lunedì 29 aprile 2019

Sodomiti di nuovo alla riscossa in Diocesi di Torino: VERGOGNA!

 
MiL si è già occupata di questa grottesca vicenda (QUI e QUI). 
Oggi La Stampa (QUI) scrive  che si è tenuto,  in silenzio, il ritiro per gay per "insegnare la fedeltà"al compagno", organizzato dal plurincaricato don Gianluca Carrega (foto in fondo): egli infatti è  Referente Diocesano presso Cultura e Comunicazione – Centri Culturali, Direttore presso Ufficio per la Pastorale della Cultura, Docente di Facoltà presso Istituto Superiore Scienze Religiose, Membro di Consiglio presso Consiglio Presbiterale, Docente di Facoltà presso Facolta’ Teologica – Ciclo Istituzionale Sezione Parallela dell’Italia Settentrionale. 
Bontà sua l'articolista della stampa (che forse  ha più buon senso della Curia torinese) scrive che "[...] non è mancato qualche momento un po' frizzante".

Riportiamo le parole del nostro amico Mons. Favella di commento: 
"A quando il ritiro spirituale dove spiegare agli adulteri come cornificare le mogli o i mariti secondo il Vangelo? E gli Esercizi Spirituali per insegnare ai ladri a rubare con pietà cristiana? E il campo scuola parrocchiale per spacciare droga agli adolescenti, dal tema "Lasciate che i piccoli vengano a me"?
QUI un commento FB di Costanza Miriano: "
Quindi alla fine la diocesi di Torino è andata avanti, e dopo avere rimandato ha infine tenuto davvero il corso per "insegnare la fedeltà alle persone dello stesso sesso".  Il Catechismo della Chiesa Cattolica però continua ad annunciare che gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati, quindi non vedo come una diocesi della Chiesa Cattolica possa permettere che si insegni la fedeltà a un disordine. Come si può insegnare a rimanere in qualcosa che ferisce l'uomo nella sua più profonda identità, come si può aiutare qualcuno a rimanere nel peccato, che vuol dire "sbagliare mira"? E' come se una mamma che vede suo figlio che si fa del male lo aiutasse a rimanerci sempre più dentro.  E' legittimo (e anche molto comune) pensarla diversamente, ma non è legittimo insegnare diversamente a nome della Chiesa Cattolica, perché la Chiesa ha duemila anni di storia, si fonda sul sangue dei martiri, consegna un sapere che non è di nessuno se non di Cristo, e nessuno lo può modificare a suo piacimento.  Si può sempre fondare un'altra chiesa, ma non si può fare quello che si vuole della nostra."
Una risata li seppellirà diceva - sembra  - Bakunin. Ma spesso la farsa si traduce in tragedia.
S.E.R. l'Arcivescovo di Torino Nosiglia ha qualcosa da dire?
E noi genitori dovremmo dare in mano a questi sacerdoti l'educazione dei nostri figli?
Luigi