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martedì 16 giugno 2009

Botta e risposta tra vescovi tedeschi e Frat. S. Pio X

Pubblichiamo di seguito, grazie al preziosissimo ed indefesso compito di traduzione dal tedesco svolto da Rosanna, nostra affezionata lettrice e collaboratrice dalla Germania, l'articolo di Der Spiegel, diffusissimo settimanale tedesco, dedicato alle prossime ordinazioni sacerdotali della Fraternità San Pio X in programma a Zeitzkofen. L'articolo dello Spiegel muove da un presupposto del tutto errato, ossia che la celebrazione all'aperto rappresenti un'enfasi provocatoria, allorché tutte le ordinazioni dei lefebvriani a Zeitzkofen (e non solo) si sono sempre svolte in tendoni, per l'impossibilità di contenere tutti nelle chiese e cappelle. Ma la parte divertente dell'articolo, che offre alla Fraternità una grossa pubblicità presso il grande pubblico, è soprattutto nella figura di petulanti mocciosi che fa fare ai due vescovi in esso menzionati, così innaturalmente indispettiti dal fatto che vengano creati nuovi preti...


La fraternità FSPPX vuole celebrare le sue discusse ordinazioni sacerdotali vicino a Ratisbona con una grande Messa all`aperto.

Dopo colloqui in Vaticano la FSPPX intende celebrare le sue ordinazioni in Germania in modo più vistoso del solito, con una Messa all`aperto. Il superiore generale dei Tradizionalisti, Bernard Fellay, lascerà la sede centrale in Svizzera per recarsi al seminario di Zaitzkofen presso Ratisbona, dove celebrerà la consacrazione. Per l`occasione sono attesi più di mille fedeli simpatizzanti della Fraternità. Diversi vescovi tedeschi avevano già protestato contro tutto questo, ma venerdí scorso Fellay, durante la sua visita in Vaticano, "non ha ricevuto nessun tipo di segnale, che le consacrazioni contravvengano al diritto canonico".
I vescovi tedeschi si sentono in contrasto con la FSPPX e abbandonati dal Vaticano. Sia il vescovo di Ratisbona Gerhard Ludwig Mueller che il vescovo di Fulda Heinz Josef Algermissen non hanno infatti ricevuto alcuna risposta alle loro lettere dirette al Pontefice, lettere che contengono ulteriori domande sulle relazioni da intrattenere con la Fraternità.
Ecco il motivo: nel corso della settimana cambieranno i responsabili per i colloqui con la FSPPX -questo era già stato annunciato a marzo da Benedetto XVI con un "Motu Proprio", ossia un decreto. "Ci troviamo ancora in una situazione ambigua", si lamenta un collaboratore della Conferenza Episcopale.


Ed ora la dichiarazione alla stampa del reggente del seminario sull`ordinazione sacerdotale (LINK), in replica alle contestazioni dell'episcopato alemanno:

Il seminario Cuore di Gesù della fraternità FSSPX in merito alla prevista ordinazione sacerdotale del 27 giugno 2009 dichiara quanto segue:

1. Queste ordinazioni verranno impartite nell`intenzione di servire la Chiesa Cattolica. Impartiremo tale ordinazione sacerdotale perchè vogliamo esprimere così la nostra unità con Roma. Tale unità consiste nel medesimo Magistero, nei medesimi Sacramenti e nel Sacrificio della Messa di tutti i tempi. I nuovi sacerdoti ordinati come tutti i membri della fraternità riconoscono l`ufficio del Papa e l`autorità della Chiesa. I candidati all`ordinazione pregheranno in tutte le loro Sante Messe nominalmente per il Santo Padre in carica così come per il vescovo locale, espressione di unità che tutti i sacerdoti della fraternità praticano da oltre trent`anni. Non vogliamo fondare alcuna chiesa parallela, bensì intendiamo conservare nell´unica vera Chiesa cattolica l`inestimabile tesoro della Tradizione Cattolica.

2. Il Santo Padre aveva sicuramente in mente un provvedimento di vita, e non di morte, con la revoca della scomunica ai quattro vescovi del 21 gennaio 2009. Il magnanimo gesto è stato soprattutto un provvedimento per gli imminenti colloqui teologici con i rappresentanti della Santa Sede, pensati per chiarire le rimanenti difficoltà e che si suppone non saranno facili.

3. Una situazione di emergenza richiede adeguati provvedimenti di necessità. Esiste nella Chiesa di oggi una tale situazione di emergenza? A tale nostra dichiarazione in appendice alleghiamo una serie di dichiarazioni di Pontefici, Cardinali, vescovi e teologi che documentano una tale crisi. Papa paolo VI parla di "autodemolizione della Chiesa", Papa Giovanni Paolo II di "silenziosa apostasia". Due esempi numerici: nel 1950 13 milioni di cattolici frequentavano regolarmente la Santa Messa domenicale, oggi sono meno di due milioni, una riduzione di più dell`85%! Il numero delle ordinazioni sacerdotali nelle diocesi tedesche quest`anno non ha raggiunto nemmeno il numero di 100, e mai si era verificata una cifra così bassa. Si tratta dell`esistere o del non esistere del Cristianesimo in Europa. Si dovrebbe rimandare l`ordinazione sacerdotale di nuovi preti formati sul solido fondamento della Tradizione Cattolica e che per la continuità della Chiesa sono così necessari? Non si dovrebbe ringraziare invece con insistenza il Signore per la Grazia di tali vocazioni, oggi che le vocazioni autentiche sono così rare? Di un affronto all´unità della Chiesa non se ne parla nemmeno, e tantomeno di un rifiuto alla mano tesa dal Santo Padre, per il quale ogni giorno preghiamo.

4. Gli adirati vescovi si appellano sempre al diritto canonico. Allora un paragone: un prezioso edificio brucia con fiamme alte, un gruppo di giovani uomini coraggiosi si affretta sul luogo dell`incendio per spengerlo o almeno circoscriverlo, per più tardi cominciare la ricostruzione. Ecco che però i tutori dell`ordine ostacolano tali uomini, dicendo loro che avrebbero infranto i limiti di velocità. Allora non è più valido l`ultimo canone del diritto canonico del 1983, in base al quale la suprema legge della Chiesa è la salvezza delle anime?

5. Poichè i problemi esistenti non sono di natura disciplinare, la discussione si deve portare allora su di un altro piano, quello della Fede. Se Papa Benedetto XVI nella sua lettera ai vescovi del 10 marzo 2009 ha dichiarato drammaticamente che la Fede in molte parti del mondo minaccia di estinguersi, non dovremmo allora tutti insieme fare il possibile per ricercare le cause di questa crisi della Fede ed eliminarle? In tal senso rinnoviamo la nostra disponibilità al dialogo con i vescovi tedeschi in un`atmosfera di pace e di onestà intellettuale, lungi da polemiche e sterili accuse.

pater Stefan Frey, rettore del Seminario Herz Jesu

93 commenti:

  1. Che si tratti di invidia, quella dei Vescovi tedeschi?
    Ho letto qualche statistica, ho assistito a qualche Messa e visto qualche chiesa in Germania...se non c'è desolazione, siamo molto prossimi!
    Io conosco due sacerdoti ortodossi, che celebrano Messa nella chiesa greca della mia città...ho anche conosciuto il loro Vescovo in visita...sante persone...indubbiamente ordinate validamente, seppur illecitamente...eppure Leone XIII diceva che gli ortodossi non erano neanche "scismatici", ma "dissidenti"...sono sicuro che i Vescovi contrari alla Fraternità, riconoscerebbero senza dubbio alcuno la validità delle ordinazioni degli ortodossi (come poi è giusto che sia)...io non conosco alcun sacerdote della Fraternità...sono sicuro che si tratta di brave e pie persone...e sulla loro ordinazione non avrei dubbio alcuno...perchè inoltre, la Fraternità rischia lo scisma, ma non è in scisma...com'è che invece certi Vescovi hanno dubbi sulle loro ordinazioni, o protestanto quando vengono fatte? o peggio, tentano di boicottarle?
    Nessuno ha chiesto agli ortodossi o ai veterocattolici di sospendere le loro cerimonie...perchè lo si fa (solo) con la Fraternità?...io, che aderente alla Fraternità non sono e che spesso l'ho criticata e la critico, io che sono a favore dell'ecumenismo e del dialogo, dico che l'atteggiamento contro la Fraternità è assurdo...e mi trovo a solidarizzare con essa e i suoi fedeli...
    I Vescovi tedeschi citati si sentono abbandonati dal Vaticano? A giudicare da ciò che ho letto qui, non è la prima volta...ma non nel senso citato dall'articolo...nel senso che spesso e volentieri sono i Vescovi a essere lontani da Roma...
    Sono più vicini al Papa dei fedeli che sono in una situazione ambigua e semiscismatica piuttosto che coloro che si dichiarano fedeli alla Chiesa...
    Ho letto le dichiarazioni di Padre Frey...e mi tocca dire che sono molto più convinventi di quelle di molti Vescovi o teologi...me ne dispiace, ma è così....
    Io spero e sono sicuro che la Fraternità rientrerà presto nella Chiesa di Roma, tornerà alla piena unità...sono sicuro che ha molto da dare e offire alla Chiesa tutta...
    e spero e sono sicuro anche che tornino in piena comunione anche i Vescovi e i teologi "disobbedienti", sia quelli che se ne sono andati sbattendo la porta, sia soprattutto quelli che sono rimasti, ma in cuor loro sono molto lontanti dalla Chiesa...

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  2. Scusate tanto se non è proprio pertinente, è solo un contributo al dibattito.
    Vi segnalo quanto dice Augé nel suo blog.
    “C’è proprio una conoscenza scorretta della celebrazione eucaristica. Infatti la celebrazione eucaristica è azione di grazie e memoriale per “ricordare” al Padre ciò che Egli stesso ha fatto per noi e che trova il suo apice nella passione, morte e risurrezione di Cristo (cf. Ordinamento Generale del Messale Romano, n. 78). Non si tratta quindi di mimare, ma di narrare. L’equivoco è nato sia per aver estrapolato le parole dell’istituzione dal contesto della preghiera eucaristica, quasi fossero una formula magica; sia a causa di quella particolare spiritualità assai diffusa nel XVIII secolo che faceva considerare il presbitero quasi come una materiale identificazione con Cristo, così che le parole dell’istituzione venivano pronunciate come riferite a se stesso. Ma il presbitero non fa che riportare le parole di Gesù…L’Eucaristia è tutta quanta un annuncio attraverso il linguaggio diversificato dei segni, dei gesti, delle azioni simboliche”.

    A mio parere questo passo dimostra quanto sia inutile ogni continuismo curiale.
    Il processo introdotto con il Concilio prevede l’uscita da ogni sacralizzazione.
    Semmai risulta mitologica anche l’espressione di Augè: “ricordare al Padre”.

    Nello spirito della svolta antropologica, a costituire il sacramento basta il raduno ed il ricordo “orizzontale” della vita e della morte del Gesù storico: dove ci sono due o tre nel mio nome, io sono tra loro; la comunità nel nome di Gesù è il primo e fondamentale sacramento; i successivi sviluppi teologici vanno sottoposti ad un’opera di discernimento per evitare che la mitologia uscita dalla porta, rientri dalla finestra.

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  3. Lasciamo che i vescovi tedeschi continuino a sbraitare, alla fine s'accorgeranno da soli che avran solo perso tempo, perso credibilità e non avranno cavato un ragno dal buco. L'intenzione è chiara: vogliono creare un casus belli perché non han digerito il motu propio prima e la remissione delle scomuniche poi. E visto che alle lettere riservate inviate a Roma non hanno avuto riscontro buttano tutto sulla mediaticità, perché il loro obiettivo è uno solo: costringere il Papa a fare ciò che vogliono loro. Ma la Santa Sede non ha abboccato alle loro trappole e finora non ha neppure risposto alle loro lettere, anche più avanti potrebbe rispondere. Per ora i vescovi teutonici han fatto un paio di autogol ed han regalato molta pubblicità positiva alla FSSPX alle cui argomentazioni è ben difficile replicare. Se la situazione continua con questi trend la FSSPX negli anni diventerà più numerosa ed avrà più preti e più fedeli delle diocesi tedesche; perché?
    La risposta ce la da un cardinale di Santa Romana Chiesa: la FSPX è un'opera benedetta da Dio.

    Amen

    INNOMINATO

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  4. Mi meraviglia lo scandalo di Celestino V. Quanto ho scritto è per illustrare che la natura narrativa della preghiera eucaristica non richiede che le cosiddette parole consacratorie siano recitate in tono particolarmente diverso del resto. Naturalmente, la preghiera eucaristica non si riduce a questo. "Ricordare" al Padre (la seconda pietra di scandalo) è poi una espressione che troviamo spesso nella Bibbia e nei testi liturgici: "Memento, Domine..." Anche qui bisogna dire che questo ricordare non esaurisce la realtà della celebrazione. Non si tratta di desacralizzazione né di svolta antropologica, ma di un'analisi parziale di un aspetto parziale della celebrazione eucaristica.
    Sei Lei ha la pazienza di leggere altri articoli miei sull'Eucaristia (alcuni presenti anche nel mio blog), vedrà che il mio pensiero non è né desacralizzante né semplicemente antropologico.
    Matias Augé

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  5. Ma caro Celestino, di grazia, spiegami una cosa: perché tutta quest'ansia di desacralizzare la fede, operazione piuttosto comica, come de-esteticizzare l'arte e de-razionalizzare la filosofia? Se la fede non ti garba, nel mondo di oggi hai mille altre vie da seguire, va' in pace dietro ad esse. Tu agisci come gli eretici del XV o del XVI secolo, ma loro avevano una giustificazione: ai loro tempi non esisteva un pensiero "laico", e dunque per tentare di averne un surrogato prendevano i concetti della fede, li biascicavano e li stravolgevano. Oggi un pensiero laico esiste, anche ateo e antireligioso arrabbiato, puoi attingere direttamente a quello senza tentare improbabili alchimie dottrinali a partire dalle verità fondamentali della fede cristiana.

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  6. Diplomaticamente sarebbe meglio fare le ordinazioni a Econe, visto che i fedeli germanofoni saranno pochi ma i professori di teologia e i giornalisti tanti e rumorosi e anche la CDU si è protestantizzata. Poi lo Spiegel ormai ha la fissa con i lefebriani, come el Pais tollera e magnifica le trasgressioni (sessuali in questo caso) in casa propria ma non in casa altrui. E purtroppo così aumentano le vendite e minimizzano le sconfitte elettorali.Saluti, Eufemia.

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  7. Bravi, andate appresso agli off topic di Celestino V e di quanti altri vi prendono per il naso portandovi a scrivere di tutt'altro.

    Ancora una volta, a costo di venire bannato a vita, alzo la voce per eliminare prontamente i trolleggiamenti che danneggiano il blog.


    Antonello

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  8. Ancora una volta si riconferma il ruolo "profetico" della FSSPX che purtroppo non hanno saputo esercitare le varie congregazioni che potremmo chiamare "Ecclesia Dei". La forza dei numeri si fa sentire, 500 sacerdoti non sono poca cosa. Emblematico l'episodio di un mese fa quando il Superiore tedesco della FSSPX intimava, tra l'altro obbligando l'interlocutore a smentire le proprie precedenti dichiarazioni, al presidente della Conferenza Episcopale di Germania, di ritrattare le proprie affermazioni eretiche.
    Questi episodi scandalizzano i conformisti benpensanti ma, in realtà, sono preziose testimonianze della bontà della scelta di mons. Lefebvre del 1988. Deo Gratias!

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  9. Non sono d'accordo, Antonello. Quello di Celestino è un tentativo educato di intervenire su temi che hanno attinenza con quelli trattati su questo blog. Anche se non condivido assolutamente quello che dice non mi sembra fuori luogo chiedergli un chiarimento, per curiosità. E' vero che c'entra poco con i rapporti tra i vescovi tedeschi e la S. Pio X, come lui stesso ammette, ma in un blog è tollerabile qualche variatio se rientra in tematiche d'interesse generale.

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  10. mi meraviglia tutta questa insistenza del prof. Augé sulla "narrazione"...
    Egli ritiene per caso la formula Consacratoria SOLTANTO narrativa?
    e non attuativa di una Reale Presenza?
    Chiedo scusa se ho mal compreso

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  11. Caro Jacopo, quello che tu definisci un tentativo educato di intervenire etc. etc. (ed hai ragione perché educato lo è) è uno dei vari modi in cui può attuarsi un trolleggiamento.
    Col risultato che alcuni anziché parlare dell'argomento di questo post parlano di tuttaltro e così un intervento è riferito ad un argomento mentre l'intervento successivo tratta di cose completamente diverse; e questi interventi su argomenti diversi si intrecciano e creano disturbo e confusione: che è il fine propio di un trolleggiamento. Ma se questo sta bene alla Redazione io non posso far altro che stare a guardare i danni che vengono fatti a questo blog. Un blog non è un forum in cui si possono aprire mille discussioni diverse; un blog necessariamente presuppone di trattare un solo argomento in ogni post. Non sono mie opinioni, ma regole elementari per far ben funzionare i forum e i blog. Solo che alcuni non riescono a capire la differenza tra forum e blog e altri ancora non riescono a individuare un trolleggiamento (che può essere anche involontario o a fin di bene; anche questo mio intervento è un troll in quanto divaga dal tema).

    Antonello

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  12. E chi lo ha detto che chi si firma Matias Augé sia propio il Prof. Augé?

    Io qualche dubbio lo avrei.

    Antonello

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  13. Scusate, ma chiamato più volte in causa ho il diritto di intervenire. Prima di tutto, io sono io! (Matias Augé). Secondo, il racconto dell'istituzione ha una struttura narrativa, ma ciò non significa che non sia attuativo della presenza reale del Signore grazie alle parole stesse del Signore e alla forza dello Spirito.
    Matias Augé (e non altra persona)

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  14. Chiedo di nuovo scusa, irritando forse qualcuno. Celestino V, mic e l'anonimo, invece di intervenire fuori tema qui, potevano intervenire direttamente nel mio blog e avrebbero avuto una adeguata risposta.
    Matias Augé

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  15. Caroi amici condivido le ultime riflessioni sul divagare dall'argomento; ma in questo caso siamo perfettamente in tema, avuto riguardo alla Sacra e Divina Liturgia SALVAGUARDATA dalla FSSPX per Grazia di Dio...
    Infatti, il concetto di narrazione sopra ricordato è stato introdotto dalla modifica operata attravero il NOM, che ha 'toccato' perfino la Formula Consacratoria.

    Se poi pensiamo che a pronunciarla fino alla fine dei tempi è Cristo Signore come Sommmo Sacerdote unico ed eterno - il celebrante agisce in persona Christi - non possiamo sottovalutare il problema posto...

    Ed è sommamente importante e speriamo risolutivo per la Chiesa tutta che anche questi temi vengano finalmente discussi tra la Fraternità e gli interlocutori di Curia...

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  16. La maggioranza dei vescovi tedeschi (unitamente a francesi, svizzeri, italiani, olandesi e belgi) dovrebbe considerare una benedizione del Signore l'ordinazione di nuovi sacerdoti della FSSPX. Assieme a poche altre congregazioni maschili (Legionari di Cristo), femminili (suore della b. Teresa di Calcutta) e all'Opus Dei è una delle pochissime realtà cattoliche che vede un aumento delle vocazioni. Da quale pulpito viene la predica, proprio loro, i vescovi tedeschi, che hanno i seminari vuoti! Ancora 50 anni di codesto andazzo e di preti non ne rimarranno più in certe parti d'Europa. Basti pensare alla diocesi di Tortona: alla fine del Concilio aveva poco meno di 500 preti, ora ne ha circa 160. E senza contare che cinque diocesi (Acqui Terme, Alessandria, Casale Monferrato, Tortona ed Asti con750.000 abitanti), nel loro seminario interdiocesano, hanno solo 27 seminaristi (della teologia). Volesse il Cielo che la FSSPX aprisse anche da queste parti un proprio seminario. Alessandro

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  17. Ad ammonimento e per la vera Salute di tutti noi, e soprattutto di tutti coloro che "discettano" intellettulamente di ciò che prima di tutto si dovrebbe accogliere come dalle Mani Stesse del Signore Nostro Gesù Cristo:

    Fonte: Scritti Francescani

    "1 Facciamo attenzione, noi tutti chierici, al grande peccato e all'ignoranza che certuni hanno
    riguardo al santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo
    e ai santissimi nomi e alle sue parole scritte, che santificano il corpo.
    2 Sappiamo che non ci può essere il corpo se prima non è santificato dalla parola.
    3Niente infatti possediamo e vediamo corporalmente in questo mondo dello stesso Altissimo, se
    non il corpo e il sangue, i nomi e le parole mediante le quali siamo stati creati e redenti "da morte a
    vita" (1Gv 3,14)
    .
    [208] 4 Tutti coloro, poi, che amministrano così santi ministeri, considerino tra sé, soprattutto quelli che li amministrano senza discrezione, quanto siano miserandi i calici, i corporali e le tovaglie sulle quali si compie il sacrificio del corpo e del sangue del Signore nostro.
    5 E da molti viene lasciato in luoghi indecorosi,viene trasportato senza nessun onore e ricevuto senza le dovute disposizioni e amministrato agli altri senza discrezione.
    [209] 6 Anche i nomi e le parole di lui scritte talvolta vengono calpestate, 7 perché "I'uomo carnale non comprende le cose di Dio" (1Cor 2,14).
    8 Non dovremmo sentirci mossi a pietà per tutto questo, dal momento che lo stesso pio Signore si consegna nelle nostre mani e noi l'abbiamo a nostra disposizione e ce ne comunichiamo ogni giorno? 9 Ignoriamo forse che dobbiamo venire nelle sue mani?
    10 Orsù, di tutte queste cose e delle altre, subito e con fermezza emendiamoci; 1l e ovunque troveremo il santissimo corpo del Signore nostro Gesù Cristo collocato e lasciato in modo illecito, sia rimosso di là e posto e custodito in un luogo prezioso.
    12 Ugualmente, ovunque siano trovati i nomi e le parole scritte del Signore in luoghi sconvenienti,
    siano raccolte e debbano essere collocate in luogo decoroso.
    13 E sappiamo che è nostro dovere osservare tutte queste norme, sopra ogni altra cosa, in forza dei precetti del Signore e delle costituzioni della Santa Madre Chiesa.
    14 E colui che non si diporterà in questo modo, sappia che dovrà rendere "ragione" al Signore
    nostro Gesù Cristo "nel giorno del giudizio" (Cfr. Mt 12,36).

    15 E coloro che faranno ricopiare questo scritto perché esso sia meglio osservato, sappiano che
    saranno benedetti dal Signore Iddio."

    Come si interpreterà questo chiarissimo Scritto di uno dei più grandi santi della storia della Chiesa? E' paganizzato anche lui? Non faccio questa domanda come una provocazione, ma per cercare di capire cosa sia capitato alla Chiesa prima di oggi. Se la Moltitudine di santi per mezzo dei quali l'Altissimo nostro Dio ha confermato la Fede della Chiesa, siano dei maghi o siano davvero santi. Perchè se la Chiesa credeva o professava solo un "iota" diversamente da ciò che Dio vuole e rivela, sappiamo che la Verità non poteva Operare in Essa! Se non ha Operato la Verità, vista dai Segni e dalle Testimonianze di quelli che noi crediamo Santi, cosa ha operato?

    Sappiamo infatti dal Santo Evangelo il decreto del Signore: che avrebbe Operato per mezzo dei suoi Servi!

    RispondiElimina
  18. E ancora sulla Santa Messa:

    "14 Prego poi nel Signore tutti i miei frati sacerdoti, che sono e saranno e desiderano essere
    sacerdoti dell'Altissimo, che quando vorranno celebrare la Messa puri, in purità offrano con
    riverenza il vero sacrificio del santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo, con
    intenzione santa e monda, non per motivi terreni, né per timore o amore di alcun uomo, come se
    dovessero piacere agli uomini (Cfr. Ef 6,6; Col 3,22).
    15 Ma ogni volontà, per quanto l'aiuta la
    grazia divina, si orienti a Dio, desiderando con la Messa di piacere soltanto allo stesso sommo Signore, poiché in essa egli solo opera come a lui piace. 16 Poiché è lui stesso che dice: "Fate questo in memoria di me" (Lc 22,19; 1Cor 11,24), se uno farà diversamente, diventa un Giuda traditore e si fa reo del corpo e del sangue del Signore (Cfr. 1Cor 11,27).
    [219] 17 Ricordatevi, fratelli miei sacerdoti, ciò che è scritto riguardo alla legge di Mosè: colui che la trasgrediva, anche solo nelle prescrizioni materiali, per sentenza del Signore, era punito con la morte senza nessuna misericordia (Cfr. Eb 10,28). 18 Quanto maggiori e più gravi pene meriterebbe di patire colui che avrà calpestato il Figlio di Dio e contaminato il sangue dell'alleanza, nel quale è
    santificato, e recato oltraggio allo Spirito della grazia (Eb 10,29). 19 L'uomo, infatti, disprezza, contamina e calpesta l'Agnello di Dio quando, come dice l'Apostolo, non distinguendo nel suo giudizio (1Cor 11,29), né discernendo il santo pane di Cristo dagli altri cibi o azioni, lo mangia indegnamente o, pur essendone degno, lo mangia con leggerezza e senza le dovute disposizioni, sebbene il Signore dica per bocca del profeta: "Maledetto l'uomo, che compie con frode l'opera di
    Dio" (Cfr. Ger 48,10). 20 E il Signore condanna i sacerdoti che non vogliono prendere a cuore con
    sincerità queste cose, dicendo: "Maledirò le vostre benedizioni" (Ml 2,2).
    [220] 21 Ascoltate, fratelli miei. Se la beata Vergine è così onorata, come è giusto, perché lo portò nel suo santissimo seno; se il beato Battista tremò di gioia e non osò toccare il capo santo del
    Signore; se è venerato il sepolcro, nel quale egli giacque per qualche tempo; 22 quanto deve essere santo, giusto e degno colui che stringe nelle sue mani, riceve nel cuore e con la bocca ed offre agli altri perché ne mangino, Lui non già morituro, ma eternamente vincitore e glorificato, sul quale gli angeli desiderano volgere lo sguardo (1Pt 1,12)!
    23 Badate alla vostra dignità, fratelli sacerdoti, e siate santi perché egli è santo (Cfr. Lv 19,2). 24 E come il Signore Iddio vi ha onorato sopra tutti gli uomini, con l'affidarvi questo ministero, così voi amatelo, riveritelo e onoratelo più di ogni altro uomo.
    25 Grande miseria sarebbe, e miseranda meschinità se, avendo lui cosi presente, vi curaste di
    qualunque altra cosa che esista in tutto il mondo.
    [221] 26 Tutta l'umanità trepidi, I'universo intero tremi e il cielo esulti, quando sull'altare, nella mano del sacerdote, si rende presente Cristo, il Figlio del Dio vivo (Gv 11,27). 27 O ammirabile
    altezza e degnazione stupenda!
    O umiltà sublime! O sublimità umile, che il Signore dell'universo, Dio e Figlio di Dio, così si umili
    da nascondersi, per la nostra salvezza, sotto poca apparenza di pane!
    28 Guardate, fratelli, I'umiltà di Dio, ed aprite davanti a lui i vostri cuori (Sal 61,9); umiliatevi
    anche voi, perché siate da lui esaltati (Cfr. 1Pt 5,6; Gc 4,10). 29 Nulla, dunque, di voi trattenete per voi, affinché totalmente vi accolga colui che totalmente a voi si offre.

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  19. E di questa preghiera, dettata dallo Stesso Signore Iddio, a Santa Faustina, cosa dovremmo pensare?

    Eccola:

    Eterno Padre! Io ti Offro il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo Dilettissimo Figlio e Signore Nostro Gesù Cristo. In Espiazione dei Nostri Peccati e di quelli del Mondo Intero.

    Per la Sua Dolorosa Passione, abbi Misericordia di Noi e del Mondo Intero!


    Cosa dobbiamo pensare dell' Espiazione che Cristo ha attuato una volta e PER SEMPRE sul Golgota e nel santissimo Sacrificio ESPIATORIO della Messa?

    Dobbiamo pensare che sia un dogma "parziale"? Che nella Santa Messa si "dimentichi" di una "parte" di un dgoma? Che la definizione della Santa Messa sia "parziale"? Che il Santo Evangelo, in cui sono contenute la Parole Stesse del Signore Nostro Gesù Cristo sia falsificato o sia stato reso parziale?

    Chiedo sommessamente a coloro che affermano pubblicamente tutto questo: riuscite a portare il peso di queste affermazioni?

    Dio abbia pietà di noi.

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  20. Stavolta è ufficiale: Ranjith torna nello Sri lanka. Al suo posto Di Noia O.P. Vedasi il sito del Vaticano. Alessandro

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  21. Mi chiedo anche.

    Cosa si dirà della Messa Gregoriana? Si dirà o no che questa Santa Forma del Culto è quella che si officiava nell'Ordine Francescano, tanto che spesso è anche chiamata Messa Francescana?

    Il veneratisssimo Papa, santo, Pio V non ha fatto altro che rendere Universale il Culto approvato sotto Papa Gregorio! E Officiato da un Ordine così Venerando come quello del Poverello d'Assisi.

    Cosa si dirà, dunque, di questa Santa Forma del Culto?

    RispondiElimina
  22. E cosa si dirà di queste parole del Santo Padre Paolo VI?

    Fonte: Lettera Enciclica Misteryum Fidei.

    "E affinché sia evidente l'intimo nesso tra la fede e la pietà, i padri del Concilio, confermando la dottrina che la Chiesa ha sempre sostenuto e insegnato e il Concilio di Trento ha solennemente definito, hanno voluto premettere alla trattazione del sacrosanto Mistero Eucaristico questa sintesi di verità: « Il nostro Salvatore nell'ultima Cena, la notte in cui fu tradito, istituì il Sacrificio Eucaristico del suo corpo e del suo sangue, a perpetuare così il sacrificio della Croce nei secoli fino al suo avvento, lasciando in tal modo alla sua diletta Sposa, la Chiesa, il memoriale della sua morte e della sua risurrezione: sacramento di pietà, segno di unità, vincolo di carità, convito pasquale, in cui si riceve Cristo, l'anima si riempie di grazia e ci si largisce il pegno della gloria futura ».(1)

    5. Con queste parole si esaltano insieme il Sacrificio, che appartiene all'essenza della Messa celebrata quotidianamente, e il Sacramento, di cui i fedeli partecipano con la santa Comunione mangiando la carne di Cristo e bevendone il sangue, ricevendo la grazia, che è anticipazione della vita eterna; e la «medicina dell'immortalità », secondo le parole del Signore: Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.(2)"

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  23. Quest' Augé (Carneade, chi era costui?) o chi per lui, Celestino ecc. che tanto insistono sulla "narrazione" in una con tutti i novatori razionalisti che confondono il sublime miracolo con la magia, che voglion negar la Transustanziazione e ridur la Messa ad un "memoriale" nel senso di ricordo e non di "Sacrificio che si rinnova", prendan in mano un Messale "tridentino" e vedran che prima del Communicantes
    (scritto in caratteri grossi come il seguito) c'è scritto: INFRA ACTIONEM. Dunque c'è un'azione, il sacrificio, la transustanziazione, non un ricordo né una narrazione. C'è chi ha persino da ridire sull'"alter Christus": iol,sacerdote agisce "in persona Christi"!!!
    Eresia e pura eresia son tante affermazioni che ho avuto la sventura die leggere in questi giorni, velate qua e là da qualche parola tratta dalla sana teologia ma immersa ed annegante in un mare di modernismo e protestantesimo.

    LA REDAZIONE FAREBBE BENE AD ELIMINAR QUESTI COMMENTI PERCHE' NON SI PUO' COLLABORARE IN ALCUN MODO (poco o molto non importa) A PROPALAR L'ERESIA.

    Tornerò nel blog quanto tutte queste nefandezze saranno eliminate.

    (Memento: significa: ti preghiamo, Signore, ricordati anche di - dei vivi, dei defunti ecc.: la Messa non è un "memento" ma un'azione che si ripete. La differenza è sostanziale).

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  24. Quoto DANTE. Non solo eliminare le cafonaggini che sono state scritte in post dedicati ad altre notizie (vescovi austriaci in Vaticano) ma eliminare anche le affermazioni non (pienamente) ortodosse. Però ,DANTE, non puoi astenerti dal partecipare al blog. Almeno tu ci ricordi, ci insegni, ci presenti in un modo commestibile la sana dottrina. Tieni presente che magari alcuni commentatori inseriscono i loro post (para protestanti) senza forse neppure accorgersene perchè hanno respirato l'aria mefitica di un certo malsano ecumenismo. Alessandro

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  25. Per l`occasione sono attesi più di mille fedeli simpatizzanti della Fraternità. Diversi vescovi tedeschi avevano già protestato contro tutto questo, ma venerdí scorso Fellay, durante la sua visita in Vaticano, "non ha ricevuto nessun tipo di segnale, che le consacrazioni contravvengano al diritto canonico".
    I vescovi tedeschi si sentono in contrasto con la FSPPX e abbandonati dal Vaticano.

    ******************************

    Leggo questo passo e mi chiedo:
    ma perchè questi vescovi si sentono abbandonati?
    da chi e da che cosa?
    e soprattutto PERCHE'?
    ^__^

    Quanti FEDELI sono OBBLIGATI DA 40 ANNI A SUBIRE la falsa dottrina liturgica del Cammino Neocatecumenale nonostante il Papa abbia chiesto loro di "TORNARE A CELEBRARE LA MESSA NEL MODO COMUNE A TUTTA LA CHIESA" (Lettera del card. Arinze dicembre 2005 n.5);
    quanti fedeli sono OBBLIGATI a subire da molti sacerdoti e vescovi LA DISTRUZIONE DELLA LITURGIA NELLE PARROCCHIE?

    Che cosa c'è che non va in queste Ordinazioni sacerdotali?
    sono forse fatte con un altra dottrina?
    ^__^

    Che cosa difendono questi Vescovi LA VERITA' oppure LA FEDE DEL FAI DA TE?

    Dovrebbero sostenere invece queste Ordinazioni e cercare ogni via per dialogare con la FSSPX dimostrando loro che LA VERA AUTOREVOLEZZA dei Vescovi, NON teme queste ordinazioni, perchè la dottrina che professano è la medesima...
    a meno che tali vescovi non abbiano dimenticato la Tradizione e credono che la Chiesa sia cominciata nel dicembre 1965
    ^__^

    Auguri e Benedizione alle nuove Ordinazioni della FSSPX!

    Fraternamente CaterinaLD

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  26. Era ora che qualche altro si ribellasse alla piega che sta facendo prendere a questo blog la libertà lasciata a trolleggiamenti varii ed eresie variopinte. ed è sempre più forte la voglia di cambiare lidi. veramente non se ne può più.
    peccato perché finora la redazione ha lavorato bene con aggiornamenti veloci e, soprattutto, senza tacere notizie scomode a qualche curia, dimostrando assenza di servilismo.

    La mia naturalmente non è certo una perdita grave. Ma è pur sempre un lettore in meno.

    Antonello (sempre quello che da molto tempo auspicava l'uso di una scopa per tgliere polvere e sporcizia)

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  27. Caro Dante, mi permette di chiamarla così?...già mi ero dispiaciuta della sua partenza dal blog di Tornielli, con gioia l`avevo ritrovata qui, non dia il potere a degli stolti e a chi porta in avanti una battaglia contro la Chiesa, pur dicendosi cattolico, di riuscire ad allontanarla e così privare questo spazio del suo prezioso contributo.
    Sono d`accordo con lei che non bisognerebbe lasciar spazio alle eresie, a chi con ogni evidenza cerca solo di seminare confusione, approffittare della libertà d`entrata per gettare qui fango e rifiuti puzzolenti.
    Le strategie di questi disturbatori sono varie, amano specialmente prendersela con i siti legati alla Tradizione, possono essere di un`abilità diabolica, capaci di infiltrarsi, in modo subdolo per poi molto abilmente sviare la discussione.
    Purtroppo essere gestori di un sito comporta anche la conoscenza di queste strategie per poterle contrastare.
    C`è poi da dire che la sua grande cultura e fede, caro Dante, lei aiuta i meno colti come me, ad aver gli argomenti per rispondere a chi diffonde le stesse idee=eresie che ogni tanto troviamo qui.
    Allora, Dante, spero che la redazione la ascolti e spero sopratutto che lei resti!
    O almeno mi dica dove potrei seguirla...

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  28. Dante, Antonello: a chi ci lasciate in balìa? Ai para protestanti? Ai neo eretici? Suvvia, sapete che vi stimiamo. Non lasciateci. Alessandro

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  29. perchè la FSSPX ha una esplosione, da anni, di vocazioni mentre tante diocesi in Europa occidentale non solo non stanno più languendo ma addirittura stanno morendo? Certi vescovi se lo sono chiesti? Alessandro

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  30. Lasciamo perdere per un attimo la FSSPX, che si trova ancora (ma speriamo non per molto) in una situazione irregolare...anche gli altri seminari, monasteri e chiese più "tradizionali" (o "troppo ortodossi", come ho letto in alcuni tread e articoli sulle Chiese austriaca e tedesca e australiana !!!!! ), sono comunque prosperi e in buona, anzi ottima salute, sia quantitativamente che qualitativamente, a differenza dei loro fratelli diocesani...comunque hai ragione...
    Possibile che nessuno se lo sia mai chiesto?

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  31. Professore, non abbandoni il blog...il suo contributo è preziosissimo...

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  32. Ringrazio come sempre il Prof. Pastorelli per la sempre indispensabile precisazione dottrinale sulla celbrazione in persona Christi da parte del sacerdote e sulla natura del sacrificio eucaristico quale rinnovazione mistica del sacrificio del calvario.
    A giudicare da cio' che afferma nel suo blog sempra che la Pascendi sia stata scritta proprio per Padre Matias Auge', che maschera l'eresia con citazioni del Magistero e mellifue dichiarazioni di amore per la Chiesa. Le tenebre vengono spacciate per luce.
    FdS

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  33. [Avviso che noto qualche differenza fra il testo originale di Padre Frey, e la traduzione: forse il testo ha subito qualche modifica, nel frattempo.]

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  34. Il Prof. Pastorelli manifesta un disagio che è anche il mio, e, credo, anche di altri.

    INNOMINATO

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  35. Scusate, ma io rimango sempre allibito quando leggo l'ipocrisia e la doppiezza che caratterizzano da sempre il linguaggio della FSSPX.

    Come si fa a dire - sapendo di mentire! - che "Impartiremo tale ordinazione sacerdotale perchè vogliamo esprimere così la nostra unità con Roma."?
    Quando per le ordinazioni sacerdotali Lefebvre fu sospeso a divinis, avendo contravvenuto a formale divieto papale (divieto ancora valido, peraltro)!

    Si osa dire che "I nuovi sacerdoti ordinati come tutti i membri della fraternità riconoscono l`ufficio del Papa e l`autorità della Chiesa. ", disubbidendo poi ai vescovi e ai papi che chiedono di non ordinare!

    Si afferma addirittura che "Il Santo Padre aveva sicuramente in mente un provvedimento di vita, e non di morte,": in pratica, che il Papa stesso approverebbe la FSSPX e il suo operato (lo stesso Ratzinger che tanti scontri ebbe con Lefebvre e i suoi, e che da questi si beccò insulti a iosa)!

    E l'ineffabile Fellay cinguetta che "durante la sua visita in Vaticano, "non ha ricevuto nessun tipo di segnale, che le consacrazioni contravvengano al diritto canonico"."... Come se il Papa dovesse stare lì a ricordarlo, e ad esibire le sue credenziali di Papa (sapendo poi che, da 40 anni ormai, la FSSPX del diritto canonico fa carta straccia)!

    E questi sarebbero i salvatori della Fede in Europa? gente che, come nel 1984 di Orwell, cambia il senso delle parole per far dire al Papa, e per dire, il contrario di quanto affermato?

    Est est, non non...

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  36. Quanto vorrei che i nostri vescovi fossero così chiari, ricchi di fede e testimoni di Cristo, come pater Stefan Frey rettore del seminario della FSPX.

    Dove sono i vari Bagnasco, Ruini, il mio vescovo Tanasini e tutti gli altri....
    Hanno avuto quasi due anni per istituire corsi di aggiornamento ai Sacerdoti per imparare il Rito Antico, per insegnare il latino ai Seminaristi, per promuovere la Santa Messa nelle Parrocchie e per celebrarla loro stessi nella propria Cattedrale.

    Ed invece? Il guaio più grosso che ti può capitare è quello di chiedere loro la celebrazione della Messa Antica e dopo aver sofferto molto per averla ti accorgi che la vera sofferenza inizia dopo!!!

    Dispetti, minacce di spostare la celebrazione nello scantinato di una casa di suore, accuse inventate, maldicenze, ingiurie, additati come fautori di disunione nella chiesa, calunnie, messi al margine dalla comunità parrocchiale, ti annullano delle celebrazioni della Messa Tradizionale con scuse insignificanti al solo scopo di stancarci, fanno di tutto per intimidire la gente a non partecipare alla Messa perchè altrimenti sarebbero oggetto di pressioni di ogni tipo. Ma... strano a dirsi scopri grandi amicizie da gente comuni e da fedeli che non appartengono alla cerchia del parroco.

    Ringraziamo di cuore il Sommo Pontefice Benedetto XVI per averci fatto questo GRANDE dono del Motu Proprio Summorum Pontificum.

    Devo essere sincero, più di una volta mi viene nella mia mente di chiedere al Papa: "Caro Papa, noi ti vogliamo bene, offriamo al Signore anche la nostra vita per te, perchè tu possa traghettarci in un porto sicuro, ci hai dato la Messa Antica, ma ci hai messi in molti guai con i tuoi parroci ed i tuoi vescovi, perchè ci lasci soli e non ti fai ubbidire?

    Perchè assistiamo a questo scandalo dei tuoi vescovi e sacerdoti che commetto gravi abusi liturgici e che parlano non secondo la nostra fede che c'è stata donata dal Signore e che ci è stata tramandata dai nostri genitori, ti preghiamo Papa intervieni, aiutaci, perchè sarebbe molto meglio vivere nelle catacombe romane tra propri simili che in questa situazione dove percepiamo che non abbiamo più la nostra CHIESA".

    PaoloD

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  37. Ancorchè la situazione dei cattolici cinesi patriottici sia radicalmente diversa nella genesi e nel dispiegarsi, ricordo a Ludovico G che Roma MAI chiese ai vescovi cinesi patriottici di sospendere le ordinazioni sacerdotali. Sicuramente la revoca della scomunica è stato un provvedimento per la vita, non per la morte. Questa è una evidenza scientifica. Alessandro

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  38. Professor Pastorelli, non abbandoni il blog!
    La sua presenza ne alza il tono, mentre la sua uscita dal blog altro non sarebbe che una vittoria dei vari disturbatori... che comunque prima o poi si eclisseranno!

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  39. Addirittura ci fu un periodo in cui i vescovi cinesi patriottici (quando Roma non li aveva ancora riconosciuti in grande maggioranza) durante la Messa omettevano di ricordare il Papa poichè veniva considerato un nemico. La FSSPX questo non l'ha mai fatto, mi dicono. La FSSPX non è mai stata sedevacantista. Alessandro

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  40. con la situazione in cui si trova il cattolicesimo questi vescovi tedeschi sono preoccupati soltanto di difendere il loro orticello?

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  41. Quando vedo da una parte le angherie, i dispetti, le pressioni, le minaccie, le intimidazioni, che sono esercitate sui sacerdoti e laici che chiedono solo di poter celebrare la Messa tridentina , e dall`altra parte vedo i tappeti rossi che si srotolano per un cammino e i suoi presbiteri, per le sue comunità, che non celebrano la santa Messa con e in parrocchia ma in sale separate, non la domenica ma il sabato sera tardi, non con un rito cattolico ma con un rito sui generis, uscito dalla mente di un laico...
    mi dico che il marciume ha intaccato in profondità il nostro clero, dal basso fino ai vertici.

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  42. Accusato di eresia! Da chi e con quale autorità? Mi permetto quindi di ritornare sulla narrazione o racconto dell'istituzione eucaristica. Lo sgorgare della fede cristiana e il suo diffondersi è stato, dall'inizio, affidato al racconto del Verbo fatto carne (cf. Lc 1,1-4). Questi racconti sono particolari. Nascono di un "avere visto e udito" (cf. Lc 7,18-19.22; At 2,24.33. ecc) ed esprimono esperienze oltre ad esplicitare il significato di ciò che sta succedendo o è accaduto o può accadere, nella consapevolezza che l'azione, l'agire è significativo e il racconto plasticizza il tutto per comunicarne il valore.
    La preghiera eucaristica è memoriale, narrazione e lode.
    M. Augé

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  43. Sì, la Chiesa patriottica cinese è stata a lungo e dolorsamente separata da Roma...addirittura, ci fu ritardo nel recepire il Messale riformato...
    Io avevo letto su alcuni forum che c'erano dei fedeli e dei sacerdoti della Fraternità sedevacantisti...sapevo che don Abrahmowicz, don Meramo e MOnsignor Williamson erano molto prossimi (il Vescovo) o addirittura aderenti (i due sacerdoti) al sedevacantismo...tuttavia, credo si tratti di casi minoritari...e obiettivamente, dei fora sedevacantisti non è che mi fidi più di tanto...
    Di sicuro, la Fraternità NON è sedevacantista, e oltretutto si è riavvicinata molto a Roma, quindi...

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  44. A Gianni...fosse poi bello e curato, l'orticello!

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  45. Però, tornando al mio post precedente, la Fraternità ha sempre cacciato i propri membri sedevacantisti (ossia, eretici)...nel passato (Guerard des Lauriers, Ricossa, Kelly), come ora (Abrhamowicz, Meramo)

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  46. don Augè, solo memoriale, narrazione e lode? Mi sembra un po' poco. E la transustanziazione? Non sono teologo nè prete ma mi pare parecchio riduttiva la sua definizione. Alessandro

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  47. Chissà perchè quando leggo, Dante Pastorelli, tutto mi è chiaro, evidente, semplice e cristallino, mentre quando leggo anche solo qualche riga di M. Augé, devo rileggere, non mi sembra chiaro, vedo intellettualismo, un discorso che non sento "corretto", vedo l`uomo ..Io sono Io...al servizio delle sue idee, quando leggo Dante vedo l`uomo al servizio della retta dottrina, della Chiesa di Cristo, io ma non più io.....

    Ma forse è anche perchè non ho gli strumenti sufficienti e necessari per seguire M.Augé nelle sue riflessioni, Dante Pastorelli lo seguo spontananamente senza alcun sforzo!
    Probabilmente perchè le sue parole risuonano in me con accenti di verità!

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  48. l'agire è significativo e il racconto plasticizza il tutto per comunicarne il valore.
    La preghiera eucaristica è memoriale, narrazione e lode
    .

    l'agire E' di Cristo e non è solo significativo e 'plasticizzante' o semplicemente comunicativo del valore, ma operativo e trasformante ('Cristificante': la 'Configurazione' di Paolo!)) grazie al riprodursi di una Presenza Viva e Vera del Vivente nel momento più alto della sua offerta (dono, sacrificio, espiazione) umano-divina... perché questi termini, che sono verità di Fede, fondanti e fondamentali, sono stati espunti dal linguaggio della Chiesa (una certa chiesa) post-conciliare?
    Espungendo i termini, si estromette la realtà che significano e producono, non semplicemente NARRANO...

    Il Signore non "comunica un valore", offre al Padre e comunica a noi SE' STESSO in Corpo, Sangue Anima e Divinità...

    questo tipo di 'memoriale' è protestante, non è cattolico... e non solo svia, ma impoverisce, anzi svuota la nostra Fede! per lo meno dobbiamo esserne consapevoli

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  49. Caro prof. Dante Pastorelli, prima di tutto un forte grazie non solo da parte nostra, ma da tanti altri. Lei è per tutti noi un grande Maestro ed un punto di riferimento. La prego, non ci abbandoni!

    Ai redattori di questo blog, suggerirei di non editare alcun commento senza averlo prima moderato. Da quanto si vede il problema dei trolls & Co. avviene nella mattinata e nel primo pomeriggio, perchè molto probabilmente l'amministratore del sito è al lavoro.

    Ebbene, al mattino acceti i messaggi e li pubblichi nel tardo pomeriggio dopo averli moderati.

    Pastorelli ha molte ragioni di non dar spazio alla propaganda falsa da parte di un clero che ci ha lavato il cervello per quarantanni.

    Sarebbe improprio dar loro uno spazio gratuito tanto più ad incapaci che non hanno nessun credito e non dispongono di siti e blog a livello di quelli dei fedeli alla tradizione.

    Prima lavoravano in silenzio e un passo alla volta ci hanno trattati come polli di allevamento e traghettati nel protestantesimo. Ora che noi cattolici abbiamo scoperto il loro fine, grazie anche a questi mezzi informativi quali internet, si trovano smarriti e paurosi di perdere i loro privilegi.

    Non diamo loro alcun spazio in questo blog!!!

    PaoloD

    PaoloD

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  50. E' ovvio che dalla comunione scaturisce anche la Lode, la gioia e la gratitudine di chi viene introdotto smpre di più nel mondo della Risurrezione (non a parole, ma a "fatti", che poi si concretizzano nel quotidiano e hanno orizzonti di ripercussione immensi, sconosciuti e noti solo al Signore!)

    Ma quella Risurrezione Sua e nostra in Lui, non può non passare dalla Croce, Sua e nostra in Lui!!!

    Cosa intende dire Paolo con "offrite i vostri corpi (corpo come vita intera nell'orizzonte materiale e spirituale) in sacrificio santo perenne gradito a Dio...", se non questo? E come può diventare possibile, se non celebrandolo, cioè 'entrando' nella celabrazione del Sommo e Unico Sacerdote, che è Cristo, cioè' il nostro Signore Gesù e nel suo incommensurabile Mistero?

    RispondiElimina
  51. Capisco perfettamente la stanchezza del Prof. Pastorelli e di tanti altri, tuttavia occorre resistere. Ci sarebbero gli attacchi, quelli un po' ridicoli e fatti di mezzucci, ma anche quelli più insidiosi - come zizzania sparsa nel campo di buon grano - se non ci fosse "necessità" di attaccare e separare, confondendo? Ovviamente si sa bene chi è il leone che giorno e notte ruggisce...
    La zizzania ci sarà sempre, né può essere tutta estirpata con un atto di volontà, anzi - è il Maestro che ce lo insegna - dovremo averla tra noi sino all'ultimo giorno, quando - dopo la mietitura - potrà essere bruciata dal Mietitore stesso, senza mettere in pericolo una sola spiga.
    Dobbiamo combatterla a mani nude, e chi ha più armi (come lei, prof. Pastorelli), deve impegnarsi di più in questa missione che spesso può apparire ingrata e persino inutile.
    Non è inutile!
    Coraggio, non lasciamo campo e tregua! In fondo fanno il loro mestiere, noi facciamo il nostro.

    RispondiElimina
  52. All'anonimo delle 16.20 dico che il memoriale è efficace, quindi la transustanziazione è da collocarsi nel contesto del memoriale (ripeto: "efficace"). E a mic dico che l'agire è "significativo", ma i santi segni sono efficaci: "... con segni sensibili viene significata e, in modo proprio a ciascuno, realizzata la santificazione dell'uomo..." (Sacr. Conc. 7).
    M. Augé

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  53. Mi unisco al disagio trascritto da Dante Pastorelli anche se credo che , andandosene, non sia la scelta migliore, al contrario, è lasciare spazio a chi volutamente vuole portare solo zizzania e confusione...

    Per il resto ho comunicato il mio disagio privatamente alla Redazione...
    Credo che ognuno di noi che tenta di intervenire seriamente, anche per imparare qualcosa, non ha tempo da perdere e che il tempo di ognuno sia anche una cosa sacra del quale rendere conto a Dio...

    Fraternamente CaterinaLD

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  54. Mi unisco a Luisa e a tutti gli altri nel chiedere al caro Dante Pastorelli di non lasciare il forum.
    Giovanni Mandis

    p.s. ciao Luisa! il blog tornelliano è francamente diventato insostenibile, tu sei encomiabilissima nel resistere!

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  55. Coraggio, non lasciamo campo e tregua! In fondo fanno il loro mestiere, noi facciamo il nostro.

    coraggio anche da Parte mia, Carissimo Dante Pastorelli, che ho imparato a conosceree apprezzare anche altrove, condividendo pensieri e parole.
    Condivido anche la stanchezza, ma sostengo - insime agli altri - che non dobbiamo mollare e aspetto di leggerla (anzi rincontrarla) al più presto!

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  56. Caro Giovanni, ed io ogni tanto la seguivo da Accattoli, dove di fronte all`armada progressista, composta anche da sacerdoti, lei proponeva la dottrina e il Magistero della Chiesa ciò che sembrava talvolta un affronto a chi avrebbe dovuto in primis difenderla!

    Come per il professor Pastorelli grande è la tentazione di abbandonare il terreno, ciò che ho fatto per il blog di Accattoli.
    Da Tornielli, si finisce per metterla sul ridere tanto la malafede e l`astio di certi cattolici contro tutto ciò che da vicino o lontano potrebbe assomigliare anche vagamente alla Tradizione è viscerale!

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  57. Per Ludovico G: Si vede proprio che Lei non riesce a distinguere lo Spirito dalla lettera della Legge. Come i Farisei. Si trincera dietro formalismi e non comprende che, nella realtà, sono davvero i FSSPX ad amare tanto il Papa e la Chiesa. Non certo coloro che risultano formalmente in "piena comunione" e poi... propagano subdolamente l'eresia e lo scisma. Forse che quando S. Paolo discusse con S. Pietro negli Atti degli Apostoli poteva essere considerato scismatico?
    Per Dante Pastorelli: Caro professore, non ci privi della Sua sapienza e saggezza. Mi unisco al coro degli altri bloggers per chiederLe di rimanere con noi.

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  58. E' da un po' che non vado sul blog di Tornielli...è davvero così scaduto?
    Spero proprio di no...

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  59. P. Augé, ma perché complica sempre il discorso con termini equivoci.

    Il memoriale può essere inteso cattolicamente o protestanticamente, cioè come rinnovamento o come ricordo.

    L'azione del canone è quella di Cristo. Nella consacrazione tradizionale ciò era ben evidente: il sac. interrompeva la narrazione, dopo aver detto: prendete e mangiatene tutti, si inchinava profondamente appoggiando i gomiti sull'altare, aggiungeva: questo è il mio corpo.

    Quando prendeva il calice diceva: "allo stesso modo prese questo glorioso calice"( can. I), mentre oggi, per dare l'idea che non si ripete l'azione di Gesù, ma si fa memoria (si ricorda)si narra semplicemente: "allo stesso modo prese il calice" (can. II,II.IV e tutti gli altri)

    Lei può dire che è un narrazione efficace, ma sono giustificazioni ridicole, la confusione è già entrata non solo nelle menti dei fedeli, ma anche in quelle dei preti. Più d'uno non genuflettono più dopo le singole consacrazioni.

    E allora renda un servizio alla chiesa cattolica, ritornando alla teologia liturgica della tradizione.
    don gianluigi braga

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  60. Io non so se chi in questo blog interviene dichiarando di essere il p. Augé lo sia veramente oppure no; prendiamo per buono che lo sia: il suo linguaggio è ortodosso sicuramente ma non è chiarissimo, oserei dire che è tendenzialmente anfibologico, come nota il don Gianluigi ed altri. E' un difetto oggi diffusissimo, che contribuisce alla confusione e al disorientamento di sacerdoti e laici. Tale linguaggio poco chiaro, inutile nasconderlo, ha la sua scaturigine neli documenti del Vaticano II stesso ed è proseguito in quasi tutti i documenti magisteriali successivi.

    Il Nostro Divino Maestro parlava in maniera semplice e chiara per poter essere compreso da tutti; bisogna ritornare a Cristo, anche nel linguaggio.

    INNOMINATO

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  61. Un elemento non preso in considerazione: la scomunica minacciata dal vescovo tedesco contro la FSSPX se procede alle ordinazioni previste. Se dovesse avvenire una cosa del genere potrebbero veramente essere compromessi i colloqui con la Santa Sede. Preghiamo perché ciò venga scongiurato e il vescovo tedesco ricondotto a più miti consigli.
    INNOMINATO

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  62. @ Marco Bongi

    E' uno strano modo di amare il Papa e la Chiesa, quello di dire che "Roma è occupata dagli anticristi" coi quali non si può avere nessun dialogo... parole di Lefebvre nel 1988 per giustificare le consacrazioni illegittime!

    Il fariseismo non è mio, perchè, come vede, io parlo chiaro (e senza etichettare i miei interlocutori di fariseismo, diciamolo en passant).

    Io so solo questo: che di fronte a una chiarissima e inequivocabile lettera del Papa che scrive che la Fsspx NON HA ALCUN RICONOSCIMENTO CANONICO nè alcuna legittimità riconosciuta nella Chiesa, c'è gente che inneggia alle ordinazioni fatte CONTRO il Papa e contro l'ordinario locale, e pretende di vedere dei buon icattolici in gente che, come prima dimostrato, rivolta come un calzino le parole per far loro dire l'esatto contrario di quanto è vero.

    Del resto, com'è noto, nè san Paolo (nè sant'Atanasio, per usare un termine caro agli apologeti di Lefebvre) si misero a ordinare sacerdoti o diaconi o consacrare vescovi con pretesa di "supplenza" delle gerarchie esistenti.
    Niente giustifica la disubbidienza, nè formale nè d'intenzione, da alcuna parte.

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  63. don gianluigi ha detto...
    P. Augé, ma perché complica sempre il discorso con termini equivoci.

    Il memoriale può essere inteso cattolicamente o protestanticamente, cioè come rinnovamento o come ricordo.

    ********************

    straquoto, grazie don gianluigi!^__^

    caro padre Augè, sono 40 anni che complicate tutto...ma perchè?!!

    Ebbi modo di invitarla una volta a farsi un giro nelle parrocchie e vedere e SENTIRE di persona cosa intenda per memoriale la maggiorparte dei fedeli, ma lo capisce o no che la gente NON crede più nella Presenza Reale e che parla di memoriale come di MEMORIA-PASSATO?

    Vale ancora la parola di una catechista da 21 anni opertiva e che ha operato in sei Diocesi diverse?
    Il Memoriale Cattolicamente parlando, non lo si spiega affatto in termini chiari, i bambini dei gruppi di catechismi quando vanno alla Messa della domenica, la prima cosa che fanno è SEDERSI, non si inginocchiano neppure entrando, non hanno UN DIO NEL TABERNACOLO...MA UN MEMORIALE CHE SI FARA' SULL'ALTARE..SI FA MEMORIA DI UN PASSATO CHE SI RICORDERA' SULL'ALTARE...
    La Comunione è diventato IL BANCHETTO DELLA PIZZERIA FRA AMICI...il ringraziamento NON esiste...e alla fine della Messa senza neppure inginocchiarsi SI CORRE, SI SCAPPA...

    Ma dove vive lei padre Augè?
    ^__^

    Non me ne abbia a male...le voglio bene soprattutto ora che sta per iniziare l'Anno Sacerdotale...
    la mia fedeltà è incrollabile, ma la sopportazione è poca ^__^
    lo so che Cristo con me è più paziente di quanto lo dovrei essere io, ma santa pazienza, a cosa ci serve il discernimento se non lo usassimo?

    Abbiamo (avete intendo i sacerdoti e la gerarchia) passato 40 anni a scrivere libri PER COMPLICARE LA MESSA, PER COMPLICARE L'EUCARESTIA, PER COMPLICARE I SACRAMENTI...
    il card. Ruini che a marzo ha ammesso che la pastorale sulla Famiglia ha fallito, ha dimenticato di aggiungere che anche i Catechismi della CEI sono stati un grande fallimento, sono pieni di sincretismo religioso, Gandi viene paragonato Martiri Cattolici...

    Per Amore della Verità...BASTA! legga la Beata Caterina Emmerich e san Giovanni Bosco sulle profezie, esse riguardano proprio l'apostasia a partire dalla LITURGIA...

    Fraternamente CaterinaLD

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  64. Vedo ancora due interventi (di don Gianluigi e di Caterina) un po' infuocati... Premetto che la Vostra fede e la mia fede. Il problema è la teologia (che è "fides quaerens intellectum") con cui mi esprimo (o si esprimono oggi in genere i teologi).
    Mi sembra superfluo ritornare sul tema del memoriale. Cito, ad esempio, Sacrosacntum Concilium, n. 47: "Il nostro Salvatore nell'ultima cena... istituì il sacrificio eucaristico... col quale perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, il sacrificio della croce, e per affidare così alla diletta Sposa, la Chiesa, il MEMORIALE DELLA SUA MORTE E RISURREZIONE". Mi si dice che complico il discorso con termini equivoci. Dipende della comprensione che il lettore fa di quello che scrivo. Giovanni Paolo II nel Motu proprio "Ecclesia Dei adflicta" (02.07.1988) stimola i teologi e gli altri esperti nelle scienze ecclesiastiche a fare il possibile per mettere in luce la sostanziale continuità del Vaticano II con la Tradizione, "specialmente nei punti di dottrina che, forse per la loro novità, NON SONO STATI ANCORA BEN COMPRESI DA ALCUNI SETTORI DELLA CHIESA" (n. 5). Umilmente è quello che intendo fare, ma forse non ci riesco...
    Mi meraviglia, in questo contesto, che nessuno abbia protestato per l'intervento in cui si diceva che l'Eucaristia "rinnova" il sacrificio della croce. Ecco una parola equivoca! L'Eucaristia "ri-presenta" nei segni sacramentali l'unico sacrificio della croce.
    Il mio blog, che alcuni di Voi conoscete, cercherà (nel corso dell'anno sacerdotale) di illustrare alcuni dei temi emersi in questo dibattito.
    Grazie a tutti per la vostra attenzione.
    Matias Augé

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  65. Dante, o chi sa, potrebbe dirmi se il termine"memoriale" è spuntato con la Sacrosanctum Concilium, o se esisteva già prima?
    Se è nato durante il Concilio, ciò non farebbe che confermare la mia opninione che già i testi del Concilio contenevano termini che aprivano le porte a interpretazioni anche abusive.
    Perchè nella mente di un cattolico, ma non solo, in generale la parola "memoriale" indica che si fa memoria di un avvenimento passato.
    Solo memoria, gesto simbolico, come i protestanti insomma con la loro Cena.
    Ringrazio chi schiarirà la mia lanterna, con termini semplici se possibile!

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  66. Caro padre Augè, lungi da me il pensare che la mia fede non sia nella sua e viceversa e insieme con la Chiesa^__^
    io mi sono infuocata a ragione per alcuni aspetti che sono stati e sono di mia competenza non come teologa, ma nel ruolo di catechista...^__^

    Il Memoriale offerto oggi catechisticamente parlando (anzi da molti anni a questa parte) è spiegato in modo molto ambiguo e i frutti sono quelli che le ho descritto sopra...

    Come spiegava don Gianluigi:
    Il memoriale può essere inteso cattolicamente o protestanticamente, cioè come rinnovamento o come ricordo.
    il problema sta in parte anche qui, ma a quanto pare lo si evita non volutamente, ma continuando in quella incomprensione come la sua citazione al testo di Giovanni Paolo II dove dice:

    stimola i teologi e gli altri esperti nelle scienze ecclesiastiche a fare il possibile per mettere in luce la sostanziale continuità del Vaticano II con la Tradizione, "specialmente nei punti di dottrina che, forse per la loro novità, NON SONO STATI ANCORA BEN COMPRESI DA ALCUNI SETTORI DELLA CHIESA" (n. 5).

    ******************

    mi perdoni padre Augè, ma Giovanni Paolo II sempre nel medesimo punto 5) dice anche dell'altro, scrive:

    deve essere motivo per tutti i fedeli cattolici, di una sincera riflessione circa la propria fedeltà alla Tradizione della Chiesa autenticamente interpretata dal Magistero ecclesiastico, ordinario e straordinario, specialmente nei Concili ecumenici da Nicea al Vaticano II. Da questa riflessione, tutti devono trarre un rinnovato ed efficace convincimento della necessità di migliorare ancora tale fedeltà, rifiutando interpretazioni erronee ed applicationi arbitrarie ed abusive, in materia dottrinale, liturgica e disciplinare.

    MIGLIORARE non significa appunto a discapito della sana Dottrina, confronti il quadro delle situazioni nelle tante parrocchie alla luce di questa Lettera da lei citata e valuti lei se questa è la situazione voluta dal Concilio...
    ^__^

    Se è ovvio che NO, come entrambi diciamo e sosteniamo, va da se che "qualcuno" ha aumentato il divario dottrinale sulla Sacra Liturgia preferendo una SEMPLIFICAZIONE da una parte più vicina al mondo protestante, e dall'altra l'ha complicata nel catechismo che dobbiamo portare nelle Parrocchie ai più PICCOLI!

    Come spiega la fede ai più piccoli caro padre Augè quando dalle catechesi sono state eliminate LE PREGHIERE, l'adorazione Eucaristica, IL MEMORIALE sempre semplicemente inteso quale Pasqua del Signore nel quale NON semplicemente si "rinnova" ma si perpetua (in modo incruente) il Calvario?
    Come spiegarlo quando i sacerdoti non tengono più in cura il Tabernacolo e dove per molti la presenza Reale è solo SULL'ALTARE al momento del Memoriale per FESTEGGIARE TUTTI un bel banchetto?

    Non interpreti malamente i miei toni, la sofferenza è tanta, immagino anche la sua, pensiamo anche al Cristo e a quanto e a cosa deve subire quando si tenta di spiegare il Mistero...esso non è spiegabile e va offerto ai bambini per quello che è: DONO E MISTERO!
    ^__^

    Fraternamente CaterinaLD

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  67. Cara Caterina e caro Padre Augè.

    La risposta di ciò che intendeva il Concilio Vaticano II, la dà un Papa certo associabile al Concilio stesso.

    La citazione l'ho già fatta sopra. E' L'enciclica di Paolo VI Misteryum Fidei, nata in un contesto segnato dai contrasti generati dal "Pnesiero di questo mondo" sposato anche dalla Chiesa.

    Egli afferma:

    "E affinché sia evidente l'intimo nesso tra la fede e la pietà, i padri del Concilio, confermando la dottrina che la Chiesa ha sempre sostenuto e insegnato e il Concilio di Trento ha solennemente definito, hanno voluto premettere alla trattazione del sacrosanto Mistero Eucaristico questa sintesi di verità: « Il nostro Salvatore nell'ultima Cena, la notte in cui fu tradito, istituì il Sacrificio Eucaristico del suo corpo e del suo sangue, a perpetuare così il sacrificio della Croce nei secoli fino al suo avvento, lasciando in tal modo alla sua diletta Sposa, la Chiesa, il memoriale della sua morte e della sua risurrezione: sacramento di pietà, segno di unità, vincolo di carità, convito pasquale, in cui si riceve Cristo, l'anima si riempie di grazia e ci si largisce il pegno della gloria futura ».(1)

    5. Con queste parole si esaltano insieme il Sacrificio, che appartiene all'essenza della Messa celebrata quotidianamente, e il Sacramento, di cui i fedeli partecipano con la santa Comunione mangiando la carne di Cristo e bevendone il sangue, ricevendo la grazia, che è anticipazione della vita eterna; e la «medicina dell'immortalità », secondo le parole del Signore: Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.(2)"

    Dunque, il SENSO STRETTO e lo Spirito di quel Brano del Concilio è detto.

    Del resto anche iL Santo Padre, nel famoso Discorso sull'Ermeneutica della COntinuità, ha stabilito senza possibilità di confusione che ciò che sembra "interpretabile" deve esserlo IN LINEA CON LA TRADIZIONE IMMUTABILE E IMMUTATA DELLA CHIESA.

    Questa è la Chiave del Vaticano II. Unica utilizzabile, e unica voluta anche dalla San Pio X, che proprio su questa chiave sta mettendo in campo i suoi Colloqui con la Santa Sede.

    Mi perdoni, padre, se esprimo questo mio pensiero di fedele cattolico.

    Ma credo che il problema venga creato ad arte. Perchè, in realtà, non dovrebbe esistere.

    La Santa Messa è il Sacrificio del Signore, in Espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero, il Sangue versato per molti.

    Il "Mistero Pasquale" è una locuzione questa sì parziale. Che può essere usata per definire le "conseguenze" di quel Sacrificio. Essa poi può essere usata sia per definire il Sacrificio stesso del Signore, che "passa" dal Mondo al Padre, per mezzo della Croce. E può essere anche usata per definire il Dono Ottenuto da questo Sacrificio. La Vita Eterna, la Riconciliazione con il Padre, la Resurrezione di Gesù pegno per quella nostra, a condizione che Crediamo e Operiamo secondo Carità.

    In ogni caso non si può, credo, complicare ciò che di per sè non doveva essere comlicato e che non doveva essere materia di Dottrina.

    Giacchè come affermava Paolo VI e prima di Lui Giovanni XXIII, il Concilio non aveva nessuna intenzione di affermare dogmi in materia dottrinaria, ma affermare la sola dottrina della Chiesa, solo con mezzi pastorali idonei.

    Le bacio le Mani e chiedo Benedizioni e Preghiere.
    Io le assicuri le mie.

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  68. Carissimi,
    ringrazio anche stefanos78 per le precisazioni.
    Per Padre Mattias Auge' e altri, attiro l'attenzione sul seguente estratto dal Decreto del Concilio di Trento sul SS. Sacrifio della Messa (Sessione XXII, 17 settembre 1562).

    "CANONI SUL SANTISSIMO SACRIFICIO DELLA MESSA

    1. Se qualcuno dirà che nella messa non si offre a Dio un vero e proprio sacrificio, o che essere offerto non significa altro se non che Cristo ci viene dato a mangiare, sia anatema.

    2. Se qualcuno dirà che con quelle parole: Fate questo in memoria di me (347), Cristo non ha costituito i suoi apostoli sacerdoti o che non li ha ordinati perché essi e gli altri sacerdoti offrissero il suo corpo e il suo sangue, sia anatema.

    3. Se qualcuno dirà che il sacrificio della messa è solo un sacrificio di lode e di ringraziamento, o la semplice commemorazione del sacrificio offerto sulla croce, e non propiziatorio; o che giova solo a chi lo riceve; e che non si deve offrire per i vivi e per i morti, per i peccati, per le pene, per le soddisfazioni, e per altre necessità, sia anatema.

    4. Se qualcuno dirà che col sacrificio della messa si bestemmia contro il sacrificio di Cristo consumato sulla croce; o che con esso si deroga all’onore di esso, sia anatema.

    5. Chi dirà che celebrare messe in onore dei santi e per ottenere la loro intercessione presso Dio, come la chiesa intende, è un’impostura, sia anatema.

    6. Se qualcuno dirà che il canone della messa contiene degli errori, e che, quindi, bisogna abolirlo, sia anatema.

    7. Se qualcuno dirà che le cerimonie, le vesti e gli altri segni esterni, di cui si serve la chiesa cattolica nella celebrazione delle messe, siano piuttosto elementi adatti a favorire l’empietà, che manifestazioni di pietà, sia anatema.

    8. Se qualcuno dirà che le messe, nelle quali solo il sacerdote si comunica sacramentalmente, sono illecite e, quindi, da abrogarsi, sia anatema.

    9. Se qualcuno dirà che il rito della chiesa Romana, secondo il quale parte del canone e le parole della consacrazione si profferiscono a bassa voce, è da riprovarsi; o che la messa debba essere celebrata solo nella lingua del popolo; o che nell’offrire il calice non debba esser mischiata l’acqua col vino, perché ciò sarebbe contro l’istituzione di Cristo, sia anatema."

    E' appena il caso di notare che si tratta di Magistero infallibile.
    FdS

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  70. Padre Augè...ecco cosa intendo per SEMPLICITA' nella Dottrina^__^

    Così scrive il Santo Curato d'Ars:

    La Messa, dono di Dio

    Tutte le buone opere insieme non equivalgono al Santo Sacrificio della Messa: esse, infatti, sono opere degli uomini, mentre la Messa è opera di Dio.
    Il martirio è nulla al suo confronto: è l'uomo che sacrifica a Dio la sua vita, ma la Messa è Dio che sacrifica all'uomo il suo Corpo e il suo Sangue.
    Alle parole del Sacerdote, Nostro Signore scende dal cielo ed entra in una piccola ostia.
    Dio fissa il suo sguardo sull'altare. "Ecco, dice, il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto".
    Per i meriti dell'offerta di questa vittima non può rifiutare nulla!
    Che bello!
    Dopo la Consacrazione, il buon Dio è lì, nell'Ostia, come in cielo!
    Se riuscissimo a comprendere veramente questo mistero, moriremmo d'amore!!
    Dio ci tratta con indulgenza a causa della nostra debolezza.
    Se qualcuno ci dicesse: "Alla tal ora, verrà resuscitato un morto", ci affretteremmo sicuramente per assistere all'evento.
    Eppure la consacrazione che cambia il e il vino nel Corpo e Sangue di Dio, non è forse un miracolo ben più grande della risurrezione di un morto?

    Bisognerebbe sempre dedicare almeno un quarto d'ora a prepararsi ad ascoltare la Messa con devozione.
    Bisognerebbe arrivare prima alla Messa per avere il tempo di recitare un Rosario.
    Bisognerebbe umiliare se stessi davanti al buon Dio, sull'esempio del suo profondo annientamento nel Sacramento dell'Eucarestia, e fare l'esame di coscienza, poichè per assistere bene alla Messa, bisogna essere in stato di grazia.
    Oh! Se avessimo fede, se capissimo il valore del Santo Sacrificio, dimostreremmo molto più fervore nell'assistere alla Messa!

    *************************

    questa è la vera fede e la sana ortodossia...
    ^__^
    un abbraccio filiale nei Cuori di Gesù e Maria, CaterinaLD

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  71. Mi sto divertendo, si fa per dire, nel leggere, su diversi blog, il tono esultante, quasi eccitato, di chi riporta il comunicato della Santa Sede sulle ordinazioni della FFSPX!
    Ridicolo, ma molto rivelatore, non solo dell`astio provato verso la Fraternità, ma anche della paura che incute la FFSPX a certi cattolici progressisti, che si rendono conto che la FFSPX, depositaria della retta dottrina, della Tradizione, della divina Liturgia, maltrattate dai vari bricoleurs du dimanche e anche del sabato sera... non solo sta suscitando interesse, ma rischia nel corso delle discussioni di mettere in discussione certi punti del CV II.
    Io spero di tutto cuore che l`unione avverrà un giorno, spero non troppo lontano.

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  74. Anonimo, lei può odiare chi vuole e esultare quando l`oggetto del suo astio sembra punito.
    Quanto a quello che lei chiama "il mio astio" verso il cnc, che è in realtà un`inquietudine, uno sconcerto, uniti ad una totale incomprensione e a tante domande senza risposta....non può che essere risvegliato, quando vedo che chi disobbedisce, storpia dottrina e liturgia, crea divisione, usa metodi contestabili, può agire indisturbato, come lo ha sempre fatto, anzi riceve lodi e ringraziamenti, un frutto estremo dello spirito conciliare, mentre chi rispetta la dottrina, la Liturgia, la Tradizione è rapidamente sanzionato.
    Detto ciò sono consapevole che la FFSPX per il momento, formalmente, non è ancora in unione , ma non posso non dirmi che mi sento molto più in sintonia con loro o meglio con la dottrina che difendono e rispettano e con la Liturgia che celebrano che con certi riti tollerati e legittimati dalla gerarchia, e con certe dottrine che circolano, certi magisteri molto personali e paralleli.
    Lo ripeto spero e prego affinchè la FFSPX rientri al più presto in comunione piena e intera con Roma!

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  75. Altrettanto io spero e prego che lei abbandoni il suo "magistero molto personale e parallelo".
    Ricordi, Una ..... ......... ..........

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  76. leggo e condivido (AGI)

    "Ma il comunicato di oggi ha anche un altro significato: respinge di fatto la richiesta di una nuova scomunica e conferma la volonta' del Papa di avviare al piu' presto il dialogo teologico che nelle sue intenzioni dovrebbe riportare la Fraternita' San Pio X nella piena comunione e consentire cosi' anche il sospirato inserimento giuridico nella Chiesa Cattolica."

    Chi sta gioendo per la dichiarazioni di illegittimità delle ordinazioni, che di fatto non cambia l'esistente, mostra solo la sua viscerale opposizione alla FSSPX, depositaria del Magistero perenne della Chiesa!

    Di fatto si tratta di ordinazioni illegittime cononicamente che non influiscono sulla validità delle Liturgie e dei Sacramenti amministrati....

    attenzione alle ordinazioni legittime i cui atti liturgici presentano sconcertanti interrogativi in chi conosce il Magistero di sempre... (documentarsi su Maranatha!)

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  77. Io non insegno a nessuno caro anonimo (ubi?) !
    Non è mio compito e ancor meno mia responsabilità!
    Ma ciò non mi rende cieca, muta e sorda!
    Vedo tanti insegnamenti paralleli, che hanno più peso di quello petrino, i responsabili di questi magisteri sono pastori che seminano confusione, e possono farlo senza che nessuno intervenga, liberi di sbandare come e dove vogliono!
    E purtroppo con loro sbandano anche le pecore a loro affidate..a meno che scappino!

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  78. Mic da ultimo ha colto nel segno.
    Il comunicato del Vaticano dice quello che la FSSPX sa benissimo, dato che conosce il diritto canonico. Inoltre, il Vaticano non parla di scomuniche ma si dice intenzionato ad iniziare le note discussioni dottrinali (che sappiamo tutti essere assai difficili) e per lo svolgimento delle quali sta creando anche l'adeguata cornice istituzionale.


    Ci troviamo in tempi difficili e raccomanderei a tutti una caritatevole preghiera per l'unita' della Chiesa.
    FdS

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  79. Cara Luisa....non dare le perle ai porci ^__^

    ottimo il riferimento di Mic sulla specifica situazione delle nuove ordinazioni nella FSSPX...

    Mi fanno pena quelli contrari a tale Ordinazione per i seguenti motivi:

    1) hanno scoperto l'acqua calda ricordando come un tam-tam che esiste un problema di spaccatura e che la definizione di "illecito" non significa falso, ma privo appunto di giurisdizione e non in piena comunione con la Chiesa come ha ricordato il Papa nella Lettera ai Vescovi;

    2) tale Lettera dice però qualcos'altro di importante, fa capire che il Papa ci tiene A QUESTI SACERDOTI della FSSPX...ecco le sue parole con una domana finale:

    Può lasciarci totalmente indifferenti una comunità nella quale si trovano 491 sacerdoti, 215 seminaristi, 6 seminari, 88 scuole, 2 Istituti universitari, 117 frati, 164 suore e migliaia di fedeli? Dobbiamo davvero tranquillamente lasciarli andare alla deriva lontani dalla Chiesa? Penso ad esempio ai 491 sacerdoti. Non possiamo conoscere l’intreccio delle loro motivazioni. Penso tuttavia che non si sarebbero decisi per il sacerdozio se, accanto a diversi elementi distorti e malati, non ci fosse stato l’amore per Cristo e la volontà di annunciare Lui e con Lui il Dio vivente. Possiamo noi semplicemente escluderli, come rappresentanti di un gruppo marginale radicale, dalla ricerca della riconciliazione e dell’unità?

    ergo il Papa spiega chiaramente i motivi per cui NON vuole affatto chiudere la FSSPX ma vuole trovare CON loro la piena comunione, ergo non può essere contro queste ordinazioni senza giungere a contraddire le recenti scelte fatte e per le quali lo ringraziamo infinitamente per il senso di giustizia che, ci auguriamo, trovino anche i Tradizionalisti perchè nessuno può fare a meno dell'altro...

    ^__^

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  81. Ma finitela con questa storia dell'illegittimità!!! Sono irregolari i lefebvriani? Si lo sarebbero se la Chiesa fosse "regolare", ma così non è più.
    E' regolare un Papa che fa impartire la "benedizione" ad un "arcivescovo" protestante sui Cardinali di Santa Romana Chiesa,che bacia i piedi ad uno scimastico ed eretico??? che vuole spazzare via millenni di Tradizione Liturgica, Disciplinare , Teologica etc...????, è regolare un Papa che bacia il Corano??? e mi fermo quì!
    Invece sono irregolari coloro che vogliono fare quello che la Chiesa ha sempre insegnato fino a 50 anni fa. I lefebvriani sarebbero dei disubbidienti,non in "piena comunione" con la Chiesa Cattolica. Bene allora l'esempio da seguire dovrà essere il legittimissimo ,devotissimo discepolo del Papa, ossequioso e scrupoloso applicatore dei Sacri Canoni, come d'altronde la stragrande maggioranza dei suoi confratelli vescovi e dei preti del mondo, Cardinale Schomborn che vi prego di osservare nelle seguenti immagini di repertorio....per chi non le conoscesse già.

    http://www.youtube.com/watch?v=vJ-Ionq0pMI

    http://www.youtube.com/watch?v=67Lom28KSlg&feature=related

    Da notare l'utilizzo da parte dei celebranti del nuovo strumento di evangelizzazione( il telefonino) e la particolare devozione, pietà e raccoglimento con i quali i fedeli si accostano alla Eucaristia.

    Vorrei aggiungere che io non sono un "Lefebvriano". Stimo queste persone anche se ovviamente anche tra loro e soprattutto tra i fedeli più che trai preti, come ovunque, vi sono degli esaltati, che la sera prima di andare a dormire guardano sotto il letto per verificare che non ci stiano dei massoni a spiarli ed a complottare contro di loro.
    Io non sono Lefebvriano ma vorrei esserlo , perchè penso che questi preti , questi Vescovi e soprattutto Mons. Marcel Lefebvre per resistere di fronte a tante persecuzioni, calunnie ed ingiustizie devono, per forza aver avuto ed avere, una grande Fede che io purtroppo non ho anche grazie alla continua contraddazione in cui si dimena la la Chiesa Docente dal Concilio in poi.

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  83. LA MESSA RINNOVA, RIPETE SACRAMENTALMENTE IL SACRIFICIO DELLA CROCE -1



    Nelle brevi pause dei lavori agresti, ho guardato il blog. Ho letto un intervento di don Augé che si domanda perché i frequentatori non si sian inalberati per l’uso della definizione della S. Messa come RINNOVAMENTO DEL SACRIFICIO DELLA CROCE, CONSIDERANDO EGLI TALE DEFINIZIONE EQUIVOCA. Vale a dire apportatrice di ambiguità e, di conseguenza, di errori. Egli preferisce una terminologia diversa, quella dei teologi contemporanei, come se nella contemporaneità del linguaggio fosse la garanzia della retta Fede. Via, DON AUGÉ. Se per tanti secoli la Chiesa ha usato un’espressione equivoca, nella teologia ma soprattutto nel Magistero, si deve trarne che ha errato in materia così grave o comunque ha posto i fedeli in condizione di errare? Non so se si renda conto della gravità e della gratuità del suo giudizio.
    E dico questo scusandomi con Lei per aver scritto: “Carneade, chi era costui?”. E me ne scuso perché per me Lei era (ed è) un perfetto sconosciuto, mentre, m’informa la cortese Redazione, è un noto liturgista, teologo e professore. Come il povero don Abbondio dinnanzi ad un nome, per sua scarsa preparazione, del tutto ignoto, riconosco che la colpa è della mia ignoranza. Quindi non volevo mettere in dubbio i Suoi meriti ed i Suoi in alcun modo, semplicemente non li conoscevo e non li conosco.
    Conosco tanti altri teologi (anche della Nouvelle Théologie) e liturgisti (i Falsini, i Sodi, i Gulino, i Farinella ecc. di vario spessore e serietà) ma di Lei, non me ne voglia, non avevo mai sentito parlare. Le uniche cose che di Lei conosco son quelle lette su questo blog. Del resto, io son un semplice fedele e non bazzico ambienti altamente culturali, salvo qualche velleità giovanile, mia personale preistoria. E, confesso, ora non ho né il tempo né la voglia di aggiornarmi sul Suo conto.
    La sua affermazione, ribadisco, è molto grave, e per questo mi espongo al pubblico ludibrio dei neomodernisti riportando, ma “a tappe” - non accettando il blog, per motivi tecnici, commenti molto lunghi - alcune citazioni tratte dal Nuovo Testamento, da documenti conciliari e pontifici e da scritti di importanti teologi che dimostran inequivocabilmente come una terminologia da prelati ed “esperti” post-conciliari ritenuta obsoleta, sia, al contrario, un prezioso patrimonio perfettamente rispondente all’essenza della S. Messa, come concepita da S. Paolo al regnante Pontefice, e, per questo, insostituibile.
    Le citazioni non son frutto di una ricerca sistematica ed accurata, scientifica insomma, ma di un rapido sguardo a libri a me familiari ed a portata di mano. Alla luce di quanto esporrò sarà chiaro che la nuova terminologia eucaristica (ad es. attualizzazione, o una mal intesa ri-presentazione, come ha sottolineato mons. Brunero Gherardini in un passo che ho trascritto di già in altra pagina nel blog) in tanto assume una retta significazione teologica, perdendo il carattere di vuoto esercizio linguistico, in quanto sottintenda l’imprescindibile nozione di rinnovazione, ed anche di ripetizione, o riproduzione (C. Vagaggini, in Il senso teologico della liturgia, Roma, 1958) sacramentale.

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  84. LA MESSA RINNOVA, RIPETE SACRAMENTALMENTE IL SACRIFICIO DELLA CROCE -2

    L’importante è intendersi sul significato che si attribuisce ai termini. Quando io parlo di rinnovamento del Sacrificio della Croce, intendo, ovviamente, ed in genere lo spiego sempre, un rinnovamento sacramentale, una riproposta nel sacramento, in “signo”, in quel sacramento che anticipò l’evento storico della crocifissione che Cristo volle lasciarci perché si perpetuasse a vantaggio delle anime il suo unico sacrificio redentivo.
    Con il verbo “attualizzare” cosa s’intende? Il sacrificio di Cristo è sempre attuale nel suo valore metastorico. Non può, per un cattolico, significare “render attuale” nel ricordo, perché in tal caso non ci sarebbe bisogno della S. Messa: basterebbe una preghiera o la cena protestante. Deve significare, ortodossamente, che quel sacrificio “si attualizza”, cioè si attua nuovamente, si concretizza, nel sacramento tutte le volte che si celebra la Messa, e quindi si rinnova.
    Cosa significa “ripresentare”? Si può accettare l’interpretazione del Grimal: “presentare di nuovo”, ad ogni Messa, l’oblatio munda al Padre: vale a dire rinnovare l’offerta dell’Hostia Immaculata; oppure “render presente sull’altare”, ma in modo sacramentale, l’evento storico del Calvario: non fa una grinza.
    Quando, però, ci si allontana da queste interpretazioni, il linguaggio “nuovo” dei teologi contemporanei può anche aver uno sciagurato retroterra filosofico e teologico che mira ad altri fini: le famose TRANSIGNIFICAZIONE E TRANSFINALIZZAZIONE, condannate da Paolo VI ne sono una prova provata.
    Ecco perché preferisco attenermi al linguaggio ed al significato classico che esprime: c’è la fede della Chiesa di sempre. Anche lì dove il termine “rinnovamento” non è esplicitamente usato. Così Il card. Journet preferisce “perseverare”, pur giudicando correttissimo “rinnovare” ( in “La Messa”), lo Zoffoli, il card. Ratzinger e Giovanni Paolo II, preferiscono “attualizzare, ripresentare”, ma poi utilizzano anche “rinnovare” quasi a voler far capire che i termini, nella loro dottrina, che è quella perenne della Chiesa, sono equivalenti e intercambiabili. Senza equivoci di sorta.

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  85. LA MESSA RINNOVA ecc. -3

    IL MAGISTERO

    “Ogni volta che voi mangiate questo pane e bevete questo calice, annunziate la morte del Signore” (II Cor. 11, 26). Commenta uno dei massimi studiosi dell’Apostolo delle genti, F. Prat in La teologia di S. Paolo, Torino 1922: “… il rito eucaristico non è una semplice commemorazione del sacrifizio della croce: è esso medesimo un sacrifizio commemorativo. S. Paolo non dice già: "Questo calice è commemorativo della nuova alleanza conchiusa sul Calvario nel mio sangue"; egli dice invece: "Questo calice è esso medesimo l’alleanza"; in altri termini: "Il sangue contenuto in questo calice sigilla l’alleanza". E’ dunque il sangue di una vittima; e il rito che lo versa misticamente avrà il carattere di un sacrifizio. Questo risulta anche più chiaramente dal testo parallelo di san Luca: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue il quale è sparso per voi". San Luca non dice che il sangue sarà sparso nel momento della passione; ma dice che il sangue è sparso presentemente, nel momento in cui si compie il rito eucaristico; dice anzi, con maggiore energia, che il calice – ossia il sangue contenuto nel calice – è sparso per gli uomini”.

    “E poiché in questo divino sacrificio, che si compie nella messa, è contenuto e immolato in modo incruento lo stesso Cristo, che si offerse una sola volta in modo cruento sull’altare della croce, il santo sinodo insegna che questo sacrificio è veramente propiziatorio e che, per mezzo di esso, se con cuore sincero e retta fede, con timore e rispetto, ci accostiamo a Dio contriti e pentiti, possiamo "ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento propizio" (Eb 4 ,16). Placato, infatti, da questa offerta, il Signore, concedendo la grazia e il dono della penitenza, perdona i peccati e le colpe, anche le più gravi. Si tratta infatti, di una sola e identica vittima e lo stesso Gesù la offre ora per il ministero dei sacerdoti, egli che un giorno offrì se stesso sulla croce: diverso è solo il modo di offrirsi” (Trid., Sess. XXII, c. 2, Il sacrificio visibile come mezzo di propiziazione per vivi e defunti, Dz 1743).

    “ (I parroci) insegneranno anzitutto che Cristo ha istituito l’Eucaristia per due ragioni: primo, per offrire all’anima un alimento celeste, che ne conservasse la vita spirituale; secondo, affinché la Chiesa avesse un sacrificio perpetuo capace di soddisfare per i nostri peccati, e di piegare dall’ira alla misericordia, dalla severità di un giusto castigo alla clemenza il Padre celeste, spesso offeso gravemente dalle nostre iniquità. Una figura di ciò la troviamo nell’agnello pasquale, che gli Ebrei immolavano e mangiavano come sacrificio e come sacramento. Né poteva il Redentore, prima di offrire se stesso a Dio Padre sull’altare della Croce, darci più chiaro pegno del suo immenso amore verso di noi che lasciandoci questo sacrificio visibile, mediante il quale noi potessimo rinnovare l’immolazione cruenta, che egli era per consumare l’indomani, una volta per sempre sopra la croce e, in tal modo, la sua memoria venisse ogni giorno celebrata dalla Chiesa su tutta la terra con grandissimo frutto, fino alla fine del mondo” (Catechismo Romano, Milano 1994).

    “Con il Sacrificio della Messa, il supremo Sacrificio del Calvario viene rinnovato in modo ammirabile. Il sacrificio della Messa è vera e ammirabile rinnovazione della morte di Lui” (Leone XIII, Mirae caritatis).

    “Questo Sacrificio della Croce viene continuato dal Sacrificio eucaristico… Fu un divino consiglio del Redentore che il sacrificio, una volta consumato sulla Croce, diventasse perpetuo ed eterno… Non solo similitudine vuota né memoria soltanto del sacrificio, ma la verità stessa, benché sia diversa la specie” (Leone XIII, Ad Episcopos Scotiae).

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  86. LA MESA RINNOVA ecc. - 4

    IL MAGISTERO

    “Dopo l’ascensione di Cristo al cielo, quello stesso sacrificio (della Croce) viene continuato con il sacrificio eucaristico (…). Quella espiazione per gli uomini mortali è stata assolutamente perfetta e assoluta; e non è in alcun modo un’altra, ma è proprio la stessa quella che consiste nel sacrificio eucaristico. Siccome… occorreva che un rito sacrificale accompagnasse la religione in ogni tempo, il piano del divinissimo Redentore fu che il sacrificio, compiuto una sola volta sulla croce, divenisse perpetuo e perenne. La forma di questa perpetuità consiste nella santissima eucaristia, che non comporta solo una vana figura o un ricordo della cosa, ma la stessa verità, quantunque in modo diverso; proprio per questo l’efficacia di questo sacrificio, sia per ottenere, sia per espiare, promana tutta intera dalla morte di Cristo” (Leone XIII, Testem Benevolentiae).

    “L’Eucaristia non è solo un Sacramento grandissimo ma è anche il Sacrificio della Nuova Legge -quello stesso Sacrificio che Gesù Cristo offerse sull’altare della Croce in modo cruento - Sacrificio che, senza interruzione, si offre in tutto il mondo in modo incruento” (S. Pio X, in I. FELICI, Il Papa dell’Eucaristia, Torino 1954).

    “… tutto il valore espiatorio (della S. Messa) dipende dall’unico cruento Sacrificio di Cristo che in forma incruenta si rinnova senza interruzione sui nostri altari” (Pio XI, Miserentissimus Redemptor).

    “La Messa è vera rinnovazione del sacrificio della croce. Essa è vero sacrificio della vittima divina, non semplice figura. Ha quindi un’azione realmente efficace per riconciliare l’umanità peccatrice con la divina maestà offesa dal peccato. (…) Nel sacrificio eucaristico s’immola la vittima immacolata che toglie i peccati del mondo. Ciò esige dal sacerdote una vita santa e intemerata, che lo renda il meno indegno possibile di Dio, al quale ogni giorno offre come vittima adorabile il Verbo divino, incarnato per nostro amore” (Pio XI, Ad Catholici Sacerdotii, § 10, 23).

    “L’augusto Sacrificio dell’altare non è una pura e semplice commemorazione della passione e morte di Gesù, ma un vero e proprio sacrificio nel quale, immolandosi incruentamente, il Sommo Sacerdote fa ciò che fece una volta sulla Croce offrendo al Padre tutto se stesso, vittima graditissima” (…) Il memoriale della sua morte reale sul Calvario si ripete in ogni sacrificio dell’altare… Il Sacrificio eucaristico consiste essenzialmente nella immolazione incruenta della Vittima divina, immolazione che è misticamente manifestata dalla separazione delle sacre specie e dalla loro oblazione fatta all’Eterno Padre” (Pio XII, Mediator Dei).

    “(La S. Messa è) l’unico ed altissimo sacrificio del Sommo ed Eterno Sacerdote, Cristo Signore, quel sacrificio che il Divin Redentore in maniera cruenta offrì sulla Croce e senza spargimento di sangue anticipò nell’ultima Cena e volle incessantemente ripetuto, comandando ai suoi Apostoli: Fate questo in memoria di me” (Pio XII, Discorso “Magnificate Dominum”).

    “E’ questo il sacrificio 'per mezzo del quale lo stesso Redentore del genere umano in ogni luogo si sacrifica e si offre oblazione pura (Mal., 1,11)' ” (Pio XII, Motu proprio Norunt Profecto).

    “… siamo noi, o sacerdoti… consacrati non ad offrire a Dio svenati agnelli e tori, ma a rinnovare l’incruento Sacrificio della Vittima divina, unica ed eterna…” (Pio XII, Discorso Quale spettacolo).

    “Sull’altare, incruento Calvario, il nostro Redentore… rinnova perpetuamente il sacrificio di se stesso a pro del mondo” (Pio XII, Discorso La vostra gradita presenza).

    “Il Divino Redentore, immolandosi continuamente sugli altari, rinnova la prova massima del suo amore” (Pio XII, Discorso Benché la sollecitudine”).

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  87. LA MESSA RINNOVA ECC - 5

    IL MAGISTERO

    “L’Eucaristia-Sacrificio: il Calvario così dilatato nello spazio da riempire tutta la terra, prolungato nel tempo fino alla fine dei secoli… Nell’Eucaristia, il medesimo Sacrificio (del Calvario), rinnovato in modo incruento, ogni giorno, duecento, trecentomila volte in altrettanti punti della terra” (Pio XII, Radiomessaggio Espectaculo Sobremodo Grandioso).

    “Nel Sacrificio Eucaristico, che è rinnovazione incruenta del Sacrificio della Croce, Cristo offre se stesso al Padre per la sua gloria e la nostra salute” (Pio XII, Esortazione Menti nostrae).

    “… il sacerdote, per quel potere che egli solo ha ricevuto, offre il divino Sacrificio nel quale Gesù stesso rinnova l’immolazione unica sul Calvario per la redenzione del mondo e la glorificazione del suo Padre” (Giovanni XXIII, Sacerdotii nostri primordia).

    “Vi è piena identità tra il Sacrificio della Croce e il suo rinnovamento sacramentale nella Messa… (la quale) celebrata dal sacerdote che rappresenta la persona di Cristo in virtù del potere ricevuto nel sacramento dell’Ordine, e da lui offerta nel nome di Cristo e dei membri del Corpo Mistico, è il Sacrificio del Calvario reso sacramentalmente presente sui nostri altari” (Paolo VI, Principi e norme per l’uso del Messale Romano,1969. Cfr. SC n.47).

    “Celebrando questa prima Eucaristia in terra brasiliana, ai piedi della croce, desidero professare insieme a voi la verità fondamentale della fede e della vita cristiana, che tutto il santo sacrificio della Messa è una rinnovazione incruenta del sacrificio offerto sulla Croce da Nostro Signore Gesù Cristo” (Giovanni Paolo II, Brasilia, 30 giugno 1980, Omelia).

    “In un momento come questo, in cui l’assemblea liturgica si stringe intorno all’altare sul quale si rinnova il Sacrificio della Croce…” (Giovanni Paolo II, Perugia, 26 ottobre 1986, Omelia allo Stadio “Curi”).

    “Quel Corpo ha veramente patito, ed è stato immolato sulla Croce per l’uomo. Nato dalla Vergine per essere oblazione pura, santa ed immacolata, Cristo compì sull’altare della croce il sacrificio unico e perfetto, che ogni Messa, in modo incruento rinnova e rende attuale” (Giovanni Paolo II, Roma, piazza S. Pietro 15 giugno 1983, festività del Corpus Domini).

    “Si comprende la dimensione completa del presbitero a riguardo dell’Eucaristia, se si considera che questo sacramento è anzitutto il rinnovamento, sull’altare, del Sacrificio della Croce, momento centrale dell’opera della Redenzione…. Nel rinnovare sacramentalmente il Sacrificio della Croce, il Presbitero riapre quella fonte di salvezza (l’oblazione di Gesù al Padre) nella Chiesa e nel mondo” (Giovanni Paolo II, Il culto eucaristico principale missione dei presbiteri, Catechesi di Giovani Paolo II, dal sito internet www presbiteros. com).

    “… l’Eucaristia viene spesso intesa semplicemente come un atto della comunità locale radunata per commemorare la frazione del pane. Sarebbe di più un convito fraterno, nel quale la comunità si ritrova e si esprime, che non la rinnovazione sacramentale del Sacrificio di Cristo” (Istruzione Sacerdotium Ministeriale del 6 ottobre1983 della Congregazione per la Dottrina della Fede per combattere gli errori delle comunità di base italiane e le tesi di Schillebeekz).

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  88. LA MESSA RINNOVA ecc. - 6

    LA VOCE DEI TEOLOGI

    LA VOCE DEI TEOLOGI

    “La Cena… è un vero sacrificio, perché Gesù v’immola incruentamente la vittima che cruentamente immolerà il giorno appresso. Come ben osserva il De Taille (Esquisse du mystère de la foi, Paris 1924) c’è già nella Cena il Sacrificio del Calvario: la Cena guarda la Croce e vi consacra il divino Agnello. La Santa Messa, che oggi si celebra sui nostri altari, è la ripetizione del sacrificio della Cena, con questa differenza che il sacerdote ora offre la vittima che fu immolata sul Calvario tanti anni fa, mentre Nostro Signore nel cenacolo offriva la vittima che doveva essere immolata sul Calvario il domani (…) Nel santo Sacrificio della Messa Gesù continua il Sacrificio del Calvario offrendo di nuovo al Padre la vittima sulla Croce, con le stesse disposizioni interiori di ubbidienza e di amore. “Poiché, scrive l’Olier (Catéchisme Chrétien, II, 3) le auguste disposizioni interiori di Gesù sono le stesse sulla Croce e sull’altare sotto il velo del pane
    e sotto il velo della carne, queste noi dobbiamo maggiormente stimare ed onorare nel Sacrificio di Nostro Signore, che principiò sulla Croce e che continua sui santi altari” ”. (A. Tanquerey, Le grandi verità cristiane, Parigi 1930).

    “… E’ dunque incontestabile che le parole di Nostro Signore nell’istituzione dell’Eucaristia significavano un vero sacrificio, rappresentazione e rinnovazione di quello della Croce. Così lo intesero gli Apostoli ed i primi discepoli (…) Infine, nei documenti più antichi, (Didache, Epistole Ignaziane, Giustino, Ireneo, Tertulliano, Cipriano), la celebrazione eucaristica ci appare come l’atto religioso per eccellenza, come il vero sacrificio cristiano, identificato sempre più esplicitamente con l’oblazione della Croce” (G. Grimal, Il Sacerdozio e il Sacrificio di Nostro Signore Gesù Cristo, Milano 1937).

    “Il S. Sacrificio della Messa è il sacrificio vero e proprio della Nuova Alleanza, nel quale Cristo viene offerto sotto le specie del pane e del vino e così viene rinnovato in modo incruento il sacrificio della Croce” (E. Jone, Compendio di Teologia Morale, Torino 1955).

    “… Ai sacrifici secondo il Testamento Antico fu decretata la fine dalla morte in croce del Signore (Ebr., 9, 11-15). Nella volontà per cui il Figlio di Dio adempiva il mandato del Padre siamo stati una volta per sempre santificati per l’olocausto del corpo di Cristo (Eb. 10, 10). Da quel momento in avanti la rinnovazione incruenta del sacrificio del Calvario, la S. Messa, è diventata il centro e l’apice del rito sacrificale neotestamentario e del culto cristiano (Lc. 22, 19 ss; I Cor. 10, 16 ss; 11, 17 ss; Ebr. 13, 10 ss)” (F. Tillmann, Il Maestro chiama, Brescia 1940).

    “…la sua immolazione (di Cristo) fu il più completo degli omaggi, e fra gli atti di culto che mai potranno essere offerti alla divinità, il più sublime. Ad ogni Messa… l’identico atto sublime di religione viene rinnovato quando voi presentate a Dio l’ostia santa…” (D. Columba Marmion, Cristo ideale del sacerdote, Milano 1959).

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  89. LA MESA RINOVA ECC. - 7

    LA VOCE DEI TEOLOGI

    “La religione dell’Incarnazione redentrice si prolunga e continuamente si rinnova nella religione dell’Eucaristia. L’Eucaristia è prima di tutto e soprattutto il rinnovamento sacramentale del sacrificio della Croce. (…) Nell’Eucaristia, dice S. Tommaso, Cristo viene immolato. Questo è il rito del sacramento: essere un’immagine rappresentativa di quella Passione di Cristo che è la sua vera immolazione. Ma poiché si tratta di un ‘sacramento’, ossia di un ‘segno efficace’, nella commemorazione si effettua anche il rinnovamento, attraverso l’atto sacramentale che rende la Vittima del Calvario presente sull’altare (III, q. 83, a.1)… L’Eucaristia è un’ unica realtà sacramentale che viene ‘offerta come sacrificio e consacrata e ricevuta come sacramento’ (III, q. 83. a. 4); il sacrificio dà al sacramento il suo senso supremamente religioso e ‘sacrificale’; il sacramento fa sì che il sacrificio della Croce sia non solo simboleggiato o rappresentato, ma realmente rinnovato in questo sacrificio, quantunque sotto le specie del pane e del vino e in modo incruento… Il Sacrificio della Messa è il rinnovamento perenne del Sacrificio della Croce. E’ quello stesso Sacrificio, rinnovato qui sacramentalmente… si ha qui lo stesso sacrificio della Croce, per quello che riguarda l’opera di Cristo: e se ne ha un rinnovamento attraverso la commemorazione sacramentale, per quel che riguarda l’intervento della Chiesa” (R. Spiazzi, Il simbolo della fede, vol. II, Alba 1959).
    “Benché i mezzi per onorare la Passione di Gesù Cristo siano numerosi, non penso che ne esista uno più perfetto della pia abitudine di ascoltare la santa Messa, perché sull’altare, appunto si rinnova la Passione” (M. De Cochem, La Santa Messa, Albano Laziale4 2001). Dal Cochem, op. cit., traiamo la seguente citazione: “La Santa Messa è una rappresentazione vivente e perfetta o piuttosto una rinnovazione dell’Incarnazione, della Nascita, della Vita, della Passione, della Morte di Gesù Cristo e della Redenzione che Egli ha compiuto” (J. Marchant, Hort. Past., Tract. IV, lect. 19. 1626-27).

    “Nella sua forma e figurazione esterna, la Messa è la ripetizione del sacrificio della cena. Ambedue i pasti hanno, secondo il rito, il carattere di banchetto sacrificale. Ma nel suo contenuto interno la Messa è la rinnovazione del sacrificio della croce. E’ quanto afferma esplicitamente S. Paolo (I Cor. 11, 26)” (M. Premm, Nuovissima teologia per laici, Milano 1965).

    “In ogni Messa il Figlio di Dio incarnato si offre di nuovo al suo celeste Padre… Il sacrificio della Messa non costituisce una diminuzione del sacrificio della Croce, ché anzi di là soltanto trae la sua efficacia. La Messa infatti, non è che una rinnovazione del sacrificio della Croce” (C. Algermissen, La Chiesa e le chiese, Brescia 1942).

    “Il Catechismo romano chiama la Messa una rinnovazione del sacrificio della Croce ma a questa espressione aggiunge subito quella di memoriale. ‘Nobis visibile sacrificium reliquit, quo cruentum illud, semel in cruce paulo post immolandum, instauraretur, eiusque memoria usque in finem saeculi quotidie, summa cum utilitate, ab Ecclesia per universum orbem diffusa coleretur’. Anche i teologi parlano d’una rinnovazione del Sacrificio della Croce senza voler porre in dubbio l’identità del Sacrificio della Messa e del Sacrificio della Croce” (B. Bartmann, Manuale di Teologia Dogmatica, vol III, Alba 1952).

    “… sono proprio queste ultime (l’immolazione e l’oblazione della Croce), perennemente le stesse e, come al Calvario, comprese l’una nell’altra, che ci sono comunicate grazie all’istituzione del Sacramento o segno sensibile efficace che concilia l’unità e la molteplicità, la perennità con la ripetizione: nel caso presente, la sufficienza, la trascendenza, l’unicità del Calvario, con la rinnovazione quotidiana e indefinita del rito che mette il Calvario sul nostro altare” (E. Masure, Il Sacrifico del Corpo Mistico, Brescia 1952).

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  90. LA MESA RINNOVA ecc. - 8

    LA VOCE DEI TEOLOGI


    “… Cristo arricchì la sua Chiesa del sacrificio incruento che doveva essere il memoriale perpetuo e l’applicazione perenne dei meriti acquisiti nel sacrificio cruento della Croce; infatti la Messa non è che la ripetizione dell’ultima cena, secondo il comando del Signore… Ora l’ultima cena fu un vero sacrificio perché le espressioni usate da Cristo… secondo lo stile biblico sono termini propriamente sacrificali. Tale conclusione viene efficacemente confermata dall’oracolo di Malachia che predice un sacrificio i cui caratteri di santità e universalità non si verificano che nella Messa, e da tutta la Tradizione che con la prassi liturgica e con le aperte testimonianze ci assicura della volontà di Cristo di istituire un vero e proprio sacrificio duraturo fino alla parusia…(La) dottrina tradizionale… presenta il sacrificio della Messa come un’oblazione e un’immolazione vera, ma di ordine sacramentale. Questa dottrina, che collima perfettamente con il Concilio di Trento, è suffragata dalle testimonianze più belle della tradizione, dal Nazianzeno a S. Agostino, e dall’autorità dei più grandi teologi, da S. Tommaso al Billot” (A. Piolanti, Dizionario di Teologia Dommatica, Roma 1957; cfr. anche L’Eucaristia, Roma 1952).

    “Nella religione cattolica (la Messa) è il Sacrificio del Corpo e del Sangue di Cristo che, sotto le specie del pane e del vino, si offre a Dio sull’altare, in memoria e rinnovazione del Sacrificio della Croce” (A. M. Bozzone, Grande Dizionario enciclopedico,1970).

    “(La Messa) è la più importante funzione sacra della Chiesa Cristiana (cattolica e ortodossa) celebrata dal Sacerdote sull’altare e che rappresenta, con l’offerta a Dio del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo sotto le specie del pane e del vino, il rinnovamento quotidiano del Sacrificio della Croce” (Dizionario Enciclopedico Treccani).

    “Il Sacrificio Eucaristico (è) memoriale – rinnovamento sacramentale dell’unico Sacrificio della Croce” (I. Cisar, in “Palestra del clero” n. 73, 1994).

    “L’Eucaristia… è Dio per noi: è il Sacrificio della Nuova Alleanza che Gesù ha offerto per noi sulla Croce e che rinnova misticamente ogni giorno sui nostri altari nella S. Messa” (P. Gabriele M. Pellettieri, in “Il settimanale di P. Pio”, a. n. 26, 15.05.2004).

    “… (il) Sacrificio Eucaristico con il quale Gesù rinnova e ripresenta sacramentalmente il dono di tutto se stesso sulla Croce”. “Sempre in rapporto a Cristo, l’altare… è la mensa del Sacrificio della Croce che si rinnova nella Santa Messa” (card. D. Tettamanzi, Omelie del 25.01. 2001 e del 25.01.2001).

    “Quando celebrano la Messa tutti i sacerdoti…sono Cristo che rinnova sull’altare il suo divino sacrificio del Calvario” (S. J. Escrivà de Balaguer, “ Sacerdote per l’eternità” in La Chiesa nostra Madre, Milano 1993).

    “Lì (sull’altare) si rinnova in modo incruento il divino Sacrificio del Calvario” (S. J Escrivà de Balaguer, cit. da mons. J. Echevarrìa nell’Omelia del 31.05.2003 su appunti tratti dalla predicazione del Santo in data 10.05.1974, riportata dall’Ufficio informazioni del Opus Dei).

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  91. LA MESSA RINNOVA ecc. - 9

    LA VOCE DEI TEOLOGI

    “Il santo Sacrificio della Messa con il quale 'si compie l’opera della nostra redenzione' (Con. Vat. II, S.C. n.2)…realtà assolutamente onnipotente in quanto esso rinnova, in modo incruento, l’unico sacrificio della Croce, rendendo sostanzialmente presenti il Corpo e il Sangue di Gesù. L’unico Salvatore ripresenta, riattualizza costantemente nella Santa Messa il frutto infinito del Sacrificio cruento della Croce, offerto in sconto dei nostri peccati” (card. D. Castrillon Hoyos, Omelia del 24 Maggio 2003 in S. Maria Maggiore, Roma, in occasione della grande celebrazione della Messa secondo il rito di S. Pio V)


    “Questa rinnovazione del Suo Sacrificio è una adorazione di Dio (…) la Messa quale vero rinnovamento del Sacrificio della Croce è sempre essenzialmente una adorazione di Dio offerta solo per lui” (card. A. M. Stickler, L’attrattiva teologica della Messa Tridentina, in “Una Voce dicentes”, giugno-dicembre 2003).

    “La liturgia per alcuni sembra ridursi alla sola eucaristia, vista quasi sotto l’unico aspetto del 'banchetto fraterno'. Ma la Messa non è solamente un pasto tra amici, riuniti per commemorare l’ultima cena del Signore mediante la condivisione del pane. La Messa è il sacrificio comune della Chiesa, nel quale il Signore prega con noi e per noi e a noi si partecipa. E’ la rinnovazione sacramentale del sacrificio di Cristo… (Card. J. Ratzinger, in VITTORIO MESSORI, Rapporto sulla fede, Milano 1985).


    Conclusione: questa è la fede eucaristica che mi è stata tramandata. Ed anch'io voglio, al momento della morte ormai non più remota nel futuro, poter affermare: Tradidi quod et ego accepi. Con il pensiero ai maestri che a questa fede m'hanno avviato ed in questa fede m'han confermato.

    PS. Chiedo venia per gli errori anche nei titoli: la tastiera mi dà qualche problema, oltre alla fretta ed ai problemi di vista.

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  92. Dante Pastorelli risponde lungamente alla mia osservazione sul senso equivoco del termine "rinnovare" (riferito al sacrificio della Croce). Nella mia risposta sarò breve... So che del verbo "rinnovare" se n'è fatto ampio uso nel magistero e nell'insegnamento della Chiesa. Se, come si esprimono alcuni testi, si afferma nel contesto immediato che si tratta sempre dell'unico sacrificio di Cristo, va bene. Ma spesso e volentieri, nella teologia postridentina ci sono stati equivoci nel modo di spiegare questo "rinnovarsi del sacrificio di Cristo".
    Ecco perché dal Vaticano II in poi questa terminologia è usata con parsimonia. Dante cita SC 47; noto però che il testo usa il verbo "perpetuare". Non viene invece citato dal mio interlocutore il Catechismo della Chiesa Cattolica, che al n. 1366 dice: "L'Eucaristia è dunque un sacrificio perché ri-presenta (rende presente) il sacrificio della croce, perché ne è il memoriale e perché ne applica il frutto".
    Sono d'accordo che, in fondo, si tratta del senso che diamo alle parole. Io preferisco però aggiornare la terminologia, che ben spiegata, come fa il Catechismo, esprime la stessa fede di sempre.
    Matias Augé

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  93. Se non ho citato il Catechismo, ho però i Papi che lo han voluto e redatto, Giov. Paolo II e Benedetto XVI che usano anche "rinnovare" e "rinnovamento".
    Questi termini nessuna confusione han mai provocato nei fwedeli e nella teologia.
    La confusione la crea iL linguaggio della Nouvelle Théologie ormai così inflazionato che dice tutto ed il contrario di tutto, a seconda di chi lo utilizza.
    Il prof. Augé sta col linguaggio odierno molto ambiguo? Fatti suoi.
    Io me ne resto in santa pace col linguaggio di sempre (di ieri e di oggi) preciso ed inequivocabile: RINNOVAMENTO SACRAMENTALE DEL SACRIFICIO DELLA CROCE.
    Qualcosa in contrario?

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