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giovedì 20 luglio 2023

Fallimento papale: il motu proprio Traditionis custodes, due anni dopo #traditioniscustodes

Vi proponiamo – in nostra traduzione – questo interessante articolo di Timothy S. Flanders, caporedattore, pubblicato sul sito OnePeterFive il 17 luglio.
In esso l’autore analizza con lucidità e freddezza statistica il vero impatto del motu proprio Traditionis custodes a due anni dalla sua pubblicazione: non solo un autentico fallimento, ma soprattutto la conferma che «il movimento tradizionale e la Santa Messa tradizionale sopravvivranno a papa Francesco e si rafforzeranno di conseguenza».

L.V.


È passato un altro anno da quando è stato decretato il peggior documento della storia papale, basato sulla disinformazione e sulle menzogne raccontate su Papa Benedetto e sulla minoranza perseguitata di Cattolici nota come Tradizionalisti.

Siamo noi.

Ricordate dove eravate e cosa stavate facendo quando avete sentito la notizia che la Santa Messa tradizionale era stata nuovamente soppressa? Quando il motu proprio Summorum Pontificum è stato messo sotto scure?

Cosa avete pensato allora? La Chiesa stava per implodere? Avete dubitato della vostra fede? La cosa la preoccupava o no?

Che cosa avete provato? Quel giorno tutti abbiamo provato un grande dolore nel cuore. Prendiamoci un secondo per ricordare quel giorno ed esaminarci.

Ricordiamo di aver pensato: un altro giorno, un altro scandalo vaticano. Gemiti.

Una volta ho sentito la storia di Santa Teresa d’Avila che stava dormendo tranquillamente quando sentì uno spettro demoniaco apparire ai piedi del suo letto. Si svegliò di soprassalto e si girò per vedere un demone terrificante che si manifestava per incutere paura al suo cuore.

«Oh», disse, «ancora tu».

Poi si girò e tornò a dormire.

È così che mi sono sentito quando il motu proprio Traditionis custodes ha colpito il 16 luglio 2021. Ma devo confessare che, sebbene avessi questo buon atteggiamento allora, spesso sono pieno di tristezza per ciò che devo coprire dalla Città Eterna.

Lo siamo tutti.

È così triste che questa sofferenza si sia abbattuta su di noi e sulla Chiesa. Che l’omaggio dovuto a Dio Onnipotente sia diminuito dalla distruzione della Santa Messa tradizionale che Gli dà maggiore gloria.

Eppure meritiamo la Santa Messa tradizionale dei nostri antenati? Sicuramente no. Non è per i nostri meriti che combattiamo questa battaglia, ma perché Dio merita la Santa Messa tradizionale. E i nostri figli meritano la Santa Messa tradizionale.

Abbiamo il dovere di dare ai nostri figli la Santa Messa più riverente possibile, perché saremo giudicati davanti a Dio come « i primi maestri della fede» ai nostri figli (costituzione dogmatica sulla fede Lumen gentium, § 11) soprattutto di quella «fonte e apice» (ibidem) che è la Presenza Reale di Cristo nel Santissimo Sacramento dell’Altare.

Perciò combatteremo questa battaglia, anche se non ne siamo degni. Santa Teresa d’Avila, prega per noi di darci un cuore resistente per trattare sempre questi spettri demoniaci con il tuo atteggiamento di pia fiducia in Dio!

Il fallimento del papalismo

Ma guardiamo questo per un minuto: riflettiamo. Perché se facciamo un passo indietro e consideriamo ciò che è accaduto e non è accaduto, questa è in realtà una buona notizia.

L’anno scorso abbiamo riferito dell’anniversario di un anno:

Al momento in cui scriviamo, secondo il sito traditioniscustodes.info, 244 Diocesi hanno risposto al motu proprio Traditionis custodes. Di queste, solo 26 (ovvero il 10,65 per cento) hanno soppresso tutte le Sante Messe tradizionali nella loro Diocesi. Altre 37 (15,16 per cento) hanno soppresso alcune ma non tutte le Sante Messe tradizionali.

Quindi, rispetto al primo tentativo di soppressione [nel 1969], c’è una differenza di notte e di giorno. Circa il 75 per cento dei Vescovi ha risposto al motu proprio Traditionis custodes rifiutandosi di applicarlo. Questo senza contare altre Diocesi che lo hanno semplicemente ignorato completamente, come le enormi Arcidiocesi di Los Angeles e di New York, che insieme comprendono circa due dozzine di sante Messe tradizionali (vedi QUI e QUI).

Ricordiamo naturalmente che la premessa del motu proprio Traditionis custodes era che un sondaggio condotto presso i Vescovi aveva dato risultati negativi sulla Santa Messa tradizionale. Poco dopo il motu proprio, Diane Montagna ha presentato le prove che questo sondaggio non aveva affatto dato risultati negativi. Un anno dopo, la mancanza di una risposta entusiasta da parte dei Vescovi conferma le prove di Diane Montagna.

Cosa è cambiato da allora?

Secondo le ultime statistiche del sito traditioniscustodes.info, solo altre 17 Diocesi hanno risposto al motu proprio Traditionis custodes!

Rispetto al primo anno, il tasso di risposta è solo del 7 per cento! E tra le risposte, 175 Vescovi hanno rifiutato di sopprimere la Santa Messa tradizionale, ovvero il 67 per cento di tutti i Vescovi che hanno risposto. Quindi abbiamo un leggero calo del totale dei Vescovi che hanno risposto positivamente.

Ma ricordiamo una cosa: questo dato proviene solo dai Vescovi che hanno risposto. Le grandi Arcidiocesi precedentemente menzionate – Los Angeles e New York – hanno ancora ignorato questo motu proprio ingiusto. Quante altre Diocesi hanno ignorato questo decreto?

Questo porta Peter Kwasniewski a concludere nella sua riflessione:

Il pogrom previsto e voluto contro i Tradizionalisti è in gran parte fallito.

Le ragioni sono tante, ma voglio sottolineare due delle più importanti:

  1. questa risposta manifesta l’inizio della fine del regime dell’iperüberultramontanismo. Ricordate quando San Paolo VI disse «Salta» e tutti i Vescovi del mondo dissero «Quanto in alto?» e soppressero il Rito romano senza pensarci (sto usando un’iperbole qui, so che mons. Marcel François Lefebvre e altri hanno resistito, ma questa era la situazione di fatto). Ancora una volta, come ho detto nel post di un anno fa, questa è una differenza tra la notte e il giorno. Significa l’inizio della fine di questo regime papale;
  2. il potere culturale e di base del movimento tradizionalista. Il nostro movimento non poteva essere fermato dai Vescovi mondiali nel 1969, e certamente non è stato fermato e non sarà fermato quando la maggior parte dei Vescovi si rifiuterà di fare lo stesso sotto papa Francesco!

È abbastanza chiaro ora, nel caso aveste qualche dubbio, che il movimento tradizionale e la Santa Messa tradizionale sopravvivranno a papa Francesco e si rafforzeranno di conseguenza.

Non temete, fratelli. Questo è il granello di senape.

PS: offriamo le nostre sofferenze affinché Dio perdoni il nostro Santo Padre papa Francesco per questo atto orribile e lo porti al pentimento. Unisciti alla Crociata.

16 commenti:

  1. Tradizionalisti “perseguitati”? Ma per favore!
    Ma veramente pensate di essere così importanti?

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    1. In effetti, si tratta solo di cattolici cui molti vescovi non vogliono consentire di pregare secondo la propria sensibilità spirituale. Quisquilie, secondo Lei. Infine: potranno non essere "così importanti" ma allora perchè Francesco se ne interessa tanto da farci sopra addirittura un motu proprio? Se non sono "così importanti", perchè non li lasci a bollire nel loro brodo ? ...

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    2. E allora, se non siamo così importanti, perché un motu proprio che elimina il giusto equilibrio del Summorum Pontifocum e sopprime il Rito antico? Bastava ignorarci.

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    3. Allora come ti spieghi tanto livore? E' vero che talvolta il "tradizionalismo" cattolico ha sconfinato dagli spazi liturgici ( vaccinazione covid 19; lotta contro le comunità LGBT che cercano un rifugio spirituale - un'aspirazione lecita per tutti i figli di Dio, battezzati-; guerra Ucraina-Russia ecc. ecc) ma davvero la repressione vaticana è stata obiettivamente esagerata perchè ha fatto di tutta l'erba un fascio. Frutto dei pessimi consigli italiani anselmini e grillini.

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    4. Noo, stanno subendo solo un tentativo fallito di miserikordia bergogliana..

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    5. Chi invece scandalizza uno solo di questi piccoli che credono in me ,sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino,e fosse gettato negli abissi del mare.

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    6. Caro amico, importanti certamente no, dato che siamo tutti servi inutili, ma perseguitati si, visto che la somma misericordia e l'universale inclusione valgono per tutti, salvo che per noi.

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    7. 12.24, pienamente d’accordo. Pensa a quelli che dicono a chi va a messa in parrocchia che non è cattolico!

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    8. Anonimo24 luglio 2023 alle ore 13:18
      E ridaje!
      Ma chi mai dice che i fedeli che vanno alla Messa in parrocchia non è cattolico? Voi siete davvero fuori dalla realtà e parlate solo per "sentito dire" e siete vittima di pregiudizi. Le Messe "novus ordo" che si celebrano nelle parrocchie, sono validissime e legittime!!! Molti di coloro che vanno oggi alla Messa "vetus ordo" sono stati battezzati con il rito nuovo, hanno ricevuto i sacramenti con il rito nuovo e la stessa Messa "vetus ordo" è celebrata da sacerdoti ordinati con il rito nuovo. Quindi come fate a dire che chi va alla Messa "vetus ordo" non riconosce la validità del rito nuovo?? Dovrebbe farsi ricresimare? risposare?
      Ma vedete che siete assurdi e non conoscete la realta dei Tradizionalisti?
      E comunque si ripete: se mai qualche cattolico dicesse che la Messa celebrata col rito di S. Paolo VI è invalida: SBAGLIA!

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  2. Dopo Tradizioni Custodi, i fedeli della Comunità che frequento sono aumentati, soprattutto grande concorso di giovani: la nostra speranza!

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    1. Questo commento è sicuramente una provocazione. Gli errori sono una chiara indicazione.

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  3. Per il ruolo da segretario e' prevista la talare, specificare la taglia e il numero di scarpa affinche' qualcuno provveda. Aspettiamo la Provvidenza di Gesu', Maria e Giuseppe. San Giuseppe ci provvedera' in tutte le nostre necessita' !

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  4. Per nostro Signore Gesù siamo importanti perché nel vetus ordo si dà più dignità e rispetto a Lui. In più la messa in latino è esorcistica, per questo Satana la vuole distruggere gli da molto fastidio.

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    1. Dove sono gli esorcismi nella messa tridentina?

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  5. chiedo scusa: anche a me piace la Messa tradizionale, ma non sono "contro" le innovazioni liturgiche: mi viene in mente il "Tantum erga" la' dove dice "..et antiquum documentum novo cedat ritui"..

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