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mercoledì 8 febbraio 2012

" Sì! Rinasce! Rinasce e in esultanza mi porta via con sé… La Speranza !"


Approfittando della mia forzata permanenza in casa ho guardato il lungo video sul sito http://www.newliturgicalmovement.org/2012/02/solemn-pontifical-mass-in-miami.html relativo al Pontificale che S.E.R. Mons. Thomas Wenski, Arcivescovo Metropolita di Miami, USA, ha officiato il 2 febbraio scorso in una chiesa straordinariamente e compostamente gremita di fedeli.
Mi sono posto subito la domanda : “ Perché in Italia questo non avviene ? Perché un Vescovo o un Arcivescovo Diocesano in occasione di una festa non propone nella sua Cattedrale un Pontificale nell’antico rito della Chiesa ?”
Io penso che un Pontificale nel rito antico, adeguatamente spurgato da talune maniacali pretese di noi tradizionalisti, che possono obiettivamente far fuggire i fedeli che non sono preparati, potrebbe giovare alla spiritualità delle nostre diocesi rinsecchite dallo “stile liturgico della CEI ” …
Certamente non mi faccio illusione che i nostri connazionali, Vescovi compresi, possano avere la stessa resistenza di quelli di Miami …
Spetterebbe in primis alle Diocesi rendere visibile la ricchezza per tutta la Chiesa dell’antico rito romano che è stato valorizzato dal Motu Proprio “Summorum Pontificum” di Papa Benedetto XVI.
Occorre, però, una certa cautela.
Se dovessi organizzare io un Pontificale nell’antico rito per la mia Diocesi, non esiterei, conoscendo la realtà locale, di proporre al cerimoniere che le letture siano cantate in italiano e il Graduale in tono salmodico anche per sfatare l’ormai celebre frase, attribuita ad un Porporato, che da qualche mese risuona negli ambienti vaticani : “ … i tradizionalisti , specie quelli italiani, sono un problema perché non accettano alcun cambiamento, sollevando solo polemiche e dietrologie anche per la scelta di un paramento …”
All’Emintentissimo, senza polemica, vorrei umilmente replicare che noi non siamo secondi nella lista del conservatorismo perchè siamo stati abbondantemente preceduti dal solito establishment ecclesiastico, specie della CEI, che più o meno apertamente avversa la “linea” liturgica del fin troppo mite e paziente Papa Benedetto XVI !
L’impostazione liturgica del Papa che, occorre ricordarlo ancora una volta, non è neppure riuscita a sbarcare nel centro dell’Adriatico … sostituita da quella specie di paccottiglia liturgica che i Vescovi della CEI sono stati in-capaci di offrire in occasione del XXV Congresso Eucaristico di Ancona nonostante i lodati esempi delle belle liturgie papali a Sulmona, Venezia e San Marino.
Per fortuna la Celebrazione conclusiva del Santo Padre ha risollevato le basse quotazioni liturgiche del Congresso Eucaristico .
In generale possiamo dire che l’esempio di pacificazione liturgica del Papa è stato accolto in modo riduttivo dall’insieme dei vescovi italiani che sono piuttosto restii a recepire il nuovo indirizzo voluto dal pontefice.
Mi ha raccontato, ancora turbato, il vice parroco di una Cattedrale che in occasione della festa della Candelora aveva messo sopra l’Altare la Croce e i candelieri, come il Papa fa sempre.
Se ne è accorto il suo Vescovo il quale, in modo molto deciso, ha mandato un Sacerdote a rimuovere tutto pochi minuti prima della Messa dicendo : “ Il Vescovo ha detto che qua non siamo in Vaticano …”.
Numerosi altri episodi concorrono a rafforzare l'impressione di una sorda resistenza dei vescovi italiani per la ripresa di un’attenzione per la liturgia sopita da troppi decenni, con i frutti che tutti noi lamentiamo.
Su un piano generale si può osservare che il modo di procedere è ancora quello ampiamente sperimentato, con indubbia abilità e efficacia, dal progressismo internazionale in tutti questi anni: la Comunione sulle mani e le stesse manine alzate dei fedeli al “ Padre nostro” sono ormai una consuetudine che non potrà essere sanata, come ha amaramente constatato un prelato vaticano.
L’organicità delle azioni degli oppositori della linea benedettiana rivela l'esistenza di un disegno, di una deliberata volontà di contrastare le scelte del Pontefice nel momento stesso che esse vengono formulate.
Seguiamo lo svilupparsi di queste perverse azioni che sembrano dire, come leggerete sotto : « Tranquillizzatevi! Lasciate pure parlare il Papa; ci siamo noi che facciamo come vogliamo noi » oppure altre soavità del tipo : « Il Papa sta a Roma, qua ci sto io» e/o « Io seguo il Papa ma non in tutto» .
Con queste frasi il pensiero e il desiderio del Papa, mai apertamente contraddetti, vengono semplicemente eliminati.
Come se il Papa non avesse parlato, non avesse esposto chiaramente la sua volontà.
E' il trionfo del feroce conservatorismo liturgico annidato soprattutto nella CEI.
Il travisamento delle direttive papali : mai un Papa è stato così ignorato come lo è Benedetto XVI soprattutto per quanto sta facendo per la Santa Liturgia.
Addirittura, proprio oggi, il solito acidulo giornalista-professore-storico ha sferrato un altro forte attacco al Papa e al suo diretto collaboratore per la Liturgia Mons.Guido Marini, più o meno le stesse cose che dovetti udire, senza purtroppo poter replicare, da alcuni Vescovi .
Un noto adagio popolare dice che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
La fretta, infatti, di contrastare il pensiero del Papa e di stravolgerne le direttive è tale da indurre i traditori ad abbandonare ogni cautela, forzandoli ad agire scopertamente.
Ne sono stati esempi la recente, inutile, distruzione dell’interno di una Cattedrale e l’abbandono dei fedeli che hanno cercato di difendere il Volto Santo di Cristo, offeso e dileggiato in uno spettacolo teatrale.
Ma c’è di più !
Assieme alla tempesta di neve, preannunciata per il fine settimana, se ne prevede un’altra di ben più ampie dimensioni.
Uniti in un diabolico “pactum sceleris” due testate giornalistiche, una religiosa ( sic !) e l'altra laica, stanno vomitando una serie di accuse contro uno dei più equilibrati e attivi gruppi ecclesiali italiani nati dopo il Motu Proprio con l’intento di dimostrare che la Messa in latino, che sta prendendo piede in Città, sarebbe "motivo di divisione per i fedeli".
Noi pensiamo, avendone le prove, che essi vogliono in realtà colpire, ancora una volta, la “ linea benedettiana” quindi il Papa stesso !
Anche sotto la neve si conserva tuttavia intatta la speranza, che è una virtù cristiana.
Chiedo per questo agli amici di MiL di raddoppiare le preghiere : “Ut inimícos sanctæ Ecclésiæ humiliáre dignéris, te rogámus, audi nos “.
Andrea Carradori

“Il divismo di teologi, di scrittori, di figure della protesta: ecco un dolore, una sofferenza per la Chiesa di oggi: coloro che denigrano il passato della Chiesa per affermare che è proprio dal rinnegamento di esso che la Chiesa riemergerà più autentica. La presente situazione della Chiesa è una delle più gravi della sua storia, perché questa volta non è la persecuzione esteriore a impugnarla, ma la perversione dall’interno. Più grave. Ma le porte dell’inferno non prevarranno”. (Card. Giuseppe Siri)

Foto : Particolare del centro storico della Città di Pennabilli durante le forti nevicate dei giorni scorsi in una foto di Claudio Ricci . Dalla neve spunta solo una piccola pianta: la speranza.

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