Il settimanale della Diocesi di Modena “Nostro Tempo” pubblica sul n.25 del 3 luglio, una intervista fatta dal Direttore che manifesta opposizione aperta alle decisioni del Papa contenute nel Motu Proprio e nella istruzione Universae Ecclesiae. Tale intervista dimostra la disapprovazione della redazione al Pontificale del card. Burke.
Lo stesso settimanale aveva pubblicato 3 lettere (una di un prete due di laici) tutti 3 ultrasettantacinquenni ed ex giovani sessantottini, nelle quali con i soliti slogans della partecipazione attiva, avevano biasimato la celebrazione. Altre lettere invece e soprattutto la stampa cittadina avevano espresso entusiasmo.
L’intervista che contesta il Papa in modo indecente accusandolo di agire da solo, contro i Vescovi e la Curia, ci dice che la battaglia sarà ancora lunga per arrivare alla “riforma della riforma”, ma soprattutto che chi ha sempre sulla bocca la parola Chiesa e Concilio, non accetta che la Chiesa abbia nel Papa la sua guida sicura.
Anche le sette richieste dei Padri nella “Sacrosanctum Concilium” possono essere attuate col Vetus Ordo senza stravolgere la liturgia. (cosa che il testo conciliare non voleva.)
Lo stesso settimanale aveva pubblicato 3 lettere (una di un prete due di laici) tutti 3 ultrasettantacinquenni ed ex giovani sessantottini, nelle quali con i soliti slogans della partecipazione attiva, avevano biasimato la celebrazione. Altre lettere invece e soprattutto la stampa cittadina avevano espresso entusiasmo.
L’intervista che contesta il Papa in modo indecente accusandolo di agire da solo, contro i Vescovi e la Curia, ci dice che la battaglia sarà ancora lunga per arrivare alla “riforma della riforma”, ma soprattutto che chi ha sempre sulla bocca la parola Chiesa e Concilio, non accetta che la Chiesa abbia nel Papa la sua guida sicura.
Anche le sette richieste dei Padri nella “Sacrosanctum Concilium” possono essere attuate col Vetus Ordo senza stravolgere la liturgia. (cosa che il testo conciliare non voleva.)
"<span>Anche le sette richieste dei Padri nella “Sacrosanctum Concilium” possono essere attuate col Vetus Ordo senza stravolgere la liturgia.": concordo assolutamente e aggiungo che la forma straordinaria esprime la dottrina del S.S. Conclio Vaticano II in modo piu perfetto che la forma ordinaria, a mio umile parere. I.P.</span>
RispondiEliminaL'arroganza di questo laico "liturgo" è nota e le sue argomentazioni trite e ritrite.
RispondiEliminaPeccato che non ci sia nessuno nelle 'superiore istanze' che si decida a frenare la lingua di un soggetto che pretende d'insegnare la Messa al Vicario di Cristo!
Siamo alle solite, nulla di nuovo nelle tesi del prof. Grillo. Semmai è significativo che proprio il giornale diocesano gli conceda una bella paginata.
RispondiEliminaInteressante che a fianco dell'intervista campeggi un bel riquadro che sottolinea i titoli del prof., è il male di oggi: c'è troppa gente in giro che parla solo perchè ha la "patente" per farlo. Non voglio dire che i titoli non siano importanti, ma nemmeno possono essere garanzia di verità e riparo dall'errore. Il Vangelo di oggi (la rivelazione ai piccoli e non ai "dotti e sapienti") dovrebbe ricordare a tutti - compresa la redazione del giornale diocesano di Modena - che forse non basta un "lei-non-sa-chi-sono-io" per zittire tanti fedeli semplici che semplicemente sono STUFI di tanta prosopopea saccente al posto della vera fede.
Quanti di questi prof. riempiono i seminari e le scuole di teologia? Insieme ai banchi dei cambiavalute oggi ci sarebbe bisgogno di ribaltar cattedre.
Non ho mai capito perchè mai un buon cattolico non possa seguire, se lo preferisce, il Vetus Ordo e debba essere "condannato" ad assistere a celebrazioni Novus Ordo che, invero, talvolta sembrano delle pagliacciate innominabili ed invereconde indegne di un tempio.
RispondiEliminaA Milano c'è chi segue da sempre la Liturgia Ambrosiana secondo il vecchio Messalino presso la <span>chiesa di San Rocco al Gentilino, Milano, piazza Tito Lucrezio Caro,</span> e si trova benissimo a pregare colà in devoto raccoglimento. Basta con queste prese di posizione idiote addirittura contro la volontà di Sua santità il grande papa Benedetto XVI, che nostro Signore ce lo conservi ancora per lungo tempo!!
Sciviamo una valanga di proteste all'indirizzo della Curia: curiaArcivescovile@modena.chiesacattolica.it
RispondiEliminaPermettemi lo sfogo ma quel grillo mi sembra veramente uno sciocco cretino!
RispondiEliminaho sentito un suo lungo intervento su sat2000 in cui blaterava le solite sciocchezze e proponeva la sua idea di liturgia sentita con tutti i 5 sensi, magari anche il sesto senso per capire la sua nebbiosa intelligienza!
L'intervista è veramente schifosa, un maleducato che si crede più esperto del papa. Il 99 % dei cristiani non si interesa, certo, ma se in italia solo il 20 %(?) va a messa ogni domenica, quanti di quelli vogliono il rito tridentino o almeno migliorare la situazione liturgica?
Farei come fa il suo omonimo, Beppe Grillo, lo manderei a ...
Capisco lo sfogo ma non esageriamo.
RispondiEliminaFZ
Ma chi gli ha dato il permesso di insegnare nelle facoltà di Teologia e di far parte di organismi Cei? Porca miseria, è apertamente contro quello che dice il Santo Padre... leggendo il testo, alla fine dell'articolo mi aspettavo una sua considerazione del tipo "il Papa è un rincitrullito nostalgico!" argh!
RispondiEliminaCara redazione non condivido la moderazione
RispondiEliminaGente come Grillo e altri liturgisti ce li dobbiamo sorbire da troppo tempo, è gente con cui è impossibile ragionare, hanno come i paraocchi, per loro il dialogo è accogliere senza discutere i loro slogan e queste persone insegnano negli stessi atenei che si dicono "pontifici" o nei seminari e "impongono" i loro dictat.....
Gesù chiamava certi farisei "razza di vipere" ...... che facciamo mettiamo una moderazione anche a Gesù ?????
E' inutile che poi ci stiamo a lamentare se gli allievi di questo signor Grillo fanno di tutto per opporsi in modo subdolo alla messa tridentina. La realtà è un'altra la Messa di sempre has duemila anni e la loro messa è stata fatta a tavolino e sappiamo da chi. Basta!
Comunque ridiciamolo e gridiamolo al mondo siamo stufi di questi liturgisti che ci dicono solo sciocchezze......
La colpa sta sempre nel manico, è il Vaticano che permette queste cose, un liturgista da strapazzo vuole censurare la messa celebrata da un cardinale? Hai tempi che furono sarebbe andato a fare il cappellano in alta quota. Ormai però dal Vaticano II è la Chiesa della democrazia. L'autoritòà non esiste non vien dall'alto ma dal basso, quindi facta sunt consequentia rerum come insegna la massima di San Tommaso d'Aquino.
RispondiEliminaAltro che moderazione! Con questa gente ci vorrebbe il manganello e l'olio di ricino, ma per non sembrare fascista, dico meglio che ci vorrebbe un bel Visitatore Apostolico in curia ..............(munito di manganello e olio di ricino)
RispondiEliminaParlare di certi articoli scritti su certi giornalini serve solo a fare pubblicita' al nulla. Non ne vale la pena. Se me ne capitasse uno per le mani, lo userei al posto della carta igienica.
RispondiEliminaProprio ieri sera mi sono congratulato con l'arcivescovo di Modena che era qui da me per il pontificale che non ha negato a Burke, come avrebbero invece fatto tanti altri. Fermo restando che non si è troppo sbilanciato ha espresso parole di apprezzamento per Burke(citando, tra l'altro, unla lettera del cardinale appena giuntagli ove il porporato lo ringraziava) e mi ha detto che nella sua cattedrale servono 4 splendidi cori di cui uno, gregoriano, anima la santa messa in latino alla messa delle 10 di domenica in cattedrale. Lanfranchi è un uomo dalla fede salda e schietta, di sapore tradizionale, un grande arcivescovo e una benedzione per Modena. Avessero mandato lui a MIlano! Comunque sia non credo proprio che egli approvi quanto scritto in questo articolo.
RispondiElimina<span>Proprio ieri sera mi sono congratulato con l'arcivescovo di Modena-grandissima persona e ottimo vescovo-, che era qui da me, per il pontificale che non ha negato a Burke, come avrebbero invece fatto tanti altri. Fermo restando che non si è troppo sbilanciato, ha espresso parole di apprezzamento per Burke(citando, tra l'altro, unla lettera del cardinale appena giuntagli ove il porporato lo ringraziava) e mi ha detto che nella sua cattedrale servono 4 splendidi cori di cui uno, gregoriano, anima la santa messa in latino alle 10 di ogni Domenica in cattedrale. Lanfranchi è un uomo dalla fede salda e schietta,ortodossa e di sapore tradizionale, un grande arcivescovo e una benedzione per Modena. Avessero mandato lui a MIlano! Non credo proprio che un uomo del suo spessore approvi quanto scritto in questo articolo!!!</span>
RispondiEliminaGià dal titolo "Il nocciolo della questione" si capisce tutto!
RispondiEliminaA volte mi chiedo se certa gente non studi la storia della Chiesa o se menta sependo di mentire. Moltissime delle esigente giustamente ribadite dal concilio non fanno altro che "ufficializzare" una riflessione sulla liturgia che nasce già cent'anni prima. E senza sognarsi di stravolgere la Messa gregoriana o di Pio V che dir si voglia.
RispondiEliminaDicono neinte a questi signori la passione per la restaurazione della dignità del culto del Guéranger, l'apostolato per la partecipazione attiva dei fanciulli di S. Giovanni Bosco, la capillare diffusione dei messalini bilingui (con conseguente riavvicinamento del popolo alle Scritture), la cura di S. Pio X per la diffusione della pietà eucaristica (anche tra i bambini) e per la purificazione del canto sacro? MAH
La parte più interessante di questa pagina di giornale è la pubblicità dell'agenzia di consulenze
RispondiEliminaCaro fratello,sono pienamente d'accordo con te...
RispondiEliminahttp://www.messainlatino.it/pag1_sito.htm dai un'occhiata qui...
i padri conciliari avevano stabilito ben altro a dispetto di ciò che è scaturito poi...quindi il Magistero non ha affatto sbagliato;è stata l'errata e confusionaria applicazione di tali documenti(non so quanto voluta di proposito 8-) ...) che ha portato alla situazione odierna
Il problema è che la maggior parte dei fedeli che va a Messa non è che si preoccupi più di tanto di "questioni liturgiche".
Ci sarebbe bisogno di farsi sentire di più:se ci fosserro più persone a muovere delle "critiche costruttive",forse i cambiamenti arriverebbero prima di un ricambio generazionale clericare;ergo:forze giovani e fresche nuove=riforma della riforma più vicina e possibile.
Il guaio è che questi "grilli parlanti",questi "sotuttoiopiùdelpapa",scambiano i titoli accademici per doni dello Spirito Santo. Credono di parlare ex cathedra!!
RispondiEliminaCaro Placentinum, Come tu dici, Lanfranchi non si è sbilanciato. I 4 cori non sono merito suo nè la Messa in latino in cattedrale. Anzi appena può, lascia che i cantori siano spiazzati da cori giovanili urlanti e schitarranti. Così la Cattedrale si trasfporma in una piazza. Specie quando ci sono celebrazioni del Seminario ed anche ordinazioni, dato che in Seminario odiano la musica liturgica e prediligono la chitarra.
RispondiEliminaNon ha il coraggio di opporsi al vicerettore.
Quanto al Pontificale non ci voleva certo il suo permesso per farlo. E' il Papa che lo ha concesso. Ed un Cardinale prefetto di congregazione non deve chiedere permesso a nessuno.Non dare meriti a chi non li ha e non siè opposto apertamente solo per opportunismo. Vedremo se farà pubblicare su nostrio Tempo una rettifica od almeno una interviosta ad un autore che non dileggi il papa.
...Fatto. Un'altra volta... Però non è che posso passare le mie giornate a mandare mail di protesta... E bbastaaaaaaa!!!
RispondiElimina...meglio che frenargli la lingua sarebbe ematomargli il deretano. Barboso noioso e supponente: non è ignorante, è in malafede. Aurea la sua espressione cristallina "paralogismo logico"!
RispondiEliminaA LAVORARE con zappa e piccone, A LAVORARE con rastrello e forcone, A LAVORARE con pala e chiorbone!
Ottimo, come sempre, l'intervento del prof. Grillo. Ce ne fossero come lui in vaticano...
RispondiElimina...(solo per chiosare) un Vescovo non può negare una Messa a un Cardinale...no, non può!
RispondiElimina"El grillo è buon cantore
RispondiEliminache tiene longo verso.
Dalle, beve, grillo canta!
Ma non fa come gli altri uccelli
come li han cantato un poco
van de fatto in altro loco,
sempre el grillo sta pur saldo
quando la maggior el caldo
allor canta sol per amore;
el grillo è buon cantore!"
(J. Des Prez)
No un arcivescovo non può impedire la Messa di un cardnale, sia nel Vecchio codice di Diritto canonico che nel nuovo
RispondiEliminase non erro il permesso del vescovo sarebbe servito al cardinale solo per celebrare in cattedrale o - visto che siamo a Modena - nella chiesa abbaziale di Nonantola.
RispondiEliminaMa non diciamo schocchezze non confondiamo il Movimento Liturgico di San Pio X con il Movimento Liturgico dei modernisti, basta leggersi un minimo il libro di De Mattei per capire da dove proveniva il nuovo movimento lituirgico, già condannato dallo stesso Pio XII in Mediator Dei.
RispondiEliminaDom Gueranger lavorò per la costruzione della Liturgia, Bea, Bugnini et simila per la distruzione della Liturgia della Chiesa. Spettiamola di difendere i modernisti.
<span>Ma non diciamo schiocchezze non confondiamo il Movimento Liturgico di San Pio X con il Movimento Liturgico dei modernisti, basta leggersi un minimo il libro di De Mattei per capire da dove proveniva il nuovo movimento lituirgico, già condannato dallo stesso Pio XII in Mediator Dei.
RispondiEliminaDom Gueranger lavorò per la costruzione della Liturgia, Bea, Bugnini et simila per la distruzione della Liturgia della Chiesa. Smettiamola di difendere i modernisti!</span>
Concordo con Placentinum e trattandosi dell'ottimo Vescovo di Don Giorgio Bellei non ne aveva alcuna intenzione.
RispondiEliminaL'articolo è disgustoso già dal titolo che non dice assolutamente come una trappola per topi.
Concordo con Placentinum e trattandosi dell'ottimo Vescovo di Don Giorgio Bellei non aveva intenzione di impedire niente!
RispondiEliminaL'articolo è disgustoso già dal titolo che non dice asssolutamente nulla come fosse una trappola per topi.
Scusate l'osservazione OT sulla frase "tutti 3 ultrasettantacinquenni ed ex giovani sessantottini".
RispondiEliminaMi pare difficile che un ultrasettantacinquenne sia stato un giovane sessantottino ...
Per il resto concordo con le critiche all'articolo del Grillo.
<span>Per quanto riguarda la “riforma della riforma” o</span><span> le richieste dei Padri nella “Sacrosanctum Concilium”... ho qui un articolo interessante....</span> http://www.cantualeantonianum.com/2011/03/il-messale-del-1965-la-messa-in-volgare.html
RispondiElimina<p><span>Per quanto riguarda la “riforma della riforma” o</span><span> le richieste dei Padri nella “Sacrosanctum Concilium”... ho qui un articolo interessante....</span> http://www.cantualeantonianum.com/2011/03/il-messale-del-1965-la-messa-in-volgare.html</p>
RispondiEliminaInfatti. Altrimenti avrebbe impedito a don Giorgio di fare quello che fa già da tempo... tuttavia, credete veramente che un altro al suo posto non sarebbe riuscito a trovare l'espediente per far saltare il Pontificale di pentecoste? Dai là... lo sappiamo come funzionano queste cose...
RispondiEliminaCaro Pastor: Lanfranchi è appena arrivato, dagli tempo!! Un anno per vagliare la situazione, un anno per decidere, un anno per agire. La fretta è una cattiva consigliera, e Modena non è una diocesi facile. Dopotutto, anche il sommo Pontefice ha sopportato per ben 2 anni Marini senior prima di sostituirlo... Non si può arrivare in una diocesi e dettare subito legge, questo lo si poteva fare forse fino a 50 anni fa. E poi, visto che io sono un semplice laico e ho avuto con l'arcivescovo un colloquio a quattrocchi, non accennando se non indirettamente alla messa tridentina, egli PRIMO poteva benissimo non dirmi tutte quelle cose, SECONDO poteva benissimo sbilanciarsi NELL' ALTRO SENSO. Ti ricordo che Lanfranchi sarà l'unico vescovo qui al nord-a parte l'ex di Fidenza- di cui si è sentito abbia comandato e presieduto una Messa di riparazione appena sentito che la Cattedrale di Cesena era stata profanata:http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/sesso-in-cattedrale/sesso-in-cattedrale/sesso-in-cattedrale.html
RispondiEliminaE ti allego L'OMELIA DEL VESCOVO ALLA MESSA RIPARATRICE, che ti consiglio vivamente di leggere. Per capire alcuni passaggi bisogna sapere che i due giovani si erano dichiarati atei, e avevano detto "per noi non cambia niente farlo qui o da un'altra parte"
RispondiEliminaDomenica mattina questa nostra Cattedrale è stata profanata. Tutti noi ci siamo sentiti feriti profondamente: molti come credenti, oserei dire, tutti o quasi tutti, come cittadini di questa città e come uomini e donne che vedono lesi i principi più sacri su cui è costruita la convivenza umana e la nostra civiltà.
Molti si sono chiesti: “Come è possibile arrivare a tanto squallore morale?”.
Personalmente non conosco i protagonisti dell’inqualificabile gesto; vorrei portarli nel cuore, come porto nel cuore ogni cesenate al di là della sua fede e di quello che egli riesce ad esprimere nella sua vita; se li incontrerò, vorrò ascoltarli, porrò domande vorrò capire e, se mi è possibile, parlare loro di quel Dio che se conoscessero nel suo amore forse non avrebbero compiuto quel gesto.
Non posso però esimermi dal pronunciarmi sulla gravità di quello che è accaduto.
La profanazione di questo luogo sacro, centro della comunità cristiana cesenate, ma anche cuore di tutta la città, è avvenuta nel momento in cui si compiva l’azione più sacra per la Chiesa cattolica: la celebrazione dell’Eucaristia.
Dire “Eucaristia” vuol dire memoria dell’atto d’amore più alto nella storia, che solo il Figlio di Dio poteva compiere in quella radicalità: il dono totale di sé, espresso nella gratuità dell’amore per tutti.
A questo atto di amore compiuto a favore di tutta l’umanità e offerto nel segno discreto e fragile del pane, fa da contrasto come sfida oltraggiosa, spero non cosciente, un altro atto di amore, se così si vuole chiamare, dove tutto è ridotto a sfogo dei propri istinti, incuranti di tutto e di tutti.
Dalla sublimità dell’amore allo svilimento, per me allo sfregio, della sessualità umana.
L’Eucaristia – ci ricorda Benedetto XVI nell’enciclica Deus Caritas Est – ci attira all’atto oblativo di Gesù.
Nell’Eucaristia l’amore di Dio viene a noi corporalmente per continuare il suo operare in noi e attraverso di noi. E’ a partire da lì che il cristiano impara a definire l’amore; è a partire dallo sguardo su Gesù - eucaristia che trova la strada del suo vivere e del suo amare.
Due giovani che si amano e che si incamminano sulla strada del matrimonio guardano all’Eucaristia per integrare l’eros nell’agape, l’attrazione, la passione, nel dono di sé, perché il loro amarsi non riguardi due funzioni, ma sia espressione di tutta la loro persona e abbia un riflesso positivo su tutti.
Così possiamo dire di due sposi.
Dall’Eucaristia accolta la comunità cristiana cerca la luce e la forza per amare la sua città, per costruirla sui valori della fraternità, dell’amore e della verità, con quella discrezione che impara dal pane eucaristico.
Ma anche chi non crede sa che guardare l’amore di Cristo può essere per lui la via per vivere in pienezza la sua umanità.
Per questo la ferita è anche a livello umano.
I valori più alti della sessualità sono oggi sviliti come appartenenti ad un’altra cultura, ad un mondo non in linea con il progresso.
Non sono qui a sminuire la responsabilità personale di quanto è avvenuto: è un gesto compiuto da due persone, che dovranno rispondere alla giustizia. Ma sarebbe ingenuo non pensare che il fatto affonda le sue radici in un contesto, in una mentalità strisciante, che può diventare, se già non lo è, cultura, dove la regola del vivere civile, oltre che personale, è non avere regole, dove la libertà è [...]
Progresso questo o non piuttosto epigoni di una cultura in decadenza o in declino? La storia dovrebbe insegnarci.
RispondiEliminaMi sia concesso, nel clima pensoso e sacro di una celebrazione, porre a me stesso ma a tutti qualche domanda: Uomo, dove stai andando? A che punto ti trovi con la tua umanità? Cesena, dove stai andando? Dove va l’uomo quando Dio muore?
Faccio mie le parole di Nietzsche, sia pure inquadrandole in una prospettiva diversa:
“Dio è morto. …Non è il nostro un eterno precipitare? Non stiamo forse vagando attraverso un eterno nulla? Non si è fatto più freddo? Non seguita a venir notte, sempre più notte? Non dobbiamo accendere lanterne la mattina?”.
Si fa più freddo quando muore la sensibilità verso gli altri; viene notte quando l’uomo non vede al di là del suo istinto.
Non serve una celebrazione di riparazione se ci si limita ad una condanna formale che non porta a interrogarsi, a cambiare rotta se è il caso, se da una parte ci si scandalizza, ma dall’altra si vive dello scandalo, ripercorrendolo e scandagliandolo con curiosità pruriginosa.
Una celebrazione liturgica apre sempre, se la si coglie nel suo vero significato, alla speranza. E’ quanto mi auguro che avvenga per tutti noi.
Dio è morto, gridava il folle uomo di Nietzsche. Gesù, il Figlio di Dio è morto ed è risorto, ci dice il mistero che stiamo celebrando, ed ha il potere di chiamare a vita nuova, alla pienezza della vita, chiunque si affida a Lui.
Benedetto XVI ci ricorda: “Chi segue Cristo non perde nulla della sua umanità, assolutamente nulla. Acquista tutto.” . Anche oggi è Lui la via per vivere in pienezza la nostra umanità.
Che cosa aspettarci d`altro da un "esperto in spiritualità liturgica" ( =-O ) secondo il quale la Liturgia prima del Vaticano II era in Purgatorio?
RispondiEliminaVedi blog di P..Augé.
Che cosa aspettarci d`altro da un "esperto in spiritualità liturgica" ( =-O ) secondo il quale la Liturgia prima del Vaticano II era in purgatorio, un purgatorio "dal quale tutti abbiamo preso congedo definitivamente e che nessun atto, fatto, motuproprio o terraemotus potrà mai più ripristinare." ?
RispondiEliminaVedi blog di p. Augé.
E’ a partire da lì che il cristiano impara a definire l’amore; è a partire dallo sguardo su Gesù - Eucaristia che trova la strada del suo vivere e del suo amare.
RispondiElimina(e tutto il resto....specialmente: Non serve una celebrazione di riparazione se ci si limita ad una condanna formale che non porta a interrogarsi, a cambiare rotta ....)
bravissimo Placentinum ! non ho parole bastanti per lodarti; dico solo che è un miracolo sentir parlare così un giovane della tua età, in un'epoca coma questa, di apostasia, empietà, blasfemie senza limiti e immoralità dilaganti, considerando che i genitori odierni, cattolici per anagrafe, -<span>allievi del 68ino vietato vietare-</span> per il 99% non insegnano più nulla, avendolo obliato/rimosso, di tutto questo santo patrimonio cattolico che tu hai mirabilmente riversato in questi due commenti. E' vita cristiana vissuta, casa sulla Roccia, quella che traspare dalle tue parole, evidentemente......Grazie !
i 68ini "doc" hanno oggi un'età compresa tra i 55 e i 65-70 anni , al massimo.
RispondiEliminaEppure anni addietro la buonanima di mons. Magrassi, da santuomo bizzoso quale era, negò la cattedrale di Bari a un cardinale, che vi avrebbe celebrato le nozze di una nipote. Non ricordo chi fosse il porporato (forse Casoria), ma si disse che egli aveva fatto buon viso a cattiva sorte e non era nemmeno sceso a Bari.
RispondiEliminaSembra però che l'offuscamento della fama di Magrassi presso la Curia vaticana, cominciasse con quel malaugurato episodio.
Ma non è neanche prete, forse non non è nemmeno credente!!
RispondiElimina... e allora si faccia sentire! il vesccvo Lanfranchi, dico.
RispondiEliminaYOU HAVE A GOOD SENSE OF HUMOUR :-D
RispondiEliminaA norma del diritto canonico hai ragione. A norma del buons senso dimmi tu come possa un Cardinale andare a celebrare in una Diocesi dove sa che il suo legittimo Pastore non lo gradisce.
RispondiEliminaTu andresti a pranzo in una casa il cui capo-famiglia non gradisce la tua presenza?
L'episodio narrato da Brindisi si riferisce della Cattedrale.
Pare, infatti, che un Cardinale per andare a celebrare in una Cattedrale deve chiedere il permesso al Vescovo locale.
Mi pare pure giusto, se ci pensiamo bene.
Altra cosa se io voglio invitare un Vescovo o un Cardinale esterno per una conferenza o una manifestazione staccata dal contesto ecclesiale.
A questo punto se il Vescovo diocesano si mette a schiamazzare so già con quale appellativo bollarlo ...
Laetare et bene facere e lasciar cantare le 'passere' (specialmente le passere liturgistico/laical/moderniste: Tu guarda e passa e non ti curar di loro (lui, Grillo).
RispondiEliminaPer lui e per tutti loro dieci minuti di adorazione: pregare per gli avversari è come accumulare carboni ardenti sulla loro testa (cf. Prov.25,22, citato da Rom. 12)
no no ! il V.O. esprime bene la dottrina di sempre , il N.O. quella conciliare
RispondiEliminaper esempio nel N.O hanno spostato la festa del Cristo Re alla fine dell'anno liturgico <span>per significare che Gesu' regnerà nella Parusia alla fine dei tempi ma non sulla terra</span>.
E' la negazione del Cristo Re (qualcuno infatti poi scrisse un libro ..."Lo hanno detronizzato")
Dietro questa strane teoria conciliare impiantatata con tanto di radici nella messa N.O. c'é l'idea geniale dei padri Conciliari di chiedere alele Costituzioni di tutte le nazioni della terra di rinunciare allo stato confessionale cattolico !!!!!
<span>no no ! il V.O. esprime bene la dottrina di sempre , il N.O. quella conciliare
RispondiEliminaper esempio nel N.O hanno spostato la festa del Cristo Re alla fine dell'anno liturgico <span>per significare che Gesu' regnerà nella Parusia alla fine dei tempi ma non sulla terra</span>.
E' la negazione del Cristo Re (qualcuno infatti poi scrisse un libro ..."Lo hanno detronizzato")
Dietro questa strane teoria conciliare impiantatata con tanto di radici nella messa N.O. c'é l'idea geniale dei padri Conciliari di chiedere alele Costituzioni di tutte le nazioni della terra di rinunciare allo stato confessionale cattolico (!!) per non urtare il nuovo dio conciliare della libertà religiosa
</span>
<span><span>no no ! il V.O. esprime bene la dottrina di sempre , il N.O. quella conciliare
RispondiEliminaper esempio nel N.O hanno spostato la festa del Cristo Re alla fine dell'anno liturgico <span>per significare che Gesu' regnerà nella Parusia alla fine dei tempi ma non sulla terra</span>.
E' la negazione del Cristo Re (qualcuno infatti poi scrisse un libro ..."Lo hanno detronizzato")
Dietro questa strane teoria conciliare impiantatata con tanto di radici nella messa N.O. c'é l'idea geniale dei padri Conciliari di chiedere alele Costituzioni di tutte le nazioni della terra di rinunciare allo stato confessionale cattolico (!!) per non urtare la grande conquista della libertà di coscienza in materia religiosa
</span></span>
Sono d'accordo con te anch'io: quel che è scaturito poi è stata la NON accoglienza dell'insigne Grazia dello Spirito Santo che è un Concilio Ecumenico.
RispondiEliminaLo hanno tradito: e lo hanno tradito perchè alcuni vescovi e cardinali hanno preferito continuare ad ascoltare le lusinghe delle idee mondane invece di rimettersi con fedeltà a quel che la Chiesa Docente insegna solennemente nel S.S. Concilio VaticanoII.
Sono però ottimista: molte cose stanno cambiando senza fare rumore sulla piazza pubblica e mediatica, il che è la firma del sussurro dello Spirito Santo che agisce instancabilmente.
Ubi Petrus Ibi Ecclesia. I.P.
Non ci resta che ridere nel leggere queste solite filastrocche. Il nocciolo della questione è piuttosto che questi liturgisti altamente qualificati come il dottor Grillo sono i portavoce di quell'ancor vasta gerontocrazia episcopale arroccata nel suo bunker come Hitler nel '45 a Berlino: e allo stesso modo con cui il pazzo tedesco, mentre sulla sua testa sentiva fischiare i cannoni russi, progettava nuove fantasiose controffensive con armate inesistenti, così questo settore del clero crede di potersi far forte di un supposto "appoggio popolare" che non hanno più da anni e a far finta che non c'è alcuna "breccia" nella loro Berlino liturgico-riformata. Il "fronte" lo vedo spaccato in tre: la porzione maggiore è composta da un tiepido popolo cattolico, semi-anestetizzato, cui poco o nulla interessa della liturgia; poi c'è un piccolo residuato bellico post-sessantottino di vecchie signore, animatrici, catechiste, (e qualche ignava associazione), che resiste pervicacemente per mantere le presunte "conquiste" post-conciliari; infine c'è un cospicuo gruppo, in continua crescita, formato da moltissimi giovani e sopratutto da moltissimi giovani ecclesiastici, che è sulla strada del ritorno alla Tradizione, che sta con il Papa e che è il futuro radioso della nostra madre Chiesa. Dunque, non perdiamo mai la speranza, sappiamo che bisogna combattere "porta per porta", ma il nemico è antidiluviano e sopratutto...è dalla parte sbagliata perchè il Vicario di Cristo non è con loro!
RispondiEliminaPs: un ottimo luogo da "purificare" sarebbe proprio il pontificio ateneo di Sant'Anselmo, ove la derisione del Papa è prassi comune tra professori ed alunni...Grillo è fin troppo "politcally correct" in confronto...
Quoto Pastor. Purtroppo temo non vi sarà alcuna reprimenda. Troppo pericoloso il sottobosco diocesano. Troncare, tacere, sopire.... e galleggiare. Del resto dopo che un vescovo viene pubblicamente sconfessato, nel proprio operato, sul suo giornale dicesano, se decide di muoversi deve fare piazza pulita almeno fino al direttore. Vedremo...
RispondiEliminahpoirot leggiti cosa scrive il Papa nei suoi ultimi libri sulla questione Cristo Re e Regnum Christi... è meglio vai!
RispondiEliminaMA NON SONO PAROLE MIE!!! E' l'omelia del vescovo questa!! Grazie degli elogi ma non li merito!!
RispondiEliminaBasta vedere come è tenuta la basilica di Santa Giustina annessa al Sant'Ansalmo a Padova: cade quasi a pezzi dentro.
RispondiEliminaAlmeno tengono decentemente le reliquie di San Luca evangelista, ma tanto non ci va quasi nessuno. :'( Scrivessero davanti alla basilica: reliquie di San Luca evangelista.
CE NE SONO come lui (e peggio di lui) in Vaticano. E pure molti.
RispondiEliminabenissimo, allora ! chiedo scusa per la svista (del resto non ci sono le virgolette a segnalare con chiarezza l'inizio del testo, nè distinzioni grafiche....) ; ma ritengo con ragione che lei abbia condiviso e ben assimilato il contenuto dell'omelia...
RispondiEliminaLode dunque all'ottimo Vescovo, e Deo gratias! pregando sempre la Provvidenza di mandarci santi vescovi e sacerdoti, a sconfiggere il peccato e l'apostasia che dilagano, non arginati talora proprio
da coloro che dovrebbero vigilare e custodire la Fede dei piccoli, assediati da tanti scandali
morali e dottrinali.
<span>benissimo, allora ! chiedo scusa per la svista (del resto non ci sono le virgolette a segnalare con chiarezza l'inizio del testo, nè distinzioni grafiche....) ; ma ritengo con ragione che lei abbia condiviso e ben assimilato il contenuto dell'omelia...
RispondiEliminaLode dunque all'ottimo Vescovo, e Deo gratias! pregando sempre la Provvidenza di mandarci santi vescovi e sacerdoti, a sconfiggere il peccato e l'apostasia che dilagano, non arginati talora proprio
da coloro che dovrebbero vigilare e custodire la Fede dei piccoli, assediati da tanti scandali morali e dottrinali.</span>
Le più belle sono due:
RispondiElimina1) che al Papa non siano arrivate testimonianze negtive sui tre anni si sperimentazione del MP dimostra che c'è "un problema di parresia nella Chiesa", nientemeno!
2) con il VO non si attuano i sette doni liturgici del CVII... naturalmente septiformis munus è quello che indica grillo, che non parla di questi altri:
1) conservazione del latino
2) gregoriano come canto proprio
3) polifonia in onore
4) conservazione dei riti esistenti
5) loro incremento 'in ogni modo'
6) rispetto per la pietà polorare
7) onore per l'organo a canne.
... evviva l'onestà intellettuale!
Suggerirei in miniera...
RispondiEliminaSe non le condividessi, non le avrei nemmeno postate! Grazie, ma sono solo un povero peccatore che ha tanto bisogno di preghiere.
RispondiEliminahttp://www.youtube.com/watch?v=LVG8jxKuqAw
RispondiEliminacio' non toglie che la gente i Bugnini fautori del N.O. spostarono la festa del Cristo Re per questa ragione... e che continuiamo a portarci a dietro il loro funesto héritage
RispondiElimina<span>cio' non toglie che i Bugnini fautori del N.O. spostarono la festa del Cristo Re per questa ragione, e che continuiamo a portarci a dietro il loro funesto ...héritage</span>
RispondiEliminaIntanto per consolarci leggiamo qualcosa di intelligente, sensato e santo. Alla don Camillo, tanto per intenderci!
RispondiEliminahttp://www.spiritosantomodena.it/cms/diceilparroco/331-contemplare-il-bello-nella-messa.html
cioé mi stai dicendo che il papa é per il Cristo Re inteso secondo l'enciclica di PioXI Quas Primas ( http://www.vatican.va/holy_father/pius_xi/encyclicals/documents/hf_p-xi_enc_11121925_quas-primas_fr.html )
RispondiEliminama lascia in giro una messa che simboleggia il contrario con tanto di sacerdoti che insegano il contrario ???? E dové qui allora la LEX CREDENDI LEX ORANDI ???
Sull'attività della Cappella musicale della Basilica Cattedrale di modena:
RispondiEliminahttp://associazioni.monet.modena.it/cantus/cmduomo.htm
Nel sito è possibile leggere i ringraziamenti che l'allora Card. Ratzinger fa al Maesto Bononcini per l'impegno e l'attività svolta al servizio della liturgia.
Per la redazione.
RispondiEliminaAnche le sette richieste dei Padri nella “Sacrosanctum Concilium” possono essere attuate col Vetus Ordo senza stravolgere la liturgia. (cosa che il testo conciliare non voleva.)
Interessante. Perchè non dedicarci un articolo?