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venerdì 20 gennaio 2023

Cardinale Müller: un'imprudenza le restrizioni alla S. Messa Tradizionale #traditioniscustodes

Presentiamo di seguito la traduzione di un articolo, pubblicato QUI dall'agenzia di notizie spagnola Europa Press, con interessanti considerazioni del Cardinale Gerhard Muller sulle restrizioni alla S. Messa Tradizionale (QUI l'intervista su La Stampa a cui si fa riferimento) e anticipazioni sul libro-intervista, realizzato con Franca Giansoldati, vaticanista de Il Messaggero, in uscita in Italia il prossimo 27 gennaio:
«la dottrina della Chiesa "non è il programma di un partito politico" [...] mentre "la dottrina della Chiesa è l'espressione della Parola di Dio, e noi uomini non possiamo completare, correggere o modernizzare la Parola di Dio"».
Sul suddetto libro-intervista "In buona fede. La religione nel XXI secolo" vedere QUI alcuni stralci offerti recentemente da MiL.
Questa traduzione è stata realizzata grazie alle donazioni dei lettori di MiL.
Luigi

Il cardinale tedesco Gerhard Müller afferma che limitare le Messe in latino è una "imprudenza".
Europa Press, Roma, martedì 10/01/2023

Il cardinale tedesco Gerhard Müller, che è stato prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede dal 2012 al 2017, ha dichiarato in un'intervista che le restrizioni alle Messe in latino sono "un'imprudenza".
"Le restrizioni di Papa Francesco sulla Messa in latino sono state un'imprudenza. Suggerisco al Pontefice di essere più attento a tutte le sensibilità all'interno della Chiesa, anche quelle più lontane dalla sua", ha dichiarato l'ex presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei" e della Commissione Teologica Internazionale, nonché della Pontificia Commissione Biblica, in un'intervista al quotidiano italiano "La Stampa".
Le sue parole arrivano dopo che il segretario personale di Benedetto XVI ha sottolineato, in un'altra intervista, che il Papa emerito ha letto il Motu Proprio "Traditionis Custodes", con cui Papa Francesco ha limitato nella pratica la celebrazione della Messa tradizionale in latino, "con dolore nel cuore".
Il 27 gennaio Müller pubblicherà in Italia il libro "In buona fede", una lunga intervista con la giornalista vaticanista Franca Giansoldati, in cui il teologo tedesco mette in guardia da nuove eresie e affronta i temi più scottanti del papato di Francesco: dalla politica estera vaticana alla gestione degli scandali di pedofilia, dalla questione dell'identità di genere all'aborto, fino al rischio di scisma o alle previsioni per il prossimo conclave.

Il cardinale tedesco ritiene che la Chiesa stia attualmente vivendo una "confusione dottrinale" e consiglia a Francesco di "essere al servizio dell'unità della Chiesa e della fede rivelata". Per l'ex prefetto, la prima missione del Pontefice è quella di "predicare il Vangelo".

Inoltre, sottolinea che la dottrina della Chiesa "non è il programma di un partito politico", perché "i politici tendono a cambiare le loro idee a seconda dei gusti degli elettori", mentre "la dottrina della Chiesa è l'espressione della Parola di Dio, e noi uomini non possiamo completare, correggere o modernizzare la Parola di Dio".

A suo avviso, essa può essere spiegata "più chiaramente nelle sfide del mondo contemporaneo", ma non c'è "alcuna possibilità di cambiare la rivelazione in Gesù Cristo".

CONTRO IL CAMMINO SINODALE TEDESCO

D'altra parte, il cardinale si scaglia nell'intervista contro lo "scisma" che, a suo avviso, stanno promuovendo i partecipanti al Cammino Sinodale tedesco, e ha chiuso la porta a qualsiasi tipo di benedizione per le coppie omosessuali: "Va contro la parola di Dio".

Inoltre, Müller assicura di non considerarsi un "nemico del Papa", poiché "dare suggerimenti non significa essere ostili", ma avverte che gli attacchi di Gänswein al Papa "non fanno bene al popolo di Dio". "La controversia (tra Gänswein e Bergoglio) non fa bene ai cattolici", ha detto.

5 commenti:

  1. Ne abbiamo fatti tanti di commenti negativi sul comportamento di Papa Francesco in questi anni fino a smettere perché non ci interessava più niente di quello che diceva e faceva. Se la Chiesa è una istituzione divina sopravviverà anche ai futuri Franceschi se no finirà come tutte le cose terrene. Altro non ci resta da pensare. Noi ce l'abbiamo messa tutta penso, superando il disgusto, Ora avvenga quel che deve avvenire.

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  2. Verissimo,sopravviverà a Francesco ed agli eventuali franceschini.Inutile stare a preoccuparsi.

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  3. Buonasera, non capisco una cosa: l'imprudenza di misura dalle possibili conseguenze. Considerato che con Traditionis Custodes la conseguenza sarà che un numero infimo di cattolici sarà semplicemente insoddisfatto perché dovrà adeguarsi a regole che non condivide e qualcuno già scismatico in pectore si darà al sedevacantismo, mi può spiegare il Cardinale dove sarebbe tanta imprudenza? Quale sarebbe il danno grave che il Papa avrebbe dovuto prevenire? Sorvolo sul cuoricino addolorato del povero Papa Emerito, come se fosse una questione dirimente: ricordo solo che se Benedetto c'è rimasto male per T.C., Paolo VI e Giovanni Paolo II si saranno rivoltati nelle tombe col Summorum Pontificum e la revoca delle scomuniche.

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  4. Concordo pienamente. Abbiamo vissuto tempi terribili con un papa che ha messo alla prova ogni umana pazienza. Un flagello. Ma abbiamo mantenuto la capacità di discernimento e di critica. Aspettiamo tempi migliori.

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La Redazione