Post in evidenza

MiL ha bisogno di voi lettori: DONAZIONI

A sx (nella versione per pc) e su palmare (voce " Donazione ") troverete la possibiltà di donare. Vi speghiamo il perchè.  Potrete...

giovedì 7 luglio 2022

Ancora sul sacerdote bergamasco al Milano Pride: aggiornamenti e precisazioni

Ritorniamo sulla tristissima e gravissima vicenda del sacerdote bergamasco che sabato scorso ha partecipato al Milano Pride (QUI la notizia pubblicata su MiL), in quanto vi sono alcuni aggiornamenti e riteniamo opportune e doverose alcune precisazioni.
Innanzitutto la Redazione di MiL ha deciso di pubblicare la notizia solo una volta che essa era diventata di pubblico dominio ed aveva dato pubblico scandalo tra i confratelli ed i fedeli affidati alla cura del sacerdote in questione (che è Vicario parrocchiale, cioè direttore di un oratorio della Diocesi di Bergamo); così come il relativo video e fotografie erano pubblicati sui social network dallo stesso sacerdote.
Inoltre, a differenza di una testata giornalistica on-line bergamasca, sin da subito e dopo aver verificato con attenzione la notizia (di cui ha pubblicato solo gli aspetti di cui aveva la certezza), in un’ottica di carità cristiana, la Redazione di MiL:
1. pur essendone a conoscenza, non ha voluto diffondere il nome del sacerdote, così come nell’intestazione della sua pagina Instagram compare uno pseudonimo;
2. pur riconoscendolo e sapendone il nome, non ha voluto riferire la presenza, assieme ed accanto al sacerdote in questione, di un ex sacerdote (ora ridotto allo stato laicale), anch’egli già direttore di un oratorio nella Diocesi di Bergamo, poiché – non essendo più sacerdote – il suo comportamento – pur deprecabile – è da ritenersi confinato al foro interno.
Ciò doverosamente premesso, al fine di chiarire la posizione del sacerdote in questione, il suo presunto rapporto con il presbiterio bergamasco ed i suoi superiori ed il suo convincimento personale di fronte alla manifestazione del cosiddetto Pride (a cui ha preso parte sia a Bergamo due settimane fa sia a Milano), riteniamo di dover riportare (nel rispetto della riservatezza sul nome che vogliamo mantenere) le sue dichiarazioni rilasciate e pubblicate dalla testata on-line Bergamo News, che aveva ripreso la notizia il giorno seguente a MiL:

PRECISAZIONI
A seguito di quanto sopra pubblicato, don [omissis] scrive: «Non mi pare di essere in un periodo di riflessione vocazionale. I miei superiori mi conoscono e sanno che sono felicemente prete. Prete che cerca nel suo piccolo di accompagnare quella porzione di Chiesa e quei fratelli, credenti e non, sofferenti e che si sentono esclusi, giudicati e abbandonati».

A fronte di queste sé dicenti precisazioni, dalle quali emerge che il sacerdote in questione:
- non ritiene affatto scandaloso il suo comportamento (di seguito riportiamo nuovamente il video che immortala il sacerdote al Milano Pride, inequivocabilmente non dedito alla conversione dei presenti, ma anzi visibilmente coinvolto nel clima di generale e pubblica depravazione…);
- lo ritiene conforme al suo stato sacerdotale;
- non ritiene di dare scandalo verso i suoi confratelli ed i fedeli a lui affidati (soprattutto bambini, adolescenti e giovani, essendo direttore di un oratorio);
- non ritiene di essere per gli stessi di cattivo esempio;
- non ritiene di essere in stato di peccato mortale ed anzi non esclude la reiterazione di tali comportamenti,


ci teniamo a replicare con quanto insegnato dalla immutabile dottrina cattolica e dal vigente magistero (limitandoci ai documenti più recenti, sottolineature nostre):

1. «2357 […] Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati”. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.
2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. […] Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.
2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 15 agosto 1997);

2. «Alla luce di tale insegnamento, questo Dicastero, d’intesa con la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ritiene necessario affermare chiaramente che la Chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione, non può ammettere al Seminario e agli Ordini sacri coloro che praticano l’omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay.
Le suddette persone si trovano, infatti, in una situazione che ostacola gravemente un corretto relazionarsi con uomini e donne. Non sono affatto da trascurare le conseguenze negative che possono derivare dall’Ordinazione di persone con tendenze omosessuali profondamente radicate. […]
Egli [il direttore spirituale] ha l’obbligo di valutare tutte le qualità della personalità ed accertarsi che il candidato [al sacerdozio] non presenti disturbi sessuali incompatibili col sacerdozio. Se un candidato pratica l’omosessualità o presenta tendenze omosessuali profondamente radicate, il suo direttore spirituale, così come il suo confessore, hanno il dovere di dissuaderlo, in coscienza, dal procedere verso l’Ordinazione.» (Istruzione della Congregazione per l’Educazione Cattolica circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al Seminario e agli Ordini sacri, 31 agosto - 4 novembre 2005);

3. «82. […] Non si può dimenticare che il celibato è vivificato dalla pratica della virtù della castità, che può essere vissuta solo attraverso la coltivazione della purezza con maturità soprannaturale e umana, in quanto essenziale al fine di sviluppare il talento della vocazione. Non è possibile amare Cristo e gli altri con un cuore impuro. La virtù della purezza rende capaci di vivere l’indicazione dell’Apostolo: «Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!» (1Cor 6,20). D’altro canto, quando manca questa virtù, tutte le altre dimensioni vengono lese. Se è vero che nel contesto attuale sono varie le difficoltà per vivere la santa purezza, è tanto più vero che il Signore elargisce con abbondanza la sua grazia e offre i mezzi necessari per praticare, con gioia e letizia, questa virtù.
È chiaro che, per garantire e custodire questo dono in un clima di sereno equilibrio e di spirituale progresso, devono essere praticate tutte quelle misure che allontanano il sacerdote da possibili difficoltà.
È necessario, pertanto, che i presbiteri si comportino con la dovuta prudenza nei rapporti con le persone la cui familiarità può mettere in pericolo la fedeltà al dono oppure suscitare lo scandalo dei fedeli. Nei casi particolari si deve sottostare al giudizio del Vescovo, che ha l’obbligo di impartire norme precise in materia. Come è logico, il sacerdote deve astenersi da ogni condotta ambigua e non dimenticare il prioritario dovere che ha di testimoniare l’amore redentore di Cristo. Sfortunatamente, riguardo a questa materia, alcune situazioni che purtroppo si sono verificate hanno prodotto un grande danno alla Chiesa e alla sua credibilità, sebbene si siano date molte più situazioni del genere nel mondo. […]
I sacerdoti, poi, non trascurino di seguire quelle regole ascetiche garantite dall’esperienza della Chiesa e ancor più richieste dalle circostanze odierne. Evitino pertanto prudentemente di frequentare luoghi, assistere a spettacoli, praticare letture o frequentare siti internet che costituiscono un’insidia all’osservanza della castità celibataria o perfino occasione e causa di gravi peccati contro la morale cristiana. Nel fare uso, come agenti o come fruitori, dei mezzi di comunicazione sociale, osservino la necessaria discrezione ed evitino tutto quanto possa nuocere alla loro vocazione.» (Direttorio per il ministero e la vita dei presbiteri, 14 gennaio - 11 febbraio 2013).

Rinnovando la nostra filiale supplica a mons. Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo, affinché, mosso da paterno zelo pastorale, intervenga senza indugio al fine di correggere gli errori del suo sacerdote e mettere in salvo le anime dei fedeli a lui affidate, concludiamo  in un’ottica di autentica carità cristiana  con l’ammonimento di nostro Signore alla donna sorpresa in flagrante adulterio, condizione essenziale per il perdono: «Vade et amplius iam noli peccare» (Io. 8, 11«Va’ e d’ora in poi non peccare più»).

L.V.

32 commenti:

  1. E io dovrei confessarmi da questa checca impazzita? Da questo sottoprodotto di una teologia corrotta quale viene insegnata in seminari ormai simili a darkroom?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma tu sei fuori come un balcone!
      Immagino ti piaccia confessarti da quelli che addobbano i ragazzini da paggetti con parrucchini e calzemaglia; quelli che si fanno fotografare in Africa imbellettati ed impomatati con gemelli d’oro e scarpe lustre.

      Elimina
    2. Sì, perché l'efficacia del sacramento non dipende dalla Santità del sacerdote.

      Elimina
  2. Sicuramente a questo prete non capiterà nulla, non avrà sospensioni, richiami, rimproveri e continuerà nella sua triste strada. Ormai si preti tutto è concesso, tranne che una cosa: celebrare la Messa di sempre o muovere critiche al Vaticano II. In quel caso solo subito arrivano sospensioni, punizioni e rimproveri!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anzi, farà carriera e sarà additato come esempio in questa neochiesa bergogliana

      Elimina
  3. Ma ancora con questa storia , pregate e meditate voi sempre pronti a giudicare operato degli altri , nn lo conoscete e nn sapete che è un ottimo sacerdote, come vi permettete di dire che nn pratica castità che ne sapete voi imparate a essere puri di cuore e non solo a scriverlo , dovete solo vergognarvi, addirittura vi permettete di dire a un vescovo cosa deve fare .... chi è senza peccato scagli la prima pietra , o forse voi che lapidate a parole le persone non fate peccati?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come si fa a dire che è un ottimo sacerdote...se lo era , si presentava in abito sacerdotale con una croce in mano a difendere la dottrina cattolica, a costo di impopolarità , dato l'ambiente

      Elimina
  4. Vergognatevi di questo assurdo attacco contro un servo di Dio. Fate un immenso disservizio alla chiesa e anche alla messa in latino associandola a questi attacchi personali. Siete lontano dalla verità di Cristo e prego per voi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Servo di Dio ,vestito così mi ,sembra eccessivo.Un consacrato che si comporta in modo discutibile è definizione più aderente alla realtà.Fa bene a pregare per noi ,anzi preghi anche per il don e per tutti quelli che hanno partecipato a quella manifestazione carnevalesca .

      Elimina
  5. Ma basta! Qui gli scandali li vedete solo voi e quelli che campano con la cosiddetta “crisi della chiesa” che, a detta loro, si aggrava sempre più.
    Poi non ho capito perché dovrebbe essere “in peccato mortale”…non mi pare che siano state pubblicate foto dove si vede che limona duro o che si sta calando i pantaloni!

    Invece, dello scandalo di come tante famiglie tradizionaliste trattano lo sviluppo dei figli, tra assurde privazioni ed isolamenti dai coetanei ritenuti “pericolosi per la loro anima”, muti come pesci…e lo scandalo sarebbe mettersi una maglietta arcobaleno? Qui mi sa che gli unici “scandalizzati” siete voi, mentre i parrocchiani di quel prete vivono in serenità la gioia di essere cristiani.

    Le vostre “precisazioni” sono la classica toppa peggiore del buco, visto che reiterate il comportamento, quello sì peccaminoso, di giudicare il prossimo senza farvi troppi problemi.

    Da ultimo, quel “sé dicenti” applicato a precisazioni fa sanguinare gli occhi! Capito che siete imballati di latino, ma una ripassatina all’italiano, ogni tanto la darei.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Chiscrive questo commenti e non capisce dove sta il problema ha di fatto il cervello completamente fuso, non più in grado di distinguere il bene dal male, ormai privo di obiettivi criteri di discernimento. Vergognatevi piuttosto voi!

      Elimina
    2. Se fosse vero quello che dice il prete cioè che era presente per accompagnare, ecc. si sarebbe presentato al Gay Pride in quanto prete, vestito da prete, con ben in testa chiaramente la posizione della chiesa riguardo la morale sessuale. Invece lui ci è andato condividendo in maniera ostentata e spudorata l'orgoglio gay (il suo atteggiamento è inequivocabile, altro che accompagnamento...). Nessuno si è accorto che era un prete, la sua è una dichiarazione esplicita di dissenso circa la posizione della chiesa in ordine alla morale, cosa ancora più grave in quanto ministro ordinato che ha fatto una esplicita promessa prima dell'ordinazione sacerdotale. Non lo si giudica umanamente, ma in quanto sacerdote è un povero giovane con parecchia confusione in testa. Ma forse la colpa è anche di chi ha avuto la responsabilità della sua formazione in seminario. Ma qui ci sarebbe daaprire un altro ampio e triste capitolo....

      Elimina
    3. 13.04: occhio, è arrivato l’inquisitore! Capito? Chi non la pensa come lui ha il cervello fuso. Bello il rispetto per il prossimo che insegnano i preti tradizionalisti: chi non la pensa come noi è un povero imbecille.
      Bravissimo! Sei senz’altro sulla strada per il paradiso così.

      Elimina
  6. Il povero prete del gay pride non sa quello che dice. Si rilegga il CCC sui sodomiti

    RispondiElimina
  7. E' quanto meno sconcertante, per chi mantiene i riferimenti tradizionali, leggere le dichiarazioni del giovane sacerdote sulla sua bravata al gay pride milanese. Lo rifarebbe, pertanto. Non si rendono conto ma costoro sono esattamente agli antipodi di quell'atteggiamento che san Paolo descriveva come "pio, giusto e corretto" al quale dovevano attenersi i cristiani! Il vescovo gli avrà fatto un piccolo rabuffamento. Della serie: la prossima volta, vedi di non farti scoprire da quei fastidiosi vetero-cattolici! Quindi se è così come temo, le cose sono pure peggio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quindi hai le microspie nell’ufficio del vescovo per spiare i colloqui con i suoi preti?
      O hai un angelo che ti ragguaglia appositamente?
      Certo che siete proprio meschini: sempre convinti di essere una spanna sopra gli altri, incattiviti guardando tutti dall’alto in basso pronti a trovare la pagliuzza negli occhi di chiunque. Voi non peccate, non avete mai problemi, siete al di sopra di sospetti e critiche. Andare alla messa in latino copre tutto.
      Siete i catari del XXI secolo.

      Elimina
  8. E' una vergogna questo assurdo accanimento contro un sacerdote che "cerca nel suo piccolo di accompagnare quella porzione di Chiesa e quei fratelli, credenti e non, sofferenti e che si sentono esclusi, giudicati e abbandonati".
    Diversi anni fa in un paese di una provincia italiana un giovane prete venne messo flagellato mediaticamente perchè, con il sostegno delle famiglie e delle forze dell'ordine, assisteva alcuni giovani che erano caduti del precipizio della droga.
    Poi, quando si seppe la verità dell'azione pastorale del giovane sacerdote, tutti corsero a baciargli le mani e a scusarsi.
    Questo post-toppa è peggiore del primo e come tale andrebbe segnalato all'Autorità ecclesiastica competente.
    Difatti la comunità cristiana parrocchiale dove il sacerdote sta è indignata per il polverone ( del nulla) che avete sollevato.
    Dio renderà merito al suo servo innocente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Innocente? Voi avete nella vostra testa una neochiesa creata a vostra immagine e somiglianza, una neochiesa come vorreste che fosse in base alle vostre convinzioni personali e i vostri comodi, cioè una chiesa che non solo non converte più il peccatore ma che approva anche il peccato. Rileggetevi tutto il nuovo testamento e il catechismo. Siete voi i primi intolleranti, perché non tollerate che la dottrina della chiesa dica cose diverse dalle vostre idee piene di confusione e contraddizioni....

      Elimina
    2. Veramente, il polverone è stato sollevato da lui, con i suoi post su istagram

      Elimina
  9. La comunità cristiana parrocchiale(azz...)dove il sacerdote sta (sic)è indignata per il polverone sollevato.Tale comunità trova il comportamento del prete grandemente encomiabile.Anzi per solidarietà col lo stesso hanno uomini ,donne etc etc di indossare magliette arcobaleno simili a quelle del loro amato don.Ai fedeli con la panza è stato vivamente consigliato di indossare la stessa maglietta ma a righe verticali,

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Forse è gente normali che non giudica subito male una persona dicendone tutto lo schifo possibile come, invece, voi fate di continuo.
      Sembra che il vostro rapporto con Dio si basi sul far vedere quanto siete migliori degli altri. Mi sembrate il fariseo della parabola che pregava ringraziando Dio di essere più bravo di tutti.

      Elimina
  10. Solo chi ha totalmente smarrito l'ethos apostolico, quale si evince dagli scritti neotestamentari letti nella loro interezza, può pensare che un prete (e un cattolico) possano andare spensieratamente al gay pride! Non è peccato mortale, si scrive tra i commenti. Anche se non lo fosse, è un incitamento alle passioni, una carica in direzione di pensieri e atti peccaminosi. Chi vive nella grazia ha semplicemente ABOMINIO di tutto ciò e farlo passare per "accompagnamento" è drammatico, ridicolo, risibile. Accompagnare, sì, ma verso l'Inferno!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non vivo “nella grazia” come te, sono uno scemo qualunque, però non ho in abominio nessuno, soprattutto qualcuno che non conosco e non so cosa fa. Invece, tu gli hai già radiografato l’anima da due foto e hai sentenziato che tu sei meglio perché hai abominio di lui.
      Ma non ti vergogni? E magari vai pure a fare la comunione in ginocchio ogni giorno!

      Elimina
  11. Non commento mai, ma stavolta un eccezione è doverosa.
    Fa veramente male...fa sanguinare gli occhi, vedere come ci sia chi si ostina a difendere l'indifendibile. Le argomentazioni sono sempre le solite: non giudicare, Gesù andava dai peccatori, ognuno è libero di fare ciò che vuole ecc ecc.... Argomenti estremamente deboli, che tralasciano volutamente aspetti importantissimi che se citati inchioderebbero al muro tante persone. Come il semplice fatto che Gesù Cristo andava sì a cercare i peccatori, ma per farli ravvedere della loro situazione di peccato e quindi x convertirli... non certo per confermarli nei loro modo e nelle loro azioni. E questo a certuni da molto, molto fastidio! Io comunque non condanno chi difende questo prete.I commentatori che qui e altrove difendono questo aimé sacerdote evidenziano l'enorme ignoranza catechetica e religiosa che esiste ormai ad ogni livello nelle parrocchie. E quindi sono almeno in parte da compatire. Perché sono le "vittime" inconsapevoli di decenni di silenzi e ammiccamenti attuati nelle loro parrocchie da parte di parroci e catechiste corrotti nel loro animo. E qui andrebbe fatto un ampio ragionamento sulla necessità di un enorme opera di rievangelizzazione di cui non solo il popolo di Dio ma anche il clero fin oggi nella sua sfera più alta ha immenso e urgente bisogno. Si dovrà però attendere i prossimi pontificati.. durante questo, giunto peraltro alla sua fare conclusiva, è praticamente impossibile temo... Intanto, preghiamo per questo povero prete e x coloro che si ostinano a difenderlo, spesso se non sempre con la saccenza e l'arroganza che contraddistingue chi abbraccia le idee dell'ideologia LGBT. Ideologia che oggi rappresenta un vero e proprio cancro metastasico in seno non solo alla chiesa, ma all'intera società. Nevso qualcosa. Da parte mia, continuerò imperterrito nell'opera di dissuasione delle giovani generazioni ( e non solo) dall'aderire a questa perversione. Ne ho convinti tantissimi, anche perché se con i giovani ti siedi un attimo a ragionare, loro capiscono al volo l'inconsistenza di queste ideologie che, ripeto, non hanno il minimo argomento valido e costruttivo a loro difesa. Per questa mia opera sono stato anche minacciato di morte da un sostenitore LGBT, che qualche anno fa mi si è parlato davanti e guardandomi minaccioso in faccia si è portato il dito alla gola facendo l'atto di tagliarla. Lì x lì mi sono impressionato, lo confesso.. poi però ho capito la miseria di queste misere persone e quando il tizio l'ho rivisto gli ho riso in faccia dicendogli chiaramente che non mi avrebbero fermato.. e questo individuo non ha reagito, anzi se n'è andato muto. Perché alla fin fine questi chierichetti delle lobby di corruzione e depravazione hanno la coda di paglia.
    Stefano, insegnante di religione di una diocesi vicina a quella di Bergamo.

    RispondiElimina
  12. Non so spiegarmi lo zelo morboso con cui vi ergete a censori, svendendo queste notizie sul web, in pasto ai commenti di altri giudici acri, risentiti e spesso volgari e definendo senza alcun pudore il vostro operato come "autentica carità cristiana" (con il cuore gonfio di dolore...pessimi e poco credibili!).
    O forse sì?
    "La proiezione è un meccanismo di difesa dove il soggetto espelle da sé e localizza in un altro sentimenti, desideri o qualità che sono suoi ma che egli non riconosce o rifiuta in sé. Criticare gli altri è un modo per proiettare quello che non ci piace di noi, su un’altra persona".
    Che sia questo il caso?
    Sarebbe inoltre interessante sapere dal diretto interessato se la vostra presunta "correctio fraterna" sia passata dal necessario gradino dell'ammonimento privato, prima di quello doloroso (ma immagino più soddisfacente) di fronte alla comunità.

    RispondiElimina
  13. Io sono un Cristiano praticante e non mi sento per niente scandalizzato dal comportamento del Sacerdote. Essere Cristiani significa ascoltare, accogliere e cercare di capire soprattutto i più lontani; essere Cristiani vuol dire non aver paura di contaminarsi come il buon samaritano; essere Cristiani significa sporcarsi le mani Gesù stava tranquillamente a tavola con peccatori e pubblicani.

    RispondiElimina
  14. ..c'è da impallidire a leggere i disgustosi "commenti" a questo post impeccabile.
    Mostrano lo stato generale in cui versa un popolo che di cristiano non ha più nemmeno i riflessi.
    Questo tizio dovrebbe essere cacciato su due piedi; le "spiegazioni" che dà sono oltraggiose, mancano del minimo senso di dignità. L'inazione silenziosa della Curia è solo il sintomo di una collusione e di una connivenza nauseabonda con un fenomeno non isolato..

    RispondiElimina
  15. Il prete succitato è un infelice che non ha neanche letto le Scritture, e comunque tornasse indietro non rifarebbe il sacerdote.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo conosci personalmente? O forse sei il suo confessore…

      Elimina
  16. È proprio vero che il modernismo è lo scolo di tutte le eresie, in confronto ai modernisti il del porco di Sassonia pare un santino.

    RispondiElimina
  17. Si condanna il peccato non il peccatore.Il peccatore è un uomo vinto dal peccato e bisognoso di aiuto.Inutile affannarsi a giustificare il comportamento di questo prete ,ci sono cose che non si possono fare .Fate discorsi semplicemente insensati .

    RispondiElimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.