martedì 7 aprile 2009

La Chiesa sognata dai progressisti...

... è senza dubbio quella episcopaliana, ossia gli anglicani americani (che, per ragioni di patriottismo, dopo la Rivoluzione americana abbandonarono l'odiato riferimento inglese e si rinominarono episcopaliani; essi fanno comunque parte a pieno titolo della Comunione anglicana, che fa capo all'Arcivescovo di Canterbury).

Perché? Giudicate voi alcune delle ultime performance di questa confessione religiosa:

- E' ben noto come tutta la comunione anglicana sia sul punto di implodere per la questione dell'ordinazione dei gay. Non di persone di tendenze omosessuali; parliamo proprio di gay "praticanti", come il vescovo del New Hampshire Gene Robinsons, che dopo aver abbandonato moglie e figli si è "sposato" con l'amante, col quale convive felicemente in vescovado (ha detto che è sempre stato il suo sogno diventare una june bride, che tradurremo come "una sposina"). Particolare importante: la (pseudo)ordinazione episcopale è avvenuta dopo che il Nostro aveva già reso pubblica la sua scelta di campo (se così si può dire);

- La reverenda Katherine Ragsdale (foto a destra), ha pronunziato un sermone, da lei scritto e pubblicato su internet, nel quale afferma che (citiamo) "l'aborto è una benedizione". E non solo nei soliti casi (violenza, anomalie fetali, povertà, "assenza di supporto sociale"), ma anche "quando una donna diventa incinta in una relazione d'amore, di sostegno e piena di rispetto, e ha ogni possibilità aperta avanti a sé, ma decide nondimeno di non volere un figlio; se ha accesso ad un aborto sicuro e poco costoso: non c'è tragedia in vista, solo benedizione". "Il nostro compito sarà compiuto", conclude la reverenda "solo quando una donna in ogni fase della gestazione, per qualunque ragione o anche senza alcuna ragione, potrà praticare l'aborto". (fonte: LSN).

- Ma anche per gli episcopaliani non sono solo rose e fiori, come nei felici casi sopra citati, e sono infiltrati pure loro da pestiferi integralisti, che vogliono soffocare l'afflato di apertura al mondo e alle minoranze, l'anelito ecumenico e lo spirito del Vaticano II (oops, scusate, l'ultimo non c'entra cogli anglicani, ci è scappato). Una di questi Torquemada dev'essere senz'altro la sciura nella foto a sinistra, con un improbabile pastorale-reliquiario in mano (ma mica venerano le reliquie, loro), ossia la vescovessa Geralyn Wolf, che vuole rimuovere una pretessa della sua diocesi che si dice "al 100% episcopaliana e mussulmana". Come questo connubio sia possibile, è comprensibile solo a chi ha approfonditamente studiato e assimilato il latitudinarismo anglicano (l'attitudine, tipica di questa religione, di imbarcare ogni cosa e il suo contrario). La presbitera in questione, che si chiama Ann Holmes Redding, dice che Gesù è divino, così come ogni uomo è divino. Dio è uno, come dicono sia cristiani sia musulmani, e questo Dio è lo stesso per entrambe le fedi. Logico quindi appartenere a tutte e due queste religioni che dicono in sostanza la stessa cosa. Il sillogismo non fa una grinza, no? [fonte: Coo-ees from the cloister]


Aggiornamento. Gentilmente Alan, lettore anglo-cattolico, ci invia queste precisazioni:

I have just read your article about the American Episcopal Church. Ouch! It's painful to have our private grief exposed in a Roman Catholic blog! ;-) There is, however, one small mistake. The name "Episcopal" was not chosen in patriotic rejection of "Anglican" (= English). The concept of an "Anglican Communion" is a later invention. Members of the Church of England in the eighteenth century would not have called themselves "Anglican". Although not completely unknown previously, the word Anglican came into widespread use in the nineteenth century, and at first it often meant "Anglo-Catholic", so that Church of England priests of low-church or evangelical beliefs would deny that they were "Anglican". In using the word "Episcopal", the Americans were following the Scots, who ordained their first bishops. (At that time, while the Church of England was the official religion of the state in England, the Scottish Episcopalians, who had supported the Stuart claim to the throne, were actually persecuted.)

18 commenti:

  1. Preghiamo il Signore affinche'non permetta che i succitati servi del demonio producano altri danni alla sua Chiesa (di cui comunque,essendo pseudoanglicani,non fanno parte).

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  2. E poi ci domandiamo quando verrà l'Anticristo .........

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  3. Correggeremo la ballata di Cavalcanti
    "In una chiesa truva' pastorella..."

    Mah, a leggere certe cose e soprattutto a vedere certe foto verrebbe da ridere, se non ci fosse davvero di che piangere.

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  4. Quoto Pernice...ma quando è iniziata la deriva della Comunità Anglicana? E pensare che era la Chiesa che si era staccata da Roma che manteneva più caratteristiche cattoliche e che dopo il Concilio si pensava imminente un suo ritorno a Roma!
    Per fortuna non tutti gli anglicani e i vetero-cattolici la pensano così...avevo letto che molti si erano staccati dalle loro Chiese e che anzi stavano ritornando verso Roma (vedi la TAC e la PNCC), dopo aver visto i macelli che sono sotto gli occhi di tutti....preghiamo e speriamo bene, che questi fratelli in difficoltà capiscano i loro errori e tornino all'Ovile...

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  5. Vagando sul web ho anche trovato questo
    http://www.uaar.it/news/2009/04/02/olanda-pastore-ateo-non-sara-espulso/
    Un brevetto mondiale...dopo gli italiani socialisti di destra, gli olandesi preti atei...
    Forse la nostra amata Chiesa non è messa tanto peggio di altre..certo è che si spera non finisca come le altre...

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  6. L'apertura alle pasturelle cavalcantiane (ma non troppo, perché quella di Guido era "più che la stella bella") è avvenuta nel 1992, con effetti concreti dal 1994. Ma il diaconato femminile - in latenza dalla metà dell'Ottocento - era stato ufficializzato intorno alla metà degli anni Ottanta. Il prossimo passo, cui in linea di principio è già stata spianata la strada, è quello delle donne epìscope. Dunque stiamo attenti quando qualcuno si mette a parlare, anche solo in via ipotetica ed esplorativa (come ha fatto il mio parroco qualche mesetto fa), di diaconato femminile! Che se ne sia coscienti o no, si tratta del primo passo verso una conferenza episcopàle in rosa... e magari poi la papessa, che, come si sa, è un tarocco.

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  7. Beh, il diaconato femminile, a quello che ho potuto capire, ha anche antecedenti nella Tradizione (San Paolo avevo letto che aveva ordinato donne diacono, e il diaconato femminile è in uso anche presso le Chiese d'Oriente, che certo non si possono definire moderniste o liberali)...il sacerdozio e l'episcopato assolutamente no (se ne è iniziato a parlare dagli anni '70 per il sacerdozio e dagli anni '80 per l'episcopato...)!
    Mi è stato detto anche a me che il diaconato femminile aprirebbe la strada al sacerdozio femminile; io non penso, anche se posso sbagliarmi....beninteso, sono contrarissimo al sacerdozio e all'episcopato femminili.
    Come sono contrario al matrimonio die presbiteri, che spesso va di pari passo con il sacerdozio femminile: un conto è l'ordinazione di uomini sposati (come avviene nelle Chiese d'Oriente, in comunione o meno con Roma), che è prassi tradizionale e veneranda, altra è la fregnaccia del matrimonio dei sacerdoti.
    Tornando al discorso episcopale, avevo letto che la Chiesa americana è in fortissima crisi (come le altre Chiese protestanti "moderne", che sono in crisi più nera perfino di quella cattolica), e che stanno crescendo molto i tradizionalisti, e perfino i ritorni a Roma...del resto, se ciò che dice la Chiesa e ciò che dice il mondo è uguale, perchè seguire la Chiesa e le sue regole?
    Speriamo che questi fratelli capiscano i loro errori e ritornino presto....
    Spero di essermi spiegato bene, sono nuovo del blog...come spero di essere corretto, se ho sbagliato...

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  8. DANTE PASTORELLI7 aprile 2009 13:37

    Però la pretessa anglicana e musulmana le sue ragioni le ha davvero: se abbiamo, cristiani e musulmani, come anche in alte sfere ecclesiastiche nostrane si continua a proclamare, lo stesso Dio, perché non si può esser anche cattolici e musulmani?
    In fondo Max Thurian ed altri esponenti di Taizé non afferman che sono cattolici e protestanti insieme, perché niente han rinnegato del protestantesimo? Il p. paolino Rosario Esposito non afferma che si può esser massoni e cattolici, anzi, preti come lui?
    E se tutte le religioni son vie d'accesso a Dio, perché rimaner cattolici e non formare una chiesa universale in cui ogni religione sia parte integrante con mescolanza di riti che, tutti, promuovon la salvezza eterna? Che differenza c'è tra Cristianesimo e Buddismo? chiese alcuni anni fa un giornalista ad un monaco olivetano ora in commissione cultura in Vaticano, p. Zielinsky? Nessuna, rispose, solo Cristo. E giù battesimi interreligiosi.
    Ciao ROB!

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  9. Salve, professore!

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  10. Dante, il mio parroco, don Walter Fiocchi, della parrocchia del Suffragio di Alessandria, circa 1 mese fa è andato a Gaza (ma gli israeliani non l'han fatto entrare)perchè come dicevi tu, cristiani e musulmani hanno lo stesso Dio. Non mi è però ancora chiaro se è andato là per farsi musulmano o se invece voleva convincere i musulmani (là Hamas aveva applicato la sharia) ad aderire al catto - sincretismo. Alessandro

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  11. un diaconato al femminile non è mai esistito; esistevan donne che, a motivo del loro intervenire nei battesimi delle donne adulte (che in epoca antica avvenivano per immersione, e quindi eran nude) per aiutare i vescovi salvando il pudore delle battezzande, venivan dette diaconesse, ma non avevan ricevuto il primo grado del Sacramento, eran "diaconesse" nel senso etimologico del termine.

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  12. DANTE PASTORELLI7 aprile 2009 20:46

    Riprendo il discorso dell'anonimo delle 16,37 (ma se usaste il nick non sarebbe più semplice?.Le diaconesse, dal greco diaconèo, è la servente, la donna ministrante. Era eletta dalla Chiesa, di siolito doveva avere più di 60 anni, essere vedova d'un solo marito.
    Le venivano affidate la direzione spirituale delle donne consacrate, delle povere e malate, l'istruzione delle donne. I Padri ne parlano, ma escludono ogni conferimento di ordine.
    Oggi il primo ordine è il diaconato. Già nei tempi immediatamente successivi alla Pentecoste, gli ordini conosciuti erano diaconato, presbiterato, episcopato. A partire dal IV e V secolo si aggiunsero gli ordini minori: accolitato, esorcistato, lettorato, ostiariato; e il suddiaconato. Visto che oggi si nominano accoliti a più non posso, forse male non sarebbe stato lasciar gli ordini minori che almeno presupponevano una buona preparazione. Nei seminari tradizionali il suddiaconato viene in genere conferito al IV anno, ed esige la scelta del celibato (dal XII sec). E' il primo degli ordini maggiori. Tra le facoltà acquisite con tale ordine: cantare l'epistola, versare l'acqua nel calice, assistere il diacono all'altare, prestargli calice e patena, lavare i corporali e gli altri lini sacri
    Fu Paolo VI con i documenti, Ministeria quaedam e Ad pascendum, a voler tornar all'antico.

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  13. Anch'io come l'anonimo delle 16,37 so che le cosiddette diaconesse erano solo inservienti nei battesimi delle donne e non avevano niente a che vedere con il diaconato come ordine sacro. Stiamo attenti a parlare di diaconato alle donne perchè ne comincerebbe una deriva che come nella chiesa anglicana conduce solo al dissolvimento della Chiesa. Le donne hanno in Maria Santissima che è la regina degli apostoli pur non avendo nessun ordine sacro, il loro modello.

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  14. L'intervento delle 13:37, è
    inopportuno
    nei confronti delle luminose figure dei padri di Taizè e del loro progressivo avvicinamento al cattolicesimo (Thurian è morto da presbitero cattolico)
    ed è anche un clamoroso autogol accusando di irenismo un difensore della messa tridentina
    http://introiboadaltaredei.files.wordpress.com/2007/05/il-papa-ripristinera-la-messa-tridentina.pdf
    povero padre Christopher, chi glielo ha fatto fare

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  15. DANTE PASTORELLI8 aprile 2009 00:11

    Il fatto che da due o tre anni il p. Zielinsky - che conosco - si sia "convertito" al "tradizionalismo" (quanto sia sincero non lo so non leggo nelle anime: magari fosse vero) non toglie che abbia causato più danni della grandine quando era priore nel monastero di S. Miniato a Firenze: il monastero era diventato il centro del peggior ecumenismo ed anche del sincretismo: ad es. il battesimo della figlia (o figlio non ricordo bene) del giornalista della nazione Scanzani, che figura nelle liste della massoneria pubblicate dall'Unità, e non da riviste lefebvriane, avvenne in modo disgustoso ad opera dello Zielinsky con attiva partecipazione di ebrei, musulmani ed altri non cattolici che pregavano (chi?) tutti insieme, al rubinetto del piazzale e non al fonte battesimale. Le sue amicizie erano anch'esse notorie.
    Se si è pentito come dice, perché non ha fatto una pubblica ritrattazione nelle pagine del giornale che riportava le sue "verità"? Quando pubblicai sul mio bollettino qualcosa su di lui, si risentì, ed io lo invitai proprio a far conoscere la sua posizione ed il suo pentimento per le anime da lui traviate.
    Sul quotidiano di cui sopra lo stesso Scanzani ricordo che scrisse: "E' questa la liturgia che piace a Dio".
    Che Thurian sia morto da prete cattolico è ovvio, l'ho scritto che lo era diventato, ordinaoto dal card. Ursi: ma lui affermava sempre di esser cattolico e protestante e che niente rinnegava della sua formazione.
    Altro che inopportunità e autogol: solo le cose come stanno.
    Taizé era e resta un centro interreligioso pernicioso per la retta fede.

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  16. DANTE PASTORELLI8 aprile 2009 00:35

    Mons. Luigi Villa un giorno si rivolse al celebre teologo card. Journet con questa domanda : «Que pensez-vous de Taizè? » (Cosa ne pensate di Taizè ?). Il cardinale con un gioco di parole e assonanze rispose : -Taisez-vous, taisez-vous! (Non me ne parlate!).Aggiunse: “ Taizè propaganda un ecumenismo a buon mercato e un falso irenismo a danno della verità. Copre i problemi nella nebbia e seduce un mondo cattolico in via di dissolvimento”.

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  17. Caro Inopportuno, a te che sei futurista dovrebbero fischiare le orecchie quando parli di padri di Taizè che si sono convertiti al cattolicesimo e di progressisti arrabbiati che si sono avvicinati al rito antico. Non ti ricordano un certo F. T. Marinetti che a un certo punto è diventato Accademico d'Italia? O Carrà e Severini che negli anni Venti ritornano a una concezione classica dell'arte? Il fatto è che dopo le fasi iconoclaste e di allegra protesta gli spiriti più seri avvertono l'esigenza di valori solidi, di un ritorno, per dircela tutta, alla tradizione. E alla tradizione finiscono per guardare con rinnovato interesse. A volte, guarda un po', diventano perfino più tradizionalisti di chi dalla tradizione non si era mai distaccato!

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  18. Quoto l'intervento di Jacopo...anche perchè mi ci ritrovo...anche se non mi definisco nè un conservatore nè un progressista (odio poi usare termini politici a riguardo della mia Fede), ma un sepmlice, per quanto indegno, cattolico....

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