domenica 20 agosto 2017

San Bernardo Abate e l'ideale del cavaliere cristiano contro il cavalierato mondano

Festa di S. Bernardo di Chiaravalle, abate, confessore e dottore. 
Un santo dalla forte personalità, tutt'altro che debole e debosciata. 
A lui si devono, tra le innumerevoli opere scritte lasciate De laude novae militiae, Lauda per la milizia cristiana, dedicata a Hugues de Payns, primo maestro dell'Ordine dei Cavalieri Templari, per estirpare l'eresia ed il male degli infedeli maomettani.
Questo è l'ideale del cavaliere cristiano contro il cavalierato mondano, che, all'epoca, era divenuto ormai corrotto.
Per questo S. Bernardo scrisse di proprio pugno la primitiva regola dell'Ordine del Tempio, composta di 72 articoli.
(FP)



San Bernardo e la Cavalleria  
di Roberto de Albentiis 

Oggi possiamo dire che l’antico ideale della Cavalleria, dell’eroismo sacro (cristiano certamente, ma se pensiamo bene anche il mondo islamico e scintoista ha espresso un proprio codice cavalleresco), è tramontato ingloriosamente, e anche la recente cronaca – vedasi la vicenda del ragazzo italiano ucciso nell’indifferenza di tutti i presenti ( articolo MiL QUI N.d.R.) nella discoteca spagnola – sembra confermare ciò; del resto, decenni di istruzione e propaganda contro la virilità, le grandi cause della famiglia, della patria e della religione, gli antichi valori hanno potuto fare ciò, e così i giovani, salvo lodevoli eccezioni, vengono su o deboli, confusi ed effeminati oppure, se forti, violenti e prevaricatori, in quanto mancanti di buoni valori e soprattutto di validi maestri ed esempi. 

La Cavalleria pare sopravvivere, per ironia, nelle istituzioni massoniche o paramassoniche,
dal momento che la mitologia templare (ben lontana dalla realtà storica dei fatti, sia chiaro) e il grado di cavaliere e gran maestro rivestono la loro importanza nei vari riti e obbedienze che, sebbene siano nati in ambito comunque cristiano – quello anglicano – presentano, quando va bene, una vaga spiritualità deista e para/pancristiana, e quando va male un ateismo e un anticristianesimo di fondo, in entrambi i casi incompatibili con la Cavalleria tradizionale e autentica, che nacque cristiana.

Eppure, proprio dall’anglicanesimo venne, a inizio del XX secolo, un interessante recupero della Cavalleria cristiana, e questo fu lo Scoutismo, fondato nel 1907 da Lord Robert Baden-Powell, generale dell’esercito imperiale inglese: scrivendo il suo “Scoutismo per ragazzi”, B.-P. parlava chiaramente degli Esploratori come moderni cavalieri, che avevano in San Giorgio e in Re Artù il loro esempio per tutti i giorni. 

Nei tempi antichi i cavalieri erano i veri scouts e le loro regole erano molto simili alla Legge Scout che noi abbiamo ora. I cavalieri consideravano il proprio onore come il loro più sacro bene. 
Non avrebbero mai compiuto un'azione disonorante, come dire una menzogna o rubare. Sarebbero piuttosto morti. 
Erano sempre pronti a combattere e farsi uccidere per difendere il loro re, la loro religione o il loro onore.” 

Il fondatore della Cavalleria cristiana fu, in piena epoca crociata, San Bernardo di Chiaravalle (1090 – 1153), di cui andremo a parlare: nato in una famiglia della piccola nobiltà francese, studiò grammatica e retorica; entrato tra i Canonici della sua città, con alcuni amici e parenti si ritirò in eremitaggio e, infine, si fece monaco presso il monastero cistercense di Citeaux. 

Desideroso di maggiore perfezione, decise di ritirarsi con alcuni compagni presso Clairvaux (Chiaravalle in italiano), dove fondò una nuova Abbazia e un nuovo ordine; la nuova fondazione attirò ben presto sempre più numerosi monaci. 

Fu molto attivo nelle vicende ecclesiali e politiche del suo tempo: criticò le interpretazioni lassiste della regola benedettina e dei canoni, si espose contro le eresie anti-eucaristiche e anti-trinitarie, predicò contro le ingerenze regali e imperiali nella vita della Chiesa e a favore delle Crociate in Terra Santa; uno dei santi più grandi e venerati del Medioevo cristiano, venne venerato come Taumaturgo e Padre e Dottore della Chiesa. 

Tra il 1128 e il 1136 scrisse il “De laude novae militiae ad Milites Templi”, in cui esaltava i cavalieri crociati “per la vendetta dei cattivi e per la laude dei buoni”, dedicandolo a Ugo di Payns, Gran Maestro dei Templari: con questa opera, San Bernardo lasciò una traccia indelebile per tutto il resto del Medioevo e buona parte dell’epoca controriformistica e moderna, giungendo l’ideale e l’epopea della cavalleria almeno fino alla Grande Guerra. 

Possa San Bernardo di Chiaravalle ispirare sentimenti di cavalleria ed eroismo in tutti noi, e specialmente nei più piccoli e nei giovani!  

Fonte: Campari&De Maistre ( QUI )

Immagine 1: Emile Signol, S. Bernardo predica la seconda crociata in presenza del re Luigi VII, della regina Eleonora d’Aquitania e dell’abate Suger, a Vézelay in Borgogna il 31 marzo 1146. 
1840, Castello di Versailles e di Trianon, Versailles.

Immagine 2: Autore sconosciuto XVII sec.  "S. Bernardo regge l’Abbazia di Clairvaux".

Vedere anche: Scuola Ecclesia Mater ( QUI )