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giovedì 6 giugno 2024

il Cristianesimo dovrebbe essere “ateo”: l’assurdo di certa teologia contemporanea:

I frutti del neomodernismo contemporaneo.
The Catholic Thing – Thomas Weinendy OFM cap:  "Questa preoccupazione è emersa ancora una volta nell'intervista di 60 Minutes....In questa luce, Papa Francesco ha fatto altri due punti correlati.  Ha affermato con enfasi che essere chiusi al cambiamento è "un suicidio".  Questa mentalità suicida sembra basarsi sulla presunzione che, se non si è aperti all'opera contemporanea dello Spirito Santo, si muore mentre la Chiesa continua a svilupparsi.  Inoltre, essere suicidi significa che un conservatore si chiude in una "scatola dogmatica".  (...) Ora, non c'è dubbio che ci siano conservatori che si suicidano nel voler tenere chiusa la loro cara scatola dogmatica.  Essere conservatori nel vero senso del termine, tuttavia, significa preservare e promuovere ciò che è vero e buono e che deve essere preservato e promosso.  Pertanto, i cattolici americani, vescovi, clero e laici, che vogliono disperatamente preservare l'insegnamento e la tradizione ecclesiale tradizionale sulla legge morale, non sono suicidi, ma sono la vera speranza per il futuro.(...) Gli autentici conservatori cattolici sono la speranza del futuro della Chiesa in America, perché spalancano la scatola dottrinale della fede. (…) Si può essere rattristati dalla visione di Papa Francesco della Chiesa cattolica americana come sterile nella sua propensione a dogmi senza vita, perché ciò che egli percepisce non è vero.  Sebbene la Chiesa stia lottando qui, è molto più forte di tutte le sue controparti in Europa occidentale. A causa di questa forza, ci si chiede se non sia questo il motivo per cui Papa Francesco la critica così spesso - anche se ingiustamente.  La Chiesa in America, insieme a quella in Africa, si oppone al tentativo di Papa Francesco di conformare la Chiesa alla sua ideologia".
Luigi C.

Il Cammino dei Tre sentieri,  18 MAGGIO 2024

Con la scelta della Croce, Dio deciderebbe di “svuotarsi”: kenonis.
L’insegnamento tradizionale afferma, invece, che la scelta della Croce è stata un atto libero con cui Dio ha deciso di immolarsi, ma senza perdere la sua onnipotenza.
Molti teologi contemporanei sostengono che tale “svuotamento” sia stato un volontario “annullamento”.
Il filosofo marxista tedesco, Ernst Bloch, afferma che l’essenza stessa del Cristianesimo sia l’ateismo, cioè il disperdersi di Dio nel mondo e nella storia umana. Secondo Bloch, i racconti biblici erano originariamente rivoluzionari e di contestazione contro Dio. Poi, durante l’esilio in Babilonia, per opera soprattutto dei sacerdoti Esdra e Neemia, sarebbe cominciata la revisione del testo sacro.

Cristo rappresenterebbe l’uomo-dio che in un certo qual modo si sarebbe sostituito a Dio Padre, facendo sì che l’antropologia si sostituisse alla teologia. La connotazione gnostica a riguardo è molto chiara.

Insomma, solo nel Cristianesimo ci sarebbe la completa sostituzione di Dio con l’uomo.

In tal modo il Cristianesimo diventa prassi storica. Una prassi storica che deve essere funzionale alla realizzazione di una società perfetta (utopia).

Queste concezioni sono di origine marxiste e poi hanno preso campo soprattutto nel mondo protestante.

S’invita pertanto ad operare tanto una de-ellenizzazione quanto una de-mitizzazione del Cristianesimo. De-ellenizzazione: eliminare le categorie della metafisica greca, perché troppo rigide e legate alla sostanza dell’essere. De-mitizzazione: depurare il Cristianesimo da tutto ciò che avrebbe a che fare con lo straordinario e il miracoloso.

Il Cristianesimo andrebbe pertanto giudicato non partendo dal dato della fede, bensì della storia. La Chiesa non avrebbe mai conosciuto la verità comunicatagli da Cristo, ma l’avrebbe sempre e solo interpretata. I contenuti della fede non entrerebbero nel mondo dal di fuori, bensì verrebbero partoriti dal mondo.

E quindi tra ateismo e cristianesimo non ci sarebbe più differenza, entrambi sarebbero interni al mondo e quindi interpretazioni dipendenti da situazioni esistenziali. L’ateismo di Nietzsche secondo cui “Dio è morto” non esprimerebbe una posizione anticristiana, ma andrebbe pienamente d’accordo col cristianesimo.

Tutto ciò comporta tre conseguenze.

Prima conseguenza: i cristiani devono vivere nel mondo esattamente come vive il mondo, senza distinguersi in nulla.

Seconda conseguenza: il Cristianesimo non deve avere un ruolo pubblico.

Terza conseguenza: i confini del cristianesimo e della Chiesa si dissolvono: tutti stanno dentro la salvezza perché Dio si manifesterebbe nell’esistenza dell’umanità e la salvezza sarebbe ovunque.

2 commenti:

  1. "Con la scelta della Croce, Dio deciderebbe di “svuotarsi”: kenonis", così esordisce l'articolo. Non è che "deciderebbe", lo ha fatto. Lo dice Paolo nella lettera ai Filippesi: "Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma svuotò se stesso...facendosi obbediente fino alla morte di croce". Il verbo ekènosen, tradotto di solito con "si umiliò, si spogliò" vuol proprio dire letteralmente si svuotò. Vabbè che nei vostri ambienti le Scritture non vanno per la maggiore, ma qui sono proprio le basi. Sul fatto che la Chiesa non avrebbe mai conosciuto la verità comunicatagli da Cristo (semmai comunicatale, prima di disquisire di teologia sarebbe meglio assicurarsi di padroneggiare l'italiano), basti pensare che tutte le verità di fede sono state decise a maggioranza nel corso di concilî e sinodi tenutisi a centinaia di anni dalla predicazione di Cristo, e pure i quattro vangeli sono stati selezionati tra i tanti disponibili, la dottrina cattolica è tutta una costruzione a tavolino nata da discussioni tra i vescovi, quindi altroché se le Scritture sono state interpretate: se Cristo avesse voluto rivelare la verità alla Chiesa, non avrebbe aspettato che nel 325 Costantino convocasse un Concilio, ma avrebbe Lui in persona scritto un Catechismo.

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    1. Non credo che un protestante possa dare lezioni di alcunché a un qualsiasi cattolico, fosse anche analfabeta.

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