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venerdì 6 maggio 2011

La Chiesa è infallibile. Il Concilio Vaticano II no. II parte

Ieri abbiamo riportato un articolo del Prof. De Mattei, tratto da http://www.chiesa/.
Oggi vi proponiamo un secondo:



2. Il secondo intervento riportato più sotto è di una rivista americana tradizionalista, "Remnant", firmato il 18 aprile da un suo "columnist", David Werling, in reazione a una nota di Francesco Arzillo che prendeva le difese dell'"ermeneutica della riforma nella continuità" propugnata da Benedetto XVI, nota uscita su http://www.chiesa/ (Link) dell'8 aprile all'interno di questo servizio.


Il suo autore, Giovanni Cavalcoli, frate domenicano e teologo, insegna alla facoltà teologica di Bologna.


RISPOSTA AI TRADIZIONALISTI DI "REMNANT", IN DIFESA DI ARZILLO
di p. Giovanni Cavalcoli OP
(per http://www.chiesa/)


Cari amici di "Remnant",

sono un frate domenicano docente di teologia sistematica nella facoltà teologica di Bologna, studioso delle dottrine del Concilio Vaticano II da quarant’anni.
Ho letto la vostra critica all’articolo di Francesco Arzillo su www.chiesa e, dopo aver ottenuto il suo consenso, mi piace prendere cavallerescamente le sue difese, in un fraterno dibattito all’interno della nostra comune fede cattolica e volontà di obbedire al magistero della Chiesa e al papa.
Mi fermo solo su tre punti del vostro discorso che mi sembrano centrali.
Primo punto. Leggo in "Remnant":
"Che cosa intende Arzillo con la mentalità 'cartesiana' come opposta a quella 'aristotelica'? Vuol dire che questo tradizionalismo che deve essere censurato è in qualche modo dualistico? Ciò che scrive non è affatto chiaro. Coloro che intendono i cambiamenti della formulazione come cambiamenti della dottrina davvero a me non sembra, almeno a una considerazione di superficie, che siano dei dualisti cartesiani. Né pare a me dualistico, almeno a una considerazione di superficie, trattare i concetti teologici come se fossero idee chiare e distinte. Non sto dicendo che essi dovrebbero essere trattati così, ma non è specificamente cartesiano farlo in qualsiasi caso".
Confrontando Cartesio con Aristotele, Arzillo non intendeva riferirsi al dualismo di Cartesio, del quale non fa parola, ma al modo cartesiano di pensare, troppo attaccato alla chiarezza ed alla distinzione, cosa che può essere accettabile nel sapere matematico, ma non in quello teologico, che è un pensare basato più sull’analogia che sull’univocità. Ora, appunto il metodo dell’analogia è caratteristico di Aristotele e non di Cartesio. Il pensare analogico consente di comprendere come un concetto, pur restando identico a se stesso, possa però nel contempo svilupparsi, progredire, esplicitarsi e chiarirsi. Questo è tipico di tutti fenomeni vitali, dal livello biologico a quello spirituale. Per questo giustamente il beato John Henry Newman paragonava il progresso dogmatico o teologico allo sviluppo di una pianta, la quale cresce e si sviluppa pur restando se stessa. Una quercia di due metri è sempre la stessa anche quando ha raggiunto i venti metri.
Così le dottrine del Vaticano II non vanno viste come una smentita o una rottura con quelle del magistero precedente, ma come una loro conferma ed una loro esplicitazione. In altre parole, col Vaticano II noi conosciamo meglio quelle stesse verità di fede che già conoscevamo prima.
Indubbiamente questa tesi dev’essere dimostrata, perché effettivamente essa non è sempre così evidente. Ma come cattolici, supposto che si tratti di materie di fede, possiamo supporre...

19 commenti:

  1. E qui il link alla pagina che ospita l'articolo in versione integrale:

    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1347758

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  2. Sono architetto e non teologo, dire però che il Vaticano II non fu una rottura mi pare un po ingenuo...
    Mi vengono le lacrime agli occhi vedendo le chiese deturpate nei loro spazi. Spazi calibrati e ragionati per essere un sistema logico e coerente. Un sistema monolitico come il Cattolicesimo preconciliare. Proiettato verso l'unico obiettivo di tutto: il Santo Sacrificio su quel Calvario che é l'Altar Maggiore.
    Oggi le chiese minori e le grandi cattedrali sono mortificate. Questo è quello che vediamo oggi dopo il Vaticano II e mi chiedo come le Belle Arti abbiano permesso questa violenza artistica sulle chiese che sono beni vincolati:

    Pedane nei transetti che anticipano un posticcio presbiterio a quello vero, situato in realtà nel braccio absidale.
    Altari posticci, nel migliore dei casi, altrimenti stabili con danni permanenti agli storici pavimenti preziosi.
    Oltre all'oggettiva bruttezza impediscono la vista del vero Altare storico intorno al quale tutta la chiesa è stata creata. 
    Cosa ancor più grave chi troviamo oggi al posto dell'altare originario? Il parroco o il celebrante sul suo scranno. Al posto del Santissimo?
    Inoltre gli altari, previsti per un parato specifico, sono svuotati di senso poichè privati di tutto quello che vi stava sopra.
    Molti, troppi pulpiti sono stati smantellati specie nelle chiese di piccole parrocchie. Pur essendo opere di prezioso intaglio.
    I'organo, gioiello prezioso di ogni chiesa diviene decrepito e sterile strumento d'accompagnamento per coretti.Anch'esso mortificato da un utilizzo improprio in attesa che si rompa e venga felicemente sostituito da chitarrine.
    I paramenti sacri, antichi, preziosi,donati con sacrificio economico da fedeli devoti e ricamati da mani sapienti vengono lasciati ammuffire in scaffali e tenuti nascosti.
    In compenso vedo le facciate e l'interno delle chiese tappezzati da miseri cartelloni scritti con pennarelli colorati con avvisi parrocchiali e messaggi di una banalità disarmante. Provocatoriamente propongo di far scrivere ai bambini dell'oratorio un bel cartellone davanti la Pietà di Michelangelo in S.Pietro con scritto "VIVA GESU' E MARIA!!' forse è piu chiaro del messaggio intrinseco contenuto nell'opera stessa....
    La Teologia è materia oscura ma L'architettura, L'arte, La musica e la Liturgia NON LO SONO. Sono lo strumento piu immediato per far passare un messaggio inequivocabile, per trasmettere concetti ideologici e teologici a chi in altro modo non li puo comprendere.
    Il messaggio che il Vaticano II ha dato è quindi ben chiaro e affidato alle espressioni umane sovra citate. Il messaggio è "diamo un taglio con il passato ora c'è un nuovo Cattolicesimo"
    Al posto del Santissimo c'è il parroco.
    L'altare non è piu il Sacrificio del calvario ma è una tavola da mensa.
    A Dio non va più riservato il bello di tutto ciò che l'uomo possa umanamente fare.
    Non asciughiamoGli più i piedi con i capelli, non compriamo più per Lui costosi olii profumati con cui ungere il Suo corpo prezioso.
    Nell'era della scrittura l'arte figurativa non serve! Quindi come degli iconoclasti affidiamo i messaggi a cartelloni con pennarelli anzichè all'opera di Michelangelo.
    Smantelliamo i pulpiti perchè la dottrina, esplicata nell'omelia dall'alter Cristus, non può cadere dall'alto. L'uomo post conciliare vuole la parola di Dio detta da pari a pari, dal basso. Forse perchè con Dio si può contrattare?
    Mi fermo qui e spero che anche chi nega l'inconciliabile rottura col passato causata dal concilio se ne renda conto. E se è vero che non vi è rottura allora non capisco a cosa servono tutte queste modifiche alla forma se prive di contenuto. Servono solo a deturpare la storia dell'arte??
    gentilmente ringrazio dello spazio concessomi.

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  3. Ringraziando Peter per il link al testo integrale.... chiedo alla Redazione dove sta la parte uno "pubblicata ieri" qui da voi? non la trovo =-O

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  4. :)  e ritengo assai utile e più comprensibile che si metta in risalto la conclusione della risposta di padre Cavalcoli, che pone un ponto impossibile da non condividere:

    Con miei due amici teologi, don Enrico Finotti e don Piero Cantoni, sto preparando un libro nel quale ci proponiamo di dimostrare la continuità dottrinale tra il Concilio e il magistero precedente mediante un accurato confronto dei testi ufficiali della Chiesa.

    Infine, per avere un modello di teologo che mostra la possibilità di una continuità fra il Vaticano II e il magistero precedente, mi permetto di indirizzarvi al padre domenicano cecoslovacco, il servo di Dio Tomas Tyn (1950-1990), della cui causa di beatificazione io sono il vicepostulatore. Padre Tomas Tyn era fiero del suo tradizionalismo, ma lo viveva nella piena comunione con la Chiesa del postconcilio. Al riguardo vi invito a visitare i siti www.studiodomenicano.com e www.arpato.org

    Un terzo punto è l’interpretazione delle parole di sant’Ignazio di Loyola: "Quello che io vedo bianco lo credo nero, se lo stabilisce la Chiesa gerarchica".

    A tal riguardo Arzillo intende semplicemente elogiare lo spirito di obbedienza del grande santo, benchè questi si esprimesse in una forma paradossale. Non dobbiamo infatti intendere sant'Ignazio quasi fosse un irrazionalista.
    Anche lui oggi, davanti alle oscurità dei testi conciliari, laddove si tratti di dottrina, li avrebbe senz’altro in linea di principio considerati in continuità col magistero precedente.
    Quanto alla richiesta di un chiarimento alla Santa Sede, non sappiamo quale sarebbe stata la sua reazione, ma certamente avrebbe dato un contributo per chiarire la continuità.

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  5. <span>don Piero Cantoni, </span>
    Non è la prima volta che si lancia in imprese da premio "PETER PARKER", con zelo degno di miglior causa.
    Negli anni '80,<span>don Piero Cantoni, scrisse una serie di articoli, pubblicati su "RENOVATIO", LA rivista del Cardinale Siri, che volevano, tali articoli, confutando il testo di De Silveira sul N.O., dimostrare che la messa di Bugnini non è eretica e non è invalida. Alcuni anni fa, poi, tali testi, sono stati raccolti in un quaderno. Certo è che, se il livello del testo sul Vaticano II, sarà del tipo degli articoli di tre decenni fa, (articoli che ne prendevano di cantonate, visto che cercavano di buttarsi contro i mulini a vento , di confutare afferamzioni mai fatte), il testo non farà poi tanta paura.  </span>

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  6. <span><span>Caro Andrea,</span></span>

    Nessuna delle cose tristissime e verissime da lei elencate è contenuta nelle indicazioni del Concilio Vaticano II. D'altra parte, gli errori dottrinali e la crisi spirituale che hanno portato alla catastrofe postconciliare erano ben vivi e all'opera molto prima del Concilio quando la liturgia era celberata malissimo, da preti che non la studiavano più e con fedeli che non venivano formati, esattamente come adesso. Avere il vecchio messale e belle chiese non ha impedito la formazione di teologi modernisti che si saranno pure scatenati negli anni 60 e 70 ma avevano studiato negli anni 20, 30, 40, e 50 che qualcuno si ostina a ritenere fatati ma che per la vita della Chiesa furono appena appena meno disastrosi di quel che è venuto dop e solo perchè si manteneva un minimo di facciata.

    Tutta quella gente aveva celberato e assistito alla liturgia antica per tutta la vita. Eppure la ha distrutta. Ci dobbaimo chiedere come mai. Se c'è qualcuno che non vuole mettere in pratica il Concilio Vaticano II quello è precisamente il modernista che lo cita come un talismano ongi due parole, ma si guerda bene dall'attenersi ai suoi documenti.

    Per questo hanno inventato lo "sprito del concilio" che andrebbe oltre la "lettera": per peter fare come peare a loro. Purtroppo questo errore adesso è abbracciato da sedicenti "tradizionalisti" che così risospingeranno la liturgia antica nel ghetto del sedevacantismo esplicito (o implicito come per lefevriani e simili) e a soffrirne sarà tutta la Chiesa.

    <span><span>

    </span></span>

    RispondiElimina
  7. "<span>Con miei due amici teologi, don Enrico Finotti e don Piero Cantoni, sto preparando un libro nel quale ci proponiamo di dimostrare la continuità dottrinale tra il Concilio e il magistero precedente mediante un accurato confronto dei testi ufficiali della Chiesa.  " : Brava Caterina! Questa è vera comprensione della Tradizione cattolica e dovuto ossequio dell'intelligenza e della volontà inverso il Magistero Autentico. Non chiudersi gli occhi di fronti a problemi possibili o supposti, ma tentare del proprio meglio di risolverli con spirito positivo e filiale.</span>
    Fate così opera graditissima a N.S. Gesù Cristo. Vi appoggio e mi congratulo con voi. I.P.

    RispondiElimina
  8. <span><span><span>Caro Andrea,</span></span>  
     
    Nessuna delle cose tristissime e verissime da lei elencate è contenuta nelle indicazioni del Concilio Vaticano II. D'altra parte, gli errori dottrinali e la crisi spirituale che hanno portato alla catastrofe postconciliare erano ben vivi e all'opera molto prima del Concilio quando la liturgia era celebrata malissimo, da preti che non la studiavano più e con fedeli che non venivano formati, esattamente come adesso. Avere il vecchio messale e belle chiese non ha impedito la formazione di teologi modernisti che si saranno pure scatenati negli anni 60 e 70, ma avevano studiato negli anni 20, 30, 40, e 50, anni che qualcuno si ostina a ritenere fatati ma che per la vita della Chiesa furono appena appena meno disastrosi di quel che è venuto dopo, e solo perchè si manteneva un minimo di facciata.  
     
    Tutta quella gente aveva celberato e assistito alla liturgia antica per tutta la vita. Eppure la ha distrutta e con essa la fede di milioni di persone, i seminari, le università, i conventi e così via. Ci dobbiamo chiedere come mai. Se c'è qualcuno che non vuole mettere in pratica il Concilio Vaticano II quello è precisamente il modernista che lo cita ossessivamente come un talismano ogni due parole, ma si guarda bene dall'attenersi ai suoi documenti e al Magistero successivo.
     
    Per questo hanno inventato lo "sprito del concilio" che andrebbe oltre la "lettera": per poter fare come pare a loro. Purtroppo questo errore adesso è abbracciato anche da sedicenti "tradizionalisti" che così risospingeranno la liturgia antica nel ghetto del sedevacantismo esplicito (o implicito come per lefevriani e simili) e a soffrirne sarà tutta la Chiesa.  </span>

    RispondiElimina
  9. "Così le dottrine del Vaticano II non vanno viste come una smentita o una rottura con quelle del magistero precedente, ma come una loro conferma ed una loro esplicitazione". Esplicitazione??!! Se dopo quasi 50 anni siamo ancora a discutere e a interpretare, era meglio non averla questa esplicitazione. Sul Sillabo o sulla Pascendi c'é poco o nulla da interpretare ed esplicitare, a differenza dei verbosi ed equivoci documenti conciliari.

    RispondiElimina
  10. <span>"Così le dottrine del Vaticano II non vanno viste come una smentita o una rottura con quelle del magistero precedente, ma come una loro conferma ed una loro esplicitazione". Esplicitazione??!! Se dopo quasi 50 anni siamo ancora a discutere e a interpretare, era meglio non averla questa esplicitazione. Sul Sillabo o sulla Pascendi c'é poco o nulla da interpretare ed esplicitare, a differenza dei verbosi ed equivoci documenti conciliari.</span>

    Giorgio Roversi

    RispondiElimina
  11. il bello è che se il vaticano II spiega la Dottrina precedente, chi mai potrà pretendere che un papa qualsiasi ci spieghi il vaticano II ?
    Con questa candida affermazione, il papa ci vuole far credere che il gran concilio 21mo è chiarissimo, perchè esso stesso è "più luminoso" di tutta la Dottrina precedente, visto che è è in grado di esplicitarla.
    E' inutile che da oggi in poi si levi qualche voce dal gregge per invocare spiegazioni: a detta del papa tutto il concilio è più che chiaro, e anzi rende chiaro ciò che prima per 19 secoli e  mezzo, non lo era....
    e ovviamente, chi non ha capito questa chiarezza, peggio per lui: prendere o lasciare !
    Adesso capiremo meglio le intimazioni alla FSSPX e simili fedeli, ai quali viene detto di "accettare" il concilio: bisogna accettarlo a scatola chiusa, in blocco, senza discuterlo, come fosse il Vangelo, anzi superiore, perchè, mentre il Vangelo ormai viene reinterpretato e adattato ai tempi dai teologi moderni, il gran concilio non si può in alcun punto nè esaminare nè discutere, nè riformulare : va preso com'è, per INTERO, ad occhi chiusi, con fede cieca, dicendo più o meno così : "credo che esso è tutto vero e tutto buono e tutto luce che spiega le oscurità precedenti....", e non dev'essere interpretato, ma solo accettato come nuovo dogma  INDISCUTIBILE ( da aggiungere al Credo ? ) se si vuole essere considerati cattolici a pieno titolo !

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  12. dicitur: non ci azzecchi niente!

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  13. Caro signor segno di interpunzione e segni assimilati, invece di fare queste affermazioni dipietresche, perchè non non ci spiega il suo profondo pensiero in modo articolato e argomentato?

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  14. Non servirebbe e sarebbe una gran perdita di tempo: siete troppo ottusi!

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  15. Siamo alle solite fiabe

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  16. E allora ci risparmi le sue tronfie sentenze

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  17. Perchè dovrei? Non sono più tronfie delle tue! Anzi! Eppoi è mio dovere morale ricordarti quanto poco capisci !  :-D :-D :-D

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  18. Sempre gentile il Signor &, che poi scrive come il Punto, Puntoevirgola e Ospite maleducato (Speriamo che non sia prete).

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  19. <span>A. Per questo hanno inventato lo "sprito del concilio" che andrebbe oltre la "lettera": per poter fare come pare a loro. </span>
    <span>B. Purtroppo questo errore adesso è abbracciato anche da sedicenti "tradizionalisti" che così risospingeranno la liturgia antica nel ghetto del sedevacantismo esplicito (o implicito come per lefevriani e simili) e a soffrirne sarà tutta la Chiesa.  </span>
    <span><span>Condivido il punto A.; non capisco il passaggio logico che porta al punto B.</span></span>

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AVVISO AI LETTORI: Visto il continuo infiltrarsi di lettori "ostili" che si divertono solo a scrivere "insulti" e a fare polemiche inutili, AVVISIAMO CHE ORA NON SARANNO PIU' PUBBLICATI COMMENTI INFANTILI o PEDANTI. Continueremo certamente a pubblicare le critiche ma solo quelle serie, costruttive e rispettose.
La Redazione