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sabato 25 aprile 2009

Kasper: colloqui con la FSSPX quest'estate

Treviri, 24 aprile 2009 - Colloqui per la riunificazione tra il Vaticano e la tradizionalista Fraternità di S. Pio X, secondo le parole del card. della Curia Walter Kasper, potrebbero cominciare quest'estate. "Non si può sempre rimandare", ha detto il Presidente del Pontificio Concilio per l'Unità dei Cristiani venerdì, 24 aprile, a Treviri. La FSSPX dovrebbe riconoscere le decisioni del Concilio Vaticano II e il Catechismo cattolico. "Non c'è altro modo", ha detto Kasper. Che è, comunque, contrario ad ultimatum.

Il ritiro delle scomuniche dei quattro vescovi della FSSPX alla fine di gennaio ha portato ad un serio risentimento ebreo-cattolico. Uno dei quattro, il britannico Richardo Williamson, nega l'Olocausto. Kasper ha detto che la Fraternità dovrebbe compiere passi verso il Vaticano. L'obbiettivo è, per quanto possibile, riportarli nella Chiesa e non rischiare una divisione permanente. Il cardinale ha accusato la FSSPX di una "rigida visione tradizionale".


Dispaccio Kipa-apic.ch

17 commenti:

  1. ¡Que disastro se il cardinale Kasper e la persona che portara avanti queste conversazioni con la FSPPX! ¡ Che meravigliosa data per la Chiessa, il giorno che Kasper, Re, Leman etc. vadano in pensione!
    Non ce nessun atrito fra gli ebrei e catolici,piu di quella animosita recorrente loro nei nostri confronto, per favore smetetela di buttare legna al fuoco ogni volta.

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  2. Beh, in estate spero proprio che lui (Kasper) li vedrà - questi colloqui - dalla sua casa (a Roma o in Germania, non m'interessa), comodamente sulla poltrona della dorata pensione...

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  3. Tranquilli, tranquilli: Kasper non avrà voce in capitolo nei colloqui. Il suo è il canto di un cigno.
    Più pericoloso semmai potrebbe essere Levada che è tollerante coi sodomiti, ma intollerante coi "lefebvriani".

    Nelle dichiarazioni di Kasper c'è una dichiarazione molto interessante: "non si può sempre rimandare". Interessante che un progressista come lui abbia il coraggio di riconoscerlo. E' già un passo avanti rispetto a quanti,21 anni fa, nella Curia Romana, volevano rinviare in continuazione la risoluzione dei problemi in attesa che la morte facesse il suo dovere anche con Lefebvre. Ma gli è andata male perché Lefebvre se ne accorse.

    Antonello

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  4. DANTE PASTORELLI25 aprile 2009 19:58

    La fraternità è troppo rigida nella sua difesa della tradizione? Kasper è troppo mollemente aperto all'eresia del falso ecumenismo e agli eretici d'ogni risma.

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  5. Scusate la mia ingenuità e ignoranza.
    Perchè in Vaticano (che spero mi legga e che questa mia fanciullesca istanza giunga a Chi di dovere ...) sembra si abbia paura ad affrontare i temi caldi della discordia ? Monsignor Lefebvre, che ho avuto modo di ascoltare in alcune sue omelie, è stato molto chiaro nelle denuncie relative ad alcuni aspetti del Vaticano II.
    Punto su punto, specie nelle cose più "banali" e "semplici" mi sembra inoppugnabile la sua posizione: perchè nessuno della Santa Sede risponde alle sue denuncie, spiegando i motivi per cui Monsignore avrebbe torto ? Per un neofita ed ignorante come me sarebbe importante capire perchè la Chiesa ufficiale considera i Lefebvriani come appestati o addirittura scismatici. Ho capito e condivido quel poco che ho sentito dalla voce di Monsignore, ma non ho ancora avuto modo di udire o leggere un contradditorio serio, possibilmente in un italiano semplice e comprensibile anche ai non addetti. Come si fa, ad esempio, non essere d'accordo sui motivi per cui la Santa Comunione va ricevuta in bocca e in ginocchio ? O denunciare la scelta di far officiare al sacerdote la Santa Messa rivolto al fedeli, dando la schiena al Signore ? Sono molte e circostanziate le denuncie di Monsignore, a cui nessuno (almeno credo) ha mai risposto in modo altrettanto circostanziato. Solo tante parole fumose, concetti filosofici difficili da capire nella loro essenza, derive teologiche assurde, fino ad arrivare a preti che assomigliano o a manager di successo in giacca e cravatta o a no global dei centri sociali in perenne lotta con tutti. E concessioni incredibili ai "bisfrattati" islamici, che hanno "lo stesso nostro unico Dio" (che il Signore perdoni coloro che lo dicono), regalando anche un posto d'onore ad una moschea nel tradizionalissimo Presepe ...
    Ma come si fa a sostenere certe posizioni "progressiste" ? Ma come si fa ad asssitere allo spettacolo rochettaro di una "pseudomessa" con canzoni e musiche pazzesche, con sbracci e abbracci, e non apprezzare invece la spiritualità e vicinanza con il Signore di una liturgia con rito Tridentino ? Sono forse nato nel secolo sbagliato ? Ho passato indenne il '68, periodo in cui da studente non in linea con i "compagni" ero tacciato di fascista (non c'erano mezze misure) e come tale isolato e discriminato. Ma almeno c'erano ancora i preti vestiti da prete e che sollievo incontrarli per strada e magari scambiare qualche parola con loro, chiedere una parola di conforto ... E le chiese, mi ricordo, erano aperte (almeno a Torino) e ci si poteva rifugiare per cercare nella pace e nella penombra quell'intimità Divina che sembrava aver abbandonato il mondo esterno. E ci si poteva anche confessare ... a qualsiasi ora o quasi, perchè si trovava sempre un confessionale aperto (bastava suonare il campanellino) ! Incredibilmente mi vien da dire "bei tempi quelli, torneranno mai ?" ....

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  6. ma come si fa ad assistere allo spettacolo di rocchetti e cotte conciate come sottogonne e collant a rete???????????????

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  7. Non è questione di vesti, di pizzi, di cotte , di rocchetti.
    Ma che una bella regolata per "i preti" ci vuole , ci vuole. Siamo stanchi di vedere tanti ex 68 preti che incitano alla disobbedienza verso i vescovi e il papa.
    Questi discorsi hanno fatto il loro tempo. O ri-diventeremo cattolici o perderemo tutto .
    Le chiese protestanti sono in affanno, la chies anglicana, non riesce ad avere una presa nelle nuove genrazioni, le sette autocefale dei pentecostali aumentano sempre più con interpretazioni delle scritture personali. La gente corre dietro questi, perchè la Chiesa cattolica nei suoi ministri non da più segni di certezza nella fede. Ai giovani viene insegnato più il rispetto delle altre fedi che non i pilastri della dottrina e del catechismo della Chiesa cattolica. E allora. ?

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  8. Caro Silvano, in estrema sintesi ti si può dare questa risposta: dopo il Vaticano II nella Chiesa regna un pensiero non cattolico (lo profetizzò Paolo VI), intriso di ideologie varie e variegate dove si fa un mix di cose serie e verità di fede con cose non serie ed eresie; Giovanni Paolo II parlò di apostasia strisciante. gli eretici raramente hanno usato un linguaggio chiaro; preferiscono pescare nel torbido di un linguaggio fumoso, nebuloso, anfibologico, sofistico. Il modernismo oggi imperante è la sintesi di tutte le eresie ed è abilissimo a nascondere l'errore tra le pieghe della verità; talmente abile da mettere in difficoltà anche chi ha un bagaglio teologico solido. Io stesso ho sentito dire ad un prete di grande preparazione teologica e di profonda ortodossia che Karl Rahner è "accettabile"!!!
    Il cardinal Siri invece diceva che Rahner è il più pericoloso dei nuovi teologi perché scrive benissimo ed ha l'aria di essere ortodosso!

    Per restare indenni dai neomodernisti non c'è massima migliore di questa:

    Fuge cito, fuge longe, fuge semper. Hoc fac et vives!

    Antonello

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  9. complicmenti inopportuno! Tu si che sai argomentare!
    Tra un po' ti daremo tutti ragione...

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  10. Caro sig. Inopportuno, vede, ognuno trova ciò che cerca: lei ha trovato evidentemente la merceria, inteso come negozio di filati, nella messa in rito straordinario. Io invece ho trovato la spiritualità , la concentrazione nella preghiera, i silenzi nei momenti giusti, una sentita celebrazione della Passione, ecc... Credo che sia un'abitudine di molti oggigiorno a soffermarsi all'esteriorità delle cose, senza volerne approfondire il significato. Senza offesa, mi creda, lo vedo nei miei figli e non c'è verso di far capire loro che tutte le cose possono essere diverse, molto diverse da quello che sembrano di primo acchitto.
    Purtroppo oggi è il mondo del reality show, della vacuità, dell'assenza ... Io mi sono accostato al tradizionalismo cattolico per caso, dopo aver provato nel mio percorso di conversione altri aspetti del mondo cattolico, che però non mi soddisfacevano. Nel rito tridentino ho trovato ciò che mi appaga, altri miei conoscenti lo trovano, ad esempio, nelle funzioni di rinnovamento dello spirito. Ma le posso assicurare che non mi soffermo sulla gestualità, sulla composizione delle orchestrine di sfondo, sul come sono vestiti gli officianti di queste funzioni: così come la invito a non fermarsi ai ricami, tomboli, punti gigliuccio o quant'altro indossino i ministri di Dio. Se ci sono è forse perchè hanno un significato, magari più profondo di quello di una tenuta casual: paio di jeans a vita bassa e cavallo al ginocchio come oggi "fa trend". Ma non mi ha risposto sugli altri aspetti che avevo sollevato, forse leggermente più importanti: la comunione, dare le spalle al Santissimo, ecc...: che ne pensa lei, mio caro inopportuno ?

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  11. DANTE PASTORELLI26 aprile 2009 21:25

    Lasciate perdere monomaniacali suggestioni del subconscio.

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  12. Sono i traditori della tradizione che sono i tradizionalisti che cercano abiti femminei e anticaglie, come ha dimostrato anche il conservatore illuminato Duca di Gandia, quando ha sbugiardato Marini Guido sulla poltrona paapale.

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  13. Ognuno vede (e guarda!) con gli occhi che ha: c'è chi vede calze a rete e chi vede il Sacrificio di Cristo (pardon, la Sua filantropica compartecipazione al nostro dolore). Sarebbe forse più ... opportuno concentrarsi sull'essenziale, senza troppo pensare a problemi che oggi usa chiamare di "gender". Magari recitando «Praecinge mihi, Domine, cingulo puritatis et extingue in lumbis meis humorem libidinis: ut maneat in me virtus continentiae et castitatis».

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  14. Inopportune,
    quo usque tandem abutere patientia nostra, de re vestimentaria ac similibus nugis nos continue vexando?

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  15. Reverendissima Redazione, il povero Inopportuno chiede sommessamente la massima indulgenza, ma è desiderosso di dialogare.
    E allora vorrebbe chiedervi se bisogna prendere sul serio questa parole istruttive del mons. Bertolucci, già maestro del coro del papa
    " Inoltre il gregoriano è stato falsato dalla teoria ritmica ed estetica dei benedettini di Solesmes. Il canto gregoriano è nato nei secoli di ferro, deve essere virile e forte, altro che le dolcezze e i comodi adattamenti dei giorni nostri"

    se è vero quello che ha detto il Maestro per il modo brutto di cantare gregoriano, può essere vero anche che da molto tempo ci si vesta brutto e femmineo invece che bello, virile e forte.

    Se voi ad esempio prendete il capitolo sul vestiario di chiesa che c'è in articolo consigliato da M. Augè
    [Monique Brulin (Requête se sacralité ou entrée dans le Mystère? L’aport de la PGMR 2002, in La Maison-Dieu, n. 257, 2009/1, 99-129): un articolo che comincia bene, contro il sacro pagano, ma poi termina troppo ratzingeriano]
    lo traducete e lo pubblicate su questo blog,
    vedrete che non è solo l'Inopportuno uscito dal manicomio che dice certe cose contro i pizzi e le calze a rete.
    Lo farete???????????????????

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  16. secondo me inopportuno è troppo fissato sui pizzi etc. Possibile che nella liturgia V.O. riesca a vedere solo questo? Mi sa tanto che abbia assorbito qualche patologia o qualche deviazione sessuale e ora la riversi nella liturgia. Frncamente non riesco come si riesca ad elaborare mentalmente le elucubrazioni da cui è affetto inopportuno. Forse uno psichiatra riuscirebbe a rispondere. Alessandro

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  17. Alessandro, sù, non offendere l'Inopportuno: non vorrai caricarci dell'ingrato compito di difenderlo...

    E' vero che l'insistenza su pizzi e ricami è piuttosto monomaniaca. Ma prima di dubitare della salute psichica di Inopportuno, siamo propensi a pensare che voglia semplicemente sfruttare uno dei più triti luoghi comuni che si oppongono ai tradizionalisti: di essere fatui esteti che si estenuano in fibbie e pennacchi. Dopo tutto, qualcosa del genere ci ha detto anche Tornielli: segno che i pregiudizi sono duri a morire.

    Eppure, caro Inopportuno, dove in questo sito e blog - per esempio - hai trovato tale insistenza?

    Comunque: l'argomento della virilità/effeminatezza del rito non è privo di interesse. Quindi, facciamo una proposta: Inopportuno traduca l'articolo cui fa riferimento (che noi non abbiamo), ce lo mandi a redazione@messainlatino.it e promettiamo di pubblicarlo. Quindi apriremo la danza ai commenti sulla questione che gli sta così a cuore e che, concediamo, non è priva di interesse.

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