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sabato 3 settembre 2022

McElroy, la porpora-arcobaleno di Francesco

Da LifeSiteNews un ampio articolo che ripercorre la "brillante" carriera ultraprogressista di uno dei nuovi porporati, il vescovo di San Diego Robert McElroy. Non manca nulla, dall'aborto al gender passando per l'inevitabile lotta alla Messa tradizionale. Il rosso dei cardinali ormai sembra più un simbolo politico, quando non sfocia apertamente nell'arcobaleno...
Per chi volesse ulteriormente approfondire la sua conoscenza (s)consigliamo l'intervista del neocardinale alla rivista gesuita e ultraprogressista
America. Solo per stomaci forti...
Stefano

Questa traduzione è stata realizzata grazie alle donazioni dei lettori di MiL


Il nuovo cardinale scelto da Papa Francesco
ha un curriculum terribile su omosessualità e aborto

Uno sguardo approfondito ai retroscena scioccanti del vescovo ultra-liberale di San Diego Robert McElroy, l’ultimo cardinale scelto da Francesco negli Stati Uniti – e  finora il peggiore.

di Raymond Wolfe – LifeSiteNews 27 agosto 2022

[Nota: l’articolo è stato pubblicato originariamente il 3 giugno. Clicca qui per la copertura successiva]


Domenica scorsa [29 maggio] Papa Francesco ha sorpreso la Chiesa annunciando 21 nuovi cardinali, compresi 16 elettori, che saranno creati nel concistoro del 27 agosto. 

Prevedibilmente tra gli eletti ci sono diversi progressisti dichiarati, come l’arcivescovo brasiliano pro-lgbt Leonardo Ulrich Steiner e il capo del dicastero liturgico vaticano, l’arcivescovo Arthur Roche, nemico della Messa tradizionale.

Ma la scelta più radicale del Papa è il vescovo di San Diego, Robert McElroy, noto ai fedeli cattolici come verosimilmente il prelato americano più filo-omosessuale e più a sinistra.

In anni recenti, McElroy ha suscitato indignazione per la celebrazione di “Messe Lgbt”, per il dissenso rispetto alla posizione della Chiesa sugli atti omosessuali, per aver sollecitato le esequie cattoliche di omosessuali attivi e aver sostenuto il gesuita dissidente James Martin, bollando invece come “distruttive” le posizioni dei conservatori sulla sessualità.

Il suo bilancio sui temi della vita non è molto migliore. Nessun vescovo ha difeso la comunione ai politici favorevoli all’aborto con lo stesso vigore di McElroy, che equipara l’aborto al “cambiamento climatico” e rifiuta l’idea che l’aborto sia l’unica, “preminente” questione morale che la Chiesa degli Stati Uniti deve affrontare.

Dopo che l’anno scorso Papa Francesco ha introdotto nuove restrizioni sulla Messa in latino, McElroy ha rapidamente eliminato due delle tre chiese della sua diocesi in cui si celebrava la Messa tradizionale. Durante la campagna vaccinale anticovid, ha spinto per la vaccinazione come “unica via” per tornare alla normalità. E per quanto riguarda gli abusi sessuali dei chierici, persino gli attivisti liberal stanno lanciando l’allarme sulla sua storia.

McElroy è da tempo uno dei prediletti di Papa Francesco, che lo ha destinato alla diocesi di San Diego nel 2015, lo ha nominato padre sinodale del Sinodo panamazzonico del 2019 e l’anno scorso lo ha chiamato a far parte del Dicastero vaticano per la Promozione dello sviluppo umano integrale. Il vescovo di San Diego è anche uno stretto alleato degli altri cardinali statunitensi di sinistra e pro-Lgbt, tra cui il cardinale Joseph Tobin e il cardinale Blase Cupich.

Le posizioni ultra-progressiste e la rapida ascesa del vescovo McElroy sono ancora più preoccupanti a causa della sua visione rivoluzionaria della Chiesa cattolica. In un lungo articolo per America Magazine, due giorni dopo la sua nomina al cardinalato, McElroy ha descritto in dettaglio il suo obiettivo di “trasformazione” della Chiesa attraverso il Sinodo sulla sinodalità e un’ulteriore “sinodalità sostenuta”.

Il “processo sinodale” mira a “niente di meno che una rifusione della cultura della Chiesa che durerà per generazioni”, ha dichiarato McElroy. “Il deposito della fede non è un corpo inerte e astratto di insegnamenti”, ha insistito, suggerendo modifiche alla “dottrina riformabile della Chiesa”.

“La dottrina riformabile della Chiesa”, ha risposto l’avvocato canonista e collaboratore di EWTN p. Gerald Murray, “è una categoria che non mi è molto familiare, perché la dottrina è insegnata come verità proveniente da Cristo, insegnata attraverso gli Apostoli”.

La nomina di McElroy invia un segnale inequivocabile sulla direzione che Papa Francesco intende imprimere alla Chiesa nel suo pontificato al tramonto – un segnale confermato da una serie di altre nomine vaticane di alto livello annunciate questa settimana.

Di seguito, diamo uno sguardo ravvicinato all’orribile curriculum del vescovo di San Diego, dalla sua incessante promozione della causa Lgbt e dai suoi inquietanti compromessi con gli abusi sessuali clericali, alla vecchia abitudine di sminuire l’aborto e di giocherellare con la politica.


Lo scandaloso curriculum Lgbt del vescovo McElroy

Il record di normalizzazione e promozione dell’omosessualità del cardinale neodesignato non ha praticamente eguali nell’episcopato statunitense. Tra le altre cose, McElroy ha:

attaccato la posizione della Chiesa sull’omosessualità, dicendo che definire gli atti omosessuali “intrinsecamente disordinati”, come fanno il Catechismo della Chiesa Cattolica e vari documenti magisteriali della Chiesa, è un “linguaggio altamente distruttivo”.

celebrato delle “Messe Lgbt”, compresa una con la presenza di politici locali e statali dichiaratamente omosessuali “sposati” con persone dello stesso sesso e con figli. 

espresso sostegno all’ordinazione sacerdotale di uomini con tendenze omosessuali, nonostante il divieto vaticano, oltre a sostenere il diaconato alle donne e i preti sposati.

affermato che non avrebbe negato i sacramenti e le esequie cattoliche a omosessuali attivi e impenitenti. Consentire tali sepolture “è la politica appropriata che spero i sacerdoti osservino, specialmente nei momenti dei funerali”, ha dichiarato al dissidente National Catholic Reporter nel 2017. “La nostra posizione fondamentale deve essere quella dell’inclusione nella Chiesa, specialmente durante un momento di sepoltura”.

appoggiato con decisione l’attivismo Lgbt di padre James Martin e ha scritto un caloroso endorsement del suo famigerato libro del 2017 Building a Bridge.

ha insinuato che i “matrimoni” tra persone dello stesso sesso “arricchiscono la vita” degli omosessuali, annunciando, in risposta alla decisione della Corte Suprema del 2015 che ha legalizzato il “matrimonio” omosessuale in tutta la nazione, che la sua diocesi avrebbe sostenuto l’insegnamento della Chiesa ma “in un modo che rispetta profondamente in ogni momento le relazioni amorevoli e familiari che arricchiscono la vita di tanti uomini e donne gay che sono nostri figli e figlie”.

pubblicamente difeso e rifiutato di rimuovere un impiegato della diocesi  impegnato in un “matrimonio” omosessuale che lavorava per un'agenzia “cattolica” eterodossa e promuoveva l’aborto.

firmato insieme a sette altri prelati americani una dichiarazione promossa da una lobby omosessualista dicendo ai giovani  che si identificano come Lgbt che "Dio è dalla vostra parte". Nella dichiarazione non c’era alcun cenno all’insegnamento della Chiesa sulla sessualità o sul gender. 

negato con forza che l’omosessualità sia legata alla crisi degli abusi dei chierici, nonostante sia evidente che la maggior parte di questi abusi negli ultimi decenni sia stata perpetrata contro dei maschi, giovani e prevalentemente adolescenti. 

permesso dei ritiri pro Lgbt guidati da gruppi dissidenti nella sua diocesi.

Nell’ottobre 2016, McElroy ha lanciato il “Sinodo di San Diego“, che, a suo dire, avrebbe “offerto alla diocesi un nuovo modello di ‘essere Chiesa’” che avrebbe implicato “il coinvolgimento delle famiglie Lgbt” e la possibilità per i cattolici divorziati e risposati che vivono in stato di adulterio di ricevere liberamente la comunione sulla base del “foro interno della coscienza”.

Il sinodo di McElroy, che ha messo da parte i cattolici fedeli, ha preannunciato il Sinodo sulla sinodalità e il Cammino sinodale tedesco.

Nel 2018, McElroy ha tenuto il discorso principale alla riunione annuale dell’eretica Associazione dei sacerdoti cattolici statunitensi, un gruppo di pressione per il sacerdozio alle donne e agli omosessuali nonché per il “matrimonio” omosessuale. All’evento era disponibile del materiale propagandistico a favore degli omosessuali.

L’organizzazione dissidente Lgbt New Ways Ministry, formalmente inserita nella lista nera del Vaticano, ha accolto calorosamente la nomina di McElroy, affermando lunedì [30 maggio]: “La sua nuova posizione contribuirà a rimodellare l’episcopato della Chiesa cattolica negli Stati Uniti, che è stato in modo schiacciante e veemente anti-Lgbt”.


Il coordinatore del “ministero Lgbt” omosessuale di San Diego

Degno di nota è anche il coinvolgimento di McElroy nella chiesa cattolica di San Giovanni Evangelista, che ha elogiato per aver fatto “sentire i fedeli Lgbt particolarmente accolti”. La parrocchia, situata a Hillcrest, l’epicentro storico dell’omosessualità a San Diego, celebra “Messe Lgbt” e pubblicizza gli eventi mensili del “ministero Lgbtq” con una bandiera arcobaleno “pride”.

Nel 2016, Papa Francesco ha nominato il parroco radicalmente pro-Lgbt della parrocchia di San Giovanni Evangelista, p. John Dolan, come vescovo ausiliare di McElroy. Dolan ha presieduto Messe a tema e ha suggerito che non c’è alcun problema con “l’esperienza Lgbt” o il “matrimonio” omosessuale nella Chiesa cattolica.

La parrocchia ha inoltre assunto un attivista omosessuale “sposato”, Aaron Bianco, come collaboratore pastorale, permettendogli di guidare i programmi educativi parrocchiali e di dirigere il ministero dei giovani adulti e la pastorale d’accoglienza, fino alle sue dimissioni nel 2018, tra le proteste e i presunti atti di vandalismo nel suo ufficio, anche se non sono stati trovati sospetti. La parrocchia ha scandalosamente identificato Bianco – che ha lavorato anche per il gruppo “cattolico” eterodosso pro-Lgbt Call to Action – come punto di riferimento per le coppie che si preparano al matrimonio.

Poco dopo l’arrivo di McElroy a San Diego, il nuovo vescovo ha assicurato personalmente a Bianco che non lo avrebbe licenziato per il suo stile di vita che, ovviamente, contraddice gravemente la morale cattolica. Dopo che un parrocchiano ha sollevato dubbi sulla sessualità di Bianco, McElroy “mi ha fatto sapere che [l’essere omosessuale] non deve impedirmi di partecipare pienamente alla vita della Chiesa”, ha detto, secondo il Wall Street Journal.

“Bianco ha introdotto nel vestibolo opuscoli a favore dell’aborto e ha promosso il New Ways Ministry”, ha riferito Church Militant a proposito del suo coinvolgimento nella parrocchia di San Giovanni Evangelista. “Il gruppo di fedeli cattolici che si sono lamentati – membri di un gruppo che si riuniva regolarmente per pregare il Rosario – sono stati presi di mira da Bianco, che ha chiuso le porte della parrocchia, costringendoli a pregare nel parcheggio”. Pregare il Rosario prima della Messa “dava fastidio” alla gente, sosteneva.

L’attivista omosessuale controllava la parrocchia grazie al suo rapporto “molto stretto” con McElroy e Dolan, ha raccontato un parrocchiano a Church Militant, ed era autorizzato a tenere un gruppo di “studio biblico Lgbt”. Dolan ha chiuso il capitolo della Legione di Maria della parrocchia dopo che i membri lo hanno affrontato sull’attività eterodossa di Bianco.

La diocesi di San Diego ha infine assunto Bianco come coordinatore del “ministero LGBT”, ed egli è tuttora indicato come professore di teologia presso l’Università di San Diego, un’università nominalmente cattolica sotto la giurisdizione di McElroy. McElroy non ha preso provvedimenti contro lo scandaloso attivismo LGBT dell’Università di San Diego, che ha ospitato spettacoli di drag queen e finanziato interventi di “cambio di sesso”.

Il vescovo McElroy ha difeso pubblicamente Bianco durante una “sessione di ascolto” per il Sinodo di San Diego, rimproverando una parrocchiana che aveva parlato del suo impiego. Le guardie hanno cercato di buttare fuori la donna dall’evento - una scena tipica delle sessioni, secondo Church Militant.


Le “Messe Lgbt” di McElroy

Nel 2017, McElroy ha concelebrato una Messa per le “Famiglie della comunità Lgbt” con il vescovo Dolan che ha visto la partecipazione di partner omosessuali “sposati” e del commissario cittadino travestito “Nicole” Murray-Ramirez, ha riferito LifeSiteNews. La Messa ha commemorato il 20° anniversario della lettera della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti (USCCB) sull’omosessualità Always Our Children, che è stata censurata dal Vaticano entro un anno dalla sua pubblicazione.

L’evento è stato ben pubblicizzato e ha visto la partecipazione del sindaco di San Diego Kevin Faulconer, favorevole ai gay, e del deputato dello Stato della California Todd Gloria, omosessuale dichiarato.

Dopo la comunione, “Nicole” Murray-Ramirez si è avvicinata al leggio e ha detto che dopo decenni di vita a San Diego le sue “preghiere sono state esaudite da questi due vescovi [Dolan e McElroy]”, che hanno “parlato a favore dell’uguaglianza e dei diritti civili”. Due omosessuali “sposati” hanno detto di aver partecipato alla “Messa Lgbt” con i loro figli legittimi di 8 e 9 anni per insegnare loro l’”uguaglianza”.

Per il ricevimento dopo la Messa sono stati allestiti tavoli con tovaglie color arcobaleno nel parco giochi della scuola K-12 della parrocchia.

Mentre McElroy ha criticato i colleghi vescovi per aver “armato” l’Eucaristia vietando ai politici pro-aborto la Santa Comunione, i parrocchiani di San Diego lo hanno accusato di aver trasformato “la celebrazione della Santa Eucaristia in un evento mediatico” con la sua Messa sacrilega.

“L’intero evento sembrava coreografato, con le telecamere televisive, i vip, tra cui il sindaco e il consigliere comunale, i ricchi omosessuali importati (almeno due di loro venivano da Palm Springs)”, ha raccontato a LifeSite un cattolico locale che ha partecipato all’evento per pregare per i partecipanti.

La “Messa LGBT” del 2017 non è stata apparentemente la prima di McElroy. McElroy, che nel 2010 è stato consacrato vescovo ausiliario dell’arcivescovo di San Francisco George Niederauer, spesso filo-omosessuale, ha celebrato la Messa in “una parrocchia in gran parte gay nel quartiere Castro della città” mentre si trovava a San Francisco, come riporta il Wall Street Journal.


In difesa di padre James Martin

Il vescovo McElroy è forse il più appassionato sostenitore del sacerdote attivista LGBT P. Martin, SJ, tra i vescovi statunitensi e ha costantemente difeso il noto gesuita dissidente, che incoraggia i “matrimoni” omosessuali e ha suggerito che l’insegnamento cattolico sulla peccaminosità degli atti omosessuali non è “autorevole”.

Nel 2017, McElroy ha stroncato le critiche a p. Martin per le sue posizioni dissidenti, accusando i detrattori del sacerdote di enfatizzare eccessivamente la castità e di impegnarsi in “omofobia” e “violenza verbale” e inquadrandoli come parte di un “cancro della diffamazione”. Il vescovo ha sostenuto che p. Martin non è eterodosso, nonostante il suo palese sostegno ai “matrimoni” omosessuali, e ha affermato che i suoi critici sono motivati da un “velato attacco a Papa Francesco”.

In merito al fatto che Martin sia stato escluso da alcuni discorsi a causa delle sue opinioni pro-Lgbt, McElroy ha dichiarato: “Dobbiamo affrontare il fatto che c’è un gruppo di persone di tutte le opinioni religiose che sono particolarmente antagoniste delle persone Lgbt”. “Questo viene dal profondo dell’animo umano ed è davvero corrosivo e ripugnante”, ha continuato.

McElroy ha regolarmente condannato i cattolici che si oppongono all’omosessualità e al transgenderismo perché “distruttivi” e pieni di pregiudizi.

Nel 2016, ha attribuito la colpa della sparatoria di massa in un nightclub omosessuale di Orlando, in Florida, a “una nozione contraffatta di fede religiosa” e ha detto che l’incidente “è una chiamata per noi cattolici a combattere sempre più vigorosamente il pregiudizio anti-gay che esiste nella nostra comunità cattolica e nel nostro Paese”. Si ritiene che la sparatoria, commessa da un islamista radicale a un certo punto accusato di omosessualità, sia stata un atto di vendetta per gli attacchi militari statunitensi contro l’ISIS.


McElroy e McCarrick

Come molti dei suoi confratelli vescovi di sinistra che attribuiscono la crisi degli abusi clericali alla struttura gerarchica della Chiesa, McElroy è stato criticato per aver personalmente gestito male le accuse di abusi, anche in relazione all’ex cardinale Theodore McCarrick.

Nel 2016, il vescovo di San Diego ha ricevuto una lettera di 13 pagine che descriveva dettagliatamente le accuse contro McCarrick da parte di A.W. Richard Sipe, un importante cacciatore di abusi sessuali da parte dei sacerdoti. Sipe ha scritto di aver intervistato 12 seminaristi e sacerdoti che hanno attestato proposte e molestie sessuali da parte di McCarrick o attività sessuali con lui. McElroy non ha risposto alla lettera e in seguito ha detto di averla ignorata perché non poteva dimostrare le accuse.

McElroy era “ben consapevole degli abusi di McCarrick”, secondo la testimonianza del 2018 dell’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, che ha aggiunto che la nomina di McElroy alla diocesi di San Diego è stata “orchestrata” da potenti forze all’interno del Vaticano.

Anche SNAP, la rete di attivisti di estrema sinistra per i sopravvissuti agli abusi, ha avvertito in una dichiarazione lunedì che “il vescovo McElroy ha del lavoro da fare per guadagnare credibilità”, e “le notizie dicono che quasi 100 nuovi casi sono stati depositati contro la sua diocesi e che la California del Sud sta affrontando oltre 500 nuovi casi”.

“Lo stesso McElroy, mentre era a San Francisco, è stato vicario generale e ha vissuto con sacerdoti che, si è scoperto, abusavano di bambini”, ha osservato SNAP.

Sotto la guida di McElroy, la diocesi di San Diego non ha detto a una parrocchia che la polizia aveva avviato un’indagine su un parroco associato per presunte violenze sessuali su un seminarista, quando la diocesi ha rimosso il sacerdote nel 2018. Il portavoce diocesano Kevin Eckery ha difeso la decisione affermando che l’accusatore era un adulto e che la diocesi non voleva influenzare un caso penale.


Minimizza aborto e contraccezione

Il vescovo McElroy è anche noto per aver minimizzato l’aborto e in particolare per essersi scagliato contro la designazione da parte dei vescovi statunitensi del massacro legale di centinaia di migliaia di bambini all’anno come questione “preminente” per la Chiesa americana.

In vista del voto sulla guida al voto 2015 della conferenza episcopale, McElroy ha criticato il documento per la presunta rottura con Papa Francesco, ponendo troppa enfasi sull’aborto e sull’eutanasia e non abbastanza sulla povertà e sull’ambiente. Definire la vita “preminente” aveva senso nella “visione del mondo” obsoleta del 2007”, ha detto ai colleghi vescovi.

McElroy ha nuovamente attaccato la guida nel 2019, dichiarando: “Non è insegnamento cattolico che l’aborto sia la questione preminente che affrontiamo come mondo nell’insegnamento sociale cattolico. Non lo è”. Continuare a insistere sull’aborto come “priorità preminente” è “quantomeno discordante con l’insegnamento del Papa, se non incoerente” ed è un “grave disservizio per la nostra gente se stiamo cercando di comunicare loro ciò che insegna il Magistero”, ha aggiunto.

Nel febbraio 2020, parlando all’Università di San Diego, McElroy ha nominato sia “l’ambiente” che l’aborto come “questioni fondamentali per la vita nell’insegnamento cattolico”. Ha anche sminuito francamente la natura gravemente peccaminosa della contraccezione, osservando che “è un male morale molto più grande per il nostro Paese abbandonare l’Accordo di Parigi sul clima che fornire contraccettivi nei centri sanitari federali”.

Nel 2016, McElroy ha vietato a un sacerdote di San Diego, p. Richard Perozich, di scrivere rubriche nei bollettini settimanali della sua chiesa dopo che il sacerdote aveva sottolineato l’insegnamento della Chiesa sull’aborto e su altre questioni di male intrinseco e aveva criticato l’immigrazione non regolamentata, le restrizioni sul possesso legale di armi e l’Islam militante. P. Perozich si è presto ritirato.


Rivendica la Comunione per gli abortisti

Anche prima di entrare nell’episcopato, McElroy ha sostenuto a gran voce la possibilità di dare la Santa Comunione ai politici che si fanno beffe dell’insegnamento della Chiesa e facilitano l’omicidio dei non nati. Nel 2005, McElroy ha criticato l’arcivescovo di Newark per aver vietato la comunione ai politici favorevoli all’aborto, in quanto la mossa faceva sembrare la Chiesa troppo “coercitiva”, ha detto.

Monsignor McElroy ha ribadito la sua posizione l’anno scorso nel contesto della presidenza Biden, sostenendo che negare l’Eucaristia ai “cattolici” pro-aborto sarebbe una “strumentalizzazione” del Santissimo Sacramento “per un fine politico”, cosa che “non deve accadere”.

Se i politici che promuovono l’aborto non possono ricevere la Comunione perché “la dignità richiede l’unione integrale con tutti i principali insegnamenti della fede cattolica”, allora poche persone sarebbero in grado di riceverla del tutto, ha scritto, affermando: “Il fallimento nell’adempimento di tale obbligo nella sua pienezza non può essere la misura della dignità eucaristica in una chiesa di peccatori e di interroganti, che devono affrontare intense pressioni e complessità nella loro vita quotidiana”.

McElroy dice che vietare la comunione ai politici favorevoli all’aborto sarebbe “distruttivo” in occasione di un dibattito alla Georgetown University del 2021.

Impiegando la sua retorica standard sulle questioni LGBT, McElroy ha detto l’anno scorso che sarebbe “distruttivo“ vietare la Comunione a Joe Biden o ad altri politici favorevoli all’aborto. “La [USCCB] non ha alcun ruolo giusto in questo”, ha sottolineato. “La proposta di escludere dall’Eucaristia i leader politici cattolici pro-aborto porterà a conseguenze tremendamente distruttive”, ha insistito in un’altra occasione.

Nel maggio 2021, McElroy si è unito a una lettera firmata da più di 60 prelati che chiedevano al presidente dell’USCCB, l’arcivescovo José H. Gomez, di interrompere le discussioni sulla dignità eucaristica.

La nomina di McElroy a cardinale è arrivata meno di due settimane dopo che l’arcivescovo di San Francisco Salvatore Cordileone aveva formalmente vietato la comunione alla presidente della Camera degli Stati Uniti Nancy Pelosi, un fatto che i media liberali hanno immediatamente interpretato come uno smacco per l’arcivescovo Cordileone, che è stato ancora una volta escluso dal cappello rosso.


Appoggia Biden, "boicotta" Trump

McElroy è anche uno dei pochi vescovi che hanno offerto pubblico sostegno all’amministrazione di estrema sinistra di Joe Biden, grottescamente favorevole all’aborto e alle persone LGBT.

Solo tre settimane prima delle elezioni presidenziali del 2020, McElroy ha difeso la presunta identità cattolica di Biden e si è lamentato del fatto che chiunque la metta in dubbio. “Tali negazioni sono dannose perché riducono l’insegnamento sociale cattolico a una singola questione. Ma sono offensive perché costituiscono un attacco al significato di ciò che significa essere cattolici”, ha detto, definendo “ripugnanti” i tentativi di “ridurre” il cattolicesimo “a una singola questione di politica pubblica”.

Queste osservazioni si sono guadagnate un rimprovero diretto da parte del vescovo Thomas Daly di Spokane, Washington, che ha affermato che i commenti di McElroy “costituiscono di fatto una difesa di Biden e di altri importanti funzionari cattolici eletti che sostengono pubblicamente l’aborto senza restrizioni”.

Subito dopo le elezioni del 2020, il vescovo McElroy ha incoraggiato i cattolici a cooperare come “orgogliosi collaboratori” del regime di Biden, anche per quanto riguarda il “cambiamento climatico” e la campagna vaccinale. Dopo l’insediamento di Biden, lo scorso gennaio, McElroy ha lamentato il fatto che alcuni prelati pensassero che la conferenza episcopale “dovesse adottare una posizione generalmente antagonista verso il presidente e la sua amministrazione” a causa della “centralità dell’aborto”.

Al contrario, a pochi giorni dall’insediamento del presidente Donald Trump nel 2017, McElroy ha attaccato il presidente repubblicano pro-vita e ha esortato i partecipanti alla conferenza dell’Incontro mondiale dei movimenti popolari, sponsorizzato dal Vaticano, a diventare “perturbatori” dell’amministrazione Trump.

“Lui era ‘il perturbatore’. Ebbene, ora dobbiamo tutti diventare perturbatori”, ha detto.


L'obbligo vaccinale

Durante il lancio del vaccino per il Covid-19 all’inizio dell’anno scorso, McElroy ha spinto con forza i suoi fedeli a sottoporsi al nuovo vaccino contaminato dall’aborto, dicendo loro che c’era “un solo vero mezzo per noi come società per uscire dalla pandemia, ed è la vaccinazione di tutta la nostra comunità, quindi vi esorto a vaccinarvi”.

Ha aggiunto che è “di vitale importanza che tutti noi riceviamo il vaccino”, anche per “ritrovare le gioie della vita”. McElroy ha poi dato istruzioni ai sacerdoti di non firmare esenzioni religiose per l’obbligo.

I volantini sulle vaccinazioni distribuiti dalla diocesi di San Diego recitano: “Fare il vaccino è un modo per seguire il comandamento di Gesù di amare il prossimo... I cattolici hanno anche l’obbligo di proteggere la loro famiglia, i loro amici e la loro comunità vaccinandosi non appena possibile, in conformità con le linee guida e i protocolli della sanità pubblica nella loro zona”. I volantini non menzionavano la mancanza di test a lungo termine sulle iniezioni o i potenziali effetti collaterali.


Giro di vite sulla Messa tradizionale

Pochi giorni dopo la pubblicazione del motu proprio di Papa Francesco dell’estate scorsa, che limitava la celebrazione della Messa tradizionale, il vescovo McElroy ha ordinato a 2 dei 3 luoghi della diocesi che offrono la Messa antica di interromperla, relegandola nella chiesa di Sant’Anna, lontano dai fedeli dell'area settentrionale della contea di San Diego, fino a quando non sarà concordato “un unico ambiente non parrocchiale per la futura celebrazione di una Messa settimanale nel nord”.

“Non saranno permesse altre celebrazioni pubbliche dell’Eucaristia utilizzando il Messale Romano del 1962 nella diocesi di San Diego”, ha scritto nella lettera, datata 2 agosto. “I sacerdoti che desiderano celebrare privatamente la Messa utilizzando il testo del 1962 devono chiedere a me un permesso specifico per farlo”, ha osservato.


La Chiesa in crisi

L’elevazione del vescovo McElroy da parte di Papa Francesco arriva nel mezzo di una crisi storica nella Chiesa, con alti prelati vicini al Papa che sposano apertamente un’apparente eresia senza alcuna ripercussione.

Il cardinale Jean-Claude Hollerich, relatore generale del Sinodo sulla sinodalità, ad esempio, ha recentemente affermato che la condanna millenaria della sodomia da parte della Chiesa è ora “falsa” perché “il fondamento sociologico-scientifico di questo insegnamento non è più corretto” – commenti che il cardinale australiano George Pell ha definito “eresia esplicita”.

Il cardinale Reinhard Marx, membro del Consiglio dei cardinali consiglieri di Papa Francesco, ha analogamente osservato che gli atti omosessuali non sono peccaminosi e ha denigrato l’autorevole Catechismo della Chiesa cattolica come “non fissato nella pietra”. Le persone sono “autorizzate a mettere in discussione ciò che c’è dentro”, ha detto.

La Chiesa tedesca continua a virare verso l’eresia incontrollata e lo scisma con il “Cammino sinodale“, un’iniziativa che cerca di cambiare l’immutabile insegnamento della Chiesa sulla sessualità, il sacerdozio e la struttura della Chiesa.

Allo stesso tempo, Papa Francesco ha intensificato gli attacchi ai cattolici fedeli e tradizionali, come il popolare vescovo di Porto Rico, Daniel Fernández Torres, che a marzo è stato rimosso dalla sua diocesi senza alcuna spiegazione o decreto formale, presumibilmente per aver appoggiato le esenzioni di coscienza dei parrocchiani ai farmaci anti-Covid.

La settimana scorsa [a maggio], il Vaticano ha chiesto al vescovo francese Dominique Rey, tradizionalista, di fermare le ordinazioni di sacerdoti e diaconi, anche in questo caso senza fornire spiegazioni.