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sabato 24 ottobre 2020

Quarto convegno Summorum Pontificum 2020

 Si è tenuto oggi il quarto Incontro Summorum Pontificum a Roma, con quasi 130 iscritti provenienti da molti Paesi del mondo. Di seguito un breve e provvisorio resoconto, quasi in diretta (stiamo verificando la possibilità della pubblicazione integrale degli interventi; abbiamo già provveduto con la relazione di Barthe):

  1. Il convegno si è aperto con la relazione di padre Claude Barthe, cappellano del Coetus Internationalis Summorum Pontificum e coordinatore dell'incontro, che abbiamo appena pubblicato QUI. La relazione stessa è stata letta in sua assenza. 
  2. Il secondo intervento è stato svolto da Joseph Shaw, Presidente della Latin Mass Society, sul tema "Il concetto di Tradizione".
  3. La terza relazione è stata di Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Raymond Leo Burke. Secondo Burke vi è una corrente ecclesiale importante che vuole abolire completamente il Motu Proprio Summorum Pontificum e occorre lottare affinché ciò non avvenga. La rottura liturgica è infatti una grave rottura della Tradizione della Chiesa. Occorre dare culto alla Chiesa in Spirito e Verità. Non lasciamoci andare allo scoraggiamento e alla paura: "io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo". Problemi aperti:
    • rischio della possibile eliminazione della Commissione Ecclesia Dei.
    • Pregare e lottare affinché, almeno, rimanga all'interno della Congregazione della Fede l'ufficio che si occupa dei gruppi Ecclesia Dei. Dobbiamo fare il possibile affinché la Sectio Quarta rimanga in essere. 
    • In ogni caso,  a prescindere da quello che succederà dal punto di vista organizzativo, difendere ad oltranza il Motu Proprio Summorum Pontificum,. Difendiamo la legge in essere. 
    • Far conoscere i frutti e le benedizioni del Summorum Pontificum.
    • Continuare a lavorare per fare in modo che lo sviluppo della liturgia tradizionale dia i suoi pieni frutti e difendere ad oltranza gli Istituti Ecclesia Dei.
    • Gratitudine per il Vescovi che difendono il Summorum Pontificum.
    • Continuare a studiare il Motu Proprio e la relativa Lettera di accompagnamento.
    • Continuare a preparare e pubblicare messalini e sussidi liturgici. Un buon esempio recente è stato il messalino per bambini curato in Germania.
    • Approfondire il ruolo dei Sommi Pontefici San Gregorio Magno e San Pio V nella difesa della Liturgia.
    • L'usus antiquior ha sempre mantenuto la sua vitalità, che è cresciuta e si sta ulteriormente sviluppando. Si pensava che dopo il Concilio Vaticano II tale Liturgia sarebbe stata utilizzata solo dai sacerdoti più anziani; come invece abbiamo visto vi è stato uno sviluppo importantissimo con i giovani, sia sacerdoti che fedeli.
    • Dio benedica il popolo Summorum Pontificum e aumenti gli sforzi per la salvaguardia della liturgia tradizionale. 
    • Il Cardinale ha terminato dando la benedizione del pranzo ai presenti.
  4. L'incontro è proseguito dopo il pranzo con Jean de Tauries, Presidente di Notre Dame de Chrétienté (Francia), dal tema "La dimensione missionaria e internazionale del pellegrinaggio a Chartres". Il relatore ha definito i pellegrini di Pentecoste "i marciatori di Dio". Ci ha parlato diffusamente del pellegrinaggio di Chartres che si tiene da oltre vent'anni durante le festività di Pentecoste. I numeri dei pellegrini sono sempre aumentati, soprattutto negli ultimi 7 anni. Circa trecento sacerdoti partecipano alla tre giorni e più di diecimila fedeli laici. Le tre parole d'ordine: Tradizione, Cristianità, Missione. La metà dei pellegrini ha meno di vent'anni (ricordiamo che in Francia i praticanti domenicali sotto i vent'anni sono l'1%). Nel 2019 il pellegrinaggio ha avuto 14mila partecipanti di più di venti nazionalità diverse. In risposta a circa tremila questionari di un sondaggio ai pellegrini nel 2019 si è riscontrato che il 60% sono liturgicamente esclusivamente tridentini, il 20% maggioritariamente tridentini ed il 20% saltuariamente. 
  5. il convegno è stato concluso da Christian Marquant, Presidente di Paix Liturgique e organizzatore del convegno sul tema "Fino a che punto andrà nel mondo l'irrefrenabile sviluppo della liturgia tradizionale?". Marquant ha iniziato con un excursus sull'avvento del Novus Ordo Missae, soprattutto sullo sviluppo dal 1959 al 1969, dove non sembrava esserci quasi opposizione all'istaurazione della nuova liturgia. Solo dal 1970 è iniziata una reazione, principalmente a partire dal "breve esame critico". A partire da esso una serie di autori, principalmente francesi, ha iniziato ad analizzare e criticare il Novus Ordo Missae. Dal 1971 l'avvento della FSSPX e del movimento di Monsignore Lefebvre ha mosso ulteriormente le acque e ha permesso al mondo tradizionale di resistere e di sviluppare il dibattito: da lui è partito tutto. Paix Liturgique è nata dopo la Supplica al Papa di Dom Gerard che ha fornito anche al gruppo il primo indirizzario. Importante iniziativa di Paix Liturgique è la pubblicazione di quasi quaranta sondaggi in tutto il mondo sulla messa tridentina e sulla sua accoglienza (a quello italiano ha partecipato anche Mil, vedere QUI). In tali sondaggi si è ben visto il gradimento verso la messa tridentina, molto maggiore di quanto si poteva prevedere, anche se i Vescovi, soprattutto francesi, non ne hanno tenuto minimamente conto. Tra i primi obiettivi oggi di Paix Liturgique c'è la gestione di iniziative in Africa e la valutazione sull'importanza di internet in generale e dei blog in specie. La messa tradizionale è oggi celebrata in 88 nazioni, ne mancano ancora poco più di 100! Nel 2020 già sei in più (anche in Arabia Saudita su richiesta di alcuni soldati in una base militare americana). Poi occorrerà una messa in ogni Diocesi! E una in ogni Parrocchia!
Luigi







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