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mercoledì 12 aprile 2023

Ricovero del S. Padre Francesco: "Quando un certo giornalismo diventa un'orchestra di megafoni"

Condividiamo parola per parola le riflessioni del Sismografo.
Nessuno diceva quello che sapevano solo in tre....uomini donne e bambini.
Peggio della Corea del Nord.
Ci mettiamo nei panni del povero Bruni, che mestiere ingrato sta facendo!
QUI Il Resto del Carlino.
Luigi

12-4-23
Nei giorni del ricovero del Papa si è registrato un dinamismo informativo molto poco credibile. In molti hanno semplicemente mentito in modo disinvolto e insidioso e per giorni mentire è stato normale.

(L.B, R.C. - a cura Redazione "Il sismografo") Dal 29 marzo al 1° aprile la stampa italiana, e quindi anche buona parte di quella straniera (quasi per inerzia), ha continuato a ripetere - in particolare la TV, e al primo posto in modo ossessivo la Rai (Radiotelevisione Italiana) - la "verità ufficiale" sul perché del misterioso ricovero del Santo Padre presso il Policlinico Gemelli. Ovviamente i testi erano tutti strumenti di un'unica orchestra di megafoni. Le eccezioni sono state poche, ma per fortuna ci furono. La maggioranza dei media ha scelto di non fare domande e di non indagare, accontentandosi delle versioni ufficiali e da non pochi suggerimenti via whatsapp che "orientavano". Eppure c'erano diverse fonti che in modo omogeneo e piuttosto attendibile contestavano queste versioni ufficiali. Erano fonti che offrivano particolari rilevanti per chiarire dubbi, falsità e manipolazioni.
Sono stati brutti momenti per un certo giornalismo, palesemente eterodiretto.
Questo giornalismo singolare, ora che si conosce la verità, non prova neanche a dare spiegazioni di quanto è accaduto e perché. Eppure il Pontefice è stato chiaro: il mercoledì 29 aprile pomeriggio è arrivato incosciente al Policlinico Gemelli e ha temuto per la sua vita,
Coloro che hanno certificato – senza una minima verifica - che il Santo Padre era stato ricoverato per accertamenti programmati, oggi invece raccontano particolari sulla gravità della situazione che prima non hanno voluto raccontare. Oggi si adeguano come si sono adeguati giorni fa. Ma prima. Dal 29 marzo al 1° aprile, dove erano?
Questo tipo d'informazione fa un grande male alla Chiesa e in particolare al Papa. Non si deve mai dimenticare che questa Chiesa e il suo Pastore universale sono per definizione – o dovrebbero essere – il tramite per afferrare la Verità che annuncia il Vangelo.
Ciò che oggi appare palese è che in quei giorni si è registrato un dinamismo informativo molto poco credibile e cristallino. In molti hanno semplicemente mentito in modo disinvolto e insidioso e per giorni mentire è stato normale.
Il dovere del giornalismo è conosciuto: raccontare la verità che si riesce a dimostrare, a sostenere in modo attendibile e a fare tutte le domande - anche scomode e dolorose - per arrivare al massimo della verità possibile. Non è dovere del giornalismo vero e libero assecondare le menzogne.

1 commento:

  1. Un'orchestra di megafoni, avrebbe potuto dirigerla o suonarla John Cage. 🤣

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La Redazione