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martedì 17 agosto 2010

La controffensiva in Rai di mons. Sodi contro il motu proprio

Le parole benemerite di mons. Burke (il cui nucleo centrale si riassume nel ricordare che il motu proprio non è una interinale concessione a gruppuscoli di tradizionalisti chiusi nelle loro cappelle, ma la riproposizione a tutto il popolo cristiano, affinché se ne riappropri, del tesoro della liturgia immemoriale) hanno avuto una grande eco e suscitato piccate reazioni. Vien da domandarsi perché, visto che si tratta di osservazioni ovvie ed evidenti (già il card. Castrillòn diceva che il Papa vorrebbe una Messa tridentina in ogni parrocchia; e del resto basta leggere le affermazioni inequivocabili e molto forti dell'allora cardinal Ratzinger per rendersene conto: qui ne trovate una buona selezione). Ogni persona con un minimo di cognizione di causa sa perfettamente qual è l'intenzione del Papa; ma vi è chi, in mala fede, cerca di convincere i semplici e gli ignari del contrario, ossia che il motu proprio va circondato da un cordone sanitario e deve riguardare solo quei nostalgici che, dal 1970, non sono riusciti a capire la ricchezza della liturgia riformata.

Uno di coloro che più si applicano in questo senso è don Manlio Sodi, salesiano, che gode di grande entratura mediatica visto che è riuscito a diffondere il suo verbo alla radio di Stato per ben due volte in tre giorni. Vediamo che cosa ha detto

***

GR3 di giovedì 12 agosto, edizione delle ore 8,45

Speaker del TG3 : A tre anni dalla pubblicazione del decreto con il quale ha autorizzato la celebrazione della Messa in latino Papa Benedetto XVI ha sollecitato una valutazione da parte dei Vescovi. I pareri anche in Vaticano sono molto diversi,

Riccardo Cristiano: “Secondo il Prefetto della Segnatura Apostolica Mons. Burck la decisione con cui Benedetto XVI ha liberalizzato la Messa in rito latino non è stato un favore a gruppi o a individui affezionati a quella liturgia ma una legge finalizzata alla salvaguardia e la promozione di tutto il corpo mistico di Cristo".

Mons. Sodi direttore di Rivista Liturgica: “Il Motu Proprio del Papa pubblicato tre anni fa è stato finalizzato a far sì che alcuni gruppi di persone che erano legate al precedente rito potessero celebrare con la dovuta tranquillità e serenità secondo il Messale pubblicato nel 1962. Quello che è stato posto in evidenza nell’ambito del Motu Proprio è stato il fatto di venire incontro a comunità stabili, comunità cioè che sono rimaste fedeli e sempre legate a questa forma di celebrazione”.

***

Radio Uno, 15 agosto 2010 (dal 10° minuto in avanti)

Un conduttore della trasmissione dal timbro di voce sfigato torna con gusto sullo spettacolo delle chierichette, che sono ormai 'universalmente accettate', dice, tanto che presto un documento della Congregazione per il Culto Divino sancirà questa evoluzione e darà piena cittadinanza alle damigelle all'altare (ah sì?); aggiunge che il settimanale Time ha salutato questa evoluzione che rappresenta, sempre per il compiaciuto conduttore (evidentemente ignaro del fatto che sul punto c'è un divieto pronunciato infallibilmente ex cathedra da Giovanni Paolo II), un passo avanti verso il riconoscimento del ministero femminile.

Accenna al fuoco di contraerea partito da mons. Burke, nonché allo spauracchio del motu proprio Summorum Pontificum che si sarebbe posto di traverso a questa benemerita prassi (curioso: quel motu proprio non si occupa affatto di chierichesse) e passa ad intervistare il solito Sodi.

Per quest'ultimo, il motu proprio concerne soltanto alcune comunità stabili, dove stabile significherebbe: esistenti da sempre (quindi anteriori al motu proprio; anzi, rimaste ancorate ai vecchi riti fin da quando furon soppiantati). Si tratta di poche persone, aggiunge, che non debbono e non possono condizionare il futuro del 99,9% dei cattolici, che sono invece proiettati verso magnifiche sorti e progressive. "Non può essere un problema dell'intera Chiesa universale", dice Sodi, e già la scelta del termine 'problema' è rivelatrice. C'è anche un simpatico passaggio sulla necessità di valorizzare la 'responsabilità episcopale' sulla questione; leggi: dar briglia sciolta all'arbitrio dei vescovi per impedire lo scandalo delle celebrazioni tridentine.

Onirico il passaggio in cui il Sodi afferma con sicumera che il Messale di Paolo VI è il messale più tradizionale che la Chiesa abbia mai avuto... A volte vien da domandarsi se certi monsignori vadano mai a messa, non diciamo se la celebrino...

Conclude il conduttore: mentre c'è ancora chi pensa a pizzi e merletti, la Chiesa si regge grazie all'apporto femminile; è quindi tempo di dar spazio alle donne. Come gli anglicani, no? Da quelli le cose funzionano a meraviglia...

Enrico

57 commenti:

  1. <span>alcune comunità stabili, dove stabile significherebbe: esistenti da sempre ....</span>
         questa occhiuta e guardinga allusione a una stabilità presunta e già RECINTATA -NELLA PREGIUDIZIALE DEFINIZIONE- DA CORDONE SANITARIO SUBLIMINALE, che ferreamente previene ogni malsano desiderio di conoscenza e/o avvicinamento e  apprezzamento e adesione alla S. messa di sempre da parte di CHI NON LA CONOSCEVA.....
    va ottimamente a braccetto con l'indicazione di "<span>gruppo stabile"</span> data nel MP, che sappiamo bene come nella pratica può essere realizzata, verificata(=ostacolata e stroncata sul nascere dagli epi-skopoi...) ed, eventualmente, assecondata ....
    che capolavoro di  ipocrisia!
    oh, cari Redattori, vedo che oggi vogliamo farci del male, girarci un po' di lame nella piaga, eh...vabbè'..... *DONT_KNOW*

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  2. la definizione più comica di "gruppo stabile", che ho sentito è quella che mette in relazione la "stabilità", con l'equilibrio emotivo!

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  3. <span><span>il Messale di Paolo VI è il messale più tradizionale che la Chiesa abbia mai avuto... </span> 
    che dire ?.....    :-D   :-D   :-D  ))))))) </span>
    <span>                              >:o >:o .....  :( <span> :( <span>  :-[  ......  :'(   :'(  ......  =-X </span></span></span>

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  4. hahahahahahahaha...come raccontano le barzellette alcuni non le racconta nessuno!!

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  5. Globalmente questi interventi si possono classificare come "è come chiedere ai ladri che cosa ne pensano delle casseforti".. :)

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  6. Mons. Sodi con la sua sortita ha commesso una grande imprudenza.

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  7. Il dubbio che ho é amletico; devo considerare il monsignor Sodi un emerito imbecille o un imbecille emerito? 

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  8. Provo molta pena per mons. Sodi, che mi sembra molto lontano dalla Verità e dalla volontà di comunione, nonostante tutta la sua indiscutibile cultura. Per fortuna il Papa la pensa diversamente. Ma non mi meraviglio: quando fu emanato il Motu Proprio (ex cathedra Petri!!!), don Sodi uscì tempestivamente con il suo famigerato libello che diceva impunemente il contrario esatto di quanto affermato solennemente ed autorevolmente dal Santo Padre.

    Concordo con Francesco, l'uscita di questa volta è stata una grande imprudenza. Nessun Sodi fermerà la Santa Tradizione.

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  9. Potete inserire un link al divieto del Servo di Dio Giovanni Paolo II cui rimandate, per cortesia?

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  10. Se il RUOLO del chierichetto nasce e si sviluppa all'interno di un contesto culturale che aiuta il giovane a trovare la sua propria vocazione nel Ministero del Sacerdozio, è ovvio che pretendendo di metterci dentro la donna, ne offusca di lei il suo proprio ruolo femminile che NON è portato verso quel ministero... *DONT_KNOW*
    Le BAMBINE E I BAMBINI a quell'età vivono per loro propria natura una conflittualità NATURALE E NECESSARIA proprio perchè è a quella età che si determinano poi i ruoli nella società.... infatti è tipico di quell'età infantile che i maschietti giocano a fare le guardie, i soldati, gli eroi, tutti ruoli altamente maschili, mentre le bambine giocano con le bambole...e si divertono a vestire i panni della mamma...
    E' una età in cui tali differenze spingono i bambini stessi a crearsi gruppi di amicizie separate per poi ritrovarsi insieme magari a qualche festa di compleanno o a mangiarsi un gelato....

    Ora, la nostra epoca, spinta dalla diabolica cultura omosessualista che pretende di annientare LE DIFFERENZE DEI RUOLI fra maschi e femmine, e grazie anche alla complicità di una esagerata EMANCIPAZIONE FEMMINILE che per rivendicare la propria femminilità ha finito per usarla COME UN ARMA CONTRO L'UOMO.... anche all'interno della Chiesa si è finito per abbracciare LE MODE DEI TEMPI e per sposare una concezione di uguaglianza che è FALSA....

    Questo modo errato di concepire l'autentico ruolo femminile e maschile, produce DISUGUAGLIANZA, produce divisione, produce l'anichilimento del vero genio femminile che se viene impegnato dalle bambine per fare le chierichette, fa perdere loro del tempo prezioso per vivere invece la loro propria dimensione all'interno della Chiesa che è quello soprattutto di dedicarsi alla PREGHIERA, ALL'AIUTO AL PARROCO NEL MANTENIMENTO DEI PARAMENTI SACRI MAGARI IMPARANDO A RICAMARLI E A FARLI con le proprie manine.... ;)  aiutare al DECORO DELLA CHIESA, tenere in ordine i registri, aiutare il parroco a tenere in ordine negli appuntamenti, ecc... insomma, ci sono cose che gli Uomini NON sanno fare con quella meticolosità ed ingegno tipicamente femminile....
    Perchè non RISVEGLIARE queste capacità nelle nuove leve femminili?
    Mons. Sodi non rincorra strategie diaboliche e perverse, aiuti piuttosto a far comprendere che il ruolo femminile è bello per come Dio lo ha creato, donando alle donne L'INGEGNO DEL RICAMARE NON LE TRAME ma bellissime stoffe....come Maria che con i suoi lunghi capelli asciugava i piedi di Nostro Signore...."un ruolo che non le sarà mai tolto - Una sola cosa è necessaria. Maria ha scelto la parte migliore e nessuno gliela porterà via "

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  11. Sodi è in buona fede...17 agosto 2010 alle ore 09:39

     e sa di non avere detto nulla di sbagliato, essendo le sue affermazioni perfettamente coerenti con quello che pensa veramente. Secondo la sua visione, infatti, la correttezza politica (quell'animale mostruoso che si ciba di uomini e "donne", di solidarietà e tolleranza per gli idem pensanti, di democrazia e di diritti dell'uomo, ... ) è una dimensione che investe anche la fede e ad essa è sovraordinata. C'è solo un particolare: ha torto.
    Andasse a quel paese!

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  12. Chi ha abbastanza autorevolezza ed entrature per chiedere alla RAI la 'par condicio' anche per la Tradizione cattolica? Dovremmo passare ai fatti, mi sembra e cominciare a far sentire la nostra voce. Se nessuno ne parla e la fa conoscere, la Santa e Divina Liturgia resta davvero circoscritta con new entry solo occasionali... certo il Signore opera sempre e fa molte grazie; ma credo che intenda servirsi soprattutto di noi...

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  13. <p><span><span>questa evoluzione (presenza delle chierichesse) secondo "il compiaciuto conduttore di  </span></span><span><span>Radio Uno, </span></span><span><span>(</span></span><span><span>evidentemente<span><span>  </span></span><span><span><span><span>* ignaro</span></span></span><span><span> </span></span><span><span>del fatto che</span></span><span><span> </span></span><span><span>sul punto c'è un divieto pronunciato infallibilmente</span></span><span><span> </span></span><span>ex cathedra</span><span><span> da Giovanni Paolo II),</span></span></span></span></span>
    </p><p><span><span>rappresenta</span></span><span></span>
    </p><p><span><span>* "....un passo avanti verso il riconoscimento del ministero femminile.</span></span><span></span>
    </p><p><span> ^^^^^^^^^^^^^^^</span>
    </p><p><span>COME AL SOLITO !</span>
    </p><p><span>      gli ottusi (e in malafede) megafoni del POTERE 45ennale usano la loro<span> </span>strategia ormai ben nota:</span>
    </p><p><span>1)  SORDI ALLA INFORMAZIONE importantissima: cioè che un Papa si è espresso con un pronunciamento  infallibile, CHE  HA FATTO DIVIETO al riguardo, vogliono impedire che la massa dei fedeli ASCOLTI QUESTA PRECISA INFORMAZIONE; dunque cercano di rendere SORDI anche i fedeli disattenti !</span>
    </p><p><span>2) ALZANO IL VOLUME su ciò che è PRASSI ERRATISSIMA, presentandola con parole SUADENTI</span>
    </p><p><span>che devono convincere i medesimi  -IGNARI E PASSIVI ascoltatori, pronti a bere supinamente le LORO VERITA'- che aver messo le chierichette nella Messa sia una cosa BELLA, segno di EVOLUZIONE, da favorire, continuare, sempre di più, sempre meglio....verso che cosa ?</span>
    </p><p> 
    </p>

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  14. <span>

    così si attua, da 45 anni, ancora, imperterrita di fronte a qualsiasi richiamo del Magistero del Papa attuale, e di quello della Chiesa Cattolica DI SEMPRE, quella consolidata   
    ECCELLENTE STRATEGIA DI MANIPOLAZIONE DELLE MASSE IGNORANTI E pre-NARCOTIZZATE     dallo slogan
                               "sempre nuovo sempre migliore!"
    <span> :( :( :(   </span>

    </span>

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  15. Mi permetto di aggiungere che purtroppo tra i testi di studio in materia liturgica usati e imposti nei seminari e nelle facoltà teologiche vi è anche qualcuno di Sodi, così come di Augè e compagni vari...di merende. Vedo diffondere talvolta anche nelle classi di catechismo, le stesse identiche posizioni di Sodi e molti parroci, purtroppo ne sono i discepoli più zelanti e convinti. Scrive bene Caterina, condivido tutto ciò che pensa. Credo che occorra veramente pregare molto. Mettereli a tacere non si può, censurarli? Non è più di moda e comunque i superiori preferiscono usare misericordia e ...complicità. Malgrado i comizi di questa gente che si fregia di titoli e studi universitari, grandi cavalieri difensori della riforma liturgica (a costoro non va bene nemmeno la "riforma della riforma"), malgrado le loro case editrici amiche pubblichino i loro studi al veleno contro la Tradizione e la messa v.o., quest'ultima si fa strada nei cuori dei fedeli e cresce sempre più come il buon seme piantato su terra fertile e feconda.
    Lasciateli ai loro entusiasmi e alla loro liturgia.
    Renate

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  16. Leggendo le opinioni sulla messa antica di liturgisti o pastori vari mi faccio di quelle risate che non mi facevo da anni. I loro interventi mostrano una avversione più o meno celata verso il rito antico; avversione che un qualsiasi psicologo collegherebbe ad una paura nascosta verso la liturgia antica. 
    Se voi notate, prima del motu propio il tema "messa antica" era semplicemente ignorato. Dopo il motu propio invece questi liturgisti e pastori non fanno altro che parlarne, minimizzando, circoscrivendo, distinguendo, separando. Ma se il rito antico riguarda si e no  l'1% dei cattolici, perché ne parlate così tanto?
    Perché siete affannosamente intenti, direttamente o indirettamente, a cercare di stendere un vero e propio cordone sanitario intorno a 

    Avete forse paura che i fedeli che al 99,9% "scelgono" il rito nuovo  si lascino incantare dalle sirene del vetus ordo?

    Ho parlato di fedeli che al 99,9% scelgono il nuovo rito.
    Scelgono?  Questa scelta dei fedeli è come le elezioni politiche in Unione Sovietica dove i cittadini potevano scegliere se dare il voto al partico comunista o se darlo....al partico comunista!!! E chi non dava il voto al partito comunista voleva dire che sceglieva di finire  in Siberia. Che ci fosse però libertà di scelta era indubitabile!

    Così è per i fedeli dal 1970; possono scegliere se fare l'alleluia delle lampadine o se restare fermi in un imbarazzato immobilismo pensando: "sono cretino io che non voglio fare e non faccio questo alleluia delle lampadine o sono cretini quelli che lo fanno?"
    E ancora: "tra quelli che lo fanno sono più cretini quelli che lo fanno convintamente o quelli che lo fanno talmente mal volentieri da essere goffi fino al ridicolo?"

    Un noto liturgista che gestisce un sito liturgico, rispondendo ad un commentatore che gli obiettava come il rito nuovo sia stato imposto senza consultare i fedeli rispose che i fedeli in realtà erano stati consultati: a loro nome e per loro conto avevano risposto i vescovi e i liturgisti!

    Ecco cosa pensano questi esimii liturgisti di noi laici: siamo dei deficenti che non sanno neppure rispondere se una messa piace oppure no e pertanto a nostro nome devono rispondere i pastori e i liturgisti.

    Comunque, parafrasando Oscar Wilde: c'è una cosa sola peggiore del parlare del rito antico, ed è il  non parlarne.

    Parlatene, parlatene, più ne parlate, anche se per minimizzare e a volte ridicolizzare, e meglio è. Parlatene, parlatene molto. Il mondo è cambiato; oggi se si parla di un argomento, la gente è stimolata a conoscerlo meglio. Se poi di questo argomento se ne parla male, la gente è ancora più stimolata a conoscerlo.

    Parlatene parlatene, non importa se bene o male, ma parlatene.

    Tanto voi prima o poi finirete di parlarne, mentre il rito antico continuerà a far parlare di se anche quando voi non ci sarete più

    Voi siete mortali, il rito antico è immortale!

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  17. Ma che se le tengano queste 'ricchezze' del rito di Montini (assieme alle altre cui mi sa tanto tengano ancor di più) questi crapuloni protestanti camuffati da cattolici.
    Questi traditori, in qualsiasi Stato sarebbero stati in tempo di guerra messi al muro, in tempo di pace detenuti in un carcere, fine pena: MAI.
    Ancora una volta va però rilevato che se questa gente ha fatto e continua a far danno chi con parole e opere chi anche con omissioni, è perchè - a monte - le direttive (mi riferisco al MP) non sono state ancora una volta né chiare né inequivocabili tali da non consentire dubbi, incertezze, interpretazioni diverse e soprattutto non sono state - come ormai da cinquant'anni è norma: vincolanti.
    Non se ne può più!
    Pur con tutta la buona volontà non riesco a non sentirmi ogni giorno sempre più lontano da quest'apparato sui cui fini reconditi non mi interrogo neanche più.

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  18. quei fedeli che si chiedono imbarazzati:
    <span> "sono cretino io che non voglio fare ....." sono coloro che si ostinano ancora a NON FARSI narcotizzarre, ma non so fino a quando potranno resistere, visto che il Potere ci ha messi davanti <span>al fatto compiuto</span> (con  arrogante colpo di mano, come ricordava ieri il lettore del giornale veneto), quello stesso Potere che governa con tirannide la Chiesa da 45 anni, tra poco userà metodi di repressione più violenta di quanto abbia fatto finora, imponendo a tutti di "svitare lampadine", fare girotondi ecc....senza possibilità di scegliere altro ! </span>
    Il PANTOCLASTA MODERNISTA (come lo ha chiamato un ottimo blogger) non esaurirà spontaneamente la sua violenza distruttiva così facilmente, NON SI DARA' per vinto finchè non avrà accecato quante più anime possibile e messo a dura prova la resistenza dei fedeli, che saranno spaventati dall'idea di RIMANERE ISOLATI NEL TESSUTO ECCLESIALE, emarginati e<span> bollati come sovversivi, fanatici e fissati</span> (idolatri...)<span> </span>tra i conoscenti, amici, famigliari...e quindi costretti ALLA RESA PER QUIETO VIVERE: non illudetevi che sarà facile la vittoria della Tradizione !
    Per me è dimostrativo il solo fatto che il Papa SIA OBBLIGATO A CHIEDERE  IL PARERE DEI VESCOVI sulla situazione attuale del MP, dopo ben 3 anni della sua (scarsa o non-)applicazione!

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  19. Non si risolvono i problemi con gl'insulti.

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  20. <span>Sodi esprime il suo parere che, ai sensi del Motu Proprio, è del tutto errato. Ma tal parere in qualche modo viene avvalorato da certe dichiarazioni del Papa che, in Francia, ha minimizzato la portata del suo provvedimento, parlando della sua volontà di venire incontro a gruppi legati per formazione al rito antico. Al vertice dela Chiesa manca chiarezza e coerenza. E questo è il prodotto della tattica per cui si si sottopone la verità alla diplomazia.
    </span>

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  21. <span> scelta dei fedeli è come le elezioni politiche in Unione Sovietica </span>
    esatto: siamo sotto il piede di un POTERE STALINISTA, e non mi pare che i metodi di un simile potere facciano sperare in una "comprensione" verso gli oppositori, o di una gentile accoglienza delle loro istanze !
    ora nessuno li potrà schiodare da quei seggi presi d'assalto col colpo di mano avvenuto 
    DENTRO IL CONCILIO, il giorno 13 ottobre 1962, come risulta dal racconto drammatico degli sconcertanti fatti qui riferiti), data nefasta d'inizio della tirannide che ci sta deliziando, e della "rivoluzione francese" nella Chiesa, come trionfalmente annunciata da Suenens &Co !
    Possiamo solo sperare e pregare l'intervento di Colui che, secondo il Magnificat, "ha rovesciato i potenti dai troni"; ma in quale altro modo potremmo fare una contro-rivoluzione che rovesci quel potere figlio di una rivoluzione, che impone la sua iniquità crescente, con fatti e parole INGANNATORI e iniqui, sempre più in odio alla VERITA' ?

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  22. E' ben vero, ma il travaso di bile di domenica mattina non l'ho dimenticato. E quando ci ripenso..

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  23. ovvero:
    siamo ben lontani dall'uscire dal funesto ingranaggio messo in moto dal Concilio stesso, che dal Papa viene gentilmente definito "dittatura del relativismo", da 5 anni: ma non è altro che la dittatura del potere modernista, impostasi da 48 anni nella Chiesa !

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  24. Un OT utile e neppure tanto OT.... ;)
    la COLLABORAZIONE... ed ecco un bellissimo esempio (che si ripete spesso) dal blog "unafides" che citando il lavoro svolto da questo blog, invita ad ulteriori approfondimenti:
    http://unafides33.blogspot.com/2010/08/le-radici-gianseniste-della-nuova-lex.html

    è necessario che ci si attivi, anche nella rete, in una rete (scusate il gioco di parole) di COLLABORAZIONE fra quanti amano la sana Tradizione e sanno riconoscere che viviamo una profonda crisi anche a causa delle divergenze di opinioni che spesso pretendono di sostitursi alla verità...divisioni anche fra tradizionali, nel mentre abbiamo un unico Nemico in comune che si fa beffe di tutto ciò e si diverte davanti a questi opinionisti "cattolici", pronti a svendere la Verità...
    L'UNIONE FA LA FORZA!

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  25. Don Alfredo Morselli17 agosto 2010 alle ore 11:14

    è vero che le cose non si risolvono con gli insulti:a volte ci vorrebbe anche qualche legnata:-))))))))

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  26. Infatti sarebbe opportuno incominciare a farci vedere! E sentire. E mancare.

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  27. <span>se il POTERE, che di fatto governa la Chiesa, volenti o nolenti noi tutti, con pugno di ferro, e maschera sorridente (che invita alla fiducia-nel-progresso), Papa compreso e "vigilato" costantemente....okkupa stabilmente da 45 anni quasi TUTTI GLI ORGANI di informazione, comprese le cattedre scolastiche E UNIVERSITARIE, e non ne conoscete la ferocia d'inganno e di ricatto sugli studenti (e NON E' DETTAGLIO trascurabile!...), DIS-INFORMANDO le masse acritiche di ascoltatori a modo suo, come possiamo sperare di far sentire la nostra voce  ?     
    nella mia diocesi, gli sparuti fedeli che ci hanno provato, sono stati già bollati -marchiati- e messi ben in vista sullo scaffale pubblico-ecclesial-parrocchiale, additati con la notorietà di cerca-grane (la più benevola), antiquati, rompi****, oziosi nostalgici, portatori di divisione, ribelli, sovversivi, "strani"....(SEMI)PAZZI   ....     
    CHI MAI potrà offrire a costoro un MINIMO SPAZIO MEDIATICO per far conoscere la Tradizione ?</span>

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  28. è un potere che usa efficacemente quel metodo antico del DIVIDE ET IMPERA !

    RispondiElimina
  29. "Bux non mi sembra un martire della Tradizione dura e cruda! "
    Bux non mi sembra un martire!: 'npodivì 'npodilà  'npodivì 'npodilà  'npodivì 'npodilà   ;)

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  30. Sì, volevo riportarlo anch'io stamattina, come eccellente messa a punto delle CAUSE PRIME dello sfacelo della Liturgia perenne: (le radici gianseniste);
    e dovremmo rileggere anche il thread IN PROPOSITO del nostro stimato blog, tuttora di indispensabile valore didattico, per ritrovare quella remota causa (lesione strutturale) del CROLLO DELL'ANTICO EDIFICIO:


    http://blog.messainlatino.it/2009/11/giansenismo-e-falso-concetto-di.html

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  31. <span>OTTIMAMENTE   
    aveva messo in luce in quel tema don Morselli:  <span> 
    " il grimaldello della sovversione liturgica.  
    Abolizione del latino, canti selvaggi, adeguamenti al cosiddetto uomo di oggi, stravolgimenti arbitrari di testi pur blindati persino dalla nuove rubriche, sciagurata architettura, distruzione di tanti tesori liturgici, e chi più ne ha più ne metta, insomma tutti gli abusi al limite del sopportabile, come – troppo buono – li ha descritti il Papa nella lettera ai Vescovi che accompagna il motu proprio «Summorum Pontificum», tutti sono giustificati dalla parola magica    partecipazione attiva."  
    ................  
    <span>ecco, la sirena del potere, attraverso i suoi megafoni, insiste a chiamare a raccolta le masse, col suadente MANTRA:   
                                                    </span>     partecipazione attiva.<span>  
    (cercando in tutti i modi di soffocare l'anelito al Mistero, al Dono Divino CHE VIENE DALL'ALTO e deve essere supplicato e atteso con umiltà, con l'anima pronta a ricevere, non con la pretesa delle rivendicazioni  social-politiche di un diritto a FARE,  a capire, intervenire, interagire, manipolare ecc....)  
    La dittatura dell'homo-faber  non cederà facilmente nè i posti di comando, nè i mezzi di de-formazione delle coscienze !  </span></span></span>

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  32. <span>

    No, dirà qualcuno, il giansenismo non c’entra con la sovversione della liturgia e con i neo-modernisti di oggi.
    E allora io dico:
    Chi sono stai i primi – pretendendo di restare in seno alla Chiesa cattolica - <span></span>a propugnare il volgare nei testi liturgici? I giansenisti.
    <span>-  Chi sono stai i primi a fare la fronda al magistero ordinario con la storiella dell’assenso interno che si sarebbe potuto non prestare</span>? I giansenisti.
    <span>- Chi sono stai i primi a cercare di veicolare all’interno della Chiesa gli errori del tempo </span>(razionalismo + protestantesimo)? I giansenisti, veri e propri modernisti ante litteram.
    E l’episcopato francese gallicano, antesignano delle rivoltose conferenze episcopali odierne, di che cosa odorava? Di giansenismo.
    ( Don A. Morselli, link cit.)
    </span>

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  33. Solo l'anno scorso...  http://blog.messainlatino.it/2009/04/manlio-sodi-nuovo-presidente-della.html

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  34. Chiedo alla redazione o a qualcunoi più informato di me in quale documento si trovi il divieto di Giovanni Paolo II della presenza di chierichette all'altare. O forse ho capuito male?

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  35. da quel che risulta ovviamente no, Giovanni Paolo II non vietò mai le chierichette, ma nel 1993 firmò un Documento (l'unico sull'argomento che si conosca ) della Congregazione per il Culto nel quale si mettono dei paletti precisi all'uso delle femminucce all'Altare...
    Tale consenso è divenuto lecito poichè non esiste alcun canone nella Chiesa che ne vieti l'ammissione, tuttavia il Documento sottolinea la predilizione della Chiesa nel preferire la formazione di chierichetti in vista proprio del futuro ministero presbiteriale e mantiene l'uso delle chierichette a discrezione del Vescovo del luogo, a seconda delle necessità del luogo ed in assenza di maschietti....

    RispondiElimina
  36. dal sito diocesano di Palermo che chiese chiarimenti:

    <p><span>CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI</span>
    </p><p><span>15 marzo 1994</span>
    </p><p><span> </span>
    </p><p><span> Lettera circolare Credo doveroso ai Reverendissimi Presidenti delle Conferenze Episcopali sul servizio liturgico dei laici, Prot. 2482/93, 15 marzo 1994: Notitiae, 30 (1994), 333-335. - La lettera è stata inviata alle Conferenze Episcopali nelle principali lingue. Si veda il testo del Pontificio Consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi in EV 13/1867 e lo studio Servizio delle donne all'altare in Notitiae, 30(1994), 351-355.</span>
    </p><p><span> </span>
    </p><p><span>Eminenza / Eccellenza Reverendissima,</span>
    </p><p><span>CREDO DOVEROSO comunicare all’E.za Vostra Reverendissima che prossimamente sarà pubblicata in Acta Apostolicae Sedis una interpretazione autentica del con. 230 § 2 del Codice di diritto canonico.</span>
    </p><p><span>Come è noto, con detto <span>can. 230 § 2 si stabiliva che</span>: "Laici ex temporanea deputatione in actionibus liturgicis munus lectoris implere possunt; item omnes laici muneribus commentatoris, cantoris aliisve ad normam iuris fungi possunt" <span>("I laici possono assolvere per incarico temporaneo la funzione di lettore nelle azioni liturgiche; cosi pure tutti i laici godono della facoltà di esercitare le funzioni di commentatore, cantore o altre ancora a norma del diritto".)</span></span>
    </p><p><span></span>
    </p><p><span></span>
    </p><p><span>continua...........</span></p>

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  37. <p><span>Nel comunicare quanto precede a codesta Conferenza Episcopale, sento il dovere di precisare alcuni aspetti del can. 230 § 2 e della sua interpretazione autentica:</span>
    </p><p><span>1) II can. 230 § 2 ha carattere permissivo e non precettivo: "Laici... possunt". Pertanto il permesso dato a tale proposito da alcuni vescovi, non può minimamente essere invocato come obbligatorio per gli altri vescovi. Spetta, infatti, a ogni vescovo nella sua diocesi, sentito il parere della conferenza episcopale, di dare un giudizio prudenziale sul da farsi, per un ordinato sviluppo della vita liturgica nella propria diocesi.</span>
    </p><p><span>2) La Santa Sede rispetta la decisione che, per determinate ragioni locali, alcuni vescovi hanno adottato, in base a quanto previsto dal can. 230 § 2, ma allo stesso tempo, la medesima Santa Sede ricorda che sarà sempre molto opportuno di seguire la nobile tradizione del servizio all'altare da parte dei ragazzi. Come è noto ciò ha permesso uno sviluppo consolante delle vocazioni sacerdotali. Vi sarà, quindi, sempre l'obbligo di continuare a sostenere tali gruppi di chierichetti.</span>
    </p><p><span>3) Se in qualche diocesi, in base al can. 230 § 2, il vescovo permetterà che, per ragioni particolari, il servizio all'altare sia svolto anche da donne, ciò dovrà essere ben spiegato ai fedeli, alla luce della norma citata, e facendo presente che essa trova già un'ampia applicazione nel fatto che le donne svolgono molte volte il servizio di lettore nella liturgia e possono essere chiamate a distribuire la santa comunione, come ministri straordinari dell'eucaristia e svolgere altre funzioni, come previsto dal medesimo can. 230 al § 3.</span>
    </p><p><span></span>
    </p><p><span>continua......</span></p>

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  38. <p><span>4) Dev'essere poi chiaro che i predetti servizi liturgici dei laici sono compiuti "ex temporanea deputatione" a giudizio del vescovo, senza alcun diritto a svolgerli da parte dei laici, uomini o donne che siano.</span>
    </p><p><span>Nel comunicare quanto precede, questa Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha voluto adempiere il mandato ricevuto dal sommo pontefice di dare alcune istruzioni per illustrare quanto dispone il can. 230 § 2 del C1C e l'interpretazione autentica di tale canone, che prossimamente sarà pubblicata.</span>
    </p><p><span>In tale modo, i vescovi potranno meglio compiere la loro missione di essere, nella propria diocesi, moderatori e promotori della vita liturgica, nel quadro delle norme vigenti nella chiesa universale.</span>
    </p><p><span>In profonda comunione con tutti i membri di codesta conferenza, mi è grato di professarmi dell'e.za vostra reverendissima, Dev.mo nel Signore</span>
    </p><p><span>Antonio M.</span><span> Card. JAVIERRE ORTAS, prefetto</span>
    </p><p><span>Geraldo M. AGNELO, segretario</span>
    </p><p><span>Roma, 15 marzo 1994</span>
    </p><p><span> </span></p>

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  39. Redazione di Messainlatino.it17 agosto 2010 alle ore 12:40

    Capito male: come risulta dal post, la pronuncia di Giovanni Paolo II riguardava l'ammissione del ministero (ossia sacerdozio) femminile.

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  40. No, no..reale... è il metodo "Don Camillo", collaudatissimo (almeno nei racconti dell'ottimo Giovannino)... siccome questa gente non è cattiva, ma ha solo le idee un po' confuse, scuotendo per bene il cranio si potrebbero assestarsi in maniera migliore...

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  41. Redazione di Messainlatino.it17 agosto 2010 alle ore 12:43

    Grazie Caterina per le dotte documentazioni offerte.
    Come sempre, Roma 'raccomanda' quel che nella prassi si lascia morire e seppallire; anzi quelle stesse raccomandazioni (come quella di Papa Montini sulla comunione in mano) sono i documenti invocati per fare esattamente il contrario.

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  42. Perciò, da quanto riportato sopra, mi sembra di capire che anche una donna donna, cioè non solamente una fanciulla impubere, ma anche una donna di più di 16 anni, con tutti gli attributi femminili al loro posto, può servire all'altare, facendo quello che fanno gli accoliti, pur se "ex temporanea deputatione". Ho capito bene?

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  43. Le donne-donne. E le donne trans?

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  44. Buon Luis, cominciamo a metterci faccia e nome. Tutti, indistintamente.

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  45. :) _ :) _ :) _ :-D _ :-D ....che male ti fo ?
                   (se un remo soltanto / e altro non ho....)

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  46. <span><span>Pertanto il permesso dato a tale proposito da alcuni vescovi, non può minimamente essere invocato come obbligatorio per gli altri vescovi. </span>Spetta, infatti, a ogni vescovo nella sua diocesi<span>, sentito il parere della conferenza episcopale, di </span>dare un giudizio prudenziale sul da farsi,<span> per un ordinato sviluppo della vita liturgica nella propria diocesi.</span>  </span>
    -------------------------------
    spetta a ogni vescovo......ahhhh *DONT_KNOW* .....
    <span>dare un giudizio prudenziale....ahh....sì, ecco! <span> *DONT_KNOW* </span></span>
    più che ovvio, giusto e....scontato, mi pare.... :(

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  47. a tal proposito (per larga associazione di idee, solo per   assonanza....)
    immagino, con la certezza del 100% sull'avverarsi della mia previsione, che, alla richiesta del Papa circa l'esito dei 3 anni di applicazione del MP nelle diocesi, i Vescovi italiani, come un sol uomo, risponderanno a gran voce epistolare, per rassicurare il Santo Padre che non v'è alcun motivo di dubitare, riguardo all'argomento in questione, circa
    <span><span>      l'ordinato sviluppo della vita liturgica nella propria diocesi.  </span>  </span>
    :(

    RispondiElimina
  48. guardare...conciliare17 agosto 2010 alle ore 14:55

    <span>ha PREVALSO LA COLLEGIALITA' L'INDIPENDENZA, L'AUTONOMIA, L'ANARCHIA, LA MODA DEL MOMENTO....e con il Concilio la Santa Sede TOLLERA...</span>
    <span><span><span><span>----------------</span></span></span></span>
    <span>la Santa Sede TOLLERA...<span> *DONT_KNOW* </span></span>
    e le stelle stanno a guardare.....
    e i fedeli aspettano CHIAREZZA E CERTEZZA.....
    come quel tizio che aspettava   GODOT  !
    *DONT_KNOW*

    RispondiElimina
  49. guardare...conciliare17 agosto 2010 alle ore 14:58

    forse volevi dire:       PER  il Concilio.....A NOME DEL Concilio ......!
    Il Concilio ti sembra troppo conciliante? e se no, che Concilio sarebbe ?

    RispondiElimina
  50. <span>- ma allo stesso tempo, la medesima Santa Sede ricorda che sarà sempre molto opportuno di seguire la nobile tradizione ....</span>
    perfetto linguaggio conciliare, ovvero,
    per dirla con Moscardò:
     <span>                 'npodivì 'npodilà  'npodivì 'npodilà  'npodivì 'npodilà    ;) </span>
        .....in modo che, l'autore di quella <span>"proposizione"</span> che non vincola a nulla, perchè non proibisce nulla in modo chiaro, rinviando tutto alla decisione dei Vescovi, potrà sempre dire, di fronte a una critica al testo:
    "Io non ho mai detto di applicarla in quel modo lì (abusivo)!....."
    <span><span> II can. 230 § 2 </span>ha carattere <span>permissivo e non precettivo.</span></span>
    <span><span>'ambiguità della Santa Sede sta nel fatto che</span><span> da una parte dice NO, dall'altra dice SI.</span><span>.. da una parte corregge, dall'altra lascia che ognuno faccia come meglio crede... è l'anarchia... )</span>  </span>
    ----------------------
    fuocherello, fuocherello.... *DONT_KNOW*

    RispondiElimina
  51. Nobis quoque peccatoribus17 agosto 2010 alle ore 16:00

    Il settimanale Time ha salutato questa evoluzione...ora stiamo tutti piu' tranquilli...abbiamo l'imprimatur

    Andando al sodo, anche Mons. Sodi, si richiama a una <span>non meglio precisata</span> "tradizione". Insomma il pericoloso sovversivo, il "nemico del popolo", resta sempre S. Pio V, che, oltre a Concili e Messali, pensava anche a respingere i turchi.

    MIC ha sollevato un problema serio. Si potrebbe fare una colletta per comprare una pagina su Time.

    FdS

    RispondiElimina
  52. Riproduco: <span>Si tratta di poche persone, aggiunge, che non debbono e non possono condizionare il futuro del 99,9% dei cattolici, che sono invece proiettati verso magnifiche sorti e progressive. "Non può essere un problema dell'intera Chiesa universale", dice Sodi.</span>

    e mi chiedo: Siamo noi un problema per la Chiesa? Ma, in fondo, chi siamo noi? Ci trattano come delle persone ai margini! Siamo cattolici di classe B? No, signor Sodi, noi siamo CATTOLICI! Gli piaccia o non gli piaccia!

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  53.  Non so come inserire questa domanda per cui la metto qui, anche se impropriamente.
     Com'è la sitauzione in Croazia, soprattutto nelle zone mistilingue ?
     Scomparsa la Messa in latino i parlanti la lingua italiana non riescono ad avere neanche quella in italiano col nuovo rito.
     Chi ne sa qualcosa di piu' ??
     Grazie.

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  54. O Dante! Ma le "donne trans" son quelle che diventano òmini, o gli òmini che diventan donne? Certo, te lo immagini se su tale quistione si fosse dovuto pronunciare (pastoralmente) il CV2!  Sarebbe stato divertente apprezzarne ancora una volta la chiarezza.... =-O :-D :-D :-D

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  55. Be' nelle sedi opportune (curia vescovile compresa) io ci metto faccia, nome, e pure il groppone (cioè il lavoro manuale). Quando c'è stato da partecipare a qualche "evento trad." ci ho portato moglie, ascendenti e discendenti entro il 2.o grado.... 8-)

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  56. Be' nelle sedi opportune (curia vescovile compresa) io ci metto faccia, nome, e pure il groppone (cioè il lavoro manuale). Quando c'è stato da partecipare a qualche "evento trad." ci ho portato moglie, ascendenti e discendenti entro il 2.o grado.... 8-)

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