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giovedì 30 luglio 2020

Argentina: 39 seminaristi e fedeli protestano contro l'obbligo di Comunione solo in mano e il Vescovo fa chiudere il seminario.


Argentina, San Rafael, diocesi suffraganea di Mendoza: i fedeli e i seminaristi hanno protestato per la proibizione di ricevere la Comunione in bocca (vietata dal proprio vescovo Mons. Taussig) scrivendogli che nella diocesi di San Luis, il neo vescovo Gabriel Barba nella sua prima Messa ha somministrato la comunione in bocca.
Ma Mons. Tuassig non ha sentito ragioni: e, stanco delle proteste per ricevere la Comunione in bocca, il 5 luglio 2020 ha fatto interrompere un Rosario dalla Polizia e fatto chiudere il seminario. 
Si tratta di un seminario modello: 39 seminaristi, più di 150 famiglie vicine alla realtà attiva sul territorio (chiamato la "Vandea delle Ande" dove si vive una liturgia improntanta alla "riforma Benedettiana").
Ecco perché c'è il sospetto che si sia colta la palla al balzo per chiudere una realtà fiorente di vocazioni e "troppo cattolica" per i nostri tempi.E, al contempo, far far contento il proprio compaesano vestito di bianco. 
AGGIORNAMENTO: pubblichiamo la lettera aperta di Mons. Viganó al vescovo di San Rafael. Da leggere! 

La Nuova Bussola Quotidiana, di A. Zambrano, 30.07.2020

L’obbligo di comunione in mano sta sfuggendo letteralmente dalle mani. In Argentina addirittura ha portato alla chiusura del seminario. E non di un seminario qualsiasi, ma di una vera e propria perla nel deserto della carenza di vocazioni che anche in Argentina sta
mietendo vittime.
A San Rafael, diocesi suffraganea della regione ecclesiastica metropolitana di Mendoza, il vescovo Eduardo María Taussig è stato categorico: basta proteste per ricevere la comunione in mano, basta polemiche dei fedeli, dei sacerdoti del seminario e soprattutto dei seminaristi. I quali sono tanti. Un piccolo esercito di 39 futuri sacerdoti, numeri effettivamente da far girare la testa per una diocesi di appena 230mila abitanti.
Ebbene: dopo le proteste e le richieste al vescovo, soprattutto dopo alcuni Rosari recitati davanti alle porte del seminario, il vescovo ha deciso di chiudere il seminario con la fine dell’anno accademico, che in Argentina finisce a dicembre.
Una misura decisamente drastica e ingiustificata a fronte di una richiesta dei fedeli e del clero legittima e in linea con la tradizione delle Chiesa e che avrebbe meritato ben altre risposte.
Il panico da pandemia sta lentamente cambiando la Chiesa o meglio: sta facendo venire fuori una Chiesa per nulla attenta ai fedeli, ma molto desiderosa di non farsi riprendere dall’autorità dei governi.
Certo, con la decisione di chiudere il seminario, il vescovo ha messo così un pesante macigno su una comunità fiorente di famiglie che proprio, appoggiandosi al seminario, hanno respirato un clima di un cattolicesimo che oggi si direbbe integralista, ma che in realtà è soltanto un cattolicesimo che non si è mescolato troppo con la mondanità.
Chi conosce la realtà la chiama addirittura la “Vandea delle Ande”, dove le famiglie, grazie ai padri del seminario respirano un clima apologetico e per nulla incline a scendere a patti con il panorama complessivo offerto da un certo modo di intendere oggi la vita di fede: liquido, per non dire molle. Una piccola e fiorente Opzione Benedetto, se vogliamo.
Logico pensare che l’imposizione di ricevere la comunione in mano non sarebbe stata digerita e avrebbe prima o poi portato a scontri, ma nessuno avrebbe mai immaginato che si sarebbe arrivati a tanto.
Certo, non è bello vedere dei fedeli che protestano, ma c’è anche da dire che protestano per un diritto che in questo caso e per troppo tempo, in Italia come in Argentina, è sospeso sine die.

[...]

I fedeli hanno scritto al vescovo e hanno ricordato che nella diocesi di San Luis, il neo vescovo Gabriel Barba nella sua prima Messa ha somministrato la comunione in bocca. Si tratta della stessa diocesi dove nel 1996, anno in cui entrò in vigore anche in Argentina la possibilità di distribuire la comunione in mano, il vescovo di allora monsignor Laise si rifiutò di aderire al nuovo protocollo. Si vede che certe decisioni, alla fine hanno portato ad un radicamento.
I fedeli e i sacerdoti hanno ribadito al vescovo che la loro «non è una disobbedienza alla Chiesa che permette che il fedele riceva la comunione in bocca o nella mano. È un diritto che non si può negare. E ci sono modi per soddisfare le regole sanitarie senza minare quel diritto».
Niente da fare. Il vescovo ha risposto picche e ha chiuso il seminario, evidentemente ritenendolo un pericoloso centro di indottrinamento. E ora la comunità è sotto choc
Proprio l’indottrinamento di alcuni presbiteri, accennato dal vescovo, è alla base del video di giustificazioni di Taussig il quale ha giustificato l’esigenza di continuare con la comunione in mano difendendo il concetto di «comune sentire» e spiegando che cosa significa la definizione canonica del «modo opportuno in cui ricevere la Comunione» secondo il canone 843. «L’opportunità è data dalle condizioni di tempo o di luogo». E ha preso a modello la Conferenza episcopale italiana che ha persino firmato un protocollo con il governo. Protocollo però, come abbiamo già notato, che non prevede l’obbligo di distribuzione della comunione in mano. 
Dal canto loro i fedeli hanno replicato con Redemptionis Sacramentum, l’istruzione in cui si ribadisce che non si può rifiutare il fedele che desidera ricevere la comunione in bocca, che resta la forma ordinaria della ricezione della Santa Ostia.
La decisione è una ferita nel corpo ecclesiale e non può essere altrimenti, Taussing ha anche detto di aver preso questa grave decisione in accordo con la Santa Sede. Sarà vero?
Di certo, quando negli anni ’60 le diocesi ribelli distribuivano la comunione in mano violando la legge della Chiesa, il Papa per cercare di andare incontro a loro e solo a loro, scrisse un indulto che è alla base della Memoriale Domini. Fu una disobbedienza legittimata.

Mutatis mutandis, cosa impedisce ora che, a fronte di un'altra disobbedienza, anche se legittima, si possa intevenire per i fedeli? Si arriverà a chiedere un indulto per poter fare ciò che fino a pochi mesi fa è sempre stato concesso? Improbabile: la questione della comunione imposta in mano senza alcun termine tocca il cuore della libertas eccleasie. E la Chiesa oggi non è più incline ad andare incontro al fedele che reclama. Bastona e basta. Soprattutto se deve punire quelle realtà "troppo cattoliche".

11 commenti:

  1. Vescovi che mandano la polizia a disperdere chi prega il Rosario. Tutto normale direi...anche una volta c'erano abusi.
    Circolare, non c'è niente da vedere.

    Continuate ad andare a "messa" da questi qui eh...poi pronti a giustificare tutto spaccando il capello in trentacinque per salvare l'insalvabile.

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  2. Il rosario usato come strumento di protesta è una cosa che mi fa vomitare. Nelle manifestazioni laiche usano gli slogan scanditi a ripetizione, questi usano le ave Maria. Non si prega per protestare,non si nomina il nome di Dio e della Madonna invano per trascinarli in beghe da comari. Potevano manifestare in silenzio o leggendo qualche testo edificante. Il vescovo ha fatto bene a chiudere il seminario non per la protesta (legittima stando a Redemptionis Sacramentum) ma per il modo strumentale di usare il rosario. Poi la storia del vescovo che si rifiutava di dare la Comunione in mano: sarebbe ora di finirla con i liberi battitori, quelli che fanno per conto loro. Se si fa parte di una comunità, ci si adegua alle regole, sennò si esce: se non gli piacevano le decisioni prese dalla conferenza episcopale di cui faceva parte, dava le dimissioni e si trovava un altro lavoro, perché se ogni volta che si prende una decisione spunta fuori il bastian contrario che ha capito tutto lui e gli altri non capiscono niente, è sempre un caos che non fa bene.

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    1. A me, invece, fanno vomitare quelli come te che vorrebbero silenziare ogni dissenso cattolico!
      Quindi, secondo il tuo illuminato sapere, anche i cristeros che andavano a combattere col Rosario tra le mani ne facevano un uso strumentale? I vandeani che sentivano Messa nei boschi prima di andare a combattere i rivoluzionari, strumentalizzavano la Messa?
      Qui siamo all'accecamento totale dato da decenni di deriva dalla Fede e dalla morale! Si applaude ai rivoluzionari e si danno mazzate a chi cerca di metterci una pezza.

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    2. si da il caso comunque che la Comunione sulla mano è un indulto possibile, non un obbligo, e le Conferenze Episcopali non sono organi di origine divino-apostolica (come invece lo è l'episcopato monarchico) ma semplicemente strutture create ad hoc per sopperire a dei problemi e che ora stanno mostrando tutta una serie di difetti

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    3. Le conferenze episcopali non sono di origine divina, ma si sa che ci sono e come funzionano e chi viene nominato vescovo diocesano sa che dovrà farne parte e che le decisioni verranno messe ai voti e poi sottoposte al Papa, al quale il vescovo ha giurato obbedienza, per l'approvazione. Le regole si sa quali sono, se uno non è disposto a stare alle regole può rifiutare la nomina episcopale, non è obbligatorio accettare: se accetta, sa che il sistema è quello, quindi dopo non può andare a dire che a lui le decisioni a maggioranza della conferenza episcopale non piacciono, doveva pensarci prima.

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    4. Quindi anche Carlo Magno che faceva pregare tutti i monasteri del suo regno per la riuscita delle sue campagne militari è da condannare?
      Anche S. Pio V che fece pregare il Rosario a tutto l'orbe cattolico per la vittoria di Lepanto, lo strumentalizzava? Il Rosario è un'arma, mettiamocelo bene in testa! E un'arma serve per combattere.

      PS: il S. Rosario fu rivelato a S. Domenico come mezzo per sconfiggere i catari albigesi, ma non ditelo all'anonimo delle 14.39, se no è capace di dire che anche la Madonna aveva sbagliato!

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    5. Io alle apparizioni mariane credo poco, quindi anche a quella di san Domenico: e lo dice uno che tutte le sere andando a spasso col cane si ferma a salutare le due statue della Madonna poste in paese. Io credo alla Maria dei vangeli, tutte 'ste madonne loquaci che spuntano come funghi da tutte le parti mi convincono poco. In questo caso comunque l'"arma" non è servita, visto che il vescovo ha chiuso baracca e burattini. Poi non avete capito: io non dicevo che non bisogna pregare: dicevo che non mi piace usare il rosario per protestare in manifestazioni di piazza, per fare dell'esibizionismo davanti ad un portone: anche il fatto di stare inginocchiati per terra come nella foto: è scena, non c'è il Santissimo nè niente, stanno in ginocchio davanti a un cancello e giustamente il vescovo ha chiamato la polizia, perché non si fanno assembramenti davanti ai cancelli. Voi sareste contenti se un gruppo di gente venisse sotto casa a vostra a protestare? Ma per piacere...ahahah

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    6. Ha ragione Anonimo delle 09:42. La vera dicotomia è tra i servi del potere, qualunque esso sia, e i cattolici, i quali hanno tutto il diritto di manifestare la propria cattolicità. Inutile dire che chi appartiene alla categoria dei servi, se vivesse in un paese islamico, non manifesterebbe certo per la laicità... il coniglietto sta sempre dalla parte del più forte, al contrario di quel che fece Gesù.

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    7. Ah, ok...Lourdes no, preghiera col cane sì! Meno male che ci sei te a sistemare la dottrina sulle rivelazioni private approvate dalla Chiesa.
      Ma poi che esempi fai? Che c'entra casa mia? A parte che se in casa mia si facessero, che so, riti satanici, i cattolici farebbero bene a mettersi davanti al portone a pregare, quindi anche chi prega in ginocchio davanti a planned parenthood per riparare i delitti di aborto è da condannare?
      Ma vatti a nascondere! Pensa al cane va', che è meglio.

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  3. Su molte cose avete ragione... ma teniamo presente che è un momento particolare: San Tarcisio aveva 15 anni quando portava la Santa Comunione ai Cristiani condannati e sicuramente non aveva le mani consacrate. I momenti di necessità giustificano alcune prassi non consone in momenti normali ovviamente con tutta la devozione ed il sacro rispetto che si deve a nostro Dio Sacramentato...

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    1. Infatti adesso l'amuchina e i guanti di plastica, la mascherina e le acquasantiere con dentro i flaconi di igienizzanti denotano proprio un sacro rispetto per il SS. Sacramento!

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