'è bisogno di questo chiarimento.

    Qui la vedo proprio dura!
    E le chiedo, caro Stefano, come si concilia l'inderogabile necessità di un autentico (e definitivo, a pro del Gregge) CHIARIMENTO, in rapporto alla "indulgente correzione" dai tempi lunghi(ssimi), che lei ravvisa nel procedere del Pontefice, come unica strada percorribile nel momento attuale, in cui l'errore dilaga, al punto che la Barca rischia di affondare?
    Non sarebbero più opportuni metodi di emergenza come ad es. quando si porta al Pronto soccorso un paziente che ha ingerito veleni letali che mettono la sua vita in pericolo, ed essendo quindi il passare delle ore più che prezioso, DECISIVO per la sua sopravvivenza ?
    Ovvero: come può una correzione di vitale importanza essere "indulgente" e al tempo stesso ferma e inequivocabile ?

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  21. @ Stefano, Scettico e tutti:

    Don't feed the troll !!

    v.
    http://digilander.libero.it/AntiTroll/index.htm

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  22. La barca continuerà ad affondare se chi rema vuole fare il papa o (peggio) se rema contro il papa con dichiarazioni presuntuose. Non si può patteggiare, ci si sottomette al pontefice felicemente regnante, meglio sottomettersi a Benedetto XVI che al Tetta. E ribadisco che il papa gradisce l'umiltà e la mitezza ed è molto sensibile alle opere buone, alle opere di misericordia.
    Un caro saluto
    Pippo Trolley
    P.S.: contento? Agli amici piace ché già viaggio molto per il paese, adesso viaggio anche su internet

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  23. scusate la franchezza. ma dai discorsi mi sorge una domanda: il Papa nel revocare la scomunica alla FSPX e nel tenere i colloqui,ha compiuto da un lato un gesto di indulgenza verso la Fraternita', ma dall' altro tacitamnte, verso la Chiesa proprio per quello che la Fraternita' potra apportare alla Chiesa universale? io credo di si!

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  24. Credo, Scettico, che la metafora medica più calzante per la situazione attuale della Chiesa sia quella della dialisi. Si sta estraendo poco per volta sangue infetto dall'organismo per reimmetterlo purificato. I tempi per una purificazione piena sono per forza di cose lunghi, e sangue sano e sangue malato devono intanto convivere.

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  25. Attento Jacopo quando parli del Sangue della Chiesa, ricorda cosa dice l'Apostolo riguardo alle membra della Chiesa, queste metafore sono pericolose rischiano di essere blasfeme, bisogna parlare pane al pane vino al vino, ricordando che il Signore regna su tutto.
    Un saluto
    Pippo

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  26. ma questo sito è pregno di eretici, eresiarchi e scomunicati: dite con me: Viva il concilio ecumenico vaticano II

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  27. Cari amici, molti commenti suppongono che i lefebvriani siano nel giusto che più giusto non si può, sia liturgicamente che soprattutto dottrinalmente e che tutto il resto della santa chiesa cattolica in comunione con il Sommo Pontefice debba quasi scusarsi e lasciarsi catechizzare. Ora, ditemi, se per caso i colloqui dovessero fallire e i lefebvriani non dovessero accettare di sottomettersi all'autorità magisteriale del successore di Pietro, voi sapete che questo comporterebbe inevitabilmente una procedura per la scomunica per eresia, perchè a questo punto, indipendentemente dalle materie discusse, ci sarebbe un rifiuto del dogma del primato di giurisdizione del Romano Pontefice al quale tutti i cattolici devono sottomettersi, per non parlare della autentica interpretazione di ogni dottrina di fede e di morale che è, mi pare, ancora una prerogativa del Sommo Pontefice.
    Vi chiedo, cari amici, se - Dio non voglia - le discussioni dovessero fallire e i lefebvriani venir scomunicati, chi seguireste: loro o il Papa? Siate chiari per una volta.

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  28. Don Tiddi preghi per l'unità della Chiesa invece di fare il provocatore, un vero tradizionalista segue sempre il papa, il problema comunque non si pone, si arriverà attraverso le prelature personali (tipo Opus Dei) al federalismo ecclesiale prodromico al federalismo ecumenico, cum Petro, sub Petro, e pluribus una.
    Stia bene
    Pippo Trolley

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  29. DANTE PASTORELLI25 ottobre 2009 20:36

    Ma nella Chiesa non sono previste pene medicinali?

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  30. Pippo, l'impressione è che sia tu il provocatore. In ogni caso sei un po' grafomane.

    Da oggi lunedì 26 ottobre sei quindi cortesemente invitato a limitare i tuoi commenti a non più di sette al giorno. Numero perfetto.

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  31. stimata REDAZIONE


    questo PIPPO è il solito rompi .............ni !!!!!!!!!!!

    il solito camaleonte che ha già cambiato duemila volte la propria identità ......

    ... sono curioso di vedere quando si stancherà .....

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  32. DANTE PASTORELLI26 ottobre 2009 19:36

    CARA REDAZIONE, abbi pietà di noi!
    Io la pietà me la procuro da solo, aprendo, come ho fatto oggi, solo per pochi minuti il blog.

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  33. Incontro tra due grandi Apostoli della Messa: Padre Pio e Mons. Lefebvre:
    http://images.google.it/imgres?imgurl=http://4.bp.blogspot.com/_kLVTbyV2ALA/SkkzklruOYI/AAAAAAAAJdg/p0FhEW4ENzo/s400/PadrePio_with_AB.jpg&imgrefurl=http://www.rinascimentosacro.com/2009/06/padre-pio-lefebvre-e-la-dimensione.html&usg=__10d1pCpdA4HFxTgqhz9yyCJ_DGU=&h=189&w=300&sz=8&hl=it&start=1&tbnid=bdVDAt34tchH5M:&tbnh=73&tbnw=116&prev=/images%3Fq%3D%2522padre%2Bpio%2B,lefebvre%2522%26gbv%3D2%26hl%3Dit%26sa%3DG
    Ho avuto l'onore di vedere l'originale di quella foto, in casa di una mistica, grande anima d'Altare, figlia spirituale di Padre Pio ed amica personale di entrambi.

    RispondiElimina

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