mercoledì 6 aprile 2011

Don Spartaco e il nuovo documento.

di don Alfredo Morselli


Ave Maria!


Devo dire che il rincorrersi di notizie circa le varie versioni del documento applicativo del motu proprio mi lascia, fino a un certo punto, indifferente; e non perché non speri nel miglior documento possibile o non tema l’uso improprio di qualche stralcio di questione, da parte di una certa gerarchia frondaiola.

Ma perché, in ogni modo, non cambierà lo scacchiere della guerra (anche con il miglior motu proprio possibile, non finirà la crisi nella chiesa e non spariranno i neo-modernisti dai principali centri di potere), né cesserà la persecuzione dei buoni, né potremo distrarci dalla nostra attività principale, che è l’opera della nostra santificazione (cf. 2 Cor 7, 1).


Ecco alcune riflessioni:


I. Il miglior documento possibile non farà cessare le ingiustizie e la persecuzione dei buoni.


Prova: Quale concilio più chiaro di quello di Nicea? S. Atanasio è stato perseguitato anche dopo al definizione dell’omoousios, nonostante i testi fossero tutt’altro che ambigui.

Non illudiamoci dunque di non subire ancora per molti anni ogni sopruso e ingiustizia, in nome del principio giuridico preferito dai neo-modernisti al potere: stabat lupus desuper et agnus inferius.


II. Il miglior documento possibile funziona solo se ci sono i santi.


Prova: i seminari in Francia: quali decreti migliori di quelli del Concilio di Trento, ma in Francia non c’è stato un seminario, finché non è arrivato San Giovani Eudes, molti decenni dopo il Concilio stesso (naturalmente l’Eudes ne ha passate, come tutti i santi, di tutti i colori).


III. I santi hanno sempre mandato a monte le trame del demonio e le hanno ridotte a pentole senza coperchio.


Prova: tutta la storia della Chiesa.


Morale: non sono masochista, quindi spero che arrivi il miglior documento possibile; e credo che esso sarà tutto quello che il Papa può fare in questo momento storico.

Il Papa ha emanato il Motu Proprio quasi 4 anni fa, e una certa base, ancora piccola ma significativa, ha risposto e gli ha permesso di fare un altro piccolo passo.

Messe nelle semi-clandestinità, centinaia di vocazioni religiose, nuove Messe ogni settimana, pur il VI mercoledì del mese, dalle tre alle quattro del mattino, in cima al Monte Bianco.

Tutto questo lavoro, in mezzo agli stenti e alle difficoltà, ha permesso al Papa di rimandare ancora una volta la pallina dalla nostra parte: adesso tocca a noi rispondere nuovamente, non mollando mai, certi comunque di tanti sacrifici che dovremo fare con gioia.


Come esempio naturale che ci deve spronare a fortezza soprannaturale, propongo la figura di don Spartaco: a volte, ridendo e scherzando, si dice la verità.

E siccome un comma in più o in meno nel nuovo documento non cambierà sostanzialmente la nostra to do list, non sono troppo preoccupato dal turbinio di notizie che riguardano tutta questa faccenda.



La rivolta dei tradizionalisti, trattati come schiavi dai modernisti, ma che non rinunciano a difendere la S. Messa gregoriana, a qualunque prezzo.

65 commenti:

  1. ... adesso tocca a noi rispondere nuovamente, non mollando mai ...
    Le cose stanno cambiando.
    Lentamente, lentamente, ma cambiano, nonostante l'opposizione di Episcopi felloni e di Conferenze Episcopali arcigne, invidiose, sterili ed impotenti.
    Leggere qui (è in inglese; meriterebbe una traduzione, anzi un thread!).

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  2. <span><span> </span></span><span><span>I santi hanno sempre mandato a monte le trame del demonio e le hanno ridotte a pentole senza coperchio.</span></span>
    <p><span><span>
    </span></span>
    </p><p><span><span>Prova: tutta la storia della Chiesa.</span></span>
    </p><p> 
    </p><p>Questo è ciò che più mi conforta quando vedo la tunica di N.S. lacerata dai lupi.
    </p><p> </p>

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  3. Dicebamus heri6 aprile 2011 19:43

    Ovvero, caro don Alfredo, prende e da atto che, ciò che scrisse don Pietro Cantoni all'indomani del Motu Proprio, cioè "Il post-Concilio è finito" è a dir poco prematuro.

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  4. Don Alfredo, apprezzo l'intenzione rasserenatrice, ma - proprio per questo - non la sta facendo un po' troppo grossa? Qui sembra che ogni volta che si tratta della messa tridentina sia in ballo la sorte della Chiesa fin dalle fondamenta... non si esagera un po'?

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  5. Don Alfredo M. Morselli6 aprile 2011 20:08

    Ecclesia de Eucharistia - et de hoc satis

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  6. Don Alfredo M. Morselli6 aprile 2011 20:11

    Distinguo. direi che si sono poste le fondamenta per la fine del post-concilio, inteso come crisi neo-modernista post conciliare ed ermeneutica della rottura. Ma la crisi nella Chiesa permane eccome!

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  7. Simon de Cyrène6 aprile 2011 20:44

    Sono un "fan " degli interventi di Don Morselli e, ancora una volta, non posso che condividire il suo approccio impregnato di quel genuino realismo che caratterizza il cattolico spiritualmente maturo. Grazie ancora don Morselli! I.P.

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  8. giusto: Ecclesia de Eucharestia.
    Ma: Eucharestia = vetus Ordo, come lo chiamate?
    Povero don Morselli, martire dei "modernisti".

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  9. :-D :-D :-D .... e poi dicono che non ci sono più preti VIRILI!!! :-D :-D :-D
    mi perdoni Don Alfredo, la mia battuta è tutta pura e tutta santa, chi è altrettanto sereno la comprenderà....
    la stessa Crocifissione la si volle far passare come una sconfitta, abbiamo forse dimenticato come morì il GRANDE LITURGO ED UNICO SACERDOTE?
    spezzò le catene che ci tenevano schiavi..... ha fatto INNAMORARE miriadi e miriadi di Uomini e Donne.... è il CROCEFISSO la massima espressione dell'autentica virilità, possiamo noi essere da meno?
    Avanti tutta, allora,  E CON GIOIA così da confondere il nemico....
    Grazie Don Alfredo, e Santa Quaresima!

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  10. Extra Ecclesiam nulla Salus6 aprile 2011 21:13

    Ciò che sembra emergere in questi anni di storia della Chiesa è che sembra impossibile fare una riforma, perchè i veti incrociati non la permettono.Satana è entrato con forza nella Chiesa. La situazione della nostra madre Chiesa (cioè la sua crisi) ha solo due possibilità di soluzione: o una violenza fatta dal Papa (e abbiamo visto che il Santo Padre non "può" farla) o un intervento Divino. Ora, l'intervento di Dio non può non essere un intervento molto forte perchè il malato è in cancrena e rischia di morire. Non faccio nè il mago nè il profeta ma la storia della Chiesa, che ha citata il don Alfredo, questo ci insegna. Per cui preghiera e penitenza per ammortizzare il colpo.
    STAT CRUX DUM VOLVITUR ORBIS.

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  11. Piccolo viaggio in Francia....
    Non sarà di certo nella diocesi del novello vescovo di Rodez che i cattolici legati alla Santa Messa di sempre avranno la vita facile!
    In effetti è stato nominato vescovo di Rodez un campione del progressismo, che organizza cerimonie in chiesa per i matrimoni di divorziati, che è per la contraccezione perchè bisogna essere realista con la gente, che pratica l`assoluzione collettiva, la liturgia è meglio non parlarne, ostlità evidente e attiva alla Liturgia tradizionale.
    Una nomina  incomprensibile, sconcertante, dopo quelle in Belgio, "c`est à rien n`y comprendre!", ma non si sperava che il card. Ouellet frenasse le nomine progressiste di Rè?
    http://www.perepiscopus.org/conference-episcopale/la-photo-du-jour-41
    Ed ecco come si è presentato il novello vescovo all`assemblea plenaria della Conferenza episcopale francese.
    http://www.perepiscopus.org/conference-episcopale/la-photo-du-jour-41

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  12. Piccolo viaggio in Francia....  
    Non sarà di certo nella diocesi del novello vescovo di Rodez che i cattolici legati alla Santa Messa di sempre avranno la vita facile!  
    In effetti è stato nominato vescovo di Rodez un campione del progressismo, che organizza cerimonie in chiesa per i matrimoni di divorziati, che è per la contraccezione perchè bisogna essere realista con la gente, che pratica l`assoluzione collettiva, la liturgia è meglio non parlarne, ostlità evidente e attiva alla Liturgia tradizionale.  
    Una nomina  incomprensibile, sconcertante, dopo quelle in Belgio, "c`est à rien n`y comprendre!", ma non si sperava che il card. Ouellet frenasse le nomine progressiste di Rè?  
    http://www.perepiscopus.org/diocses/la-consternante-nomination-du-nouvel-eveque-de-rodez
    Ed ecco come si è presentato il novello vescovo all`assemblea plenaria della Conferenza episcopale francese.  
    http://www.perepiscopus.org/conference-episcopale/la-photo-du-jour-41  

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  13. Andrea Carradori6 aprile 2011 21:56

    Grazie Reverendo don Alfredo per averci confermato nella fede e nel rinnovato servizio per l'Ideale !
    Non bastavano le persecuzioni della Gerarchia ora ci si stanno mettendo anche i sagrestani/sagrestane, le pie donne che con la scusa di "non capire nulla di latino" cercano di dissuadere i fedeli dal partecipare alle Messe Tridentine facendoci apparire come "affamatori del popolo".
    Cosa possiamo fare con i nostri limitatissimi mezzi per riportare nel giusto corso il fiume selvaggemente straripato verso gli incolti campi dell'illuministica "compresione" , del "capire a tutti i costi" o del "partecipare" piuttosto che dell'adorare ?
    Ripeto ancora una volta che senza un pronunciamento solenne di cosa è veramente la Santa Liturgia nulla potrà cambiare vistosamente !
    Mi piace particolarmente la frase " <span><span>Il miglior documento possibile funziona solo se ci sono i santi".</span></span>
    <span><span>Oremus !!!</span></span>

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  14. Don Alfredo,

    quel che lei dice è giusto al 1000%, ma da quello che leggo in questo blog, ha voglia il Papa di "<span>rimandare ancora una volta la pallina dalla nostra parte" perchè "adesso tocca a noi rispondere nuovamente, non mollando mai, certi comunque di tanti sacrifici che dovremo fare con gioia". Questi la pallina glie la sputano in faccia! Non ne posso più di essere accomunato a chi lo chiama "modernista" e peggio - e non parliamo di cosa vomitano su Giovanni Paolo II - solo perchè preferisco il rito antico che per me non è una scelta estetico-ideologica che metto al di sopra della Chiesa stessa così come l'ha voluta Cristo. Facciamo fatiche da parto per uscire dal ghetto e questi ce lo riedificano intorno, e chi hanno per bersaglio? Il papa!! Incredibile.</span>

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  15. <span>Don Alfredo,  
     
    quel che lei dice è giusto al 1000%, ma da quello che leggo in questo blog, e non solo nei commenti che spesso bersagliano anche lei stesso, ha voglia il Papa di "<span>rimandare ancora una volta la pallina dalla nostra parte" perchè "adesso tocca a noi rispondere nuovamente, non mollando mai, certi comunque di tanti sacrifici che dovremo fare con gioia". Questi la pallina glie la sputano in faccia! Non ne posso più di essere accomunato a chi lo chiama "modernista" e peggio - e non parliamo di cosa vomitano su Giovanni Paolo II - solo perchè preferisco il rito antico che per me non è una scelta estetico-ideologica che metto al di sopra della Chiesa stessa così come l'ha voluta Cristo. Facciamo fatiche da parto per uscire dal ghetto e questi ce lo riedificano intorno, e chi hanno per bersaglio? Il papa!! Incredibile.</span></span>

    Grazie per i suoi commenti sempre istruttivi, edificanti e davvero cattolici.

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  16. Andrea Carradori6 aprile 2011 22:13

    Cara Signora Luisa, non potevo leggere notizia più triste prima di coricarmi.
    " Come prima, più di prima ...."

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  17. Domanda cretina, ma chi permette che i modernisti facciano da padrono nella Chiesa?

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  18. Decisamente cretina. E te al tempo del buon Torquemada finivi arrosto, facendola, e giustamente! Aveva naso per i nemici del papa, lui.

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  19. Le pie donne e le suorine sono le peggiori cose :)

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  20. per i nemici del Papa o per quelli del Signore?

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  21. Notizia irritante, non tragica.
    Mi ripeto e dico che questa gente è sterile, impotente, incapace di generare alcunché di vivo; implacabili nel far appassire i più bei giardini di rose, ma incapaci di far fiorire anche solo una margherita nei prati di aprile. Passati loro, resterà il nulla.
    Certo, lasceranno il vuoto, il deserto, la desolazione, ma non lasceranno eredi che continuino la loro opera. Dopo di loro non ci sarà più nessuno.
    Nel deserto ci sarà da faticare a lungo per ricostruire le città in rovina, ma, perlomeno, non ci saranno loro ad intralciare il lavoro.

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  22. Quel vescovo è giovane, ha molto tempo davanti a lui per fa crescere e coltivare la cattiva erba e sopprimere ciò che di bello e buono e sano sussisteva al suo  arrivo.

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  23. O.T.
    Segnalo un articolo di Paolo  Rodari:

    http://www.paolorodari.com/2011/04/06/il-beato-karol-sale-agli-altari-giovanni-paolo-ii-puo-attendere-il-prefetto-delle-cause-dei-santi-spiega-che-sono-state-riconosciute-%E2%80%9Cle-virtu%E2%80%9D-non-%E2%80%9Cl%E2%80%99impatto-del-po/#comments

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  24. :-[ ..su, su...coraggio!! o sursum corda....
    ricordiamo quanto SCANDALO diede, per i modernisti, il Papa quando ricelebrò la santa Messa rivolto a Dio alla Sistina.... quante gliene dissero!!!

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  25. Qui un`intervista a don Bux:

    http://www.4minuti.it/showPage.php?template=news&id=15528&masterPage=articolo.htm

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  26. Ancora un assaggio dell`aria che si respira in Francia...ecco la campagna per le donazioni (denier du culte) della Diocesi di Nancy...la Croce usata come un revolver quest`anno e l`anno  scorso altra "affiche" scandalosa .
    http://www.perepiscopus.org/diocses/la-campagne-du-denier-de-nancy-fait-des-vagues
    http://www.la-croix.com/Le-diocese-de-Nancy-assume-sa-publicite-Jesus-crise/photo2/2419055/4085

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  27. Don Alfredo M. Morselli6 aprile 2011 23:33

    Messa nella forma straordinaria, come la chiama il Papa, oltre a tanti pregi è un freno al tentativo neo-modernista di dissolvere l'Eucarestia.

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  28. Don Alfredo M. Morselli6 aprile 2011 23:36

    Questi cari fratelli spesso criticano anche me, ma io voglio a loro tanto bene, perché so che certi eccessi sono dovuti anche a 50 anni di terribili ingiustizie: per rimarginare le ferite ci vuole tempo e pazienza

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  29. Don Alfredo M. Morselli6 aprile 2011 23:37

    quelli che non si fanno santi e quindi non sostituiscono i modernisti

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  30. Don Alfredo M. Morselli6 aprile 2011 23:42

    Povero don Morselli un cavolo! La nostra razza è come la gramigna; più la strappi e più ricresce

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  31. Nobis quoque peccatoribus7 aprile 2011 01:19

    Grazie Don Alfredo!

    Di recente mi sono trovato in una chiesetta in una localita' fuori mano, raggiungibile prevalentemente con la propria auto, per una messa feriale e c'erano una ventina di persone di varie eta' (anche infanti). Erano pochi? Erano tanti? Io ho avuto la sensazione che fossero tanti, viste le circostanze. Ho cercato di vedere le cose come suggerito da don Alfredo.

    FdS

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  32. f. Marie des Anges7 aprile 2011 01:20

    questa sera, illuminante conversazione a tavola con alcuni ospiti dell'Est: si parla della differenza fra cattolici e ortodossi. Oguno spiega qualcosa: sul consustanbtialis, sull'immacolata, sul primato petrino... Una signora russa, ortodossa, tronca il discorso e dice la parola risolutiva: "...soprattuttol, i cattolici hanno accettato il modernismo"... Più chiaro di così! ce lo dicono pure i fratelli separati. Chissà il fratacchione di Bose cosa ne direbbe...

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  33. Don Alfredo,

    che Dio la benedica per il suo buon cuore. Spero di impararla anch'io questa pazienza. Anche perchè non è che io invece non abbia sofferto per colpa del neomodernismo e della battaglia liturgica, però tutto questo zelo amaro non mi è venuto, e vedere attaccare Benedetto e Giovanni Paolo da chi dovrebbe essere i loro Battaglioni M (Maria) fa davvero rabbia. Le nostre cicatrici le nascondiamo con verecondia sotto l'abito della domenica per la S. Messa, e amiamo il Papa - tutti i Papi. Legittime diversità di opinioni su scelte prudenziali - espresse senza bava alla bocca - sono una cosa. Sparare sul papa, e senza capire un'acca nè di magistero e nè di storia non si può proprio tollerare. E oltretutto doverci tutti ritrovare bollati come se tra noi e Williamson non ci fossero differenze perchè questi parlano con parti non nobilissime del corpo invece che col cervello e con santa prudenza dopo vera preghiera.

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  34. e da quando in qua a uno scismatico è consentito mettere bocca sulla Santa Chiesa? Beh, certo, se uno considera Econe cattolica, è giusto stare a sentire anche le boiate orientali: tutti e due rifiutano il Papa, ma almeno gli "ortodossi" orientali non fanno finta, lo dicono apertamente ( e fanno meno boiate liturgiche di quelle che si vedono tra i lefevriani, che fanno i maestrini di liturgia e poi infarciscono le liturgie loro di cose mai esistite nel Messale e nel Rituale se non in qualche delirio gallicano dopo troppo bordeaux)

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  35. Questi non leggono il Magistero e ragionano come i modernisti di cui si lamentano tanto, vuole che si fermino un millisecondo a leggere il buon Don Cantoni cercando di capire cosa dice, invece di ansimare nell'ansia di trovare una frasetta da distorcere per correre a postare assurdità?

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  36. e da quando in qua a uno scismatico è consentito mettere bocca sulla Santa Chiesa?
    E da quando in qua ad un eterodosso è consentito mettere bocca sulla Santa Chiesa Ortodossa? Beh, certo, se uno considera Parigi, Amsterdam, Basilea, ecc., ecc. cattoliche, è giusto stare a sentire anche le boiate orientali: tutti e due rifiutano il Papa, ma almeno gli "ortodossi" orientali non fanno finta ....

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  37. Stefano78(Giustificazionista..ma non troppo)7 aprile 2011 08:51

    Dio la benedica Don Alfredo! Grazie!

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  38. Stefano78(Giustificazionista..ma non troppo)7 aprile 2011 08:52

    ...e comprendo perfettamente l'amarezza di Ospite..

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  39. è sedevacantista anche l'equilibratissimo padre Scalese, con il suo "Senso della misura"?

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  40. Ringraziamo il cielo, se, senza merito ma per grazia ci svegliamo la mattina e diciamo che 2+2 fa 4; quando il Verbo ha deciso di venire giú, eravamo molto peggio di Mons. Williamson...

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  41. domanda che comunque meriterebbe risposta. Un non credente che legge qui sarebbe disgustato da questo fideismo, e troverebbe la vostra religione cieca e illogica. E il cattolicesimo non lo è (lo dice anche BXVI; ma voi continuate a presentarcelo come un "abbassa la testa non farti domande obbedisci e prega"). State distruggendo la religione con questa cecità volontaria, voi, non Williamson. State togleindo ogni credibilità. Date le risposte in modo apologetico, razionale, di questo hanno bisogno tutti. I vostri odiati lefebvristi come volete che si convertano se vedono che a domande legittime non c'è risposta? A un infedele che vi chiede un motivo di credere (la credibilità è la base della fede) cosa rispondete? Solo "non fare domande se non finisci arrosto"?

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  42. Di P. Scalese non saprei dire, e nemmeno io sono entusiasta della "scorciatoia" per la beatificazione di Giovanni Paolo II. Ma per ben altri motivi. Gli attacchi contro di lui che leggiamo qui e in altri siti simili invece non nascono per la "fretta" beatificatrice, nascono perchè i sapientoni che vogliono insegnare teologia e tradizione ai papi pensano che non sia degno di essere beatificato nè ora nè mai, il che pone il problema di che faranno quando invece sarà beatificato. Forse nessuno, per chi di fatto è già fuori e proclama orgoglioso di ignorare qualunque cosa dica "Roma", con fare e dire da vero protestante.

    Per me non ci sono dubbi nè sulla santità personale nè sulla grandezza del pontificato, anche se qualche volta non sono stato d'accordo su certe cose, come è naturale che succeda. Ma poi bisognerebbe vedere come e perchè uno decide (o non decide), sulla base di quali situazioni e dati, su quali alternative c'erano, e così via. Io queste cose non le so. Faccio fatica a non farne io di fesserie, figuriamoci se posso giudicare un Papa (e per definizione, prima sedes a nemine iudicatur). Io mi fido del Papa che per me è il segno visibile della promessa di Cristo: non praevalebunt! E dico che non ci sarebbe Benedetto e Motu proprio - non ci sarebbero un sacco di cose - senza Giovanni Paolo II. E se non fosse per l'isteria gallicano-ignorante che ha portato al disastro del 1988 - e speriamo sia finita - ce ne sarebbero ancora di più, di cose. Ma certo è inutile provare a spiegare queste cose su Wojtyla a chi pensa che persino Benedetto XVI è "modernista"... 

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  43. non so penso che gli sia consentito da quando il Papa chiama i loro Patriarchi Santità, dice che sono vere chiese, li riceve con onori pari ai propri (vedi Bartolomeo a San Paolo; o i salamelecchi del Card. Caffarra allo stesso nell'ultima visita a Bologna). Se uno considera che sono scismatici non sta con la teologia della Chiesa di Dominus Jesus etc. etc., quindi non dovrebbe criticare Econe ma ammirarla

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  44. Bella la lettera e molto bella la chiosa finale. Bellissima, infine, la definizione della pia donna che si è lamentata per l'uso del latino: "I was set upon by Just-Call-Me-Maggie man-hating wymynpryst-type harpy nun in plainclothes – not even a lapel pin – who berated me in front of people for having denied everyone the chance to participate in the Passion."
    Non capisco parola per parola, ma è chiarissimo, autoesplicativo! Chiaro e limpido come il latino del VO, senza il bisogno di andare a lezioni private prima della Messa e senza vergognarsi delle trascorse debaclè scolastiche, con le quali i serissimi insegnanti di allora ci ponevano impietosamente di fronte alle nostre adolescenziali insufficienze. Mi hanno rimandato in latino e la consecutio temporum non mi è mai andata giù. Ma capisco molto meglio quella dell'italiano curialesco di tanti animatori assembleari dei nostri poveri tempi.

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  45. Ma come si fa a fare pronunciamenti teologici ed ecclesiologici su presunti errori del papa quando si ignorano nozioni elementari come "successione apostolica? Come si fa, in un combox di blog a spiegare cose che richiedono un minimo di tempo e di basi? Ecco come Econe e simili abbindolano i creduli e distruggono la Tradizione!  La Dominus Iesus NON DICE che sono "vere chiese" ma "vere chiese PARTICOLARI" (per chi sa che vuol dire). E nemmeno si dice che sono "vere" nel senso di uguali alla Chiesa Cattolica, ma il contrario:

    <span><span>

    <span>"I fedeli sono tenuti a professare che esiste una continuità storica — radicata nella successione apostolica<sup>53</sup> — tra la Chiesa fondata da Cristo e la Chiesa Cattolica: « È questa l'unica Chiesa di Cristo [...] che il Salvatore nostro, dopo la risurrezione (cf. Gv 21,17), diede da pascere a Pietro, affidandone a lui e agli altri apostoli la diffusione e la guida (cf. Mt 28,18ss.); egli l'ha eretta per sempre come colonna e fondamento della verità (cf. 1 Tm 3,15). Questa Chiesa, costituita e organizzata in questo mondo come società, sussiste [subsistit in] nella Chiesa Cattolica, governata dal Successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui ».<sup>54</sup> Con l'espressione «subsistit in», il Concilio Vaticano II volle armonizzare due affermazioni dottrinali: da un lato che la Chiesa di Cristo, malgrado le divisioni dei cristiani, continua ad esistere pienamente soltanto nella Chiesa Cattolica, e dall'altro lato « l'esistenza di numerosi elementi di santificazione e di verità al di fuori della sua compagine »,<sup>55</sup> ovvero nelle Chiese e Comunità ecclesiali che non sono ancora in piena comunione con la Chiesa Cattolica.<sup>56</sup> Ma riguardo a queste ultime, bisogna affermare che « il loro valore deriva dalla stessa pienezza della grazia e della verità che è stata affidata alla Chiesa Cattolica ».<sup>57</sup></span>
    <span>17.<span>  </span>Esiste quindi un'unica Chiesa di Cristo, che sussiste nella Chiesa Cattolica, governata dal Successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui.<sup>58</sup> Le Chiese che, pur non essendo in perfetta comunione con la Chiesa Cattolica, restano unite ad essa per mezzo di strettissimi vincoli, quali la successione apostolica e la valida Eucaristia, sono vere Chiese particolari.<sup>59</sup> "</span>

    e la nota 56 rispiega per la millesima volta:

    "
    </span><span></span>
    <span>

    <span>(56) È perciò contraria al significato autentico del testo conciliare l'interpretazione di coloro che dalla formula subsistit in ricavano la tesi secondo la quale l'unica Chiesa di Cristo potrebbe pure sussistere in Chiese e Comunità ecclesiali non cattoliche. « Il Concilio aveva invece scelto la parola “subsistit” proprio per chiarire che esiste una sola “sussistenza” della vera Chiesa, mentre fuori della sua compagine visibile esistono solo “elementa Ecclesiae”, che — essendo elementi della stessa Chiesa — tendono e conducono verso la Chiesa Cattolica » (<span>Congr. per la Dottrina della [...]

    RispondiElimina
  46. <span>Ma come si fa a fare pronunciamenti teologici ed ecclesiologici su presunti errori del papa quando si ignorano nozioni elementari come "successione apostolica? Come si fa, in un combox di blog a spiegare cose che richiedono un minimo di tempo e di basi? Ecco come Econe e simili abbindolano i creduli e distruggono la Tradizione!  La Dominus Iesus NON DICE che sono "vere chiese" ma "vere chiese PARTICOLARI" (per chi sa che vuol dire). E nemmeno si dice che sono "vere" nel senso di uguali alla Chiesa Cattolica, ma il contrario:  
    <span><span> 
    <span>"I fedeli sono tenuti a professare che esiste una continuità storica — radicata nella successione apostolica<sup>53</sup> — tra la Chiesa fondata da Cristo e la Chiesa Cattolica: « È questa l'unica Chiesa di Cristo [...] che il Salvatore nostro, dopo la risurrezione (cf. Gv 21,17), diede da pascere a Pietro, affidandone a lui e agli altri apostoli la diffusione e la guida (cf. Mt 28,18ss.); egli l'ha eretta per sempre come colonna e fondamento della verità (cf. 1 Tm 3,15). Questa Chiesa, costituita e organizzata in questo mondo come società, sussiste [subsistit in] nella Chiesa Cattolica, governata dal Successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui ».<sup>54</sup> Con l'espressione «subsistit in», il Concilio Vaticano II volle armonizzare due affermazioni dottrinali: da un lato che la Chiesa di Cristo, malgrado le divisioni dei cristiani, continua ad esistere pienamente soltanto nella Chiesa Cattolica, e dall'altro lato « l'esistenza di numerosi elementi di santificazione e di verità al di fuori della sua compagine »,<sup>55</sup> ovvero nelle Chiese e Comunità ecclesiali che non sono ancora in piena comunione con la Chiesa Cattolica.<sup>56</sup> Ma riguardo a queste ultime, bisogna affermare che « il loro valore deriva dalla stessa pienezza della grazia e della verità che è stata affidata alla Chiesa Cattolica ».<sup>57</sup></span>  
    <span>17.<span>  </span>Esiste quindi un'unica Chiesa di Cristo, che sussiste nella Chiesa Cattolica, governata dal Successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui.<sup>58</sup> Le Chiese che, pur non essendo in perfetta comunione con la Chiesa Cattolica, restano unite ad essa per mezzo di strettissimi vincoli, quali la successione apostolica e la valida Eucaristia, sono vere Chiese particolari.<sup>59</sup> "</span>  
     
    <span>E la nota 56 spiega per la milionesima volta (ma tanto non serve a niente):</span>
     
    "</span><span><span> È perciò contraria al significato autentico del testo conciliare l'interpretazione di coloro che dalla formula subsistit in ricavano la tesi secondo la quale l'unica Chiesa di Cristo potrebbe pure sussistere in Chiese e Comunità ecclesiali non cattoliche. « Il Concilio aveva invece scelto la parola “subsistit” proprio per chiarire che esiste una sola “sussistenza” della vera Chiesa, mentre fuori della sua compagine visibile esistono solo“elementa Ecclesiae”, che — essendo [...]

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  47. quindi vuol dire che si può costituire una vera diocesi senza l'autorità del Papa. Non è che vi state molto aiutando con queste sottolineature. State dicendo che il Papa non serve a niente.

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  48. f. Marie des Anges7 aprile 2011 13:36

    direi che il fervore antilefevrista ma sragionare... gli ortodossi saranno pure scismatici, ma possono essere buoni osservatori di fatti storici: secondo loro la Chiesa cattolica da' l'impressione di avere abbracciato il modernismo... E anche a me, che non sono ortodosso, dà la stessa impressione.... volgio dire, se a degli osservatori esterne la nostra Chiesa dà quella impressione, non è che diventano legittime un sacco di domande? Come mai si forma quella impressione?

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  49. Dicebamus heri7 aprile 2011 13:39

    Mi sapete citaRE una, una sola volta in cui DJ sia stata applicata?
    De facto, le giornate tipo Assisi, sono lette come una sconfessione pratica di DJ.
    Ma quanti sono a conoscenza che esiste DJ ?  Al contrario, le giornate di Assisi le vedranno in tanti.
    Morale: "La pratica vale più della grammatica e contro i fatti NON CI SONO ARGOMENTI"!

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  50. Ma mi prendi in giro? Certo, se uno ha la successione apostolica si "può" - nel senso tecnico di avere la possibilità, non il diritto -  fare una chiesetta particolare tutta per sè. All'inferno ci andrà dopo, in quanto ha rotto l'unità con Pietro e trascinato con sè chissà quante anime che forse si potevano salvare! ma prima ci vuole la successione apostolica, e quella o ce l'hai già per linea ininterrotta dagli apostoli o te la dà il Papa se devi ancora essere consacrato. Ma solo uno è il modo voluto da Cristo: nella Chiesa retta da Pietro.

    Il tuo ragionamento assurdo implica 1) che l'esistenza di scismi ed eresie dimostra che il "papa non serve a niente" (che poi è ciò che pensano - e a volte gli scappa detto - i sedicenti custodi della tradizione contro il Papa). E 2) se il tuo ragionamento funzionasse, allora Econe e simili sono impostori, e tutti loro sacramenti invalidi, cosa ovviamente non vera (almeno non del tutto). non essere in comunione con il papa non vuol dire necessariamente non avere successione apostolica e sacramenti. gente come Williamson è fuori di testa e irresponsabile, ma purtroppo ha la successione apostolica e può usarla per far diventare la tradizione una macchietta, come fa benissimo. E' vescovo, non in comunione col Papa, e per l'anima sua non è una bella situazione.

    Che facciamo, non ordiniamo più vescovi per evitare scismi? Apposta c'è differenza tra un patriarca "ortodosso" e uno pseudo-vescovo protestante. Il primo è vescovo, il secondo no. Ma nessuno dice che la situazione del primo sia l'ideale o che non vada corretta. Per questo cerchiamo di riportarli a casa. D'altra parte, se uno è allo stesso tempo vescovo e scemo, chi gli può impedire di separarsi da Pietro? Che facciamo gli mandiamo le guardie svizzere con le alabarde? Chiediamo ai carabinieri di arrestarlo? 

    Comunque il punto era di smentire la scempiaggine secondo la quale il Papa o la Chiesa avrebbero mai detto che gli scismatici sono "vere Chiese" uguali a quella cattolica. Balle.

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  51. no non ti puoi porre domande e se te le poni sei scismatico come loro. Capito? Non devi rispondere sensatamente alle domande degli ortodossi o dei lefebvriani. Solo indignarti e dire che la risposta la sa il Papa e questo basta. Questo atteggiamento distrugge la religione più del modernismo, perché fa apparire il cattolicesimo completamente insensato

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  52. ah certo, adesso per sapere cosa è la Chiesa e cosa insegna non dobbiamo ascoltare il Successore di Pietro, ma basarci dulle "impressioni" degli scismatici d'oriente, o dei frequentatori di blog. 

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  53. f. Marie des Anges7 aprile 2011 15:22

    CERTO CHE SEFARSI DOMANDE RENDE SCISMATICO IPSO FACTO... ADDIO SPECULAZIONE TEOLOGICA...

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  54. f. Marie des Anges7 aprile 2011 15:24

    PAPOLATRIA...

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  55. Mi compiaccio. Uno degli ospiti la sa moooolto lunga e sa argomentare molto bene, in punta di forchetta, per difendere lo status quo. Io me ne intendo meno, ma resto convinto che nella Chiesa dopo il CVII ci sia stata un'inversione (o, almeno, diversione) di marcia. Se così è, come d'altronde pretendono tantissimi cattoloci adulti a parole rispettosi del Papa, vorrei capire se si era nel giusto prima o dopo. Quando l'espertissimo ospite avrà risposto, saprò dove collocarmi.

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  56. ecco, "papolatria" è il tipico linguaggio dei non cattolici, in particolare dei protestanti, e proprio per questo non mi stupisco che piaccia a certi ambienti che per fortuna NON sono tutta, e nemmeno gran parte della famiglia "tradizionale". Nessuno dice che fare domande rende ipso facto scismatici. Ma bisogna fare domande oneste e non mentire o straparlare per partito preso avendo già deciso che il Papa è modernista e che la Chiesa è "cambiata", senza nemmeno avere le minime nozioni per sapere cosa si intende per "Chiesa". Nel caso specifico abbiamo già visto che chi dice che Dominus Iesus o qualunque atto del Magistero insegna che la Chiesa Cattolica è uguale alle altre è o bugiardo o ignorante (o tutt'e due).

    Detto questo, è anche una menzogna dire che il Papa o chi la pensa come lui su questioni fondamentali come la liturgia, l'ultimo concilio, l'ecclesiologia e la riforma della Chiesa neghino che ci sia una crisi in atto e che sia gravissima. E' quello che TUTTI i papi hanno ripetuto da tempo - per altro già da prima del Concilio e della sciaguratissima riforma liturgica - e certamente è il centro di tutto il Magistero recente, sicuramente di Benedetto XVI che ha anche decenni di azioni e scritti a parlare per la sua indefessa opera di difesa della continuità liturgica e dottrinale.

    Io sono così strano da pensare che Cristo ci indichi la via alla sanità NELLA Chiesa e con Pietro, nel suo Magistero e nella preghiera CON lui e per lui, e nell'apostolato indefesso in TUTTI gli ambienti. Certo, guai a chi mi tocca la mia S. Messa tradizionale, ma devo per questo schifare le diocesi e le parrocchie che mi chiamano per altri apostolati oltre a quello liturgico? O schifare preti cui nessuno ha mai spiegato nulla di liturgia ma sono comunque cattolici e fanno del loro meglio con quello che hanno e per come possono? Devo sempre stare a sottolineare le cose che non vanno e attribuirle tutte alla cattiva volontà del papa senza sapere un tubo di nulla della sua giornata media e di come funzioni il governo della Chiesa NELLA REALTà e non nei sogni di chi immagina una chiesa mai esistita?

    Voi volete dare calci ai fianchi al Papa mentre già è attaccato da tutte le parti, io voglio stare con lui qualunque cosa succeda, e vorrei che quando si volge attorno in cerca di ristoro e di conforto trovi i volti e i sentimenti e le opere di amore dei fedeli della Tradizione a sostenerlo nella sua opera ciclopica, che però ha i suoi tempi e i suoi modi. E invece no, deve trovare solo bile, insulti e menzogne. E più fa per noi e per la Liturgia e più gli danno addosso. Se permettete, io resto cattolico. Con la Messa antica e col Papa. Con le "tre bianchezze": Eucaristia, Papa e Maria. Sempre. Papolatria? Studiate un pochetto meglio, pregate un pò di più e fidatevi di Gesù che i papi li ha inventati. Poi ci vediamo a Giosafat.

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  57. Don Alfredo M. Morselli7 aprile 2011 18:31

    La Chiesa è rimasta la stessa e così anche la nostra santa religione; ma una turba scelesta di modernisti sta tentando di farle cambiare natura; avendo a disposizione potere e uomini, sta facendo grandissimi danni, ma non potrà mai prevalere sulla Chiesa, per le promesse del salvatore. La Chiesa non è ammalata dentro, è tradita dai suoi figli.

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  58. Dicebamus heri7 aprile 2011 18:48

    <span>Non devi rispondere sensatamente alle domande degli ortodossi o dei lefebvriani. </span>
    Se proprio convinto che, il giorno in cui comparirai davanti a Nostro Signore, tale tua affermazione (ed il fatto che io sia convinto che non lo metti in pratica ed è solo un distinguo di lana caprina, citato per il gusto della polemica, non modifica i termini del problema) sarà fonte di bella figura? 
    Io, se credessi al Vaticano II (come dici di crederci tu), mi farei qualche esame di coscienza. Mi auguro, per te, che, almeno in foro interno, almeno implicitamente e de facto, tu ne faccia tesoro. Ovviamente non pretendo che tu lo ammetta in pubblico. Anzi, più insisterai per il no, più io penserò che "La lingua (nella fattispecie la tastiera) batte dove il dente duole".

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  59. Dicebamus heri7 aprile 2011 18:50

    <span> Poi ci vediamo a Giosafat.</span>
    Chissà chi, quel giorno ne avrà di sorperse.
    Quanto sei disposto a scommettere che le tue di sorperse di quel giorno, saranno ben più grandi delle mie?

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  60. Dicebamus heri7 aprile 2011 18:51

    <span><span>Poi ci vediamo a Giosafat.</span>  
    Chissà chi, quel giorno ne avrà di sorprerse.  
    Quanto sei disposto a scommettere che le tue di sorprerse di quel giorno, saranno ben più grandi delle mie?</span>

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  61. Dicebamus heri7 aprile 2011 18:57

    <span>Solo indignarti e dire che la risposta la sa il Papa e questo basta</span>
    SMACK....
    TANTISSIMI BACIONI!
    Peccato, per te, che ci sia stato il Vaticano II.
    Trovami un solo atto concreto (non un documento che nessuno legge e meno ancora capisce) del Post-Vat II, in cui il Papa abbia fatto il Papa (e/o incoraggiato ad avere un tale comportamento /atteggiamento, che manda a monte ogni pretesa di dialogo). Ovviamente fanno eccezione (e non valgono) quelli contro i tradizionalisti. 

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  62. dialogo perpetuo7 aprile 2011 19:15

    fa piacere leggere il raro buon senso che spira da queste osservazioni raccolte da Paolo Rodari, circa la beatificazione di GPII, dalla voce del card. Daneels:
    <span>"Tra i cardinali lontani da Roma una voce critica è stata quella del cardinale belga Godfried Danneels, arcivescovo emerito di Malines-Bruxelles. In un’intervista a 30Giorni disse:</span>
    <span> “Io penso che si doveva rispettare la procedura normale. Se il processo di per sé avanza velocemente, va bene. Ma la santità non ha bisogno di passare per corsie preferenziali. Il processo si deve prendere tutto il tempo che serve, senza fare eccezioni. Il Papa è un battezzato come tutti gli altri. Dunque la procedura dovrebbe essere la stessa prevista per tutti i battezzati.</span>
    <span> Non mi è piaciuto il grido ‘santo subito’ che si è sentito ai funerali, in piazza San Pietro. Non si fa così. Qualche tempo fa hanno anche detto che si trattava di una iniziativa organizzata, e questo è inaccettabile. Creare una beatificazione per acclamazione, ma non spontanea, è una cosa inaccettabile”. Danneels non fece mistero di aver avuto delle riserve su Giovanni Paolo II....</span>
    ---------------------
    l'art. citato da Luisa ha il seguente titolo:
    <span>Il beato Karol sale agli altari, Giovanni Paolo II può attendere. Il prefetto delle Cause dei santi spiega che sono state riconosciute “le virtù”, non “l’impatto del pontificato”.

    dunque, una beatificazione in due tempi  scindendo la persona in due aspetti, da beatificare separatamente  ? ....stranissimo....mai sentito.
    </span>

    RispondiElimina
  63. dialogo perpetuo7 aprile 2011 19:18

    <span>fa piacere leggere il raro buon senso che spira da queste osservazioni raccolte da Paolo Rodari, circa la beatificazione di GPII, dalla voce del card. Daneels:  
    <span>"Tra i cardinali lontani da Roma una voce critica è stata quella del cardinale belga Godfried Danneels, arcivescovo emerito di Malines-Bruxelles. In un’intervista a 30Giorni disse:</span>  
    <span>“Io penso che si doveva rispettare la procedura normale. Se il processo di per sé avanza velocemente, va bene.   </span></span>
    <span><span>Ma la santità non ha bisogno di passare per corsie preferenziali. Il processo si deve prendere tutto il tempo che serve, senza fare eccezioni. Il Papa è un battezzato come tutti gli altri.    Dunque la procedura dovrebbe essere la stessa prevista per tutti i battezzati.</span>  
    <span>Non mi è piaciuto il grido ‘santo subito’ che si è sentito ai funerali, in piazza San Pietro. Non si fa così. Qualche tempo fa hanno anche detto che si trattava di una iniziativa organizzata, e questo è inaccettabile. Creare una beatificazione per acclamazione, ma non spontanea, è una cosa inaccettabile”. Danneels non fece mistero di aver avuto delle riserve su Giovanni Paolo II....</span>  
    ---------------------  
    l'art. citato da Luisa ha il seguente titolo:  
    <span>Il beato Karol sale agli altari, Giovanni Paolo II può attendere. Il prefetto delle Cause dei santi spiega che sono state riconosciute “le virtù”, non “l’impatto del pontificato”.  </span></span>
    <span><span>non capisco..... 
    dunque, una beatificazione in "due tempi" ? :( .... scindendo la persona in due aspetti, da beatificare separatamente  ? ....stranissimo....mai sentito.  (tanto per ribadire che "la Chiesa è sempre la stessa", qualunque strana novità sentiremo e vedremo.....)</span></span>

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  64. <p>Ha ragione don Morselli: <span><span>stabat lupus desuper et agnus inferius. </span></span><span><span>Ma proprio a proposito di quell'omoousios che causò tante sofferenze a Sant'Atanasio, vogliamo ricordare quando, solo pochi anni fa, sotto le auguste volte della Basilica Vaticana, e per di più in occasione della festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, alla presenza degli scismatici eterodossi d'Oriente, si recitò il Credo in greco, omettendo il Filioque per non offendere i fratelli separati?  </span></span>
    </p><p> 
    </p><p><span><span>Certo, per gli incolti e per i fautori dell'ecumenismo, il fatto che la Terza Persona della Ss.ma Trinità proceda non solo dal Padre, ma anche dal Figlio, è cosa di poco conto; così com'è di poco conto, per costoro, il fatto che il Figlio sia della stessa sostanza del Padre, e non di simile sostanza al Padre, come sostengono gli eretici d'Oriente. </span></span>
    </p><p> 
    </p><p>Se poi ci si avventura nella dottrina della Grazia, il raccapriccio è assicurato: le dichiarazioni congiunte tra Cattolici e Protestanti avrebbero in altri tempi meritato ai primi, più che ai secondi, la condanna più ferma della Chiesa. Ma anche su questo si può fingere che non vi siano problemi, visto il livello medio di erudizione dei chierici e ahimé anche dei Prelati.
    </p><p> 
    </p><p>D'altra parte, non fu Giovanni XXIII che soppresse il Symbolum Athanasianum dall'Ufficio Divino, relegandone la recita alla sola festa della Ss.ma Trinità? E non fu il mai abbastanza deprecato Conciliabolo di Roma che lo soppresse definitivamente?
    </p><p> 
    </p><p>Il solo incipit suona come una orribile bestemmia alle orecchie degli ecumenisti:
    </p><p> 
    </p><p>QUICUMQUE VULT SALVUS ESSE, ANTE OMNIA OPUS EST, UT TENEAT CATHOLICAM FIDEM: QUAM NISI QUISQUE INTEGRAM INVIOLATAMQUE SERVAVERIT, ABSQUE DUBIO IN AETERNUM PERIBIT. Chiunque voglia salvarsi, deve anzitutto professare la fede cattolica: e se non l'avrà conservata integra e intatta, di certo sarà dannato in eterno.
    </p><p> 
    </p><p>Sant'Atanasio riposa a Venezia, nella splendida chiesa di San Zaccaria. Le sue spoglie, dimenticate dai Cattolici, non sono onorate nemmeno da un lume.</p>

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  65. A me pare incredibile che si possa beatificare un personaggio che, foss'anche stato l'ultimo dei fedeli, ha pubblicamente baciato il Corano e si è fatto segnare la fronte da una sacerdotessa di Shiva. Se lo ha fatto come privato, è grave. Se lo ha fatto come Pontefice, è inaudito. In ogni caso, dubito che in Cielo si prenderanno la pena di farlo emergere dalle fiamme eterne dell'Inferno - o da quelle temporanee del Purgatorio - solo perché quaggiù c'è chi imbratta striscioni e organizza beatificazioni nello stesso stile del Cremlino d'antan. Altro che santo subito.

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