venerdì 7 gennaio 2011

Caso Vicenza (Messa sospesa): scrive il celebrante don P. Rigon

Circa il post precedente, sul caso del boicottamento da parte della Curia vicentina della S. Messa in latino, ha scritto un commento il celebrante a cui, per ultimo (in ordine cronologico) il Vescovo aveva affidato la cura dei fedeli tradizionali presso la chiesa di S. Rocco, e la celebrazione della S. Messa tridentina.
Ci fa piacere che il Reverendo abbia voluto farci conoscere i fatti attraverso le sue esperienze (ante e post incarico presso S. Rocco), ci abbia raccontato le proprie motivazioni in merito alle celebrazioni oggetto delle proteste e al perchè di alcune oculate scelte di prudenza.
Circa il "problema" delle letture sembra anche a noi, come a qualche nostro lettore, esso non rappresenti un grande abuso o una grande "imperfezione". Lodevole l'impegno di preservare altre e ben più importanti peculiarità "teologiche" dell'antico rito (comunione in ginocchio, ad es.).
Molto più gravi le "irregolarità" del precedente sacerdote, anche perchè sembravano motivate da scelte ideologiche di avversione al rito tradizionale. E maggiormente grave l'atteggiamento della Curia.
MA ora lasciamo la parola al sacerdote.
.
Carissimi Amici,
penso di poter intervenire con cognizione di causa a proposito di questa "povera" Messa a San Rocco in Vicenza.
Conosco discretamente le norme e le rubriche che disciplinano la celebrazione eucaristica secondo il Messale del 1962 (è a quello, e solo a quello, che ci dobbiamo infatti rifare ...). Ho celebrato, finora, esclusivamente la Messa letta, al massimo con qualche canto popolare, come credo sia consentito. La Messa cantata sono riuscito a proporla una volta sola, con molta fatica e con terribili personali sofferenze, nella chiesa in cui sono stato ordinato prete, per il XXV del mio sacerdozio.
Oltre non sono mai riuscito ad andare ... anche se lo desidererei. Non dispongo infatti di forze suffcienti.
Celebro una volta la settimana, con un paio di fedeli presenti in chiesa e con un inserviente che è un parrocchiano (per me è già un traguardo impensabile... visto che le "pie donne", che frequentano sempre la Messa, se ne stanno alla larga dalla chiesa quando sanno che la celebro nella forma straordinaria).
Quando mons. Nosiglia mi ha chiesto di prendere il posto di mons. Tamiozzo nella chiesa di San Rocco, ho accettato ben volentieri, anche perchè ciò mi ripagava in parte delle umiliazioni e delle cattiverie subite da parte di qualche mio confratello allorchè feci la scelta di celebrare con il Messale del 1962.
Ma le condizioni si sono rivelate subito molto difficili per i più svariati motivi: chiesa aperta all'ultimo momento con i pochi fedeli che, d'inverno, attendevano "al freddo e al gelo"; nessun avviso all'esterno; l'altare coram populo (facilmente amovibile), per ordine del rettore - che durante la celebrazione se stava chiuso in sacrestia - non si doveva invece spostare; paramenti che alle volte mancavano.
Per non dire di "controlli" (ma questi sono avvenuti prima che io cominciassi a celebrare a San Rocco) da parte dei superiori del seminario perchè non ci fossero seminaristi tentati dall'entrare in chiesa.
Insomma, una serie di condizionamenti così pesanti che, pur con tutta la buona volontà da parte mia, non me la sono più sentita di celebrare a San Rocco.
E' vero che i fedeli sono progressivamente diminuiti fino praticamente a scomparire. Ma ciò - io penso - è stato dovuto proprio a tutte queste difficoltà frapposte.
Per quanto riguarda il modo di celebrare, devo riconoscere che forse non era il più preciso.
Ma non potevo agire diversamente, almeno all'inizio: avrei scombussolato e scoraggiato ulteriormente i pochi fedeli.
Anche se, devo dire, qualche cambiamento nella direzione giusta lo stavo apportando: preghiere effettivamente ai piedi dell'altare e non al di là dell'altare coram populo e quindi a un centinaio di metri di distanza da quello antico, dove di fatto celebravo; sommo rispetto per le parti da recitarsi sottovoce (mentre don Giandomenico, probabilmente per i suoi buoni motivi, le voce ad alta voce); s. Comunione sempre in ginocchio e sulla lingua, calendario antico e tutti i paramenti previsti ... almeno quando di trovavano.
Ho mantenuto solo le letture in italiano e di fronte al popolo, proprio perchè volevo che i cambiamenti, rispetto al modo di celebrare del mio predecessore fossero calibrati e rispettosi anche dei presenti, altrimenti - ripeto - confusi da tanta varietà di stile.
Del resto, proprio interrogando gli esperti di questo sito, mi è stato risposto che non sarebbe abuso proclamare le letture direttamente in italiano (pare che ciò corrisponda alle intenzioni del S. Padre come scritto nel motu proprio) e si può accettare anche di farlo rivolti alla gente.
Ma qui dovremmo aprire una discussione fra esperti di rubriche e di documenti antichi e nuovi.

Ora, per concludere, a me sembra che le ragioni dell'infelice esperienza della Messa a San Rocco vadano soprattutto ricercate nel clima di diffidenza e di ostilità che ancora persiste nella nostra Chiesa verso quello che un mio confratello ha definito "tragico teatrino" (già, la Messa nella forma è stata definita proprio così!). Anche se ufficialmente è ammessa, o, per meglio dire, tollerata ...
Non so che cosa succederà prossimamente con il nuovo Vescovo. Vedremo. Dal canto mio continuo a tenere viva la fiammella flebile flebile della Tradizione celebrando almeno una volta con il rito antico, proponendo la conoscenza basilare della lingua latina (e il corso che ho promosso mi sta dando qualche soddisfazione ...), pregando, pazientando, attendendo tempi migliori.
Ora dopo la "fuga" (che io comprendo perfettamente) di don Massimo Sbicego sono davvero solo.
Amici del blog ... questa è la mia versione dei fatti circa la Messa a San Rocco.
Non vi domando di darmi ragione o torto circa le scelte che ho dovuto fare, ma abbiate solo la carità della preghiera perchè non mi scoraggi e rimanga comunque dentro a questa mia Chiesa a lottare per quanto credo giusto.
Buon Anno!

don Pierangelo Rigon - Vicenza

96 commenti:

  1. Tenga duro carissimo don Pierangelo, ormai sono in tanti i sacerdoti che tra mille difficoltà calebrano la vera Messa di sempre, il tempo e sicuramente lo Spirito Santo sono dalla Sua ( e nostra) parte. Auguri di tutto bene

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  2. Mi sembra una lettera molto coraggiosa, questa di Don Rigon, e allo stesso tempo è un atto di accusa verso quei "tradizionalisti" che invece di difenderlo non hanno fatto altro che accusarlo e lamentarsi. E' colpa soprattutto di questi "tradizionalisti" se alla Messa non ci andava nessuno. La realtà non è sempre in bianco e nero

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  3. frequentatore vicentino7 gennaio 2011 14:25

    purtroppo a vicenza non è raro sentire menzogne, anche da parte di molti, troppi, preti, contro coloro che si impegnano, per esempio, nel diffondere la conoscenza della S.Messa nella forma straordinaria del rito romano o, più in generale, verso coloro che difendono Nostro Signore Gesù Cristo e la dottrina (di fede e morale) della Santa Chiesa da scempi e storture (soprattutto verso il Santo Padre, poi, è come un "tiro al piccione" con insolenze e atteggiamenti presuntuosi da far paura...)...preghiamo lo Spirito Santo che, per intercessione della B.V. Maria (anche lei oltraggiata da molti), ci sostenga nelle prove per "non cadere in tentazione" ... di fronte a certe situazioni c'è davvero da disperarsi...

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  4. Andrea Carradori7 gennaio 2011 14:30

    Parole che destano commozione ed ammirazione per la fede dimostrata da don Pierangelo ed anche per l'attaccamento alla  Tradizione !
    Plaudo particolarmente alla scelta che il Reverendo ha fatto di proclamare le letture nella lingua italiana .
    Mi auguro che in questo nuovo anno questo coraggioso Sacerdote possa riprendere le devote celebrazioni della Santa Messa secondo l'antico rito romano a beneficio dei bravi fedeli vicentini.

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  5. Scusate se vado fuori tema ma vi consiglierei di guardare su raiuno la trasmissione di Costanzo! Ora capisco perchè molte vocazioni rimangono inespresse...

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  6. Preghiamo! Preghiamo molto per la santa Chiesa di Dio e per il Papa! Soprattutto, restiamo a lui fedeli.
    Viviamo un tempo in cui c'è confusione all'interno della stessa Chiesa...
    Proprio ieri ho assistito ad una Ordinazione sacerdotale: i sacerdoti non-concelebranti, che stavano in cotta e stola (tra i quali anche io), si son sentiti accusare di essere lefevriani (pensate quanta ignoranza...)!!! Nel frattempo vi era anche un secondo vescovo che (tenetevi forti!) ha concelebrato in abito piano (abito talare filettato di rosso)!!! Neppure una stola!!! Vietatissimo!!!!
    Ci si può aspettare una cosa del genere da un vescovo?
    Quindi, cari fratelli, coraggio! Recuperiamo quanto si sta perdendo: la Liturgia! "fons et culmen" recita il Concilio vat. II.

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  7. Rimasi molto stupito,molti anni fa, quando nella cappella drlla FSSPX a Lourdes, il celebrante si voltò verso il popolo e lesse l'epistola in francese. Non sapevo allora che anche Mons Lefebvre era favorevole a ciò. Questo sfata un'altra leggendametropolitana circa  il propagandato, ad arte, gretto consevatorismo di questo presule attento sempre al bene delle anime.

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  8. Filippo Burighel7 gennaio 2011 15:26

    Mi sembra un sacerdote in assoluta buona fede che ha cercato di applicare il Summorum Pontificum secondo le intenzioni del Santo Padre con le risorse messegli a disposizione. Se ci sono stati errori, non dipendevano necessariamente da questo sacerdote o sono stati fatti in assoluta buona fede. Certo che se da una certa commissione arrivasse il regolamento attuativo al suddetto motu proprio forse qualche incertezza verrebbe risolta una volta per tutte. Lo dico senza polemica, eh. E' una mera constatazione.

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  9. Probabilmente fin quando "vi" ostinerete a non usare le corrette terminologie (Forma Straordinaria) è probabile che di Messe nella Forma Straordinaria se ne vedranno poche. Perchè corretta terminologia= corretta comprensione=corretta ermeneutica.

    Scorretta terminologia = scorretta comprensione= scorretta ermeneutica....  = Niente Messa perchè c'è il sospetto che.....
    E molti lo fanno notare e pochi lo vogliono capire!

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  10. Prometto solennemente che inizierò a chiamarla Forma Straordinaria, anzi Forma Extra-Ordinaria del Rito Romano (come tanto piace da alcune parti) quando qualcuno mi spiegherà in maniera convincente come possono esserci DUE forme di un UNICO rito, senza cadere in aporie. Perchè corretta logica = corretta terminologia = corretta comprensione = corretta ermeneutica, il baco è nel primissimo termine del sillogismo.

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  11. Se non è troppo, potrebbe accennare don Rigon se l'atteggiamento, per così dire, non favorevolissimo, alla Forma Extra etc etc proveniva direttamente dal primo livello, o questi si lasciava volentieri influenzare dai livelli sottostanti? Come torinese, la domanda non è per nulla peregrina.

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  12. Vedi caro, ancora peggio fai, e non te ne accorgi.
    E dai la stura a quanti hanno criticato il MP sostenendo come te che non possono convivere insieme due Forme......
    e tu sai bene quale vorrebbero (nuovamente) abolita.....
    Ma a te interessa fare il "duro e puro" sui blog, dando una botta ai commenti di qua e una volta ai commenti di la.....
    e nel frattempo "vi" fanno festa.....
    Bravo!!! continua.......

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  13. correggo:
    e nel frattempo "vi" fanno LA "festa" .....  

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  14. Dimenticavo, non iniziamo se era stata abolità o no, è buttato li per dire, stiamo parlando di un'altra cosa......
    quindi non centellinare su tutto......

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  15. <p><span>Mi scuso per il fuori tema, ma dato che in questi giorni non è possibile scrivere alla redazione, pubblico tra i commenti il seguente avviso:</span>
    </p><p><span> </span>
    </p><p><span>DOMENICA 9 GENNAIO - I domenica dopo l’Epifania: </span><span>Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe</span>
    </p><p><span> </span>
    </p><p><span>SANTA MESSA CANTATA IN FORMA STRAORDINARIA</span>
    </p><p><span> </span>
    </p><p><span>ore 17.30 - Chiesa di San Silvestro - Via Gramsci, 94</span>
    </p><p><span> </span>
    </p><p><span>Località MANCASALE -<span> </span>REGGIO EMILIA</span>
    </p><p><span>  </span>
    </p><p><span>Celebrante: Rev.do Mons. Carlo Pasotti, delegato episcopale.</span>
    </p><p><span>All'organo: M° Sauro Rodolfi, organista titolare della basilica collegiata e concattedrale di San Prospero in Reggio Emilia.</span>
    </p><p><span>La corale “San Francesco da Paola” di Reggio Emilia canterà il proprio della Messa in gregoriano, l’ordinario della “Missa de Angelis” ed eseguirà mottetti della tradizione polifonica sacra.</span>
    </p><p><span> </span>
    </p><p><span>Alle ore 17,10 sarà recitato il Santo Rosario.</span>
    </p>

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  16. don Pierangelo7 gennaio 2011 16:19

    Caro Guy, la mia impressione è proprio che il primo livello fosse influenzato da quelli sottostanti.
    Quelli che dicono: "I Vescovi passano ma noi restiamo!".
    cordialmente

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  17. CARO DON RIGON CORAGGIO! IL SIGNORE LA VEDE E IL CORO DEGLI ANGELI E' SEMPRE PRESENTE QUANDO DICE LA MESSA! LE ASSICURO LA MIA PREGHIERA E VEDRA' CHE PRIMA O POI I SUOI SFORZI CONSEGUIRANNO FRUTTI ABBONDANTI. (SONO D'ACCORDO CON ANDREA CARRADORI).

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  18. Che di un unico rito non possano convivere due forme non lo dico io, lo dice la logica. Perchè fa tanto paura dire che son due riti diversi? Perchè equivarrebbe ad ammettere che si portano dietro due ecclesiologie e quindi due tradizioni diverse, e questo farebbe crollare il castello di carte tanto caro a chi, col post-concilio, ha costruito meravigliose carriere. E allora si preferisce dire alla carne: ego te baptizo piscem (usando la formula in vernacolo ovviamente), così si spera di poter fare ancora per sessant'anni come le scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano.

    Per tua informazione, faccio talmente il duro e puro che ormai il 99% delle messe che frequento, per via di problemi familiari e logistici, è Novus Ordo. Non me ne faccio un problema, lo vivo come se andassi al rito bizantino o mozarabe (magari!), qualcosa che non si confà pienamente (eufemismo) alla mia spiritualità, ma che continuo a frequentare in ossequio al Cristo presente sull'altare e ai precetti della Sua Chiesa. Di certo non mi auguro che i fedeli "ordinari" si prendano "legnate" o che qualcuno "gli faccia la festa" come tu auspichi, cristianamente, nei miei confronti. La cosa paradossale è che nemmeno i "modernisti" più feroci si comportano farisaicamente come te: per loro nella chiesa c'è posto per tutti. Quando il nostro iper-modernista parroco ci ha scorti in fondo alla chiesa alla messa del primo gennaio (non ci vedeva dal battesimo del secondogenito), a fine Messa ha intonato il veni creator in latino. Mi sono commosso.

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  19. Anche io sono d'accordo con Andrea Carradori. Ringrazio il Signore perché ci dona Sacerdoti come Don Pierangelo.

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  20. Pour Mgr Klaus Gamber, le NO est incontestablement un nouveau rite, cf. La Réforme liturgique en question.

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  21. Dans toutes les églises desservies par la FSSPX, et cela depuis le début, j'ai toujours entendu lire l'épître et l'évangile dans la langue des fidèles.

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  22. La lettera di Don Pierangelo ha messo in evidenza un'esperienza molto sofferta che gli fa onore e abbisogna per questo di tutto il nostro sostegno nelle preghiere. Sono convinto che nelle diverse diocesi vi siano altri sacerdoti che sarebbero ben felici di tornare a celebrare secondo il vecchio rito (straordinario o tridentino lo si voglia chiamare, non è un problema). A loro dobbiamo dare tutto il nostro  incoraggiamento.
    A coloro, invece, che fanno leva sull'esiguità del numero dei partecipanti alle messe celebrate nella forma straordinaria (il che è tutto da verificare) posso solo rispondere che tutte le volte che ho assistito alla S.Messa VO ho notato  e percepito una profonda partecipazione al rito da parte della stragrande maggioranza dei presenti. La stessa sensazione non riesco ad averla quando assisto alla S.Messa NO. E non credo sia solo una sensazione.

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  23. <span><span>"... controlli .... da parte dei superiori del seminario perchè non ci fossero seminaristi tentati dall'entrare in chiesa" dove si celebrava la Messa Tradizionale</span>  
    Ma, queste cose da ex Patto di Varsavia, non possono essere segnalate a nessuno ? Non c'è nessuna speranza per far cadere altri muri di Berlino ?</span>

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  24. grazie a don Pierangelo per la sua fedeltà alla chiesa.

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  25. oggi pomeriggio ho ricevuto Roma felix la lettere di informazioni della fsspx, ebbene don Davide Pagliarani annuncia a breve la fondazione di un priorato nel veneto.Oltre a don Massimo chi sarà il prossimo prete che passerà il guado(sbagliando,perchè altre possono essere le soluzioni) per la miopia delle curie , non ancora in grado di comprendere che nelle parrocchie c è una forte minoranza silenziosa di tendenza tradizionalista?Il prossimo sarà il sacerdote di Verona che più o meno è nelle stesse condizioni di don Pierangelo? spero di no,ma se si fonda un priorato...qualche altro sacerdote ci vorrà

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  26. Sono appena tornato da una S. Messa NO feriale ed eravamo una decina, comprese 3 suore.
    Se il problema fosse l'esigua partecipazione, chissà quale rito ci si dovrebbe inventare...

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  27. <span>Caro Don Pierangelo,  
    io sono meno del nulla e poco o nulla posso fare per incoraggiarla, consolarla, aiutarla.... ma senza dubbio alcuno posso sostenerla con la Preghiera e ricordarle che in queste "BUONE BATTAGLIE" non si è mai soli anche se apparentemente così sembrasse....  
     
    Stare in trincea, e a chi ci sta, non paga nell'immediato e spesso i frutti non si vedono, ma arriveranno, ne stia certo....  
    pensiamo al santo Curato d'Ars al quale affidarono una Parrocchia di poche anime, circa duecento, proprio perchè lui, quale parroco, non prometteva "nulla di buono".... aveva perfino difficoltà con il latino.... ;)  
    Sappiamo che al Signore piace lavorare con i "piccoli numeri".... per questo le sussurro ciò che lei già sa e conosce: non si scoraggi perchè è proprio questo ciò che vuole Satana, lo scoraggiamento dei virtuosi....  
     
    L'abbraccio di cuore e la porterò da oggi nel Rosario quotidiano... e in questo Anno appena cominciato, non auguro affatto che lei "scenda dalla Croce" al contrario, auspico di cuore che  lei la possa portare come la portò Cristo perchè il suo personale Calvario, sarà la strada della santità anche di molte anime che noi forse non conosceremo mai, ma che ci saranno....  
    Grazie per la sua Vocazione....  
    LDCaterina</span>

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  28. Bravo!!! Ancora!!!! Continua!!!!!!
    E la messa in Forma Straordinaria in parrocchia "te la scordi"..... (ma magari a te in parrocchia non interessa, ....hai la mappa di"quelle altre"...).
    Ecco chi i veri amanti della Forma Straordinaria devono ringraziare!

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  29. Una lotta, neanche con le sette Pentecostali si è così cattivi mah

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  30. Che Dio la benedica e la conservi nella Chiesa di Cristo che è la Chiesa Cattolica romana, don Pierangelo!

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  31. Il motivo fondamentale della subdola opposizione della maggioranza dei vescovi e dei preti al Vetus Ordo Missae ha radici dottrinali. Il Novus Ordo di Bugnini\Paolo VI veicola una nuova dottrina, quella ecumenico-conciliarista, ed è stata elaborata a tavolino al preciso scopo di sostituire la Messa antica insieme alla dottrina cattolica che questa esprime.  Invocare la coesistenza dei due riti è pura chimera. Il clero neomodernista - a differenza di molti tradizionalisti - questo l'ha capito perfettamente e si comporta di conseguenza, cercando di cancellare la S. Messa Romana V.O. dalla faccia della terra, così come gli assassini cercano di eliminare i testimoni dei loro delitti.  Tutto il mio sostegno a don Pierangelo Rigon.   

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  32. Caro don Pierangelo, posso solo prometterle le mie preghiere per lei e la chiesa di Vicenza. Abbia fede e perseveri ! Il nemico di Dio e nostro e' molto potente, puo' fare molto male, cerca di intralciare ogni forma di glorificazione di Dio (come la Messa VO), ma alla fine sara' sconfitto con tutti i suoi accoliti e la vera Chiesa trionfera' nel Signore. Non si senta solo, Dio le e' vicino con la sua e nostra Santa Madre, lo Spirito Santo ,che invoco su di lei, non manchera' di illuminarla e di guidarla nella sua missione che auspico feconda di frutti. La abbraccio e le auguro ogni bene.

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  33. Sempre per tua informazione - in parrocchia ho ottenuto due battesimi con rituale romanum 1952.

    Non certo grazie alla spocchiosa arroganza dei coraggiosi guest che danno lezioni nascondendosi nell'anonimato per trolleggiare un po'.

    Auguri, e se non basta il Maalox, prova col Riopan.

    Fine OT.

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  34. <span>Sempre per tua informazione - in parrocchia ho ottenuto due battesimi con rituale romanum 1952.  
     
    Non certo grazie alla spocchiosa arroganza dei coraggiosi guest che danno lezioni nascondendosi nell'anonimato per trolleggiare un po'.  
     
    Auguri, e se non basta il Maalox, prova col Riopan.  
     
    Fine OT.</span>

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  35. Non è che esageri un pochettino tanto?

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  36. Francesco Agnoli7 gennaio 2011 21:29

    Grazie don Pierangelo! Coraggio...ce ne fossero come lei!

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  37. Prendo il Gaviscon,  mi trovo meglio.

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  38. "... visto che le "pie donne", che frequentano sempre la Messa, se ne stanno alla larga dalla chiesa quando sanno che la celebro nella forma straordinaria"
    "Pìe donne" o ... "ARpìe donne"?

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  39. @ Atala: ça c'est un usage tout français. Dans les églises SSPX qu'ai visité en Italie, Allemagne, Suisse, Autriche, Angleterre les lectures sont toutes en latin et depuis traduites. Mon prieur m'a dit que en France les lectures étaient en français avant le concile aussi. Mais a S. Nicolas, dans les messes solennelles, les lecutres sont in latine eh! :)

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  40. All'Ospite delle 21:29:06:  Eh, magari io stessi esagerando. Naturalmente questo atteggiamento è tipico dei neomodernisti in senso proprio: la massa clericale amorfa e indifferente e i carrieristi non rientrano di per sè tra costoro. Vi è però anche una terza corrente neomodernista, quella che vorrebbe far coesistere la S. Messa tradizionale con la "Chiesa conciliare del preservativo", riducendo la divina liturgia ad un fatto estetico per fedeli dalla sensibilità "classica". Alla fine, in concreto, il risultato non cambia.  

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  41. eccola di nuovo... la voce del padrone che continua a minacciare, in stile simil-mafioso: "te la scordi" + 12 punti esclamativi, per essere PERSUASIVA  (ovvero: <span>finitela se no vi togliamo quel poco che avete a stento ottenuto !) </span>visto a che punto siamo ?<span>
    </span>
    complimenti ai servi del regime !

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  42. speriamo nel Signore e siamo forti, perchè l'Opera è sua e Lui stesso la porterà a compimento fino al suo ritorno: senza di Lui non possiamo fare niente.
    Lui stesso dovrà alla fine mettere sotto i piedi tutti i suoi nemici. Ora però ci aspetta la lunga tribolazione, come annunciata nelle Scritture e confermata dalla Madonna a Fatima (quando disse: "Satana si introdurra fino alle sommità della Chiesa; i buoni saranno perseguitati, il Santo Padre dovrà soffrire ecc....)
    Non sarà una passeggiata.

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  43. <span>eccola di nuovo... la voce del padrone che continua a minacciare, in stile simil-mafioso: "te la scordi" + 13 punti esclamativi, per essere PERSUASIVA  (ovvero: <span>finitela se no vi togliamo quel poco che avete a stento ottenuto !) </span>visto a che punto siamo ?<span>  
    </span>  
    complimenti ai servi del regime !</span>

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  44. <span><span>eccola di nuovo... la voce del padrone che continua a minacciare, in stile simil-mafioso: "te la scordi" + 13 punti esclamativi, per essere PERSUASIVA  (ovvero: <span>finitela se no vi togliamo quel poco che avete a stento ottenuto !)</span></span></span>
    <span><span><span></span>....visto a che punto siamo ?<span>
    </span>    
    complimenti ai servi del regime !</span></span>

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  45. chi odia la Tradizione odia Cristo stesso, che l'ha iniziata e consegnata a Pietro;
    e chi vuol seppellire la Messa di sempre vuol arrivare -che ne sia parzialmente o totalmente consapevole o non- a quel punto in cui sarà abolito il Santo Sacrificio dell'altare, dopo averlo per tanto tempo oscurato e condannato all'oblio nelle anime dei fedeli ! seppellire la Tradizione con odio e per odio vuol dire aprire le porte all'anticristo, che dovrà trovare ad accoglierlo una  Chiesa dissacrata e del tutto umanizzata, senza più nulla di divino, nè alcun Sacrificio Divino, e dove il Signore non dovrà più essere riconosciuto e adorato :
    ciò sta accadendo INESORABILMENTE da 45 anni, e procede ancora verso il peggio, mentre noi tutti, che ci ricordiamo CHI E' NOSTRO SIGNORE E CHE COSA HA FATTO e fa per i suoi figli e vogliamo adorarlo per l'eternità, <span>ci opporremo con tutte le nostre forze a questa fatale avanzata</span> e presa di possesso della sua Chiesa, che Gesù stesso però, a tempo stabilito, verrà a risollevare purificare e riportare all'antico onore, per amore del Suo Nome, come ha promesso !

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  46. <span>Scusate questo OT, prego la REDAZIONE di evidenziare questa ulteriore picconata alla Tradizione sanpietrina-sistina ad opera del Maestro Palombella e del Maestro Marini: per la prima volta una donna canta il 6 gennaio con il Coro della Cappella Sistina il salmo responsoriale!</span> <span> (vedere qui al '30 minuto). <span>Credo debba essere segnalato al mondo della Tradizione che vedeva nel nuovo Maestro delle Cerimonie un "restauratore" quando in realtà piano piano indisturbato e benedetto, mentre noi distratti da altre brutte notizie, osa demolire con la cotta di merletto quei capisaldi delle Tradizione liturgica Cattolica.</span></span><span></span>

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  47. <span>ATTENZIONE, ATTENZIONE!!!</span>
    <span>Scusate questo OT, prego la REDAZIONE di evidenziare questa ulteriore picconata alla Tradizione sanpietrina-sistina ad opera del Maestro Palombella e del Maestro Marini: per la prima volta NELLA STORIA DELLA MUSICA SACRA CATTOLICA DI SAN PIETRO una donna canta il 6 gennaio con il Coro della Cappella Sistina il salmo responsoriale!</span> <span> (vedere qui al '30 minuto). <span>Credo debba essere segnalato al mondo della Tradizione che vedeva nel nuovo Maestro delle Cerimonie un "restauratore" quando in realtà piano piano indisturbato e benedetto, mentre noi distratti da altre brutte notizie, osa demolire con la cotta di merletto quei capisaldi delle Tradizione liturgica Cattolica.</span></span>

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  48. poveri noi....
    Miserere nostri, Domine !
    come dicevo sopra, l'abominio avanza INESORABILE nel Tempio Santo del Signore, senza che nessuno possa più fermarlo, neanche il Papa !
    :'(

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  49. Ritchie Blackmore8 gennaio 2011 01:04

    E quante messe sopprimere...

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  50. Ritchie Blackmore8 gennaio 2011 01:07

    Ha ragioni dottrinali nel senso che è figlio di un indottrinamento. Basterà stare sulla riva del fiume e aspettare che la generazione dei rincoglioniti 68ini vada a guardare l'erba dalla parte delle radici.

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  51. Per me la forma straordinaria è il Novus Ordo, perché in tutto l'anno di quelle messe lì ne prenderò sette o otto al massimo.

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  52. f. MARIE DES ANGES8 gennaio 2011 01:14

    confermo a Torino capita lo stesso. Seun giovane prete o un seminarista entrano alla Misericordia, possonom scordarsi l'ordinazione o la carriera. e infatti ne sono persuasi da zelanti pastori, che li tengono lontani "per il loro bene"

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  53. Carissimo Don Rigon

    Corraggio non mollare . Ogni volta  che celebro in privato celebro secondo la forma straordinaria e nella parrocchia dove collaboro ogni domenica viene celebrato la S. Messa in questo rito .,,tuttavia è una Messa bassa il che mi dispiace per la domenica ma i fedeli presenti non sono hanno molte iniziative per fare un piccolo coro in grado di cantare l'ordinario della Messa e il graduale

    Per le letture in lingua volgare ho visto che anche in Canada la Fraternità Saint Pierre  le usano. Ho chiesto ai sacerdoti della Fraternitò San Pio X ( a Rimini) come regolarmi ( parlo della Messa bassa o letta) Ho visto che c'era anche lì un po' d'incertezza ma mi sembra avere capito che il parere più comune è la possibilità per il sacerdote di leggere l' Epistola  (dall' altare lato epistolae) in lingua volgare e il S. Vangelo prima in latino dal lato del Vangelo per poi leggerlo  dal pulpito in lingua volgare prima della predica .

    Non so se è coretto ma sono pronto a correggermi.

    Mi dispiace molto la polemica inutile del caro Ospite. D' accordo usiamo l'espressione rito straordinario ma rimane il fatto che non è del tutto chiaro che non si tratti di 2 riti  diversi .,,secondo me la discussione è aperto. Difficile parlare dello stesso rito quando il rito di introduzione è cambiato, così come tutto l'ordine del Lezionario e il criterio stessa della scelta delle letture, cambiamento radicale dell'offertorio, e ancora plù impressionante abbandono del Canone Romano, cambiamento del rito della Santa Comunione e dei riti finali  va bene la struttura liturgica rimane sostanzialmente la stessa ma possiamo dire lo stesso per dei riti diversi del rito romano come il rito bizantino che sicuramente non è un rito straordinario ma un altro rito

    NB perché non pensare a una associazione dei sacerdoti amanti del rito tradizionale che non sono legati a comunità tradizionali e rimangono  troppo isolati.Dispiace che alcuni abbandonano la Chiesa cattolica per raggiungere dei movimenti dissidenti d'ispirazione, mi dispiace dirlo, scjsmatiche.

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  54. Mi permetta: ma mi sembra questione secondaria!

    La guerra vera, quella con conseguenze letali ( per la Fede ) avviene attorno al Tabernacolo!

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  55. Il caro ospite non vuole fare polemica.

    Vuole solo mettere in riga il prossimo!

    Se è SS Benedetto XVI ne ha piena facoltà!

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  56. Pienamente d'accordo con don Carlo! La storia delle due forme dello stesso rito è assolutamente artificiosa e non convincente. Sono due riti diversi, che esprimono concetti diversi, tanto che quello nuovo viene tranquillamente chiamato "cena"...cosa impensabile per la Messa di sempre. Purtroppo quando si cerca di far per forza quadrare il cerchio succedono queste cose. . .

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  57. Recensione dell’anafora ecumenica.(censurata da Fides et Forma)
    Nonostante i problemi di tipo disciplinare, l'iniziativa dell’anafora ecumenica proposta da Ministrante è da lodare perché permette di chiarificare l’impasse teologiche della vicenda bimillenaria dell'istituzione ecclesisatica: che si caratterizza per idee teologiche e mentalità psicologiche inadeguate.
    La critica biblica ha chiarito alcuni concetti che i teologi ufficiali non hanno ancora purtroppo recepito, lasciando solo ad alcuni la testimonianza profetica. Ecco i risultati inoppugnabili di questa critica biblica e teologica.
    1. La morte del Gesù storico non è stata un sacrificio rituale ebraico, semmai una pena capitale irrogata dai romani per motivi essenzialmente politici.
    2. Meno che mai la Cena ultima è stata un sacrificio o un pasto sacrificale e ciò sarebbe stato impossibile per ebrei osservanti.
    3. Non è stata neanche un sacrificio di un nuovo rituale. Se la comunità dei discepoli del Gesù storico avesse anche interpretato in modo realistico e non metaforico le parole della Cena, si sarebbe macchiata di gravi peccati: cibarsi della carne di un uomo, bere o entrare in contatto col suo sangue, suggellare un patto di sangue, equivaleva alla peggiore maledizione, a uscire dall’ebraismo entrando nel paganesimo. 4. Il vangelo di Luca è il meno inappropriato: il riferimento all’alleanza di Geremia non ha a che fare con sacrifici, e neppure le parole sul pane dicono più di una metafora (è un pane dato “perché lo mangiate” e dunque “a voi” e non “per voi”, in senso salvifico-espiatorio).
    5. La morte del Gesù storico non è stata neppure un nuovo evento sacrificale inaugurante una nuova economia salvifica, perché anche questo sarebbe stato un peggiore paganesimo: richiederebbe un Dio di sangue, che prescrive un sacrificio umano attraverso carnefici istituzionali, dopo averlo rifiutato all’inizio. 6. La lettera a Ebrei che sembra sostenere questo, invece sovverte (cap. 13) l’economia sacrificale decretandola inutile e dannosa. 7. Né può valere l’idea di R. Girard di un sacrificio che pone termine ai sacrifici, perché richiederebbe comunque un rituale di collegamento con questo sacrificio inaugurale, mentre è dimostrato senza alcun dubbio che la lettera a Ebrei esprime una comunità che non celebrava alcun pasto sacrificale, sia pure spiritualizzato (perché la mentalità sacrificale rimane, traslata ma rimane con i gravi danni psichici che si vedono nelle vittime di questa mentalità).
    L’anafora ecumenica è da lodare perché permette l’uscita da queste idee teologiche e mentalità psicologiche inadeguate all’instaurazione del Regno di giustizia, di amore e di pace voluto da Gesù, regno che non ha bisogno di nuovi sacrifici, né di un sacrificio inauguratore.
    Semmai, ci sarebbe da criticare il residuo ambiguo del racconto dell’istituzione: sarebbe stato meglio e più in linea con la critica biblica più progressiva o escludere lo stesso racconto o almeno evitare il rischio di una ipersacramentalizzazione, dicendo (invece che parlare ambiguamente di “corpo” o “sangue”) “questo è il mio segno dato a voi”.

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  58. <span>Recensione dell’anafora ecumenica.(censurata da Fides et Forma)  
    L'iniziativa dell’anafora ecumenica proposta da Ministrante è da lodare perché permette di chiarificare l’impasse teologica dell'istituzione ecclesisatica, che si caratterizza per idee teologiche inadeguate alla Parola.  
    La critica biblica ha chiarito alcuni concetti che i teologi ufficiali non hanno ancora purtroppo recepito, lasciando solo ad alcuni la testimonianza profetica. Ecco i risultati inoppugnabili di questa critica biblica e teologica.  
    1. La morte del Gesù storico non è stata un sacrificio rituale ebraico, semmai una pena capitale irrogata dai romani per motivi essenzialmente politici.  
    2. Meno che mai la Cena ultima è stata un sacrificio o un pasto sacrificale e ciò sarebbe stato impossibile per ebrei osservanti.  
    3. Non è stata neanche un sacrificio di un nuovo rituale. Se la comunità dei discepoli del Gesù storico avesse anche interpretato in modo realistico e non metaforico le parole della Cena, si sarebbe macchiata di gravi peccati: cibarsi della carne di un uomo, bere o entrare in contatto col suo sangue, suggellare un patto di sangue, equivaleva alla peggiore maledizione, a uscire dall’ebraismo entrando nel paganesimo.                                                                                                                                                                            4. Il vangelo di Luca è il meno inappropriato: il riferimento all’alleanza di Geremia non ha a che fare con sacrifici, e neppure le parole sul pane dicono più di una metafora (è un pane dato “perché lo mangiate” e dunque “a voi” e non “per voi”, in senso salvifico-espiatorio).  
    5. La morte del Gesù storico non è stata neppure un nuovo evento sacrificale inaugurante una nuova economia salvifica, [...]

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  59. L’anafora ecumenica è da lodare perché permette l’uscita da queste idee teologiche e mentalità psicologiche inadeguate all’instaurazione del Regno di giustizia, di amore e di pace voluto da Gesù, regno che non ha bisogno di nuovi sacrifici, né di un sacrificio inauguratore.  
    Semmai, ci sarebbe da criticare il residuo ambiguo del racconto dell’istituzione: sarebbe stato meglio e più in linea con la critica biblica più progressiva o escludere lo stesso racconto o almeno evitare il rischio di una ipersacramentalizzazione, dicendo (invece che parlare ambiguamente di “corpo” o “sangue”) “questo è il mio segno dato a voi”.

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  60. Una domandina semplice semplice, da una cattolica-bambina, nè tradizionalista nè progressista, e neppure troppo colta: ma Lei è cattolico?  

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  61. la nux vomica non è male

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  62. Alexander Von Trotta8 gennaio 2011 09:22

    A occhio e croce mi sembra dalle parti di Zwingli. Ma perché suppone che le sue elucubrazioni ci interessino?

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  63. Caro d. Mercenaro ma lei fa parte dei neo catecumenali? Perché quello che esprime è contrario in toto ai decreti del concilio di Trento sull' Eucaristia e dei numerosi testi del concilio Vaticano II che trattano dell' Eucaristia.
    Non voglio lanciarmi qui in una risposta a tutti i suoi argomenti e ai suoi criteri di ermeneutica ma mi limito ad accennare al fatto che è Gesù stesso a dare una dimensione sacrificale di espiazione e di amore alla sua morte in croce "Questo è il mio Corpo che è dato per voi" "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue che è versato per voi" (luca 22,19-21)
    Ma non sviluppo oltre perché non mi sembra né il luogo né il casa di fare un corso di dottrina cristiana su questo blog,,,poi il suo nome è già abbastanza indicativo...

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  64. Sul Web è pieno di forum di tutte le risme: perchè farci uscire il latte dai calcagni con tesi ampiamente condannate dal Magistero?

    Stia tranquillo, è' pieno di gente che la pensa come lei: li può trovare  FUORI dalla Chiesa Cattolica!!!!!!

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  65. Ho idea (come l'aveva il caro Pastorelli) che l'illustre don Mercenaro sia questa persona qua: http://www.rivelazioni.com/persone/mercenaro/

    Dal che, ognuno può trarre le logiche conseguenze.

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  66. Don Carlo,
    non c'è da preoccuparsi di quanto scrive D.Mercenaro. Probabilmente "i risultati inoppugnabili di questa critica biblica e teologica" li avrà desunti dalla bibbia seguita dai testimoni di Geova, dove viene riportato il passo di Luca dell'ultima cena con queste espressioni "Questo significa il mio corpo che sarà dato in vostro favore. Continuate a far questo in ricordo di me".
    Le elucubrazioni critiche di questo signore non incantano nessuno.

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  67. Hai toppato, Pippo.

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  68. D'altronde, potevi rispondere altro? Il nick è quello, quella la persona.

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  69. il rito domenicano non era un'altra forma dell'unico rito romano?

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  70. mons. Lefebvre quando era in viaggio indossava anche il clergyman... ah, che modernista! :)

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  71. Calma, calma. Probabilmente questo "mercenaro" sta ridendo di noi e godendo delle sue provocazioni. Piuttosto le sue eretiche affermazioni, che non meritano alcun tipo di confutazione, ma che purtroppo non sono infrequenti in ambito ecclesiale, rafforzino le nostre convinzioni e ci servano a chiarire esemplarmente a molti "tiepidi" dove ha portato "lo spirito del concilio" (o il concilio stesso?). Ben vengano i "mercenaro" di turno: sono munizioni preziose per la nostra battaglia.

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  72. le sue eretiche affermazioni, che non meritano alcun tipo di confutazione
    Debole argomento. Se lei è così scienziato, risponda e se le riesce confutti.

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  73. Lasci perdere le questioni di Fede , indirizzi la sua fantasia a qualcosa d'altro .
    Perdona loro non sanno quello che fanno .

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  74. Io non intendo "confuttare" niente. Non lo merita. Lei ha sbagliato argomenti, tempo, sito e interlocutori. Vada altrove a spargere i suoi veleni. In caso contrario, non pretenda di essere preso sul serio. 

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  75. Beh, qualcuno qui aveva preannunciato che le donne avrebbero cantato NELLA Sistina...

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  76. Cattolico terra terra8 gennaio 2011 16:35

    Caro Don Pierangelo,
    le assicuro le mie (povere) preghiere.

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  77. x silente parole Sante

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  78. Quale sarebbe il prete di Verona "nelle stesse condizioni" di don Pierangelo?

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  79. "Semmai, ci sarebbe da criticare il residuo ambiguo del racconto dell’istituzione: <span>sarebbe stato meglio e più in linea con la critica biblica più progressiva o escludere lo stesso racconto</span> o almeno evitare il rischio di una ipersacramentalizzazione, dicendo (invece che parlare ambiguamente di “corpo” o “sangue”) 'questo è il mio segno dato a voi'."
    Ecco, bravo\a d.Mercenaro (che al 99% è l'individuo a cui rimanda il link più sopra), sull'onda della critica biblica più progressiva, cerca di eliminare del tutto quel fastidioso 'racconto dell'istituzione'. E magari anche quel tremendo discorso di Nostro Signore nella sinagoga di Cafarnao (Gv 6, 30-70) che tanto scandalizzò i giudei. Così eviterai di provare troppi rimorsi di coscienza nel caso dovesse scorrere quelle pagine.  Del resto non sei il primo, anche Lutero eliminò la Lettera di S. Giacomo definendola una "lettera di paglia". E' così che si fa: quando qualcosa disturba il nostro beato orgoglio - che siano dogmi di Fede, la S.Scrittura, i monumenta della Tradizione - si sfoltisce, si taglia, si modifica, meglio ancora si elimina, e via col tango... Ad maiora.   P.S.: bella l'eresia finale della transignificazione... 

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  80. <span>

    "Semmai, ci sarebbe da criticare il residuo ambiguo del racconto dell’istituzione:<span> sarebbe stato meglio e più in linea con la critica biblica più progressiva o escludere lo stesso racconto</span> o almeno evitare il rischio di una ipersacramentalizzazione, dicendo (invece che parlare ambiguamente di “corpo” o “sangue”) 'questo è il mio segno dato a voi'."
    Ecco, bravo\a d.Mercenaro (che al 99% è l'individuo a cui rimanda il link più sopra), sull'onda della critica biblica più progressiva, cerca di eliminare del tutto quel fastidioso 'racconto dell'istituzione'. E magari anche quel tremendo discorso di Nostro Signore nella sinagoga di Cafarnao (Gv 6, 30-70) che tanto scandalizzò i giudei. Così eviterai di provare troppi rimorsi di coscienza nel caso dovesse scorrere quelle pagine. Del resto non sei il primo, anche Lutero eliminò la Lettera di S. Giacomo definendola una "lettera di paglia". E' così che si fa: quando qualcosa disturba il nostro beato orgoglio - che siano dogmi di Fede, la S.Scrittura, i monumenta della Tradizione - si sfoltisce, si taglia, si modifica, meglio ancora si elimina, e via col tango... Ad maiora.    P.S.: bella l'eresia finale della transignificazione...
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  81. <span>

    "Semmai, ci sarebbe da criticare il residuo ambiguo del racconto dell’istituzione: <span>sarebbe stato meglio e più in linea con la critica biblica più progressiva o escludere lo stesso racconto</span> o almeno evitare il rischio di una ipersacramentalizzazione, dicendo (invece che parlare ambiguamente di “corpo” o “sangue”) 'questo è il mio segno dato a voi'."
    Ecco, bravo\a d.Mercenaro (che al 99% è l'individuo a cui rimanda il link più sopra), sull'onda della critica biblica più progressiva, cerca di eliminare del tutto quel fastidioso 'racconto dell'istituzione'. E magari anche quel tremendo discorso di Nostro Signore nella sinagoga di Cafarnao (Gv 6, 30-70) che tanto scandalizzò i giudei. Così eviterai di provare troppi rimorsi di coscienza nel caso tu dovessi scorrere quelle pagine. Del resto non sei il primo, anche Lutero eliminò la Lettera di S. Giacomo definendola una "lettera di paglia". E' così che si fa: quando qualcosa disturba il nostro beato orgoglio - che siano dogmi di Fede, la S.Scrittura, i monumenta della Tradizione - si sfoltisce, si taglia, si modifica, meglio ancora si elimina, e via col tango... Ad maiora.    P.S.: bella l'eresia finale della transignificazione...
    </span>

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  82. alpium pastor quidam8 gennaio 2011 23:48

    Mercenaro, tu  chiedi confutazione dei tuoi argomenti: Ebbene l'esortazione postsinodale sulla Parola Di Dio, afferma che la Scrittura va letta nella e con la Chiesa e non pricipalmente con la "critica biblica".
    Ora le uniche comunità che stando alla Dominus Jesus possono chiamarsi Chiese e cioè la Cattolica in maniera piena e la Ortodossa ,che sebbene scismatica  ha mantenuto valide ordinazioni e validi sacramenti, hanno sempre interpretato in senso sacrificale la S. Messa, la Preghiera eucaristica o anafora ed anche l'Ultima Cena. In base al Tridentino, ripreso  dal Vat.II, ciò che tu dici, "anathema est!"

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  83. Lo dice la parola stessa: rito domenicano.
    Che era un rito proprio, differenziato dal rito romano.

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  84. Carissimo Don Pierangelo, comprendo benissimo tutte le difficoltà, sia quelle che vengono dagli ostracismi e ostruzionismi dei "post-conciliari", sia quelle che nascono dalle fisime di alcuni tradizionalisti che badano più ai pizzi dell'altare che alla sostanza della Messa "extraordinaria"...! Cerchi di resistere! Cerchi - come le è possibile - di "tirar" su un gruppetto di persone - e se ce la fa anche di giovani! - che imparino ad amare la meravigliosa spiritualità che sgorga dalla Messa in rito antico. Un gruppo di persone che la sostengano e la aiutino - come possono - a celebrare la Santa Messa nella sua forma corretta e con tutto quanto le occorre. Non getti la spugna, lotti e preghi; il Signore la aiuterà! Un ricordo nella preghiera "ad invicem"!

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  85. Misa Tradicional Ciudad Real9 gennaio 2011 14:34

    <span>Desde España todo mi apoyo para usted P. Rigon. Hemos publicado en nuestro blog la traducción al español de su carta. Nuestro más sincero afecto desde la España Católica, hoy más perjudicada que Italia, le comprendemos perfectamente.</span>

    http://misatradicionalciudadreal.blogspot.com/2011/01/caso-vicenza-ahora-despues-de-la-fuga.html

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  86. Mons. anacoreta9 gennaio 2011 16:40

    Farò uno sforzo ulteriore (non mi sarà difficile) per

    NON USARE MAI LA DICITURA " MESSA STRAORDINARIA"

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  87. BEH le diaconesse sono un ministero antichissimo, che fra l'altro credo sia stato ricuperato da alcune Chiese orientali...(ma sulla questione mi informerò di preciso), quindi non sarebbe un'invenzione.

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  88. don Pavesi, alessandro.

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  89. La situazione di don Pavesi è molto diversa da quella di don Pierangelo.
    A Verona sarebbe cosa buona se si istituisse la parrocchia personale per seguire meglio tutti i fedeli legati al rito tradizionale.

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  90.   A Don Pavesi vogliono togliere Chiesa di Santa Toscana, per relegarlo in un'altra Chiesa molto scomoda e senza fedeli. Così da scoraggiare i Fedeli abituè dell' UNICA Messa Tridentina "concessa" dalla diocesi di Verona.

    Don pavesi E' costretto a raccogliere firme affinchè la curia veronese desista da questo colpo basso!!!

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  91. Vicenza: c'è un solo nome per tanta tristezza: l'eccellente Nosiglia. E ce lo terremo a lungo. In più, non mi sembra uno che gli basterà Torino. Avete notato la smorfia della bocca? Evidentemente è uno scontento di tutto. Ed è una bocca che ritroviamo sulla faccia di tante altre 'eccellenze' infelici: un segnale inequivocabile. Se l'accompagnamo con la mancanza di luce dello sguardo ("occhio specchio dell'anima"), è tutto dire. Davvero, "Signore, pietà".

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  92. nonsonotradizionalista28 gennaio 2011 16:06

    il motu proprio fa ridere!!

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