mercoledì 8 giugno 2011

"La Civiltà Cattolica" mette in castigo de Mattei. E l'Osservatore Romano



La polemica sul terremoto in Giappone come “castigo di Dio”, accesa da un intervento del professor Roberto de Mattei, vicepresidente del CNR, a Radio Maria del 16 marzo scorso, è arrivata fino alle alte stanze vaticane. La segreteria di stato ha approvato parola per parola una confutazione delle tesi di de Mattei fatta stampare sul numero del 21 maggio de “La Civiltà Cattolica“, a firma del gesuita Giandomenico Mucci, col titolo “La verità e lo scandalo”.

Nel sito della rivista l’articolo di padre Mucci non è accessibile. C’è solo il suo riassunto, che è questo:

LA VERITÀ E LO SCANDALOQuaderno N°3862 del 21/05/2011 - (Civ. Catt. II 319-424 )Giandomenico Mucci S.I.

L’articolo commenta un episodio che ha avuto molto rilievo sulla stampa. Il prof. Roberto de Mattei ha parlato di un probabile castigo divino sul Giappone sconvolto dal terremoto e dallo tsunami. L’articolo critica questa opinione alla luce di quanto insegna la Chiesa sul male fisico e della centralità che la fede in Cristo deve avere anche nell’interpretazione di tali drammi. Nel piano divino non esistono disgrazie, ma tutto è grazia. Questa è la salvezza: non sempre siamo salvati dal dolore, ma sempre veniamo salvati nel dolore. In realtà la sofferenza umana ha qualcosa di incomprensibile che può placarsi soltanto pensando e credendo che Dio non è indifferente al dolore degli uomini, tanto che vi ha preso parte nel Figlio. Sulla centralità di Gesù, quando si affronta il problema del male del dolore, insistono i documenti della Chiesa.

© Civiltà Cattolica pag.351-356



La ferma controreplica di de Mattei non si è fatta attendere. È comparsa il 1 giugno sul sito messainlatino.it
In Essa de Mattei non solo ribadisce che le sue tesi “sono basate, parola su parola, sul Catechismo della Chiesa Cattolica, sulla teologia di sant’Agostino e di san Tommaso d’Aquino e sulle parole di innumerevoli santi”, ma chiama a propria difesa anche l’udienza generale di Benedetto XVI del 18 maggio, nella quale il papa, commentando la preghiera di Abramo a Dio perché risparmiasse Sodoma e Gomorra, aveva detto che “non è il castigo che deve essere eliminato, ma il peccato, quel rifiuto di Dio e dell’amore che porta già in sé il castigo”.

fonte: laciviltàcattolica.it via l'espressoblog (blog d'autore-Magister)

67 commenti:

  1. Articolo completo inaccessibile? Ottimo!!

    La civiltà cattolica pesa meno di una pagina di questo blog, e finché i tromboni vaticani non lo capiscono, sarà sempre uno spasso.

    RispondiElimina
  2. Dicasi stroncature....

    RispondiElimina
  3. La Segreteria di Stato si rilegga le catechesi di Benedetto XVI su Sodoma e Gomorra..

    RispondiElimina
  4. La Segreteria di Stato si ripassi l'Atto di Dolore Cattolico, recitato da penitenti Cattolici, approvato dalla Chiesa Cattolica e perfino dal Vaticano II! Toh!

    RispondiElimina
  5. La Segreteria di Stato si rilegga il Diaro di Santa Faustina Kowalska, fatta Santa dopo il Vaticano II dal Beato Giovanni Paolo II...

    RispondiElimina
  6. Ecc, ecc, ecc..

    RispondiElimina
  7. bhè scusate allora nelle zone non sismiche sono tutti santi e buoni? e al contrario nelle zone sismiche c'è un'alta densità di peccatori? suvvia, ragionate col cervello, e studiate la scienza se volete capire perchè accadono i terremoti!

    RispondiElimina
  8. Certo che, le leggi di Natura, non sono indipendenti da DIO. Anzi,
    sono le "Cause seconde" (o forse, addirittura "Terze") di cui DIO ama
    servirsi. Prima ancora di creare il mondo, DIO sapeva tutti & i singoli gli
    eventi di oggi. Nel momento in cui ha, per così dire "Scritto" tali leggi,
    con le loro evenienze (sismicità in certe zone, meno che in certe altre,
    etc.) lo ha fatto, tenendo conto anche delle lezioni che volva dare agli
    uomini  e delle meditazioni che voleva spingere in loro. E sapeva bene anche
    che ci sarebbero stati coloro che ne avrebbero, magari in buona fede,
    esagerato o minimizzato la portata. Forse, il "male minore" è proprio
    "Esagerarla". Forse non farà da "parafulmine" per determinati eventi (ma chi
    lo ha detto? perchè non, quanto meno, potrebbe "Alleggerli"?) ma certamente
    costituirà merito per l'unica cosa che conta: l'altra vita;

    RispondiElimina
  9. Allora De Mattei andasse tra gli abitanti dell'Aquila a dirgli che sono dei peccatori e che quindi si sono meritati il terremoto... ma si vergognasse

    RispondiElimina
  10. pepito sbazzeguti8 giugno 2011 13:14

    Lei ha la visione totale della Provvidenza divina,vero?

    RispondiElimina
  11. pepito sbazzeguti8 giugno 2011 13:16

    La domanda vale anche per lei.
    E leggete de Mattei

    RispondiElimina
  12. Sulle vicende di L'Aquila consiglio il ghest dei miei stivali di informarsi su padre D'Ascanio.

    RispondiElimina
  13. sulle vicenda di l'Aquila consiglio trippaus di studiarsi un pò di sismica e di tettonica delle placche. ribadisco, tale teoria non sta in piedi poichè si dovrebbe suppore che nelle zone non sismiche non ci siano peccatori. e poi un Dio che punisce i molti per il peccato di alcuni bhè... ma che Dio di amore e misericordia...

    RispondiElimina
  14. Che massa di ignoranti... Basta leggere il Vangelo!!!: "...se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo!" E Fatima?
    Quanta cecità!...ed è questo il peccato più grave.
    Ah si, i peccati contro il sesto, oceani di peccati oggi!, hanno il loro peso!...ma sono in un certo senso "meno gravi"...Dio usa misericordia...conosce la debolezza della volontà e l'impeto della concupiscenza.
    Ma i "peccati spirituali"...risedono in una malizia della volontà...un'ostinazione a non vedere che "grida vendetta", cioé purificazione. Castighi appunto.
    Per i ciechi, oltre a novene a S. Lucia, si consiglia un buon dizionario di latino. Castigo da castum facere, rendere puro, ovvero purificare.

    RispondiElimina
  15. L'esempio di L'Aquila non calza per nulla.. De Mattei non si è espresso dando un giudizio sulla quantità e gravità di peccati della popolazione soggetta al terremoto, bensì afferma che deve servire come monito di riflessione sulla precarietà del nostro soggiorno nel mondo, e occasione per il pentimento di tutti i peccatori della terra. Dalle tragedie naturali Dio trae del Bene. Banalmente Dio scrive dritto anche sulle righe storte e non è detto che qualche tragedia non facccia scaturire grazie.

    RispondiElimina
  16. Caro ospite, anche un terremoto in Giappone o in Patagonia e ancor più un terremoto nella più vicina Aquila può essere un grave avvertimento per un peccatore. Non c'è bisogno di aspettare che il terremoto abbia epicentro nel proprio giardino per ravvedersi! In questo caso potrebbe già essere un castigo, anche se non é bello sentirselo dire.
    È erronea la sua interpretazione: dove c'è terremoto, c'è peccato e rispettivamente dove non c'è non c'è peccato. Le cose sono più complesse.
    Se poi lei pensa di vedere il dito di Dio scendere dal cielo a punire i peccatori come un bambino che schiaccia le formiche nei paraggi di un formicaio, allora penso che qui siamo veramente nel ridicolo.

    RispondiElimina
  17. veramente De Mattei ha detto proprio che Dio punisce i molti per i peccati di alcuni, ed in questo c'è un giudizio sulla gravità e sulla quantità di peccati commessi dalla popolazione colpita. ma se non siete daccordo con questa interpretazione non siete daccordo con De Mattei, e me ne compiaccio.

    RispondiElimina
  18. Il fatto è che certi soloni sono talmente impegnati ad incensare il Dialogo, la Pace, il Terzomondo, che vedono qualsiasi discorso tradizionale (in termini di liturgia o dottrina) come fumo negli occhi.

    Comunque i castighi divini non si limitano a terremoti e tsunami (come indirettamente asseriscono coloro che insultano De Mattei conoscendone il caso solo attraverso i titoloni di Repubblica).

    RispondiElimina
  19. Il caso De Mattei8 giugno 2011 14:20

    Non si è capito ancora bene: se De Mattei ha detto:

    A) che i terremoti <span>possono essere anche</span> castighi divini, ma che si tratta di un mistero insondabile per l'uomo, il quale non può stabilire con certezza se e quando lo siano e se e quando no.

    B) che i terremoti, e in particolare l'ultimo verificatosi in Giappone, <span>sono probabilmente</span> un castigo divino.

    C) che i terremoti, e in particolare il recente sisma con tsunami accaduto in Giappone, <span>sono certamente </span>un castigo divino.

    o se, come i modernisti più esaltati gli rimproverano, abbia professato la tesi A, perfettamente ortodossa, con surrettizia allusione alla tesi B o C, in cui i tradizionalisti più esaltati si riconoscono.

    RispondiElimina
  20. OT

    O quando un vescovo esorta il suo clero a non promuovere il Rito Antico, contestando chiaramente Benedetto XVI e l`U.E., ancora un vescovo per cui vale il : "il Papa sta a Roma qui comando io", ancora un vescovo, oramai solo formalmente in unione con il Successore di Pietro, che abusa del suo potere. 

    http://blogs.telegraph.co.uk/news/damianthompson/100091019/archbishop-conti-tells-clergy-do-not-promote-the-extraordinary-form-of-the-mass-there-is-no-call-for-it/

    Roma starà a guardare?

    RispondiElimina
  21. Certo che dopo tre (fr. Cantalamessa, Biffi e Mucci) stoncature ricevute ...

    RispondiElimina
  22. Cattolico Tradizionalista8 giugno 2011 14:56

    Davvero scandaloso!!!

    RispondiElimina
  23. A) che i terremoti <span>possono essere anche</span> castighi divini, ma che si tratta di un mistero insondabile per l'uomo, il quale non può stabilire con certezza se e quando lo siano e se e quando no.

    De Mattei ha fatto l'ipotesi A. Ho ascoltato la puntata di Radio Maria in cui ha epresso questo pensiero.

    RispondiElimina
  24. Personalmente, ritengo che si sia un certo gusto di épater la bourgeoisie da parte di alcuni tradizionalisti. Va bene essere fedeli alla Tradizione, ma con certe considerazioni ci si va a ficcare in un ginepraio teologico e gli atei, gli agnostici e i catto modernisti hanno buon gioco ad attaccare. 

    Io ricordo a tutti <span>Luca 13,1-9 </span>

    <span>In quel tempo, si presentarono a Gesù alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. 
    Prendendo la parola, Gesù rispose: “Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Siloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? </span>

    Che non può farci che bene. 

    RispondiElimina
  25. semplicissimo. Il nuovo Testamento ci insegna che le disgrazie possono anche essere qualche volta punizione per i peccatori, ma soprattutto (cosa mai detta prima) Gesù con la Sua Vita e la Sua Passione (e Maria con Lui nella Beata Compassione) ci insegna che i giusti e i peccatori sono colpiti allo stesso modo quaggiù, perché il patire quaggiù è prima di tutto una benedizione; ugualmente e a contrario ci insegna che star bene in questo mondo non è necessariamente un segno della benedizione di Dio, ANZI spesso è vero il contrario. Beati quelli che piangono... Saltarsene fuori con questi discorsi da parte di De Mattei è perlomeno superficiale, e condivido assolutamente il giudizio del mio omonimo qui sopra.

    RispondiElimina
  26. De Mattei non è il verbo incarnato e nemmeno un vescovo o il papa. Le sue idee teologiche valgono quanto le mie. Quindi lasciamolo scrivere e dire liberamente. Tutti ghignano alle sue spalle (a parte i tradizionalisti) e non si accorge che è preso per matto. Che scrive e tutti ridiamo.

    RispondiElimina
  27. Io non rido affatto

    RispondiElimina
  28. io mi preoccuperei ed occuperei di quanto scrive l'attuale "Civiltà Cattolica", L'Osservatore Romano e la Segreteria di Stato, sia su De Mattei che su altri, tanto
    quanto mi occupo e preoccupo di ciò che dice Topolino e Minnie..............  ;)  

    RispondiElimina
  29. piuttosto sarebbe interessante occuparsi (e anche preoccuparsi) della druidessa biondochiomata in paludamenti sacerdotali seduta a fianco al vescovo di Glasgow, come si vede nella  foto del link di Luisa:

     http://blogs.telegraph.co.uk/news/damianthompson/100091019/archbishop-conti-tells-clergy-do-not-promote-the-extraordinary-form-of-the-mass-there-is-no-call-for-it/

    RispondiElimina
  30. Il caso De Mattei8 giugno 2011 17:09

    Quindi se la Civiltà Cattolica scrive: "Il prof. Roberto de Mattei ha parlato di un <span>probabile</span> castigo divino sul Giappone sconvolto dal terremoto e dallo tsunami", scrive un'inesattezza. Il fatto però che De Mattei non abbia basato la sua replica su questo punto, che è quello decisivo, ingenera non solo l'equivoco <span>che abbia professato la tesi B o C,</span> ma anche il sospetto che "<span>abbia professato la tesi A, perfettamente ortodossa, con surrettizia allusione alla tesi B o C</span>".

    Certamente, al di là della tesi in sé (io sono tra quelli che sottoscrive l'idea che le catastrofi naturali sono un grande mistero e che non si può escludere che tutte o in parte possano essere messe in relazione con i decreti divini), De Mattei ha offerto un cattivo servigio alla dottrina, esprimendosi in modo poco chiaro e al momento sbagliato.

    RispondiElimina
  31. Siamo sicuri che la biondochiomata sia proprio una donna? A volta le apparenze ingannano. Se lo fosse veramente, allora bisognerebbe ribellarsi al vescovo e denunciarlo alla Santa Sede.

    RispondiElimina
  32. Claudio Sinclair8 giugno 2011 17:57

    La parola è d'argento ma il silenzio, in talune circostante, è senz'altro d'ORO, financo di platino!!!

    RispondiElimina
  33. Claudio Sinclair8 giugno 2011 18:03

    Ma allora anche nella Chiesa Cattolica Romana si ordinano le donne! Ma da quando? Non ne sapevo nulla!!

    RispondiElimina
  34. Ma da dove deriva questa conoscenza cosi' profonda e particolareggiata delle azioni e dell'operato di Dio? Ci manca di fargli anche la carta di identità (o il permesso di soggiorno) e possiamo invitarLo a porta a porta o a annozero...
    Mi pare che si preferisca parlare più del Mistero SVELATO che del Mistero Rivelato...le bellissime pagine scritte da S.Agostino, S.Tommaso e simili non ci raccontano niente di matemativamente certo ... sono solo ipotesi teologiche nelle quali l'operato di Dio è concepito simile alle azioni degli uomini  bonta'=ricompensa peccato=punizione  quasi un codice di procedura penale: ma chi conosce realmente il Mistero di Dio fino a poter dire che ha stabilito questo e quello?...se si ipotizza una punzione per gli eventi del Giappone non oso pensare cosa si ipotizzi per i gulag siberiani o l'olocausto degli ebrei...o più maliziosamente per il virus dll'aids...

    RispondiElimina
  35. Ma dai! Ancora con queste cavolata sui castighi? Sull'inferno? Sul peccato?
    Non esiste niente di tutto questo! Reazionari tradizionalisti...non sapete che basta recitare la coroncina della divina misericordia per salvare il mondo intero in un batti baleno? Ma certo...Faustina Kowalska docet!

    http://www.apostolidegliultimitempi.it/file_utente/scritti/MISERICORDIA%20E%20GIUSTIZIA.pdf

    RispondiElimina
  36. Non è una donna, ma un "collega" del vescovo con un`acconciatura molto carina e femminile.

    RispondiElimina
  37. È un uomo...sì, sì!

    RispondiElimina
  38. beh è ridicolo tutto ciò! ancora dopo la figuraccia fatta con Galileo la teologia cerca di dar giustificazione alle leggi naturali ??? Ma punizione divina di cosa???!! Si chiama tettonica a Zolle...

    RispondiElimina
  39. <span>Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti ...gli Europei?  </span>
    Sono perplesso che s'è messo in mezzo anche il teologo Inos Biffi. Vedremo chi la spunterà. Le parole del Papa che  de Mattei cita sono chiarrissime. I Teologi in verità sono anch'essi discepoli che devono ascoltare il Maestro o i Maestri uniti al Papa.Adios.

    RispondiElimina
  40. Vuoi vedere che anche ciò che noi chiamiamo paradiso, per alcuni é solo decomposizione organica... Cerchiamo di esser seri e di distinguere la fisica dalla metafisica!

    RispondiElimina
  41. Le catastrofi naturali sono castigi dovuti al peccato originale, non ai peccati personali. Nessuno è esente dal peccato originale. Né gli aquilani, né i giapponesi.

    RispondiElimina
  42. Gesù dice anche che ci sarebbero state catastrofi naturali. Comunque, castigare vuol dire "rendere casto".

    RispondiElimina
  43. Può esser gastigo... può esser misericordia...

    RispondiElimina
  44. Non si tratta di catastrofi naturali, ma della scelta di un uomo, Pilato, il quale ha usato il liberto arbitrio. Gli tsunamini non hanno il libero arbitrio.

    RispondiElimina
  45. Redazione di Messainlatino.it8 giugno 2011 21:45

     Intervento decisamente mirato: studiando filosofia ( la buona filosofia, di San Tommaso) si parte dal distinguere la fisica dalla metafisica.
    Persino molte opere dello Stagirita sulla fisica oggi sono scarsamente utili, mentre quella sulla metafisica pongono la base per tutta la metafisica tomista.

    Certo, se uno abbraccia una filosofia che nega l'importanza ( o l'esistenza ) della metafisica, allora il discorso è un gettare parole al vento.

    Sebastiano P.

    RispondiElimina
  46. Gesù disse a Santa Faustina che avrebbre CASTIGATO Varsavia a causa degli aborti.

    RispondiElimina
  47. Gesù disse a Santa Faustina che avrebbe CASTIGATO Varsavia a causa degli aborti. Neppure Gesù conosceva la teologia?

    RispondiElimina
  48. Marco da Cormòns8 giugno 2011 22:07

    Un ragionamento forse banale: come può essere considerata quell'evento tragico che è la morte fisica? Castigo o grazia?
    Personalmente la morte e la sofferenza mi rendono più sensibile alle verità ultime.

    RispondiElimina
  49. Vorrei sbagliarmi, ma ho l'impressione che molti non hanno sotto mano tutto l'articolo del de Mattei.  E' di una estrema chiarezza e bellezza.

    Poi dico:(sottovoce e con tutto rispetto ai Teologi I.Biffi, e M. della Civ Cat) E' verissimo che Cristo Gesù - Bontà infinita -  ha soddisfatto per noi; però c'è anche da parte nostra ( di tutti; anche dei pagani, anche degli innocenti ,  non solo battezzati)   l'obbligo di soddisfare CON  Lui.  La Sess. XIV, c. 12 del Trident. dice: "Se qualcuno affermasse che Dio rimettendo la colpa rimetta sempre anche tutta la pena (...) A.S." E'  De fide.

    La sacra Scrittura prova poi con fatti e parole che non sempre la pena duvuta al peccato sia<span> tutta</span> condonata o rimessa<span> con</span> la  colpa. Adamo, Mosè, Aronne e Davide l'hanno sperimentato. SE SI NEGASSE poi IL CASTIGO dovremmo dire che siamo diventati (un po') protestanti i quali affermano che le pene il Signore ce le manda solo per emendarci e non per altro. Quando invece ce le infligge per castigo del peccato.

    A me poi  hanno sempre insegnato che alla Passione di Cristo pur non mancando nulla, manca la nostra partecipazione. Mistero della nostra fede che ci  nobilita rendendoci con-redentori e ..salvatori.

    RispondiElimina
  50. Esegesi trad.di Luca XIII,1-99 giugno 2011 00:27

     "O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise,
     credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?"

    Volete sapere quale è stata per secoli l'esegesi più diffusa di Luca XIII,4?
    sECONDO tale interpretazione, gli ascoltatori di Gesù in quell'occasione,
    capirono benissimo che, Nostro Signore voleva dire loro :"Ben conoscevate
    chi erano i diciotto di quel giorno. E ben sapete che non erano nè più, nè
    meno peccatori della maggior parte di voi. RINGRAZIATE IDDIO, poichè, PER
    *ORA* ha deciso di *PUNIRE* solo loro. Punirli, non solo e non tanto tramite
    la morte violenta che avete visto con i vostri occhi, ma anche,
    principalmente e soprattutto con le MERITATE punizioni che sta infliggendo
    loro nell'altro mondo
    . Pertanto, ripeto: ringraziate DIO del dono gratuito
    che vi ha fatto del TEMPO in più che vi ha voluto concedere (e che non ha
    voluto concedere loro) e fatene profitto CONVERTENDOVI. Altrimenti vi
    esporrete a punizioni peggiori".
    DIO ci benedica e ci dia Luce & Forza, almeno quanto basta per impedire che
    vane favole NON ci facciano profittare dei moniti che ci manda.

    RispondiElimina
  51. il probelema è chi vuole interpretare con la metafisica le leggi della fisica... il che non vuol dire non riconoscere l'importanza della metafisica significa solo usare il giusto strumento di lettura... non c'è relazione tra una catastrofe naturale e il comportamento di un popolo. Non vorrei che il cattolicesimo scadesse nella superstizione... non mi vedrei bene a pregare San Vesuvio perchè non erutti! 

    RispondiElimina
  52. come se gli aborti ci fossero solo a Varsavia.... avrebbe dovuto castigare pure l'Italia. Ops dite che Berlusconi sia il castigo di Dio???? !!! chiediamo a de Mattei!

    RispondiElimina
  53. Allora ci dovrebbero essere terremoti tutti i giorni, in tutti i centri abitati.

    RispondiElimina
  54. Ma come mai questi vescovi non vengono travolti dalle catastrofi naturali? Sono contro il Papa, cono la Tradizione, contro il bene della Chiesa, ma i loro peccati li devono scontare i poveri giapponesi!

    RispondiElimina
  55. Ricordate l'episodio evangelico del crollo accidentale di una torre, ricordate come disse il nostro caro buon Gesù? De Mattei dovrebbe rileggere il Vangelo di Cristo, dovrebbe attenersi a ciò che dice il Figlio di Dio. I paradigmi teologici che egli sostiene sono superati, la comprensione di Dio come vindice Divinità non fa parte della rivelazione cristiana: la vendetta di Dio è Gesù Cristo che muore in croce. Gli elementi naturali sono liberi e seguono le loro leggi fisiche, così come è libero l'uomo nel suo agire. Un insegnamento simile è presente anche in san Tommaso . Quanto all'insegnamento del nostro amatissimo  Papa ... DEUS CARITAS EST...... La Civ. Cat. è organo ufficioso della S. Sede Ap.

    RispondiElimina
  56. pepito sbazzeguti9 giugno 2011 11:51

    Capita che qualcosa sia fortuito o casuale rispetto a una causa inferiore ,in quanto avviene al di fuori della sua intenzione , ma tuttavia non è fortuito o casuale rispetto a una causa superiore,in quanto non è prodotto al di fuori della sua intenzione.

    RispondiElimina
  57. Leggendo molti commenti sembra che l'universo sia retto dal caso!

    Mah.....povera Fede!

    Per ora è relegata ad alcune faccende "spirituali" in attesa che tutti si convincano essere solo faccende "psichiche"

    A quel punto il sale sarà totalmente insipido.

    RispondiElimina
  58. pepito sbazzeguti9 giugno 2011 12:55

    I paradigmi teologici sono superati da cosa?
    forse,ripassare san Tommaso non farebbe male!Si sta creando un caso de Mattei inesistente.

    RispondiElimina
  59. Elementi naturali liberi?

    Quindi Gesù che placa le tempeste lo aveva dimenticato? O il terremoto e l'eclissi nell'ora della Crocifissione sono una questione di zolle e orbite?

    "Non si muove foglia che Dio non voglia": gli elementi possono solo ubbidire al Creatore!

    Solo l'uomo ha avuto la facoltà di dire si o no alla Volontà di Dio! Questo è il vero mistero dell'universo, il vero dramma dell'esistenza umana.

    Questa però non è teologia, è l'ABC !

    RispondiElimina
  60. ''Signa incredulis, fides credentibus'' potremmo dire con Ambrogio, i segni sono per gli increduli la fede è per i credenti. Dunque cercate la fede, non i segni o peggio i segni intimidatori o punitivi. Ha torto De Mattei, il Dio  nel quale la  nostra Fede ci aiuta, è il Padre amorevole , è Gesù Cristo che muore per i peccatori. Lasciate le sciagure, non usatele come attributi di Dio, Dio è Caritas. Sarebbe bello sapere cosa risponderebbero i parenti nipponici delle vittime a De Mattei?????? Immaginate se la Santa Sede avesse dette quelle cose , sarebbe stato offendere il Creatore, innescare una lite col Giappone e con la sua diplomazia.

    RispondiElimina
  61. Il "castigo" di Dio

    di Giampaolo Barra,
    da Il Timone (05/2011)

    «Nessuno può dire con certezza se il terremoto di Messina o quello del Giappone sia stato un castigo di Dio». Così si è espresso lo storico Roberto de Mattei, vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), nel corso di una conversazione a Radio Maria. È stato accusato d’avere detto esattamente il contrario, di avere giudicato la recente tragedia capitata in Giappone come un esemplare castigo di Dio, che avrebbe punito quanti non si sarebbero sottomessi alla sua volontà, peccando. L’accusa è culminata con la richiesta delle dimissioni – o del suo allontanamento – dal CNR. Un cattolico con queste idee – sostengono gli accusatori – non può ricoprire una carica così importante in un organismo di carattere scientifico.

    Riguardo le cose dette realmente dal de Mattei, esse sono reperibili nel sito di Corrispondenza Romana. Tutti, leggendole, potranno farsi un’idea della consistenza – o inconsistenza – delle critiche che gli sono state mosse. Ma i punti salienti del suo intervento sono sintetizzabili in tre possibili – dunque ipotetiche – risposte alla domanda relativa al ruolo di Dio dinanzi a tragedie di questo genere.

    Le trascrivo: una prima ipotesi: «le grandi catastrofi sono una voce terribile ma paterna della bontà di Dio, che ci scuote e ci richiama col pensiero ai nostri grandi destini, al fine ultimo della nostra vita, che è immortale»; una seconda ipotesi: «le catastrofi sono talora esigenza della Giustizia di Dio, della quale sono giusti castighi»; una terza ipotesi: «le grandi catastrofi sono spesso una benevola manifestazione della misericordia di Dio». Francamente, a me pare che non vi sia niente di errato.
    Non entro però nel merito, ma su di un punto delicatissimo vorrei soffermare la mia attenzione. Esso verte intorno alla domanda: «Dio può punire?». Può il Dio di misericordia, pace, perdono e soprattutto d’amore punire gli uomini per qualche loro malefatta, diciamo: per il loro peccato?

    A prescindere da qualunque interpretazione si voglia dare della recente catastrofe giapponese (io sono del parere che: «Nessuno può dire con certezza se il terremoto di Messina o quello del Giappone sia stato un castigo di Dio»), rispondere di sì a questa domanda è conforme alla verità cattolica.

    Aiutandoci a capire meglio questa verità, la Salvifici doloris di Papa Giovanni Paolo II insegna: «Se è vero che la sofferenza ha un senso come punizione, quando è legata alla colpa, non è vero, invece, che ogni sofferenza sia conseguenza della colpa ed abbia carattere di punizione».

    Dunque, Dio può certamente punire, senza venir meno al suo amore per l’uomo, ma noi non siamo in grado di stabilire se quella determinata sofferenza, quella specifica tragedia, quella croce particolare sulle spalle di un nostro fratello sia da considerarsi una punizione divina. A meno che ciò non sia esplicitamente rivelato ed insegnato dalla Chiesa.
    Non solo. Anche se non costituiscono oggetto di fede, meritano attenzione anche gli avvertimenti di castighi che più d’una volta sono stati minacciati durante apparizioni mariane, riconosciute dalla Chiesa. A Fatima, per esempio, la Regina del Rosario preannunciò nel 1917 imminenti castighi, se l’uomo non si fosse convertito: dalla seconda Guerra Mondiale alla diffusione del comunismo.

    Temo che se qualcuno venisse a conoscenza di queste “minacce” celesti, forse reclamerebbe anche le dimissioni di Maria.

    RispondiElimina
  62. Io e lei abbiamo idee diverse su cosa sia un Padre amorevole e cosa sia la "caritas":

    Chi ha figli sa che esistono situazioni in cui la più grande "caritas" si manifesta nella fatica di riprendere, castigare, proibire ecc..

    Chi non ha figli, su queste cose deve stare molto attento perchè normalmente o fa danni o fa del cazzeggio!

    RispondiElimina
  63. Ospite si è costruito un suo dio a immagine e somiglianza.

    RispondiElimina
  64. Solo per la cronaca: a Messina molti morirono per l'onda anomala successiva al terremoto!

    Allora però nessuno la chiamava "tsunami".

    RispondiElimina
  65. Mah, io mi chiedo se era il caso di sollevare anche tutta questa storia del terremoto...mah

    RispondiElimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.