giovedì 24 settembre 2009

Un'opinione sul nuovo caso Williamson

L'intervista svedese è andata in onda. Per visionarla integralmente, cliccate qui. Poi tiriamo due somme.

Non ci può essere alcun dubbio, che questo è un attacco frontale alla Chiesa proveniente dal suo interno, non dall'esterno. Non è colpa dei giornalisti svedesi, quelli fanno il loro mestiere; e i loro toni sono stati in fondo più misurati di quanto ci si aspettasse. Il che non fa che rendere il loro reportage più micidiale: non populismo, ma fatti, contro i quali, si sa, non valet argumentum.

I traditori (nome meno forte e egualmente appropriato non ci viene) sono quelli che, pur sapendo benissimo quanto l'intera vicenda abbia già destabilizzato il Papa e la Chiesa, anzi proprio perché lo sanno, hanno fornito la benzina da gettare sul fuoco. Perché senza questi signori, stasera la TV svedese avrebbe trasmesso un documentario sui merluzzi...

Ecco i nostri eroi:
1) il fatuo, se non malevolo, card. Kasper, che con malcelata e puerile soddisfazione lascia intendere: “io conoscevo le opinioni di Williamson, ma non mi hanno consultato, hanno voluto scavalcarmi ed ecco il bel risultato. Strano che altri ne fossero all'oscuro visto che la cosa era di dominio pubblico. Meno male che c'ero io poi a mettere una pezza cogli Ebrei".
2) l'ineffabile vescovo Arborelius, il quale stupisce il mondo rivelando che aveva visto l'intervista a Williamson fin da novembre, ben prima che fosse trasmessa a gennaio (il che conferma i suoi rapporti molto sospetti con chi quella trasmissione andava preparando e teneva in caldo) e soprattutto che l'aveva trasmessa a Roma tramite il Nuncio. Qui non si tratta di un generico sentito dire delle opinioni balzane e pericolose di Williamson, come Kasper, qui si tratta di conoscenza diretta.
3) Il Nuncio in Scandinavia Tscherrig, il quale, dapprima reticente, pensa comunque a scagionare se stesso da ogni ipotetica accusa, affermando di aver mandato l'informativa in Vaticano; poi, a telecamere spente, racconta (bel diplomatico! a meno che sia in mala fede pure lui) di averne parlato con molti in Vaticano, e in particolare con il card. Castrillòn Hoyos.

A questo punto, siamo ad appena un gradino sotto il Papa. E la conclusione è evidente, come scritto in un comunicato sul sito della TV svedese:
Uppdratg granskning è ora in grado di rivelare che il Vaticano era, in effetti, a conoscenza delle affermazioni di Williamson ben prima che la decisione [di revoca delle scomuniche] fosse presa e che uno dei più stretti associati del Papa, il card. Castrillón Hoyos, era stato informato [..] Per otto anni il card. Hoyos è stato il più stretto collaboratore del Papa nei negoziati con la FSSPX.
Insomma, il Papa non poteva non sapere. E ha quindi mentito negandolo.

E' significativo che i tre felloni sopra nominati (sì, felloni, ché sarebbe bastato un loro “no comment” alle domande dei giornalisti, per evitar tutto questo) siano tutti di area progressista e che come tali siano percepiti perfino dai giornalisti svedesi, che pur si suppone abbian poca dimestichezza con le “correnti” della Chiesa cattolica. Scrive infatti Ali Fegan, il giornalista svedese, in risposta ad una domanda a certa Monica nella chat seguita alla trasmissione: “Abbiamo cercato personaggi cattolici con un approccio più conservatore, al fine di avere un buon dibattito, ma non hanno accettato. C'era comunque il vescovado”. Ossia: quelli che si son lasciati intervistare eran tutti a senso unico, progressisti (mettiamo nel gruppo anche l'ex prete Gennari, giornalista di Avvenire, che calca la mano contro Castrillòn pur salvando, bontà sua, il Papa); i conservatori invece non partecipano ad un programma che attacca la Chiesa.

Come si difende il Vaticano? Mette in campo il suo eroe senza macchia né paura, il maestro dell'informazione di massa del XXI secolo: il gesuita Lombardi! Considera che non c'è necessità di articolare una risposta nel merito della questione, rispondendo con fatti ai fatti, indicando responsabili, o smentendo garruli prelati scandinavi, o semplicemente indicando che viene aperta un'inchiesta interna, così da placare gli animi e prendere tempo (lo sanno tutti che, quando si vuole insabbiare un problema, si apre un'inchiesta!). Ritiene non serva nemmeno un comunicato per il bollettino della Sala Stampa: giusto due verba che volant nell'etere a Radio Vaticana, in cui ricorda che il Papa non è negazionista (del che nessuno dubita; ma così schiva la vera questione, che è se il Papa sapesse; o meglio, su quest'ultimo punto nega apoditticamente e senza articolare: ma chi gli crede più, dopo la perentoria sparata sulla Hitlerjugend e il Papa?).

Piuttosto, che cosa decide di fare il nostro eroe?
Scrive una e-mail. Sì, una letterina elettronica, informale informale. Ci mancano solo gli emoticons e le strizzatine d'occhio ;-) o le faccine tristi :-(
Così si esprime nel 2009 il portavoce del Vicario di Cristo! Magari, con un po' di sintesi, poteva fare un sms, e salutare con kisskiss... E a chi la manda la mail? Ma alla TV svedese, no?, cioè proprio al nemico. Come se si trattasse di convincere loro (cui, giustamente, nulla ne cale d'innocenza o colpevolezza, basta lo scoop) e non l'opinione pubblica disorientata o le associazioni ebraiche che già ricominciano a levare alti lai (OK, anche a quelle, o almeno ad alcune di loro, poco ne cale di innocenza o colpevolezza, basta attaccare la Chiesa...).

Ma è il testo che è un bijoux, anzi un biggiù. Leggiamolo nella traduzione che ne ha fatto Fides et forma, con la labile speranza che si tratti d'un falso confezionato dagli svedesi:
Caro signor Fegan,

l'unica cosa che posso dire è che non ho avuto alcuna conoscenza dell'intervista con il vescovo Williamson prima che fosse trasmessa [Ma chissenefrega di quello che sapeva Lombardi? Mica deve difender se stesso! E' il Papa e la Chiesa che ci si aspetterebbe ch'egli difenda].

Dopo di essa fui informato in proposito dai giornalisti e colleghi svedesi della Radio Vaticana. Il Card. Castrillon non mi disse alcuna parola su di essa prima della trasmissione dell'intervista. [Idem come sopra. Al mondo interessa non quello che sapeva il reverendo padre, ma quel che sapeva Castrillòn, e il Papa]

Non sapevo che l'informativa su Williamson fosse stata inviata in Vaticano, e io non so chi l'abbia ricevuta e letta. Nessuno mi ha detto una sola parola su di essa. [Idem come sopra. Ter]

Il Papa ha detto che non era stato informato quando ha approvato la la revoca delle scomuniche. Sono certo che il Papa dica la verità [e vorremmo vedere! Il Papa non mente per definizione]

Quando ho informato i miei Superiori sulla sua intervista con Williamson, ho riscontrato che la decisione circa la revoca delle scomuniche era già stata presa.

Quindi l'unica cosa che potevo fare, era quella di distinguere fortemente il senso e lo scopo della decisione della revoca della scomunica da parte del Papa, e l'assolutamente inaccettabile negazionismo di Williamson come una sua posizione personale, che non era collegata in alcun modo all'origine della scomunica. Questo è quello che ho ripetuto molte volte in quei tristi giorni.

Mi auguro che questa risposta sia chiara.

Grazie per la vostra attenzione.
Con i migliori saluti.

F. Lombardi

Questa lettera, come si vede, è tutta un'excusatio non petita e uno scaricare le responsabilità: il nostro uomo alla Sala Stampa, lui, non sapeva niente, nessuno gli ha detto niente, quando ha saputo non ha potuto far altro che...

Come se ne esce?

A questo punto, le accuse arrivano fino al card. Castrillòn Hoyos. Un fedele servitore della Chiesa, un integerrimo cristiano che sa qual è il suo dovere: proteggere il suo Pontefice. Le circostanze gli richiedono un grave sacrificio, ma siamo convinti che sia pronto a compierlo, a gloria sua e per il bene della Santa Chiesa: assumere come Nostro Signore il ruolo di agnello sacrificale, e di capro espiatorio.

E affermare che, sì, aveva avuto qualche relazione circa le affermazioni discutibili del vescovo Williamson, ma che non ritenne di farne menzione, magari sottovalutandole ma soprattutto non ritenendo che potessero ostacolare il cammino di riconciliazione. E ricordando a tutti alcune semplici verità, che si rischia di dimenticare: che le forsennate opinioni di Williamson non hanno nulla a che vedere con la scomunica; che il ritorno dei lefebvriani all'ovile, di cui la revoca della scomunica era precondizione, conta e contava più dei colpi di testa di un singolo perché, come ricorda il Papa nella lettera ai vescovi, “può lasciarci totalmente indifferenti una comunità nella quale si trovano 491 sacerdoti, 215 seminaristi, 6 seminari, 88 scuole, 2 Istituti universitari, 117 frati, 164 suore e migliaia di fedeli? Dobbiamo davvero tranquillamente lasciarli andare alla deriva lontani dalla Chiesa?”. E infine ricordare che non era comunque possibile una revoca della scomunica solo a tre dei vescovi lefebvriani, sia perché non l'avrebbero accettata, sia perché non si può giustificare la mancata revoca sulla base di affermazioni che, per quanto gravi e inaccettabili, non toccan la fede; sia infine perché non si può rischiare che il vescovo escluso consacrasse altri vescovi e creasse una chiesa scismatica.

52 commenti:

  1. La REDAZIONE ha ragione quando definisce p. Lombardi maestro dell'informazione del XXI secolo. Infatti è dal 1991 che è direttore della Radio Vaticana e nè Sodano nè Bertone hanno pensato a sostituirlo. Qualche mese fa mandai una mail a p. Lombardi su codesta vicenda e nel giro di poche ore mi rispose. Alessandro

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  2. Non tutti i mali vengono per nuocere; unprimo scossone all'attuale organizzazione curiale lo ha dato la prima puntata di questa vicenda, nel gennaio scorso; ora con la seconda puntata speriamo che il Papa si decida veramente a rimettere ordine nella Curia.
    Ma ho i miei dubbi, non per la volontà del Papa, ma per i "generali": dove li trova?

    E comunque, al di là di tutto questo mi domando: ma la riorganizzazione curiale di Paolo VI non avrebbe dovuto rendere efficientissima una Curia che ci si lamentava essere farraginosa?

    Se l'efficienza è quella che vediamo c'è da rimpiangere un Pio XII che faceva tutto da sé! E ci riusciva pure! A volte anche molto bene!

    Antonello

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  3. Guardia Svizzera24 settembre 2009 09:17

    I generali ci sono. Ma non arrivano ne' all' Episcopoato ne' alla Porpora.
    Assumano, cosicche' imparino qualcosa in Vaticano, un tagliatore di teste della Ford.

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  4. Penso che la radazione ha riassunto perfettamente la situazione, almeno al giorno d`oggi.
    Ho già reagito ieri a caldo e confermo qui le mie impressioni.
    La mail di padre Lombardi è, nella sua forma e nella sua sostanza, sbalorditiva, colui che ha creduto opportuno compiere quel passo è il portavoce del Papa, quando leggiamo quella mail vediamo invece un uomo che parla di sè, si fa il suo portavoce, si spinge fino a dire "sono certo che il Papa dica la verità"....ma scherziamo?
    È così che si esprime il portavoce del Papa?
    E chi se ne infischia dell`opinione personale di padre Lombardi?
    Sono certa che Benedetto XVI non allontanerà Padre Lombardi, sappiamo quanto sia generoso e buono, ma se fossi Padre Lombardi, rifletterei sui limiti della mia competenza, limiti che sono purtroppo apparsi evidenti già più di una volta.

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  5. Due considerazioni: la Curia funziona male perchè è una mostruosa macchina burocratica. Lavoro in una grande burocrazia anche se sui generis e per esperienza so che + l'apparato è grande più è ingestibile. Alcuni Pontifici consigli dovrebbero essere accorpati e affidati a laici fidati, così come l'A.P.S.A. e la prefettura degli affari economici. I vescovi tornino ad occuparsi d'anime, non di bilanci e di commpravendite d'immobili.
    Seconda considerazione che vale soprattutto per la REDAZIONE: guardiamo avanti, basta con le polemiche. Sappiamo che alcuni vescovi e conferenze episcopali remano contro, sappiamo che alcuni nunzi di diplomazia poco sanno. Ma in questo momento la cosa + importante sono i colloqui fra la S. Sede e la FSSPX. Lasciamo pure che gli svedesi, apparentemente civili ma intrisecamente intolleranti, si trastullino nel loro anti cattolicesimo. Lascialoli dire, così come Kasper (un pochino invidioso) che c'è rimasto male perchè non era stato chiamato a dire la sua sulla revoca della scomunica. L'importante è che la FSSPX, dopo i colloqui, si veda riconosciuto uno statuto canonico legittimo. Alessandro

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  6. Restano poi interi e sempre più palesi i problemi legati alle inimicizie interne alla Curia, a chi rema in senso contrario al Papa, a chi prende i media a testimone di queste "querelles".
    È anche per questo che ci vuole al servizio del Papa, come portavoce, un uomo esperto in comunicazione, disponibile a tempo pieno per questo servizio al Santo Padre, sempre più delicato e complesso.

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  7. il Papa non si occupa di nomine relativamente importanti. La scelta del direttore della Sala Stampa è affidata al Segretario di Stato. Lombardi è stato voluto da Sodano e se Bertone non l'ha allontanato avrà le sue buone e valide ragioni. Alessandro

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  8. DA NON PERDERE!!

    http://insidethevatican.com/newsflash/2009/newsflash-sep-23-09.htm

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  9. Andiamo un attimo oltre l'ennesimo attacco mediatico e la pessima figura della comunicazione vaticana

    Io mi chiedo: se anche il Papa avesse saputo delle dichiarazioni di Williamson, cosa ha a che fare una dichiarazione (non negazionista ma se mai riduzionista) su un evento storico come lo sterminio degli ebrei con la rimozione della scomunica?

    E perché il Papa si è DOVUTO profondere e si è profuso in tutte quelle reiterate dichiarazioni di condanna ed esecrazione?
    Bastava dire con fermezza -compito dell'Ufficio Stampa- che la Chiesa (compresa la FSSPX) non è antisemita e non nega lo sterminio (il vero olocausto è quello del Signore Gesù) degli ebrei e il fatto della scomunica o meno non riguarda altri che la Chiesa...
    Perché tutta questa sudditanza ed ossequio e debolezza e calamento di braghe nei confronti degli ebrei?
    idem nei confronti dei vescovi progressisti

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  10. Alessandro vedo che lei difende Padre Lombardi e ha senza dubbio le sue buone ragioni.
    Come le hanno chi lo ha messo e mantenuto a quel posto.
    Ma non si può non reagire con forza, e non siamo i soli a farlo, a certe gaffes comunicative di Padre Lombardi, per non parlare di certi silenzi, per i quali posso ancora ammettere che l`ordine viene dall`alto.
    La mail di ieri è semplicemente inaccettabile e inopportuna, perchè anche se Lombardi vi scrive a titolo privato, non può e non deve dimenticare nel modo più assoluto che è il portavoce del Papa e che è unicamente e a quel titolo che sarà letto e la sua mail diffusa.
    Osservo, girando sulla rete, che non sono la sola ad esser stata scioccata, e da subito, dalla frase di Padre Lombardi che si dice certo che il Papa dica la verità.
    Il solo fatto di mettere una frase simile suppone che il Papa potrebbe mentire, che il Papa potrebbe aver bisogno di qualcuno che legittimi la veridicità delle sue affermazioni, che la sua sincerità potrebbe essere messa in dubbio da chiunque e necessiterebbe la conferma ...
    È scioccante che il portavoce del Papa, anche fosse a titolo privato, si sia espresso come lo ha fatto.
    Non è di certo ciò che pensa Padre Lombardi che conta e interessa ma il riaffermare con forza e chiarezza la posizione del Papa, difenderlo dai continui attacchi, non lasciare alcun spazio, anche il più esiguo, al benchè minimo dubbio sulla persona del Successore di Pietro.
    Oggi come oggi, sembra più che palese che essere il Portavoce del Papa domanda non solo competenze professionali e umane ma anche una disponibilità totale, che permette anche la giusta reattività nei tempi richiesti che son sempre più rapidi, ivi compresa la prevenzione.

    Detto ciò, ripeto che questa storia rivela ancora e sopratutto le lotte interne alla Curia, l`opposzione alla riunione con la FSSPX di certi prelati, come il card.Kasper che non esce di certo "grandi" dal visionaggio del filmato svedese.

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  11. c' è un gioco di potere vergognoso all' interno della CHIESA ..... se ne delineano a chiare note i contorni .ed gli interpreti .......

    tutto grazie al MOTU PROPRIO .

    divertitevi a stare alla finestra e guardate , godetevi il paesaggio ,,,,,,
    adesso c' è lo squallore dell' inverno , il fango , il gelo ... li sole che ancora non vuol mostrarsi agli uomini ....... ma fino a quando o SIGNORE ........

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  12. (notizia appresa da un blog straniero cui rimanda il link postato sopra)

    Il Giornale, che titola In Svezia manovre contro il Papa: "Ha mentito"(!?) così conclude l'articolo:

    Due giorni prima della pubblicazione del decreto di revoca, e un giorno dopo la messa in onda dell’intervista, i cui contenuti erano stati anticipati dal tedesco Der Spiegel, alle 17.30 del 22 gennaio in Segreteria di Stato si erano riuniti per discutere il caso i cardinali Tarcisio Bertone, Giovanni Battista Re, William Levada, Claudio Hummes, insieme all’arcivescovo Coccopalmerio e al Sostituto Filoni. In quella sede fu deciso che il decreto non andava presentato alla stampa in quanto «di per sé sufficientemente chiaro».

    Non credo che i decreti papali si presentino alla stampa in ragione della loro chiarezza, quanto della loro importanza. O no?
    Il fatto è quel che QUEL Decreto non era condiviso e il polverone sollevato è stato orchestrato da molti, come quello attuale nell'imminenza dei colloqui.

    Ma l'effetto che ne vien fuori è soltanto il loro fango (dai media alla Curia e a molti vescovi): il Papa e la Fraternità non ne sono minimamente toccati!

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  13. Luisa, astrattamente parlando il Papa (non questo Papa) può mentire e commettere anche peccati gravi. Lei sa che paolo Vi mancò di carità verso il card. Siri proprio il 30 giugno 1963, giorno della sua incoronazione? Il Papa è una persona fallace come tutti noi, come me, come lei. Se così non fosse che bisogno ci sarebbe per il Papa di avere un confessore? Giovanni Paolo I da Papa si confessava tutti i venerdì. Perchè? E che dire di Paolo III, l'ultimo Papa che ebbe dei figli? Alessandro

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  14. Non credo che p. Lombardi smanii dalla voglia di rimanere portavoce della sala stampa a tutti i costi. In quanto gesuita professo, legato dal quarto voto, è lì per servire, non per essere servito. Alessandro

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  15. Mah, ci voleva poi tanto a dire che la Chiesa non calibra i suoi interventi in base alle dichiarazioni di un vescovo svampito e ad essa non appartenente, né in base ai palinsesti della tv svedese? Se prima di compiere un passo nei confronti, che so io, dei grecortodossi, in Vaticano dovessero vagliare le posizioni personali di tutti i vescovi grecortodossi e i servizi mandati in onda dalle televisioni di tutto il mondo, campa cavallo! Quei signori in Svezia andavano trattati da megalomani che si credono l'ombelico del mondo e invece sono solo una televisioncina che realizza documentari da scuola di giornalismo, in qualche momento i loro filmati mi ricordavano Pippi Calzelunghe. Sì, la sala stampa vaticana non è stata all'altezza, purtroppo.

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  16. Non c'è molto da aggiungere. E' tutto fin troppo evidente. Eppero'.

    1) Al caso Williamson si è dato eccessivo respiro. Che cosa dobbiamo dedurne? Che sul tema dello sterminio degli ebrei non c'è libertà né di pensiero né di parola? Che esso è la nuova pietra di paragone con cui vagliare qualsiasi interlocuzione? Oppure che per qualche motivo, magari economico-politico, gli ebrei incutono soggezione/timore/paura/terrore al punto da indurre chiunque abbia posizioni da difendere a prosternarsi? Sono solo domande, sia chiaro. Date le circostanze, però, inevitabili.

    2) Come avviene la selezione di chi ricopre mansioni decisive nella vita della Chiesa come istituzione? Vescovi, portavoce (cfr. padre Lombardi), presidenti di conferenze episcopali (cfr. l'indigeribile gestione tattico-politica del cardinal Bagnasco in Italia) come vengono nominato. Chi li ha scelti? E perché?

    3) Ciò che accade in un insignificante paese tradizionalmente ostile al cattolicesimo (e non solo), deve interessarci relativamente. Relativamente al fatto che rivela il propagarsi di una manovra di delegittimazione di questo pontificato. In senso astratto il fatto che anche un Papa possa mentire non è certo una sorpresa. Molto più grave da parte sua sarebbe la sovversione della Tradizione (dogmatica, liturgica, ecc.). Alessandro VI era forse un debosciato e certamente all'epoca gente con la nostra sensibilità avrebbe avuto molto da eccepire, ma della Tradizione non toccò una virgola. I papi che hanno alterato Tradizione, e recentemente ce ne sono stati, hanno nuociuto all'essenza della Cristianità ben più di un Alessandro VI o di un Giulio II. L'ho detto più volte in questo blog e lo ripeto con convinzione: mai appiattirsi supinamente su ciò che i papi - o, peggio ancora, i preti - vanno dicendo o facendo in ambiti che esulano dalla depositum tradizionale: la papelatria è una piaga e va evitata. La stella polare è la Tradizione.

    4) Il ricorso alla delegittimazione dell'avversario è caratteristico di una certa mentalità progressista, la quale di fronte all'esito di un processo canonicamente legittimato (l'elezione in conclave, ma anche - su un altro terreno - le elezioni politiche) ma a lei sfavorevole insorge con ogni mezzo, negando nei fatti quella maestà delle istituzioni che va affermando a parole. Così se il papa adultera irrimediabilmente la tradizione liturgica, "è un grande papa, il papa del dubbio", se indulge in manifestazioni giovanilistiche e fa un po' di spettacolo, "è un grande papa, santo subito!", ma se comincia (comincia soltanto, perché di più per il momento non ha fatto) a richiamare le truppe all'ordine e mostra di avere riscoperto il vecchio procedimento per individuare la stella polare, "è uno studioso privo di contatto con la realtà, un reazionario".

    5) Ripropongo qui anche la convinzione che nella Chiesa abbiano preso forma, l'una in senso attivo l'altra in senso passivo (cioè come residuo) due Chiese. E certamente l'impressione che sia in atto una tacita apostasia generale fatica molto a non prendere corpo. Credo abbia ragione chi, anche qui nel blog, invoca duri interventi d'autorità a emendazione di tale fenomeno, ormai ben più di una semplice deriva.

    Sullo

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  17. Qualcuno ha già detto tante volte:
    "Il Papa HA l'Autorità suprema"
    (secondo me, è da dimostrare).
    SE ciò è vero, PERCHE' teme di usarla?
    Dilemma:
    - la sua è paura immotivata...
    - o motivata?
    (es. da un ricatto, da una minaccia di scisma...o che altro?)

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  18. Non andrebbe a Jacopo di rilevare padre Lombardi e prendere in carico l'interfaccia del Vaticano con la stampa? Farebbe senz'altro molto meglio dell'ineffabile Navarro e dell'ingenuo Lombardi. Se poi Jacopo fosse sacerdote, potrebbe andrebbe nominato curatore fallimentare, e liquidatore, della Cei: la gestione Bagnasco fa rimpiangere la gestione Ruini, che è tutto dire. Qui c'è bisogno di uomini, non di ominicchi!

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  19. in questo momento mi viene solo di dare pieno assenso a quanto dice Sullo: "Ripropongo qui anche la convinzione che nella Chiesa abbiano preso forma, l'una in senso attivo l'altra in senso passivo (cioè come residuo) due Chiese. E certamente l'impressione che sia in atto una tacita apostasia generale fatica molto a non prendere corpo. Credo abbia ragione chi, anche qui nel blog, invoca duri interventi d'autorità a emendazione di tale fenomeno, ormai ben più di una semplice deriva"....altro non riesco a pensare se non offese verso questi modernisti/giudaizzanti che stanno muovendo una guerra sotterranea (neanche tanto ormai) e spietata verso il Santo Padre...
    oremus!

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  20. Ancora una volta è il solito fumo di...che annebbia la vista e conquista quanti non amano l'attuale Pontefice.
    La televisione svedese dovrebbe, per una volta e in tutta onestà(cosa che le manca), dedicare un dossier, una puntata in tv sui tanti negazionisti svedesi. La nota cantante-attrice Zarah Leander(svedese!)in alcune interviste rilasciate a tv americane, difendendosi dall'accusa di essere stata un'artista strapagata dal regime nazista, complice della propaganda nazista, amica intima di Gobbles e che a termine del conflitto e della caduta del nazionalsocialismo era tornata in Svezia con tanti danari e che la Svezia non doveva riceverla per dette complicità rispondeva: nella mia patria (la Svezia) ho connosciuto molti simpatizzanti del regime nazista, molti banchieri che a conflitto terminato hann salvato i capitali di alcuni nazisti, e ancor tanti che negano tutt'oggi lo sterminio degli ebrei e i campi di concentramento nazisti, di cui noi artisti che lavoravamo per la UFA berlinese eravamo tutti a conoscenza!

    Un consiglio alla tv svedese: lasci perdere il Santo Padre di cui non sa nulla e vada a cercar le pulci a casa propria.

    ...a me preoccupano di più le affermazioni di Armedinejad (o come caspita si scrive) e di tanti illustri negazionisti, pare persino il consorte della Regina Elisabetta. Willianson ha combinato un guaio enorme: la polpetta la ingoi lui.

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  21. Zarah Leander, quella che cantava Waldemar. Santa subito!

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  22. Goodmorning Sweden!24 settembre 2009 12:06

    Quanto polverone, ragazzi, è solo un insignificante paesello ai margini dell'Europa civile. E lasciateli perdere! Se le quattro cretinate che sanno imbandire alla loro penosa tivvù li aiuta a passare il tempo, tra un suicidio, un aborto, una bottiglia di vodka proibita, un raid xenofobo, un nobel a un massoplutomassongiudeomarxista e un matrimonio omosessuale, lasciateli divertire! Come diceva Zarah: Davon geht die Welt nich unter, con ciò non casca mica il mondo!

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  23. Willianson ha combinato un guaio enorme: la polpetta la ingoi lui

    Williamson non ha combinato un guaio enorme, ha solo esposto un parere -peraltro a quanto pare estorto- su un fatto storico, di cui qualcuno, nemico del Papa e della FSSPX, si è servito biecamente strumentalizzandolo diabolicamente in ciò aiutato ai media fabbricatori di realtà virtuali ad uso e consumo dei potenti di turno.

    La polpetta che quel qualcuno ha avvelenato forse sta per ingoiarla lui, almeno lo spero tanto!

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  24. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  25. D'accordo con Mic. Williamson non ha combinato nessun guaio. Ha solamente espresso un'opinabile opinione.

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  26. tutti coloro che ridimensionano la Svezia e ls sua TV hanno perfettamente ragione; ma non si può ignorare che si tratta solo della punta dell'iceberg del marcio che c'è nella Chiesa e che hanno contribuito ad evidenziare, nonché dei tentativi maldestri e abominevoli di disturbare gli imminenti colloqui tra Vaticano e FSSPX

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  27. E' necessario che il papa tiri fuori i c......i.

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  28. Anonimo ha detto:

    'E' necessario che il papa tiri fuori i c......i.'

    Nel senso che deve tirare fuori gli idioti e gli imbecilli dall'organico della chiesa?

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  29. DANTE PASTORELLI24 settembre 2009 12:30

    Perché non si scomunicano quei vescovi orientali che ce l'hanno a morte con Israele?

    RICATTO, SCISMA?

    Non so in cosa possa esser ricattabile il Papa. Il suo passato di progressista contro-Sillabo è noto.
    Se ci son minacce di scisma vuol dire che lo scisma esiste già e manca soltanto la dichiarazione: com'ho già detto, i prelati al portafogli son sensibili. Chi manterrebbe le loro chiese e i loro apparati? Non son certo disposti a vivere in povertà come mons. Lefebvre e mons. Castro Mayer. La stoffa dei martiri (del denaro) non ce l'han proprio.

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  30. Vogliamo aiutare il Santo Padre e la Santa Chiesa Cattolica?

    E' molto semplice: togliamo alla CEI l'otto x mille!!!

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  31. Dante Pastorelli ha detto
    "Se ci son minacce di scisma vuol dire che lo scisma esiste già e manca soltanto la dichiarazione"

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    Le cose stanno esattamente così. Quella che è in atto, sia pure in forma semiocculta, è una guerra di potere: non è soltanto questione di ideali, di quale concezione del Cristianesimo promuovere, ma è anche - starei per dire soprattutto - questione di potere e denaro. Patrimoni mobili e, soprattutto, immobili, controllo di milioni e milioni di fedeli, influenza politica, regalie, esenzioni, ecc. ecc. Anche di questo - e starei per ridire soprattutto - si tratta. Sensata, comunque, l'idea di sfiduciare la Cei negandole l'otto per mille. State pur certi che l'argomento mammona è di gran lunga il più sensibile in certi ambienti.

    Sullo

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  32. all'anonimo dell 10.42. Cosa fece Paolo VI al Cardinale Siri il giorno dell'incoronazione? Scusami ma non conosco questa storia

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  33. soprattutto, immobili, controllo di milioni e milioni di fedeli, influenza politica, regalie, esenzioni,...

    Ma questo quadro (pessimista, ma non tanto...) fa venire in mente piuttosto una
    "Babilonia civitas..." che la Santa Chiesa, Sposa di Cristo: fin a qual punto imbrattata e corrotta?
    Solo uno straordinario intervento divino allora può riabilitarla, anzi rigenerarla ab imis!

    Fedele basito

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  34. Perchè Bagnasco è sceso velocemente in campo in difesa di Boffo e si dimentica del Papa?

    Perche la CEI ha tanti soldi con l'otto x mille e lasciti vari, che si compra il Vaticano ed i suoi uomini quando e come vuole. Cosa vuoi che gliene importa di Benedetto XVI.

    Dobbiamo fermarli prima che annullino la nostra Chiesa e la nostra bimillenaria Tradizione. L'unico modo è quello di impoverirli escludendoli dall'otto per mille!!!

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  35. all'anonimo delle 13,39. Il giorno dell'incoronazione, 30 giugno 1963, Paolo VI chiese a Siri perchè questi andava diffondendo la voce del danno che Giovanni XXIII aveva fatto alla Chiesa con la convocazione del Concilio. Siri rispose che questa domanda anzichè a lui andava posta a chi lo denigrava mettendogli sulla bocca affermazioni che lui non aveva mai fatto. Cfr. il libro di Benny Lai, Il Papa non eletto, Laterza, Bari, 1993. Alessandro

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  36. Senza volere insistere sul dossier Bagnasco, per non incorrere nelle censure della Redazione, che simpatizza con il soggetto, anche a noi sembra curioso che l'omino si metta a petulare solo quando è in questione il nome di un giornalista (a proposito, che ne è della famosa minaccia di querela agitata da Boffo contro Feltri?) o la corrispondenza di amorosi sensi con il rabbinato.

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  37. ad Alessandro:
    secondo il racconto di Benny Lai, ("Il Papa non eletto"), pare che ad una prima votazione fosse risultato papa proprio Siri, non il card. Roncalli: è credibile?
    (senza voler espandere un OT, vorrei solo sapere se sono testimonianze affidabili...)
    Fedele basito

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  38. Però è inutile girarci intorno: i papi devono assumersi le loro responsabilità. Il fatto che (si) siano circondati da (/di) incapaci non giustifica il loro mancato intervento in rettifica delle situazioni compromesse. Con le buone intenzioni ci lastrichiamo l'autostrada per gli inferi. La Chiesa ha bisogno di fermezza e di risolutezza. Quella in atto è una guerra senza quartiere, non una partita a bridge. Molte battaglie sono state perdute e i traditori, come vediamo, non mancano. Ma nulla ancora è irrimediabile. Dunque, bando agli omuncoli e mano ai pezzi d'artiglieria.

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  39. Più che sulla formazione teologica di Benedetto XVI possiamo contare sull'apprendistato del giovane Ratzinger alla contraerea. Feuer, Santo Padre, Feuer!

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  40. e ancora mi si viene a dire che il Vaticano II è stato solo interpretato male...I L V A T I C A N O I I Q U E S T O H A P O R T A T O !

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  41. all'anonimo delle 14,17: secondo me è solo una enorme studipaggine affermare che nel conclave del 1958era stato eletto Siri e che aveva assunto il nome di Gregorio XVII ma poi che avevav rinunciato poichè una parte dei cardinali si era inalberata. Stupidaggini elevate all'ennesima potenza. Siri non era uomo da farsi intimidire. Il 27 febbraio 1997 incontrai a Roma il card. Canestri, successore di Siri, e mi disse che questi gli raccontò che per tre volte gli fu offerta la candidatura al papato e per tre volte disse di no. La quarta volta disse di si ma le cose andarono diversamente (Wojtyla). All'ultimo conclave cui partecipò, Siri, quando iniziarono le votazioni, entrò in stato pre agonico nella Sistina, prese una sedia e si sedette in fondo alla Cappella. D'altra parte è lui stesso che confessa, nel libro di Benny Lai, e che alla fine ebbe un rimorso: quello di non aver accettato la candidatura nel 1958, nel 1963 e nell'agosto 1978. Disse che era certo del perdono di Dio ma che se lui avesse accettato quanto gli fu offerto tanti errori dottrinali sarebbero stati evitati. Alessandro

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  42. Quindi, se il racconto di monsignor Canestri è vero, la grande palude wojtyliana, il trentennio in cui lo sfascio ha preso quota, sarebbe anche responsabilità del Cardinal Siri. Ma bene!

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  43. "Redazione, che simpatizza con il soggetto"

    Veramente, ci siamo limitati a cancellare gli insulti, come doveroso.

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  44. all'anonimo delle 15,38: il card. Canestri non ha mai espresso giudizi trancianti sui Papi che ha conosciuto: da Giovanni XXIII a Benedetto XVI. Su Ratzinger, prima che fosse eletto, mi disse: "Lo conosco bene. E' un gran signore". Mai il card. Canestri parlò di palude wojtyliana, mai disse che la responsabilità di quella che tu chiami palude fosse da attribuirsi alla rinuncia all'accettazione del papato da parte di Siri. Leggi piuttosto bene il mio precedente post e poi reperisci in biblioteca il testo di B. Lai, Il Papa non eletto, Laterza, 1993. Vedrai che quanto ho riportato nel mio precedente post sono quasi esattamente le stesse parole che utilizzò Siri alla fine del libro. E poi perchè palude wojtyliana? Hai la memoria corta? Ricordati che Giovanni Paolo II è stato il Papa di Maria, dell'Evangelium vitae, della Veritatis splendor, della Dominus Iesus e soprattutto colui che ha liberato l'Europa da quella catastrofe antropologica che si chiama comunismo. Alessandro

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  45. Riagganciandomi all'ultimo post di Sullo, credo anch'io che tanta acrimonia in tanti vescovi (e in cariche più basse) verso la tradizione non sia da interpretare come semplice devozione allo "spirito del Concilio". Costoro hanno assaporato il gusto del potere praticamente illimitato in casa propria e non intendono rinunciarvi. Lo Spirito c'entra poco insomma, la carne molto.

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  46. e' comunque ,secondo me,la classica "tempesta in un bicchier d'acqua".si perche' la scomunica e,la sua revoca,riguardano le opinioni dottrinali.mons.Williamson,negando almeno in parte la Shoa,ha espresso un opinione storica,...esecrabile,sbagliata,che non corrisponde assolutamente al vero,ma pur sempre un opinione di carattere storico e non dottrinale.quindi il discorso remissione scomunica in questo caso non centra niente!il Papa ha agito con correttezza,come sempre! e la smettano i soliti "sapientoni" di voler insegnargli il mestiere!!

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  47. Perché Kasper dice di esser stato a conoscenza ma di non esser stato consultato?

    Perché doveva esser cosultato lui? Ignorava forse che la "questione FSSPX" è stata dichiarata diversi anni fa da un altro organismo della Santa Sede, come affare interno e quindi senza valenza tti ecumenica?

    Lo sapeva, lo sapeva.

    Solo che nella Curia manca il gioco di squadra: ognuno pensa a curare il propio orticello e se ne infischia di quello altrui; a volte addirittura, come in questo caso, si gode nel vedere l'altrui orticello andare a male!
    Nessuno spirito di squadra ma anche poco spirito evangelico.

    Ma Kasper non è quel vescovo tedesco che prima ancora di divenire cardinale venne definito da Lefevbre: "pericoloso e da tenere d'occhio"?

    Antonello

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  48. DANTE PASTORELLI24 settembre 2009 19:29

    Lasciate perdere i conclavi. Tanto quel ch'è successo veramente non si saprà mai o se si saprà sarà a distanza di secoli.
    A meno che qualche eminentissimo vegliardo non abbia lasciato scritto qualcosa che è in mani fidate con la consegna di renderlo pubblico prima o poi. Non mi meraviglierei.

    Le voci su Siri sono sempre state insistenti e talvolta dettagliate. E forse, involontariamente, in qualche modo le ha alimentate lui stesso quando affermava che sarebbe stato papa sol che lo avesse voluto. Frase variamente intepretata, specie dopo l'elezione di Woytila. Da quel conclave, lo ricordo bene in una trasmissione TV, uscì scuro in volto, turbatissimo. Stanchezza, malore?

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  49. a Alessandro. leggi bene tu, casomai. mica ho detto che Canestri ha chiamato palude gli anni del pontificato Wojtyla. sono altri, tra cui mi ci metto anch'io, che la chiamiano così. e mica ho detto che Wojtyla non ha fatto neanche una cosa buona. sarà difficile trovare nella storia della chiesa un papa che ha fatto solo errori. non so per Canestri ma per me il pontificato wojtiliano è stato specialmente il pontificato delle ole, delle mise arlecchinesche, degli inchini a corani e torah, delle messe spettacolo, delle canonizzazioni spray, dell'esaltazione dei movimenti e sopratutto di opus dei, della stagnazione liturgica e del mancato contrasto alla deregulation intraecclesiale dilagante. quindi se Siri ha declinato l'invito a prendere in mano il timone della barca, ha fatto non male ma malissimo, specie se consideriamo le sue censure a quei fenomeni che nell'età wojtyliana sono esplosi. e nota che parlo di pontificato e di età, cioè di un periodo, non della persona di papa Woytjla, sulla quale il giudizio non sta né a me, né a te, né a Canestri, né a Siri.

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  50. Va là, Redazione, che faccia da furetto non è un insulto!

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  51. Eh, lo vedi redazione, che perfino san Toro ha arruolato Bagnasco nelle sue file? Perché? Perché era arruolabile. E stai tranquilla, redazione che domani Mr 8x1000 non si smarca.

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  52. All'anonimo del 24 settembre delle ore 19,38. Palude gli anni di Giovanni Paolo II? Ma dai, Wojtyla è stato fatto Papa dallo Spirito Santo. Ne devo dedurre che lo Spirito Santo voleva un pontificato che sprofondasse nella melma? Non facciamo ridere i polli! E poi cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno, anzichè mezzo vuoto. Alessandro

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